Abstract: I rallentamenti sono da imputare ai tempi della burocrazia, al Coni che ha tenuto ferma la domanda a Roma per diversi mesi, ad una ennesima commissione tecnica che ritengo assurda. Tutti questi passaggi ci hanno fatto perdere alcuni mesi. L'aumento di spesa era già stato previsto su un 10%, basti pensare che solamente il prezzo dell'acciaio era aumentato del 300 per cento.
Abstract: di un sindaco stanco di lottare da un Comune di confine contro leggi e burocrazia che penalizzano le comunità più piccole o che presentano troppe peculiarità. Come quella di essere arroccate in collina. Ora invece la cosa si fa più seria. Ma l'associazione dei Comuni per gestire i servizi in consorzio? "E' una prospettiva troppo indefinita - aggiunge il sindaco -.
Abstract: Il tutto alla faccia della lotta alla burocrazia". Per avere quindi il parere definitivo si dovrà attendere verosimilmente la fine dell'anno. Sempre che la Conferenza dei servizi non ritenga necessario prendersi altro tempo. "Vorrei rincuorare tutti - continua Mattinzoli - che quanto accaduto non significa che si riparta da capo.
Abstract: come un monumento allo strapotere della burocrazia. Solo adesso la situazione sembra sbloccata, così almeno assicurano i componenti della commissione viabilità della Provincia. Tre giorni fa il sopralluogo per verificare lo stato del cantiere. "L'Enel ha già spostato i cavi - spiegano Alba Canu e Gianni Carbini - mentre la Telecom ha affidato i lavori per lo spostamento dei paletti.
Abstract: Tenendo conto delle sue conoscenze riguardo queste pratiche, ritiene che la burocrazia fosse eccessiva o disincentivante? "Fino a ieri, se si voleva aprire un'attività commerciale, bisognava passare per diversi uffici e ottenere un po' di autorizzazioni. Mi sembra che con due moduli da scaricare on-line la burocrazia si possa snellire in modo consistente".
Abstract: anno no di Andrea e Fabè fra infortuni e burocrazia Sfumata la maglia azzurra alle Olimpiadi ora l'obiettivo è ripartire assieme nel 2009 già con le prime indoor. "Io non mollo" Uniti nella buona e nella cattiva sorte, com'è naturale che sia in un matrimonio ben riuscito. In questo caso - sia chiaro: solo a livello sportivo - ha prevalso la sorte cattiva,
Abstract: idea applicata però maluccio o malissimo da despoti asiatici o burocrazie ottuse. Allo stesso modo il liberismo degli ultimi vent'anni viene considerato un'idea così brillante, così gagliarda, che non gli si imputa neanche ciò che proprio lui e solo lui può avere innescato, un capitalismo senza più alcun rapporto con la ricchezza prodotta dal lavoro, senza misura e senza controlli,
Abstract: Formazione, infrastrutture, servizi, burocrazia: l'obiettivo è agevolare l'interazione tra pubblico e privato, fare in modo che Genova diventi più internazionale, capace di attrarre nuovi lavoratori stranieri ma soprattutto più generosa e pronta ad accogliere i tanti già presenti in città.
Abstract: ma anche di poter contare su migliori collegamenti aerei, burocrazia più snella, relocation service, occasioni di divertimento e integrazione. Il monitoraggio di "Genova.Internazionale 08" racconta una città dove l'inglese si parla ancora troppo poco e dove l'offerta per i lavoratori stranieri e per le loro famiglie è insufficiente rispetto alla domanda.
Abstract: La burocrazia ci assorbe, come se fosse un impegno lavorativo. Ma nessuno che non viva questa realtà lo può capire. Vogliamo far parte di questo mondo, non continuare a vivere nel mondo parallelo. MARINELLA MELIS - QUARTU SANT'ELENA ALESSANDRA CORRADI - VERONA (Seguono numerose altre firme) Auguri ai genitori tosti,
Abstract: Invece la burocrazia anche in questo appare bloccata. E poi si dovrebbe agire sugli affitti privati, che non scendono anche se l'offerta è debole, perché coi tempi che corrono la casa è sempre più un bene rifugio". Nostalgia dell'equo canone? "Non è il demonio, anche se naturalmente senza controlli produce solo una marea di pagamenti in nero.
Abstract: Viareggio Anziani e burocrazia, problemi per gli arretrati della tassa rifiuti VIAREGGIO. La brutta sorpresa è arrivata per posta: 435 euro per la tassa sui rifiuti (la Tia) riferita agli anni 2007 e 2008. Arretrati insomma che la Patrimonio contesta alla signora F.
Abstract: certo, la burocrazia e le lobby non agevolano certo gl'interventi". Le associazioni che tutelano i disabili dicono di non essere granché ascoltate. "Ci sono lobby più forti, purtroppo. Ma dalle amministrazioni ci si aspettano buone politiche, non che caschino nelle trappole degli interessi incrociati".
Abstract: Una burocrazia troppo lunga e che ha suscitato qualche malumore nella direzione distrettuale antimafia. Per il momento in manette sono finiti Biagio Cassano, 53 anni, Michele e Sergio Abbrescia, rispettivamente di 42 e 50 Michele Calzolaio, 44, (dovrà scontare 15 anni di carcere, la pena più alta) Antonio Cardinale,
Abstract: la burocrazia con le registrazioni. Il Lafti riesce però a distribuire 13.000 acri ad altrettante famiglie che diventano poi protagoniste - soprattutto le donne - di programmi socioeconomici: artigianato di villaggio, habitat, nutrizione, istruzione dei bambini, corsi di computer per i dali (gli intoccabili),
Abstract: la burocrazia. Un muro contro il quale un malato, da solo, non potrebbe che andare a sbattere. Lo sa bene Anna, 50enne monzese, nel ciclone di una grave malattia che all'inizio di giugno ha colpito il marito, rendendolo un invalido. Insieme ai figli si è dovuta rimboccare le maniche per aiutare il suo compagno improvvisamente incapace di provvedere in piena autonomia a se stesso.
Abstract: la burocrazia. Un muro contro il quale un malato, da solo, non potrebbe che andare a sbattere. Lo sa bene Anna, 50enne monzese, nel ciclone di una grave malattia che all'inizio di giugno ha colpito il marito, rendendolo un invalido. Insieme ai figli si è dovuta rimboccare le maniche per aiutare il suo compagno improvvisamente incapace di provvedere in piena autonomia a se stesso.
Abstract: Alla politica chiediamo di essere più vicino alle imprese locali - conclude Steca - chiediamo di snellire la burocrazia, chiediamo di far partire i tanti project financing fermi da troppo tempo. Chiediamo, infine, nel rispetto delle regole di privilegiare le nostre imprese rispetto a quelle che arrivano da fuori regione". Mauro Nucci.
Abstract: Uno dei costi maggiori che le imprese sostengono è quello della burocrazia e l'inefficienza di alcuni servizi penalizza il lavoro dei privati. Va dato atto, comunque, che alcuni uffici dell'amministrazione comunale sono invece molto efficienti. D'altra parte i lavoratori vanno anche valorizzati e incentivati a fare bene ed è compito dei vertici organizzare il lavoro e,
Abstract: Il Consorzio, insomma, tenta di arrampicarsi sugli specchi, ben sapendo che sul versante giuridico avrà torto. La politica? Come al solito si disinteressa della questione, ma inefficienza e burocrazia non possono più pesare sui cittadini". Stefano Cinaglia Image: 20081003/foto/6979.jpg.
Abstract: è anche il deficit di produzione rispetto al fabbisogno, molto acuto in Campania (importa il 60% dell'energia che le serve)e Basilicata (51,4%). Colpa anche del-la burocrazia, che sta rallentando le autorizzazioni per 15 centrali. Ma Puglia (in surplus dell'88%), Calabria e Sicilia sono in attivo. Servizi u pagina 2 l'articolo prosegue in altra pagina.
Abstract: anche molti interventi sulla rete Ostaggio della burocrazia 15 centrali Centrali elettriche, reti di trasmissione, rigassificatori e termovalorizzatori. Opere con caratteristiche e tecnologie molto diverse, accomunate dall'importanza strategica per lo sviluppo del Meridione e al tempo stesso dal destino ricco d'incognite, causa lungaggini burocratiche o integralismo ambientalista.
Abstract: Anche la burocrazia fa la sua parte. Le istruttorie per l'apertura di una centrale o anche solo per l'ampliamento di una rete già esistente sono lunghe e ricche d'insidie. A complicare tutto, poi, contribuiscono i ricorsi alla giustizia amministrativa che testimoniano l'estrema litigiosità che il tema energetico è in grado di scatenare.
Abstract: La Giunta veneta ha "tagliato" la burocrazia sulla navigazione interna La Regione ha abolito il giornale di bordo   La giunta regionale ha dato un ulteriore "taglio" agli adempimenti burocratici riguardanti le imbarcazioni adibite a servizio pubblico in acque interne e lagunari.
Abstract: proprio il dogmatismo verticistico ed esasperato della burocrazia ecclesiastica ha bloccato il processo di diffusione della conoscenza dei problemi. Al punto che, a parte pochi specialisti, in genere professori e allievi delle Università, il fedele comune ignora tutto o quasi delle lotte tra le varie comunità d'oriente e d'occidente nonché tra le varie comunità dello stesso paese.
Abstract: facendo sistema e riducendo i problemi della burocrazia". Per il presidente dell'Unione Industriali di Napoli, Gianni Lettieri, "l'iniziativa può rappresentare una grande opportunità, in quanto acceleratore d'impresa, favorendo innovazione e crescita dell'occupazione". Critico, invece, il rettore dell'Università del Sannio Filippo Bencardino: "Noi non siamo stati coinvolti"
Abstract: il bestiame: la complessa burocrazia e le regole severissime predisposte scoraggiano gli allevatori. Di conseguenza cala anche il volume delle contrattazioni".Se i bovini e gli equini ieri in passerella lungo il viale cittadino erano poche centinaia e gli affari sono risultati scarsi, moltissimi sono stati invece i visitatori.
Abstract: Purtroppo la complessa burocrazia e una serie di malintesi hanno ben presto raffreddato l'entusiasmo di Giovanna Borsetto, Barbara Borsetto e Francesca Emili. Visto che il nostro progetto rientrava tra le categorie destinatarie del bando spiegano le tre amiche abbiamo presentato domanda per l'assegnazione di uno spazio all'ex Cnomv della Giudecca,
Abstract: anche se esigenze di burocrazia lo tengono in vita fino a novembre, quando sarà lo scioglimento ufficiale. In ogni caso, niente Victor d'Autunno né Victor sotto l'albero per le domeniche d'autunno e d'Avvento del 2008.E adesso? Non si sa ancora. La riunione del 30 ha portato solo ad abbozzi di idee.
Abstract: per la semplificazione della burocrazia nei piccoli Comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti. In grado, quindi di alleggerire tutta una serie di costi grazie alla semplificazione burocratica. Provvedimento che si rifletterà in concreto in minori spese per l'Ente locale ma anche per i cittadini".
Abstract: Una struttura che ne spende però quasi 400 in costi e burocrazia, mentre gli agricoltori attendono i pagamenti da due anni".Buona l'idea di un'agenzia per il presidente dell'Unione Artigiani e vicepresidente della Camera di Commercio di Belluno Luigi Curto. "Credo che, proprio per le esigenze di questa provincia, la capofila possa essere l'Ente Camerale,
Abstract: la rimodulazione degli ospedali pensati come istituti scorporati dalla burocrazia delle Asl e lo sviluppo dei servizi di emergenza, anche a valle della riorganizzazione del 118. A queste idee l'assessore regionale alla Sanità ha fatto eco illustrando le linee della propria strategia centrata sulla "medicina del territorio" e sulla "responsabilità del rinnovamento".
Abstract: un gigante imbrigliato, prigioniero delle istituzioni della burocrazia e delle carte. "Uno dei più grandi problemi dell'Italia è la sua incapacità di trasformare la potenza in energia". Il Paese non riesce a mettere a frutto le sue risorse. Fava individua tre aspetti che impediscono al sistema Italia di esprimersi.
Abstract: che gestisce 800 milioni per lo sviluppo rurale e ne costa 400 di burocrazia") che definisce "un'idea privatistica, che uccide la partecipazione. Un'idea aziendalistica".Di parere diverso invece il presidente dell'Unione artigiani Curto: "Un'agenzia è un'ottima idea per questa area. La Camera di Commercio potrebbe esserne la capofila".
Abstract: Upa dichiarano guerra alla burocrazia. "Rispettare gli adempimenti amministrativi connessi all'attività produttiva - spiega il dirigente Luca Mortara - comporta oneri che, per la piccola impresa, incidono per il 29,6% sul costo del lavoro. La categoria è alle prese con normative comunitarie, nazionali e regionali che mettono a dura prova l'operato degli imprenditori,
Abstract: prese dal nuovo esecutivo nei primi mesi abbiamo apprezzato la detassazione degli straordinari e la decisione di ridurre finalmente la burocrazia. A Berlusconi diciamo avanti così, perché non c'è più tempo da perdere se vogliamo che le nostre imprese stiano sul mercato. Suggeriamo per questo, l'istituzione di un fondo ad hoc per finanziare le imprese che investono in formazione.
Abstract: burocrazia e spacca la maggioranza. Gabriella Palocci, la dirigente del ministero del Tesoro che dal 2000 sovrintende all'utilizzo dei fondi europei in Sicilia, saluta il dipartimento Programmazione a tre mesi dalla chiusura del Por, quando l'amministrazione è chiamata a imprimere il massimo sforzo per spendere oltre un miliardo di euro ed evitare di restituire somme a Bruxelles.
Abstract: si legge in una allarmata nota dell'avvocatura comunale spedita ai vertici della burocrazia - oltre al pagamento del costo del pass che varia dai 12 ai 30 euro viene anche ingiunto al Comune il pagamento delle spese del procedimento monitorato, liquidate dal giudice di pace, in importi che vanno da un minimo di 180 a un massimo di oltre 470 euro".
Abstract: favorito alcun taglio allo spreco né ha messo mano ad alcuna riforma della burocrazia siciliana ("Da ministro per il Mezzogiorno portavo in Sicilia quantità di imprenditori poi fuggiti al solo pensiero di avere a che fare con le autorizzazioni dei vari assessori"). A questo punto, il ragionamento di Miccichè prende una piega maschia: serve un presidente della Regione che abbia le palle,
Abstract: mentre in Italia abbiamo solo burocrazia". All'assessore Franco Panizza, invece, Arcese ricorda gli elevati costi dei terreni prima di tornare a chiedere a Tajani anche i "distributori low cost": "Si può risparmiare il 15%" avverte l'imprenditore. I divieti settoriali dovrebbero entrare in vigore l'anno prossimo e, a meno che non siano un'arma di "ricatto"
Abstract: Un atto che esula dalla burocrazia vera e propria per intervenire sul sociale a favore delle famiglie in formazione. Si tratta, appunto, di un assegno di mille euro che verrà concesso per quelli che sono già nati nel 2008 e che nasceranno entro il 31 dicembre. L'incentivo, è stato programmato nel nuovo bilancio per il numero di 15 neonati.
Abstract: per abbreviare gli iter della burocrazia. Il nostro intento è di rendere il più possibile le procedure amministrative disponibili sul web. Stiamo lavorando anche perché la copertura della banda larga sia diffusa su tutto il territorio regionale". Formigoni ha fornito anche alcuni dati che mostrano quanto già sia diffuso l'uso della Crs: "Se ne servono ormai tutti i farmacisti (
Abstract: La "burocrazia" è arrivat... ? MASSA ? CALCIO giovanile? La "burocrazia" è arrivata fin lì... Pier Paolo Bonini, attualmente segretario del Fossone, una vita trascorsa con vari incarichi nelle società Romagnano e Turano, invita a riflettere sulle difficoltà sopraggiunte nello svolgere l'attività giovanile.
Abstract: "I tempi della burocrazia vanno accelerati - afferma Muradore - affinché i servizi pubblici siano efficienti ed efficaci. L'obiettivo di Fontanini è quindi giusto e condivisibile, ma l'approccio è sbagliato perché il lavoro e i lavoratori sono una risorsa, non una zavorra.
Abstract: anche per le notorie interferenze della burocrazia). E' come se gli amministratori dovessero fare presto e bene, due cose che il senso comune ci dice inconciliabili. Ma se non lo si sa fare, amministrare somiglia sempre più alla pretesa di svuotare il mare con un cucchiaio. Vogliamo dire che per la prima tratta del metrò ?
Abstract: "Chiediamo uno snellimento della burocrazia e in particolare una maggiore velocità nell'applicazione delle norme, perché in pochi campi come nell'edilizia il tempo è davvero denaro - ha detto Mancinelli - E' altrettanto importante l'attuazione di tutte le occasioni di spesa: molte si devono ancora sbloccare.
Abstract: "Sarò il rettore di tutti, non ho fatto patti con nessuno" "Sapienza: più ricerca e meritocrazia" Frati nuovo Magnifico: "Lotta alla burocrazia e rilancio del Policlinico".
Abstract: "Allungare la durata dei permessi, per sfoltire la burocrazia, eliminando anche l'articolo che impedisce il rilascio di un permesso di durata superiore rispetto al primo. Purtroppo, la regolarizzazione del 2002 prevedeva permessi della durata massima di un anno, che ancora si trascinano da allora.
Abstract: assenza di parcheggi in mare abbinata a tasse altissime e a una burocrazia prima al mondo fa sì che delle novecento navi da diporto (nave è la barca oltre i 24 metri) varate nel globo fra il 2005 e il 2007 solamente nove hanno scelto di battere bandiera italiana. Tutti soldi persi, poiché il 10 per cento del valore di una barca rimane nel territorio frequentato.
Abstract: Un miracolo del business che non si capisce come possa rimanere in Italia, considerati i lacci e i lacciuoli delle burocrazia. "E pure delle tasse che paghiamo - aggiunge Rosso - che frenano un po' la nostra volontà di investimento. Ci sarebbero molte cose da cambiare, ma si va avanti così".Right or wrong, my country (giusto o sbagliato, è sempre il mio paese).
Abstract: governo a sfoltire la burocrazia prima di applicarsi alle cifre del federalismo). Tuttavia il governatore siciliano Raffaele Lombardo ha provato almeno a parare il colpo di Formigoni. "Mi impegno - ha detto - a restituire al Tesoro i 140 milioni destinati a Catania entro due anni, a meno che la copertura di questi fondi non venga messa da subito in carico al bilancio della Sicilia"
Abstract: ma la burocrazia del cerimoniale organizzativo, avrebbe un cuore duro. Alla celebrazione saranno ammessi infatti solo i residenti. E con il piccolo angrese, la regola, non vuole ammettere eccezioni. "Pasqualino" lo chiamano in famiglia, dove le attenzioni e l'affetto sono concentrati tutte su di lui.
Abstract: Il sindaco parla della burocrazia come del male che impedisce qualsiasi trasformazione, compresa quella in fondo positiva del federalismo. Racconta che per spostare 50 metri di binari dismessi sta impazzendo nella rete di autorizzazioni necessarie. Denuncia che per aprire un negozio l'Asl ha chiesto nel modulo di indicare longitudine e latitudine dell'
Abstract: adesso nella volontà della direzione e nella capacità della burocrazia di accelerare al massimo le procedure restanti". Per questo non tutti sembrano convinti che, ultimati i lavori, si possa giungere all'operatività piena dell'ospedale in tempi ragionevoli. I cittadini sono stanchi di rivolgersi al vecchio ospedale, cui si accede da una sola strada, che attraversa le vie cittadine,
Abstract: resto fermo nella mia posizione perché il federalismo ci costringerà a fare la riforma della burocrazia regionale che finora non abbiamo saputo o voluto fare, perché altrimenti, come Regione Siciliana, affonderemo. Dimostreremo, come con il piano di rientro della Sanità, che una Tac non ci costi 4 o 5 volte di quanto si paghi in Friuli o in Lombardia.
Abstract: è davvero difficile sentire le "ragioni" della burocrazia o, peggio ancora, di un datore di lavoro che, già in passato, ha fatto registrare ritardi notevoli nel pagamento delle spettanze. "Perché certe responsabilità - sottolineano i pulizieri dell'Istituto tecnico commerciale di Caltagirone - devono essere fatte ricadere su di noi?
Abstract: dito puntato contro la Provincia Trattori in piazza per protesta Agricoltori esasperati da costi e burocrazia per lo smaltimento dei rifiuti MiranoSessanta trattori e duecentocinquanta agricoltori in piazza per protestare contro i costi per lo smaltimento dei rifiuti agricoli. Il corteo, organizzato dalla Cia, è partito dai campi sportivi per poi approdare in piazza Martiri.
Abstract: assurdo ma la burocrazia prevista e il gran numero di furbi, non inducono ad un comportamento responsabilmente civico. Ne è emblema il caso del trovatello di Visnà di Vazzola: la signora Mancin che l'ha trovato ha ricevuto sostegno soltanto dalla clinica veterinaria del dottor Schievenin, poi si è incappata in una serie di rimpalli amministrativi su cui il servizio veterinario dell'
Abstract: talvolta gli imprenditori sono messi in difficoltà e penalizzati dalla burocrazia nel ricambio generazionale" e che "purtroppo l'apprendistato e la formazione professionale sono eccessivamente trascurati".Da parte sua Alessandro Vardanega, presidente di Unindistria Treviso, ha sottolineato la necessità di "mantenere il legame con i valori che hanno reso possibile lo sviluppo".
Abstract: "La colpa è della burocrazia" PADOVA - "E' vero che si allungano i tempi di pagamento, tuttavia non mi sembra che la situazione sia così drammatica, nè che sia peggiorata in questi ultimi tempi". Oreste Parisato, 70 anni, titolare di una tipografia a Saonara, in Provincia di Padova, è il presidente della Cna regionale.
Abstract: i costruttori hanno chiesto di avere a disposizione piu' spazi per le lavorazioni, piu' sbocchi a mare e meno burocrazia, anche se questo non deve significare meno controlli e meno sicurezza nei cantieri. "Tutte le realta' toscane della nautica da diporto - ha assicurato l'assessore - su questi temi troveranno sempre la massima attenzione da parte della Regione Toscana.
Abstract: più controlli a difesa dei torrenti Cambiano le regole in materia di utilizzo delle acque pubbliche: ci sarà meno burocrazia per ottenere o rinnovare concessioni e autorizzazioni ma allo stesso tempo norme precise e chiare a tutela di un bene ambientale insostituibile. Sono in sintesi le linee guida del documento approvato lunedì dal Consiglio provinciale.
Abstract: portare avanti le istanze dei soggetti più fragili e semplificare la burocrazia. La Civica a sostegno di Divina si sente una forza nuova che chiede la ricostruzione del Trentino, pur mantenendo l'autonomia, e il rinnovamento della classe politica. Al centrosinistra si imputa uno stallo nello sviluppo turistico e la mancanza di un programma per lo sviluppo economico del territorio.
Abstract: Risultati raggiunti a seguito dell'istituzione a Tirana, per effetto di accordi bilaterali, di un ufficio di coordinamento interforze "che snellisce le procedure per i contatti, consente di superare gli intoppi della burocrazia con l'acquisizione di notizie in tempi brevi".
Abstract: Dieci mesi per la burocrazia e due mesi per la manodopera: in ballo c'è la sopravvivenza di un edificio storico. Tutto cominciò a novembre dello scorso anno, quando Don Italo chiese ad una impresa locale di provvedere alla sostituzione urgente di grondaie e canali pericolanti.
Abstract: La burocrazia penalizza il lavoro nelle classi" Alunni delle scuole elementari Il maestro Paolo, molto amato dai suoi piccoli (e provvisori) allievi delle elementari, ha ventotto anni e già all'attivo un discreto itinerario professionale nel territorio della provincia: dopo esser stato in supplenza nel corso di quattro anni a Concesio,
Abstract: Enrico Berti Fiorenzuola quante tragedie Italia paese delle catastrofi idrogeologiche Egregio direttore, l'Italia della burocrazia, della cattiva amministrazione, delle omissioni si manifesta anche quando accadono calamità naturali. Sono passati, per esempio, 45 anni da quando (il 9 ottobre 1963) una frana dal monte Toc causò un'onda nel lago della diga del Vajont.
Abstract: Cronaca Aprono i cantieri telematici Gli investimenti della Telecom e gli ostacoli della burocrazia Linea veloce Adsl in arrivo nella Bassa ma occorrerà attrezzare le centraline di fibre ottiche più avanzate Burocrazia e imprevisti tecnici possono far slittare di settimane la conclusione dei lavori per portare l'Adsl dove non c'è.
Abstract: da anni disperso nei labirintici corridoi delle burocrazie regionali, provinciali e comunali, e infine riacciuffato per i capelli quando sembrava troppo tardi. Il contributo era stato deliberato dalla Regione nel 1991, ed era destinato alla realizzazione di un impianto polivalente sovracomunale in regione Bevegalza.
Abstract: Burocrazia a parte, l'imposizione del vincolo architettonico sull'intero Ferraris dovrebbe essere abbastanza scontato. Lo stesso Rossini afferma che "ci attiveremo come Soprintendenza per evitare che un'opera di valore come il Ferraris venga buttata giù e imporremo precise condizioni alla vendita dello stadio".
Abstract: Tradotto dal linguaggio della burocrazia: se le casse languono e i tagli non consentono di mantenere il livello attuale dei servizi offerti "a pioggia" a chi è in condizioni di disagio, malattia o handicap, allora è meglio bussare a chi può pagare, piuttosto che ridimensionare in modo indiscriminato.
Abstract: occupandosi meno di burocrazia e più di controlli sul territorio, si può combattere il fenomeno", spiega Nencini. "Ma già dai prossimi giorni intensificheremo i controlli battendo a tappeto tutti i cantieri della città insieme ad Asl e ispettorato del lavoro", annuncia l'assessore alla sicurezza sociale Graziano Cioni.
Abstract: Lunghe burocrazie, difficoltà di mercato, come pensa di riuscire a liquidare una parte del patrimonio nel tempo che le rimane? "E' vero il contesto non è dei migliori. Gli sforzi saranno concentrati sulla realizzazione degli investimenti previsti cercando di utilizzare gli strumenti in nostro possesso per velocizzare le pratiche"
Abstract: burocrazia e la fiscalità, dall'altro la fatica di coniugare un ruolo manageriale col carico di una famiglia da gestire, problema, quest'ultimo, a cui lo stato avrebbe dato solo sporadiche risposte. Altri contraccolpi sono invece deputati alla globalizzazione del mercato, cui non sarebbe corrisposto un adeguato rafforzamento dei principi democratici in ambito sociale e lavorativo.
Abstract: dove la burocrazia faceva a pugni con la creatività: ma la penna di Pasqui riuscì a proporre vignette, caricature dei colleghi. Andò in pensione nel 1975, anno d'inizio dell'attività pittorica a tempo pieno. Pasqui si definì sempre un autodidatta con la precisione del ragioniere e libertà dell'artista.
Abstract: anni i campi di tennis sono stati completamente abbandonati per colpa della burocrazia. Tuttavia la procedura tra Regione e palazzo San Filippo è arrivata al traguardo. Ed ora auguriamoci che per il prossimo anno il complesso tennistico 'Giulio Franchi', dopo anni di oblio, riprenda la sua concreta valorizzazione. E' augurabile un piano generale di sistemazione dell'intero piano,
Abstract: la burocrazia rende complicata la loro applicazione e molte amministrazioni non le rispettano". Tra queste, secondo Speziale, anche la Regione Toscana. "Una circolare regionale ? spiega ? regola i tetti di spesa delle prestazioni sanitarie convenzionate inserendo anche quelle riabilitative della disabilità.
Abstract: acquisizioni di pareri per alcune autorizzazioni che appesantiscono la burocrazia, obbligo di adeguamento dei Piani regolatori con conseguente aggravio di costi a carico dei Comuni. Ad ogni rilievo sono collegate specifiche richieste, volte ad evitare vincoli e spese non concordate e a semplificare le procedure amministrative.
Abstract: segnalando i limiti imposti da burocrazia e carenze normative. L'incontro tra l'esponente del governo e le associazioni del cosiddetto "Terzo settore" (impegnate nelle politiche famigliari, la lotta alla droga, le attività di servizio civile) si è tenuto l'altra sera, su iniziativa di Istemo, Istituto europeo per la modernizzazione.
Abstract: al tempo stesso, uno Stato spoliticizzato, una burocrazia non più strumento di clientele, una sanità non più presa dei partiti, eccetera. Sono le malattie indotte dalla politica nel corpo metropolitano, nella sua cultura, nei gruppi sociali, nelle istituzioni che hanno fatto di questa città un caso nazionale.
Abstract: opera impone una riflessione su come i tempi della burocrazia siano sempre di più un problema da abbattere e questo governo si sta impegnando in questo senso". L'ex ministro, ora deputato, Pietro Lunardi, citato da più persone ricorda con soddisfazione come "questa collaborazione, che va sopra gli schieramenti, ha creato una bella opera.
Abstract: hanno a cuore i beni della comunità e si perdono nella burocrazia invece di dare risposte": don Pietro Baretta è furente. L'altra sera un camion, l'ennesimo, ha urtato l'abside del Santuario del Cristo, staccando alcuni pezzi di mattone. L'ultimo incidente simile risale solo allo scorso luglio. Ma l'elenco dei danni subiti dalla chiesa è lungo e l'allarme non è certo una novità.
Abstract: Fiumi di denaro pubblico evaporato nei rivoli della burocrazia e delle inchieste giudiziarie. LA MARE-MONTI. Iniziamo con Mare-monti, ideata per collegare l'entroterra pescarese alla costa. I "padri" del progetto la definirono come la "via dello sviluppo economico". Il primo lotto dei lavori, da Penne a Passo Cordone (Loreto Aprutino), circa 10 chilometri,
Abstract: Grazie alla burocrazia universitaria il rilancio del turismo locale è assicurato. Il metodo del quale ci si avvale è un po' anomalo? Forse. Ma quel che conto sono i numeri dell'incremento che - così seguitando, e se si replica la tecnica anche in altri uffici pubblici e privati - raggiungerà picchi impressionanti.
Abstract: Il problema della scuola italiana è che è soffocata dalla burocrazia: una marea di circolari che assillano gli insegnanti e che sottraggono loro anche il tempo per riflettere. Risultato: un rimpallo di responsabilità dall'uno all'altro". E i bambini? Oggi, nelle scuole si sente sempre più spesso parlare di bullismo e di filmati non certo edificanti.
Abstract: "L'Italia è un Paese meraviglioso per passare le vacanze, ma c'è troppa burocrazia, il modo di vivere è completamente diverso da quello al quale sono abituato. Però sono molto legato alla mia terra - dice Dino -. Il 5 giugno 2009 farò 80 anni. Se Dio vorrà spero di venirli a festeggiare a Valvasone". Martina Milia.
Abstract: Da anni Domenic o Boschi si batteva con generatori e burocrazia e alla fine, grazie alla collaborazione di diversi enti, il risultato era arrivato anche con poca spesa, utilizzando i tubi dell'acquedotto dismessi dal Covise entro i quali è stato fatto salire fino a Dogana Vecchia, a pochi passi dal rifugio, il cavo che alimenta la nuova cabina Enel.
Abstract: osterie o bettole bassanesi che nessuno più ricorda o sono completamente sconosciute tranne che per le vecchie carte della burocrazia o della stampa.Le antiche cronache ci raccontano di uno di questi ambienti chiamato Al Pastorello. Che il nome sia stato ispirato al Natale o alla professione del guardiano di pecore, un tempo abbastanza comune, non è dato a sapere.
Abstract: soprattutto con la burocrazia, fu subito in salita. Rinascita lo abbandonò presto al suo destino di "sfiduciato". Nel 1999 toccò a Mauro Adamo, che prevalse su Giuseppe Campisi, conquistando la sindacatura. Fu breve anche la sua permanenza in carica. Nell'aprile del 2001 il primo cittadino pachinese morirà per le conseguenze di un ictus.
Abstract: dovrebbero garantire una certa liquidità da investire sul mercato per arrivare a qualche altro elemento che colmi le evidenti lacune d'organico palesate in questa prima fase del campionato. Resta ancora da decifrare la situazione dello stadio, i cui lavori di adeguamento avrebbero dovuto iniziare ancora nei giorni scorsi, ma che invece sono ancora fermi nei meandri della burocrazia.A.R.
Abstract: Che rischia di schiantarsi contro le barriere della burocrazia e, soprattutto, contro i vincoli di un mercato oggi in fortissima difficoltà. Il programma di cessioni immobiliari ipotizzato dal Sant'Anna per raccogliere 33 milioni di euro è un'autentica incognita. Secondo Danilo Bertocchi, vicepresidente lariano della Fimaa (l'associazione dei mediatori d'affari),
Abstract: l'esigenza di semplificare le pratiche demaniali e la burocrazia. Rilevato che il convegno è stato "positivo, utilissimo, da ripetere con una squadra" di relatori notevole, Ferro ha concluso:"Noi vendiamo cordialità, accoglienza ed ambiente, che sono cose essenziali, oltre allo sdraio ed al lettino.
Abstract: Allora togliamo la burocrazia, semplifichiamo il linguaggio anche delle circolari, riduciamo il numero delle norme". Insegnanti più considerati, dunque, ma anche scuole gestite in modo diverso. Bisogna trasformarle, che siano statali o non statali - ha sostenuto il ministro Gelmini - in fondazioni dove ci sia una partecipazione ampia delle famiglie.
Abstract: coppia di poliziotti scanzonata e ligia al dovere che scombina quasi sempre i piani alti della burocrazia.MERCOLEDÌ 8 - Sky Cinema 3 ore 21 "Quattro matrimoni e un funerale" di Mike Newell con Hugh Grant e Andie MacDowell. Un giovane inglese è convinto che sposarsi fa male fino a quando non incontra un'avvenente americana di cui s'innamora perdutamente, ma non tutto fila liscio.
Abstract: Per percepire gli arretrati e i ratei mensili i lavoratori devono aspettare che l'azienda invii all'Inps le schede relative ad ognuno di loro debitamente compilate e firmate, la burocrazia allunga i tempi di riscossione", dice la Cgil. Per questo, a partire dalle 9,30, i lavoratori, stanchi dell'attesa e senza stipendi, sono davanti ai cancelli dei Cantieri navali.
Abstract: ha spiegato il presidente della Regione dobbiamo mostrare il modello della sanità del Lazio, e questo ne è un esempio: sarà il primo centro visibile di un'integrazione sociosanitaria". Marrazzo ha anche aggiunto: "Dobbiamo avere la capacità del pronto intervento sbloccando le opere che la burocrazia ha delittuosamente frenato". . <<BACK.
Abstract: Via la burocrazia dal lavoro degli insegnanti. È uno degli obiettivi da inseguire, a parere del ministro Gelmini, per migliorare la scuola italiana. L'intervento del ministro ha anche riguardato gli insegnanti: "Abbiamo meccanismi burocratici che appesantiscono la vita dei docenti - ha detto Gelmini -.
Abstract: La burocrazia uccide le aziende, la politica può fare molto per rilanciare il made in Italy, ma fa presto pure a cancellare esperienze importanti. Dobbiamo aprirci ai mercati lontani, alla Cina e alla Russia ma anche all'India. Dobbiamo pensare a un sistema di sgravi fiscali per le aziende che hanno il coraggio di esportare.
Abstract: serve solo la volontà politica e la forza di incidere su una burocrazia asfissiante, che spesso blocca per mesi e in maniera ingiustificata anche il semplice allaccio alla rete elettrica. Sono già passati due anni dall'avvio dell'ultima programmazione di fondi comunitari per le Regioni Obiettivo 1 e non vediamo passi in avanti".
Abstract: Non meno interessanti appaiono le risposte degli elettori di Centro-Sinistra a un paio di domande sui temi della burocrazia, della criminalità e dell'immigrazione clandestina. Alla domanda “La criminalità e l'immigrazione clandestina vanno combattute con leggi più severe ?” una forte maggioranza degli elettori di Centro-Sinistra (67,3%) ha risposto “
Abstract: trasporti, e di rimuovere 'paletti fiscali e burocrazia' che frenano gli investimenti stranieri, di innalzare la scarsa professionalità degli addetti. Per il presidente di Unioncamere il ponte sullo stretto di Messina potrà rilanciare il Sud, insieme alla formazione: "Dobbiamo sfornare meno camerieri –
Abstract: importanza di fare formazione ed alleggerire la burocrazia per agevolare le imprese in una fase non semplice per l'industria. Soddisfatto Gianni Renzi. "Al giorno d'oggi dobbiamo superare una certa diffidenza di tanti giovani nei confronti delle nostre aziende. Servono poi figure tecniche, e si fa molta fatica a superare i passaggi generazionali".
Abstract: stiamo lavorando per semplificare la burocrazia che spesso mette in difficoltà chi vorrebbe dedicarsi all'agricoltura come professione". Si è chiusa quindi con la consegna dei premi ai commercianti e ai produttori un'edizione della mostra mercato che ha dato ampio spazio ai prodotti agricoli, tra tutti il radicchio nostrano e il vino feltrino,
Abstract: obbligo del biglietto nominale, quindi costi inferiori, meno burocrazia e accessi facili allo stadio. E' questa la discrepanza. E' la stessa situazione che si è verificata con gli ingaggi in "nero" che il presidente della Lega Pro Mario Macalli, finalmente, ha avuto il coraggio di denunciare e che genera un doping amministrativo.
Abstract: ha ampliato a dismisura lo spazio della burocrazia e del vuoto pedagogismo, figlio del predominio ideologico della sinistra progressista a scapito dei contenuti, dell'apprendimento del sapere, delle nozioni e della disciplina". Non è vero poi, secondo il Pdl, che la scuola sia in sottorganico: ha "il più elevato numero di addetti (1,3 milioni) in rapporto al numero di studenti"
Abstract: DUE NUOVI INSEDIAMENTI Via a Oberalp e Technoalpin Un contratto di dieci anni, senza necessità di esproprio, con meno burocrazia e maggiore flessibilità: sono i punti centrali sottolineati da Werner Frick assessore provinciale all'Economia in merito al contratto che autorizza l'insediamento in zona produttiva a Bolzano sud delle società Oberalp-Salewa e Technoalpin.
Abstract: Meno burocrazia, più attenzione al commercio ed ai pubblici esercizi, equilibrio urbanistico, ma sopratutto una politica che metta il turismo al centro delle prospettive di sviluppo. Sono le proposte elaborate dall'Unione che ieri, per delineare una proposta complessiva per la prossima legislatura provinciale,
Abstract: firmare contro chi vorrebbe trasformare la democrazia in burocrazia delle segreterie. La campagna per il ripristino della preferenza è una occasione per decidere se siamo liberi di scegliere, se patire o reagire, se tentare di riappropriarci della sovranità o arrenderci all'oligarchia dei partiti. Se fare regali a Catania, pagandoli con la diminuzione dei servizi nel nostro Comune,
Abstract: o seppellirla sotto la burocrazia. È il messaggio lanciato dal presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, nell'assemblea annuale all'azienda agricola Maccarese, acquisita 10 anni fa dal Gruppo Benetton. Un segnale rivolto al governo, verso il quale Confagricoltura ha manifestato un "consenso vigile" riguardo all'attività politica e un segnale rivolto all'
Abstract: Ore su 102 capoluoghi di provincia se ne scoprono davvero delle belle sul rapporto tra burocrazia e servizi. L'Abruzzo si colloca complessivamente a metà classifica. Con qualche picco decisamente negativo. Ad esempio quello che colloca il Comune di Chieti quasi in fondo alla graduatoria (95º posto) in ordine alla spesa pro capite destinata alla cultura: appena 12 euro per abitante.
Abstract: federalismo è indispensabile per ridurre i costi del fisco e della burocrazia, e per spronare le Regioni a una sana concorrenza che le porti ad attrarre risorse e investimenti. Il federalismo del governo Berlusconi non sarà di colore verde leghista. Sarà tricolore, perché? a differenza di quanto alcuni vanno raccontando - non mira ad accontentare un partito della nostra maggioranza,
Abstract: evitare che altri cittadini vengano coinvolti loro malgrado in queste situazioni e che la burocrazia e l'inefficienza la faccia da padrone ancora una volta a dispetto della semplificazione degli atti. Roberta Schivazappa Scalvenzi Basilicanova, 30 settembre Spaccio in via Varese Signor direttore, mi fa piacere che il suo giornale si sia occupato della delicata situazione di via Varese.
Abstract: 8 Senza titolo LETTERA IMPIEGATI COMUNALI NEL MIRINO Burocrazia & maleducazione CARO CARLINO, quando alla burocrazia si unisce la maleducazione, la voglia di agire secondo le regole viene meno anche ad un santo. Tempo addietro ho chiesto ed ottenuto dal Comune di Ascoli l'autorizzazione a cambiare la destinazione di un locale di casa mia.
Abstract: Benevento energia Ricerca, Rummo: Meno burocrazia Il presidente degli industriali sanniti chiede norme più snelle per i progetti Un'autorizzazione preventiva per permettere ai gruppi di ricerca che si occupano di energie rinnovabili di realizzare più velocemente gli studi di fattibilità.
Abstract: BREVI LECCE Burocrazia, il sindaco ha il suo delegato LECCE - Si tiene oggi, alle 16, all'hotel President di Lecce, il seminario sulla "Semplificazione amministrativa" di Confindustria. Un argomento molto attuale, anche alla luce della delega, assegnata il 13 giugno scorso dal sindaco Perrone, al consigliere comunale Antonio Lamosa del gruppo "
Abstract: Non sarà solo un aumento di carte e di burocrazia, perché alla fine chi aderirà avrà maggiori benefici", avverte il vicesindaco. E il presidente dei castanicoltori precisa: "Ricordiamoci i tempi quando un quintale di marroni era valutato come un quintale di mais: se oggi ricaviamo di più dal nostro lavoro è anche grazie alla politica di promozione e di tutela che è stata fatta,
Abstract: Per 8 anni è rimasto a fare la custodia ai locali del palazzo. "Ora spero solo che qualcuno mi dica cosa succederà - chiede -. E spero che stavolta lo faccia con le parole e non attraverso lettere scritte, usando il cuore e non la burocrazia".
Abstract: meno burocrazia per l'assistenza Secondo Peroni, "più rispetto per la dignità della persona"   Più flessibilità nel rilascio dei permessi e maggiore integrazione tra enti pubblici e privati: due aspetti fondamentali per ridisegnare l'assetto delle unità di offerta sociosanitarie lombarde impegnate nell'erogazione dei servizi di assistenza ,
Abstract: Il rispetto delle norme impedisce qualsiasi adattamento. Dopo tanto lavoro hanno deturpato la visuale più i cartelli e la conseguente burocrazia, che i critici più incalliti. Così è anche se vi pare, Insomma. O meglio: deve essere per forza così. Ma che pessima veduta. GI.R.,.
Abstract: burocrazia frena le spese per i servizi ANCONA - Ad ogni abitante di Ascoli, mandare avanti le funzioni del Comune costa 415 euro. Pochi chilometri più in su, a Macerata, il costo quasi si dimezza e scende a 238 euro. Una differenza notevole che dà conto dei problemi che ogni amministrazione si troverà ad affrontare quando il federalismo da proposta di legge diventerà una pratica
Abstract: Burocrazia impazzita al Comune di Maddaloni: così, una parte dei dipendenti dell'ufficio ecologia, o meglio di quello che resta dell'ex-ufficio ecologia, si autodenunciano perché "non più messi in condizione di lavorare serenamente" o peggio perché non "hanno più nulla da fare".
Abstract: ha calcolato anche i soldi che ogni cittadino spende in burocrazia e servizi. A Como si spendono 225 euro a testa in "funzioni generali" (81esimo posto), 84 in istruzione (48esimo posto), 37 in cultura (60esimo posto) e 236 euro in assistenza (19esimo posto nella classifica nazionale). Secondo Stefano Bruni, sindaco di Como, questi dati scattano una fotografia positiva.
Abstract: sicurezza e burocrazia". Secondo la ricerca illustrata da Potito di Nunzio, i giovani fanno fatica a inserirsi nel mondo del lavoro per "un'inadeguatezza nella formazione e una scarsa propensione all'apprendimento e ai lavori manuali. I ragazzi, tra gli obiettivi della loro vita professionale, mettono al primo posto il reddito e all'
Abstract: servizio pubblico che viene offerto direttamente al cittadino senza burocrazie il vero front desk per la salute. Al nostro prossimo 63esimo Congresso Nazionale, a cui parteciperanno oltre 1000 medici di famiglia in rappresentanza dei nostri 27.000 iscritti, chiederemo alle Istituzioni nazionali e regionali della Sanità che saranno presenti di prendere in considerazione la riforma,
Abstract: autoreferenzialità dei partiti e al prevalere della burocrazia negli stessi partiti. C'è la necessità di utilizzare quelle idee come strumenti per far politica. Ho lasciato i Ds contro questo prevalere della logica burocratica interna a danno dell'attività politica esterna. In secondo luogo faccio battaglie per offrire dei riferimenti.
Abstract: Alla voce burocrazia e servizi la città del Santo occupa il 42esimo posto nel rapporto della spesa affrontata da ogni abitante per le funzioni generali (288 euro), il 64esimo per la spesa pro istruzione (71 euro), il 25esimo per la cultura (59 euro) e il 26esimo per l'assistenza (209 euro).
Abstract: Se la burocrazia avesse dovuto seguire il suo corso normale, le cose sarebbero andate davvero per le lunghe e le piogge d'autunno avrebbero potuto creare danni ancor maggiori. Il probema è stato risolto in modo efficace. Il Consorzio di Bonifica ha fornito i materiali: ghiaia, roccia e quant'altro necessario.
Abstract: Le burocrazie sindacali fanno la loro parte, ormai completamente vendute, con tutte le loro forze, cercano di ingannare i lavoratori e di bloccare qualsiasi lotta, lasciando poi qualche forma di sfogo (es. manifestazioni insignificanti senza alcuna prospettiva).
Abstract: "Colpa di fisco e burocrazia" Anche per commercio e turismo "momento difficile". Ma l'agricoltura tiene, anzi aumentano giovani e produzioni Artigianato e commercio preoccupano, l'agricoltura è in fase di assestamento: è questo il panorama che si delinea all'orizzonte in questo ultimo scorcio del 2008.
Abstract: di tradurrebbero in un eccesso di burocrazia e di amministrazione senza grandi effetti positivi per la concorrenza. La direttiva si applicherà, invece, all'aeroporto più importante di ogni Paese, a prescindere dal numero dei viaggiatori. I Ministri dei Trasporti hanno accettato la proposta di concedere permessi speciali per nuovi collegamenti con regioni sfavorite o periferiche.
Abstract: COSSATO BILANCIO BASKET TENNIS All'interno "Ha danneggiato la mia auto" Era una truffa Costi burocrazia Il capoluogo spende meno Capo d'Orlando ko Serie A con 16 club La prima a Bologna Tutti in attesa di "Rafa" Nadal a Città Studi Servizio Maurizio Alfisi Stefano Zavagli Marco Perazzi.
Abstract: acquedotto: una burocrazia incredibile". Walter Camilla, amministratore condominiale: "Manca a Cuneo l'ufficio che un tempo aveva sede in discesa del gas". Altro amministratore è Alberto Stecca: "Serve un sistema meno macchinoso: non è possibile che cambiando un programma di gestione non sono in grado di farlo funzionare.
Abstract: In base a un nuovo disegno di legge sulla stampa, che dovrebbe entrare in vigore nel 2009, alla registrazione sarà necessaria l'approvazione da parte dell'ufficio preposto. Verrà così ripristinata la procedura eliminata nel 2005 per rendere più veloci la burocrazia relativa alla pubblicazione.
Abstract: non resta che anticipare le somme sperando che presto la burocrazia compia il suo corso. La situazione in realtà non è legata a colpe specifiche di un ente ma alla consueta mole burocratica che avviluppa la vita quotidiana di ogni italiano e, a maggior ragione, quella delle famiglie che beneficiano di finanziamenti pubblici.
Abstract: compatibilmente con quelli che sono i tempi della burocrazia, sono arrivati i cento posti in più annunciati a giugno per le tante famiglie che vorrebbero portare il pargolo in un asilo nido comunale e sono in lista d'attesa. In realtà, sono cento posti in strutture private "comprate" dal Comune grazie al finanziamento della Regione che avrebbe potuto generare ben 400 posti,
Abstract: Mondovì e Saluzzo e hanno problemi evidenti con la burocrazia". Luisa Varetto, direttore sanitario del Santa Croce di Cuneo: "Immigrati solo il 5% dei ricoverati nell'ospedale del capoluogo, ma due terzi sono nel reparto Materno infantile, dove da quasi un decennio è attivo un servizio di mediazione culturale, così come al Pronto soccorso e a Malattie infettive".
Abstract: Sarebbe un gravissimo errore lasciare tutto il compito in mano alla burocrazia centrale". Infine "a fare la differenza non saranno solo i soldi ma l'efficienza nello spenderli". Per quanto riguarda quest'ultimo punto tra le grandi rivoluzioni che porterà il federalismo anche l'introduzione del "fallimento politico": "Ci saranno premi e sanzioni - spiega Luca Antonini,
Abstract: la burocrazia sì" NELLA MATTINATA TORVISCOSA. Mobilitazione delle forze dell'ordine ieri mattina a Torviscosa, soprattutto Digos, che temevano una manifestazione ambientalista che secondo notizie trapelate avrebbe dovuto tenersi davanti ai cancelli dello stabilimento, in attesa del parere sul sopralluogo dello scorso giovedì all'
Abstract: una lotta di resistenza alla burocrazia. Da 3 mesi aspettiamo di concludere l'allacciamento in un'area dello Spilimberghese - è la sintesi di un'estate di attesa per I.A., un utente ai limiti della pazienza -. C'è la convenienza, perché ho pagato 3 mila 500 euro l'anno con il sistema a gasolio e sono decisamente troppi".
Abstract: allarme dei costruttori Crescita bloccata da burocrazia, lavoro sommerso e abusivismo PATRIZIA CAPUA L'edilizia in Campania si conferma nel 2007 traino dell'economia. Gli investimenti esprimono il 10,6 per cento del Pil (9,9 per cento della media italiana), ma il settore soffre di lentezze burocratiche, di troppo abusivismo e sommerso.
Abstract: La burocrazia non ha i tempi delle imprese e la politica deve crearci le condizioni per farci lavorare", aggiunge Vianello, la prima presidente donna che resterà in carica per un paio d'anni. "Una sperimentazione fino al prossimo congresso della Lega delle cooperative toscane - dice lei stessa - che dovrà poi decidere se continuare o meno"
Abstract: Un sistema infallibile ha creato una mostruosa burocrazia dell'efficienza e del profitto, un gioco di deleghe e di responsabilità che ha finito per diventare un gioco di scaricabarile senza fine dove tutti però scaricando il proprio barile guadagnavano cifre esorbitanti. Finché il barile è rimasto vuoto.
Abstract: semplificare la burocrazia che ora è infinita se si vuole prescrivere un farmaco antidolore. Infine, la misurazione del dolore nella cartella clinica deve diventare parte integrante della normale attività clinica". Tutto ciò perché "siamo gli ultimi in Europa", dice l'ex ministro, mentre "evitare il dolore deve diventare parte della cura e della assistenza"
Abstract: Non crede che la troppa burocrazia uccida le possibilità di conoscenza? "Molte procedure sono sbagliate, non a favore degli allievi. Andrebbero semplificate, snellite. Ma questa non è una scusa per consentire al sindacato di metter mano alla gestione della scuola". - In definitiva, questa del sindacato appare un tantino come una sua ossessione:
Abstract: un meccanismo di semplificazione della burocrazia ? afferma Gianfranco Conzi, direttore generale della Carispe ? indice del cambiamento del modello organizzativo". Gli fa eco Paolo Gavini, responsabile del servizio rete commerciale:" Queste macchine hanno già dato buoni risultati altrove, adesso tocca a noi abituare la nostra clientela all'utilizzo delle carte di credito,
Abstract: anche lui ha fatto le sue guerre: alla burocrazia dei boiardi di stato, alla corruzione, ai prestanome. Li ha affrontati con caparbietà piratesca. E ha vinto. Si diverte a raccontare l'acquisto di Nu Boyana. "Mi attaccavano dicendo che avrei girato i porno, mi chiamavano gangster o Shylock come il personaggio di Shakespeare.
Abstract: REDAZIONALE Il caso di Giangiacomo Schiavi DALL'ANAGRAFE ALLA CENTRALE STORIE DI ORDINARIA BUROCRAZIA Caro Schiavi, ho cercato di rifare la carta d'identità: scadeva nell'aprile 2010, ma siccome si è tutta lacerata, mi hanno spiegato gentilmente al numero 020202 del Comune come si fa per averne una elettronica di plastica. Non si può.
Abstract: 4) LA BUROCRAZIA - Scelto anche il nome da assegnare alla propria struttura, si passa alla creazione fiscale dell'impresa. Un bravo commercialista offrirà un aiuto prezioso. Apertura della partita Iva e del conto fiscale; iscrizione al registro delle imprese;
Abstract: maggiore burocrazia, diminuzione del credito disponibile ecc. Il risultato è esattamente lo stesso: maggiori difficoltà a reperire risorse per finanziare gli investimenti. Su questo piano ciò che andrebbe assolutamente evitato, per non causare problemi ancora più rilevanti alla nostra economia, è una caduta degli investimenti delle imprese e una carenza di liquidità.
Abstract: vogliamo standard europei "Burocrazia, costi da abbattere" BOLZANO - Il progetto altoatesino per la riduzione dei costi della burocrazia ha mosso i primi passi. Ieri mattina si è infatti riunito nel capoluogo altoatesino il gruppo di lavoro che avrà il compito di coordinare il progetto utilizzando il modello operativo europeo.
Abstract: Non si tratta di burocrazia o di semplificazione, ma di una vera operazione di manomissione dei diritti del lavoro", ha detto ieri l'ex ministro del lavoro, presentando il volume da lui curato, "La controriforma del mercato del lavoro". La lista è lunga. Dall'abrogazione della legge contro le 'dimissioni in bianco', al tentativo di cancellare persino la norma contro le cosiddette "
Abstract: più positivo" con la burocrazia. Gianni Alemanno sceglie il convegno del Monte dei Paschi di Siena per annunciare il piano di housing sociale del Comune di Roma. "Presto - dice il sindaco, rivolto ad una platea di politici, amministratori locali e docenti universitari - partirà un grande progetto per rendere disponibili le case.
Abstract: burocrazia" Stella Ricchini II Non ha lavorato all'identificazione del virus dell'Hiv ma ha vissuto in prima persona l'atmosfera che si respirava nel 1983 a Parigi tra gli aiutanti del neopremio Nobel Luc Montagnier. Lucia Silvotti, oggi tecnico del Dipartimento di neuroscienze del nostro ateneo, appena laureata ha avuto la fortuna di vincere una borsa di studio nella capitale francese
Abstract: era di Internet negli enti preposti vegeta ancora una burocrazia ottocentesca". Allarmano i costi delle materie prime ("solo per il gas metano abbiamo stimato un rincaro del 31%", dicono in coro Vassalli e Miglioli), allarma la gestione del centro storico. Bordata inevitabile sul traffico: "Registriamo l'ostinazione a voler installare i 'varchi elettronici' alla Ztl,
Abstract: BUROCRAZIA E DIRITTI. A nulla sono serviti i documenti presentati Lavora da 15 anni ma gli negano la cittadinanza Era risultato irreperibile ad un controllo e cancellato dall'anagrafe di Castelnuovo     Giancarlo Beltrame "È una sentenza ingiusta, che nega sulla base di una interpretazione cavillosa i diritti acquisiti da un immigrato che si sente talmente integrato da voler
Abstract: compito in mano alla burocrazia centrale. Giustamente si parla dei soldi necessari per garantire la riforma, ma a fare la differenza non saranno solo i soldi quanto l'efficienza nello spenderli. Infine voglio sottolineare che il quaderno di ricerca "Federalismo e competitività" è stato richiesto, e già inviato, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri assieme agli studi precedenti"
Abstract: " Brunini ha anche lanciato un allarme-burocrazia per il nuovo assetto che potrebbe essere disegnato a seguito della Sentenza europea: per superare i suoi effetti infatti "con ogni probabilita', si dovra' cambiare profondamente la struttura del rapporto convenzionale in materia di trasporto sanitario.
Abstract: Un intero inverno senza riscaldamento con la strumentazione che rischiava di rompersi e i dipendenti che faticavano a lavorare a temperature quasi proibitive. E ieri finalmente l'allaccio del gas, l'epilogo di questa vicenda che ha visto la Stilox immobilizzata tra la burocrazia e le voci elettroniche degli innumerevoli call center. ROSITA FATTORE ,.
Abstract: argentino Di Gruccio alle prese con la burocrazia ). Là davanti si sta mettendo in luce un under (classe '89), Campanelli, che punta non è... " E' un giovane promettente. Di lui non posso che parlare bene: non solo ha realizzato 2 gol, ma ai falli che lui si è procurato devo quasi tutti i miei 3 calci piazzati vincenti.
Abstract: esempio di un progetto bloccato dagli intoppi della burocrazia? "Pensiamo al waterfront del porto di Napoli, un progetto che dovrebbe realizzare il grande spazio di accoglienza, fino a via Toledo, lì dove ora c'è una banchina vuota con le pensiline. Dopo vari ricorsi, adesso i lavori non partono perché la Sovrintendenza ha deciso che ci sono dei silos che si devono salvaguardare.
Abstract: i disagi che la burocrazia arreca ai cittadini. Sembra strano, ma un sindacalista di un comparto importante quale quello della sicurezza, prima di tutto è un cittadino, che paga le tasse, che si incavola quando si mette in coda per pagare una esosa bolletta della luce, che non trova a volte gratificazione dal proprio lavoro.
Abstract: innovazione La burocrazia frena l'innovazione nelle piccole e medie imprese (Pmi). La Cna chiede un intervento integrato tra pubblico e privato per rendere competitivo il sistema economico .Dalle statistiche risulta che le piccole e medie imprese italiane sono le peggiori in innovazione a causa dell'incapacità di collaborare con i centri di ricerca.
Abstract: Nei confronti di queste imprese la burocrazia deve essere amica e non avere una mentalità anti industriale. Cioè non bisogna considerare un'azienda sana, che guadagna, come un'impresa da punire". "Sono gli imprenditori - ha proseguito- dopo la cultura e le radici il vero patrimonio del Paese".
Abstract: il ministro italiano chiederà una burocrazia più snella per le aziende agricole. E poi una proroga dal 2009 al 2013 del disaccoppiamento parziale dei fondi per il tabacco. Infine, una modulazione più contenuta del passaggio di risorse dal mercato alle infrastrutture nella politica agricola comunitaria (Pac).
Abstract: la geografia della burocrazia regionale dovrebbe rimanere immutata fino all'approvazione della riduzione dei dipartimenti. Cinque dovrebbero essere lasciati liberi da altrettanti dirigenti generali che avendo maturato già 40 anni di attività lavorativa, pur non avendo ancora compiuto 65 anni, saranno messi in quiescenza.
Abstract: con lo scopo di snellire la burocrazia e garantire così ai consumatori di poter comprare con facilità anche oltre confine, godendo in tal modo di una maggiore concorrenza. Attualmente circa 150 milioni di cittadini europei (un terzo della popolazione Ue) comprano attraverso internet e sono 30 milioni quelli che fanno acquisti oltre i confini dei loro Paesi,
Abstract: "270 milioni di euro sono bloccati da due anni", è la denuncia del capogruppo Gabriele Saldo - e questo ulteriore slittamento è dovuto alla disorganizzazione che regna nella gestione dell'agricoltura, alla macchinosa burocrazia messa in piedi da Cassini".\.
Abstract: soffocate dalla burocrazia, si stavano rivelando altamente disfunzionali. La rivoluzione Reagan-Thatcher rese più facile assumere e licenziare, causando molti dolori quando le industrie tradizionali cominciarono a ridursi o a chiudere, ma gettò anche le basi per tre decenni di crescita e l'emergere di settori innovativi come l'informatica e le biotecnologie.
Abstract: Tutti sappiamo che la burocrazia richiede tempi lunghi, ma dopo la mia richiesta di un incontro urgente, spero di essere ricevuto entro fine mese". Cosa fare? Bonardi ha un'idea precisa: "Rinnovare l'arredo con nuove panchine e un'adeguata illuminazione; identificare, se possibile, un'area per i cani;
Abstract: uno sviluppo che non risenta della lungaggine della burocrazia, e per rendere consapevoli le istituzioni che l'impresa non è una ricchezza per i titolari e i dipendenti, ma un bene per tutti". Tra gli ospiti, anche Maurizio Madiai, coordinatore del settore aerospaziale Aiad, associazione industrie per l'aerospazio, i sistemi e la difesa cui Dema è associata e di cui rappresenta,
Abstract: avversario è costretto a promettere di più: "Esaminerò l'utilità e il funzionamento di ogni agenzia della burocrazia ed eliminerò quelle che non servono". Obama nel finale torna a giocare la carta John Kennedy, citandolo ben tre volte: la prima quando ricorda la promessa di un'impresa che sembrava impossibile: portare l'uomo sulla luna in dieci anni.
Abstract: come li chiama la burocrazia ministeriale", quelli che non arrivano a 50 alunni sono almeno 25, ovvero il 35% del totale. "Chiudiamo anche questi? - si chiede Anna Busi -. Secondo il ministero, a partire dal 1º settembre 2009, certamente sì! è ovvio, almeno per noi, che pur dovendo mettere mano ad una migliore dislocazione delle piccole scuole della nostra provincia,
Abstract: Nella polemica interviene anche l'assessore alla Famiglia, Giulio Boscagli che parla di "burocrazia contro la vita". "è gravissimo questo pronunciamento che dà ragione a tesi ideologiche di un sindacato che a picco di consensi tra i lavoratori cerca di recuperarlo con battaglie radicaleggianti".
Abstract: E questo perché le condizioni economiche di quel Paese sono tutt'altro che buone. Inoltre, vivendo in prima persona quello che ha passato una mamma per ottenere il ricongiungimento del figlio, mi sono resa conto di quanto la burocrazia incide, in modo pesante, sul fenomeno migratorio".
Abstract: burocrazia allunga i tempi dell'intervento pubblico. Ma principalmente noi siamo un sostegno. Due di noi vanno regolarmente alla casa di riposo a fare volontariato. Andiamo a visitare gli anziani soli". Gli otto soci e socie della san Vincenzo sono tutti persone di una certa età, con anni di esperienza sulle spalle e quindi sicuramente capaci di intervenire in situazioni difficili
Abstract: Infrastrutture da realizzare, turismo da rilanciare, burocrazia da semplificare. E poi integrazione degli immigrati nel nostro sistema di vita, sicurezza dei cittadini affidata alle autorità competenti. Sono solo alcuni dei temi contenuti nel programma elettorale di Nerio Giovanazzi, candidato presidente.
Abstract: trasporti, burocrazia, spazzatura, mafia, difesa, politica estera... Si è cioè pensato che la specializzazione in un campo fosse trasferibile in un altro. Bastava un vestito di buon taglio per un uomo, la bella presenza per una donna e la parlantina sciolta in ambo i casi per arrivare ai piani più alti.
Abstract: contro la burocrazia dell'Ucit. Inutili le telefonate, le mail e gli incontri dal vivo col direttore Franco Bressanello: la visita s'ha da fare e, quel che è peggio, si deve pure pagare. "Dopo l'ispezione, eseguita a settembre, - racconta - mi è arrivata una fattura di 93 euro e non so perché, visto che il verbale del controllo effettuato dal tecnico Ucit non riporta irregolarità.
Abstract: Le istituzioni non comprendono che una burocrazia farraginosa continua Esposito impedisce a qualsiasi iniziativa economica di espandersi e di creare posti di lavoro. Un mio cliente spagnolo ha osservato che, a parità di condizioni, hanno realizzato in 9 mesi quello che noi possiamo realizzare in 5 anni".
Abstract: di trasformare la politica e le burocrazie regionali meridionali in classi dirigenti dotate di spirito pubblico e senso dello Stato. La Basilicata ha decisamente imboccato questa strada. Il taglio di enti inutili, la riduzione delle Asl e delle Comunità montane, il riordino del settore turistico ed agricolo servono proprio a creare un â?
Abstract: è esperto di politica e burocrazia per candidarsi. Un altro problema è dovuto al fatto che non c'è stata ad oggi nessuna comunicazione su quanto accadrà: il 95 per cento dei cereani non sa ancora nulla e i giornalini del Comune non hanno mai trattato l'argomento". "Abbiamo valutato il fatto che se avessimo proceduto come da programma avremmo fatto le elezioni in luglio ed agosto,
Abstract: Una grande vittoria per le donne" Formigoni: "Nelle corsie non cambia nulla" Boscagli: "La burocrazia contro la vita"   Il Consiglio di Stato, con l'ordinanza numero 5311/2008 del 7 ottobre, ha respinto il ricorso presentato dalla Regione Lombardia contro la precedente ordinanza del Tar sulla legge 194, sull'interruzione di gravidanza.
Abstract: costi della burocrazia); una crescente sovracapacità produttiva legata ad una scarsa razionalizzazione del sistema di filiera; la frammentazione del sistema produttivo. Di qui la richiesta di un pacchetto di interventi: tra le misure indispensabili, illustrate da Cerutti, la riattivazione del credito agevolato e del credito d'imposta per gli investimenti in innovazioni tecnologiche,
Abstract: ma niente telefoni per colpa della burocrazia Rovigo ha un nuovo Angelo custode Presentato dal vescovo il Centro pastorale, struttura polifunzionale che abbinerà carità e cultura Carità, formazione e cultura. "Non esistono tanti posti in giro per il Veneto che riescono ad accomunarle in un solo luogo - dice don Bruno Cappato - Ora ce n'è uno,
Abstract: Diventa sempre più difficile mettere d'accordo burocrazia con il diritto alla salute. La testimonianza più recente arriva da Anna Chiaramonte responsabile di Cittadinanza attiva di Vittoria- Scoglitti e del Tribunale del Malato. "La macchina per la densiometria - afferma - si è rotta in maniera irreversibile.
Abstract: incapacità del binomio politica - burocrazia. Un vero e proprio scempio che avrebbe dovuto rappresentare, invece, un autentico volano per lo sviluppo del comparto turistico nel comprensorio acese. Ancora una volta le disfunzioni del sistema vanno a colpire i lavoratori il cui salario, già eroso dal carovita, si ridurrà ancor di più.
Abstract: Qui si vuole risolvere un problema complesso come l'abuso di alcol con una sempre maggior burocrazia. Che alla fine non porta ai risultati sperati. Ma quei cartelli pieni di cifre parlano un linguaggio lontano da quello che normalmente parla la gente. Che, naturalmente, li ignora. E alla fine non si produce alcun risultato.A pagina II.
Abstract: asfissiante burocrazia e con il crollo dei prezzi praticati sui campi (meno 6,5 per cento a settembre). Per questa ragione chiediamo che anche il mondo agricolo faccia parte di un "Tavolo d'emergenza" governo, parti sociali, regioni, ed enti locali. A sollecitarlo e' il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi fortemente preoccupato per l'
Abstract: degli oneri sociali e quelli provocati da un'asfissiante burocrazia e con il crollo dei prezzi praticati sui campi (meno 6,5 per cento a settembre). Per questa ragione chiediamo che anche il mondo agricolo faccia parte di un “Tavolo d'emergenza” governo, parti sociali, regioni, ed enti locali.
Abstract: Lavori sono in programma pure al negozio di souvenir e soprattutto al bar che verrà riattivato, burocrazia permettendo. "L'idea è quella di sviluppare l'accoglienza, da quella spirituale a quella temporale - conclude il parroco - con piccoli aggiustamenti che, nel rispetto della realtà consolidata dell'eremo, possano migliorarne la fruibilità".
Abstract: Stavolta però i ritardi non sono imputabili alla burocrazia, ma a un incidente di percorso??. Pare, infatti, che proprio sul punto di finire i lavori, l'impresa aggiudicataria abbia dimenticato in un appartamento un rubinetto aperto: l'acqua è filtrata sino al piano di sotto, provocando danni che hanno costretto a nuovi inter venti.
Abstract: interno troveranno gli strumenti per muoversi con autonomia nella selva delle burocrazie, con i contratti, la modulistica per gli allacciamenti e anche un glossario che spiega la terminologia di rito. Un prestampato verde per i nuovi alloggi, uno giallo per le abitazioni cosiddette "di risulta", da cui l'inquilino potrà attingere le indicazioni sulle operazioni pratiche da compiere.
Abstract: 9 DIMINUZIONE della burocrazia uguale abbattimento dei costi per le aziende. E'... DIMINUZIONE della burocrazia uguale abbattimento dei costi per le aziende. E' questa l'equazione che ha fatto da sfondo al convegno organizzato ieri nella sala "Piero Pozzoli" di Confindustria, tappa spezzina dell'iniziativa avviata su scala nazionale da "L'imprenditore"
Abstract: Poi tra inghippi e intoppi della burocrazia equina, si era dovuto arrendere. Ma senza rassegnarsi. "E dopo qualche anno sono riuscito ad avere una nuova licenza", spiega. Non è bastato. Altri guai con il Comune. Che doveva darsi un Regolamento equestre. Nel quale andava recepito - ci crediate o no - il Codice della strada.
Abstract: premiare il merito e la fatica a scapito degli scatti automatici delle antiche burocrazie aziendali. Sarà la vertenza integrativa del gruppo a dire se quei principi potranno diventare realtà anche nelle trattative sindacali. "Nel resto d'Europa - sottolinea Airaudo - gli operai di linea hanno paghe migliori di molti impiegati".
Abstract: Sempre per i curiosi casi legati alle anomalie della burocrazia i sigilli per il bar ieri non sono scattati. Ma è solo questione di tempo. Nel pomeriggio di ieri, intanto, visto che la piazzetta di Chiaia era libera da tavolini ed avventori ne hanno approfittato i venditori abusivi di cassette e dvd per dare un brivido commerciale alla zona.
Abstract: facendoli uscire per sempre dalla camicia di forza dei controlli, dei permessi, dei vincoli, della burocrazia e facendoli quindi correre liberi (come fanno i bambini quando non vanno a scuola perché la maestra è ammalata e non c'è la supplente) nei campi, supposti infiniti, della creatività e dell'espansione. L'operazione sembrava essere riuscita.
Abstract: Un appuntamento fin troppo importante per perdersi nei meandri della burocrazia e della convegnistica autoreferenziale. A distanza di secoli l'augurio è insomma che il messaggio di evangelizzazione globale allora sostenuto da padre Matteo Ricci possa trovare una sua compiuta espressione varcando i confini e le muraglie, non soltanto quelle cinesi.
Abstract: filiera lunga della burocrazia e rappresenta allo stesso tempo un sostegno importante per gli agricoltori". Lo ha detto il Ministro alle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia commentando la firma ai due decreti che riconoscono la Provincia Autonoma di Bolzano e la Provincia di Trento come organismi pagatori per l'agricoltura nei rispettivi territori di riferimento.
Abstract: ma devono fare i conti con la burocrazia di quel paese); "La guerra di Mario" (23 ottobre) di Antonio Capuano, con Valeria Golino, suggestiva cronaca di un affido; e "L'estate di mio fratello" (30 ottobre), di Pietro Reggiani, il racconto dei turbamenti psicologici di un bambino in attesa dell'arrivo del fratellino.
Abstract: 4 Infrastrutture e burocrazia pachidermica aziende in fuga dalla Brianza Quando la "voglia de laurà" non basta più IL COMMENTO IN CERTE OCCASIONI dire "l'avevamo detto" costa tantissimo. Avremmo di gran lunga preferito affermare di esserci sbagliati. Ma purtroppo così non è.
Abstract: in campo associativo, possa aiutare il nostro lavoro e rendere più semplice anche l'eterno confronto con la burocrazia, vera palla al piede di un sistema commerciale moderno che dovrebbe poter dedicare più tempo alla soddisfazione del cliente che non alla compilazione di modulistiche spesso inutili".
Abstract: Peccato che la burocrazia abbia giocato contro, e alla fine in molti nelle case dell'Atc sono rimasti al freddo. Succede ad Occhieppo Inferiore, dove l'ex istituto case popolari ha affidato a una società di Torino il "restyling" energetico di alcuni edifici e la gestione del servizio.
Abstract: snellire la burocrazia secondo le indicazioni della nuova legge regionale sul commercio, andando incontro agli imprenditori che, in alcuni settori, necessitano di particolari soluzioni". Ferraro si dice comunque convinto della "robustezza del tessuto economico cittadino", dovuta a suo parere anche alla "scarsa presenza di grandi gruppi di distribuzione"
Abstract: E quasi sempre si tratta di persone che hanno pagato regolarmente l'affitto.Lo sceriffo Dart, stufo di assistere a queste scene strazianti, è ricorso alla burocrazia: quando riceve ordini di sfratto chiede documenti supplementari alle autorità rinviando così, almeno temporaneamente, la lettera al mittente.
Abstract: Un calvario umiliante, imposto dalla burocrazia, che si aggiunge al dramma di una sorte segnata. "Sono andata ad almeno trenta funerali di persone che avevo conosciuto su quel marciapiede" racconta Assunta Visconti, lei stessa piegata da un tragico destino: "In 19 mesi ho perso mia madre e mio marito, Giuseppe Garrone".
Abstract: delle cooperative stanno passando la stessa odissea nel mare magnum della burocrazia comunale toccata alle cooperative che hanno costruito in zona Visintin a Laives: anche lì, tempi biblici in attesa della documentazione che non arrivava e rimpallo di responsabilità da un ufficio all'altro. è evidente che qualche cosa non funziona come dovrebbe all'interno dell'apparato comunale.
Abstract: anagrafe della burocrazia borghese Asciano Antonio di anni 63, l'energia elettrica non l'ha rubata: semplicemente, ne usava solo un po' senza pagarla, perché la considerava un bene primario e quindi non assoggettabile a vendita o speculazione. Nella sua bottega piccola ma molto famosa di via Cattedrale, nel borgo antico di Ostuni,
Abstract: C'è troppa burocrazia negli Enti d'ambito. Così ho trasferito a Goio l'80 per cento dei progetti che, per natura stessa dell'incarico commissariale, saranno realizzati in tempi molto minori". Gli interventi riguarderanno la sistemazione della rete fognaria, la localizzazione di serbatoi e depuratori.
Abstract: SICUREZZA SUL LAVORO Servono più controlli e meno burocrazia I DATI relativi agli infortuni sul lavoro e le malattie professionali nel Cesenate sono impressionanti, in media 20 incidenti sul posto di lavoro al giorno, compresi quelli sul tragitto da e verso casa, e il 52% di malattie professionali sul totale registrato nel settore agroalimentare di tutta la regione.
Abstract: Burocrazia più snella per aiutare le imprese" Gandini:"Necessaria una mobilità alternativa" Faccioli:"Basta con le assegnazioni a casaccio"   L'assessore regionale Renzo Marangon, nel definire "ottimo" il piano presentato dalla Provincia, ha sottolineato come esso sia nato da una co-pianificazione con la Regione e come ormai "
Abstract: la burocrazia, non lascia scampo nemmeno al mondo del pallone dove per 3 punti in classifica a inizio campionato ciascuna squadra è pronta a schierare anche i migliori "azzeccagarbugli". L'ultima parola spetta quindi al giudice federale che, secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbe pronunciarsi martedì prossimo.
Abstract: Dal 2005 ha iniziato la serie di "azioni d'arte" dal titolo "Burocrazie neosemplici" in cui tratta gli stilemi del lavoro di pubblico ufficiale in un atto d'arte. L'inaugurazione è fissata alle 17. La mostra si potrà visitare da martedì a venerdì dalle 10 alle 12, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.
Abstract: burocrazia. "Sostenere l'economia reale in un territorio che si regge sull'impresa di piccole dimensioni significa partire da qui. Vanno trovate modalità diverse di relazione tra imprese, associazioni di categoria e banche sottolineano i due responsabili con lo scopo di rifondare un sistema del credito vicino all'economia reale e non a quella effimera e volubile della speculazione.
Abstract: IL TERRITORIO LA BUROCRAZIA Dopo quasi tre anni il sindaco Vozza rivoluziona la macchina amministrativa Attesa per i cambi in giunta.
Abstract: burocrazia frena l'iter operativo dell'ordinanza sugli accessi delle auto in Contrada Granda che doveva entrare in vigore il 1° ottobre Ztl, il Ministero blocca la "spia" In attesa dell'autorizzazione, i vigili hanno ricevuto 800 richieste di lasciapassare nella zona vietata ConeglianoL'ordinanza emessa l'8 settembre che detta le nuove regole della zona a traffico limitato in Contrada
Abstract: sferrare un energico calcio alla burocrazia, prende consistenza con il primo dei progetti messi in cantiere dall'esecutivo per il prossimo anno. Destinato ad eliminare tempi di attesa da un ufficio all'altro, peregrinazioni da una sede all'altra del comune per pratiche di diverso tipo e travasi da una coda all'altra nel momento in cui una pratica comunale va ad intrecciarsi con un'
Abstract: "Leonardi - ha detto il presidente Lombardo - ha la necessaria autorevolezza e preparazione per consentire alla Sicilia di utilizzare al meglio le risorse messe a disposizione da Bruxelles". Adesso bisognerà verificare come lo accoglierà la burocrazia regionale.
Abstract:
Abstract: elettricisti dal 1971 spiegano "E' un lavoro che ci piace ma la burocrazia ci sta uccidendo". Gian Piero Rabbia invece gestisce da 40 anni la stazione di servizio mentre Renato Pepino e Iucci Graglia, dal 1960 il bar Miramonti di Andonno. "Una lunga storia di sigari e souvenir" per i tabaccai Aldo Aime e Teresa Ramonda.
Abstract: aumentare di costi e burocrazia vitivinicola diventa indispensabile creare sinergie fra aziende per essere sempre più competitivi sul mercato. E' impensabile affrontare da soli i costi per organizzare tecnologicamente e commercialmente singole micro realtà. Dobbiamo renderci conto che non è più sufficiente produrre, ma programmare e produrre per il mercato,
Abstract: di risorse finanziarie" ha detto l'assessore Srour "troppa burocrazia da parte degli enti d'ambito. Così ho trasferito a Goio l'80 per cento dei progetti che, per natura stessa dell'incarico commissariale, vedranno la realizzazione in tempi di gran lunga minori". ASSOCIAZIONE CULTURALE. La neonata associazione culturale St.
Abstract: Il "passaggio del testimone" è complicato da una burocrazia troppo poco elastica che spesso disincentivano l'entusiasmo e la voglia di fare impresa dei giovani. Le aziende nuove dovrebbero invece diventare il tema strategico delle politiche economiche di un governo che abbia a cuore il futuro del paese.
Abstract: dava consigli al parroco per districarsi nella burocrazia necessaria per poter chiedere i contributi alla Provincia. "Quell'incontro è un fatto reale, accaduto - conclude il sacerdote - ma dietro a questo fatto c'è anche una storia che lo spiega e che dimostra che Silvano Grisenti con noi è sempre stato corretto e disponibile.
Abstract: in un punto baricentrico della Penisola, dove la burocrazia non corra più veloce della malattia, si spera. Serve personale specializzato, ovviamente. "Formeremo qui medici e infermieri stranieri - dice Nicoletta Tradati - così potranno tornare sufficientemente attrezzati nei loro paesi dove oggi non possono avere una formazione adeguata.
Abstract: Sindaci e amministratori per mesi hanno denunciato le lentezze della burocrazia dell'ente nel rilasciare o negare permessi. Anche durante l'assemblea di venerdì i sindaci hanno sollevato questo problema. Ora che il ministero recepirà le dimissioni, aldilà dell'inchiesta in corso, si metterà in moto la procedura per la nomina di un nuovo direttore.
Abstract: se la devono vedere con una spinosa burocrazia ed esorbitanti spese di avvio della professione. "Abbiamo una decina di nuovi iscritti ogni anno - ha detto il presidente della Commissione odontoiatri, Paolo Maisano -, un dato che segna un leggero calo dei professionisti proprio per la difficoltà a mettersi in proprio.
Abstract: è ancora mercato per la mela di qualità Principio di reciprocità, prezzi e stagionali Bazzoni e Brunelli: "Meno burocrazia"     Piero Taddei Principio della reciprocità e stagionali sui campi con meno burocrazia sono i temi che hanno tenuto banco alla 56a Festa della mela di Zevio, inaugurata dal vicepresidente della Provincia, Antonio Pastorello.
Abstract: ulteriormente utile poter contare sul consiglio di personale esperto in sede di attuazione del progetto di zonizzazione ai fini della sicurezza proposto dalla Regione Veneto. Per tutti questi motivi è opportuno che l'amministrazione disponga di una persona già in grado di districarsi nei meandri della burocrazia, e nulla vieta in futuro di pensare anche all'opportunità di un secondo vigile".
Abstract: Venerdì 7 Novembre alle 21 incontro pubblico su I costi della burocrazia con il prof. F. Bresolin dell'Università di Venezia ed il dott. M. Casteller del Distretto della bicicletta. Domenica 9 Novembre alle 21 Il Passo Perfetto rappresentazione teatrale con Nicola Artuso, Loris Contarini e Paolo Valentini;
Abstract: medio termine (tutto dipenderà dai tempi della burocrazia) la campagna volpaghese. Si tratta della realizzazione di una sottostazione Therna, in programma nell'area a sud di via Schiavonesca vecchia non lontana dall'incrocio Bombarda in cui è già in avanzato stadio l'iter volto all'apertura di una nuova cava della ditta Superbeton.
Abstract: sui quali grava l'incombenza di dover quotidianamente affrontare la burocrazia, che spesso svela volti nuovi. La nostra iniziativa mira ad offrire un aiuto alle migliaia di volontari, affinché possano operare al meglio nella piena conoscenza delle regole".Nel pacchetto, completamente gratuito, sono inclusi i pasti.
Abstract: travolto anche dalla burocrazia La storia di un epagneul breton investito da un'auto e ritrovato dalla Polizia municipale I padroni trovano il canile chiuso, muore da solo in un box --> I padroni trovano il canile chiuso, muore da solo in un box La padrona accusa il Comune, ma il dirigente del servizio zooiatrico replica: "Le sue condizioni erano gravi.
Abstract: la loro pratica è bloccata nei meandri della burocrazia. Sulla vicenda di Adriana Graziano (a presentare la domanda è stata la madre, ndr) s'incrociano da una parte la storia di una donna che ha registrato la morte violenta del capofamiglia; dall'altra parte la storia familiare che vede, tra le beneficiarie dell'indennità, anche la moglie di Adriano Graziano,
Abstract: e di un mix di burocrazia e politica. "Sono in attesa che le famiglie mi diano l'autorizzazione all'inumazione e alla traslazione dei corpi - spiega il Console onorario del Ghana Antonio Crisci - poi martedì sarò a Castelvolturno con l'Imam di Napoli dove incontrerò l'assessore comunale ai servizi sociali Rosalba Scafuro.
Abstract: immatricolazioni e passaggi di proprietà anche di auto estere e tutte le pratiche per il trasporto merci. Inoltre l'utente potrà anche pagare presso la nostra sede i bolli auto. Districarsi nel mondo complesso della burocrazia-auto è tutt'altro che semplice ma alla Mediterranea diventa facile e anche conveniente.
Abstract: "A rischio per 3-4 giorni"18:38:42 - contrario:appesantisce la burocrazia perchè introduce un ulteriore meccanismo di controllo.in un pae[...] La proposta della Lega Nord "Permesso di soggiorno a punti"18:24:03 - marco montanari sindaco di san giovanni[...] Chi vorresti come tuo sindaco e chi alla guida della Provincia?
Abstract: una riforma concepita per semplificare il rapporto delle imprese con la burocrazia". Si vedrà. Enzo Ghigo, coordinatore regionale di Forza Italia, comunque spiega che "l'opposizione verificherà con estrema attenzione se le misure annunciate dal vicepresidente della Giunta saranno realizzate oppure se la giunta Bresso si limita alla propaganda".
Abstract: niente asfalto e lampioni ancora inutilizzabili Burocrazia, responsabilità rimpallate di porta in porta ed altro ancora, compreso il furto dei cavi elettrici. La colpa, insomma, almeno così pare, non è di nessuno. Particolare, questo, che non lenisce lo scorno di chi subisce i disagi. La segnalazione arriva dal villaggio Margherita, in costruzione a Montichiari,
Abstract: Ma la burocrazia per tesserare un extracomunitario non è semplice. La società cerca anche un attaccante. Ma non solo, in tutto tre o quattro elementi. Ieri il Lottogiaveno ha affrontato lo Spezia a viso aperto, con due punte fisse (ottimo il '90 Trentinella) e due esterni, Fici e Ripandelli, pronti a fungere altrettanto da attaccanti.
Abstract: VIABILITA' La burocrazia "chiude" il sottopasso Raccordo tra piazza Cuonzo e l'area industriale ancora senza collaudo LANCIANO. Mancano i collaudi definitivi, ma il viadotto che da piazza Cuonzo sbuca nella zona industriale del quartiere Follani è ormai cosa fatta.
Abstract: 10-2008 UNIONE AGRICOLTORI "MENO BUROCRAZIA" Bonazzi: "Si rischia di chiudere le stalle" II "Intervenire per evitare che si perpetui una eccessiva divaricazione tra costi di produzione e reali ritorni economici". L'Unione agricoltori, per voce del presidente Lorenzo Bonazzi, commenta la crisi del comparto del Parmigiano.
Abstract: istituzione ci mette inevitabilmente di suo (burocrazia, provvedimenti, istruttorie). Chi cercherà ne La classe una posizione, un suggerimento, una soluzione resterà probabilmente deluso. La laboriosa "improvvisazione finalizzata" ? messa a punto con Bégaudeau e studenti reali ? unita a tecniche di ripresa che non perdono mai il baricentro collettivo,
Abstract: la burocrazia. La mia scuola mi ha dato un altro pugno, quello del k.o. Il provvedimento dei 15 giorni di sospensione nessuno dei miei colleghi me lo ha comunicato, ecco perchè lascio". LA NOTIZIA Ragazzino prende a pugni il prof - STOP AL BULLISMO La nostra iniziativa Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento Nome:
Abstract: sa più di incipriatura che di idee reali atte a fronteggiare la burocrazia, che è quanto il Paese chiede. La "repressione" porterà qualche vittima più perché indesiderata che colpevole mentre i soliti furbastri batteranno cassa per vie traverse all'ombra della nota catena di complicità.Qualche esempio. I programmi mirati di cui ho preso visione, e a suo dire autentico toccasana,
Abstract: il leghista Giancarlo Scottà: "Penso di aver dato tutto quello che potevo dare in questi due mandati, burocrazia a parte - commenta il primo cittadino -. Si poteva lavorare di più, ma per le lungaggini burocratiche, per i ricorsi al Tar e per l'ostruzionismo di qualche comitato abbiamo perso tempo. E le risposte alla gente bisogna darle subito.
Abstract: di burocrazia e di regole", che finirebbe per strangolare anche la finanza. Nei suoi colloqui con Bush e con il vice presidente Dick Cheney, hanno riferito infatti fonti di Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio ha insistito molto proprio sulla necessità di interventi statali "regolati ma non regolatori",
Abstract: è che non è nemmeno responsabilità della Reggiana ma bensì delle nuovi legge che impongono tempi, burocrazia e orpelli che penalizzano i tifosi. Ovviamente solo i reggiani, perché chi si è recato al Silvio Piola di Novara non ha avuto gli stessi problemi, anzi. Nel piazzale dello stadio era accampato il Circo di Praga, con tanto di elefanti liberi di scorazzare.
Abstract: Con assoluta serenità e franchezza si deve ammettere che in passato ci si è forse mossi con leggerezza, se si è arrivati a questo. Ma guai trasformare tutto in un minestrone dove finiscono ad esempio sacerdoti o cittadini che chiedono solo consigli su come muoversi nella burocrazia, oppure il sottoscritto o la coalizione che lo sostiene". 14/10/2008.
Abstract: Ci sono anche altre burocrazie che impongono, fra l'altro, una distanza fra una ricevitoria ed un'altra". "AL LOTTO, si spende da un euro in su ? aggiunge Mpocenni ? La massima puntata qualche tempo fa è stata 200 euro. Altra cosa è il Gratta e Vinci: da quando il meccanismo è diventato più semplice, soprattutto in questi periodi più difficili,
Abstract: burocrazia, dunque e poco contano la Costituzione, il buon senso ed anche la circostanza, appunto, che il presidente della Commissione politiche per la salute della Regione sia proprio il ferrarese Tiziano Tagliani. Costretto forse dalle finanze dell'Usl di Ferrara a firmare un accordo con la Regione Veneto che penalizza fino a tutto il 2009 i cittadini ferraresi che hanno bisogno
Abstract: inceppati tra gli ingranaggi di una burocrazia spietata. I dodici utenti del Centro salute mentale, e i due responsabili zonali del progetto "Sa pompia", da quattro mesi attendono assegno mensile ed arretrati. Sebbene normalmente sia sempre un po' "ballerina", la paga stavolta ha accumulato un ritardo inaccettabile, fomentando un malumore che è sfociato nella protesta.
Abstract: di burocrazia e di regole", che finirebbe per strangolare anche la finanza. Nei suoi colloqui con Bush e con il vice presidente Dick Cheney, hanno riferito infatti fonti di Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio ha insistito molto proprio sulla necessità di interventi statali "regolati", ma non "regolatori".
Abstract: con i centri del potere economico, con la burocrazia statale) che aveva caratterizzato la costruzione del regime. Le cose cambiarono dopo il 1936, quando fu lo stesso Mussolini ad avviare una "svolta totalitaria " che avrebbe dovuto portare rapidamente alla politicizzazione in senso fascista dell'intera società.
Abstract: In Campania abbiamo una burocrazia più lenta e meno efficiente della media, e problemi di contesto che sono sotto gli occhi di tutti. Ma gli imprenditori non si danno per vinti. Sfido un'azienda veneta a venire a investire qui: andrebbe via dopo tre giorni", afferma con amarezza Campese.
Abstract: di burocrazia e di regole", che finirebbe per strangolare anche la finanza. Nei suoi colloqui con Bush e con il vice presidente Dick Cheney, hanno riferito infatti fonti di Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio ha insistito molto proprio sulla necessità di interventi statali 'regolatì ma non 'regolatorì.
Abstract: la richiesta di maggiori garanzie, maggiore burocrazia, diminuzione del credito disponibile con la conseguenza che aumentano le difficoltà a reperire risorse per finanziare gli investimenti. La contrazione del credito non è dovuta alle difficoltà dalle imprese ma all'eccessivo sbilanciamento degli impieghi delle banche.
Abstract: Uno solo, però: se il lato di via Fonderia adesso è protetto altrettanto non vale per quello di via dei Da Prata, da cui chiunque può tranquillamente accedere al prato. Tanto potè la burocrazia: il problema era stato segnalato per via Fonderia e per via Fonderia è stato risolto.Marco Gasparin.
Abstract: che poi si scaglia anche contro la troppa burocrazia dell'amministrazione regionale, rea di "aver remato contro la libera impresa. La pratica del silenzio-assenso costa alla Sicilia 1,5 punti del suo Pil. La burocrazia è un giocatore che ha un potere enorme, che però deve essere usato per lo sviluppo.
Abstract: togliendolo alla burocrazia. Questo permetterebbe di verificare sul posto quanti veramente pagano il canone Rai, o se siamo in pochi. Un altro iscritto al Pd, Pieantonio Favero, ha illustrato una recente ricerca che pone il Bassanese e il Veneto come aree del nord Italia in cui è più basso il numero di chi paga il canone: Questo sarebbe già vero federalismo fiscale.
Abstract: di burocrazia e di regole", che finirebbe per strangolare anche la finanza. Nei suoi colloqui con Bush e con il vice presidente Dick Cheney, hanno riferito infatti fonti di Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio ha insistito molto proprio sulla necessità di interventi statali "regolati" ma non "regolatori".
Abstract: della burocrazia, la mancanza di soldi e le severe prescrizioni da impatto ambientale.La A13 è un'autostrada che mostra subito i suoi limiti, non appena dalla bretella della A4 si entra nel tratto di 100 chilometri che da Padova raggiunge Bologna. Le code sono in agguato per il semplice motivo che le due corsie vengono rallentate ogni volta che un camion decide di superarne un altro.
Abstract: Di problemi ce ne sono stati parecchi, stop dalla burocrazia, proprietà (come una cabina Enel) che non si sapeva di chi fossero, documenti di decenni fa che non si trovavano e molto altro. In mezzo anche la convenzione tra imprese e Comune, che devono far quadrare i conti di un investimento monstre.
Abstract: di burocrazia e di regole", che finirebbe per strangolare anche la finanza. Nei suoi colloqui con Bush e con il vice presidente Dick Cheney, hanno riferito infatti fonti di Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio ha insistito molto proprio sulla necessità di interventi statali regolati ma non regolatori.
Abstract: Alla riunione ha partecipato anche il presidente della Provincia Fulvio Tocco, che si è soffermato sui piani: "Un programma che non ha esempi sullo scenario regionale. Il principio? I tempi della burocrazia seguiranno quelli del ciclo biologico della pianta, secondo l'antico concetto di un tempo per la semina, un tempo per il raccolto". (g. p. p.).
Abstract: La fredda legge della burocrazia è il detonatore di una vicenda esplosa, lunedì mattina, con il movimentato sfratto di una pensionata ottantaquattrenne. La nonnina è stata colta da malore ed è ricorsa alle cure dei medici. I suoi familiari e amici, invece, hanno improvvisato un muro umano per impedire ai vigili urbani l'accesso all'alloggio ex Iacp per notficare l'
Abstract: accesso al credito alla burocrazia, alla formazione. PER FACILITARLI abbiamo dato vita a Cna Imprenditori Stranieri; intendiamo così dare voce alle loro esigenze e allo stesso tempo fornire indirizzi etico - comportamentali. Parallelamente, abbiamo attivato Cna World, uno sportello di informazione e di assistenza in grado di soddisfare le richieste inerenti i permessi,
Abstract: Tutto il resto è solo burocrazia, tra l'altro difficilmente controllabile, e poco rispondente alle bisogna. I "mercatini" sono happening per i giovani e meno giovani. Lasciamo, almeno questi, liberi da aspetti burocratici già sufficientemente presenti in altre attività.
Abstract: essenza più pura della burocrazia. Prendiamo gli elenchi dei diciottenni: "Per legge nessuno deve essere escluso dalle liste, ed è il Comune in cui la persona risiede a doverla iscrivere. Così se io ho un elenco di nati a Bergamo che compiono i 18 anni devo verificare dove abitano: se sono restati in città devo inserirli nella mia lista,
Abstract: Una convenzione tra il mio ministero e il Comune su questa innovazione: premi e punizioni nel settore della burocrazia ". Il sindaco prese tempo, la convenzione ancora non c'è stata, ma - nel frattempo qualcosa è cambiato negli uffici del Campidoglio. Già da giugno, infatti, sono arrivati a Palazzo Senatorio i moduli del ministero, per rilevare le assenze dei dipendenti.
Abstract: Sarà possibile non scontrarsi con gli ostacoli della burocrazia? Questo programma è voluto non solo dal ministero dello Sviluppo economico, anche dal ministero dell'Ambiente, ed è stato condiviso da tutte le Regioni, perciò mi sento di affermare che gli interventi si faranno. Il programma poi, prevede il ricorso alle procedure dell'articolo 252 bis del codice ambientale che,
Abstract: Mi è dispiaciuto molto dovermi arrendere alla burocrazia e rinunciare a Maria di cui conservo un ottimo ricordo. Trascorso un anno, nell'attesa del suo arrivo, abbiamo accettato la sua rinuncia e accolto un giovane non vedente anche lui con grande professionalità, entusiasmo e grande amore per la vita.
Abstract: Gli artigiani chiedono meno burocrazia" MILENA DI CAMILLO VAL DI NON. Sessant'anni fa era terra di emigrazione, oggi ha il 10% (il più alto della provincia) di cittadini stranieri residenti. Pochi decenni fa era la fame, oggi è il benessere. La val di Non brilla per la sua frutticoltura doc, per l'artigianato operoso, per il turismo che scalpita.
Abstract: Appello di una mamma che lotta da 4 anni contro la burocrazia Disabili, manca il posto auto a scuola MONTESILVANO. "Oggi mio figlio torna in classe e dopo quattro anni di promesse non troverò il posto auto per i disabili davanti alla scuola". La denuncia è di una madre di Montesilvano che tutti i giorni accompagna il figlio di 6 anni, diversamente abile,
Abstract: Risposte positive sulla non rilevanza, ma Confagricoltura lancia l'allarme sui costi della burocrazia "La risposta all'interrogazione parlamentare da parte del ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi, rappresenta un primo passo positivo per la soluzione del problema dell'assoggettamento ad Ici dei fabbricati rurali".
Abstract: Meno burocrazia permetterà un intervento pubblico più mirato," ha affermato Neelie Kroes, Commissaria europea alla concorrenza. "Le semplificazioni adottate oggi sono una prova concreta della nostra volontà di concentrare gli interventi del regolatore sui settori in cui la concorrenza non è ancora sufficiente.
Abstract: O meglio, per il linguaggio della burocrazia, in una pluriclasse. Con due maestre: Maria Teresa Branchi per l'area matematico-scientifica e Cinzia Del Vecchio per quella letteraria. Sono gli undici bambini che frequentano la scuola elementare di Calice, frazione di Domodossola a balcone sulla piana del Toce.
Abstract: delle burocrazie ministeriali restie a spogliarsi delle loro prerogative e intente a vanificare ogni promessa di autonomia con una pioggia di regolamenti costrittivi. Una parte di responsabilità va anche attribuita agli operatori del settore (ovvero a un corpo insegnante pletorico e poco orientato all'innovazione) e agli stessi utenti,
Abstract: "Non abbiamo fiducia in queste ispezioni: servono unicamente alla burocrazia e a rilievi, eventuali, nei riguardi del personale dirigente. Quanto a problemi del personale, alle quantità operative, gli ispettori non si sono mai interessati, e niente è cambiato, dopo le loro indagini".
Abstract: è troppa burocrazia, l'unico aiuto l'abbiamo sempre e solo avuto dai sindacati. Dalla Cgil e dalla Cisl". Ma come si vive senza soldi? "Facendo tante rinunce. Ma non parlo di pizzerie, cinema o ristoranti, no, per carità, quelli chi li vede? Parlo di rinunciare a vestirsi, al dentista, agli alimenti, alle cure mediche".
Abstract: accorciare i tempi della burocrazia attraverso lo snellimento delle procedure, per dare risposte immediate ai siciliani, alle imprese ed alle societa' che vogliono investire creando sviluppo e occupazione''. Lo afferma Riccardo Minardo, presidente della prima commissione permanente Affari istituzionale dell'Ars, presentando assieme all'assessore alla presidenza della Regione Siicliana,
Abstract: fustigatore della burocrazia di Washington. Poi è venuta la scelta di Sarah Palin: premiante con la base, molto meno con l'establishment del partito. Infine, la faticosa ricerca di una posizione precisa sulla crisi economica. E ancora, gli attacchi personali a Obama, "amico di terroristi", seguiti da una frenata quando la base repubblicana ha cominciato a mandar segni di intolleranza.
Abstract: soprattutto in mezzo alle gimkane della burocrazia italiana. Eppure, quando si tratta di cose che riguardano gli stessi giovani che protestano, le attenuanti vengono meno. Bisogna essere informati, sapere di che cosa si sta parlando, leggere, guardarsi intorno. Il più grande peccato, per un giovane, è l'ignoranza.
Abstract: E se la burocrazia dovesse lamentare un eccesso di documenti da esaminare per tempo? è previsto, ha spiegato l'assessore al Personale, che nel caso in cui gli uffici non riusciranno a rispettare i tempi dovranno rivolgersi ad altri enti pubblici o alle Università con le quali sarà possibile convenzionarsi.
Abstract: burocrazia più snella Il gruppo nasce nel 2001, sull'impulso di alcuni gruppi territoriali, Toscana ed Emilia-Romagna in primis. La sua costituzione è stata resa possibile da una dirigenza lungimirante, ma in realtà tutto è avvenuto in modo molto spontaneo, con autoregolamentazioni, pochissimi fondi inizialmente a disposizione.
Abstract: tutti gli altri scali italiani ed europei i controlli e la burocrazia sono destinati a irrigidirsi, a Trieste gli operatori potranno continuare a godere delle procedure snelle e veloci derivanti dal regime di punto franco che, tra i vari vantaggi, prevede la mancanza di controlli doganali, l'assenza di dazi e la possibilità di far sostare le merci in porto a tempo indeterminato.
Abstract: burocrazia (prima e dopo il pasto), la perdita della banca dati, tutto il lavoro dell'ultimo anno, con i relativi costi per diverse decine di migliaia di euro, compensati con l'aumento del buono pasto già deciso dall'amministrazione, inoltre comportano un maggiore carico di lavoro per l'ufficio competente (è già stata inserita una nuova persona per la gestione di un programma per
Abstract: oggi quello della burocrazia che sta costruendo un muro attorno a me. Eppure ho collaborato con i carabinieri, mi sono esposto in prima persona. Tanto vale non denunciare, per questo con due amici, anch'essi ancora senza finanziamenti dal Ministero dell'Interno, ho deciso di costituire un comitato per suggerire agli strozzati di non denunciare.
Abstract: Nasce un comitato contro i ritardi della burocrazia negli aiuti economici che la legge riserva alle famiglie.
Abstract: Zamo ed Elisabetta Pavani sono prigionieri della burocrazia e lanciano un appello a Tosi Bloccati in Colombia per amore di due bimbi Coppia veronese a Bogotà attende da mesi la sentenza per l'affido: da settembre i giudici sono in sciopero     Anna Zegarelli Bloccati in Colombia da mesi per amore di due bambini.
Abstract: D'accordo, ma che almeno per i tassinari pesaresi si installi in largo Mamiani il telefono. Adesso devono usare un cellulare che trasferisce le chiamate che arrivano alla colonnina davanti alle Poste. "Dobbiamo passarcelo l'uno con l'altro, ma sappiamo che la burocrazia è lenta". EMANUELE LUCARINI,.
Abstract: Nel fine settimana a Breonio appuntamento con l'Antica fiera del Rosario Contadini, prodotti bio e troppa burocrazia   La Pro loco di Breonio, in collaborazione con il Comune di Fumane, organizza l'undicesima edizione dell'Antica fiera del Rosario, che si aprirà domenica alle 10 con la mostra mercato dei prodotti biologici e tipici della montagna veronese.
Abstract: burocrazia. Il Marocco vuole aprirsi e ha già accordi di libero scambio con gli Stati Uniti oltre ad aver avviato il rafforzamento di accordi con la Comunità Europea". Il Regno del Marocco, insomma è pronto e vuole dare il benvenuto a tutti gli imprenditori siciliani che intendono investire cercando di creare nuove possibilità di sviluppo in loco ma anche fonte di attività economica
Abstract: Al contrario, essa sara' un trampolino formidabile per quelle aree del Paese in cui la spesa improduttiva che alimenta una burocrazia abnorme verra' riconvertita in spesa per investimenti e servizi a beneficio delle popolazioni''. rus/sam/lv (Asca).
Abstract: ma la burocrazia non ci aiuta e rischiamo di non andare avanti. è per questo che siamo qui". L'avventura didattica per gli stranieri è partita quest'anno grazie a una convenzione fra la scuola media statale Pertini, che vede impegnati sette docenti di ruolo nell'insegnamento pomeridiano, e la direzione didattica Nuccio,
Abstract: Colpa della burocrazia che anche nello sport è imperante: casi del genere, le deroghe quindi per poter far giocare le ragazze assieme ai ragazzi, vengono gestite sì dalla Figc ma sembra che se ne debba occupare il settore romano della federazione. Ma il Follonica, in quanto società dilettantistica, fa riferimento alla sede regionale fiorentina come tutte le squadre del territorio.
Abstract: sconfiggere la burocrazia L'Unione Industriale presenta uno studio per imprese e amministrazioni PISA. "Il teorema di Pitagora contiene 22 parole, la legislazione europea per regolare dove e quando si può fumare, 21.252". L'esempio sulle inutili complicazioni è stato fatto all'Unione industriali alla presentazione del volume e del programma di lavoro sullo sveltimento burocratico "
Abstract: la lotta alla burocrazia che strangola lo sviluppo. Senza dimenticare la vivibilità della montagna, la viabilità, i collegamenti, il servizio di trasporto pubblico. Non si vuole "un'autonomia", per dirla con Alberto Felicetti di Moena, "che è stata usata solo come vassallaggio verso Trento, da un gruppo di potere ormai trasformato in ristretta lobby autoreferenziale"
Abstract: OGGI ci sono troppa burocrazia, troppi dirigenti, per "cose non importanti mentre è stato sguarnito l'ufficio tecnico". Troppo è il potere del settore amministrativa e il presidente del Polo riminese precisa: "Io stimo, come persona, il direttore amministrativo, ma ha occupato uno spazio eccessivo.
Abstract: OGGI ci sono troppa burocrazia, troppi dirigenti, per "cose non importanti mentre è stato sguarnito l'ufficio tecnico". Troppo è il potere del settore amministrativa e il presidente del Polo riminese precisa: "Io stimo, come persona, il direttore amministrativo, ma ha occupato uno spazio eccessivo.
Abstract: senza dover continuamente fare i conti con la burocrazia, ma collaborando con gli altri enti locali in un gioco di squadra. Lo faremo anche per l'Expo". "È GIUSTO CHE Varese pensi con decisoione all'Expo - spiega Francesco Ogliari, avvocato e docente milanese, grande esperto di trasporti - perchè si torva oggi in una situazione geografica ideale per sfruttarne le potenzialità.
Abstract: A bloccare Bosisio e tutta la Lpr Ballan è la nuova burocrazia dell'Unione Ciclistica Internazionale. Al Giro di Lombardia di domani è obbligatorio il passaporto biologico, obbligatoriamente imposto dalla Uci. La Lpr Ballan di Bosisio, Danilo Di Luca (primo al "Lombardia" 2001) e Alex Petacchi non ha momentaneamente il passaporto biologico.
Abstract: la diminuzione della burocrazia". Giampaoli chiede maggiore attenzione: "Solo l'8 per cento del bilancio europeo è dedicato alla competitività delle imprese, mentre l'80 per cento va all'agricoltura e alla politica di coesione. Noi vogliamo più attenzione per le attività produttive, e meno per quelle finanziarie.
Abstract: Ormai - più che un intrigo internazionale sentimentale, com'era nei giorni della tragedia - la questione è diventata un intrigo d'affari, con risvolti kafkiani di scontri tra burocrazia, esattorie, magistrature di mezzo mondo, finora bloccate dalla legittima autodifesa o dai trucchi ragioneristici di Raggio.
Abstract: ostacolo di una burocrazia troppo lenta e di oneri fiscali troppo pesanti". A Bruxelles si è parlato di diplomazia, economia, brevetto europeo ed emergenza climatica. Il Presidente Giampaoli si è impegnato a realizzare nei prossimi 12 mesi un Audit energetico presso la propria azienda, tematica emersa nella sessione due concernente l'ambiente e l'
Abstract: causa burocrazia La Provincia avrebbe dovuto liberare la carreggiata ma non dispone di mezzi adeguati Articolato perde il carico a Mughina, traffico in tilt per ore --> Articolato perde il carico a Mughina, traffico in tilt per ore Dopo il rimpallo di responsabilità l'amministrazione provinciale ha provveduto di incaricare due ditte private di ripulire la strada.
Abstract: Questo è il trionfo della burocrazia sulla democrazia", prima di chiedere le dimissioni dal partito di Paolo Dal Rì, colpevole di non aver autenticato la firma. 29 settembre. L'Udc presenta ricorso al Tar e si dice ottimista attraverso il senatore Ivo Tarolli, che aveva messo al lavoro un pool di luminari del decreto amministrativo.
Abstract: Ci siamo trovati di fronte ad un muro impenetrabile fatto di burocrazia - accusano - e manca la trasparenza di dire ai trentini come vengono spesi i soldi pubblici". Accusano l'assessore Iva Berasi di non averli mai ascoltati. Si chiedono "perché nessuno parla della contraddizione e del fallimento di questi continui finanziamenti della Provincia e non ci viene data risposta?
Abstract: Serve una sanità che metta al centro il malato e non la burocrazia, serve una viabilità adeguata alle moderne esigenze, servono soluzioni per una mobilità alternativa, serve un'università vera e concreta e una scelta forte sul futuro del comparto ex Manifattura, polmone importante non solo per Rovereto, ma per tutto il Trentino.
Abstract: artigiani e commercianti possano investire e lavorare senza essere condizionati da politica e burocrazia. Casa: alloggi pubblici e mutuo sociale per chi è in difficoltà; precedenza agli italiani nell'assegnazione di alloggi. (La Destra, per Divina presidente). 55 anni, funzionario provinciale, consigliere provinciale, ex consigliere comunale.
Abstract: qualche problema iniziale con le documentazioni e la burocrazia, ma ora tutto si è risolto. Pensiamo di estendere l'iniziativa anche nel veneziano". Ed è vero, non c'è ora del giorno in cui il chiosco blu del distributore del latte fresco, sia deserto. Più spesso c'è la coda per il latte davanti al patronato.
Abstract: una burocrazia pesantissima". Anche il presidente di Cogeme Gianluca Del Barba ha sottolineato le difficoltà degli agricoltori a restare sul mercato, "si remunera troppo la speculazione immobiliare e finanziaria". "La nostra - ha invece spiegato Francesco Bettoni presidente della Camera di Commercio - è una provincia a vocazione zootecnica e così resterà anche nei prossimi anni.
Abstract: a snellire la burocrazia, ridurre i costi e accorciare le filiere. In questo numero, inoltre, Terrà si è fatto promotore di un'iniziativa senza precedenti: raccogliere le voci del territorio, intervistando i nove presidenti delle province dell'isola e dai quali arriva un armonico contributo per lo sviluppo.
Abstract: fortissime ripercussioni sui traffici, non sembra inquietare più di tanto la burocrazia europea. Che procede nella sua crociata contro qualunque tipo di accordo fra le compagnie container. Alla Commissione non è bastata l'abolizione del sistema con cui venivano stabilite le tariffe fra i gruppi armatoriali conferenziati.
Abstract: fermate dalla burocrazia: per intervenire, la Provinciale ha bisogno di una richiesta scritta da parte del personale amministrativo. La storia dei cinghiali a San Martino ha origini antiche, da quando fu costruito il Centro di Biotecnologie Avanzate nei primi anni '90: la ditta appaltatrice, per non far circolare camion pieni di fango all'
Abstract: burocrazia che trovi Accolto l'appello delle Pro loco: tavolo per procedure comuni di STEFANO POLZOT Sembra facile ottemperare alle leggi: in realtà l'interpretazione delle stesse può comportare più di qualche grattacapo. Un problema che investe il mondo del volontariato e delle Pro loco tanto che Regione e Provincia sono pronte a mobilitarsi per concertare protocolli comuni.
Abstract: ordine della Repubblica dall'ex presidente provinciale Carlo Andreotti , non ha bisogno della burocrazia ma semplicemente della parola per essere rispettato. I Viola da oltre un secolo lavoravano i terreni degli Angelini, Giuseppe curava i meleti dal 1960, per continuare nel solco della tradizione dell'omonimo nonno Giuseppe, nato nel 1871.
Abstract: problemi legati alla propria sicurezza ma alla fine anche noi siamo vittime più della burocrazia che della politica", ha chiosato. "Ben venga, pur con tutti i suoi limiti, il pacchetto sicurezza", ha ribadito Tosi all'avvocato toscano Flavio Piccioni che ha messo in evidenza come i decreti legge, spesso frettolosi e adottati sull'onda delle emozioni, non sono la panacea a tutti i mali.
Abstract: problemi legati alla propria sicurezza ma alla fine anche noi siamo vittime più della burocrazia che della politica", ha chiosato. "Ben venga, pur con tutti i suoi limiti, il pacchetto sicurezza", ha ribadito Tosi all'avvocato toscano Flavio Piccioni che ha messo in evidenza come i decreti legge, spesso frettolosi e adottati sull'onda delle emozioni, non sono la panacea a tutti i mali.
Abstract: non sapevano cosa significasse quella maglia e temevano che fosse legata a qualche manifestazione di dissenso, pro Tibet", racconta Sirotto. "Non sapevamo di rischiare così grosso. Non potete immaginare l'aria che si respira in un Paese in cui manca la libertà, soffocato dalla burocrazia, super controllato e dominato dalla paura".C.M.  .
Abstract: non sapevano cosa significasse quella maglia e temevano che fosse legata a qualche manifestazione di dissenso, pro Tibet", racconta Sirotto. "Non sapevamo di rischiare così grosso. Non potete immaginare l'aria che si respira in un Paese in cui manca la libertà, soffocato dalla burocrazia, super controllato e dominato dalla paura".C.M.  .
Abstract: "Una burocrazia soffocante che non ha altri effetti se non quello di contribuire a gettare nel precipizio gli agricoltori che non hanno più margini di guadagno perché risucchiati da troppe incombenze. A meno che non si associno, inventandosi forme di aiuto".
Abstract: i pubblici esercizi diventa più leggera anche la burocrazia: ad esempio il preavviso di uno spettacolo, che prima era di 7 giorni, si riduce a 5. Viene confermato che per questi spettacoli i clienti non dovranno pagare nessun biglietto e neppure maggiorazioni sulla consumazione: vietate anche le consumazioni obbligatorie mentre può subire una maggiorazione il servizio al tavolo.
Abstract: il rilascio dei permessi di lavoro e i tempi lunghi della burocrazia. "Ma il Pil della Russia continuerà a crescere, nonostante questa crisi spiega Palazzo . Per questo i nostri imprenditori devono tenere duro". A tratteggiare le prossime sfide istituzionali Raimondo Orsetti, della Regione Marche. "Dopo quello della meccanica, cercheremo dice di esportare il distretto del mobile,
Abstract: dalla legalità alla sicurezza, dalle opportunità di finanziamento alla burocrazia. Un luogo di raccordo tra le reali esigenze del territorio e la programmazione degli enti locali e statali". L'intesa prevede l'introduzione, in via sperimentale e su richiesta dei comuni, di un'unica stazione appaltante presso la prefettura.
Abstract: incastrato in quella burocrazia di mandati e autorizzazioni che loro, delusi e sfiduciati, non riescono più a comprendere. I lavoratori socioassistenziali - senza soldi in alcune cooperative convenzionate con il Comune da otto, nove e perfino dieci mesi - sono tornati per l'ennesima volta a manifestare in piazza Duomo, con i pullman e gli striscioni davanti al Comune,
Abstract: E' una vittoria contro la burocrazia e contro l'aggravamento del procedimento amministrativo quella decretata dal Tar del Veneto a favore degli alberghi aderenti alla Confidustria Padovana, decisi a ricorrere, nel novembre scorso, contro il nuovo codice autorizzativo imposto da Palazzo Balbi.
Abstract: LA BUROCRAZIA - "Superare l'attuale concezione burocratica del ruolo dei docenti, che non ne valorizza l' autonomia e le responsabilità professionali - afferma Aprea - è un elemento fondamentale di quel riassetto generale della scuola iniziato con i recenti provvedimenti del governo.
(
da "Tribuna di Treviso, La"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
MOTTA: IL CASO Costi e apertura della piscina, scontro in Consiglio Il prezzo aumenta di 360 mila euro Scoppia la polemica MOTTA DI LIVENZA. Nuova piscina di Motta, vecchie polemiche. Ora è guerra sulla data di apertura della piscina e sull'aumento dei costi. Secondo gli amministratori comunali l'impianto sarà consegnato finito entro la metà di ottobre. Stando al Partito democratico di Raffaele Marcon, non se ne parlerà fino al prossimo anno. Ad innescare la polemica in consiglio comunale è stata l'aggiunta in bilancio di una nuova spesa di oltre 360 mila euro per la piscina. "Per le note dispute", ha sottolineato l'assessore comunale al bilancio Graziano Panighel, che si riferiva ai ricorsi tutt'ora pendenti. "Quando apre la piscina? - ha fatto notare il consigliere Marcon - i cittadini lo chiedono; stiamo anche spendendo altri 360 mila euro in più che peseranno sulle tasche dei mottensi e si parla di dicembre per l'inizio delle attività. Altro che settembre, come era stato detto in un primo momento. Non mi risulta che tutto dipenda dalle note vicende giudiziarie. Sono perplesso". Anche il Pdl, per bocca del consigliere Guido Marson, ha espresso parere negativo sulla questione della nuova piscina. "Quanto ci è costata l'operazione piscina? E quanto ci costerà ogni anno? Mi risulta che sia diventata un giochino alquanto impegnativo". "I tempi di realizzazione di un impianto natatorio sono di un anno e mezzo - ha spiegato l'assessore ai lavori Pubblici Giampaolo Gargan - qui la stiamo completando in una anno. I rallentamenti sono da imputare ai tempi della burocrazia, al Coni che ha tenuto ferma la domanda a Roma per diversi mesi, ad una ennesima commissione tecnica che ritengo assurda. Tutti questi passaggi ci hanno fatto perdere alcuni mesi. L'aumento di spesa era già stato previsto su un 10%, basti pensare che solamente il prezzo dell'acciaio era aumentato del 300 per cento. Ci hanno chiesto una proroga fino al 10 ottobre, dopo anche per loro scatta la penale. Tutte queste polemiche, sottintendono forse che l'opposizione non vuole la piscina a Motta?", ha sottolineato Gargan. Le attività della piscina di Motta - stando a quanto hanno riferito in consiglio comunale dagli amministratori comunali - avrebbero dovuto iniziare con l'anno scolastico, quindi fra settembre ed ottobre. I consiglieri di minoranza, invece, temono una dilatazione dei tempi, fino a dicembre o addirittura al prossimo anno. (Giuseppina Piovesana).
(
da "Tribuna di Treviso, La"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dei 16 Comuni interessati, solo Segusino, Revine e Fregona hanno i requisiti per aggregarsi a un altro ente limitrofo: Alpago e Lentiai Revine e Fregona, secessione da Treviso Chiude la Comunità Montana, i sindaci invitati a traslocare nel Bellunese VITTORIO VENETO. Chiude la Comunità montana delle "Prealpi", secondo l'assessore Bruno Fasan il territorio perde 2.5 milioni di euro. I Comuni di Revine e Fregona cercano di accasarsi. Revine con Belluno, Fregona con l'Alpago. In verità, però, il sindaco di Fregona, Giacomo De Luca, vorrebbe traslocare in Friuli Venezia Giulia, con la Comunità del Livenza, "per le maggiori convenienze". Dei 16 Comuni delle "Prealpi trevigiane", solo Segusino, Revine e Fregona hanno i requisiti per aggregarsi alle Comunità montane più vicine. Sono, insomma, realtà tutte alpine e non collinari. Entro un mese, a Vittorio Veneto arriverà il commissario liquidatore. Dove troveranno casa i Comuni superstiti? Segusino con Feltre, anche per rapporti storici. Revine, invece? "L'anno scorso ponevo, quasi ironicamente, l'opportunità di chiedere l'annessione alla Provincia di Belluno - ricorda il sindaco Giuseppe Zardet -. Oggi, invece, mi trovo nella necessità effettiva di sollecitare l'aggregazione con la Comunità montana di Belluno, perché non intravvedo alternative sul territorio". Allora scoppiò il finimondo, con telefonate incrociate tra i rispettivi presidenti di Provincia e con l'intervento della Regione, a minimizzare quella che era stata una provocazione (ma non troppo) di un sindaco stanco di lottare da un Comune di confine contro leggi e burocrazia che penalizzano le comunità più piccole o che presentano troppe peculiarità. Come quella di essere arroccate in collina. Ora invece la cosa si fa più seria. Ma l'associazione dei Comuni per gestire i servizi in consorzio? "E' una prospettiva troppo indefinita - aggiunge il sindaco -. Penso che sia un carrozzone, che costi molto di più della Prealpi, dove con poco più di 200 mila euro pagavamo il personale e i cosiddetti costi della politica". Revine intrattiene già da anni una feconda collaborazione con il Comune bellunese di Lentiai. "A Pian de le Femene abbiamo aperto una pista forestale che diventerà presto una strada e recupereremo alla viabilità un'altra strada forestale oggi solo in parte trafficabile - informa il sindaco -. Tra l'altro, numerosi residenti di Revine hanno proprietà nel territorio montano della Valbelluna". Più indeciso sul da farsi è il sindaco di Fregona, Giacomo De Luca. "E' naturale la nostra vocazione verso l'Alpago e quindi ci collegheremo, con ogni probabilità, a questa comunità montana. Però ci stuzzica l'adesione alla Comunità del Livenza, in provincia di Pordenone, con sede a Polcenigo. La specialità del Friuli Venezia Giulia ci farebbe veramente comodo". Nelle prossime settimane De Luca verificherà questa opportunità, dal momento che sull'altopiano del Cansiglio confina con il comune pordenonese di Caneva "E la collaborazione è già oggi importante". De Luca, peraltro, è preoccupato per il dopo-Prealpi. "La Comunità montana ha garantito un sacco di opportunità a Fregona: il rilancio di Malga Coro, in Cadolten; senza il suo apporto le nostre strade sarebbero rimaste prive di spazzatura. Ci ha aiutato perfino a consolidare la rete della sicurezza ed ha provveduto al controllo dei fabbricati rurali, oltre che alla gestione in sinergia del sistema informatico. Chi potrà sostituirla? Un'associazione dei Comuni? Non credo proprio". Tra le conseguenze negative della soppressione della Comunità anche il tratto vittoriese di pista ciclabile San Candido-Jesolo. "Sono allarmato", ammette Bruno Fasan, assessore uscente della Comunità, che si prendeva cura di questo progetto. "Difficilmente riusciremo a portarlo a compimento. D'altra parte non arriveranno sul territorio ben 2,5 milioni di euro l'anno; tanti ne investiva la Comunità delle Prealpi". Ma non era un carrozzone? "Proprio no - risponde sicuro Fasan -. I costi della politica erano quasi ridicoli: 18 euro alla seduta per i membri del Consiglio, 150 euro per gli assessori, 900 per il presidente. Il personale? Due addetti e mezzo". Fasan è leghista, anzi, segretario del Carroccio in città, e punta il dito: "Forza Italia ed An si sono assunte gravissime responsabilità non votando la riforma in Consiglio regionale. Ne terremo conto per le prossime elezioni".
(
da "Giornale di Brescia"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 03/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA PROVINCIA Colpo di scena nel caso Centrale: la Conferenza dei servizi di ieri a Roma ha chiesto tempo, causa la sostituzione dei tecnici in commissione Offlaga, il verdetto slitta ancora La delusione dell'assessore Mattinzoli: "Un atteggiamento inconcepibile" Dopo il no del Consiglio regionale la centrale aspetta il responso da Roma Francesco Alberti OFFLAGA Qualcuno probabilmente ha cantato vittoria troppo presto. Eppure quando c'è di mezzo la centrale di Offlaga i colpi di scena sono all'ordine del giorno. E così coloro che martedì pomeriggio hanno esultato per la votazione del Consiglio regionale che si impegnava a dare parere negativo all'impianto, ieri hanno avuto una doccia fredda. Cos'è accaduto? A Roma era convocata la Conferenza dei servizi che avrebbe dovuto stilare il parere tecnico sulla centrale, parere che sarebbe poi stato portato al Ministero delle attività produttive per il responso finale. Responso che quasi certamente sarà negativo: il quasi è però d'obbligo. Ma ieri sorpresa, "quando siamo arrivati a Roma - ci spiega l'assessore provinciale all'Ambiente ed all'Energia Enrico Mattinzoli - ci siamo trovati di fronte ad una nuova Commissione. Il Ministero ha sostituito i suoi tre tecnici ed a tutti i presenti è stato chiesto di rinominare il proprio rappresentante. Si tenga presente che della Commissione fanno parte pressoché tutti i Ministeri. Oltre ai rappresentanti degli enti locali. Non è certo poca cosa. Per quanto ci riguarda, come Provincia, abbiamo confermato il nostro tecnico". Di fatto una nuova Commissione dovrà occuparsi della questione e, com'era ovvio, i nuovi nominati non potevano che sospendere il tutto per studiare tutti gli incartamenti della vicenda: si sono riservati di riconvocare il tavolo tecnico entro 60 giorni. Mattinzoli non nasconde la propria amarezza. "Non è concepibile - spiega - che per avere un parere definitivo, favorevole o meno che sia, si debbano attendere otto anni. Vorrei sottolineare che il parere portato dalla Provincia è lo stesso del 2002 e che ripresento ogni volta: un giudizio negativo di non necessità dell'impianto. È impensabile - continua - che un gruppo di imprenditori debba attendere anni e anni per sapere se può realizzare un progetto o meno. Si è perso moltissimo tempo durante il quale gli industriali bresciani avrebbero potuto scegliere altre vie, magari costruire l'impianto in una provincia vicina. Il tutto alla faccia della lotta alla burocrazia". Per avere quindi il parere definitivo si dovrà attendere verosimilmente la fine dell'anno. Sempre che la Conferenza dei servizi non ritenga necessario prendersi altro tempo. "Vorrei rincuorare tutti - continua Mattinzoli - che quanto accaduto non significa che si riparta da capo. A mio avviso la questione è in mano alla Regione che nel Consiglio di martedì si è espressa molto chiaramente contro l'impianto". C'è però ancora un piccolo inghippo sulla strada della centrale che potrebbe riservare sorprese. "Ci sono due scuole di pensiero - conclude Mattinzoli -: sul Piano energetico a cui fare riferimento per valutare la necessità o meno dell'impianto. Per noi Provincia, e per la Regione si deve considerare il Piano regionale, che non necessita quindi di nuove centrali; per il Ministero il punto di riferimento è il Piano nazionale, e qui entrerebbero in campo altre valutazioni". Il fronte del no è meglio quindi che attenda fine anno a stappare lo champagne. E non è detto che anche in quel caso non sarà soltanto per festeggiare San Silvestro.
(
da "Nuova Sardegna, La"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sassari Un lustro per togliere i pali La Telecom presto sposterà le utenze fuori dal cantiere LUIGI SORIGA SASSARI. Le ruspe ci hanno scavato intorno, rosicchiando la sabbia come fanno i bambini in spiaggia col gioco del bastoncino. Gratta gratta, stando attenti a non far cadere l'asticella. Così, mentre la Buddi Buddi, nel tratto più basso provinciale continua lentamente ad allargarsi e appiattirsi, i pali della Telecom sono rimasti piantati nel loro precario equilibrio verticale, conficcati dentro i mucchietti di terra, come un monumento allo strapotere della burocrazia. Solo adesso la situazione sembra sbloccata, così almeno assicurano i componenti della commissione viabilità della Provincia. Tre giorni fa il sopralluogo per verificare lo stato del cantiere. "L'Enel ha già spostato i cavi - spiegano Alba Canu e Gianni Carbini - mentre la Telecom ha affidato i lavori per lo spostamento dei paletti. Nell'arco di qualche settimana l'Eurocostruzioni dovrebbe avere campo libero e riprendere a lavorare a pieno ritmo". Finalmente i bastoni tra le ruote dovrebbero scomparire. Una solidità sorprendente, durata anni, che nemmeno il ciclone del mese scorso era riuscito a scalfire. Alberi d'ulivo e pini buttati giù, ma i paletti della luce sempre dritti sulle loro precarie montagnette. I primi a provare a dare una spallata furono i titolari della Socome Srl, la ditta partenopea che l'8 settembre 2004 si era aggiudicata l'appalto per la quattro corsie. Tre anni di scavi, decine di fax, ore di telefonate per non riuscire ad ottenere nulla. I cingolati dovevano stare ben alla larga dai totem della luce e del telefono. L'impresa di Napoli cominciò ad accumulare ritardi su ritardi, tra le difficoltà di esproprio dei terreni e poi anche le piogge, che impantanarono ancora di più il cantiere. Con l'amministrazione Provinciale si consumò il divorzio, e la Buddi Buddi finì nelle aule di tribunale. A settembre dell'anno scorso ha preso il testimone la ditta che nella gara d'appalto si era piazzata seconda, ovvero la Eurocostruzioni di Sassari. E ha avviato i lavori con grande ottimismo, convinta che spostare un palo fosse un problema risolvibile in poche settimane. Solleciti alla Telecom, solleciti all'Enel e solleciti alla Provincia. Un intero calendario consumato pagina dopo pagina prima di avere un impegno concreto per lo spostamento delle utenze. Alla Telecom si giustificano così: "Si tratta di procedure complicate che necessitano di numerosi sopralluoghi tecnici. Per questo motivo si è perso molto tempo". Spiegano i commissari della Provincia: "Le autorizzazioni dalla Telecom di Sassari passano per Cagliari e poi arrivano alla sede centrale di Roma. Le risposte non sono mai così veloci. Anche in altri cantieri ci siamo trovati di fronte alle stesse difficoltà". Quindi il tratto basso della Buddi Buddi, che doveva essere consegnato per la fine dell'estate, è notevolmente in ritardo sulla tabella di marcia. E' vero che ora, senza gli ostacoli dei paletti, i lavori andranno più spediti. In pratica, nel segmento basso che unirà le due rotatorie, mancano alcune dune che devono essere spianare e poi la superficie di asfalto. Però adesso inizia anche la stagione delle piogge e con il fango e le pozzanghere i cantieri si fermano. Poi ci sono le procedure di esproprio dei terreni che non sono ancora risolte ed è probabile che la Provincia, almeno in un caso, dovrà procedere per pubblica utilità. Insomma allargare la via del mare, dal bar Graziella a Platamona entro il 26 novembre del 2009, sarà un sfida quasi impossibile da vincere.
(
da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca pag. 16 Giorgio Toja, 30 anni, assicuratore, legge Bresciaoggi e commenta le notizie del giorno al bar-risto Giorgio Toja, 30 anni, assicuratore, legge Bresciaoggi e commenta le notizie del giorno al bar-ristorante "La Pinta" di viale Europa 8, alla Stocchetta. A2A si è aggiudicata l'appalto per la gestione del termovalorizzatore di Acerra. Che contributo potrà dare la multiutility all'emergenza rifiuti in Campania? "A2A ha un'eccellente reputazione; la conosco come azienda leader nella gestione dei termoutilizzatori e dell'energia rinnovabile. Non so dire se la sua conduzione porterà alla soluzione del problema rifiuti ad Acerra ma darà certamente un contributo importante". Per aprire un negozio a Brescia da oggi basterà compilare un paio di moduli scaricabili dal sito del Comune. Tenendo conto delle sue conoscenze riguardo queste pratiche, ritiene che la burocrazia fosse eccessiva o disincentivante? "Fino a ieri, se si voleva aprire un'attività commerciale, bisognava passare per diversi uffici e ottenere un po' di autorizzazioni. Mi sembra che con due moduli da scaricare on-line la burocrazia si possa snellire in modo consistente". Pare che Brescia abbia tutte le carte in regola per entrare nella lista Unesco delle città sedi di potere e di culto dell'Italia longobarda. Come sfruttare al meglio questo riconoscimento? "Se si considera la situazione di Brescia nell'ambito del turismo culturale, credo che negli ultimi anni si siano fatti dei progressi notevoli. Questo riconoscimento coronerebbe un lungo processo di valorizzazione del patrimonio artistico della città e andrebbe supportato da adeguate iniziative promozionali di vasta risonanza internazionale. Brescia è potenzialmente una città d'arte; il problema è che i forestieri non lo sanno".PA.BO.
(
da "Mattino di Padova, Il"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Diego Zilio RABBIA LONGO L'anno no di Andrea e Fabè fra infortuni e burocrazia Sfumata la maglia azzurra alle Olimpiadi ora l'obiettivo è ripartire assieme nel 2009 già con le prime indoor. "Io non mollo" Uniti nella buona e nella cattiva sorte, com'è naturale che sia in un matrimonio ben riuscito. In questo caso - sia chiaro: solo a livello sportivo - ha prevalso la sorte cattiva, perché, come riconosce Fabé Dia, "il 2008 è stato l'anno sfigato di casa Longo". Lo dice sorridendo ma la sostanza, per la famiglia più "olimpica" di Piove di Sacco e di tutto il Padovano, non cambia di una virgola. Tra lei e suo marito Andrea, conosciuto nel corso dei mondiali indoor di atletica del '99 e sposato nel settembre 2005, assommano quattro partecipazioni ai Giochi. Partecipazioni che, messe assieme, sarebbero salite a sei inserendo nel conto anche Pechino, lì dove entrambi avrebbero potuto indossare la maglia azzurra. E invece nisba. Dietro alla mancata presenza della bella Fabé c'è addirittura la burocrazia, a causa della quale la velocista di origini transalpine, oggi come oggi, è addirittura un'apolide. "Ancora non sono pronte le carte della cittadinanza, per diventare italiana - spiega la trentunenne sprinter, due volte sul podio con la 4x100, tra Sidney e Atene - Ho chiesto e ricevuto il nullaosta francese ma se non ho i documenti di qui non posso far nulla: al momento, non potrei correre per nessuno dei due Paesi. Speravo che la pratica filasse via più velocemente e invece tutto è ancora in sospeso". Un infortunio al bicipite femorale sinistro, rimediato a maggio, l'ha convinta a non forzare troppo. "Sapevo che difficilmente avrei potuto gareggiare a Pechino e così non ho forzato i tempi". Ad Andrea non è andata comunque meglio. Anzi, pure dietro al suo caso c'è un piccolo giallo, di natura squisitamente medica. "Già da aprile stavo male ma pensavo fosse un acciacco passeggero, perché gli esami effettuati non avevano riscontrato problemi particolari - racconta Longo - Però non riuscivo a correre e così mi sono rivolto al dottor Combi, medico dell'Inter e collaboratore della federazione di atletica: ho scoperto di avere una lesione di un centimetro e mezzo al tendine d'Achille sinistro, quando eravamo ormai a giugno. Ho anche provato a correrci sopra ma non c'era nulla da fare. A quel punto, dato che a 33 anni che non sono più un bambino, ho preferito lasciar perdere la pista e proseguire con le terapie. Però almeno un altro paio di stagioni voglio farle, prima di terminare la carriera. L'obiettivo, adesso, è quello di prepararmi bene e tornare l'anno prossimo, magari già con le indoor". Ad acuire il rammarico dell'ottocentista in forza alle Fiamme Oro c'è il fatto che il minimo di qualificazione per il doppio giro di pista fosse ampiamente alla sua portata: 1'46" netti. "Era abbordabile. E credo che anche in gara avrei potuto tirar fuori qualcosa di buono: gli 800, a Pechino, si sono rivelati ricchi di sorprese perché tutti i favoriti sono usciti e ha vinto Bungei che a inizio stagione non andava proprio. In finale potevo esserci anch'io". Andrea non voleva guardar nulla dell'Olimpiade, tanta era la rabbia in corpo, "ma poi l'ho convinto", precisa Fabé. "Restare a casa - precisa lui, che alla tv ci si è poi incollato - è stata una sofferenza ma al fascino dell'Olimpiade non ho resistito".
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da "Repubblica, La"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Commenti L'amaca MICHELE SERRA Si legge quasi ovunque (per esempio nell' intervista del Corriere alla figliola grande di Berlusconi) che "il capitalismo non c'entra niente" con crac e banche chiuse e manager felloni. Che siano stati dunque il comunismo o il socialismo o il pensiero greco o il giusnaturalismo, in forme subdole, a spingere metà del mondo a indebitarsi fino al midollo? Quale sedizioso boicottaggio, quale virus esterno ha condotto gli onesti, operosi, virtuosi Stati Uniti sull'orlo della catastrofe finanziaria, dimostrando che buona parte di una ricchezza puramente nominale era solo carta straccia? Nelle ingenuissime, strenue difese delle virtù del liberismo, che di suo sarebbe buono e benefico, ed è stato deviato dalle intenzioni malvagie di poche cricche di mascalzoni (per altro in genere impuniti e ben liquidati), pare di risentire pari pari la patetica difesa che alcuni comunisti fecero del comunismo, in sostanza un'ottima idea applicata però maluccio o malissimo da despoti asiatici o burocrazie ottuse. Allo stesso modo il liberismo degli ultimi vent'anni viene considerato un'idea così brillante, così gagliarda, che non gli si imputa neanche ciò che proprio lui e solo lui può avere innescato, un capitalismo senza più alcun rapporto con la ricchezza prodotta dal lavoro, senza misura e senza controlli, senza etica e senza freni. Presto qualcuno dirà che Wall Street è in crisi per colpa dei sindacati.
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da "Secolo XIX, Il"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Confindustria Genova "scatto in avanti" di Calvini presidenza al rinnovo "Bisogna dare un segnale forte alla città", dice l'avversario di Malacalza Genova. "C'era necessità di uno scatto in avanti. Bisognava dare un segnale forte alla città". Giovanni Calvini, presidente del gruppo Giovani di Confindustria Genova, non ha paura di fare concorrenza al gigante Vittorio Malacalza, nella corsa per la presidenza degli Industriali genovesi. Una corsa in salita, quella di Calvini, classe 1972, giovane amministratore delegato della Madi Ventura Spa. Il manager spiega di essersi messo "al servizio dell'associazione", stimolato dai "tanti giovani imprenditori che vedono in me un rappresentante". Decisione "difficile", per ammissione dello stesso Calvini. Nella precedente tornata, prima che lo Statuto fosse riformato azzerando il gioco, a disputarsi il vertice di Confindustria Genova erano l'industriale Malacalza e il presidente in carica Marco Bisagno: il primo metteva insieme il 65% dei consensi, una maggioranza robusta. L'adeguamento statutario della Territoriale a quello di viale Astronomia ha stoppato le danze e costretto i saggi a ricominciare daccapo. Marco Bisagno porta a termine il ciclo, in scadenza a dicembre, ma dopo due mandati pieni gli è impossibile, per Statuto, ricandidarsi. In pista rimane dunque un agguerrito Malacalza, cui recentemente si è affiancato un altrettanto determinato Calvini. Il rischio, per il giovane industriale, è quello di bruciarsi. "So benissimo a che cosa vado incontro - sorride - ma da qualche parte bisogna pur cominciare. Si dice spesso che l'Italia è un Paese di vecchi, che i giovani non hanno spazio in politica e in economia. Lamentarsi serve a poco, trovo invece sia necessario fare un passo avanti". Questo hanno chiesto i giovani imprenditori e manager al loro presidente di gruppo: "Di fare un passo avanti, di rappresentare le loro istanze". Di qui la decisione di correre, tanto più che lo stesso Malacalza ha sempre sostenuto che una molteplicità di candidature è segnale di vitalità e democrazia per l'associazione. "Anch'io sono convinto che una pluralità di candidati alla presidenza sia indice di dinamismo e non certo di spaccature interne", dice Calvini. In attesa del responso dei saggi, di nuovo impegnati nelle consultazioni, il giovane manager lavora per portare all'attenzione della città Genova.Internazionale 08, un progetto che vuole diventare "strumento di monitoraggio, stimolo e coordinamento" intorno all'internazionalità del capoluogo ligure. Nelle grandi multinazionali che hanno sede in città lavorano persone che vivono a Genova in pianta stabile o che si trattengono per diversi mesi. A questi lavoratori, spesso di alto profilo professionale, e alle esigenze delle loro famiglie è dedicato il progetto promosso dal gruppo Giovani di Confindustria Genova. Formazione, infrastrutture, servizi, burocrazia: l'obiettivo è agevolare l'interazione tra pubblico e privato, fare in modo che Genova diventi più internazionale, capace di attrarre nuovi lavoratori stranieri ma soprattutto più generosa e pronta ad accogliere i tanti già presenti in città. Si comincia martedì 7 ottobre con il primo convegno, destinato a diventare appuntamento annuale. gilda ferrari gilda.ferrari@ilsecoloxix.it 03/10/2008 AZIONARIO 03/10/2008 ' 03/10/2008 sfidagenerazionaleSi dice che l'Italia è un Paese di vecchi. Non serve lamentarsi. I giovani devono farsi avanti giovanni calvinipres. Giovani Confindustria 03/10/2008.
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da "Secolo XIX, Il"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il convegno Genova. Sono 1.175 gli stranieri impiegati in Siemens, Abb, Ericsson, Carestream Health, Maersk, Siit e Iit: 260 vivono stabilmente in città, 915 hanno incarichi temporanei. Persone arrivate qui con famiglie al seguito, bisognose di garantire ai figli un'istruzione internazionale, ma anche di poter contare su migliori collegamenti aerei, burocrazia più snella, relocation service, occasioni di divertimento e integrazione. Il monitoraggio di "Genova.Internazionale 08" racconta una città dove l'inglese si parla ancora troppo poco e dove l'offerta per i lavoratori stranieri e per le loro famiglie è insufficiente rispetto alla domanda. Di questo si parlerà nel corso del convegno organizzato dal gruppo Giovani di Confindustria Genova ai Magazzini del Cotone martedì prossimo: presenti la grande industria (e la ricerca) tecnologica monitorata nell'ambito del progetto, le istituzioni pubbliche (Comune, Provincia, Regione Liguria, Camera di commercio), la facoltà di Ingegneria dell'Università di Genova. 03/10/2008.
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da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lettere & Opinioni Pagina 342 Dalla Sardegna al Nord Italia, un gruppo trasversale contro i tagli Gentitori "tosti" di figli disabili: stufi di vivere nel mondo parallelo Dalla Sardegna al Nord Italia, un gruppo trasversale contro i tagli --> Siamo un gruppo di genitori di varie parti d'Italia, ci siamo uniti creando il "Gruppo genitori tosti in tutti i posti" per far capire quanto l'importanza di madri e padri determinati possa fare per i figli diversamente abili la differenza tra il vivere la piena inclusione o sentirsi appena tollerati. Il nostro primo atto come Gruppo è stato scrivere alle alte cariche dello Stato (i presidenti della Repubblica, del Consiglio, della Camera e del Senato) per chiedere un incontro e soprattutto spiegare meglio le nostre difficoltà come famiglie. Per noi è vitale il rifinanziamento di tutte le leggi a favore della disabilità. Viviamo con apprensione il fatto che il Governo stia preparando modifiche, non tutte condivisibili, nell'ambito delle politiche sociali e per la famiglia. Per comprendere a fondo la disabilità e l'handicap bisogna vivere quotidianamente a contatto con essi. Non ci risulta che le persone che stanno operando sui tagli alle risorse abbiano figli disabili. Noi genitori viviamo con ansia il presente ed abbiamo anche paura del futuro, del "dopo di noi" poiché non vediamo abbastanza tutelati i nostri figli più fragili. A scuola, l'assegnazione degli insegnanti di sostegno è più simile ad una lotteria che ad un diritto allo studio: in materia ci sarebbe tanto da dire. La sanità è molto carente in tutta l'Italia, le malattie rare sono in forte aumento e molte potrebbero essere diagnosticate prima di causare danni irreparabili, ma non si investe su questo fronte. Non parliamo poi della riabilitazione: le terapie settimanali - da nord a sud dell'Italia - sono assolutamente insufficienti a garantire il massimo recupero delle capacità residue. Non esistono Centri riabilitativi intensivi in gran parte delle regioni italiane. Passiamo tutta la vita a correre per uffici, per ottenere le esenzioni, sbrigare le faccende burocratiche. La burocrazia ci assorbe, come se fosse un impegno lavorativo. Ma nessuno che non viva questa realtà lo può capire. Vogliamo far parte di questo mondo, non continuare a vivere nel mondo parallelo. MARINELLA MELIS - QUARTU SANT'ELENA ALESSANDRA CORRADI - VERONA (Seguono numerose altre firme) Auguri ai genitori tosti, che fanno cordata in tutta Italia per difendere dall'indifferenza, dall'ottusità e dai tagli i diritti dei loro figli. Che sono figli di noi tutti: la loro battaglia appartiene a tutte le persone civili. (d. p.).
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da "Repubblica, La"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IX - Milano Gli architetti Gli amministratori Gregotti: si torni all'edilizia sociale purché non sia un nuovo business Le loro colpe? Aver rinunciato per anni a progettare edifici popolari per dedicarsi a stravaganze di lusso La città ha perso l'occasione di trasformare le aree dismesse creando anche alloggi sociali L'architetto: a Milano si è costruito fin troppo nella direzione sbagliata, cominciamo affittando quello che c'è MAURIZIO BONO Il problema c'è, ed è esplosivo: "Se anche fossero solo 40mila, metà dei calcoli più pessimisti, le case a basso costo di cui c'è bisogno sono un'enormità, anche cominciando a costruire subito, per farle ci vorrebbero dai cinque anni in su". Ma che, dopo tanti anni di oblìo, di edilizia sociale a Milano si torni di colpo a parlare con l'occhio ai cantieri da far partire, a un architetto di lunghissima carriera come Vittorio Gregotti fa anche venire un sospetto: "Sarò malizioso, ma si potrebbe pensare che dopo la sbornia dei grandi progetti, in tempi di vacche più magre i costruttori forse stanno cominciando a pensare che con qualche sovvenzione anche fare le case per i più poveri può diventare un business sostenibile". Oggi, alla tavola rotonda in Triennale sul social housing, l'intervento di Gregotti, che della stagione d'oro dell'edilizia popolare italiana ha fatto in tempo a essere protagonista, firmando tra l'altro il controverso quartiere Zen di Palermo, avrà un taglio storico ("Ricorderò che il tema è centrale dagli anni 20 ai 50 e poi viene perché lo Stato ritiene di dover abdicare al ruolo di progettare le città"), ma la sua riflessione arriva dritta al cuore del presente e del futuro di Milano: "Si stanno costruendo fin troppi uffici e centri direzionali, mentre a mio parere dalla dismissione delle aree industriali e infrastrutturali doveva nascere una miscela di servizi, lavoro e case accessibili a fasce differenti di reddito. Compresi gli immigrati, ai quali bisogna dare lavoro, educazione e case, se non si vuole finire come a Parigi con le banlieue". Scusi, ma non ha progettato lei un grande ricupero come Bicocca? "Certo, ed è tra i pochi che nel piano particolareggiato prevedessero un'alta percentuale di edilizia convenzionata e sovvenzionata e una casa degli studenti, a cui si aggiungerà presto un una seconda. In molti altri casi, per esempio a Citylife, la scelta è stata molto differente, e neppure molto lungimirante. Guardi quel che succede alla parte "nobile" di Santa Giulia...". A cosa allude? Per la verità sembra tutto un po' fermo "Appunto, la novità e che non succede niente. E temo che di rallentamenti dei progetti ne vedremo anche altri". I progetti approvati non le piacciono, quelli annunciati le sembrano un po' sospetti. E allora? "Se parliamo della fame di alloggi di oggi a Milano, non basta l'edilizia cooperativa. Le cooperative possono essere, diciamo, di professori universitari, e in quel caso è difficile pensare che aiutino a trovar casa la popolazione a basso reddito...". Quindi? "Quindi cominciamo dagli affitti del patrimonio esistente, visto che la casa in proprietà è in netta contraddizione con le esigenze di flessibilità e mobilità, soprattutto in una città come Milano. Invece il patrimonio pubblico di case da affittare, già ridotto, si preferisce venderlo...". Gli enti che gestiscono l'edilizia non hanno i soldi per mantenerla... "Solo perché i loro bilanci sono stati tagliati. Ma vendendo innescano speculazioni che finiscono proprio per sottrarre gli alloggi a chi ne ha bisogno". Con la vendita del patrimonio, si liberano almeno delle occupazioni abusive "Non sta in piedi: sarebbe logico risolvere quel problema assegnandole, le case vuote. Invece la burocrazia anche in questo appare bloccata. E poi si dovrebbe agire sugli affitti privati, che non scendono anche se l'offerta è debole, perché coi tempi che corrono la casa è sempre più un bene rifugio". Nostalgia dell'equo canone? "Non è il demonio, anche se naturalmente senza controlli produce solo una marea di pagamenti in nero. Ma certo, nuove case popolari da affittare bisognerà comunque costruirle...". Qualche consiglio? Non è anche colpa degli architetti e dei loro progetti , se il tema case popolari è finito nell'oblio? "Guardi, il progetto dello Zen io lo rifarei uguale. Sono colpevole di non aver capito come sarebbe finita: prima sei anni di liti tra Gava e Lima spartirsi i vantaggi, poi l'eliminazione di due scuole e un asilo, poi via il centro di servizi, alla fine sono rimaste solo le case, e tutte subito occupate da abusivi. Ma cosa vuole, ero giovane e venivo dal Piemonte. Oggi so che prima di costruire va risolta l'urbanistica". E le colpe degli architetti in generale? "Aver smesso di occuparsi di edilizia pubblica perché costruire stravaganze di lusso garantisce più successo".
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da "Tirreno, Il"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Viareggio Anziani e burocrazia, problemi per gli arretrati della tassa rifiuti VIAREGGIO. La brutta sorpresa è arrivata per posta: 435 euro per la tassa sui rifiuti (la Tia) riferita agli anni 2007 e 2008. Arretrati insomma che la Patrimonio contesta alla signora F.B., 85 anni, residente alle case Ater del quartiere Fontanini. In effetti la signora non ha pagato la Tia ma non per cattiva volontà ma perché non doveva pagare: rientra, da anni, nella categoria esenti. Esenzione determinata da una quota minima dell'Isee (il famoso redditometro). Il problema, essenzialmente burocratico, è che mentre fino al 2006 le è sempre arrivata a casa una letterina con la quale la si invitava a rinnovare la domanda di esenzione, questa buona e civile abitudine è improvvisamente cessata con il passaggio dal Comune al Patrimonio. Un computer ha verificato il mancato incasso e sputato ora una bolletta salata. Un problema, a quanto pare, che interessa anche altri pensionati e non solo che non hanno ripresentato la richiesta di esenzione accompagnata dall'Isee. Ricordarsi che ogni anno va inviato l'aggiornamento dell'Isee per l'esenzione, in un mondo di bollette e scadenze da pagare (gas, luce e acqua e mille altri adempimenti) non è cosa facile. Cosa fare, insomma? Per i parenti dell'anziana signora ci vorrebbe un gesto di buona volontà da parte del Comune e della Patrimonio: riaprire i termini per la presentazione dell'Isee e annullare le bollette se, naturalmente, c'erano i requisiti per ottenere l'esenzione. "Se il Comune ha fissato quote di esenzione lo ha fatto per dare un aiuto sociale alle persone meno abbienti, pensionati in particolare. Se questo il metro, giustissimo, ci aspettiamo un po' di comprensione per un mero inadempimento burocratico". Un appello civile, da tenere in considerazione.
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da "Corriere della Sera"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-10-03 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE L'analisi Boscacci, docente d'economia: i problemi sono soprattutto nei centri di interscambio "I più deboli pagano gli interessi delle lobby" "C'è un'assoluta mancanza di sensibilità e responsabilità di enti locali e agenzie dei trasporti verso i più deboli. Tra l'altro, come risultato si ottiene anche un danno d'immagine gravissimo per la città". Stimarlo è dura anche per Flavio Boscacci, docente di Economia del territorio al Politecnico. Mette in fila disagi, guasti e pure "la mancanza d'indicazioni, altra piaga". I mezzi pubblici rispondono alle esigenze di anziani, invalidi e disabili? "Tram e autobus stanno gradualmente migliorando, la linea 3 del metrò è già più funzionale delle due più vecchie, il Passante è un'infrastruttura "nuda", ha buoni servizi ma non segnalati adeguatamente. Il problema sta perlopiù nei centri d'interscambio, i punti d'incontro tra ferrovie e metropolitane, aeroporti e mezzi di superficie: non s'è fatta progettazione integrata". Per colpa di chi? "Questo è il dramma. Le colpe sono difficilmente rintracciabili nonostante i problemi siano risolvibili senza grandi sforzi. è lo scollamento tra istituzioni e agenzie/aziende di trasporti a bloccare lo sviluppo". Non la mancanza di fondi? "Nel confronto sulle priorità emergono sinergie e risparmi, ma bisogna volere il confronto e individuare le priorità. Poi, certo, la burocrazia e le lobby non agevolano certo gl'interventi". Le associazioni che tutelano i disabili dicono di non essere granché ascoltate. "Ci sono lobby più forti, purtroppo. Ma dalle amministrazioni ci si aspettano buone politiche, non che caschino nelle trappole degli interessi incrociati". A. St. L'esperto Flavio Boscacci è docente di Economia del territorio al Politecnico di Milano.
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: BARI - data: 2008-10-03 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Blitz annunciato Bloccati 11 affiliati del clan di Japigia, gli altri in fuga Blue Moon, sedici arresti Colpo definitivo ai Parisi L'operazione dopo la sentenza della Cassazione L'organizzazione fu smantella nel 2001 dai carabinieri del Ros: all'alba dell'8 marzo catturarono 76 malavitosi BARI - Il clan Parisi torna in carcere. Gli esponenti della cosca dovranno ora scontare le pene definitive, quelle cioè emesse nella sentenza della Cassazione il 23 settembre scorso al termine del processo "Blue Moon ". Sedici le persone destinatarie dei provvedimenti di carcerazione, ma per il momento i carabinieri del reparto operativo hanno arrestato undici di loro: all'appello ne mancano cinque. Alcuni secondo gli investigatori, si costituiranno quando avranno scelto le carceri più confortevoli dove scontare la pena. Altri sono irreperibili oppure in vacanza all'estero. Ci sono voluti nove giorni dalla data in cui è stato emesso il verdetto fino a quella in cui i carabinieri, una volta in possesso dei provvedimenti emessi dalla Procura generale, sono andati ad arrestare gli affiliati al clan Parisi. Una burocrazia troppo lunga e che ha suscitato qualche malumore nella direzione distrettuale antimafia. Per il momento in manette sono finiti Biagio Cassano, 53 anni, Michele e Sergio Abbrescia, rispettivamente di 42 e 50 Michele Calzolaio, 44, (dovrà scontare 15 anni di carcere, la pena più alta) Antonio Cardinale, 41, Francesco Raffaele Peschetola, 35, Beniamimo Pepe, 41, Simone Russo, 43 anni, Amedeo Pesce, di 38 anni e Giovanni Lalario, anche lui trentottenne. In serata si è costituito anche il fratello del boss, Michele Parisi di 41 anni. Sono accusati di aver preso parte ad un'associazione mafioso-camorristica che avrebbe agito a Bari alla fine degli anni Novanta. Un'organizzazione che trasformò il quartiere Japigia in una centrale del traffico e dello spaccio di droga, del contrabbando di sigarette, del traffico di stupefacenti e di armi, di estorsioni. I giudici del Tribunale hanno inoltre disposto la confisca di tutti i beni del clan, del valore di diversi miliardi di vecchie lire, confermando provvedimenti già adottati negli anni scorsi. Il clan mafioso dei Parisi capeggiato dal boss Savinuccio Parisi fu smantellato all'alba dell'8 marzo 2001 dai carabinieri del Ros che eseguirono 76 arresti e dalle indagini emerse la forza della leadership criminale del gruppo che era riuscito ad estendere il suo potere fino al Montenegro contando su alleanze con Cosa Nostra e la criminalità organizzata campana. Il gruppo fu anche accusato di voto di scambio. Secondo gli inquirenti gli uomini del boss del rione Japigia di Bari avrebbero stretto accordi con candidati alle elezioni amministrative del 1999. Sono stati accertati anche legami con il gruppo camorristico Zaza-Mazzarella e con esponenti di spicco di Cosa Nostra palermitana. Ma gli inquirenti avrebbero anche documentato collegamenti con altre strutture criminali pugliesi. Tra le altre caratteristiche del clan Parisi era anche il controllo armato del territorio e, in particolare, delle zone nelle quali avvenivano gli sbarchi di sigarette. Angela Balenzano Le attività incriminate Il quartiere barese fu trasformato in centrale di spaccio di droga e traffico di armi Il provvedimento I giudici del Tribunale hanno disposto la confisca di tutti i beni del clan Contro il crimine Un'operazione dei carabinieri del Ros.
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da "Manifesto, Il"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
TerraTerra Un premio a Amma e Appa Marinella Correggia Krishnammal e Jagannathan, attivisti gandhiani da cinquant'anni impegnati nei villaggi per quell'India "dalla semplice vita e dal grande pensiero" che il mahatma sognava, hanno ricevuto un importante riconoscimento internazionale: il cosiddetto premio "Nobel alternativo" (Right Livelihood Award) assegnato ogni anno dal 1980 a persone e gruppi, in particolare del Sud del mondo, che lavorano per una società migliore e un'economia più giusta. Il premio fu creato nel 1980 dallo scrittore tedesco-svedese Jakob von Uexkull per riconoscere forme e luoghi di impegno ignorati dal Premio Nobel. Gli altri destinatari del 2008 sono: la giurista somala Asha Hagi, la giornalista statunitense Amy Goodman della radio e tivù alternativa Democracy Now! e la ginecologa tedesca Monika Hauser. I coniugi Krishnammal e Jagannathan, 82 anni lei, 96 lui, vivono a Kuthur, nello stato indiano meridionale del Tamil Nadu. Hanno portato l'eredità gandhiana nel ventunesimo secolo. Dall'epoca dell'indipendenza lavorano a fianco degli intoccabili e dei braccianti senzaterra, oppressi in passato da latifondisti e medioevali strutture castali, ora minacciati (anche) da un modello di sviluppo escludente. La loro vita è un romanzo sociale. Lui, di casta alta, nel 1942 aderisce al movimento indipendentista "Quit India" e passa tre anni e mezzo in prigione. Lei, intoccabile, sin da giovanissima lavora con il movimento gandhiano. Si sposano - rompendo le regole della separazione castale - nel 1950, nell'India ormai indipendente, una grande speranza che li avrebbe via via delusi. Da allora insieme lavorano in vari stati dell'India per la riforma agraria (nel Bhoodan Movement), contro le caste e per applicare nei villaggi un modello di vita e lavoro fondato sulla giustizia sociale e sull'equilibrio con la natura. L'"Economia della permanenza" come la chiamava l'economista Kumarappa, amico di Jagannathan. Nel 1981 Amma e Appa (mamma e papà, così li chiamano tutti) si stabiliscono nel Tamil Nadu e fondano il movimento Lafti, Land for Tillers's Freedom, "Terra per la liberazione dei braccianti". La riforma agraria infatti non è stata attuata che parzialmente, e il Lafti cerca di far redistribuire altri terreni. Difficilissimo: le banche fanno storie con i prestiti, la burocrazia con le registrazioni. Il Lafti riesce però a distribuire 13.000 acri ad altrettante famiglie che diventano poi protagoniste - soprattutto le donne - di programmi socioeconomici: artigianato di villaggio, habitat, nutrizione, istruzione dei bambini, corsi di computer per i dali (gli intoccabili), rimboschimento... E l'impegno politico perché l'India non si sottometta alle multinazionali e al profitto - ma su questo Jagannathan (che da qualche anno è gravemente ammalato) si è dichiarato sconfitto. La sfida degli ultimi anni è contro la distruzione dell'ecosistema costiero causata dai grandi allevamenti di gamberetti destinati all'export; terra coltivabile che diventa desertica, pozzi d'acqua salinizzati... Digiuni a ripetizione, ricorsi alla Corte Suprema (vinti ma non applicati). Nel Natale 2004 lo tsunami colpisce anche le aree del Lafti, e Amma è assorbita dai soccorsi e dalla ricostruzione. Krishnammal e Jagannathan sono gandhiani prima di tutto nella propria vita. Semplicissima, vuota di oggetti quanto piena di interessi e passioni. Li ricordiamo, già anziani, peregrinanti sotto il sole cocente di New Delhi dove erano arrivati dopo due giorni in treno dal Tamil Nadu (classe economica) per cercare di convincere i politici a mettere al bando gli impianti di gamberetti.
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da "Giorno, Il (Brianza)"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 3 di EMILIA IULIANO ? MONZA ? LEGGI che tutel... di EMILIA IULIANO ? MONZA ? LEGGI che tutelano i malati e i loro parenti, esenzioni, diritti, strutture statali, regionali e comunali che insieme alle associazioni di volontariato assistono gli invalidi. C'è tutto. Sulla carta. I sostegni non mancano. Ma cosa accade realmente quando una famiglia si scontra con il dolore di una malattia o di un handicap? Oltre alla sofferenza bisogna fare i conti con la burocrazia. Un muro contro il quale un malato, da solo, non potrebbe che andare a sbattere. Lo sa bene Anna, 50enne monzese, nel ciclone di una grave malattia che all'inizio di giugno ha colpito il marito, rendendolo un invalido. Insieme ai figli si è dovuta rimboccare le maniche per aiutare il suo compagno improvvisamente incapace di provvedere in piena autonomia a se stesso. "Se mio marito fosse stato solo, sarebbe stato un disastro - ha spiegato la donna -. Ci sono un'infinità di cose a cui pensare, da organizzare. Lo Stato mette a disposizione diversi supporti, ma scoprire che esistono è già un'impresa". L'assistenza del malato è una priorità, ma per potersene occupare personalmente e in maniera quasi costante, ad esempio un lavoratore dipendente ha bisogno di permessi per poter accompagnare il proprio caro anche a una visita medica e deve fornire in ufficio un'adeguata documentazione, che certifichi le condizioni del caso, appellandosi poi alle leggi che tutelano i familiari degli invalidi. "Superata l'operazione e conclusa la degenza in ospedale, dopo qualche giorno, abbiamo presentato domanda di invalidità all'Asl, secondo la legge 104 del 1992 (legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, ndr) - ha proseguito Anna -. Ci è stata riconosciuta quasi subito, dopo la visita della commissione medica: il verbale provvisorio ci è stato rilasciato il 23 luglio, ma quello definitivo è arrivato solo il 18 settembre". Anna non ne ha bisogno, ma la procedura si allunga per l'indennità di accompagnamento e le pensioni di inabilità, che vengono erogati sia in base al reddito familiare sia secondo il tipo di handicap. I contributi rappresentano un aiuto notevole per l'ammalato che è costretto ad assentarsi dal lavoro e che per questo subisce sostanziose riduzioni dello stipendio. In determinati casi non esistono limiti di reddito. Non esistono vincoli di stipendio o pensione neppure per ricevere il contrassegno per disabili, che a Monza viene rilasciato dalla Polizia locale, presentando il verbale dell'Asl. "Non c'è voluto molto - ha raccontato Anna -. Ho fatto la richiesta intorno al 20 agosto e ce l'hanno rilasciato dopo una decina di giorni. Mentre non ho ancora ricevuto nessuna risposta dalla Regione in merito alla Carta di Trasporto Gratuita, che permette all'invalido e a un accompagnatore di usufruire senza costi di treni e mezzi pubblici". L'ASSURDITÀ è che anche il disabile deve essere presente allo sportello per la consegna dei documenti, perché è necessaria la sua firma. "Anche mio marito ha dovuto affrontare tutta la trafila. Ma lo abbiamo fatto perché questa opportunità ci sarebbe utile. Lui non è più in grado di guidare, neppure le automobili attrezzate per gli invalidi e io non ho la patente: per cui spesso dobbiamo prendere i mezzi per andare a fare controlli medici. Non sempre i nostri figli possono accompagnarci". La sofferenza si accompagna a pile di carta, attese e spostamenti, che rappresentano l'ostacolo più duro da superare per un disabile, specialmente se la sua malattia comporta anche difficoltà nel dover sostare in spazi affollati. "Io sono abbastanza fortunata perché posso contare anche sull'aiuto dei miei figli, ma la mia esperienza mi ha insegnato che nonostante gli strumenti di assistenza messi a disposizione dalla società, spesso gli invalidi e i loro familiari si ritrovano soli - ha concluso Anna -. Una sola volta ho provato a contattare un'associazione di volontariato perché volevo informarmi sul trasporto organizzato per i ricoveri in day hospital, ma anche lì c'era da mettersi in coda".
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da "Giorno, Il (Brianza)"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 2 IL PARADOSSO "Anche per ottenere supporti dal volontariato ci si mette in coda" di EMILIA IULIANO ? MONZA ? LEGGI che tutelano i malati e i loro parenti, esenzioni, diritti, strutture statali, regionali e comunali che insieme alle associazioni di volontariato assistono gli invalidi. C'è tutto. Sulla carta. I sostegni non mancano. Ma cosa accade realmente quando una famiglia si scontra con il dolore di una malattia o di un handicap? Oltre alla sofferenza bisogna fare i conti con la burocrazia. Un muro contro il quale un malato, da solo, non potrebbe che andare a sbattere. Lo sa bene Anna, 50enne monzese, nel ciclone di una grave malattia che all'inizio di giugno ha colpito il marito, rendendolo un invalido. Insieme ai figli si è dovuta rimboccare le maniche per aiutare il suo compagno improvvisamente incapace di provvedere in piena autonomia a se stesso. "Se mio marito fosse stato solo, sarebbe stato un disastro - ha spiegato la donna -. Ci sono un'infinità di cose a cui pensare, da organizzare. Lo Stato mette a disposizione diversi supporti, ma scoprire che esistono è già un'impresa". L'assistenza del malato è una priorità, ma per potersene occupare personalmente e in maniera quasi costante, ad esempio un lavoratore dipendente ha bisogno di permessi per poter accompagnare il proprio caro anche a una visita medica e deve fornire in ufficio un'adeguata documentazione, che certifichi le condizioni del caso, appellandosi poi alle leggi che tutelano i familiari degli invalidi. "Superata l'operazione e conclusa la degenza in ospedale, dopo qualche giorno, abbiamo presentato domanda di invalidità all'Asl, secondo la legge 104 del 1992 (legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, ndr) - ha proseguito Anna -. Ci è stata riconosciuta quasi subito, dopo la visita della commissione medica: il verbale provvisorio ci è stato rilasciato il 23 luglio, ma quello definitivo è arrivato solo il 18 settembre". Anna non ne ha bisogno, ma la procedura si allunga per l'indennità di accompagnamento e le pensioni di inabilità, che vengono erogati sia in base al reddito familiare sia secondo il tipo di handicap. I contributi rappresentano un aiuto notevole per l'ammalato che è costretto ad assentarsi dal lavoro e che per questo subisce sostanziose riduzioni dello stipendio. In determinati casi non esistono limiti di reddito. Non esistono vincoli di stipendio o pensione neppure per ricevere il contrassegno per disabili, che a Monza viene rilasciato dalla Polizia locale, presentando il verbale dell'Asl. "Non c'è voluto molto - ha raccontato Anna -. Ho fatto la richiesta intorno al 20 agosto e ce l'hanno rilasciato dopo una decina di giorni. Mentre non ho ancora ricevuto nessuna risposta dalla Regione in merito alla Carta di Trasporto Gratuita, che permette all'invalido e a un accompagnatore di usufruire senza costi di treni e mezzi pubblici". L'ASSURDITÀ è che anche il disabile deve essere presente allo sportello per la consegna dei documenti, perché è necessaria la sua firma. "Anche mio marito ha dovuto affrontare tutta la trafila. Ma lo abbiamo fatto perché questa opportunità ci sarebbe utile. Lui non è più in grado di guidare, neppure le automobili attrezzate per gli invalidi e io non ho la patente: per cui spesso dobbiamo prendere i mezzi per andare a fare controlli medici. Non sempre i nostri figli possono accompagnarci". La sofferenza si accompagna a pile di carta, attese e spostamenti, che rappresentano l'ostacolo più duro da superare per un disabile, specialmente se la sua malattia comporta anche difficoltà nel dover sostare in spazi affollati. "Io sono abbastanza fortunata perché posso contare anche sull'aiuto dei miei figli, ma la mia esperienza mi ha insegnato che nonostante gli strumenti di assistenza messi a disposizione dalla società, spesso gli invalidi e i loro familiari si ritrovano soli - ha concluso Anna -. Una sola volta ho provato a contattare un'associazione di volontariato perché volevo informarmi sul trasporto organizzato per i ricoveri in day hospital, ma anche lì c'era da mettersi in coda".
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da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
FERMO PRIMO PIANO pag. 13 Steca: il mercato della casa è piatto ma le imprese restano fiduciose LA CRISI DEI MUTUI IL PENSIERO DEL PRESIDENTE DEGLI EDILI PER DECENNI, insieme all'oro, il 'mattone' è stato considerato un bene rifugio. Con il boom economico degli anni '60/70, la casa è diventata una priorità. Oggi, che oltre l'80% delle famiglie italiane ne possiede una, la crisi economica e il caro mutui stanno mettendo a rischio la proprietà. Come scritto l'altro ieri, in città sono aumentate le trascrizioni pregiudiziali, cioè i pignoramenti immobiliari, e, di pari passo, sono diminuite le iscrizioni immobiliari. In altre parole, l'accensione di nuovi mutui per l'acquisto della casa. A fronte di ciò, però, le imprese edili continuano a costruire. Come mai? "Guardi, la situazione è piuttosto calma. A Fermo esiste ancora la voglia di fare da parte delle imprese. La nascita della provincia sta trainando il settore, ma non come auspicavamo" afferma Federico Steca, presidente della sezione edili di Confindustria Fermo. "Vede - aggiunge -, l'edilizia industriale è ferma da mesi, mentre per quella abitativa, detto di Fermo, c'è ancora qualche possibilità lungo la costa, mentre all'interno la situazione è di calma piatta. Ci sono molti alloggi invenduti e prima di iniziare la costruzione di nuovi occorre pensarci su due volte. Gli investimenti sono notevoli e, anche a causa del costo del denaro, meno remunerativi rispetto al passato. Del resto, le imprese devono, anzi sono quasi obbligate a pensare positivo, altrimenti sarebbe la fine, con la perdita di numerosi posti di lavoro". Tornando a parlare di Fermo, tra un po' partirà il cantiere in via Zeppilli (circa 90 appartamenti), da poco ne è stato chiuso un altro sulla bretella di Santa Caterina, altri appartamenti sono in costruzione nell'ex area Vallesi e ancora molti ne sono aperti nell'immediata periferia: un quadro che presenta una situazione diversa da quella che è dipinta. O no? "Come accennato, esiste il traino provincia, si va avanti con il modulare (nel senso che costruiscono 20 appartamenti, iniziano a vendere, poi realizzano gli altri e cosi via, ndr), e con la speranza che torni un briciolo di sereno ed il mercato si smuova". Detto dell'edilizia industriale e abitativa, a livello di lavori pubblici com'è la situazione? "Alla politica chiediamo di essere più vicino alle imprese locali - conclude Steca - chiediamo di snellire la burocrazia, chiediamo di far partire i tanti project financing fermi da troppo tempo. Chiediamo, infine, nel rispetto delle regole di privilegiare le nostre imprese rispetto a quelle che arrivano da fuori regione". Mauro Nucci.
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da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
FALCONARA pag. 9 L'ACCUSA di inefficienza rivolta ai dipendenti comunali? "E' l'emblem... L'ACCUSA di inefficienza rivolta ai dipendenti comunali? "E' l'emblema di un certo bullismo al governo della città". Così il capogruppo del Partito democratico Emanuele Lodolini commenta le dichiarazioni di martedì in Consiglio comunale dell'assessore al Bilancio Marina Mancini, che hanno aperto un dibattito anche all'esterno dell'amministrazione comunale. "L'assessore Mancini ? scrive Lodolini ? ha mostrato il vero volto di questa amministrazione. Pacata nei toni, in alcuni passaggi pedagogica, ma supponente. Di quella supponenza che contraddistingue un certo bullismo al governo della città. Emblematici i passaggi sui dipendenti comunali accusati di essere dei fannulloni non abituati all'efficienza e quelli sui vigili urbani accusati di essersi messi, in questi anni, su un piedistallo". Un discorso che include anche l'atteggiamento tenuto rispetto all'appello dell'opposizione per creare un fronte unico, ad esempio, per le accise, lanciate dal Pd per "ribadire un impegno bipartisan in una battaglia di dignità per il nostro territorio". Sul dibattito apertosi in merito all'efficienza del personale interviene anche Marco Pierpaoli della Cgia: "Nelle aziende l'efficienza è fondamentale per restare sul mercato e per non soccombere alla concorrenza: le imprese non possono permettersi personale inefficiente. Nell'amministrazione pubblica non è sempre così. Eppure i dipendenti comunali, come tutti i dipendenti pubblici, hanno un compito molto importante perché amministrano la cosa pubblica e di fatto il costo delle amministrazioni è sostenuto da cittadini e imprese. Uno dei costi maggiori che le imprese sostengono è quello della burocrazia e l'inefficienza di alcuni servizi penalizza il lavoro dei privati. Va dato atto, comunque, che alcuni uffici dell'amministrazione comunale sono invece molto efficienti. D'altra parte i lavoratori vanno anche valorizzati e incentivati a fare bene ed è compito dei vertici organizzare il lavoro e, eventualmente, predisporre maggiori controlli". Dopo le dichiarazioni in Consiglio comunale, Luca Talevi della Cisl ha ribadito la richiesta di un incontro con il sindaco per affrontare il nodo della riorganizzazione, necessaria specie alla luce dell'assottigliamento del personale.
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da "Nazione, La (Umbria)"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA TERNI pag. 20 Migliaia di avvisi "scaricati" a Perugia Leo Venturi: "Li raccoglieremo nei sacchi e andremo in Regione" TEVERE-NERA LA MOSSA DEL COMITATO ANTI-TASSA ? TERNI ? I CINQUANTACINQUEMILA avvisi di pagamento della tassa Tevere-Nera che il Consorzio invierà ad altrettanti ternani saranno raccolti dentro alcuni sacchi e trasportati materialmente in Regione, a Perugia. E' una delle iniziative del Comitato antitassa per replicare alla nuova valanga di cartelle che sta per abbattaresi sui contribuenti ternani. Seguiranno ricorsi a iosa alle commissioni tributarie, con assistenza legale gratuita, nell'assoluta convinzione degli abolizionisti che la tassa sia illegittima. SI APRE, QUINDI, l'ennesimo fronte di scontro sulla Tevere-Nera. La decisione del cda del Consorzio, dopo il "ribaltone" interno che, con l'avallo della Regione, ha defenestrato l'ex presidente Montori, espressione degli antitassa, di spedire le migliaia di cartelle, riporta il Comitato sulle barricate. "Collocheremo alcuni gazebo sul territorio ? spiega il protavoce del Comitato stesso, Leo Venturi ?, soprattutto nelle zone interessate dalla tassa, per raccogliere dai cittadini gli avvisi bonari di pagamento e acquisire contestualmente le deleghe per i successivi ricorsi. Gli avvisi verranno poi trasportati all'interno di sacchi a Perugia e consegnati alla presidente della Regione Lorenzetti e all'assessore all'agricoltura, Liviantoni. QUANDO ai cittadini arriveranno le cartelle vere e proprie, scatteranno i ricorsi, con l'assistenza gratuita di un pool di avvocati. Dopo anni di lotte ? continua Venturi ? abbiamo comunque raggiunto diversi risultati: i residenti del centro di Terni sono ora esentati dalla tassa e la giurisprudenza su questa vicenda dà chiaramente ragione ai cittadini. I ricorsi avranno un esito scontato, che sancirà di fatto la cancellazione della tassa e il conseguente dissesto finanziario del Consorzio. Assurde ? conclude il portavoce del Comitato ? sono le ipotesi del nuovo cda dell'ente che prevedono l'esenzione dal pagamento per gli importi di venti euro e la richiesta di maggiori appalti dalla Regione per mantenere in piedi la struttura. Una tassa si paga se è legittima, a prescindere dall'importo. Il Consorzio, insomma, tenta di arrampicarsi sugli specchi, ben sapendo che sul versante giuridico avrà torto. La politica? Come al solito si disinteressa della questione, ma inefficienza e burocrazia non possono più pesare sui cittadini". Stefano Cinaglia Image: 20081003/foto/6979.jpg.
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da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione: SUD data: 2008-10-01 - pag: 1 autore: Nel 2007, nonostante la liberalizzazione della distribuzione elettrica, al Sud i black-out sono cresciuti del 12%, al Nord sono calati Energia, la deregulation non basta Record negativo della Sicilia: in dodici mesi ogni utente è rimasto al buio due ore Nell'anno della liberalizzazione del mercato elettrico, al Sud il servizio è peggiorato e ciò ha aumentato il divario rispetto al Nord: nel 2007,secondo la relazione annuale dell'Autorità per l'energia, ogni utente meridionale ha subìto, guardando alla bassa tensione, mediamente 98 minuti di blackout ( più degli 87 del 2006), contro gli appena 31 del Nord (in netto calo rispetto ai 42 del 2006) e i 53 del Centro (dato sostanzialmente stabile). La situazione peggiore si è registrata in Sicilia, con oltre due ore (127 minuti) di interruzione del servizio. Salite di molto anche le interruzioni lunghe ( quelle superiori ai tre minuti). Dietro questi dati c'è anche il deficit di produzione rispetto al fabbisogno, molto acuto in Campania (importa il 60% dell'energia che le serve)e Basilicata (51,4%). Colpa anche del-la burocrazia, che sta rallentando le autorizzazioni per 15 centrali. Ma Puglia (in surplus dell'88%), Calabria e Sicilia sono in attivo. Servizi u pagina 2 l'articolo prosegue in altra pagina.
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da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-10-01 - pag: 2 autore: Freni allo sviluppo. In ballo anche molti interventi sulla rete Ostaggio della burocrazia 15 centrali Centrali elettriche, reti di trasmissione, rigassificatori e termovalorizzatori. Opere con caratteristiche e tecnologie molto diverse, accomunate dall'importanza strategica per lo sviluppo del Meridione e al tempo stesso dal destino ricco d'incognite, causa lungaggini burocratiche o integralismo ambientalista. Il superamento del gap energetico che tiene il Sud lontano dal resto d'Italia dipenderà in gran parte dalla realizzazione di queste opere. Se si guarda alle sole operazioni di realizzazione o potenziamento di centrali termoelettriche, 15 dei 52 procedimenti di autorizzazione in corso al ministero dello Sviluppo economico riguardano le regioni del Sud: quattro per la Campania, la Calabria e la Puglia, tre per la Basilicata. Di questi ultimi ha ricevuto la verifica di impatto ambientale favorevole il solo impianto Edison di Flumeri (Avellino), mentre quelli calabresi di Crotone (Crotone Power Development) e Mileto (Mileto Energia) hanno finora avuto parere interlocutorio negativo dalla commissione Via. Per gli altri il percorso autorizzativo è ancora in corso, con tutte gli inconvenienti burocratici che ne conseguono. Interessante osservare anche il quadro storico delle iniziative dal 2002 ad oggi. Per il Mezzogiorno sono stati autorizzati in tutto 14 progetti, di cui cinque per Campania e Calabria, quattro per la Puglia. Nonostante le autorizzazioni incassate, ben 6 di queste 14 iniziative sono state fatte oggetto di ricorsi alla giustizia amministrativa. Tra tutti i progetti autorizzati a partire dal 2002, il ministero dello Sviluppo mette in evidenza in particolare i ritardi riguardanti la centrale Edison da 800 megawatt di Pianopoli (Catanzaro), ferma dal 2003 per problemi conseguenti il rilascio della concessione edilizia, e quella di campana di Orta di Atella da 780 megawatt, anch'essa diventata oggetto di contenziosi amministrativi. In Campania procede tra alterne vicende anche la campagna di Terna per lo sviluppo della rete, con un investimento complessivo di 453 milioni per 6 opere. C'è, per esempio, il potenziamento dell'elettrodotto Benevento-Foggia, operazione da 75 milioni che dal dicembre 2006 ad oggi non ha ancora ultimato l'iter autorizzativo. Sorte analoga per la nuova stazione elettrica di Avellino (43 milioni), in corso di autorizzazione dal maggio 2008. La Campania, reduce da 14 anni di emergenza rifiuti, è anche terreno di confronto per quanto riguarda la realizzazione di quattro termovalorizzatori. Il primo di essi dovrebbe diventare operativo ad inizio 2009. Anche i termovalorizzatori siciliani sono frenati da un dibattito ormai decennale, mentre non è ancora giunta ad un punto di svolta la querelle sui rigassificatori. F. Pr.
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da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-10-01 - pag: 3 autore: Due Italie anche per i black-out Mauro Maccauro: "Imprese in ginocchio per le microinterruzioni" PAGINA A CURA DI Francesco Prisco Da un lato la parte più riccae produttiva del Paese, dove da più di un secolo si concentra la grande industria e infrastrutture all'avanguardia facilitano la vita a chi investe,dall'altra un Mezzogiorno isolato e depresso, nel quale a raccogliere la sfida della competitività sono le Pmi sempre agguerrite, qualche volta eccellenti. Due mondi più lontani di quanto le coordinate geografiche lascerebbero intendere, perché divisi da divari storici che, nonostante tutto, restano. E tra i divari più preoccupanti c'è ovviamente quello energetico, "un asset sfavorevole che penalizza oltre misura chi ha il coraggio di investire al Sud", come spiega il presidente dei Giovani industriali della Campania Mauro Maccauro. A lui sarà affidata la tradizionale relazione di apertura della seconda giornata del Convegno di Capri degli under 40 di Confindustria, in programma il prossimo fine settimana. "Abbiamo voluto aprire uno spazio di riflessione - spiega l'imprenditore - su uno tra i più evidenti freni allo sviluppo. Siamo coscienti che l'energia, almeno per i prossimi trent'anni, sarà il tema portante del dibattito politico ed industriale, in Italia come all'estero". Presidente Maccauro, tra il 2006 e il 2007 si è allargata la forbice degli standard qualitativi del servizio energetico tra Nord e Sud. A questo punto il rischio isolamento per il Meridione è sempre più concreto? Le carenze infrastrutturali che mettono il Mezzogiorno fuorigioco da qualsiasi processo di sviluppo sono fin troppo evidenti ed il crollo della qualità del servizio energetico al Sud non ne è che un sintomo. Chi fa impresa ogni giorno deve fare i conti con problemi che, ai colleghi che operano in qualsiasi altra parte d'Italia, magari appaiono banali: le microinterruzioni dell'erogazione energetica mandano in tilt i nostri ritmi produttivi. Problema che, quando ti confronti con i mercati internazionali, pregiudica la tua competitività. Anche proprio a causa del gap energetico esistente, produrre al Sud è più complicato e, di conseguenza, più costoso. In che modo, a questo punto, affrontare la questione? Innanzitutto serve un po' di sana autocritica da parte della classe dirigente che opera al Sud. L'Ue a partire dagli anni '90 ci ha messo a disposizione doti cospicue di fondi per farci recuperare i nostri gap di competitività. Se da allora il divario è cresciuto, significa molto semplicemente che non siamo stati in grado di capitalizzare le risorse affidateci. Sarebbe utile ripartire dai fondi comunitari della tornata 2007- 2013 per migliorare le infrastrutture energetiche esistenti e, nella maggior parte dei casi, crearne di nuove. Ben vengano forme di premialità a chi investe sull'energia. Condivide, quindi, la scelta del Governo di destinare gran parte degli aiuti del programma " Industria 2015" proprio ad energia e ambiente? è un segnale importante, quello dato dall'Esecutivo nazionale. Allo stesso modo, mi sembrano apprezzabili alcuni passi in avanti compiuti da Regioni come la Campania che con la programmazione 2007- 2013 provano a recuperare il terreno perso in fatto di infrastrutture energetiche. La strada da compiere, ad ogni modo, è tanta. Temi come energia ed ambiente scatenano puntualmente polemiche tra i fautori delle fonti alternative e quelli che guardano con interesse a sistemi di produzione poco popolari come il nucleare. Quando si parla di energia bisognerebbe lasciare fuori dalla porta punti di vista pregiudiziali. Le fonti alternative sono importantissime: energia solare ed eolica dovrebbero essere incoraggiate con forza dalle istituzioni, come pure occorre sensibilizzare all'utilizzo responsabile dell'energia. Si spreca tanto, troppo per un'epoca in cui c'è puntualmente chi ci ricorda che le risorse che utilizziamo sono limitate. è errato, tuttavia, mettersi di traverso in preda ai soliti isterismi da sindrome "Nimby" se si parla di costruire una nuova centrale. Non è solo l'opinione pubblica a bloccare la realizzazione di infrastrutture energetiche. Anche la burocrazia fa la sua parte. Le istruttorie per l'apertura di una centrale o anche solo per l'ampliamento di una rete già esistente sono lunghe e ricche d'insidie. A complicare tutto, poi, contribuiscono i ricorsi alla giustizia amministrativa che testimoniano l'estrema litigiosità che il tema energetico è in grado di scatenare. Pure su questo versante occorre autocritica da parte delle istituzioni. I controlli servono ma per le infrastrutture necessarie allo sviluppo del nostro territorio chiediamo quella certezza dei tempi che solo uno snellimento delle procedure burocratiche è in grado di garantire. Il cammino da compiere per creare nuove infrastrutture energetiche al Sud può trasformarsi in una chance di sviluppo per il territorio? Lo speriamo e, se non altro, abbiamo centri di ricerca ed università che sicuramente saprebbero raccogliere la sfida. Intorno ad essi dobbiamo raccogliere le migliori realtà imprenditoriali interessate a sposare il progetto. NEWFOTOSUD.
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da "Arena.it, L'"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
TRASPORTO NAVALE. La Giunta veneta ha "tagliato" la burocrazia sulla navigazione interna La Regione ha abolito il giornale di bordo   La giunta regionale ha dato un ulteriore "taglio" agli adempimenti burocratici riguardanti le imbarcazioni adibite a servizio pubblico in acque interne e lagunari. In pratica, le navi di stazza lorda inferiore alle 25 tonnellate non saranno più obbligate a tenere il giornale di bordo come previsto dal Codice della navigazione; inoltre le licenze di navigazione emesse dagli Ispettorati di porto di Rovigo, Venezia e Verona dovranno essere convalidate con cadenza biennale anziché annuale e la documentazione relativa al rapporto di lavoro dei dipendenti potrà essere sostituita dall'armatore con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà da tenere a bordo. "Abbiamo accolto una richiesta delle associazioni di categoria rispetto a carte e adempimenti burocratici dagli aspetti più formali che sostanziali", ha detto l'assessore veneto alle politiche della mobilità Renato Chisso promotore del provvedimento con cui la Regione prosegue la politica di razionalizzazione organizzativa e semplificazione delle procedure amministrative, "per rendere meno gravosi gli adempimenti per gli utenti". Tra gli interventi già realizzati ci sono i seguenti: l'istituzione nel 2003 dello "Sportello della navigazione interna" istituito presso i tre Ispettorati di Porto (Verona, Venezia e Rovigo) e "le imprese di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto"; la creazione di una numerazione unica regionale per le immatricolazioni delle barche addette alla navigazione interna; l'avvio, sempre nel 2003, del progetto di una archivio informatizzato che raccoglie i dati identificativi delle navi minori degli uffici dei tre Ispettorati; infine, l'introduzione, nel 2004, di un "badge" elettronico in sostituzione di numerosi documenti cartacei. G.B.  .
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da "Gazzettino, Il"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Ennio Fortuna Alla fine del libro-intervista ... di Ennio FortunaAlla fine del libro-intervista Inchiesta sul cristianesimo (Mondadori, pag. 268 euro 18.50) il professor Remo Cacitti spiega perché, nonostante perplessità e dubbi, ha accettato di rispondere alle domande diCorrado Augias (foto) su un argomento come questo, assai complesso, difficile e controverso. È in realtà una delle ragioni principali per cui occorre leggere e meditare sul testo di questo libro-intervista che si collega strettamente all'altro di Augias e Pesce: Inchiesta su Gesù. È in un certo senso il suo completamento.Il cristianesimo, secondo molti, comincia con la crocifissione, probabilmente con la resurrezione, quando i discepoli di Gesù videro nel suo ritorno dai morti il rilancio del sogno messianico interrotto brutalmente dalla condanna a morte. A vedere oggi l'organizzazione della Chiesa, dogmatica, verticistica, burocratica e così via, la formazione della nostra religione, una delle più estese e importanti del mondo, per numero di fedeli e per l'autorevolezza e l'attendibilità dei principi, sembrerebbe essere stato un processo semplice e spedito.Non è così. Ed è proprio quello che Cacitti cerca di illustrare con le sue risposte, tanto più che l'ignoranza generalizzata dei fedeli, rende la lettura del testo ancora più necessaria. Infatti, come rileva Cacitti, proprio il dogmatismo verticistico ed esasperato della burocrazia ecclesiastica ha bloccato il processo di diffusione della conoscenza dei problemi. Al punto che, a parte pochi specialisti, in genere professori e allievi delle Università, il fedele comune ignora tutto o quasi delle lotte tra le varie comunità d'oriente e d'occidente nonché tra le varie comunità dello stesso paese. Eppure se c'è stato un periodo vivo, complesso e controverso nella cultura del bacino del Mediterraneo dominato dal giudaismo ma soprattutto dall'ellenismo imperante, è stato proprio quello tra il I° e il IV° secolo della nostra era.Del resto non era facile accettare un evento come la resurrezione di un uomo, in tutto simile a noi, ma secondo le scritture, nato da una vergine, erede del Re David e addirittura figlio di Dio. Basterà riflettere ai dettami del giudaismo, una filosofia religiosa assolutamente ferma e incrollabile sui principi del monoteismo, nonché ai rapporti tra il giudaismo e la nuova religione.Questa, come ricorda il testo, rifacendosi a Paolo (se ti vuoi proprio vantare, sappi che non sei tu che porti la radice, ma è la radice che porta te Rm 11,17-18), è, in realtà una derivazione, un'evoluzione (se si preferisce) dell'ebraismo, ed allora occorre spiegare come un uomo vero possa anche essere Dio vero, e come possa conciliarsi tale proposizione con un rigido monoteismo, riferito ad un Dio che è ovviamente, lo stesso degli ebrei. Il problema, come quello dell'unità nella trinità di Padre, Figlio e Spirito Santo, diede luogo a controversie infinite, a vere e proprie lotte intestine, non solo puramente ideologiche. Non poteva essere risolto, se non con dogma. E così accadde nel Concilio di Nicea, sotto la supervisione e la guida di Costantino, Imperatore amico dei cristiani, ma cristiano egli stesso solo in punto di morte. E così è stato anche per un problema ancora più grave e sentito, e che divise profondamente i nuovi cristiani dai cosiddetti gnostici: il problema dell'immanenza del male in rapporto all'onnipotenza e alla benevolenza di Dio, quello descritto nel Nuovo Testamento. Come può esistere il male, se Dio è onnipotente e benevolo? È impossibile riportare qui le innumerevoli teorie nate per spiegare un enigma impossibile (e ancora oggi irrisolto), ma è essenziale annotare la vivacità di un ambiente culturale disposto a qualsiasi lotta pur di far prevalere il proprio punto di vista nei confronti degli oppositori. Oggi sappiamo chi ha vinto e chi ha perduto, non, come sottolineano gli autori, chi aveva ragione e chi aveva torto. Dal punto di vista storico non può esistere un'eresia rispetto ad un'ortodossia ancora in formazione. Anzi molte dottrine oggi condannate come eretiche hanno preceduto e prevalso per molto tempo sull'ortodossia, o almeno su quella che oggi è l'ortodossia ufficiale del cristianesimo. Ma quando e come si è formata ed è diventata ufficiale o semiufficiale la nuova religione, la nostra? Si può dire che il libro cerca di rispondere in ogni pagina a questa drammatica domanda.Una religione esige dei riti ufficiali, riconosciuti dall'alto, e dei testi canonici di riferimento. Secondo Augias e Cacitti occorrerebbe arrivare addirittura al Concilio di Trento (nel XVI° secolo!) per arrivare ad una risposta formale, anche se il Nuovo Testamento era ormai (con i suoi 27 scritti) già da tempo riconosciuto come tale dai cristiani. Come poi la nuova religione nata da una costola dell'ebraismo, da cui ha ereditato i principi di base, sia diventata un credo di tutti, tranne proprio gli ebrei, e come i rapporti tra le due religioni siano stati contrassegnati da lotte e persecuzioni reciproche, anche sanguinose, è un'altra storia di grande interesse e contestualmente un'altra ragione perché questo bel libro sia letto e meditato da tutti.C'è molto da imparare e da riflettere, come dice Cacitti. L'avventura del cristianesimo non è certo finita, ma per predirne il futuro, prossimo e lontano, occorre meditare sul passato, ciò che purtroppo non si fa o si fa troppo poco.
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da "Mattino, Il (Caserta)"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Monitoraggio a La Maddalena possibile ballottaggio per il G8 GERARDO AUSIELLO I lavori in corso a La Maddalena per il G8 del 2009 sono sotto la lente d'ingrandimento di Palazzo Chigi. Il monitoraggio avviato da Berlusconi e Bertolaso porterà a un certo punto a decidere se a Napoli si svolgerà solo la parte conclusiva della manifestazione (si pensa a due grandi navi su cui ospitare politici e capi di Stato) o se viceversa verrà trasferito in città l'intero evento. Tutto dipenderà dalla capacità o meno di realizzare in Sardegna gli interventi infrastrutturali e organizzativi programmati e necessari. Ma all'ombra del Vesuvio si pensa anche a un altro grande progetto annunciato dal premier, ovvero la realizzazione di un Politecnico che accomuni le facoltà di Ingegneria e Architettura delle Università campane. "Ha una portata storica - commenta il preside della facoltà di Architettura della Federico II, Claudio Claudi De Saint Mihiel - per le sinergie che si metteranno in campo e per lo schiudersi di enormi potenzialità di interazione con il tessuto produttivo". Dello stesso avviso Rocco Papa, ordinario alla Federico II e componente del gruppo di lavoro che sta mettendo a punto il progetto di realizzazione del Politecnico unico: "Il piano ci consentirà di esprimere tutte le nostre potenzialità migliorando il rapporto con il territorio, facendo sistema e riducendo i problemi della burocrazia". Per il presidente dell'Unione Industriali di Napoli, Gianni Lettieri, "l'iniziativa può rappresentare una grande opportunità, in quanto acceleratore d'impresa, favorendo innovazione e crescita dell'occupazione". Critico, invece, il rettore dell'Università del Sannio Filippo Bencardino: "Noi non siamo stati coinvolti".
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da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Meno animali del solito alla mostra di viale de Gasperi, ma tutti allevati con passione e maestria. Folla di addetti ai lavori, curiosi, alunni La Fiera si è aperta all'insegna della qualità La Coldiretti incita gli operatori a resistere in questa fase di crisi e chiede alle amministrazioni di aiutare le aziende BassanoMeno esemplari in mostra, ma di qualità superiore, affari con il contagocce, ma la folla era quella della grandi occasioni. Sono i tratti essenziali del primo atto della Fiera franca d'autunno, andato in scena ieri in viale De Gasperi."La presenza degli animali si sta progressivamente riducendo - ha ammesso Carlo Grandesso, segretario della Coldiretti mandamentale - ma la loro qualità è elevata. Ciò dimostra che, a dispetto della crisi economia e delle difficoltà in cui naviga il settore, gli addetti ai lavori che restano sul mercato si distinguono per professionalità e serietà. Se i capi esposti diminuiscono credo dipenda anche dalle crescenti difficoltà di movimentare, oggi, il bestiame: la complessa burocrazia e le regole severissime predisposte scoraggiano gli allevatori. Di conseguenza cala anche il volume delle contrattazioni".Se i bovini e gli equini ieri in passerella lungo il viale cittadino erano poche centinaia e gli affari sono risultati scarsi, moltissimi sono stati invece i visitatori. Allevatori, mediatori, commercianti, ma anche persone semplicemente interessate al mondo agricolo si sono riversate sul viale, attirate anche dalle 35 bancarelle che hanno fatto da cornice alla mostra-mercato.Non sono mancati i curiosi e i bambini (come gli allievi di tutte le classi della scuola primaria Graziani), che hanno vissuto la fiera del bestiame come una coinvolgente uscita didattica."Questo appuntamento continua ad esercitare fascino sulla gente comune e a suscitare la curiosità e l'interesse del mondo agricolo della Pedemontana - ha proseguito Grandesso nella sua analisi - arriva subito dopo la fine dell'alpeggio e quindi apre una nuova stagione. Serve soprattutto per avviare o consolidare i contatti, per testare il mercato della carne, per fare il punto della situazione. Colpisce poi il livello del bestiame esposto e di quello iscritto al concorso del Bue grasso. Si tratta di animali sani, certificati, allevati con cura in aziende altrettanto sicure. Che la Coldiretti vuole premiare con il riconoscimento, istituito lo scorso anno, destinato agli esemplari nati e cresciuti nella stessa stalla"."Più che alla quantità dobbiamo puntare alla qualità - ha puntualizzato l'assessore alle attività economiche Ampelio Piazzato, accennando alla crisi che sta investendo il settore - quegli allevatori che hanno deciso di continuare sono autentici specialisti, veri professionisti"."La fase congiunturale che stiamo vivendo non è facile e il vostro mestiere richiede grandi sacrifici - ha aggiunto il sindaco Gianpaolo Bizzotto, rivolgendosi direttamente agli addetti ai lavori - ma dovete tenere duro nella speranza che il futuro possa essere migliore".Al proposito il presidente mandamentale della Coldiretti, Martino Cerantola, ha invitato le amministrazioni comunali a dare una mano alle aziende agricole del territorio."Rappresentano un importante patrimonio del tessuto sociale - ha evidenziato - e se vogliamo che continuino ad esserlo vanno sostenute".Raffaella Forin.
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da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tre giovani professioniste (due psicologhe e un educatrice con pluriennale esperienza di insegnamento) e un sogno comune: aprire uno spazio giochi innovativo a tempo pieno per bambini dai 18 ai 36 mesi. Un desiderio che sembrava essersi realizzato grazie alla vittoria di un bando per l'assegnazione di lotti disponibili presso gli incubatori d'impresa ex Cnomv della Giudecca, emessi dal Comune di Venezia nell'ambito della politica di sostegno allo sviluppo di attività imprenditoriali.Purtroppo la complessa burocrazia e una serie di malintesi hanno ben presto raffreddato l'entusiasmo di Giovanna Borsetto, Barbara Borsetto e Francesca Emili. Visto che il nostro progetto rientrava tra le categorie destinatarie del bando spiegano le tre amiche abbiamo presentato domanda per l'assegnazione di uno spazio all'ex Cnomv della Giudecca, sottoponendo il business plan in dettaglio alla valutazione dell'amministrazione comunale. Nel mese di luglio, saputo che il nostro progetto era rientrato nella graduatoria per l'assegnazione di un lotto di circa 90 metri quadri, ci siamo recate presso la la Ulss 12 per richiedere il necessario parere preventivo sul locale assegnatoci per poter avviare il progetto. Visionate le nostre carte, una planimetria che ci è stata data in grave ritardo ai primi di settembre, ci hanno informato che il lotto in questione non era adatto al tipo di attività proposta e per cui il lotto è stato assegnato. In particolare i bagni sono in comune con altri uffici e non adatti ai bambini.Il Comune, quindi, avrebbe approvato un progetto non realizzabile in concreto negli spazi messi a disposizione: Non riusciamo a farcene una ragione continuano le aspiranti educatrici probabilmente hanno esaminato con troppa superficialità il nostro progetto. Eppure sia all'ufficio della Direzione Attività Produttive, che organizza il bando, che all'ufficio patrimonio, che si occupa dell'assegnazione dei lotti, dovrebbero sapere bene le norme da rispettare in materia di strutture dedicate ai più piccoli. Avrebbero dovuto bocciare il progetto a priori.Dal momento che il bando comunale è stato vinto, le tre giovani professioniste non si arrendono e chiedono al Comune di trovare loro un altro spazio ad affitto agevolato: Eravamo convinte di partire fra qualche mese concludono le tre professioniste veneziane e non abbiamo intenzione di arrenderci. Cerchiamo un posto dove poter iniziare la nostra attività. Vogliamo aiutare le famiglie, soprattutto i molti bambini che sono rimasti fuori dagli asili nido comunale. Siamo chiaramente disposte a pagare un affitto. Questo è un appello che lanciamo non solo al Comune, ma anche a qualche privato di buon cuore o ad istituzioni come l'Ire o il Patriarcato. A Venezia ci sono molti bambini esclusi dall'asilo nido, noi abbiamo già una struttura per dare loro una risposta. Ci manca solo uno spazio adeguato.Francesca Scarpa.
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
La direttrice Antonella Secchi: "È stata una presa d'atto della situazione". Le iniziative estive insufficienti. E ora torna il "Mercatino europeo" "Commercio, la crisi c'è: dobbiamo muoverci" L'Ascom invita 70 negozianti per rilanciare il mercato di Vittorio Veneto: si presentano in meno di 20 Vittorio VenetoÈ iniziato l'anno primo dell'era post Victor. Capodanno è stato celebrato martedì 30 settembre, con la riunione a cui l'Ascom aveva invitato i circa 70 tra commercianti e gestori di esercizi pubblici del centro città. Se ne sono presentati una scarsa ventina.Riferisce la direttrice dell'Ascom Antonella Secchi: "È stata una presa d'atto della situazione". Ossia la certificazione della morte dell'associazione Victor, sorta 10 anni fa e che ha portato in centro città la rivoluzione, e il successo, dei giovedì sera d'estate con negozi aperti, spettacoli e gran folla; poi clonata, in scala minore, anche in autunno.Victor è morto, anche se esigenze di burocrazia lo tengono in vita fino a novembre, quando sarà lo scioglimento ufficiale. In ogni caso, niente Victor d'Autunno né Victor sotto l'albero per le domeniche d'autunno e d'Avvento del 2008.E adesso? Non si sa ancora. La riunione del 30 ha portato solo ad abbozzi di idee. "I commercianti, in particolare i negozi di abbigliamento, ci hanno detto che servirebbero più manifestazioni durante l'anno, non solo quelle estive", dice Secchi. E hanno dato mandato di proseguire nell'impegno di rivitalizzazione del centro cittadino.Tra dubbi e vaghi progetti, un unico appuntamento già certo: da venerdì 17 a domenica 19 in centro torna il Mercatino europeo con prodotti alimentari e artigianali di una decina di nazioni, già presente lo scorso autunno. Organizza il tutto la nuova associazione Vittorio Veneto Città del Benestare, presieduta da Marzio Gava, che d'ora in avanti farà da braccio operativo dell'Ascom per tutte le manifestazioni: non solo quelle in centro, come era il caso di Victor.Tommaso Bisagno.
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da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
IL FEDERALISMO FISCALE Vaccari ponte fra Belluno e Roma "Nel provvedimento anche l'Irpef" "Il federalismo fiscale accoglie anche le aspettative e le necessità degli amministratori andati a Roma a chiede la compartecipazione all'Irpef". Lo rassicura il senatore Gianvittore Vaccari della Lega Nord, nella sua duplice veste di componente la commissione Finanza e Tesoro del Senato e membro della Commissione parlamentare per le questioni regionali. Ma Vaccari è anche sindaco di Feltre e per questo è stato indicato dal ministro Calderoli quale tramite tra il territorio bellunese e le istituzioni romane."Il federalismo fiscale partirà dal Senato sottolinea Vaccari e dentro il provvedimento c'è tutto quello che chiedono i sindaci. Dirò di più: non solo la compartecipazione all'Irpef, ma anche una serie di poste come l'Iva, le accise, le tasse di registro per compensare il mancato introito dell'Ici. Il principio di trattenere una parte delle tasse pagate dai cittadini sul territorio è giusto afferma il senatore del Carroccio e il federalismo fiscale è proprio questo. Ovvio che quindi non possiamo ancora dare oggi una percentuale della quota Irpef o delle altre tasse che potranno rimanere a disposizione del Comuni, ma il risultato sarà alla fine soddisfacente". Vaccari però sottolinea che, se da un lato è sacrosanto prevedere maggiori entrate per gli Enti locali, dall'altro si possono anche ridurre le spese. "C'è in proposito una provvedimento, al quale anch'io h contribuito con opportuni suggerimenti, per la semplificazione della burocrazia nei piccoli Comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti. In grado, quindi di alleggerire tutta una serie di costi grazie alla semplificazione burocratica. Provvedimento che si rifletterà in concreto in minori spese per l'Ente locale ma anche per i cittadini". Vaccari precisa che l'incarico conferito da Calderoli non è un punto di partenza. "Credo che sia, invece, un riconoscimento di quanto già sto facendo con tenere i rapporti tra governo centrale e territorio. Ovvero, constante confronto sui problemi reali e sui provvedimenti per risolverli che si stanno attuando a livello nazionale. In questo senso mi sto muovendo già da tempo".M.D.
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da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Nel thè di Galan e Vascellari poco zucchero" Reolon boccia l'incontro non istituzionale. La Camera di commercio si candida a gestire l'Agenzia per la montagna "Dopo quanto uscito dall'abboccamento tra Galan e Vascellari a teatro Comunale, sono ancora più convinto di aver fatto bene a non esserci andato. E' stato un gioco tra i due, scollegato dalla realtà". Il presidente della Provincia Sergio Reolon ribadisce le motivazioni della sua mancata presenza al thè di mercoledì pomeriggio. "Un presidente della Regione che viene a Belluno e non parla nelle sedi istituzionali e che rinnega un contratto firmato con i bellunesi, credo che costituisca motivi validi per giustificare la mia assenza. E' stata un'iniziativa privata, un gioco, appunto. Perchè, se Galan non dà valore a quello che firma, che valore può esserci in quello che dice?".Reolon attacca anche quanto affermato dal governatore a margine dell'incontro. "Ha riferito che il consiglio regionale veneto è come quello del Congo. Ma sta parlando del consiglio della Regione di cui è presidente. E se il Veneto è, per stessa ammissione di Galan, come il Congo, una jungla senza più regole, la colpa è soltanto sua che questa situazione l'ha voluta. Con il suo comportamento ha cancellato la politica e la comunità, provocando l'assenza dello Stato e delle regole. Lui sorvola, ma non vive il territorio".Reolon boccia perciò anche l'idea di Vascellari e non rigettata da Galan di una Agenzia per la montagna. "E' un'idea privatistica, che uccide la partecipazione. E' la negazione degli Enti locali, Province, Comuni, Comunità montane, che già ci sono e lavorano bene. Sotto c'è un'idea aziendalista, di una macchina nuova da cambiare ogni qualvolta le cose non vanno bene. Ma costruire una società e un'economia locale è fatica quotidiana, da parte di tutti. Quanto alle agenzie riflette Reolon voglio portare solo un esempio: nel Veneto abbiamo l'Avepa che gestisce circa 800 milioni sul piano di sviluppo rurale. Una struttura che ne spende però quasi 400 in costi e burocrazia, mentre gli agricoltori attendono i pagamenti da due anni".Buona l'idea di un'agenzia per il presidente dell'Unione Artigiani e vicepresidente della Camera di Commercio di Belluno Luigi Curto. "Credo che, proprio per le esigenze di questa provincia, la capofila possa essere l'Ente Camerale, che già riunisce le categorie economiche in grado di dare progettualità e risorse. Perchè è chiaro, ed è stato affermato nell'incontro tra Galan e Vascellari, dal pubblico non possono più arrivare tutte le risorse necessarie a dare risposte al territorio. Ovvio che questo non dovrà diventare un soggetto che alimenta i costi o in contrasto con ciò che di buono già c'è. Ma un grande contenitore del quale i pilastri dovranno essere le categorie e il mondo associativo, mentre la politica avrà il compito di dare le linee programmatorie attraverso i propri strumenti".Lucida la riflessione del presidente provinciale dell'Ascom di Franco Debortoli. "Il primo problema è far riconoscere lo status della montagna, una sua vera specificità. Non parlo soltanto di quella bellunese, ma di tutto l'arco alpino. Anzi, dell'intera Europa. Perchè, fino a quando la montagna viene solo compresa tra le aree rurali, noi prenderemo sempre le briciole. Altri arriveranno prima di noi. Una volta riconosciuta realmente la montagna, e questo può essere fatto attraverso alleanze con tutto l'arco alpino, solo allora potremo costruire tutte le agenzie che vogliamo. Anche se conclude De Bortoli dobbiamo intenderci per bene cosa vogliamo. No a strutture che mungono soldi e fanno litigare chi ambisce a nuove poltrone. Di tali strutture non ne vedo il bisogno. Servono idee che portino a casa risultati veri".Maurizio Dorigo.
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da "Sicilia, La"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il convegno a palermo "per un nuovo sistema della sanità" Palermo. "Sono seduto su una polveriera ma sono ormai temprato e vado avanti. Sia chiaro infatti che non ci sposteremo di una virgola dal piano di rientro". Queste le parole con cui l'assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, ha delimitato nettamente i confini - se ce ne fosse stato ancora bisogno - del suo programma di contenimento della spesa sanitaria regionale. Non intende certo cambiare rotta adesso Russo; in particolar modo ora che ha incassato il beneplacito della Cisl Sicilia. I vertici siciliani del sindacato confederato infatti, nel corso del dibattito "Per un nuovo sistema della sanità in Sicilia. La proposta della Cisl" organizzato ieri nel capoluogo siciliano, hanno espresso piena condivisione nei confronti della necessità di rispettare il piano di rientro in quanto strumento necessario a scongiurare il commissariamento che determinerebbe la perdita definitiva dei finanziamenti (un miliardo 360 milioni di euro) di cui la Regione siciliana è creditrice nei confronti dello Stato e l'impossibilità di accedere al mutuo di due miliardi e 800 milioni di euro che darebbe al sistema sanitario regionale una boccata d'ossigeno. "Il piano di rientro è una necessità - ha affermato Maurizio Bernava, segretario regionale della Cisl Sicilia - perché non ci sono alternative nel quadro della lotta agli sprechi e della politica di risanamento e di riqualificazione della spesa. Facciamo appello a tutte le forze politiche dell'Assemblea regionale siciliana, dalla maggioranza all'opposizione - ha proseguito Bernava -, affinché siano unite e compatte nel dare la propria approvazione al piano di rientro ed affinché si assumano la responsabilità di sostenere un disegno che apre alla riorganizzazione del settore. Perché dopo il rientro dal deficit serve un piano di sviluppo che guardi lontano, nel segno di una rivoluzione copernicana che metta al centro il cittadino. Il nostro si è dimostrato un sindacato moderno e compatto, concreto e solidale - ha concluso il segretario regionale della Cisl Sicilia -, che vuole coniugare i bisogni dei lavoratori e dei pensionati e l'interesse generale della Comunità siciliana". Fra le proposte lanciate dalla Cisl Sicilia ci sono la realizzazione di centri di prevenzione e cura su tutto il territorio, la creazione di unità di valutazione geriatrica nei distretti sanitari per l'assistenza agli anziani (che andrebbe fatta anche a casa), la rimodulazione degli ospedali pensati come istituti scorporati dalla burocrazia delle Asl e lo sviluppo dei servizi di emergenza, anche a valle della riorganizzazione del 118. A queste idee l'assessore regionale alla Sanità ha fatto eco illustrando le linee della propria strategia centrata sulla "medicina del territorio" e sulla "responsabilità del rinnovamento". "La situazione attuale è fallimentare - ha spiegato Russo -; il sistema sanitario attuale prevede, nel complesso, 29 aziende sanitarie. Penso invece ad un modello in cui si integrino nove Asl, due o tre grandi ospedali di rilievo nazionale (Palermo, Catania ed eventualmente Messina, ndr) e di alta specializzazione. E tre policlinici per l'alta formazione. E penso anche ad un ritorno alla figura del medico di famiglia - ha proseguito l'assessore regionale alla Sanità - che non deve essere, come lo è in molti casi in questo momento, un semplice burocrate della ricetta". Ai detrattori della riorganizzazione, e dunque della conseguente diminuzione, dei posti nello negli ospedali dell'Isola Russo ha risposto fermamente: "Il posto letto è un concetto culturalmente vecchio che non risponde ai reali bisogni dei cittadini, bensì agli interessi di quanti mirano ad aprire reparti e creare primariati e posti di lavoro con cui alimentare clientele politiche". L'assessore regionale alla Sanità ha poi aggiunto: "Ai cittadini interessa ricevere un'assistenza sanitaria di qualità che non dipende certo dalla quantità dei posti letto disponibili negli ospedali siciliani, bensì dalla realizzazione di strutture e di centri sanitari alternativi nel territorio che facciano da filtro all'ingresso incondizionato negli ospedali e possano garantire, in tal modo, un'assistenza costante ed efficiente. La politica deve organizzare un sistema che risponda ai bisogni dei malati; ed il nostro obiettivo è proprio questo. Ci stiamo muovendo in questa direzione nell'intento di diversificare l'offerta e rispondere così nel modo più appropriato possibile al bisogno di salute dei cittadini". Un cambiamento alla base del sistema sanitario siciliano, quello verso cui vuole andare Russo, che deve investire sul territorio molto più di quanto non ha fatto finora. Solo investendo sul territorio infatti i cittadini saranno nelle condizioni di poter fare affidamento su ambulatori e centri sanitari, aperti giorno e notte, dove la funzione del medico di base non sarà quella di un semplice produttore di ricette mediche. È questo lo scenario in cui il ricorso al pronto soccorso degli ospedali, da parte dei malati, avverrà solo nei casi di reale necessità. Anche questo è un aspetto pienamente condiviso dai vertici della Cisl siciliana. "Il piano di rimodulazione della rete ospedaliera e territoriale - ha detto ancora Maurizio Bernava - non può prescindere dal decollo di una rete di assistenza nel territorio, finora mortificata dalle scadenti dinamiche gestionali dei direttori generali". Giuseppe Ippolito.
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da "Sicilia, La"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cinque realtà dell'Isola fra i cento casi di successo nell'Italia che funziona, produce e crea posti di lavoro Anna Rita Rapetta Roma. C'è il tocco dei siciliani nell'Italia che funziona. Ben quattro aziende e un'associazione sono entrate nella lista delle cento eccellenze, 44 nel settore pubblico e 56 nel privato, scovate dai ricercatori dell'Eurispes che si sono cimentati in questa sfida per il terzo anno consecutivo. Un "viaggio" per disegnare la mappa delle esperienze di successo, che testimonia l'esistenza di una rete di qualità estesa su tutto il territorio capace di ridare fiato a un sistema produttivo decisamente in affanno. L'Associazione Figli d'Arte Cuticchio, la Cooperativa Agricola Valle del Dittaino, l'Antica Dolceria Bonajuto, il Gruppo Averna e la MSA (Mediterr Shock Adsorbers) sono le stelle di punta della Trinacria che si colloca tra le prime cinque Regioni più rappresentative nella categoria delle imprese private selezionate e inserite nel 3° Rapporto sull'Eccellenza in Italia dell'Eurispes presentato ieri alla Biblioteca Nazionale di Roma. Sono state premiate assieme a realtà come le Acli, l'Agesci, l'associazione Libera, il servizio aeronavale della Guardia di Finanza, Rai Cinema. Premiata anche la musica con i riconoscimenti all'Umbria jazz e alla Fondazione Fabrizio De André: tra gli ospiti dell'Eurispes c'erano il presidente del Festival, Renzo Arbore, e la moglie del cantautore scomparso, Dori Grezzi, che ha annunciato l'intenzione del regista Wim Wenders di realizzare un film sulla vita del talento genovese. Il Lazio è in cima alla lista con 12 imprese private, seguita dal Veneto con 8, dalla Lombardia con 7, l'Emilia Romagna con 5 e, subito dopo, la Sicilia con 4. Anche nel caso delle istituzioni il primato spetta al Lazio con 23 casi di successo istituzionale, ma, in questo caso, il dato si spiega con l'alto numero di istituzioni presenti nella capitale. Orientarsi nel complesso panorama delle imprese del Belpaese (6.101.110 nel secondo trimestre del 2008) non è stato semplice. La maggior parte delle imprese è nel Nord (2.818.443). Non delude il Mezzogiorno (2.013.384) mentre un numero meno consistente di attività imprenditoriali è stato rilevato nelle regioni del Centro (1.269.283). La Lombardia è in testa (956.380) seguita a lunga distanza dal Lazio (581.232) e Campania (546.328) e, qualche gradino più giù, dalla Sicilia (475.847). "Pensavamo, all'inizio, che non sarebbe stato facile trovare ogni anno le cento eccellenze da segnalare nel Rapporto. Oggi, invece, ci troviamo di fronte all'impossibilità di poter includere in questa "vetrina" tutti i casi che i nostri ricercatori hanno individuato e che meriterebbero di essere segnalati", dice Gian Maria Fava, il presidente dell'Eurispes, che paragona l'Italia a Gulliver, un gigante imbrigliato, prigioniero delle istituzioni della burocrazia e delle carte. "Uno dei più grandi problemi dell'Italia è la sua incapacità di trasformare la potenza in energia". Il Paese non riesce a mettere a frutto le sue risorse. Fava individua tre aspetti che impediscono al sistema Italia di esprimersi. Lo spreco di potenza: l'"invidia" per il successo del vicino fa scattare un meccanismo di denigrazione e rancore che risponde alla logica negativa del "se non riesco a farlo io, non devono farlo neanche gli altri". La paranoia "regolativa": si concretizza nella vocazione alla produzione continua di leggi e regolamenti e nella presenza burocratica "ossessiva". Incapacità di fare tessuto sociale: la società sarebbe priva di orientamento collettivo. Nella ricerca delle cause del malessere italiano l'Eurispes chiama in causa la classe dirigente, e quindi la politica, ponendo un annoso interrogativo: chi dovrebbe collegare i pezzi di questo mosaico? "Il compito delle singole istituzioni è quello erogare buoni servizi e di garantire i diritti del cittadino. Il compito delle imprese è quello di produrre ricchezza e posti di lavoro. Niente di più e niente di meno - afferma Fava -. Serve qualcuno che sappia tirare la rete, che sappia trasformare la potenza in energia".
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da "Gazzettino, Il (OgniSport)"
del 03-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le prime reazioni dopo il faccia a faccia tra Galan (che nega l'autonomia del bellunese) e Vascellari Reolon: "Agenzia per la montagna? No" Il presidente della Provincia boccia l'idea dell'Assindustria: "Così muore la partecipazione" Quando va per traverso il the non c'è niente da fare. Così il presidente della provincia di Belluno Sergio Reolon il giorno dopo l'incontro amichevole tra il Governatore del Veneto Giancarlo Galan e il presidente di Assindustria Valentino Vascellari spara a zero. Lo fa proprio contro la proposta di un'"Agenzia per la Montagna" nata dagli industriali ("guardino all'Avepa, che gestisce 800 milioni per lo sviluppo rurale e ne costa 400 di burocrazia") che definisce "un'idea privatistica, che uccide la partecipazione. Un'idea aziendalistica".Di parere diverso invece il presidente dell'Unione artigiani Curto: "Un'agenzia è un'ottima idea per questa area. La Camera di Commercio potrebbe esserne la capofila". L'Ascom con Debortoli aggiunge: "Resta aperto il problema della specificità della montana".Dorigoa pagina III.
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da "Gazzetta di Mantova, La"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
I manutentori e gli installatori di impianti termici dell'Upa dichiarano guerra alla burocrazia. "Rispettare gli adempimenti amministrativi connessi all'attività produttiva - spiega il dirigente Luca Mortara - comporta oneri che, per la piccola impresa, incidono per il 29,6% sul costo del lavoro. La categoria è alle prese con normative comunitarie, nazionali e regionali che mettono a dura prova l'operato degli imprenditori, costretti spesso ad usufruire della consulenza di esperti per non correre il rischio di incappare in sanzioni pecuniare e penali". Tra i problemi evidenziati da Mortara "c'è anche il recupero crediti delle commesse effettuate sia per il pubblico che per il privato, che mettono in seria difficoltà le imprese dal momento che i pagamenti vengono con il contagocce mentre le banche e i fornitori non concedono sconto quando c'è una rata da pagare". Tra i progetti del gruppo manutentori e installatori c'è l'aggiornamento professionale nel campo dell'eco-progettazione.
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da "Italia Oggi"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi ItaliaOggi - Economia e Politica Numero 236, pag. 10 del 4/10/2008 Autore: di Carlo Arcari Visualizza la pagina in PDF I dati presentati alla Biennale della macchina utensile (Bimu) Robot, Italia e Germania trainano il mercato Oltre 1.700 imprese espositrici, il 44% provenienti dall'estero, 96 mila visitatori preregistrati, 70 mila metri quadrati di superficie espositiva. Sono i numeri della Biennale italiana della macchina utensile (Bimu), una delle più importanti fiere del settore che alla Fiera di Milano ha aperto ieri la sua 26ª edizione. Organizzata dall'Ucimu, associazione italiana delle imprese costruttrici di robot e sistemi di produzione, la Bimu si conferma la vetrina più importante di un comparto industriale che nel 2007, a livello mondiale, ha fatturato oltre 50,1 miliardi di euro, con una crescita record del 7,3%. I consumi di robot e macchine operatrici a livello mondiale sono cresciuti di quasi il 5%, grazie ai mercati trainanti di Germania e Italia. I cinque maggiori paesi consumatori sono infatti Cina, Germania, Usa, Italia e Giappone. L'Italia è dunque saldamente ai vertici della classifica mondiale dominata dal Giappone, che mantiene il suo primato storico nonostante il calo della produzione, scesa a 9,2 miliardi, e dell'export sceso dell'11,4%. Al secondo posto la Germania con 9,3 miliardi di valore della produzione, salita del 15%, come le esportazioni (+11,5%). Al terzo posto la Cina, con una produzione in crescita del 30% a quota 7,4 miliardi di euro. L'Italia è il quarto costruttore mondiale del settore con un valore della produzione superiore ai 5,3 miliardi, e il terzo esportatore con 3 miliardi di euro, pari a circa il 10% del totale. "Fa piacere vedere che qui di acciaio si parla ancora e che le imprese italiane sono sempre tra le prime al mondo", ha osservato il presidente di FieraMilano, Michele Perini, inaugurando il salone. In effetti i numeri della macchina utensile tricolore sono confortanti: i consumi interni di macchine e robot in Italia hanno raggiunto i 4,345 miliardi con un incremento del 23,2% che ha premiato sia le consegne interne sia le importazioni. La quota dei produttori italiani sul mercato interno è pari al 62,5%, mentre le nostre esportazioni sono cresciute dell'11,9%. L'export è stato guidato in particolare dai risultati conseguiti dai distretti delle macchine utensili di Vicenza e del bresciano, che l'anno scorso hanno messo a segno ottimi risultati in Europa, Stati Uniti, Brasile, Polonia e Russia grazie ai quali le imprese distrettuali hanno recuperato il rallentamento dei mercati di Cina e India. Il primo mercato di sbocco dei nostri produttori resta sempre la Germania che assorbe il 13% delle nostre vendite all'estero, seguita da Cina (8,1%) e Stati Uniti (7,3%). "Nel 2008 contiamo, nonostante la crisi finanziaria mondiale, di aumentare ancora la produzione del 5,3%, l'export del 6,2% e i consumi interni del 6,7%", ha affermato Giancarlo Losma, presidente di Ucimu, che ha dedicato il suo discorso di apertura, non ai mercati e allo sviluppo tecnologico, ma al nuovo governo Berlusconi e alla sua azione a favore delle imprese italiane. "Tra le misure prese dal nuovo esecutivo nei primi mesi abbiamo apprezzato la detassazione degli straordinari e la decisione di ridurre finalmente la burocrazia. A Berlusconi diciamo avanti così, perché non c'è più tempo da perdere se vogliamo che le nostre imprese stiano sul mercato. Suggeriamo per questo, l'istituzione di un fondo ad hoc per finanziare le imprese che investono in formazione. Chiediamo di accelerare i tempi di riunione del Comitato tecnico interministeriale che autorizza le esportazioni, i cui ritardi cronici penalizzano molto le aziende. Proponiamo un sistema di ammortamenti liberi che stimoli le imprese a investire in macchine utensili, e soprattutto chiediamo servizi infrastrutturali per connettere il territorio all'Europa e al mondo. Gli imprenditori italiani hanno bisogno di un hub come Malpensa e credono in un'Alitalia finalmente posta al servizio del loro business".
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da "Repubblica, La"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina IV - Palermo Congedata lady Agenda 2000 L'ira udc: "Palocci insostituibile" Fra tre mesi scadono i termini per spendere un miliardo Per il governatore è "separazione consensuale" Enzo Emanuele verso l'interim EMANUELE LAURIA La notizia della "separazione consensuale", nelle stanze della Regione, deflagra come una bomba in un venerdì di quiete apparente. Lascia di stucco la burocrazia e spacca la maggioranza. Gabriella Palocci, la dirigente del ministero del Tesoro che dal 2000 sovrintende all'utilizzo dei fondi europei in Sicilia, saluta il dipartimento Programmazione a tre mesi dalla chiusura del Por, quando l'amministrazione è chiamata a imprimere il massimo sforzo per spendere oltre un miliardo di euro ed evitare di restituire somme a Bruxelles. Ne dà notizia la presidenza della Regione, con una nota diramata a ora di pranzo: "Alla risoluzione del rapporto, precedentemente richiesto dalla Palocci nella scorsa primavera e a cui il presidente Raffale Lombardo aveva chiesto di soprassedere - afferma la nota - si è giunti consensualmente oggi, dopo un incontro col governatore". Lombardo ha manifestato l'apprezzamento e il ringraziamento di tutto il governo regionale "per la dedizione e il qualificato impegno espresso in tanti anni di duro lavoro, in un settore strategico per tutta l'economia regionale". Il governatore dice che "Gabriella Palocci ha espresso nella sua attività energia, competenze e rigore universalmente riconosciute, anche in sede comunitaria, riuscendo a conseguire qualificati e lusinghieri risultati, proprio nel settore dei fondi strutturali dove avevamo accumulato più ritardi". Ma l'Udc non la prende bene. Anzi. In serata arriva prima un comunicato sibillino del segretario regionale Saverio Romano: "Non conosciamo bene i motivi del disimpegno della Palocci ma vi è in me e nel partito la consapevolezza che la Regione siciliana perda una risorsa e una professionalità che non sarà facile sostituire". Sulla stessa linea il capogruppo all'Ars Rudy Maira: "Mi auguro che alla base della risoluzione contrattuale non vi siano state acredine e incomprensioni. Se così fosse, questo sarebbe un danno per la Sicilia". Ma a esprimere con vigore la rabbia dell'Udc è direttamente l'ex governatore Salvatore Cuffaro, che dopo aver inviato il suo comunicato di "apprezzamento e riconoscenza" per la supermanager, al telefono dice chiaramente come la pensi: "Sono preoccupato. Una dirigente come la Palocci è insostituibile. Lo è sempre, ma lo è ancor di più in un momento come quello attuale, in cui c'è da completare un egregio lavoro che va avanti da sette anni e che sinora ci ha permesso di non perdere alcuna risorsa: non esito a parlare di dramma, per questa risoluzione contrattuale. No, non so cosa sia accaduto. So che Gabriella da tempo manifestava stanchezza per un'attività che l'ha tenuta per tanto tempo lontana da casa, ma aveva acconsentito all'idea di rimanere almeno fino al 31 dicembre - conclude Cuffaro - Io, è inutile che lo ribadisca, avrei fatto di tutto per tenerla. Ma Lombardo ha deciso diversamente. Chiedete a lui perché". Il Pd resta a guardare la crepa che si apre nella maggioranza. Magari con un pizzico d'imbarazzo. Fu infatti un emendamento dell'attuale capogruppo Antonello Cracolici, nel gennaio del 2007, a determinare la riduzione dello stipendio della Palocci alla cifra di 250 mila euro annui. Gli altri dirigenti generali sono smarriti. Non s'aspettavano un epilogo così rapido del rapporto fra la Regione e la dirigente statale. "Sapevamo tutti che Gabriella sarebbe rimasta nel suo incarico sino al 31 dicembre - conferma Marco Salerno, capo dell'ufficio di controllo di secondo livello sul Por - Ora si apre una fase difficile, in cui c'è da mettere a punto una serie di meccanismi contabili per arrivare a certificare il 100 per cento dei pagamenti. All'ultimo rilevamento di giugno eravamo al 77 per cento". Il contratto della Palocci scadeva nell'ottobre del 2009 e, a differenza di quello dei dirigenti generali interni all'amministrazione, non era stato intaccato dallo spoils system. Lombardo ha detto (solo verbalmente, finora) al ragioniere generale Enzo Emanuele di occuparsi di Programmazione in questi giorni. Emanuele potrebbe ricevere un incarico ad interim fino al 31 dicembre. Se ne parlerà in giunta martedì, alla vigilia della scadenza della proroga di 45 giorni assegnata ai manager "interni". Il governatore si appresta a mettere mano alla burocrazia. La testa più illustre dell'amministrazione Cuffaro è già rotolata via.
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da "Repubblica, La"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina III - Palermo L'incognita dei vigili sui provvedimenti in dirittura d'arrivo Il Comune ci riprova con le targhe alterne al bando pure le Vespe Nulla di fatto sul piano traffico che ha provocato il no alle Ztl da parte del Tar Il Comune alle prese con il traffico nel caos: l'arrivo imminente delle targhe alterne, che potrebbero partire già il 20 ottobre, l'operazione rimborsi da fare alla svelta visto che sono già stati notificati al Comune otto decreti ingiuntivi, e l'agitazione dei vigili che dal 19 ottobre non lavoreranno più il sabato e la domenica. L'ordinanza che presto porterà di nuovo in città la circolazione a pari e dispari non è ancora stata firmata, ma è trapelato che il provvedimento sarà in vigore dalle 8 alle 20,30 dal lunedì al venerdì e che riguarderà anche i motori a due tempi, le Vespe prima di tutto. La misura sarà in vigore nel perimetro delle Ztl A e B. Saranno esentate, oltre alle auto elettriche, ibride e a metano, anche le macchine euro 4 e le moto e gli scooter catalizzati e a quattro tempi. "Si tratta di una misura tampone - spiega l'assessore all'Ambiente Francesca Grisafi - che sarà in vigore al massimo per due mesi per evitare che si superi la soglia di sforamenti di polveri sottili fissata dalla legge. Nel frattempo il gruppo di esperti che è stato nominato lavorerà all'elaborazione del piano urbano del traffico che consentirà di adottare provvedimenti strutturali". Le telecamere in questo periodo saranno fuori uso anche se restano accese con bollette da 3 mila euro a bimestre. I controlli saranno affidati solo ai vigili urbani che però sono sul piede di guerra e già ieri gli effetti sul traffico si sono visti. "Dal 19 ottobre non lavoreremo più il sabato e la domenica - dice Michele Chianello della Cgil che ieri insieme con Cisl e Uil ha incontrato gli agenti - A causa del taglio sul fondo di turnazione, metà dei vigili lavoreranno solo di mattina". Con il conseguente drastico ridimensionamento di tutti i servizi, compreso quello su strada che già oggi conta al massimo su 80 vigili al giorno. Mercoledì prossimo i Cobas della polizia municipale hanno indetto un'assemblea: "Racconteremo la verità sui fondi che il Comune ci ha tagliato", anticipa Gianfabio Monacò. Se l'agitazione andrà avanti il debutto delle targhe alterne, previsto attualmente per lunedì 20 ottobre, sarà nel segno del caos. Il tutto mentre su Palazzo delle Aquile incombe il macigno dei rimborsi dei pass Ztl: già otto decreti ingiuntivi sono stati notificati e in forma esecutiva, da pagare subito cioè. "Con i suddetti decreti - si legge in una allarmata nota dell'avvocatura comunale spedita ai vertici della burocrazia - oltre al pagamento del costo del pass che varia dai 12 ai 30 euro viene anche ingiunto al Comune il pagamento delle spese del procedimento monitorato, liquidate dal giudice di pace, in importi che vanno da un minimo di 180 a un massimo di oltre 470 euro". Da qui l'urgenza di procedere all'affidamento dell'incarico per la restituzione delle somme: il neo-dirigente Renato Di Matteo ha deciso di far fare i rimborsi alla tesoreria comunale, la Bnl, che invierà un assegno a casa dei cittadini. Un'operazione che costerà circa 850 mila euro, 3,40 euro a raccomandata, contro i circa 620 mila euro che aveva proposto Poste. "Spendiamo un po' di più ma non perdiamo altro tempo", dice il direttore generale Gaetano Lo Cicero. Sulle targhe alterne, intanto, è già polemica. Per Giovanni Felice di Confesercenti, che ha inviato una lettera al sindaco "sono un provvedimento vessatorio e inutile. Il sindaco ci convochi". Per il capogruppo del Pd all'Ottava circoscrizione Marco Frasca Polara "Sono targhe alterne camuffate da Ztl e adottate solo per mettersi al riparo dalla magistratura. Chiediamo al sindaco di spegnere subito le telecamere e di convocare un tavolo". sa.s.
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da "Repubblica, La"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina XV - Palermo FUOCO AMICO SU CUFFARO MARIO CENTORRINO onverrà riassumerla, provando poi a capire significato e obiettivo dell'intervento. Miccichè parte da lontano. La Sicilia, dagli anni Cinquanta in poi, ha avuto un lunghissimo periodo in cui ha ricevuto una serie di contributi a pioggia che non hanno prodotto alcun risultato né in termini di produttività né di occupazione. E allora sono state costruite una serie infinita di società, grandi carrozzoni con funzioni di ammortizzatori sociali. Con il passare degli anni, questi carrozzoni sono falliti e, man mano, la Regione ha assorbito al suo interno decine di migliaia di persone che provenivano da questi enti, dei quali proprio la Regione si era fatta promotrice. Ecco una delle tante spiegazioni ai numeri da bancarotta del bilancio regionale: 21 mila dipendenti, uno ogni 239 abitanti, contro uno ogni 2.500 abitanti della Lombardia. Quindici miliardi di euro di spesa corrente nel 2007, con un aumento dell'otto per cento rispetto al 2006. Colpa della politica? Nella risposta di Miccichè c'è una inoppugnabile generalizzazione di responsabilità: "Tutto è da ricondurre al sistema politico locale di quel periodo, a sua volta tollerato dal sistema politico nazionale". Lo scenario è messo a punto per l'ingresso del cuffarismo che, continua Miccichè, con i suoi metodi non ha favorito alcun taglio allo spreco né ha messo mano ad alcuna riforma della burocrazia siciliana ("Da ministro per il Mezzogiorno portavo in Sicilia quantità di imprenditori poi fuggiti al solo pensiero di avere a che fare con le autorizzazioni dei vari assessori"). A questo punto, il ragionamento di Miccichè prende una piega maschia: serve un presidente della Regione che abbia le palle, la forza e il coraggio di dire: "Questa terra va cambiata". Non arrivano più i voti? Pazienza, vadano a quel paese! La domanda, a questo punto, è scontata: "Cuffaro le palle non le aveva?". Miccichè abbassa prudentemente i toni: "Le aveva, il problema era che ogni volta c'era un'elezione vicina...". Ripeschiamo, nel testo dell'intervista, un passaggio iniziale, vera chicca per gli esegeti del cuffarismo, che si presta bene a concludere lo sfogo: "Le cose sono due: o si lavora per ottenere mille voti in più, e allora ogni giorno che passa per la Sicilia è drammatico, o si ragiona sul lungo periodo per attirare investimenti, aumentare la produttività e ridurre gli sprechi. "Perché la situazione della Sicilia non è poi così diversa da quella dell'Alitalia. L'unica differenza è che, mentre la compagnia aerea è ormai fallita, la Regione no. Il crac Alitalia è d'attualità, quello della Sicilia dura da cinquant'anni". Qualche mese addietro Miccichè era stato ancora più duro: "Nell'Isola la gente non ne può più di Cuffaro e del cuffarismo. Un sistema clientelare che ha bloccato la Regione, che ha trasformato il diritto in favore, che fa fuggire le imprese del Nord stanche di dovere passare sotto le grinfie della politica". Quale significato politico attribuire a questo "tiro al Totò" di Miccichè, come è stato argutamente definito? Diciamo subito che questo sguardo a volo d'uccello, proposto da Miccichè, sulla vicenda siciliana dell'ultimo cinquantennio coglie parecchi elementi di verità. E dovrebbe dare spunto a ricognizioni e ricostruzioni che provino a spiegare, in quel contesto, il ruolo della sinistra: di opposizione infelice, di mediazione disinteressata o di consociativismo opportunista? L'attacco di Miccichè sembra portare acqua alla governance di Lombardo che, come è stato ben documentato nelle pagine di questo giornale, sta creando una sua rete amministrativo-burocratica smantellando, e non a questa sovrapponendosi, la precedente che aveva come riferimento Cuffaro. Ora, razionalizzare una sorta di riforma sommersa, come fa appunto Miccichè, è un contributo sicuramente gradito. Vi è anche chi, nell'occasione, spezza una lancia a favore di Cuffaro, sostenendo che è scorretto scaricare sull'ex governatore tutto il peso del clientelismo, del familismo e della sciatteria amministrativa. Resta aperta una questione: in queste forme di ridisegno del potere, che si alimentano anche di colpi bassi, alleanze trasversali, accuse sul registro dell'umorismo grottesco (dal viaggio a Fukuoka, costato due milioni di euro, all'assunzione di sedici precari per accudire gli otto cirnechi dell'Etna), quale parte intende giocare l'opposizione? In questo momento, con un magico gioco di prestigio, Lombardo impersona lo Stato, la Sicilia contro lo Stato, il governo Berlusconi, la critica al governo Berlusconi, l'eredità del cuffarismo e il moralizzatore del passato per eccellenza. Troppe parti per un uomo solo.
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da "Adige, L'"
del 04-10-2008)
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MATTIA ECCHELI TRENTO - "L'Unione europea non può accettare le proposte dell'Austria" MATTIA ECCHELI TRENTO - "L'Unione europea non può accettare le proposte dell'Austria". Antonio Tajani (foto) , commissario europeo ai trasporti e vice presidente Ue, è lapidario sui divieti settoriali che il governo di Vienna vorrebbe introdurre per limitare il traffico lungo il passo del Brennero: troppo penalizzanti a giudizio di Tajani che risponde alle sollecitazioni della referente per il traffico internazionale di Anita, Lucia Pedot. Ma anche il presidente nazionale, Eleuterio Arcese, ha qualcosa da chiedere al commissario dopo le rassicurazioni da parte dei sottosegretari Bartolomeo Giachino e Aldo Brancher alla recente assemblea nazionale di Riva: "Noi - dice - abbiamo solo voglia di lavorare: perché non ci date risposte? Le otteniamo in Belgio, Francia e negli altri paesi, mentre in Italia abbiamo solo burocrazia". All'assessore Franco Panizza, invece, Arcese ricorda gli elevati costi dei terreni prima di tornare a chiedere a Tajani anche i "distributori low cost": "Si può risparmiare il 15%" avverte l'imprenditore. I divieti settoriali dovrebbero entrare in vigore l'anno prossimo e, a meno che non siano un'arma di "ricatto" per garantire al tunnel del Brennero i finanziamenti, costituirebbero una stangata quasi mortale agli operatori internazionali. Perché colpirebbero il 45% del traffico che transita dal valico: autovetture, acciaio, merci sfuse, legname e il comparto chimico. E, inevitabilmente, finirebbero con l'assestare un colpo anche all'interporto di Trento dove Interbrennero ha investito vagonate di milioni. I volumi dell'intermodale cominciano a pesare: i soli binari sono più che raddoppiati (da 4 a 9) mentre il 2008 si chiuderà con circa 3 milioni di tonnellate "veicolate", con un consistente aumento rispetto allo scorso esercizio e con 13 milioni di gettito tra iva, dazi e tributi. Agli imprenditori, Tajani ricorda di aver esternato anche in Austria che l'Ue non è d'accordo sui nuovi divieti. Ma dice anche che il traforo del Brennero è un asse strategico per collegare l'Europa del nord all'Italia del sud e che pubblico e privato devono pensare anche alla rete strategica Marco Polo. Il presidente Renato Maschio sottolinea che i lavori in corso si concluderanno con sei mesi di anticipo sulla tabella di marcia: "Entro la metà del 2009 anziché nel 2010" evidenzia. Poi sollecita l'appoggio di Tajani per "promuovere" l'interporto di Trento ("uno dei più belli del nord Italia") a struttura di rilevanza nazionale. Mentre Paolo Toniolli consegna al commissario un "pro memoria" per valorizzare il ruolo degli aeroporti di secondo livello che, in Italia, sono 101 contro i quasi 400 della Francia o i 120 della Svizzera: "Con un chilometro di strada non si arriva da nessuna parte ma con uno di pista si arriva in tutto il mondo". 04/10/2008.
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da "Nuova Sardegna, La"
del 04-10-2008)
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Ollolai. L'iniziativa dell'amministrazione comunale per incentivare le nascite in un paese a rischio di spopolamento Bonus di mille euro per ogni neonato Arbau: "Nuovi progetti per i giovani che decidono di mettere su famiglia" GIOVANNI MARIA SEDDA OLLOLAI. Mille euro per ogni nato. Non saranno tanti a Ollolai dove la media delle nascite non ha più raggiunto il numero di 10 nati nel corso degli ultimi anni. Ma nel capitolo di bilancio di previsione per l'anno in corso è stata prevista la somma i 15mila euro. Una speranza e un auspicio che la giunta municipale ha trasformato in deliberazione per la concessione di "contribuiti alla natalità per le giovani coppie". Un atto che esula dalla burocrazia vera e propria per intervenire sul sociale a favore delle famiglie in formazione. Si tratta, appunto, di un assegno di mille euro che verrà concesso per quelli che sono già nati nel 2008 e che nasceranno entro il 31 dicembre. L'incentivo, è stato programmato nel nuovo bilancio per il numero di 15 neonati. L'iniziativa, quindi, dovrebbe coincidere con un anno record rispetto alle nascite, con un dato in controtendenza che, per la prima volta, dopo tanti anni presenta, a Ollolai, un indice di natalità in crescita. La giunta, ha previsto, infatti, 14 nati a fronte dei 9 nel 2006 e dei 4 nel 2007. "Con il contributo l'amministrazione comunale - si legge nel dispositivo - intende dare un segnale di attenzione e collaborazione alle giovani coppie che procreano". "è intendimento della giunta municipale - chiarisce il sindaco Efisio Arbau - incentivare i giovani che decidono di vivere (bene) a Ollolai, impegnandosi nella difficile sfida della maternità. Unitamente al contributo - spiega ancora il sindaco - si consegnerà a ogni nuovo nato le pigotte della solidarietà acquistate dall'Unicef. Bambole realizzate a mano il cui ricavato, corrisposto dal Comune, verrà utilizzato per la tutela dei bambini del terzo mondo. L'incentivo per le nascite - afferma ancora Arbau - è parte di un programma sociale più ampio che prevede: la realizzazione di 5 appartamenti nel centro storico da assegnare a canone moderato; la concessione di 16 assegni a famiglie in difficoltà economica attraverso i fondi del progetto sulle povertà estreme promosso dalla regione Sardegna; la riduzione del 25% della Tarsu (tassa sui rifiuti) per gli anziani over 60; il servizio ludoteca anche nel periodo estivo con gli appuntamenti del "Ludobim" del consorzio imbrifero montano del Taloro; un importante contributo alla parrocchia per la gestione della scuola materna". Tutto ciò per quanto concerne l'infanzia. Ma per alleviare la crisi economica che colpisce le giovani coppie, l'amministrazione comunale ha finanziato anche un cantiere per 40 disoccupati, finalizzato alla pulizia e al decoro del paese. E per le stesse finalità è stata anche costituita una cooperativa con 15 giovani donne che gestisce i servizi comunali della mensa scolastica, della pulizia dei locali comunali e delle strade rurali, nonchè la gestione del verde pubblico.
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da "Eco di Bergamo, L'"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Formigoni: la carta regionale permette ai cittadini di ottenere certificati e prenotare visite evitando spostamenti e code Per usufruire delle opportunità è sufficiente richiedere all'Asl il Pin d'accesso e dotarsi di un lettore di smart-card dall'inviato Sabrina Penteriani Milano Regione Lombardia rilancia in grande stile la Carta regionale dei servizi (Crs) come punto d'accesso a un sistema integrato sempre più ampio e tecnologicamente avanzato (per riassumerlo in una sigla Siss, sistema informativo socio-sanitario). Una sola carta, un solo "Pin" come chiave d'accesso, per gestire da casa, attraverso un computer e un apposito lettore di smart card, molte pratiche che tuttora richiedono tempo e pazienza come prenotare visite mediche ed esami e ottenerne poi gli esiti. E le applicazioni non si limitano all'ambito sanitario: anche a Bergamo si possono già richiedere certificati e permessi di circolazione nelle Ztl, provvedere ai cambi di residenza e domicilio e molto altro. La Crs permette l'autenticazione digitale dell'utente in rete e l'apposizione della "firma elettronica". "Abbiamo introdotto la Carta regionale dei servizi ? ha spiegato ieri il presidente della Regione Roberto Formigoni durante un incontro al Pirellone ? per essere più vicini ai cittadini, in un'ottica di efficienza e trasparenza, per abbreviare gli iter della burocrazia. Il nostro intento è di rendere il più possibile le procedure amministrative disponibili sul web. Stiamo lavorando anche perché la copertura della banda larga sia diffusa su tutto il territorio regionale". Formigoni ha fornito anche alcuni dati che mostrano quanto già sia diffuso l'uso della Crs: "Se ne servono ormai tutti i farmacisti (per gli scontrini parlanti, ndr) e le Asl e il 90% dei medici di famiglia. Anche le aziende sanitarie private si stanno inserendo nel circuito, entro un anno e mezzo saranno tutte integrate. Finora sono state effettuate con la Crs 29 milioni di prescrizioni ambulatoriali, oltre 11 milioni di prescrizioni farmaceutiche e 6 milioni di referti sono stati firmati digitalmente". Le possibilità di applicazione della Carta dei servizi si stanno ampliando, anche se per il momento solo il 52% dei lombardi ha chiesto il Pin necessario per attivare le funzioni "avanzate", quelle cioè che vanno oltre l'uso della precedente tessera sanitaria o del tesserino del codice fiscale. Vicini ai cittadini "La sanità elettronica ? ha sottolineato Luciano Bresciani, assessore regionale alla Sanità ? va in rete e arriva a casa dei cittadini. Un sistema che aiuta i soggetti più deboli, chi non si muove facilmente, e offre vantaggi a tutti facendo risparmiare tempo e denaro. In futuro la carta permetterà anche di pagare i ticket come il bancomat". È in preparazione ? ha aggiunto l'assessore ? anche un progetto che a partire dalla Crs dovrebbe riunire in una rete informatica europea le regioni alpine: oltre alla Lombardia, il Friuli Venezia Giulia e all'estero il Canton Ticino (Svizzera) e Rhone Alps (Francia), con l'auspicio di agganciare anche le province di Trento e Bolzano, l'Austria e la Slovenia: "Ci stiamo muovendo per ottenere un finanziamento europeo per lo sviluppo di queste tecnologie". In pochi passaggi ogni cittadino lombardo potrà accedere presto alla propria "storia" clinica e ai propri dati senza muoversi da casa, e compiere anche molte interessanti operazioni su altri siti, come quelli di Comune, Agenzia delle entrate, governo (per opportunità di formazione online) ed altre ancora. Il lettore di smart card con il software necessario per utilizzare la Crs da casa sarà venduto nelle edicole a partire dal 21 ottobre in abbinamento con i principali quotidiani locali, compreso "L'Eco di Bergamo". E per i pazienti provenienti da fuori regione? "È prevista un'accurata integrazione dei sistemi ? sottolinea Bresciani ?. Quello lombardo è uno dei più avanzati d'Italia e d'Europa, ed è diventato un punto di riferimento anche per altri Paesi che si stanno muovendo nella stessa direzione". Richiedere il Pin e dare il consenso al trattamento dei propri dati personali e sanitari è semplice: basta recarsi all'Asl di riferimento (sportelli scelta-revoca) con la carta regionale dei servizi e un documento d'identità valido e il rilascio è immediato. Per informazioni si può consultare il sito www.crs.lombardia.it.
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da "Nazione, La (Massa - Carrara)"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
SPORT MASSA pag. 17 ? MASSA ? CALCIO giovanile? La "burocrazia" è arrivat... ? MASSA ? CALCIO giovanile? La "burocrazia" è arrivata fin lì... Pier Paolo Bonini, attualmente segretario del Fossone, una vita trascorsa con vari incarichi nelle società Romagnano e Turano, invita a riflettere sulle difficoltà sopraggiunte nello svolgere l'attività giovanile. "Ogni anno le cose si complicano ? racconta Pier Paolo Bonini ?. Mi riferisco al tesseramento dei ragazzi, chiedendomi perché, col passare delle stagioni, le pratiche burocratiche aumentano e finiscono col mettere in difficoltà sia le squadre che i calciatori e le famiglie. Un esempio? Una volta era sufficiente che al cartellino fosse allegato il certificato contestuale rilasciato dall'ufficio comunale. Adesso, quando nel certificato contestuale non compare uno dei genitori, è necessario dotarsi del certificato di morte o, in caso di separazione, della sentenza del giudice. Possibile tutto questo? Sono sbalordito. Mi chiedo che fine abbia fatto la legge sulla "privacy". Soprattutto, mi chiedo perché sia necessario addentrarsi in sfere delicate...". Le parole del dirigente massese sono rivolte ai vertici romani della Federazione Italiana Giuoco Calcio. "Loro possono cambiare la situazione ? dice Pier Paolo Bonini ?. Spero che al più presto si faciliti l'attività sia delle società che dei comitati federali".
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il segretario Muradore lancia un appello alla Provincia affinché assuma un ruolo di coordinamento sul territorio. E a Fontanini dice: "I lavoratori sono una risorsa, non zavorra" L'allarme Cisl: un operaio su tre rischia il posto Nelle 74 aziende monitorate dal sindacato si è fatto ricorso a cassa integrazione, mobilità e altri ammortizzatori Un lavoratore su tre rischia il posto di lavoro. È la fotografia scattata dalla Cisl dell'udinese e della Bassa friulana sull'occupazione. I numeri snocciolati dal sindacato considerano 74 aziende e 4.031 lavoratori, dei quali il 34 per cento vive un momento di difficoltà tra cassa integrazione, mobilità o altri ammortizzatori sociali. "La situazione è critica, ma non drammatica", afferma Roberto Muradore, segretario provinciale della Cisl. Che lancia un appello alla Provincia perché svolga un ruolo di coordinamento e programmazione dello sviluppo. La Cisl, il sindacato dei lavoratori più significativo in Friuli con i suoi 30 mila iscritti, sa che quei dati indicano un futuro all'insegna della recessione, come annunciato anche da Confindustria. E allora indica i passi da poter compiere per scacciare la crisi. "Innanzitutto va assolutamente recuperato un rapporto tra mondo dell'impresa e territorio - afferma Muradore -, un territorio inteso come comunità e ambiente che dalle aziende dev'essere considerato una risorsa da valorizzare, da rispettare, non da depredare come in passato. E la vicenda del cementificio insegna: è stato un boomerang perché nella gente ha alimentato lo spirito anti-industriale". Nelle idee del segretario provinciale c'è poi la Provincia, che non ha competenze e risorse specifiche in politica industriale, ma che per Muradore può e deve rappresentare il punto di incontro tra i soggetti responsabili delle politiche industriali. "L'ente provinciale può dare qualcosa al Friuli in termini di programmazione - continua il leader del sindacato - elaborando idee e svolgendo un necessario ruolo di coordinamento dei soggetti coinvolti nel mondo dell'impresa, dalle associazioni di rappresentanza economica a quelle dei datori di lavoro e delle parti sociali, fino alla Camera di commercio e all'università. E una volta stabiliti i progetti, alla Regione spetterà il compito di finanziarli". E al governo di palazzo Belgrado Muradore suggerisce anche di riavviare due strumenti creati e poi dimenticati. "In Provincia c'è già un momento istituzionale ufficializzato un paio di anni fa e che la Cisl ha voluto fortemente, il Comitato provinciale per l'economia e il lavoro. Questo - spiega Muradore - e l'Osservatorio chimico sono due momenti che vanno riattivati affinché si possano condividere un progetto e un percorso che definiscano quale economia, quale futuro e quale ruolo vogliamo per il Friuli". Parlando di Provincia un passaggio inevitabile è legato alla querelle tra il presidente Pietro Fontanini e i dipendenti, in stato di agitazione. "I tempi della burocrazia vanno accelerati - afferma Muradore - affinché i servizi pubblici siano efficienti ed efficaci. L'obiettivo di Fontanini è quindi giusto e condivisibile, ma l'approccio è sbagliato perché il lavoro e i lavoratori sono una risorsa, non una zavorra. Il presidente presenti un piano industriale vero e serio per migliorare l'ente, altrimenti è solo offensivo verso i dipendenti che vanno valorizzati e non mortificati". Anna Buttazzoni.
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da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
LETTERE E AGENDA pag. 24 HA DETTO una volta Giovanni Salizzoni che senza la 'cattiveria' commess... HA DETTO una volta Giovanni Salizzoni che senza la 'cattiveria' commessa dal presidente della Regione Errani ai danni del Comune di Bologna, con il conseguente svanire, poco dopo l'insediamento del sindaco Cofferati, dei primi fondi ministeriali per la realizzazione del metrò, saremmo già nelle condizioni di inaugurare l'infrastruttura. Beghe di partito e di istituzioni a parte, le parole dell'ex vicesindaco segnalano un dato che dovrebbe essere di immediata, diffusa consapevolezza, ma che trovo utile, anzi indispensabile richiamare: ovvero il rapporto stringente, incombente, tra l'ipotesi di una grande opera e i tempi della sua realizzazione. La tenuta di un progetto urbanistico o di mobilità o di tutela paesaggistica si misura su due elementi difficili da far collimare: da una parte la capacità di proiettare la propria rispondenza alle esigenze su un arco di almeno quindici, vent'anni (altrimenti sono soldi cacciati); dall'altra, la rapidità con cui si riesce a a passare dalla fase dell'ideazione a quella della messa in pratica. E' chiaro che quanto più un piano sarà a lunga gittata, tanto più esso risulterà complesso e quindi la sua traduzione nella pratica sarà laboriosa (anche per le notorie interferenze della burocrazia). E' come se gli amministratori dovessero fare presto e bene, due cose che il senso comune ci dice inconciliabili. Ma se non lo si sa fare, amministrare somiglia sempre più alla pretesa di svuotare il mare con un cucchiaio. Vogliamo dire che per la prima tratta del metrò ? Fiera-Michelino-Stazione, tutta in sotterranea ? ci vorranno altri cinque anni? E che alla fine saranno quindici da quando si è cominciato a parlare di metropolitana? E' troppo, troppissimo, sempre che i soldi del Cipe arrivino davvero, che il Comune trovi il 30% mancante e che gli ostacoli che sorgeranno lungo la strada non dilatino ancora le scadenze. Di mezzo, intanto, ci saranno le elezioni per Palazzo d'Accursio. E, sullo sfondo, incombente, la questione legata al tratto successivo, alla metrotramvia che dovrebbe procedere a cielo aperto, su binari, lungo la direttrice dell'ospedale Maggiore (e che deve ancora essere finanziata). Mi lasci dire, signor Paci, che il metrò ha già fatto molte fermate a Bologna. Non so se ne esistano di così veloci da recuperare il tempo perduto. cesare.sughi@ilcarlino.net.
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da "Corriere Adriatico"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
La dinamica congiunturale investe anche il mercato del lavoro con una riduzione dell'1,3% del numero degli operai e un leggero aumento (0,2%) degli impiegati Nel settore dell'edilizia si registra un calo nella produzione del 2,8% Il mattone sempre più in crisi ANCONA - Il settore dell'edilizia marchigiana è in crisi. Il grido d'allarme è arrivato dalla conferenza dell'Ance regionale, tenutasi ieri presso il collegio costruttori edili di Ancona. Nel corso dell'incontro, a cui hanno partecipato i presidenti delle sezioni edili provinciali, sono stati presentati i dati della produzione del primo semestre 2008 e il quadro emerso è tutt'altro che confortante. Secondo i risultati dell'indagine semestrale, condotta dal centro studi di Confindustria Marche in collaborazione con Ance Marche e con il patrocinio del gruppo Banca Marche, su un campione di aziende associate, la produzione complessiva è diminuita del 2,8% rispetto allo stesso semestre del 2007. Il calo, di per sè preoccupante, lo diventa ancora di più se raffrontato al -1,3% dello stesso periodo dell'anno precedente. "Il periodo delle vacche grasse è finito - ha detto subito il presidente Ance Marche Alfredo Mancinelli - Il trend è in forte flessione". Perdono tutti i settori del comparto: dall'edilizia abitativa, con diminuzioni del 4,4% causate soprattutto dal calo della domanda di abitazioni private (pari al - 4,7%), a quello dei lavori pubblici, con flessioni intorno al 5,2%. In controtendenza l'edilizia abitativa pubblica sovvenzionata, che aumenta del 4,2% rispetto al gennaio-giugno 2007, ma incide poco sull'andamento complessivo perché riguarda un numero limitato di costruzioni. "Di questo passo - ha annunciato il presidente dei costruttori edili di Pesaro-Urbino, Alberto Roscini - entro quattro o cinque anni avremo il 30% d'imprese in meno". E la dinamica congiunturale ha ripercussioni negative anche sul mercato del lavoro: è la manodopera a farne le spese, con una riduzione dell'1,3% del numero degli operai. Quali le soluzioni per arginare questo preoccupante trend negativo? "Chiediamo uno snellimento della burocrazia e in particolare una maggiore velocità nell'applicazione delle norme, perché in pochi campi come nell'edilizia il tempo è davvero denaro - ha detto Mancinelli - E' altrettanto importante l'attuazione di tutte le occasioni di spesa: molte si devono ancora sbloccare. I bandi di gara devono essere calibrati sulle imprese locali, non come avviene per la Quadrilatero. Infine, visto che esiste una normativa per il project financing, in grado di dare soddisfazione ai privati e alla collettività, questa va applicata". Lo stesso monito è arrivato dai presidenti delle associazioni dei costruttori di Ancona Annalisa Canuti, di Ascoli Raniero Jacoponi e di Fermo, Federico Steca, che hanno individuato nel project financing uno strumento innovativo per sostenere le imprese, pur notando che "pur in presenza di norme, queste spesso non vengono messe in atto". Le altre opportunità indicate dai costruttori per risollevare il comparto, sono un'adeguata ripartizione finanziaria delle risorse del Piano casa nazionale e la promozione da parte delle amministrazioni di iniziative di pregio, come la riqualificazione delle città, di aree centrali o di recupero. Infine il capitolo costi: "Sono schizzati alle stelle, perché il nostro settore è considerato a rischio dalle banche - si è lamentato il presidente dell'Ance Marche - e in questo momento l'accesso al credito è più difficile e costoso. Anche per questo il nostro settore sta attraversando un periodo difficoltà, per il quale vanno adottati presto dei provvedimenti". Fino all'ipotesi più estrema. "Stiamo esplorando la possibilità di lavorare all'estero, in particolare all'est dove la tassazione è fino a cinque volte inferiore all'Italia. Sarebbe una soluzione estrema". DANIELE SPINA,.
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da "Messaggero, Il"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Sarò il rettore di tutti, non ho fatto patti con nessuno" "Sapienza: più ricerca e meritocrazia" Frati nuovo Magnifico: "Lotta alla burocrazia e rilancio del Policlinico".
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da "Messaggero, Il"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ie di "concorso interno", interamente riservato alle richieste di assunzione di stranieri già presentate fra il dicembre scorso e il maggio 2008, per consentire "lo scorrimento in avanti della graduatoria". Il governo lo varerà tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre, dando via libera ad altri 170 mila stranieri, in aggiunta ai 170 mila del decreto Prodi. Le nuove assunzioni maturate nella seconda metà del 2008 per imprese e famiglie, troveranno dunque risposta soltanto nel 2009. Il prefetto Mario Morcone, che guida il Dipartimento immigrazione del Viminale, anticipa le mosse del governo e rifeltte su alcune modifiche da apportare alla legge Bossi-Fini: "Permessi di durata più lunga e "permessi per ricerca di lavoro" riservati a determnate qualifiche". Sono arrivate 740 mila domande, e in nove mesi ne sono state analizzate appena 150 mila. Una Waterloo burocratica? "Molte domande, procedure complicate, personale insufficiente. Certo, non possiamo essere orgogliosi di dare un nullaosta in sei mesi. Ma ora siamo impegnati a rimettere in gioco le domande eccedenti rispetto alla quota prevista che era per 170 mila lavoratori. Tra fine ottobre e i primi di novembre verrà emanato un altro decreto flussi, per 170 mila nuovi nullaosta, decreto dedicato interamente allo scorrimento dell'attuale graduatoria". Ma così i posti saranno 340 mila, meno della metà delle richieste pervenute... "E invece credo che così ce la possiamo quasi fare. Ben il 40 per cento delle domande, infatti, sono senza i requisiti richiesti. Se la percentuale riscontrata fino ad oggi si mantiene, dovremmo dare 440 mila nulla osta, e saremmo sotto di 100 mila. Ma sono convinto che col passare dei mesi molti hanno ripetuto la domanda, per timore che si fosse persa o altro. La quota delle "nulle" potrebbe aumentare e, comunque, solo quelle presentate più tardi non verrebbero ancora accontentate". Ma questi lavoratori sono già in Italia, e da irregolari non possono prendere nemmeno un alloggio in affitto. "Sì, questa è una realtà odiosa da confermare: gran parte degli stranieri, anziché all'estero, come prescrive la legge, sono già al lavoro fra noi e tornano poi al loro paese a ritirare il nullaosta. Ciò potrebbe suggerire due modifiche alla legge Bossi-Fini. Primo, l'introduzione di un "permesso per ricerca di lavoro" da riservare a qualifiche e mansioni di cui vi sia particolare carenza nel paese. Badanti anzitutto, poi chessò, tornitori, piastrellisti: da definire di volta in volta. Secondo, la possibilità, per tutti, di ritirare il nullaosta direttamente presso i consolati in Italia dei paesi di provenienza dei lavoratori, evitando viaggi in patria e altre perdite di tempo". Altre modifiche? "Allungare la durata dei permessi, per sfoltire la burocrazia, eliminando anche l'articolo che impedisce il rilascio di un permesso di durata superiore rispetto al primo. Purtroppo, la regolarizzazione del 2002 prevedeva permessi della durata massima di un anno, che ancora si trascinano da allora. Sino ad oggi il governo è stato impegnato sui grandi temi dell'economia e della sicurezza: mi aspetto che presto vi sia un clima più tranquillo per ragionare sulle cose che possono essere migliorate". C.G.
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da "Messaggero, Il"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dal nostro inviato SANDRO VACCHI un altro che accoglie - fino al 12 ottobre, giorno della scoperta dell'America - alcuni giganteschi gommoni di nuova generazione. I 1500 espositori presentano il 40 per cento di barche più dell'anno passato e si attendono trecentomila visitatori. Un salone per ricchi, vista la crisi planetaria? Anton Francesco Albertoni, presidente dei costruttori navali, lo nega: sarebbe l'eccessiva burocratizzazione delle coste italiane a impedire la diffusione della piccola nautica. Un'idea è quella di liberalizzare l'accesso nei parchi marini alle barchette non inquinanti (si stanno diffondendo perfino quelle elettriche), per invogliare anche il piccolo risparmiatore a farsi il piede marino. Invece? Invece su ottomila chilometri di costa ci sono quasi quarantamila posti-barca potenziali ma non reali, vecchie strutture portuali abbandonate da Genova a Palermo, da Trieste a Bari. Ogni quattro posti-barca significano un posto di lavoro, calcola in Censis, perciò diecimila disoccupati potrebbero sistemarsi. Al momento i posti-barca in Italia sono centomila, un quinto dei quali in Liguria, però, mentre il Sud ne ha un bisogno disperato. L'incredibile è che la nautica italiana continua a svilupparsi: 3,3 miliardi di euro il valore soltanto di ciò che naviga, che sale a 6,2 miliardi con la componentistica. Un terzo di questa montagna di quattrini è rappresentato da barche, annessi e connessi esposti a Genova. L'assenza di parcheggi in mare abbinata a tasse altissime e a una burocrazia prima al mondo fa sì che delle novecento navi da diporto (nave è la barca oltre i 24 metri) varate nel globo fra il 2005 e il 2007 solamente nove hanno scelto di battere bandiera italiana. Tutti soldi persi, poiché il 10 per cento del valore di una barca rimane nel territorio frequentato. Veniamo alle novità. L'ammiraglia a motore è un Baglietto di 53 metri con un'autonomia di 4500 miglia: insomma, di qui in Florida e ritorno e avrebbe ancora carburante. Si chiama Gitana. L'Heritage della Perini è invece l'ammiraglia delle vele, uno sloop con 1200 metri quadrati di tela che si arrampicano su un albero alto 52 metri. Ci sono un sacco di 12-13 metri da pesca che avrebbero lustrato gli occhi di Hemingway, dotati di tante di quelle canne da sembrare una jungla. E poi pilotine, derive, tavole, accanto a yacht di cinquanta metri. Non mancano le follie: Squba è un'auto elettrica che può immergersi fino a dieci metri. Preferite restare in barca ma fare l'idromassaggio? Un catamarano polacco è attrezzato così. Infine, l'àncora che si raddrizza da sola e non si incaglia mai: un'invenzione antibestemmia.
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da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'ANNIVERSARIO Diesel "xXx" Trent'anni rivoluzionari La filosofia di Renzo Rosso "Se un prodotto va bene io lo tolgo dal mercato. Perché voglio sempre cose nuove" Io non vado via dalla provincia di Vicenza. Qui mi trovo benissimo e la qualità della vita è migliore Due figli, Andrea e Stefano, sono entrati in azienda. Ma non devono seguire il mio esempio   Marino Smiderle MOLVENA Renzo Rosso è l'idolo dei giovani, forse perché li capisce e riesce a vendere loro delle braghe che ai matusa paiono stracci da sguatteri. "Ancora oggi mi capita, magari quando vado a fare jogging dalle mie parti, di essere riconosciuto dai ragazzini che mi fermano, mi salutano e mi danno idealmente cinque. Giuro, questa è una delle soddisfazioni maggiori". LABORATORIO DI IDEE Il suo ufficio, al quartier generale della Diesel di Molvena, pare il laboratorio di un folle. E, infatti, tutti si divertono come folli, gli adepti di Renzo Rosso, a tirar fuori dal cilindro idee originali che finiscono regolarmente dentro il frullatore Diesel e si trasformano gioiosamente in moneta sonante. Qualche numero? Nel 2007 la holding del gruppo, Only the Brave, ha superato quota 1,3 miliardi di fatturato, aumentando di oltre l'11 per cento il giro d'affari del 2006, "fermo" a quota 1,17 miliardi e con un utile netto di 113,1 milioni. "Ma quest'anno anche noi abbiamo sentito la crisi - bofonchia RR - e per la prima volta anche noi non riusciremo a crescere in doppia cifra". Già crescere, però, con questi chiari di luna è un grande risultato. Ma ci salvano i mercati di Russia, Cina e Dubai - precisa - perché se fosse per Europa e Usa, beh, non ci sarebbe molto da stare allegri. Avete visto la bufera finanziaria che si sta abbattendo sull'America? Beh, presto questa si ripercuoterà sull'economia reale europea, mentre nell'epicentro del disastro, gli Stati Uniti, appunto, hanno già ricominciato a crescere, in termini di Pil. Sembra una contraddizione, ma i numeri dicono questo". TRENT'ANNI Intanto Diesel compie trent'anni, gli stessi anni di Andrea, uno dei sei figli di Renzo. Sette, se si tien conto anche di Diesel, il figlio della fantasia del vulcanico imprenditore di Brugine (Padova), ora bassanese ad honorem. Trent'anni sono un bel traguardo e, ricordando il festone che Rosso fece un paio di anni fa, quando lui stesso tagliò il traguardo delle 50 primavere, non si poteva immaginare che un simile compleanno passasse sotto silenzio. "Diesel nacque il 6 ottobre del 1978 - ricorda - e domenica prossima, 5 ottobre, ci troveremo tutti, collaboratori e clienti Diesel, 1.200 persone in tutto, a Villa Gioia Travettore di Rosà, per aspettare con ansia l'arrivo della mezzanotte. L'idea della festa è stata di mio figlio Stefano e, alla fine, è venuta fuori una cosa grande, grandissima". The best is yet to come (Il meglio deve ancora venire) è lo slogan scelto per dare il via alle danze, che poi continueranno in tutto il mondo in quella che sarà ricordata come la festa più globale della storia, condita dalla pubblicazione di un libro, "XXX Years of Diesel Communication", edito da Rizzoli International e via celebrando. Del resto, di cose da celebrare ce ne sono parecchie. Per restare al freddo, si fa per dire, business, è stato da poco aperto il più grande store Diesel del mondo, a San Paolo, in Brasile, che però tra breve verrà surclassato dal megastore milanese a San Babila. IL FUTURO Ma che sarebbe Diesel senza Renzo Rosso? "Questa dell'uomo-azienda è una favola - si sminuisce l'interessato -. Dirò di più: se io non ci fossi, gestire questa azienda sarebbe più facile. Anche perché io sono diventato un freno per lo sviluppo, io addirittura blocco la crescita. Pensa che quando un prodotto funziona, io lo tolgo dal mercato. Voglio sempre cose nuove, anche quando, dal punto di vista del business sarebbe meglio fare il contrario". MOLVENA-BREGANZE Figurati, Renzo Rosso che blocca lo sviluppo di Diesel. Chissà cosa accadrebbe se, magari, decidesse di darsi da fare. Solo su Marte ci sarebbe posto per nuovi progetti. E invece il conservatore Rosso ha sì deciso si spostare il quartier generale da Molvena, ma lo ha portato a pochi chilometri di distanza, a Breganze, inventando una bio-sede nella ex tana della Laverda. "Io non vado via da questa zona perché qui mi trovo benissimo - confida -. Ricordo come fosse difficile, all'inizio, portare qui i creativi di mezzo mondo a lavorare a queste latitudini. Poi si sono accorti che la qualità della vita è molto superiore che, per dire, a Milano. Con la tecnologia, internet e i modi di comunicare che ci sono non c'è bisogno di spostare il cervello nelle metropoli. Siamo connessi 24 ore al giorno con tutto il mondo. e quindi il mondo è qui". NON SOLO JEANS Diesel è jeans, ma non solo. Stefano Rosso, l'altro figlio che lavora in azienda, è Brand Manager 5 tasche, cioè colui che tiene le redini del denim (il jeans, appunto), che rappresenta più o meno il 35 per cento del fatturato. Poi c'è il capitolo Staff International, che gestisce le licenze e la produzione di marchi celebri come Martin Margiela, Sophia Kolosalaki, Vivenne Westwood. "Quando penso a Martin Margiela - afferma estasiato Rosso - penso all'arte applicata alla moda. È veramente un grande". E, per tornare con la mente al bilancio, è uno che consente di vendere prodotti a più alto valore aggiunto. "Vero, ma solo adesso riusciamo a guadagnare con Margiela. Avessi pensato solo a far soldi, probabilmente non avrei gestito il brand in questo modo". MACCHINE E PROFUMI Dallo scaffale delle idee, sistemato sotto gli occhi del Mao colorato di Andy Warhol, Renzo tira fuori una boccetta di profumo vestita in jeans. Anche quello è un capitolo della diversificazione Diesel. "Volevamo diventare uno dei primi 10 profumi al mondo - dice con orgoglio - e siamo già al 5° posto. Ah, dimenticavo, la fragranza è di L'Oreal". E scusate se è poco. Così come uno sbrego è la nuova Fiat 500 griffata Diesel, studiata e curata con l'industria storica di Torino. Bel mix quello tra la fabbrica piemontese coi piedi piantati nella storia e il laboratorio di Molvena con la testa perennemente tra le nuvole del futuribile. "Mix affascinante - ammette Rosso - e il risultato che è saltato fuori, tre macchine dal colore diverso, verde militare, bronzo e nero, mi pare notevole". L'ITALIANO Notevole, come no. O meglio, stupefacente. Perché tutto, qui nell'antro di Molvena, stupisce. I cervelli di Rosso e di molti suoi collaboratori hanno la straordinaria capacità di trasformare il divertimento proprio in gioia altrui e, di nuovo, in denaro proprio. Un miracolo del business che non si capisce come possa rimanere in Italia, considerati i lacci e i lacciuoli delle burocrazia. "E pure delle tasse che paghiamo - aggiunge Rosso - che frenano un po' la nostra volontà di investimento. Ci sarebbero molte cose da cambiare, ma si va avanti così".Right or wrong, my country (giusto o sbagliato, è sempre il mio paese). Ma il paese di Rosso è il mondo e l'Italia la vive da lontano, pur rimanendo acquartierato a Molvena. "Ma hai visto cosa hanno combinato all'Alitalia - sbotta - ma ti pare che io sarei entrato in un affare del genere. Me l'hanno pure chiesto, ma io sono convinto che un mercato sano quel carrozzone l'avrebbe fatto fallire, punto e basta". O LA BORSA O LA VITA Pane al pane, Renzo Rosso. Diesel è una gallina dalle uova d'oro e avrebbe la dimensione adatta per sbarcare in Borsa. Avranno bussato cento volte alla sua porta, ma lui ha sempre detto no. "Me l'hanno sconsigliato gli amici che ci sono finiti dentro - chiosa - e poi credo che la Borsa è utile solo se vuoi vendere l'azienda. Quotandola otterresti di più rispetto a una cessione normale". Siccome Renzo Rosso non ha intenzione di vendere Diesel, il problema non si pone. I primi trent'anni di Diesel sono stati straordinari. I secondi trenta, giurano i figli del fondatore Stefano e Andrea, saranno migliori. "L'importante - conclude - è che quei due non si mettano in testa di seguire l'esempio del padre".  .
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da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Formigoni rovina la festa ai leghisti CLAUDIO SARDO Capri. Non era intenzione dei giovani imprenditori turbare l'idillio sul federalismo fiscale. Ben altre critiche sono piovute in passato da Confindustria per le promesse tradite del federalismo e i rischi di aumento della spesa pubblica. Ieri ci ha pensato Roberto Formigoni, in collegamento video con il convegno, a guastare la festa: "Mi dispiace che lo stesso giorno in cui ha varato il progetto di federalismo fiscale, il governo ha anche concesso regalie a Catania e a Roma. È un errore e un pericolo. Così si accende una miccia in tutti i Comuni". Il governatore della Lombardia non si è fermato: "Si tratta di capire perché alcuni Comuni hanno ricevuto regali e altri no. Altrettanto va detto per i fondi stanziati in favore delle Regioni con i conti della Sanità dissestati". Dopo i 140 milioni per Catania e i 500 per Roma Formigoni ha sottolineato la cifra di 5 miliardi per la Sanità del Lazio: "Così si premia chi sbaglia e si punisce chi amministra bene". Che la questione sia una ferita per lo stesso governo, o almeno per chi è esposto al vento del Nord, lo ha dimostrato anche Bobo Maroni alla platea di Capri. Soprattutto i 140 milioni di Catania sono apparsi uno strappo. "Mi pare che quel Comune - ha osservato Nichi Vendola, anche lui ospite del convegno - abbia ottenuto i soldi senza neppure dichiarare il dissesto finanziario e pagarne le conseguenze". Maroni ha ammesso che la decisione ha provocato "grossi malumori". Ma ha aggiunto: "Ora bisogna chiudere la vecchia partita e aprirne una nuova". Non prima di gennaio, cioè dopo il varo della legge-delega, comincerà il lavoro per tradurre in cifre il federalismo e soprattutto per definire i costi-standard e i parametri del fondo perequativo. Non nascondevano il loro scetticismo in proposito gli ospiti del centrosinistra, dal sindaco di Firenze Domenici a quello di Salerno De Luca (che ha invitato il governo a sfoltire la burocrazia prima di applicarsi alle cifre del federalismo). Tuttavia il governatore siciliano Raffaele Lombardo ha provato almeno a parare il colpo di Formigoni. "Mi impegno - ha detto - a restituire al Tesoro i 140 milioni destinati a Catania entro due anni, a meno che la copertura di questi fondi non venga messa da subito in carico al bilancio della Sicilia". Formigoni ha applaudito: "Mi congratulo con Lombardo. Federalismo è innanzitutto assunzione di responsabilità. Mi auguro - ha poi rilanciato - di potermi congratulare presto anche con Alemanno. Mi rendo conto che è sindaco di Roma da poco e che non ha responsabilità per il passato". Ma Alemanno non era al convegno e non poteva rispondergli.
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da "Mattino, Il (Salerno)"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
ANGRI. LA STORIA DI PASQUALE Vuol vedere il Papa, ma gli dicono no ANNA VILLANI Angri. È destinata a commuovere le coscienze la storia di un bambino di Angri bloccato su una sedia a rotelle e difficoltà nell'articolazione degli arti. Il papà voleva portarlo a vedere il Papa Benedetto XVI per la imminente visita al santuario di Pompei, fissata per il 19 ottobre prossimo, ma la burocrazia del cerimoniale organizzativo, avrebbe un cuore duro. Alla celebrazione saranno ammessi infatti solo i residenti. E con il piccolo angrese, la regola, non vuole ammettere eccezioni. "Pasqualino" lo chiamano in famiglia, dove le attenzioni e l'affetto sono concentrati tutte su di lui. Vive su una sedia a rotelle, per un problema risalente ad una mancata diagnosi prenatale che ha segnato per sempre la sua vita. Una mancanza d'ossigeno al cervello, che lo ha lasciato con gravi problemi, ma con un cuore grande. Lui, nove anni, è gioioso ed amorevole. Prodigo di baci e abbracci. Pasquale Arpaia, un viso di tenerezza sotto i capelli biondi e la carnagione chiara. Attira le carezze di chi lo guarda. Difficile restargli indifferenti. È proprio dolce e sotto quella dolcezza c'è anche tanta fede. Il bambino, infatti, ultimo di quattro figli, ha un grande legame col frate di Pietrelcina. Indica le foto di Padre Pio e raccoglie i suoi santini. Come ha fatto anche ieri mattina, prima di andare a scuola. La sua giornata comincia alle sei. Mamma Filomena lo lava, lo veste, poi il papà Giovanni, che lo segue in tutto, lo accompagna a scuola, presso il circolo didattico di viale Europa, la scolaresca con cui è cresciuto, la stessa dall'asilo. Gli stessi amici di classe da sempre. Gli vogliono bene e ne fanno la loro mascotte. Con tanto amore lo segue anche la sua insegnante di sostegno: Marilena. Al pomeriggio poi terapia dal suo fisioterapista preferito Gianfranco Campitiello. A Pasqualino piace fissare gli occhi sul quadro di padre Pio ed il crocefisso, entrambi nel salone al pian terreno, quello del locale gestito dai genitori, Giovanni e Filomena, in via delle Fontane. Per lui si recano almeno tre volte l'anno in pellegrinaggio da padre Pio, a San Giovanni Rotondo. E con gioia aveva fatto la prima comunione due anni fa alla vicina chiesa della Madonna delle Grazie. Un bambino che nonostante sia afflitto da tanti problemi, mantiene una fede semplice. Papà Giovanni aveva pensato di fargli perciò una sorpresa, fargli vedere il Papa da vicino, sapendo quanto il sacro attirasse il figlioletto malato, che a sua volta ne sarebbe stato felice. Così, la scorsa settimana, insieme ad un parente, si era recato al santuario per fare la richiesta del pass, che autorizza i fedeli a stare nel piazzale dove si terrà la celebrazione eucaristica. Non si aspettava affatto un diniego "così fermo tra l'altro". Papà Giovanni non si perde d'animo, protesta, insiste. Nulla da fare "nessuno volle sapere niente". Ma lui il 19 ottobre prossimo promette che "Pasqualino lì, nel piazzale, ci sarà ugualmente, con o senza pass, noi ci andremo. Però starò per tutto il tempo con un grande cartellone di protesta perché non sono stato offeso io come adulto, ma la sensibilità di un bambino. Il Papa viene per chi soffre e Gesù dice nel Vangelo: "Lasciate che i piccoli vengano a me". Sto scrivendo una lettera al Vaticano per raccontargli quanto mi è successo, è stato un dolore inaccettabile per noi familiari non poter accontentare nostro figlio". Il mondo di Pasqualino è fatto dell'amore dei genitori e delle tre sorelle che stravedono per lui, Carmela, Brigida e Veronica. Il piccolo ama la musica ed i giochi della Chicco, Lego e costruzioni colorate. Ama stare nella pizzeria di famiglia dove tanta gente si ferma apposta per fargli una carezza.
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da "Mattino, Il (City)"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nei giorni scorsi anche la Iervolino aveva declinato l'invito DALL'INVIATO MARCO ESPOSITO Capri. I cambiamenti di programma non sono stati pochi quest'anno al convegno dei giovani imprenditori di Capri. E quindi il mancato intervento di saluto del presidente della Campania Antonio Bassolino, poteva, in fondo, passare inosservato. Ma nel giorno dell'approvazione del federalismo fiscale, con una tavola rotonda che vedeva presenti Formigoni (in video), Vendola, Lombardo, l'assenza di Bassolino è apparsa evidente. Certo, il governatore campano era chiamato solo a un intervento di saluto di 5 minuti. Ma, la voce circolata al Quisisana, è che sia stato proprio questo a provocare il forfait di Bassolino: rimarcare cioè che non si può invitare il presidente della Campania per un mero saluto nel giorno in cui dibattono colleghi governatori di altre regioni insieme, per altro, al sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, candidato alla successione dello stesso Bassolino. C'è anche chi ha letto nel mancato invito di Bassolino al dibattito principale l'effetto di una pressione diretta del vertice del Partito democratico su Federica Guidi, presidente dei giovani industriali. Gli interessati negano con decisione. Mentre dalla Regione spiegano che l'appuntamento è saltato per la più banale delle motivazioni: il prolungarsi di una riunione del forum delle culture e la perdita di un aliscafo. Al posto di Bassolino è intervenuto l'assessore al Turismo Claudio Velardi, già a Capri per un altro appuntamento. Di Bassolino si è però parlato lo stesso nel corso del dibattito sul Federalismo. È stato il moderatore, Enrico Mentana, salutando De Luca, a dire: "Si contraddistingue in ambito campano per non essersi tinto i capelli". E il discorso di De Luca, pur senza riferimenti a Bassolino, è duro. Il sindaco parla della burocrazia come del male che impedisce qualsiasi trasformazione, compresa quella in fondo positiva del federalismo. Racconta che per spostare 50 metri di binari dismessi sta impazzendo nella rete di autorizzazioni necessarie. Denuncia che per aprire un negozio l'Asl ha chiesto nel modulo di indicare longitudine e latitudine dell'esercizio. I fondi europei sono stati spesi con "costruzioni barocche" fatte di sigle incomprensibili. Vede Cristiana Coppola in sala e cità il suo albergo a Castelvolturno "chiuso con una barriera verso il mare". Secondo De Luca in Campania "c'è una perdita di speranza, la paura si tocca con mano, credo che l'Italia dovrà produrre un grande sforzo di solidarietà con questa terra. La Campania è la più grande discarica del mondo a cielo aperto". E quando il sindaco di Salerno ha detto: "Non a caso in Campania abbiamo il Vesuvio, perché qui abbiamo i più grandi produttori di fumo al mondo". E Mentana: "Ah! È il fumo che ha fatto scurire i capelli?". Una battuta che è sembrata costruita al tavolino. "Ma no - spiega Mentana - non sapevo neppure che Bassolino non era venuto".
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da "Sicilia, La"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Le reazioni dei sindaci e della città alla sentenza del Tar sul nuovo ospedale "Finalmente c'è il via libera" Lentini . La decisione del Tar, che ha respinto il ricorso tendente a sospendere l'aggiudicazione dell'appalto per i lavori di completamento del blocco operatorio e di diverse attrezzature nel nuovo ospedale è stata considerata come una boccata di ossigeno per quanti, Comitato cittadino in testa, sperano che in tempi ragionevoli si possa giungere all'operatività piena della nuova struttura ospedaliera. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Alfio Mangiameli e dall'assessore Paolo Censabella. "Respinto dai giudici amministrativi il ricorso - hanno ieri dichiarato con un breve comunicato stampa i due - adesso tocca alla direzione dell'Asl 8 completare gli atti di aggiudicazione della gara per l'immediato avvio dei lavori nelle sale operatorie. Superato un altro difficile ostacolo si spera adesso nella volontà della direzione e nella capacità della burocrazia di accelerare al massimo le procedure restanti". Per questo non tutti sembrano convinti che, ultimati i lavori, si possa giungere all'operatività piena dell'ospedale in tempi ragionevoli. I cittadini sono stanchi di rivolgersi al vecchio ospedale, cui si accede da una sola strada, che attraversa le vie cittadine, che non hanno vie di fuga in una zona ad alto rischio sismico, che è arrivato al massimo delle erogazioni. Anche il sindaco di Carlentini Pippo Basso si è dichiarato favorevole a sviluppare una serie di iniziative, finalizzate al rapido e definitivo completamento dei lavori. La prima di queste iniziative dovrebbe comprendere un sopralluogo sul cantiere di contrada Poggio Roggio con la partecipazione dei sindaci e dei presidenti dei consigli comunali di Lentini, Carlentini, Francofonte e Scordia. È previsto anche un incontro con l'amministratore dell'Asl 8, e la convocazione dei Consigli Comunali e dei parlamentari della provincia per fare il punto sulla situazione. G.G.
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da "Sicilia, La"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Macché dono a Catania restituiremo i 140 mln" giorgio petta Nostro inviato Capri. "Regalo al Comune di Catania? Non voglio sentire parlare né di regalo é di elemosina. Noi restituiremo al Tesoro questi 140 milioni di euro. Entro due anni spero di avere rifuso questo prestito, ma non parlatemi, lo ripeto, più di regalo o di elemosina del governo". Non usa mezzi termini il presidente Raffaele Lombardo durante il suo intervento al dibattito promosso al convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria a Capri. Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca ha parlato di caso Catania, "per il quale qualcunon deve pagare, altrimenti si riprodurrà altrove". Ma Lombardo non ci sta e gli applausi del pubblico sono lì a sostenerlo. "Io credo - aggiunge - nella riforma federalista ache se so che ci sarà un braccio di ferro tra governo centrale e Regioni a cui seguirà una lunga trattativa per la definizione dei decreti attuativi, Tuttavia, resto fermo nella mia posizione perché il federalismo ci costringerà a fare la riforma della burocrazia regionale che finora non abbiamo saputo o voluto fare, perché altrimenti, come Regione Siciliana, affonderemo. Dimostreremo, come con il piano di rientro della Sanità, che una Tac non ci costi 4 o 5 volte di quanto si paghi in Friuli o in Lombardia. Su questo fronte non uscirò un euro in più di quanto ci tocchi spendere". Per Lombardo "lo scandalo è il miliardo e mezzo sottratto a Sicilia e Calabria dal governo centrale per rattoppare il buco dell'abolizione dell'Ici, lo scandalo è il tempo, quattro ore, per percorrere in treno i 200 chilometri che separano Catania da Palermo. Di queste cose bisogna scandalizzarsi, non del prestito a Catania". Quanto al federalismo, "insieme con le altre regioni raggiungeremo la vera unità del Paese e non quella conquistata e costruita con la forza 150 anni fa. Dobbiamo aspirare - spiega Lombardo - ad una libertà che metta tutti i cittadini italiani sullo stesso piano in quanto a reddito e a qualità della vita. Noi non chiediamo nessuna proroga e nessun rinvio, ma vogliamo finalmente applicare lo Statuto speciale? Le industrie petrolchimiche, piaccia o non piaccia, devono pagare le tasse in Sicilia e senza scorciatoie. Per quanto riguarda la produzione di energia, siamo disponibili, se cittadini diranno sì con un referendum e se avremo garanzie sulla sicurezza del sistema, ad accogliere anche impianti nucleari. Però che federalismo sarà, se ci lasciano soltanto le malattie e le devastiazioni ambientali ma non i tributi? L'assistenzialismo c'è già e tra i vinti ci siamo già. E quindi da questo punto di vista non possiamo che migliorare. Noi non vogliamo un'Italia di vincitori e di vinti, ma che ogni regione faccia la sua parte e dia il meglio di sé".
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da "Sicilia, La"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Non ne possono più. Da sette mesi senza stipendio, non sanno più a che santo votarsi i nove pulizieri in servizio all'Istituto tecnico commerciale "Giorgio Arcoleo" di Caltagirone. "Vergogna! Nove famiglie al collasso", hanno scritto e gridato a gran voce, ieri mattina, inscenando un'azione di protesta eclatante davanti alla scuola. Una protesta che non è la prima e, purtroppo per loro, rischia di non essere neppure l'ultima. Sul banco degli imputati la ditta da cui dipendono, la "Pio srl" di Nola, affidataria del servizio di pulizia nella scuola, "che ritarda in maniera ingiustificata e ingiustificabile - affermano all'unisono i lavoratori sul piede di guerra - i pagamenti delle spettanze da noi maturate. Siamo stufi di aspettare. Andare avanti così è davvero drammatico". Le spiegazioni addotte dalla ditta, che ha respinto le accuse ("Aspettiamo i pagamenti dalle scuole - hanno riferito da Nola - che devono farsi rimborsare le somme erroneamente pagate a una società per il recupero crediti, che ci ha invece "liberati" da ogni onere") non li convincono affatto. Anche perché, senza un centesimo da un così lungo periodo di tempo, è davvero difficile sentire le "ragioni" della burocrazia o, peggio ancora, di un datore di lavoro che, già in passato, ha fatto registrare ritardi notevoli nel pagamento delle spettanze. "Perché certe responsabilità - sottolineano i pulizieri dell'Istituto tecnico commerciale di Caltagirone - devono essere fatte ricadere su di noi?". I nove pulizieri, già in stato di agitazione da diverse settimane, sono entrati in sciopero lo scorso 27 settembre. "Si tratta di uno sciopero a oltranza - affermano - Continueremo a incrociare le braccia sino a quando non ci daranno quello che ci spetta e che ci serve per vivere". I nove invocano l'intervento del prefetto di Catania, Giovanni Finazzo, confidando nella sua sensibilità e capacità di mediazione. Intanto, incassano la solidarietà degli studenti, la gran parte dei quali, ieri mattina, si sono astenuti dalle lezioni. E i pulizieri hanno spiegato, in aula magna, che così non riescono proprio ad andare avanti. Ma quel che è peggio è che, ancora oggi, non si intravede una schiarita. La situazione rischia, infatti, di peggiorare giorno dopo giorno perché, in assenza degli indispensabili interventi di pulizia, già lunedì 6 ottobre, quando le lezioni entreranno a regime, sarà sempre più difficile, per gli studenti e non solo, convivere con locali maleodoranti. Mariano Messineo.
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da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
MIRANO Il corteo organizzato dalla Cia ha richiamato oltre duecento coltivatori: dito puntato contro la Provincia Trattori in piazza per protesta Agricoltori esasperati da costi e burocrazia per lo smaltimento dei rifiuti MiranoSessanta trattori e duecentocinquanta agricoltori in piazza per protestare contro i costi per lo smaltimento dei rifiuti agricoli. Il corteo, organizzato dalla Cia, è partito dai campi sportivi per poi approdare in piazza Martiri. Presenti alla manifestazione il presidente della Cia di Venezia, Mario Quaresimin, e il suo vice Pasquale Compagnin. Motivo della protesta, i costi e la burocrazia che rendono sempre più oneroso e scomodo lo smaltimento."È stata abolita la raccolta nei centri mobili, sostituita con il porta a porta, applicando costi che arrivano a centinaia di euro per la consegna di pochi chili di rifiuti dicono i rappresentanti degli agricoltori Si equiparano i produttori agricoli agli enti gestori di rifiuti, obbligandoli a tenere il registro di carico e scarico".Dito puntato, quindi, contro la Provincia. "L'unica del Veneto ha sottolineato Compagnin ad applicare simili criteri. A Padova, per esempio, continua la raccolta presso i punti mobili con 40 ritiri programmati all'anno. Il risultato finale è che nel frattempo i rifiuti agricoli rimangono nelle aziende". "Vogliamo essere presi sul serio ribadisce Quaresimin È necessario rivedere l'intero accordo a partire dai costi delle convenzioni, dal mancato riconoscimento della bonifica dei contenitori di fitofarmaci, dalla necessità che il registro di carico e scarico sia unico e compilato informaticamente dall'ente gestore dei rifiuti, garantendo in tal modo la totale tracciabilità e controllabilità ed evitando la vidimazione manuale di migliaia di registri". Insomma, alla Provincia si chiede un servizio a basso costo e con procedimenti burocratici più snelli.In pratica, adesso, con la raccolta porta a porta, per smaltire un ettaro di seminativo, quindi pochi chili di materiale, un agricoltore spende 175 euro. E proprio ieri mattina, agli uffici dell'Aato Venezia Ambiente a Mestre, si è svolto l'incontro decisivo sulla questione. Sedute intorno al tavolo tutte le aziende pubbliche che si occupano di gestione dei rifiuti nel territorio provinciale. Accogliendo l'invito del presidente della Provincia Zoggia, si è messo a punto il capitolato che andrà a regolare la gestione dei rifiuti agricoli in tutto il territorio provinciale per i prossimi tre anni. "Con il nuovo bando unico spiega Zoggia - Sarà possibile abbassare ulteriormente le tariffe a carico delle aziende agricole".Davide Tamiello.
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il caso di Visnà: il servizio veterianario spiega l'iter per i trovatelli "In 6 mesi raccolti 500 randagi Non c'è più spazio nel canile" VazzolaQuando si trova un cane abbandonato sarebbe più conveniente lasciarlo dov'è.Sembra assurdo ma la burocrazia prevista e il gran numero di furbi, non inducono ad un comportamento responsabilmente civico. Ne è emblema il caso del trovatello di Visnà di Vazzola: la signora Mancin che l'ha trovato ha ricevuto sostegno soltanto dalla clinica veterinaria del dottor Schievenin, poi si è incappata in una serie di rimpalli amministrativi su cui il servizio veterinario dell'Uls7 precisa però che il modus operandi adottato non poteva essere diverso."Abbiamo sottoscritto un protocollo d'intesa con la Provincia che stabilisce l'iter in caso di ritrovamento o segnalazione di un cane randagio- spiega Antonio Brino, direttore del servizio Se è senza microchip per legge è del Comune dove viene trovato".Ecco perché la denuncia di ritrovamento va fatta alla Polizia Municipale che a sua volta attiverà il servizio veterinario per le opportune verifiche. "La cattura del cane da parte della ditta specializzata è pagata dall'Uls, il mantenimento al canile fino all'affido invece dal Comune spiega Brino per questo ci vuole l'avvallo di un'istituzione, altrimenti sarebbe troppo facile disfarsi di un cane. Inoltre nel caso di Vazzola non c'era pericolo imminente per l'incolumità pubblica dovuto al cane abbandonato. E poi bisogna tenere conto dei tempi tecnici di intervento". Se invece chi raccoglie l'animale fa tutto a spese proprie, non ci sono problemi anche perché, dice Brino "non sappiamo più dove metterli. Il 9 ottobre andrò infatti insieme al direttore sanitario a parlare con l'Uls9 perché con 500 cani recuperati in sei mesi il nuovo canile di Cison non ha già più spazi a sufficienza". Al trovatello di Visnà è andata bene: è stata rintracciata la sua padrona che lo cercava da alcuni giorni.El. Gir.
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Unindustria dopo l'invito del vescovo Vardanega: "Da noi un capitalismo che è ancora legato ai valori" Un quadro incoraggiante sulle prospettive dell'economia del nostro territorio, sulla quale la difficile congiuntura internazionale non dovrebbe incidere più di tanto, è emerso nella tavola rotonda "Nuovo imprenditore - imprenditore nuovo?", tenutasi nel pomeriggio di ieri nell'ambito del seminario di alta formazione "Summer School 2008" della Fondazione Ispirazione, all'ex convento di San Francesco.Si è detto convinto che "la crisi non porterà grandi sconquassi nel nostro territorio" l'assessore regionale all'economia Vendemiano Sartor, per il quale anzi "potrà essere usata in senso positivo, grazie ad un modello che ha garantito lo sviluppo e potrà farlo anche in futuro". Sartor ha sottolineato che nella nostra realtà "la proprietà è più vicina all'impresa" e che "per il prevalere della piccola impresa c'è una maggiore sensibilità e la gestione delle aziende non avviene seguendo la logica della finanza". Ha aggiunto che nel Veneto "dove si è cercato di favorire la cultura dell'impresa, c'è la necessità di imprenditori vecchi che si rinnovano e di creare imprenditori nuovi", ma ha osservato anche che "talvolta gli imprenditori sono messi in difficoltà e penalizzati dalla burocrazia nel ricambio generazionale" e che "purtroppo l'apprendistato e la formazione professionale sono eccessivamente trascurati".Da parte sua Alessandro Vardanega, presidente di Unindistria Treviso, ha sottolineato la necessità di "mantenere il legame con i valori che hanno reso possibile lo sviluppo". Egli ha ricordato che "quello trevigiano è un capitalismo recente, permeato di valori ed ispirato ad un modello comunitario, che ha portato ad una cultura industriale diffusa, sorretta da una condivisione generale, per cui non c'è frattura tra mondo produttivo e società civile". Vardanega ha tuttavia osservato che "se il radicamento nel territorio è un modello da difendere, esso ha rivelato dei limiti, perché ha portato in molti casi al sovradimensionamento degli insediamenti produttivi". A proposito del ricambio generazionale, che è un problema attuale, ha detto di non vederlo con preoccupazione, ma con ottimismo, perché si riscontra che "in alcuni casi avviene il passaggi di proprietà ed in altri subentrano le nuove generazioni, che si rivelano preparate ed addirittura più aperte".Vardanega si è pure soffermato sulla collaborazione della sua associazione con le istituzioni e la società civile, ricordando in particolare "l'impegno concreto per l'inclusione nella nostra realtà degli immigrati che lavorano e le relazioni con le organizzazioni sindacali". Sono intervenuti anche Renato Mason, direttore generale dell'Usl 8, e Maurizio Castro, capogruppo del Popolo della Libertà alla commissione lavoro del Senato, affermando tra l'altro che "i valori devono essere al centro della competizione economica" e "l'importanza del modello collaborativo e partecipativo nelle relazioni sindacali".Giampiero Maset.
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da "Gazzettino, Il"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Parisato: "La colpa è della burocrazia" PADOVA - "E' vero che si allungano i tempi di pagamento, tuttavia non mi sembra che la situazione sia così drammatica, nè che sia peggiorata in questi ultimi tempi". Oreste Parisato, 70 anni, titolare di una tipografia a Saonara, in Provincia di Padova, è il presidente della Cna regionale. "Gli enti locali non hanno mai brillato per puntualità - dice - a parte alcune eccezioni. Il comune di Padova è una di queste". In linea di massima i conti dovrebbero essere saldati in 60 giorni, così stabilisce la legge. "Invece spesso passano 90 anche 120 giorni prima di incassare" - conferma. Tuttavia è un fenomeno noto e non nuovo. "Piuttosto è aumentata la burocrazia. Servono sempre più moduli per presentare una domanda di rimborso. Molti miei colleghi non sono abbastanza ligi nel rispettare le procedure e quindi i tempi per ottenere i soldi finiscono per allungarsi ulteriormente".Anche per Parisato il punto centrale è che gli enti locali dispongano di maggiori risorse: "Noi abbiamo appoggiato l'iniziativa dei sindaci del 20\%". Ossia di quegli amministratori che chiedono di poter contare sul 20\% del gettito Irpef versato dai loro concittadini.
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da "Agi"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Firenze SALONE NAUTICO GENOVA: YACHT VIAREGGINI FIORE ALL'OCCHIELLO (AGI) - Firenze, 4 ott. - Nautica di lusso 'made in' Toscana in mostra a Genova, al 48esimo salone nautico internazionale. L'assessore regionale al bilancio e alle politiche del mare, Giuseppe Bertolucci, ha preso parte stamani all'inaugurazione della prestigiosa mostra mercato in rappresentanza della Regione Toscana. "Ancora una volta - ha detto l'assessore dopo aver visitato i padiglioni dei cantieri della nautica viareggina e versiliese ed aver incontrato i rappresentanti delle aziende toscane - ho potuto apprezzare l'eccellenza della nostra produzione di yacht e mega yacht, fiore all'occhiello della cantieristica da diporto di Viareggio. Una produzione che da' un contributo decisivo al comparto dei grandi yacht e al ruolo dell'Italia nel mercato internazionale di questi prodotti. E tutto questo grazie ad un concorso di forze che vanno dagli imprenditori alle maestranze, dai fornitori a tutta la filiera che abbraccia settori importanti come il marmo e il legno". Nonostante la tempesta finanziaria in corso, gli operatori hanno assicurato all'assessore che il mercato dei mega yacht tiene ed e' buono, mentre per gli scafi fino a 20 metri ci sono ancora difficolta'. Per non veder sfuggire opportunita' di sviluppo, i costruttori hanno chiesto di avere a disposizione piu' spazi per le lavorazioni, piu' sbocchi a mare e meno burocrazia, anche se questo non deve significare meno controlli e meno sicurezza nei cantieri. "Tutte le realta' toscane della nautica da diporto - ha assicurato l'assessore - su questi temi troveranno sempre la massima attenzione da parte della Regione Toscana. Cosi' come e' stato fino ad oggi. E' importante per la Regione contribuire a rendere questo settore competitivo in un mercato globale sempre piu' aggressivo". (AGI).
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da "Stampa, La"
del 04-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
AMBIENTE. NUOVE REGOLE Provincia, più controlli a difesa dei torrenti Cambiano le regole in materia di utilizzo delle acque pubbliche: ci sarà meno burocrazia per ottenere o rinnovare concessioni e autorizzazioni ma allo stesso tempo norme precise e chiare a tutela di un bene ambientale insostituibile. Sono in sintesi le linee guida del documento approvato lunedì dal Consiglio provinciale. Spiega l'assessore alla Caccia e alla Pesca Giuseppe Graziola:"Lo spirito che guida il regolamento è quello di tutelare la salute delle acque del territorio mantenendone alta la qualità, il che significa anzitutto preservarne l'habitat e il contesto". Ma non solo: ""Nel nostro territorio - aggiunge Graziola - c'è un significativo prelievo di acque dai torrenti, che è necessario disciplinare con il massimo rigore nell'interesse dell'ambiente, anche per evitare il rischio di spopolamento della fauna ittica. Un altro aspetto che a mio avviso è importante riguarda la semplificazione delle procedure: chi ad esempio richiederà il rinnovo di un'autorizzazione per lo scarico, quindi soprattutto le aziende, troverà un sistema più snello e rapido". Le novità più importanti riguardano la quantificazione dei cosiddetti obblighi ittiogenici. A chi richiede una concessione per l'uso di acqua pubblica, la legge impone oltre ad un canone annuo di preservare il patrimonio ittico insieme alla natura circostante con interventi mirati. Ora gli interventi sono sostituiti dal pagamento di una quota percentuale del canone annuo versato per la concessione dell'acqua del 5% in pianura e del 7% in montagna. Sono previste alcune esenzioni, delle quali potranno beneficiare coloro che pagano i canoni più bassi. Dagli obblighi ittiogenici delle concessioni e autorizzazioni di prelevamento la Provincia prevede di incassare circa 20 mila euro, che saranno reinvestiti in progetti ambientali.
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da "Trentino"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Marzia Bortolameotti Eccher difende Divina: "Basta gettarci fango" Alla presentazione della Lista Civica arriva la replica al caso del candidato neonazi "Soltanto un pretesto usato dalla sinistra, non hanno altri motivi" TRENTO. "Proviamo ammirazione per il popolo ebraico. Noi siamo tolleranti e condanniamo il comportamento della Fiamma, ma questo caso è un pretesto della sinistra per gettarci fango". Il candidato del centrodestra Sergio Divina lascia che sia Claudio Eccher, il capolista della Civica, ad affrontare la bufera politica che rischia di pesare sull'esito elettorale. Più tardi lo stesso senatore ha preso le distanze da Aldo Valentini (espulso dal partito, ma in lista) per il suo blog dai contenuti neonazisti e antisemiti, affermando di volere un progetto liberale e democratico. Alla presentazione ufficiale della Lista Civica Divina, che si è svolta ieri a Ravina, non poteva mancare l'accenno al caso del candidato neonazista alleato della coalizione di centrodestra. "Con tutti i 340 candidati avevamo condiviso un programma comune democratico e moderato - spiega Divina - ma sappiamo che in ogni famiglia c'è uno scemo. Se uno del gruppo evade le tasse non vuol dire che siamo tutti degli evasori. "è solo un pretesto della sinistra per gettare fango su di noi, perché non hanno altri argomenti" aggiunge Eccher. Anche l'onorevole Maurizio Fugatti ha aspramente condannato il gesto di Valentini, "ma non dobbiamo cadere nell'inganno del centrosinistra - ha specificato - che vuol far credere che sia questo l'unico problema. Dobbiamo ricordare Grisentopoli quanto ha fatto male all'immagine del Trentino". Poi l'attenzione si è spostata sulla presentazione dei candidati e non è mancato qualche "mea culpa" per il ritardo nella preparazione della campagna elettorale; al centrosinistra sembrano più organizzati in quanto a spot televisivi e volantinaggio. "La Lista Civica è l'espressione della società civile - ha continuato Divina - è infatti composta da liberi professionisti, dal mondo dell'associazionismo, da albergatori, medici, insegnanti e sportivi. C'è anche rappresentata la categoria dei disabili". Presente in lista c'è infatti Alessandra Giurioli che da anni è costretta su una sedia a rotelle, ma non per questo ha perso la voglia di lottare per i suoi diritti: "Ci sentiamo cittadini di serie zeta, visto che percepiamo delle pensioni minime che non superano i 300 euro al mese" e Divina si è detto pronto a portare avanti le istanze dei soggetti più fragili e semplificare la burocrazia. La Civica a sostegno di Divina si sente una forza nuova che chiede la ricostruzione del Trentino, pur mantenendo l'autonomia, e il rinnovamento della classe politica. Al centrosinistra si imputa uno stallo nello sviluppo turistico e la mancanza di un programma per lo sviluppo economico del territorio. Duro attacco anche nei confronti della politica scolastica che porta avanti Lorenzo Dellai. Non poteva mancare l'accenno al federalismo fiscale: secondo la lista civica l'obiettivo è quello di legare il più possibile le tasse al territorio in modo che sia alimentato e nutrito dalle tasse di chi vive e lavora. In questo modo saranno evitato gli sprechi che hanno caratterizzato la precedente gestione.
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da "Giornale di Brescia"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 05/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:SEBINO E FRANCIACORTA In carcere i due fratelli arrestati dai Carabinieri a Chiari e Ospitaletto su mandato della magistratura di Tirana Il codice Kanun dietro il delitto albanese Arcaiche regole d'onore avrebbero portato all'omicidio commesso a Scutari nel 2000 Il ten. col. Marco Riscaldati e (a dx) il cap. Alessandro Amadei Taip Katica e, a destra, il fratello minore, Genc Enzo Gallotta BRESCIA Si chiama Kanun. È l'arcaico codice d'onore del Nord dell'Albania trasmesso oralmente per secoli dal XV secolo. "Regole" che, ancora oggi, inducono a rifugiarsi in casa, senza uscirne in alcuni casi anche per anni, per evitare la vendetta di uno schiaffo alla persona "sbagliata". Ne sono cardini il senso dell'onore, il clan familiare, il rispetto della parola data, l'ospitalità, la sottomissione della donna, la vendetta nei confronti dei discendenti maschi del "colpevole" e l'obbligo di vendicarsi, pena il disprezzo della collettività. Potrebbe essere una di queste "regole" il movente dell'omicidio di otto anni fa a Scutari, città del profondo nord albanese al confine con il Montenegro, di cui la magistratura del Paese delle aquile accusa i fratelli Taip e Genc Katica, rispettivamente di 52 e 36 anni, arrestati giovedì scorso dai carabinieri della Compagnia di Chiari e del Nucleo investigativo del Comando provinciale a Ospitaletto e Chiari. I militari dell'Arma hanno notificato loro i provvedimenti richiesti ai fini dell'estradizione concludendo le ricerche avviate il 10 giugno scorso quando le autorità albanesi hanno inviato all'Interpol la cattura dei due fratelli. Gli accertamenti si sono poi concentrati nel Bresciano. Al Comando provinciale dell'Arma è arrivata la segnalazione. Che ha trovato applicazione nel volgere di un paio di giorni. Giovedì mattina, intorno alle 7, i carabinieri della Compagnia clarense si sono presentati in via Manzoni a casa di Genc Katica, agli arresti domiciliari dall'aprile scorso dopo essere stato coinvolto con altri connazionali in un traffico internazionale di droga. Un "affare" di 5 chili di cocaina. Notificato il provvedimento, lo hanno portato in carcere. Intorno alle 8.30 i militari del Nucleo investigativo hanno poi rintracciato in un'azienda di Chiari il fratello maggiore, regolare con il soggiorno e dipendente di una ditta di trasporti di San Paolo. Era alla guida di un camion di ritorno da Cremona, dove aveva caricato latte nella cisterna. Lo cercavano da due giorni dopo aver bussato senza esito al suo indirizzo di residenza, in via Marconi in città e nell'altro domicilio conosciuto, in via Sabotino, sempre a Brescia. Entro 40 giorni le autorità albanesi dovranno presentare la documentazione per l'estradizione su cui si dovrà pronunciare la Corte d'Appello di Brescia. Diversamente, trascorso questo lasso di tempo, dovranno essere rimessi in libertà. L'omicidio di cui sono chiamati a rispondere quali presunti autori - per il quale rischiano una pena massima di 20 anni di carcere - risale all'aprile del 2000. Ad un tardo pomeriggio, intorno alle 19, quando nel quartiere Partizani di Scutari, davanti alla sala biliardo gestita da un loro parente, venne assassinato Jetmir Dhampiri, che era in auto con un amico rimasto illeso. Secondo l'accusa, sarebbero stati i due fratelli ad uccidere. Omicidio volontario e detenzione di armi e munizioni da guerra le imputazioni nei loro confronti. Illustrando i risultati della ricerca, il tenente colonnello Marco Riscaldati, comandante del Nucleo investigativo del Comando provinciale e il capitano Alessandro Amadei, che guida la Compagnia di Chiari, sottolineano l'efficacia dei collegamenti tra autorità giudiziarie e forze di polizia da una sponda all'altra dell'Adriatico. Risultati raggiunti a seguito dell'istituzione a Tirana, per effetto di accordi bilaterali, di un ufficio di coordinamento interforze "che snellisce le procedure per i contatti, consente di superare gli intoppi della burocrazia con l'acquisizione di notizie in tempi brevi".
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da "Giornale di Brescia"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 05/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:VALCAMONICA La chiesetta della frazione di Acquebone di Artogne San Rocco verso il restauro Le impalcature che circondano la chiesetta di S. Rocco di Acquebone Sergio Gabossi ARTOGNE Le impalcature edili e la pellicola di teloni mascherano l'architettura essenziale ed elegante ma l'inagibilità della chiesetta di San Rocco, nella frazione di Acquebone, ha i mesi contati. Prenderanno il via a giorni i lavori di restauro della copertura e della messa in sicurezza del piccolo tempio sacro che fa capo alla parrocchia di Artogne. "Il via libera da parte della Soprintendenza alle Belle Arti è arrivato pochi giorni fa. Contiamo di riaprire la chiesa entro Natale". Dopo quasi un anno, l'attesa sta per finire. Dieci mesi per la burocrazia e due mesi per la manodopera: in ballo c'è la sopravvivenza di un edificio storico. Tutto cominciò a novembre dello scorso anno, quando Don Italo chiese ad una impresa locale di provvedere alla sostituzione urgente di grondaie e canali pericolanti. Ma i problemi, spesso, quando arrivano sono ben più seri del previsto. "Durante i lavori sono state rilevate alcune lesioni all'edificio e a tutta la copertura della chiesa. Così abbiamo deciso di stendere un progetto più ampio riguardante la sistemazione esterna completa della chiesa". Le prime notizie riguardanti il tempio risalgono al XVI secolo ma è certo che le origini risalgono a molto prima. Poche e confuse le notizie a riguardo. Nella facciata spicca il portale ad arco in pietra di Sarnico, forse l'elemento architettonico più interessante. Nei due scomparti laterali sono dipinte due nicchie che ritraggono i Santi Cornelio e Cipriano. L'interno è a una navata, le volte sono affrescate con medaglioni che ritraggono la vita di San Rocco e che studi farebbero risalire alla metà del XIX secolo. Questo intervento sarà senza dubbio il più importante e costoso. Tradotto in opere: rifacimento completo del tetto e un lifting accurato degli esterni. Tradotto in moneta: oltre 60mila euro di spese interamente a carico della parrocchia di Artogne. "Vorrei appellarmi alla generosità di tanti benefattori, delle aziende della Vallecamonica, delle istituzioni e degli enti sovraccomunali del territorio affinchè possano darci una mano a portare a termine questo intervento che, per una realtà piccola come la nostra, è davvero una impresa". In questi casi non si tratta di un lavoro di edilizia fine a se stesso: ne va della storia di un paese, delle sue tradizioni, della sua gente. Ad Acquebone, 625 metri di quota, i residenti sono un centinaio o poco più. Montecampione sta a due chilometri e là si vive solo d'inverno e d'estate. Qui ci arriva solo chi è intenzionato a farlo. Acquebone è un isola felice sospesa tra cielo e terra: poche macchine, paesaggio mozzafiato e un silenzio che dà sollievo. È facile innamorarsene. "Ad Acquebone celebriamo la messa tutte le domeniche", spiega Don Ilario. "Da quando è in vigore l'ordinanza di chiusura della chiesa, ci ritroviamo in una sala privata di un edificio vicino alla chiesa. Speriamo che per Natale sia tutto finito".
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da "Giornale di Brescia"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 05/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:BRESCIA E PROVINCIA SCUOLA / 2 La complessità della situazione tra maggiori e differenziate richieste ai docenti e l'aumento a dismisura delle pratiche di verbalizzazione dei percorsi didattici Gli insegnanti: "La burocrazia penalizza il lavoro nelle classi" Alunni delle scuole elementari Il maestro Paolo, molto amato dai suoi piccoli (e provvisori) allievi delle elementari, ha ventotto anni e già all'attivo un discreto itinerario professionale nel territorio della provincia: dopo esser stato in supplenza nel corso di quattro anni a Concesio, a Botticino e a Provaglio d'Iseo, è approdato al Circolo didattico di Gavardo. Nemmeno qui le prospettive sono stabili, tra scadenze temporali e spostamenti di plesso in plesso, con tre classi distribuite su due sedi per un totale di venti ore settimanali. Non rimpiange la precedente esperienza di lavoro nell'informatica, "innanzitutto, per il rapporto con i bambini e poi mi piace il dialogo: ormai conosco tutto il Circolo. Sono il più giovane degli insegnanti, ma mi trovo bene". L'idea di lavorare come maestro unico lo lascia un po' perplesso: "Non so se è il caso di tornare all'antico: si insegnano molte materie diverse e dividendo le competenze c'è una maggior possibilità di specializzarsi". Il suo impegno attuale spazia dalla musica all'informatica, dall'educazione motoria alle scienze e non sono mancate in passato le esperienze di insegnamento linguistico e storico-geografico. Non gli pesa il lavoro aggiuntivo, "ognuno a casa cerca il modo di impostare le lezioni con attività adatte a rendere più facile l'apprendimento. Negli incontri di programmazione per classe e per materia c'è un confronto produttivo". Quel che pesa è "la troppa burocrazia, le tante carte: bisognerebbe snellire un po' questo aspetto". Quanto allo stipendio: "ho provato a vivere per un certo tempo per conto mio e i soldi erano tirati, adesso sono tornato dai miei e sono perfino troppi". La professoressa P.S. ha la maggiore anzianità nel suo liceo, ma non pensa alla pensione: "Mi piace insegnare tuttora e la mia esperienza mi permette di fronteggiare le nuove difficoltà. Quarant'anni fa la motivazione tra gli insegnanti era vivace, oggi il precariato non permette ai giovani di coltivare la passione per il proprio lavoro: è venuta meno la percezione dell'importanza del ruolo, per la costruzione di una società più viva. Sono aumentate le fonti di conoscenza all'esterno e la scuola italiana non è particolarmente aggiornata: gli studenti hanno competenze nell'informatica, che però è principalmente utilizzata per il divertimento e l'evasione, raramente questa esperienza viene trasferita nella vita scolastica. Piacciono le ricerche, ma si scaricano i dati, si stampa il foglio e magari ci si dimentica di leggerlo: Internet non diventa fonte di conoscenza vera". La scuola potrebbe aiutare a far selezione nella miriade d'informazioni, se il laboratorio d'informatica non servisse a rotazione per tutte le classi. Sulla competenza linguistica si gioca al ribasso: viene data per scontata ma è sempre più scarsa. Il disagio dei giovani c'era anche in passato, ma era meno percepibile o forse gli insegnanti erano meno attrezzati per percepirlo. Tanti strumenti causano distrazione, c'è difficoltà a concentrarsi e per gli insegnanti la mole di lavoro è cresciuta. "Nelle classi oggi sono rappresentate molte realtà diverse - dice la professoressa - e questo comporta più impegno. In più pesano le incombenze per le trascrizioni burocratiche, per la trasparenza e per la privacy. Le novità arrivano con lo spessore di un decreto: mentre in passato i docenti facevano parte del tavolo di confronto, adesso sono ridotti al ruolo di esecutori". L'elenco delle difficoltà, in un contesto divenuto più complesso, non è breve, ma la professione dà ancora soddisfazioni: "Si possono trasmettere passioni, anche imponendo la lettura dei classici: partendo dall'attualità si può costruire un itinerario di recupero del passato". Certo le forme del dialogo cambiano nel tempo: "Credevo in altri tempi ad un approccio più orizzontale, che richiedeva molto impegno. Ben prima del diktat del ministro Gelmini, ho stabilito un rapporto più verticale, pur senza impedire la libera espressione degli studenti". e.n.
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da "Libertà"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
La riflessione Solo la caccia è crudeltà? Signor direttore, con la mia ultima lettera avevo promesso di non disturbarla più la riflessione Solo la caccia è crudeltà? Signor direttore, con la mia ultima lettera avevo promesso di non disturbarla più... avevo mentito. Ma a volte ritornano. Si è riaperta la caccia. Molti si lamentano: a loro dire la caccia ed i cacciatori sono crudeli. Errore: una fucilata mette fine a tutto. E che dire della pesca? Forse una carpa con un amo in bocca non soffre? Un tonno ed un pesce spada infilzati da un arpione sono felici? I nutrizionisti raccomandano di mangiare pesce e carni bianche ma è necessario uccidere. I salumi piacentini di cui tutti andiamo fieri e ghiotti provengono da campi di sterminio (mattatoi). Si chiede il vitello tenero in macelleria: il vitellino fa tenerezza specie in pentola. Le lumache sono una delizia, ma gettate vive nell'acqua bollente, non sono sinonimo di crudeltà? Solo la caccia lo è? Che ipocrisia. Scusate tutti, ma quando alzo il gomito mi metto a pensare. Concludo con un invito in uso nelle caserme: "Giù dalle brande". Pierluigi Traversi Piacenza fascismo-1 Quella voglia di verità che pervade i giovani Egregio direttore, che brava, Valentina Vetere. Con genuina semplicità, riversando sui fogli di "Libertà" il suo desiderio di autentica libertà, perché libertà dal pregiudizio, ha stanato finalmente l'Anpi, che normalmente tiene atteggiamenti di sprezzante superiorità verso chi scrive di questi temi in maniera non conforme. E non è l'unica, Valentina, che continuo a leggere sulle colonne dei giornali. Ciò a riprova di quanto da tempo sostengo in merito ad un anelito di verità che prorompe con sempre maggiore forza dalle giovani generazioni. Certo, le lettere di questi ragazzi sono a volte imprecise, ma perché hanno appena intrapreso un percorso, difficile, irto di ostacoli appositamente frapposti dalla scuola, dalla stampa, dalle arti visive, dalla superficialità del sentire comune, dalle ragioni di opportunità che di certo sovvengono come suggerimento da parte delle famiglie. Si documenteranno meglio e cresceranno, anche grazie a queste lettere dell'An, con una voglia sempre maggiore di quella verità senza la quale non ci sarà mai per il nostro popolo autentica libertà. Non c'è nelle lettere dei giovani "astuta o costruita ingenuità giovanile" ma il palesarsi di qualche lacuna che, non v'è dubbio, avranno modo di colmare. E nella lettera di risposta cosa c'è? La Repubblica Sociale Italiana (loro dicono di Salò come quando dicono repubblichini, in tono dispregiativo... ma guai a chiamarli banditi, sebbene quest'ultima definizione sarebbe storicamente contestualizzata) sarebbe "malformazione giuridica fuorilegge"; non ci sarebbe contiguità tra i partigiani e gli slavi che commisero atrocità di ogni genere per "riprendersi" l'Istria; non sarebbero diretta figliolanza della resistenza quelli che scrivevano sui muri "la resistenza ce lo ha insegnato, uccidere un fascista non è reato"; dopo il 25 aprile "deposero le armi" e poi "accettarono" l'amnistia di Togliatti che "salvò i repubblichini". Un campionario di menzogne e travisazioni storiche. Mentono sapendo di mentire e si fanno forti di una sorta d'impunità che ostentano, dando per scontato che a nessuno alla fin fine è concesso replicare. Ecco perché i giovani che incontro, le lettere che vedo sui giornali, sebbene magari imprecise, sono autentici atti di coraggio, di generoso amore per la verità e per il nostro popolo che in lettere come quelle dell'ANPI troveranno ulteriore stimolo per ribellarsi a quella verità ufficiale che non è semplicemente mistificazione storica, è menzogna in quanto occultamento della verità e travisamento dei fatti noti. L'Italia, per riprendere il proprio cammino di civiltà, ha bisogno di un vero, autentico, movimento di liberazione culturale, sganciato in maniera assoluta dalla politica che della storia patria ha fatto uno strumento per le carriere di una oligarchia di privilegiati, siano essi antifascisti inossidabili o ex neofascisti rinnegati. Pino De Rosa Piacenza fascismo-2 partigiani, non solo cavalieri della bontà Egregio direttore, mi lasciano perplesso certe affermazioni contenute nella lettera scritta dall'Anpi. Tali affermazioni dipingono i partigiani come "cavalieri della bontà", che mai spararono proiettili durante la guerra civile: per alcuni sarà pur stato così, ma di certo non per tutti. Viene definito assurdo che i partigiani soggiogarono, razziarono e stuprarono persone. Prendo un caso di stupro per avvalorare la mia tesi: a Codevigo, in provincia di Padova, la maestra Corinna Doardo venne trascinata per le strade, dileggiata e poi stuprata. A coronare il tutto, venne crivellata di colpi, tanto che il riconoscimento della salma fu reso impossibile perché di completamente visibile era rimasto solo un orecchio. A questo vorrei aggiungere anche la vicenda del piacentino Nando Zilocchi, vicenda contenuta nel libro "Piacenza nella RSI": Zilocchi, durante un normale controllo, fermò un camioncino per verificarne il contenuto. A questo punto la sorpresa: egli scoprì, all'interno del camioncino, masserizie e oggetti di casa sua che vennero rubati da elementi qualificati come partigiani. Sulla questione foibe sono, invece, disgustato: i barili delle colpe vengono scaricati, in modo terribilmente semplice, addosso ai partigiani slavi, come se la colpa di tutto ciò fosse soltanto la loro. Vorrei ricordare che fu Togliatti ad aprire le porte dell'Italia ai partigiani slavi e vorrei ricordare come l'Anpi, a livello nazionale, sia negazionista parlando delle foibe: diciamo un eccidio come tanti altri. Viene altresì negato come molti partigiani fuggirono all'estero o deposero le armi subito dopo il 25 aprile: a questo punto vorrei ricordare il famoso "triangolo della morte", territorio compreso tra le province di Reggio Emilia, Modena e Bologna. Si calcola che le vittime di questo triangolo siano più di 3000, molte delle quali ammazzate dopo il 1945 e abilmente nascoste nei boschi delle colline emiliane. Quelle che l'Anpi riporta nel corso della lettera sono frasi e affermazioni di Valentina Vetere, la quale non mi sembra abbia ammazzato o insultato qualcuno con le sue parole. Ha semplicemente scritto ciò che pensava fosse giusto dire e non mi sembra che, con le sue frasi, sia una ignorante, nel senso vero della parola, in fatto di storia. Credo che sia molto difficile trovare una vera verità riguardo gli avvenimenti che sconvolsero l'Italia tra il 1943 e il 1945: sono in corso studi e approfondimenti per cercare di risolvere queste questioni su cui tanto si dibatte. Alex Gazzola Piacenza fiorenzuola impossibile migliorare la città senza cantieri Gentile direttore, come cittadino fiorenzuolano e, più precisamente, abitante nel centro storico della città, sono rimasto scioccato dalle parole della signora Casilda Maccagni, riportate su "Libertà" di giovedì 2 ottobre. L'articolo riguarda un'assemblea tra commercianti e Comune, nel quale la signora in questione, in veste di presidente del Comitato che riunisce i primi soggetti, si è scagliata non solo contro le modalità che hanno visto presentare un progetto regionale di contribuzione al commercio - critica che tutto sommato ci sta pure - ma sembra si sia anche allargata e presa la libertà di esternare alcune cose che non condivido per niente. Dalle parole di furore della Maccagni si capisce infatti come questa sia un'esemplare di quella specie di commerciante che vorrebbe la botte piena e la moglie ubriaca, alla faccia del rispetto di chi commerciante non è e, con il suo permesso, ha tutto il diritto di opinare tali posizioni. La signora pensa ai commercianti, quando boccia l'idea della sistemazione dell'ultimo tratto di Corso Garibaldi (per onestà, quello dove abita il sottoscritto) in quanto un cantiere non gioverebbe alla categoria da lei rappresentata. Benissimo, mi spieghi allora la signora, magari lo illustri anche all'assessore ai lavori pubblici, come sia possibile mettere a lustro la strada più antica della città senza aprire un cantiere. Non solo a Fiorenzuola, alcuni commercianti esigono dalle amministrazioni una città bella, pulita, elegante, a patto però che non gli si chiuda la strada o non gli si dia altri fastidi. Ancora, la signora bolla di stupore e perplessità l'innovazione riguardante la fiera di San Fiorenzo, durante la quale verrà chiuso per quattro giorni (quattro giorni, non in eterno) il tratto urbano della Via Emilia (di fatto aggirabile tramite la tangenziale) per far posto ad una mostra delle attività produttive, un evento che certamente non rientra negli obiettivi dei commercianti fiorenzuolani e che, quindi, per la signora Maccagni è inutile e dannoso. Tra l'altro, i lavori previsti per il Corso e la realizzata variante alla Via Emilia, assieme ai nuovi parcheggi previsti attorno al centro, sono tra quelli che permetteranno - aggiungo finalmente! - di giungere alla chiusura al traffico del centro storico che, rispondendo alle critiche della signora Maccagni, io e credo molti fiorenzuolani attendiamo da tempo. Non sarà proprio un caso che la città si popoli di gente proprio in concomitanza con eventi che richiedono la chiusura al traffico del centro, forse perché tale provvedimento è di uso abituale in molte città e cittadine del nostro circondario, ove i fiorenzuolani vanno a rifugiarsi dalle auto ed in alternativa al chiudersi all'interno di noiosi ma allettanti centri commerciali, luoghi ai quali i commercianti di paese sono notoriamente ostili. Nell'atteggiamento di Maccagni e soci, noto quindi una certa incoerenza di fondo, ma da una persona che trova stucchevole anche un trenino che nel periodo natalizio faccia girare bimbi e famiglie attraverso il centro storico, non è che ci si possa aspettare di meglio. Enrico Berti Fiorenzuola quante tragedie Italia paese delle catastrofi idrogeologiche Egregio direttore, l'Italia della burocrazia, della cattiva amministrazione, delle omissioni si manifesta anche quando accadono calamità naturali. Sono passati, per esempio, 45 anni da quando (il 9 ottobre 1963) una frana dal monte Toc causò un'onda nel lago della diga del Vajont. Alcuni paesi furono spazzati via e si contarono quasi duemila vittime. Il Vajont non si trova né in Irpinia, né nel Belice, eppure dopo 45 anni e con una spesa di mille miliardi delle vecchie lire la ricostruzione non è conclusa. A Claut ed a San Quirino esistono baracche tuttora abitate. L'Italia è un Paese dove l'esposizione al rischio di catastrofi idrogeologiche è molto alto. E' vero che il territorio montuoso accresce i pericoli, ma l'irresponsabilità dell'uomo li favorisce: disboscamenti, scarsa pulizia dei canali, crescente antropizzazione del territorio, costruzione di abitazioni persino vicino ai fiumi. Alla fine l'ambiente si ribella e purtroppo il conto è salato in termini di vite umane e di danni economici. Dal dopoguerra ad oggi l'elenco delle alluvioni è davvero spaventoso in termini di morti. Da noi basta che piova appena un po' di più del necessario perché l'Italia finisca sott'acqua come se fosse un Paese del Terzo Mondo. Daniele Bua Piacenza 05/10/2008.
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da "Mattino di Padova, Il"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Cronaca Aprono i cantieri telematici Gli investimenti della Telecom e gli ostacoli della burocrazia Linea veloce Adsl in arrivo nella Bassa ma occorrerà attrezzare le centraline di fibre ottiche più avanzate Burocrazia e imprevisti tecnici possono far slittare di settimane la conclusione dei lavori per portare l'Adsl dove non c'è. Ne sanno qualcosa i residenti nei Comuni della Bassa Padovana che dalla fine dell'estate attendono con ansia l'arrivo della linea veloce. I più fortunati, per i quali l'Adsl è in corso di attivazione in questi giorni, sono Boara Pisani, Piacenza d'Adige, Sant'urbano e Ponso. Dovranno aspettare qualche settimana in più invece i residenti ad Anguillara, Megliadino San Vitale, Santa Margherita d'Adige, Villa Estense, Granze, Sant'Elena e Vescovana. Entro l'anno comunque l'Adsl dovrebbe essere attiva in tutti questi comuni, assicurano sia la Telecom che sta eseguendo i lavori che la Regione, cui spetta il compito di controllare. "Spesso i ritardi sono dovuti ai passaggi burocratici per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per i cantieri e gli scavi", spiegano i tecnici "gli enti coinvolti possono essere più di uno e questo rallenta gli interventi. Poi ci sono gli imprevisti in corso d'opera che possono portare a dei ritardi". Qualcosa si muove. Intanto la Regione ha già stabilito il finanziamento di altri interventi nelle zone scoperte dall'Adsl in provincia di Padova. Rimangono però dei punti critici, fonte di continue lamentele, anche alle porte della città, dove non tutte le centraline sono attrezzate con la fibra ottica necessaria per far correre i dati ad alta velocità. Di tanto in tanto, però, qualcosa si muove. E' il caso di Agna, piccolo comune del Conselvano dove l'Adsl non è ancora arrivata. "Qualche settimana fa", racconta il sindaco Giannicola Scarabello "ho ricevuto la visita di un funzionario della Telecom, il quale mi ha informato che la centrale che serve il nostro territorio è stata adeguata all'Adsl ma manca il collegamento con la dorsale in fibra ottica che corre lungo la Monselice mare, si tratta di far correre un cavo che nei primi 150 metri deve essere interrato, mentre poi verrebbe appoggiato sulla linea aerea già esistente. La Telecom ha chiesto il nostro impegno economico per la parte interrata. Lo stesso ha fatto con Arre, che si trova nella nostra situazione. Abbiamo verificato se si può fare e l'eventuale spesa. Si tratta di una cifra non impegnativa, fra i 10 e i 15 mila euro stando ad una prima stima. Ho confermato a Telecom che siamo interessati e, a questo punto, mi aspetto quanto prima una risposta". L'Adsl via etere. Nelle zone "storicamente" scoperte si è via via diffusa la possibilità di poter beneficiare dell'Adsl grazie alla banda larga via ponte radio, offerta da diverse aziende, sia private che controllare dal pubblico. Spesso sono le imprese ad essere interessate ma sono in aumento anche i privati che ricorrono a questa soluzione. Anche perché non è necessario avere la linea fissa. Poi con la banda larga è possibile telefonare sfruttando internet e il protocollo voip (Skype è il programma più conosciuto). Per "catturare" il segnale è sufficiente installare sul tetto dell'abitazione o sul terrazzo una piccola antenna, che spesso le aziende forniscono in comodato gratuito. L'abbonamento varia a seconda della velocità ma per i privati parte dai 20 -25 euro, in linea con le offerte degli operatori di telefonia. Il sistema è sfruttato anche dagli enti pubblici che, spesso non spendono un centesimo perché concedono il terreno per l'installazione dell'antenna. Anzi, arrivano anche ad incassare un canone d'affitto. A palazzo Santo Stefano. Ma c'è da stare attenti alle formule contrattuali, ricorda Gino Gastaldo l'assessore provinciale che si occupa di telefonia e servizi tecnologici: "Talvolta i Comuni si trovano a fare i conti con delle clausole capestro che li vincolano per molti anni", spiega "quindi, nel caso arrivasse l'Adsl via cavo e fosse più conveniente avrebbero comunque le mani legate per un lungo periodo. Negli ultimi due anni abbiamo impresso un'accelerata alla diffusione della banda larga, sia attraverso il doppino telefonico che con i ponti radio. La competenza è regionale ma la Provincia ha spinto perché le società come Pronet e Telerete assicurassero il servizio. L'obiettivo è quello di dare a tutti i padovani la possibilità di collegarsi a internet ad alta velocità e a costi ragionevoli". (Nicola Stievano).
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da "Nuova Sardegna, La"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sassari Un milione e mezzo per lo sport A Osilo recuperato un vecchio finanziamento per gli impianti Al posto dei campi da tennis sorgeranno spazi per la pallavolo, il calcetto e una nuova club house OSILO.Sembrava un sogno irrealizzabile e invece è diventato realtà: Osilo avrà i suoi impianti sportivi sovracomunali. La certezza era venuta dalla determinazione del direttore generale dell'assessorato regionale della Pubblica istruzione, che riassegnava un vecchio contributo, ed ora si è concretizzata nell'appalto dei lavori, aggiudicati all'impresa Edil-Ma di Osilo. "Si tratta di un risultato di straordinaria importanza - afferma con soddisfazione il sindaco Nanni Manca -, che consente a Osilo di recuperare un finanziamento che allora era di un miliardo e 540 milioni di lire". L'area su cui verrà eseguito l'intervento è quella dei vecchi campi da tennis di "S'Istevene". "Un complesso sportivo - si legge nella relazione - in notevole stato di degrado e di abbandono. Il presente progetto si pone la finalità di effettuare la completa riqualificazione dell'esistente unita alla realizzazione di una nuova strutture di servizio". Il progetto prevede la realizzazione di un impianto così articolato: un campo polivalente per calcio a cinque (omologabile serie B) e pallamano dimostrativo; un campo polivalente per tennis (omologabile attività agonistiche a livello nazionale e internazionale), pallacanestro (omologabile attività agonistiche a livello locale) e pallavolo mediante uso di tappetino (omologabile con tappetino per attività agonistiche a livello locale); un campo polivalente per tennis (non omologabile), minivolley (omologabile per attività agonistiche a livello locale) e badminton (omologabile per attività agonistiche a livello locale). Fra i servizi annessi, oltre agli spogliatoi, i servizi igienici, i depositi, i locali di pronto soccorso, sono previsti i parcheggi per gli atleti e per i giudici di gara, una club house (non compresa nell'appalto), le tribune, che dovrebbero portare i posti a sedere disponibili dagli attuali 280 a 575. L'importo totale del progetto è di 720 mila euro, quello dei lavori di 523 mila euro. La storia del progetto è quella di un finanziamento di più di un miliardo e mezzo di lire, da anni disperso nei labirintici corridoi delle burocrazie regionali, provinciali e comunali, e infine riacciuffato per i capelli quando sembrava troppo tardi. Il contributo era stato deliberato dalla Regione nel 1991, ed era destinato alla realizzazione di un impianto polivalente sovracomunale in regione Bevegalza. L'insufficienza della somma per un intervento che richiedeva un investimento di svariati miliardi e gli inevitabili ritardi connessi alle opere pubbliche, avevano fatto sì che quel finanziamento divenisse "dormiente". Successivamente erano stati fatti dei tentativi per recuperare la somma tutti andati a vuoto. "Alla fine - conclude Nanni Manca -, abbiamo iniziato a ragionare con la Regione per trovare le soluzioni. Fino ad arrivare a chiudere col recupero del finanziamento e con l'appalto dei lavori". Mario Bonu.
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da "Secolo XIX, Il"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Chiederò al ministerodi tutelare il "mio" stadio" ferraris all'asta, parla l'architetto del restyling Vittorio Gregotti si appella alla legge sul diritto d'autore: opera pregiata "FARÒ IN MODO che anche la parte più moderna del Ferraris, quella ristrutturata su mio progetto, sia sottoposta a vincolo. Mi dispiacerebbe molto che lo stadio venisse demolito...". Vittorio Gregotti, l'ultraottantenne architetto di fama internazionale che ha completamente "ripensato" il Ferraris in occasione dei mondiali di Italia '90, non nasconde un pizzico di preoccupazione alla notizia che il Comune metterà in vendita lo stadio di Marassi. L'uomo che ha firmato grandi opere in tutto il mondo (quasi tutte molto apprezzate, altre meno, come il quartiere Zen di Palermo) condivide il timore di molti: quali garanzie ci sono che il Ferraris non finisca nelle mani di qualche speculatore privato e che al posto di erba e gradinate non fioriscano palazzi? "Ma non scherziamo - sbotta l'assessore al Patrimonio, Bruno Pastorino - i cambi di destinazione d'uso non sono semplici. E comunque, da parte di questa giunta, non c'è alcuna intenzione di snaturare la funzione del Ferraris. Semmai possiamo pensare, qualora l'asta andasse deserta, a incrementare l'uso commerciale dello stadio, soprattutto per lo svolgimento di concerti". Resta il quesito di fondo: lo stadio Ferraris, inaugurato il 22 gennaio 1911 e completamente rinnovato alla fine degli anni Ottanta, è o non è un edificio storico da tutelare? "Sicuramente lo è per la parte che si affaccia sul Bisagno, l'entrata principale su cui campeggia la scritta "Luigi Ferraris"", interviene Giorgio Rossini, soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici. "La porzione più antica del campo sportivo - ribadisce Rossini - è automaticamente vincolata in quanto edificio pubblico con oltre cinquant'anni di vita, anche se il vincolo definitivo è imposto dalla Soprintendenza al termine di un'istruttoria che deve essere aperta su input del Comune e chiusa prima del bando per la vendita". E il resto della gloriosa casa di Genoa e Samp, la parte rinnovata del Ferraris? "Teoricamente potrebbe essere demolita anche subito - è la risposta a caldo di Rossini - a meno che il progettista, in base alla legge sul diritto d'autore, non chieda al ministero dei Beni culturali la tutela della propria opera in considerazione dell'alta qualità architettonica della stessa". E qui entra in causa Vittorio Gregotti: "Mi sembrerebbe poco elegante che la richiesta di vincolo partisse proprio da me, perché significherebbe che io stesso giudico il Ferraris da me progettato un'opera di grande pregio architettonico. Preferirei che l'istanza partisse da un soggetto terzo, ad esempio uno storico dell'architettura. Anzi, farò in modo che questo accada". Ma Domenico Podestà, consigliere dell'Ordine nazionale degli architetti ed ex presidente di quello provinciale, solleva qualche dubbio procedurale: "La richiesta di vincolo deve partire dall'autore del progetto, meglio se sostenuto da esperti, professori universitari e dallo stesso Ordine di competenza. La procedura sarà più semplice se sarà approvato il disegno di legge sulla qualità architettonica che giace in parlamento". Burocrazia a parte, l'imposizione del vincolo architettonico sull'intero Ferraris dovrebbe essere abbastanza scontato. Lo stesso Rossini afferma che "ci attiveremo come Soprintendenza per evitare che un'opera di valore come il Ferraris venga buttata giù e imporremo precise condizioni alla vendita dello stadio". La cui integrità, almeno sulla carta, tutti assicurano di voler preservare. "Già, ma in pratica solo la proprietà pubblica garantisce al cento per cento la salvaguardia del Ferraris - osserva Podestà - Se andasse in mani private, non è detto che la funzione sportiva sia mantenuta completamente. Magari l'acquirente potrebbe decidere di riservare il prato di Marassi esclusivamente ai concerti rock, più redditizi delle partite di calcio, costringendo Genoa e Sampdoria a giocare fuori città". Fantasie? "Può darsi, ma tutti saremmo più tranquilli se il Comune inserisse nel bando di gara precisi vincoli in questo senso". Vincenzo Galiano galiano@ilsecoloxix.it 05/10/2008 ' 05/10/2008 architetturada preservareNon sarebbe elegante che la richiesta partisse da me, spero si muova qualche storico Vittorio gregottiarchitetto 05/10/2008.
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da "Secolo XIX, Il"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Servizi sociali "Per evitare i tagli chi può pagherà" l'intervista L'assessore Roberta Papi: il trasporto di 323 disabili costa quasi tre milioni. E le risorse diminuiranno IL CONFRONTO quotidiano con le più diverse situazioni di disagio, l'emergenza che bussa alla porta. L'assessore alle politiche socio-sanitarie del Comune, Roberta Papi, è chiamata a gestire un bilancio di 51 milioni di euro e a conciliare le esigenze delle singole persone (19 mila quelle seguite in questo momento, a vario titolo, dal Comune) e i diktat di cassa. La "razionalizzazione" dei servizi sociali è un tema che tocca sensibilità ed equilibri diversissimi, va a incidere su situazioni già precarie. Per questo, dieci giorni fa a Tursi è avvenuto, nella massima discrezione, un primo incontro a porte chiuse tra l'assessorato e una rappresentanza del Forum del Terzo settore, l'organismo che riunisce le realtà del volontariato e del mondo delle cooperative. Il dialogo è iniziato. Ma, a fronte di un prossimo ridimensionamento delle entrate, l'assessore enuncia un principio: "L'obiettivo è mantenere i servizi, quindi è tempo di pensare anche ad aumentare la compartecipazione alle spese, da parte delle persone che usufruiscono di alcuni servizi, secondo una logica di compartecipazione basata sul reddito con criteri di progressività". Tradotto dal linguaggio della burocrazia: se le casse languono e i tagli non consentono di mantenere il livello attuale dei servizi offerti "a pioggia" a chi è in condizioni di disagio, malattia o handicap, allora è meglio bussare a chi può pagare, piuttosto che ridimensionare in modo indiscriminato. - Assessore, razionalizzare per evitare i tagli significa chiedere soldi a chi è in difficoltà? "No, è semplicemente, una scelta che si basa su criteri di equità, giustizia e solidarismo. Prendiamo il caso dei trasporti dei disabili. Oggi le persone coinvolte sono 323, e si parla di patolgie gravi che non consentono nessuno spostamento utilizzando i mezzi pubblici ordinari. Tutte vengono accompagnate alle strutture di riabiltazione singolarmente, aiutate da uno o, in alcuni casi, due accompagnatori. Ebbene, questo solo servizio per 323 persone costa al Comune quasi tre milioni di euro ogni anno e, malgrado l'impegno di spesa enorme, abbiamo quasi quaranta persone in lista d'attesa. Uomini e donne che vorrebbero lavorare, hanno l'occasione di farlo ma non possono coglierla perché l'ufficio, nelle loro condizioni, è irraggiungibile. Formalmente, questo "trasporto lavorativo" che oggi possiamo garantire a 43 utenti, scontentandone altrettanti, rientra tra le offerte facoltative dell'amministrazione: non c'è un obbligo di legge che impone di istituirlo e mantenerlo". - Vuol dire che il servizio potrebbe essere tagliato? "Voglio solo dire che non vedo nulla di male a chiedere una maggiore partecipazione alle spese da parte di chi se lo può permettere, in modo che non sia necessario interrompere il servizio per tutti. Oggi, chi viene accompagnato ai servizi riabilitativi paga 12 euro al mese e ne costa 704, chi usufruisce del trasporto fino al posto di lavoro paga 25 euro e il costo reale è coperto da noi per il restante 75 per cento. In questo caso, visto che parliamo di persone che hanno un reddito, mi sembra che sia possibile chiedere un contributo più consistente, per garantire il proseguimento dei servizi". - Il prossimo bilancio sarà lacrime e sangue? "Dobbiamo ancora capire cosa succederà: a fronte di un taglio al fondo sociale nazionale di 300 milioni di euro, in Liguria dovrebbero arrivare 7 milioni in meno. Ma i trasferimenti del governo sono sempre e comunque parziali, coprono un quarto delle spese. Il resto è risorsa propria del Comune, proveniente dall'Ici. E allora: se arriverà qualcosa in meno dall'Ici, qualcosa in meno dal fondo sociale, dovremo razionalizzare i servizi. E fin d'ora ci stiamo confrontando con le rappresentanze del mondo sociale, per arrivare a un'analisi condivisa dei bisogni e delle priorità". Bruno Viani viani@ilsecoloxix.it 05/10/2008.
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da "Repubblica, La"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina VII - Firenze I vigili "Raddoppiare le ispezioni" "Raddoppiare le ispezioni sui cantieri del Comune di Firenze: dalle 450 previste nel 2008, dovremo passare a 900 nel 2009". E' la richiesta che ieri l'assessore alle politiche del lavoro di Palazzo Vecchio ha fatto, nel corso del tavolo tecnico sulla sicurezza convocato in Comune, ai vigili urbani. "Solo uscendo dagli uffici, occupandosi meno di burocrazia e più di controlli sul territorio, si può combattere il fenomeno", spiega Nencini. "Ma già dai prossimi giorni intensificheremo i controlli battendo a tappeto tutti i cantieri della città insieme ad Asl e ispettorato del lavoro", annuncia l'assessore alla sicurezza sociale Graziano Cioni. Fino a settembre 2007, fa sapere il comandante Bartolini, i vigili urbani hanno effettuato 353 ispezioni. "Stiamo valutando la possibilità di introdurre negli istituti tecnici e professionali, un'ora al mese dedicata alla sicurezza sul lavoro", anticipa pure Nencini.
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da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
ANCONA pag. 7 di MARIA GLORIA FRATTAGLI ? ANCONA ? HA LA DELEGA ... di MARIA GLORIA FRATTAGLI ? ANCONA ? HA LA DELEGA di sbarazzarsi delle proprietà immobiliari del Comune in un periodo dove i cartelli vendesi rimangono al palo e quella di favorire i processi di cooperazione, integrazione e pace, in un momento di grande litigiosità, partendo da Palazzo del popolo. Vita dura per il neo e giovane "ma non il più giovane", assessore Michele Brisighelli (foto). L'hanno subito criticata dicendo che non è all'altezza perché immaturo non appena le è stata affidata la delega al Patrimonio? "Non so chi diceva queste cose, ma se non si cerca di mettere in circolo forze giovani forze non sarà mai attuato il processo di rigenerazione che tanti proclamano". Ma non sarà compito facile gestire e soprattutto alienare una buona parte del patrimonio comunale? "Questo è vero, ma alle critiche spero di ribattere con fatti concreti". Assessore monodelega si era detto, una spesa di troppo a legislatura avviata? "La delega al Patrimonio è un incarico di grande responsabilità e soprattutto eterogeneo. Un mare magnum, una grande sfida". Lunghe burocrazie, difficoltà di mercato, come pensa di riuscire a liquidare una parte del patrimonio nel tempo che le rimane? "E' vero il contesto non è dei migliori. Gli sforzi saranno concentrati sulla realizzazione degli investimenti previsti cercando di utilizzare gli strumenti in nostro possesso per velocizzare le pratiche". Quasi 600 milioni di proprietà, quale sarà il primo atto firmato Brisighelli? "Il 6 novembre. Tra le altre cose andranno all'asta i parcheggi auto di via Podesti. A seguire la dismissione di alloggi Erap". Ha due anni e mezzo per amministrare, cosa vorrebbe fare e a cosa invece si sottrarrebbe con forza? "Vincere la grande sfida del patrimonio e continuare come Comune ad essere punto di riferimento del mondo dell'associazionismo. Mi defilerei invece da una logica secondo la quale fare l'amministratore significa 'posto a vita'". Da Frisoli a Simonetti: un periodo difficile per la sua coalizione. "Con la mozione sull'ex Metropolitan e ovviamente con la gestione dell'ultima vicenda Simonetti, la maggioranza ha concordemente richiamato il centrodestra a una critica sui contenuti e non fine a se stessa". Concorda però che ad Ancona manca qualcosa? "Sicuramente l'incapacità di andare oltre i propri confini come una città a tutti gli effetti europea. Per il resto la vocazione marittima e le nostre risorse ambientali possono contare ad essere sfruttate molto bene". C'è stata tanta ironia attorno alla delega sulla Pace? "E faccio fatica ancora oggi a comprenderla. Ancona è nel circuito di quegli Enti locali che tentano di far passare attraverso le scuole, la promozione di iniziative il rispetto reciproco, l'integrazione".
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da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACHE MARCHE pag. 18 Nuova economia, le donne che fecero grande l'impresa CONVENTION RIUNITE AL GRAND HOTEL MICHELACCI DI GABICCE 300 IMPRENDITRICI DA TUTT'ITALIA ? GABICCE ? DONNE E IMPRESA. Il binomio è oggi al centro di dibattito, a Gabicce, in seno alla convention nazionale del Gruppo Donne Impresa di Confartigianato, presieduto da Rosa Gentile. Oltre 300 imprenditrici provenienti da tutta Italia e i professori di due prestigiose università economiche italiane, Luiss e Bocconi, si ritrovano presso il Grand Hotel Michelacci di Gabicce per discutere su "L'economia del XXI secolo al crocevia: finanza, globalizzazione e Istituzioni". Nelle sole Marche sono più di 66mila le imprese guidate da donne, di queste il 44% appartengono al settore manifatturiero, il 43% a quello dei servizi. NON FACILE, tuttavia, la vita professionale di queste imprenditrici. I problemi lamentati riguardano da un lato la burocrazia e la fiscalità, dall'altro la fatica di coniugare un ruolo manageriale col carico di una famiglia da gestire, problema, quest'ultimo, a cui lo stato avrebbe dato solo sporadiche risposte. Altri contraccolpi sono invece deputati alla globalizzazione del mercato, cui non sarebbe corrisposto un adeguato rafforzamento dei principi democratici in ambito sociale e lavorativo. Sarebbe questa, secondo le imprenditrici, una delle cause, assieme ad una congiuntura economica sfavorevole, ad aver procurato, nell'ultimo anno, una diminuzione del fatturato dell'8,6% (dato dell'Osservatorio di Confartigianato Donna Impresa). Per questo la richiesta delle imprenditrici alle istituzioni è una presenza più incisiva e maggiori strumenti di welfare. mo.ca.
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da "Resto del Carlino, Il (Forlì)"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
FORLI' STORIE pag. 6 Enzo Pasqui, una vita tra arte e risate Dieci anni fa la scomparsa del pittore amato da tutti di ROSANNA RICCI INCONTRARE Enzo Pasqui era sempre un piacere, sia che ciò avvenisse in una galleria d'arte (in occasione di una mostra sua o di altri artisti), oppure per strada, o nell'ufficio delle imposte dirette. Pasqui riusciva a rendere simpatica perfino la conversazione sulle tasse grazie alla sua vivacissima intelligenza. Questo fino al 7 ottobre di 10 anni fa, giorno della sua scomparsa. A Forlì tanti ricordano il suo cuore generoso, la sua genialità, l'ironia mai caustica, i suoi giudizi folgoranti, incisivi, proprio come le sue caricature. SÌ, PERCHÉ Enzo Pasqui, prima di essere un pittore assai apprezzato, fu cartellonista, bozzettista, progettatore di arredi e, soprattutto fu autore di caricature fatte ai soci del Rotary Club di Forlì, di cui il pittore faceva parte, e dei calciatori dell'associazione sportiva Forlì, oltre a tanti bozzetti, illustrazioni di libri per ragazzi, copertine della rivista La Piè. Questi sono solo alcuni dei molteplici interessi ed impegni che hanno reso ricca la vita di Enzo Pasqui. Par quasi di vederlo, a piedi, lungo il Corso della Repubblica a braccetto dell'amatissima moglie Gea con cui, nel 1994, aveva celebrato (con relativa spiritosissima cartolina) i 50 anni di matrimonio. Enzo era un forlivese doc: nato a Forlì, nel 1920, da Domenico e Vienna Benzoni, famiglia assai stimata in città. Il suo amore per il disegno si manifestò già da ragazzo, quando, studente al Matteucci interpretò la Divina Commedia in figurine. ANCHE DURANTE gli anni della II Guerra Mondiale Pasqui non mise in un cassetto la sua passione per il disegno, perché continuò a realizzare vignette per giornali e scenografie e, a fine guerra, nel 1945, s'impegnò a realizzare caricature di soldati inglesi: "Una caricatura in tre minuti", era lo slogan. Fu un valoroso combattente del corpo dei Bersaglieri sul fronte russo, tanto da essere decorato con medaglia di bronzo per il suo coraggio durante un'azione bellica nel 1942. Pasqui rimase sempre un bersagliere nell'animo. IL CAPPELLO piumato ricorre in varie cartoline da lui realizzate e dedicate al corpo militare e alla relativa associazione forlivese. Ma non fu tutto qui. Progettò, ad esempio, un fucile mitragliatore, un silenziatore per armi leggere e fucili mitragliatori e, nel 1950, addirittura la carenatura di una Gilera 125 ( per evitare schizzi di fango) e cambi multi rapporti per cicli. Senza dimenticare poi il progetto di un aereo disegnato da Pasqui a 18 anni: probabilmente questa dote artistico-tecnica era derivata dallo zio Raniero Pasqui, progettista dell'aeronautica militare a Guidonia e campione italiano di tuffi. POI, DA CIVILE, la dirigenza dell'ufficio delle tasse, dove la burocrazia faceva a pugni con la creatività: ma la penna di Pasqui riuscì a proporre vignette, caricature dei colleghi. Andò in pensione nel 1975, anno d'inizio dell'attività pittorica a tempo pieno. Pasqui si definì sempre un autodidatta con la precisione del ragioniere e libertà dell'artista. Nacquero, in questo modo, le sue figure di popolani e popolane di spalle, su fondale grigio, nebbioso, illuminato solo dal rosso del fazzoletto in testa. E POI I PAESAGGI ed i fiori su cui una luce surreale (e fortemente magrittiana nell'ultima parte della sua produzione) giocava con una fantasia così fertile da non conoscere confini. Nel 1982 fu insignito della prestigiosa Lôm d'oro da parte dell'Accademia degli Incamminati di Modigliana e del premio Paul Harris Fellow da parte della Fundation Rotary du Rotary International, premi meritatissimi, che lo fecero contento. "La realtà è così intrigante ? soleva dire Pasqui ? da proporsi in un'infinità di modi: è sufficiente illuminare di più un oggetto, cambiare un punto di vista, per far risaltare significati che spiazzano completamente quelli già acquisiti". PROBABILMENTE si riferiva all'opera Privilegio in cui un fascio di luce decide di mutare traiettoria per poter illuminare alcuni fiori, o Il frutto perfetto ossia le uova che, come frutti, cadono dall'albero su un ombrello aperto come contenitore. O anche Aspettando la nipote in cui un'anziana vede riflessa sul muro, accanto a sé, l'ombra di un'inesistente flessuosa nipote.
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da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
AGENDA E LETTERE pag. 12 Il campo Franchi 'torna' ad Ascoli di BRUNO SQUARCIA ANCONA-Colle S.Marco: km 110. E' il percorso impiegato da 10 anni dagli impianti sportivi del S.Marco, tornati di proprietà ascolana. Ed in questi anni i campi di tennis sono stati completamente abbandonati per colpa della burocrazia. Tuttavia la procedura tra Regione e palazzo San Filippo è arrivata al traguardo. Ed ora auguriamoci che per il prossimo anno il complesso tennistico 'Giulio Franchi', dopo anni di oblio, riprenda la sua concreta valorizzazione. E' augurabile un piano generale di sistemazione dell'intero piano, che vanta tutti i numeri per la creazione di un centro sportivo e turistico a livello nazionale, com'era nel progetto della Federtennis e di Vittorio Roiati. La cittadinanza auspica nella consueta tempestività del presidente Rossi di affidarsi al Consorzio Turistico dei monti Azzurri, per recuperare i tantissimi anni di inattività del prezioso patrimonio paesaggistico del S.Marco, la montagna amata dagli ascolani e dintorni.
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
CRONACA FIRENZE pag. 13 UN'ERRATA valutazione medica ha provocato una grave disabilità a un bam... UN'ERRATA valutazione medica ha provocato una grave disabilità a un bambino lombardo di 4 anni con sindrome di down. Un ragazzo siciliano deve pagare per usufruire del proprio diritto di essere trasportato a scuola e nel centro di riabilitazione con un mezzo adeguato. Una famiglia paga 900 euro al mese per la riabilitazione del figlio perché l'amministrazione contravviene alla legge sull'applicazione del redditometro. Un paziente disabile può usufruire del servizio sanitario di un laboratorio privato solo 10 mesi l'anno, perché è stato superato il tetto di spesa. Quattro casi reali, quattro casi che hanno come protagonisti persone disabili. Sono stati gli argomenti di dibattito dei magistrati riuniti nell'undicesima sessione del tribunale dei diritti del disabile, svoltasi ieri in un'aula d'eccezione: il Salone de' Cinquecento a Palazzo Vecchio. L'INIZIATIVA è promossa da Anffas onlus, l'associazione che riunisce le famiglia di persone con disabilità, nella ricorrenza del 50esimo compleanno della fondazione sia nazionale che toscana. "Portare alla luce questi casi ? spiega il presidente nazionale, Roberto Speziale ? ha un'importanza straordinaria: bisogna aumentare la cultura su questi temi e rendere esigibili i diritti delle persone disabili. Nonostante l'Italia sia la prima nazione al mondo per qualità delle leggi sulla disabilità, la burocrazia rende complicata la loro applicazione e molte amministrazioni non le rispettano". Tra queste, secondo Speziale, anche la Regione Toscana. "Una circolare regionale ? spiega ? regola i tetti di spesa delle prestazioni sanitarie convenzionate inserendo anche quelle riabilitative della disabilità. È una norma del tutto illegittima, contraria alle normative nazionali, contro la quale presenteremo ricorso". Manuela Plastina.
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da "Stampa, La"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
CANNOBIO Bocciato il piano territoriale provinciale "Un documento pesante, complesso, burocratizzato". E' il giudizio con cui il consiglio comunale di Cannobio ha bocciato con 14 voti (tre astensioni) il Piano territoriale della Provincia: "Istituisce un rapporto di sudditanza - dice il sindaco Antonello Viviano -, dettando norme a cui i Comuni devono adeguare le proprie scelte urbanistiche e di programmazione territoriale e quindi il loro sviluppo". Ulteriori critiche riguardano vincoli per nuovi insediamenti e utilizzo del territorio, acquisizioni di pareri per alcune autorizzazioni che appesantiscono la burocrazia, obbligo di adeguamento dei Piani regolatori con conseguente aggravio di costi a carico dei Comuni. Ad ogni rilievo sono collegate specifiche richieste, volte ad evitare vincoli e spese non concordate e a semplificare le procedure amministrative. In sostanza, le osservazioni al Piano formulate dal Consiglio mirano ad ottenere una seria e approfondita consultazione con Comuni e attori dello sviluppo socio-economico della provincia, per pervenire ad una riscrittura del documento che semplifichi le norme e sia frutto di confronto e rispetto dell'autonomia dei singoli territori.
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da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
RIMINI CRONACA pag. 6 HANNO raccontato al Sottosegretario Carlo Giovanardi (Popolari Liberali - Pdl) le... HANNO raccontato al Sottosegretario Carlo Giovanardi (Popolari Liberali - Pdl) le esperienze delle case famiglia, di recupero dei tossici, di azioni internazionali di servizio civile, segnalando i limiti imposti da burocrazia e carenze normative. L'incontro tra l'esponente del governo e le associazioni del cosiddetto "Terzo settore" (impegnate nelle politiche famigliari, la lotta alla droga, le attività di servizio civile) si è tenuto l'altra sera, su iniziativa di Istemo, Istituto europeo per la modernizzazione. Presenti oltre venti importanti associazioni riminesi. Tra le altre la Papa Giovanni XXIII, il Coordinamento enti servizio civile, le Acli, il Centro d'amicizia, l'Agesc, l'Ass. tutela traumatizzati e lesionati, i Farmacisti cattolici. "Apporti di altissimo livello tecnico ? spiega Eraldo Giudici, Popolari Liberali - Pdl ? che, tra l'altro, hanno posto questioni di politiche fiscali pro-family, tra l'altro si è avuto notizia di alcune gravi carenze assistenziali patite da soggetti traumatizzati e lesionati, su cui abbiamo assicurato da subito il nostro interessamento come rappresentanti dei Popolari ? liberali riminesi".
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1PAGINA - data: 2008-10-05 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE IL DIBATTITO SULLA CITTà E IL SUO FUTURO ROULETTE NAPOLI di PAOLO MACRY S embra una roulette. Su cosa conviene puntare a Napoli? Sulla politica, la società o l'antropologia? Della città si parla molto, in queste settimane, ed emergono, o meglio riemergono, tre partiti. C'è chi, di fronte al declino della polis, chiede giusto questo: il ritorno della politica, la sua capacità di rinnovarsi e rinnovare (Adinolfi), la sua vocazione a produrre idee e strategie (de Giovanni). Chi se la prende con la società civile che non reagisce (Galli della Loggia), non scende in piazza (Panebianco), è un'appendice mediocre della spesa pubblica (Velardi). E c'è infine chi sottolinea - bonariamente (Durante) o dileggiandoli (Scotto di Luzio) - i comportamenti etnici, i costumi, i valori, gli odori, insomma la civiltà o meglio l'inciviltà napoletana. E, come sempre, non tutti capiscono. Come quel lettore del Riformista che alle bordate antipopulistiche di Scotto risponde con lo schema della vittimizzazione (dei locali) e della colpevolizzazione (degli altri). Insomma, il terreno è scivoloso. Chi chiede politica rischia di essere dietrologicamente assimilato al potere (vorrà un posto alle europee). Chi accusa il mutismo delle élites, ne riceve parole offese (ma noi abbiamo fatto il '99). E chi introduce il topos antropologico non può impedire il corollario, magari preterintenzionale, che allora il ceto politico non ha poi tutte queste responsabilità (provateci voi a governare un milione di lazzari). Come uscire da questo circolo vizioso, che mescola spesso acutamente politica, società e cultura e alla fine perde il bandolo della matassa? Cercando il motore primo della deriva, si dirà. Ovvero il solito Bassolino, l'irascibile Iervolino, gli assessori, i consiglieri. E tuttavia, non foss'altro perché abbastanza presto questa classe dirigente cederà il passo, ancor più è necessario capire come e perché il terreno sul quale sono nate tante illusioni e tanti fallimenti sia stato viziato dalla politica. Col risultato di deteriorare gravemente due risorse strategiche della modernità: la conoscenza e lo Stato. Quel che è mancato, nell'ultimo quindicennio, è la capacità di analizzare quanto stava accadendo, perché, fin dall'inizio, il processo di conoscenza è stato infiltrato dal germe della politicizzazione. In tutto questo tempo, gli intellettuali napoletani hanno mischiato rigore e ideologia, scritto libri che sacralizzavano il sistema dominante, sfornato ricerche che davano ragione al Principe. Nel migliore dei casi, accecati dalla passione civile. Sicché oggi bisognerebbe mandare al macero decine di analisi sociologiche, politologiche, economiche e ricominciare daccapo. Non di meno, Napoli ha bisogno di legge e ordine, imparzialità della macchina pubblica, manutenzione della vita quotidiana. Ovvero più Stato e, al tempo stesso, uno Stato spoliticizzato, una burocrazia non più strumento di clientele, una sanità non più presa dei partiti, eccetera. Sono le malattie indotte dalla politica nel corpo metropolitano, nella sua cultura, nei gruppi sociali, nelle istituzioni che hanno fatto di questa città un caso nazionale. E nascono qui, non nei misteri del dna, i napoletani brutti sporchi e cattivi.
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da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
PROVINCIA 05-10-2008 Pedemontana VIABILITA' GLI ORATORI TUTTI D'ACCORDO: "UN'OPERA FRUTTO DELLA COLLABORAZIONE TRA ENTI" Taglio del nastro per il "ponte di tutti" Inaugurazione della strada Provinciale 120 "Parco del Taro" che unisce i territori di Medesano e Noceto a Collecchio COLLECCHIO Matteo Scipioni II Fino a due giorni fa, per arrivare a Collecchio da Medesano ci volevano almeno trenta minuti. Oggi cinque-dieci. Una "rivoluzione " della viabilità - e non solo - che porta il nome di Arturo Montanini e che ha nella sinergia tra i vari enti coinvolti la sua vittoria più bella, soddisfacente e redditizia. Inaugurazione, ieri, del nuovo tratto stradale che unisce la provinciale 357 (Medesano- Noceto) alla strada statale 62, la "Cisa": nodo centrale della struttura è il ponte dedicato all'ex presidente della Provincia. Due sponde del Taro che da sempre si fronteggiano e che non sono mai state unite hanno ora quasi cinque chilometri di asfalto che le collega, una strada tutta nuova che porta alla tangenziale di Collecchio, dietro allo stabilimento della Parmalat: è la strada provinciale 120, la "Parco del Taro". Ma c'è di più, molto di più: la nuova strada offre, in primis, ai nocetani e ai medesanesi una via alternativa per raggiungere la zona sud-ovest di Parma. Traffico permettendo. I venti-venticinque minuti, sempre da Medesano, per arrivare in città passando da Pontetaro e via Emilia, ieri erano poco più di 15 grazie alla nuova strada. E sicuramente anche a qualche automobile in meno. Respireranno un pochino di più Pontetaro e la via Emilia, ma anche Noceto e Medesano. E ancora, ragionando più in grande, in ambito regionale, hanno preso corpo le ambizioni - e i progetti - della Regione di creare un lungo asse pedemontano che da Casalecchio di Reno andrà a Fidenza. Un tassello, anche, dell'asse Cispadano (Tirreno-Brennero). Per ora, però, sorrisi, strette di mano e soddisfazione. Tanta soddisfazione per un taglio del nastro "storico", che cambia radicalmente la viabilità - e la vita quotidiana di tanta gente - di una fetta della nostra provincia. Incontro mattutino alla Corte di Giarola, prima del taglio del nastro a metà ponte, la lista delle autorità e degli esponenti politici è lunga, basta citare "solo", tra tutti, i sindaci della fascia pedemontana, da quello di Fidenza Tedeschi a Bolzoni di Montechiarugolo o di Langhirano, Bovis. Il primo intervento è del presidente della Provincia, Bernazzoli: "Un risultato eccezionale frutto della collaborazione e del lavoro di tanti enti: il fatto che abbiamo rispettato i tempi è il commento migliore a questa sinergia. Abbiamo messo al centro l'interesse del territorio. Questa opera è un elemento importante per la provincia e la regione, ci permette di metterci in corsa per recuperare un ritardo infrastrutturale". Per Bernazzoli la "Provinciale 120" è un opera importante non solo per Medesano, Collecchio e Noceto: "Ne beneficerà anche la montagna". E per il futuro, per lo sviluppo della provincia, "la strada da seguire è questa: lavorare assieme, in sinergia, in rete. le infrastrutture non sono la risoluzione dei problemi, devono servire a supportare questo lavoro, per il bene di tutto il territorio". Tre i "padroni di casa". Il sindaco di Collecchio, Romanini: "C'erano grandi aspettative su questa opera: noi abbiamo risposto con una grande capacità di cooperazione, con la volontà di risolvere i problemi. Quest'opera e il nostro lavoro, assieme, non può che portare vantaggio al territorio. Bianchi è il sindaco di Medesano: "Quest'opera cambia la geografia infrastrutturale della provincia. Una struttura che non è utile solo a Medesano, frutto di un lavoro intelligente, portato avanti con passione e lucidità. Ma non dobbiamo fermarci, per quanto riguarda Medesano si rende necessaria una tangenziale e l'ipotesi di un casello autostradale vicino a questo ponte". Visibilmente emozionato il primo cittadino di Noceto, Fecci: "Dopo vent'anni di dibattiti e sogni disattesi abbiamo iniziato a lavorare assieme per il bene della provincia, al di là dei colori politici, ed ecco la risposta. Ma non ci si deve fermare qui, dobbiamo proseguire a lavorare, Noceto, solo con questo ponte, è deficitaria: manca un collegamento con il casello della A 15 e una bretella con il tratto cispadano per sgravare il paese dal traffico di mezzi pesanti. Guardare avanti vuol dire guardare anche ai collegamenti con Fidenza e Salso. Ci aspettano altre sfide, come il collegamento alla metropolitana leggera". Per l'assessore regionale alla Mobilità, Peri, oltre alla soddisfazione per il raggiungimento di "un risultato di portata storica ", c'è lo sforzo sostenuto dalla Regione per la viabilità in questa provincia: "150 milioni investiti dal 2002 per le strade del Parmense: abbiamo scommesso sul ruolo di questa Provincia. Una scommessa già vinta: due fette di questo territorio sono più vicine. Questo è anche frutto della volontà di tutti di mettere al primo posto l'obiettivo: il bene del territorio. Dobbiamo insistere, c'è da completare l'asse pedemontano ". "A fine 2009 inizieranno i lavori per la Felino-Pilastro, 16 milioni di euro la spesa. Opera pronta in tre anni. E ancora, il collegamento generale Collecchio-Traversetolo, dove il ponte sul Baganza è l'opera più significativa: abbiamo il progetto, 115 milioni di euro circa la spesa. Manca anche un collegamento Medesano-Fidenza, per cui è iniziato un primo progetto ", spiega l'assessore provinciale alla Programmazione Ugo Danni. Il presidente della Regione, Vasco Errani, ricorda: "Il federalismo è utile quando è responsabile. Questa provincia è una parte fondamentale della regione. Investire su di lei, per noi è importante. L'opera è frutto di una collaborazione istituzionale che va al di là dei colori politici: per il "Montanini" abbiamo lavorato con Lunardi (all'epoca ministro delle Infrastrutture). C'è ancora da fare e noi ci saremo". Per il governo è intervenuto Mario Mantovani, sottosegretario ai Trasporti: "Un plauso particolare va alla Regione e a Lunardi. La rapidità con cui è stata eseguita l'opera impone una riflessione su come i tempi della burocrazia siano sempre di più un problema da abbattere e questo governo si sta impegnando in questo senso". L'ex ministro, ora deputato, Pietro Lunardi, citato da più persone ricorda con soddisfazione come "questa collaborazione, che va sopra gli schieramenti, ha creato una bella opera. Un modello su cui proseguire in futuro. Contribuire ad accelerare l'iter di questa struttura è stato determinate per la sua realizzazione ". Con lui il consigliere regionale e vicepresidente dell'Assemblea legislativa, Luigi Giuseppe Villani: "Per molti anni ho partecipato al dibattito che si era aperto su quest'opera, e vorrei ricordare l'ex sindaco di Medesano Oppici. è un'asse stradale importante per la viabilità della montagna e della pedemontana, in prospettiva. Un'opera realizzata in tempi accettabili, inconsueti per l'Italia. Manca ora lo sviluppo ad est e a ovest: che deve avvenire con l'impegno di Anas e Regione". L'Anas, con Lelio Russo, capo compartimento di Bologna, ha sottolineato che la provinciale 120 avrà un importante seguito all'inizio del 2010, con l'appalto per la riqualificazione della Cisa da Collecchio a Parma (11 milioni): "Un'opera che è da volano di sviluppo per per il territorio". Il presidente della società, Pietro Ciucci: "Nel quinquennio 2007-2011, il Piano investimenti dell'Anas prevede per l'Emilia Romagna interventi per un importo complessivo di circa 430 milioni di euro, tra i quali l'ammodernamento Parma-Collecchio, la cui progettazione è attualmente in corso, ancora una volta in stretta collaborazione con la Provincia". Soddisfazione e autorità Alcune fasi dell'inaugurazione, ieri, del ponte sul Taro.
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da "Mattino di Padova, Il"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ancora un incidente nella martoriata via Cristo: si sono staccati altri calcinacci dalla chiesa e il parroco è furibondo Camion si schianta contro l'abside "Basta con l'immobilismo. Il mezzo è sparito, noi paghiamo i danni" ELENA LIVIERI PIOVE DI SACCO. "Sono sconcertato dall'immobilismo delle istituzioni: Comune e Provincia non hanno a cuore i beni della comunità e si perdono nella burocrazia invece di dare risposte": don Pietro Baretta è furente. L'altra sera un camion, l'ennesimo, ha urtato l'abside del Santuario del Cristo, staccando alcuni pezzi di mattone. L'ultimo incidente simile risale solo allo scorso luglio. Ma l'elenco dei danni subiti dalla chiesa è lungo e l'allarme non è certo una novità. Tuttavia, dopo reiterate denunce, richieste e solleciti, ancora non è stato dato avvio al cantiere per spostare la provinciale su via Rusteghello e trasformare la martoriata via Cristo in una strada comunale a traffico limitato. Un progetto che Comune e Provincia stanno portando avanti insieme. Con tutta la lentezza di cui solo gli enti pubblici sono capaci. "Ormai non mi stupisco più: so che prima o dopo mi arriva la telefonata di un residente della via che mi informa che un camion ha colpito il santuario - si sfoga don Pietro - così è successo venerdì sera. L'ennesimo mezzo pesante ha urtato l'abside, danneggiandolo: sull'asfalto sono rimasti alcuni pezzi del veicolo, probabilmente parti dello specchietto laterale e calcinacci staccati dalla chiesa. Il camion è andato via, come succede sempre, e le riparazioni saranno ancora a carico della parrocchia. Mi chiedo cosa stiano aspettando le istituzioni competenti per intervenire - si interroga il sacerdote - ogni volta che chiedo aggiornamenti mi parlano di fattibilità, di progetto preliminare, di espropri, di progetto esecutivo, di finanziamenti. Intanto gli anni passano e nulla cambia. Ma questo intervento hanno deciso di farlo quando non ci sarà più un santuario da salvaguardare? Di questo passo, pezzo dopo pezzo, non resterà un granchè di questa chiesa che è un bene della comunità e che coi soldi e i sacrifici della comunità è stata ristrutturata. Comune e Provincia - suggerisce don Pietro - dovrebbero dirlo chiaramente se non sono interessati a mettere in sicurezza questo patrimonio, invece di nascondersi dietro la burocrazia". L'esiguità della carreggiata di via Cristo non è un problema solo per il Santuario ma anche per i residenti: la Provinciale sopporta quotidianamente un traffico molto intenso, dove camion e trattori la fanno da padroni, specie in questa stagione per via della campagna saccarifera allo zuccherificio di Pontelongo e la raccolta dell'uva che viene portata alla cantina di Arzerello.
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da "Centro, Il"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pescara E Penne si scopre città delle strade fantasma Dalla Mare-monti alla Circonvallazione, storia dei cantieri infiniti o mai nati PENNE. Penne si scopre anche la città delle strade fantasma. Le grandi infrastrutture attese e programmate per rilanciare la viabilità vestina sono rimaste incompiute. Alcune, addirittura, sparite: è il caso della Circonvallazione Ovest. L'elenco delle strade "fantasma" di Penne è lungo: lo scettro spetta sempre alla Mare-monti, seguita dalla Circonvallazione Est e dalla strada comunale Cirolo. Fiumi di denaro pubblico evaporato nei rivoli della burocrazia e delle inchieste giudiziarie. LA MARE-MONTI. Iniziamo con Mare-monti, ideata per collegare l'entroterra pescarese alla costa. I "padri" del progetto la definirono come la "via dello sviluppo economico". Il primo lotto dei lavori, da Penne a Passo Cordone (Loreto Aprutino), circa 10 chilometri, è stato progetto 30 anni fa e più volte modificato. Oggi, la strada si è accorciata di ben sette chilometri. Il cantiere è stato aperto il 15 ottobre 2007 e le ruspe della Toto Costruzioni di Chieti avrebbero dovuto realizzare circa tre chilometri di strada tra Penne e località Ponte di Sant'Antonio. Costo del cantiere: 17 milioni di euro. I lavori, però, sono stati bloccati lo scorso febbraio perché, il tracciato, secondo le accuse della Procura della Repubblica di Pescara, ha oltrepassato i confini della fascia di rispetto della Riserva naturale "Lago di Penne". CIRCONVALLAZIONE EST. Progettata e appaltata dalla Provincia di Pescara, la strada doveva condurre al parcheggio della Portella, dove c'è il grande ascensore che porta direttamente in piazza Luca da Penne, nel cuore del centro cittadino, e collegarsi alla strada comunale che si allaccia alla statale 81, per agevolare gli automobilisti che provengono dal versante teramano. La ditta, dopo il sequestro del cantiere avvenuto nel 2000 per un ricorso giudiziario, non ha più ripreso i lavori e l'ingresso dalla statale 151 (dinanzi al campo di contrada Ossicelli) non è altro che un lungo sterrato. Chi vuole usufruire del comodo parcheggio deve arrampicarsi su una strada interpoderale che attraversa via Planoianni. La Provincia, nel programma pluriennale delle opere pubbliche, ha previsto altri 246 mila euro. C'è di più: l'amministrazione provinciale è stata condannata (in primo grado, non c'è stato appello) a risarcire il danno (178mila euro) per uno smottamento che ha lesionato una villa a monte del cantiere. CIRCONVALLAZIONE O. Doveva essere appaltata nella primavera del 2005. Oggi, è sparita anche dal bilancio dell'amministrazione provinciale, committente dei lavori. Il primo fondo messo a disposizione per la Circonvallazione Ovest era di 671mila euro e doveva servire a realizzare una bretella tra località Fonte Nuova e Baracchia, per snellire il traffico all'interno del centro urbano. I progettisti hanno redatto il progetto che non è stato mai appaltato. COMUNALE DI CIROLO. La strada di Cirolo è stata progettata per alleggerire il traffico in una zona in forte espansione. L'iter degli espropri cominciò nel marzo del 1994, mentre i lavori vennero appaltati nel mese di luglio 2001. Sono passati "solo" 7 anni (pochi in confronto alla Mare-monti) ma lo stato del percorso, attualmente, è simile a quello di un tratturo. Gilberto Petrucci.
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da "Provincia Pavese, La"
del 05-10-2008)
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DRITTO & ROVESCIO. Dalla Telecom all'Università Le virtù segrete dei disservizi GIORGIO BOATTI (segue dalla prima) Il risultato è che la stessa non è stata pagata. E così il telefonino risulta muto da qualche ora. Non è la prima volta che accade. Ad ogni spiccare di bolletta che pare proprio incapace di raggiungere la domiciliazione richiesta, scatta la rappresaglia sulla linea che viene interrotta. E ne consegue la solita liturgia. Simpatiche chiacchierate con gli addetti ai call center. Coda in posta per il versamento dell'importo attraverso il relativo bollettino. Invio dello stesso al numero verde della compagnia telefonica. Alla fine il rituale è così sistematico, emerge "del metodo in cotanta follia", da far pensare che qualcuno tiri le fila del tutto. Che il disservizio - ogni disservizio o cervellotica disposizione che venga a complicarci la vita, peraltro già tosta di suo - non sorga a casaccio? Che sia originata da qualche ottima ragione, da qualche buona causa, che noi, poveretti, non siamo in grado di percepire? Che, ad esempio, la fallita domiciliazione delle bollette serva a non farci perdere l'abitudine a compilare moduli, attitudine stampata in modo irrinunciabile nel nostro Dna collettivo? All'origine dei disservizi che ci rubano tempo, sottraggono soldi e mettono i bastoni nelle ruote alle nostre attività, ce ne devono essere parecchie di "buone cause" che non riusciamo a percepire. E infatti abbiamo sotto gli occhi una casistica pressoché infinita. Basta scegliere. Ad esempio: quale sarà la "buona causa" che regge la strategia Telecom, assai diffusa in questa provincia, di rendersi clandestina rispetto agli utenti che chiedono il trasferimento di linea? Si vuole rilasciare un Master in pazienza civica alla popolazione tutta del Pavese, della Lomellina, dell'Oltrepo? O si sta impartendo un Training nell'arte della Ricognizione sul territorio o del riconoscimento dei colori? Ci sono infatti utenti telefonici in attesa di allacciamento che, ormai sull'orlo di una crisi di nervi, si segnalano reciprocamente il percorso delle rosse auto Telecom nella speranza di intercettarle e dirottarle con vari espedienti verso quel domicilio dove la giorni, settimane, mesi talvolta, l'apparecchio è muto. Da qui, forse, nasce la voce che la campagnia telefonica sia prossima a sostituire il color rosso dei mezzi Telecom, troppo distinguibile, con più sobrie tonalità. La più probabile sarà certamente quella mimetica che si fonda mirabilmente col colore delle risaie, dei pioppeti e dei vigneti. Niente affatto misteriosa appare invece la "buona causa" per la quale gli uffici della segreteria universitaria, sino a qualche giorno fa aperti tutte le mattinate fino alle 12 (ora solo in alcuni giorni della settimana) contemplassero per il disbrigo di una pratica un'attesa di alcune ore. Solitamente, preso il tagliando, si apprendeva di avere davanti attese mediamente superiori all'ora. E questo valeva sia per lo studente che doveva iscriversi sia per il laureato di trent'anni fa, giunto da chissà dove per il rilascio del certificato. Tutti condannati alla stessa attesa, suddivisi in base alle facoltà frequentate (o da frequentare). E mentre qualcuno ha pensato alle immatricolazioni dei nuovi iscritti, nessuno ha provveduto alle pratiche dei vecchi, vale a dire i già laureati, che si presume abbiano ancora meno tempo delle matricole o degli studenti. Nessun sportello loro "dedicato". E dunque attesa, paziente, di ore, in attesa che appaia il proprio numero. Ma in questo caso la "buona causa" è evidente. Preso il tagliando, informati sui tempi di attesa, si è obbligati a un tour per il centro cittadino. Grazie alla burocrazia universitaria il rilancio del turismo locale è assicurato. Il metodo del quale ci si avvale è un po' anomalo? Forse. Ma quel che conto sono i numeri dell'incremento che - così seguitando, e se si replica la tecnica anche in altri uffici pubblici e privati - raggiungerà picchi impressionanti. Per aspera ad astra. Forse anche il provvedimento che ha inchiodato il traffico in viale Matteotti - producendo smog a tonnellate per i nostri anziani del Pertusati e gli abitanti della zona - ha una sua "buona causa". Una sua remota e sapiente giustificazione. Sono aperte le toto-ipotesi al riguardo. Se fra il lettori qualcuno la conosce ce la dica ora. O - come dovrebbero fare alcuni pubblici amministratori - taccia per sempre.
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Per decenni alle elementari, poi professore all'università, ha visto passare sui banchi intere generazioni di udinesi "Il maestro unico non basta più" Parola di Lucio Peressi, uno dei decani degli insegnanti friulani L'INTERVISTA DELLA DOMENICA Fu anche protagonista delle battaglie per la nascita dell'ateneo di LUANA DE FRANCISCO É stato un precursore dell'insegnamento della cultura friulana nelle scuole elementari, uno di quei cari e indimenticabili maestri "unici" che la riforma Gelmini vorrebbe recuperare dal passato, insieme ai voti e ai grembiulini. Ne era convinto allora, quando insegnava agli alunni della sezione maschile della "IV novembre", e ne è rimasto il "cantore" per tutto il resto della sua lunga carriera, passata attraverso le battaglie per la salvaguardia dell'autonomia friulana e la nascita dell'università di Udine: "Per diventare veri cittadini del territorio in cui si vive - sostiene -, bisogna conoscerne in profondità l'ambiente, le tradizioni e la lingua". E anche adesso, che alla scuola guarda con gli occhi del nonno preoccupato per il peso eccessivo degli zainetti portati sulle spalle dai suoi nove nipotini, non perde occasione per invocare "meno ore di inglese e informatica e più marilenghe". Lui è Lucio Peressi, 77 anni, friulano all'anagrafe e nel cuore, e di professione, per tutti quelli che lo conoscono, era e resta (anche dopo la pensione) il maestro. La scuola è di nuovo in subbuglio. E questa volta, a farla tremare, è stata una riforma che, tra le altre cose, prevede anche il ritorno al maestro unico. Cosa ne pensa? "A questo mondo non si può essere "tuttologi". Avere per esempio un'infarinatura di inglese e pretendere che questo basti per andare a insegnarlo. Ma è anche vero che nelle scuole c'è bisogno di una figura di riferimento: un maestro "prevalente" che faccia da coordinatore per tutti gli insegnanti, da quello di sostegno a quello per il friulano. Di sperimentazioni se ne sono fatte già tante. E poi, a ogni cambio di governo, si è tornati punto a capo, perdendo quel po' di esperienza maturata la volta prima. Il problema della scuola italiana è che è soffocata dalla burocrazia: una marea di circolari che assillano gli insegnanti e che sottraggono loro anche il tempo per riflettere. Risultato: un rimpallo di responsabilità dall'uno all'altro". E i bambini? Oggi, nelle scuole si sente sempre più spesso parlare di bullismo e di filmati non certo edificanti. "Il bullismo ai miei tempi non esisteva, fatta eccezione per qualche singolo e isolato episodio. Ora, invece, il fenomeno preoccupa e fa paura, perchè ha una forma organizzata che fa pensare al germe della dittatura. Per arginare questo, così come gli altri problemi che minano i nostri giovani, ci vorrebbe una grande opera di educazione e di controllo: famiglie e scuola dovrebbero allearsi e dare ai giovani una guida sicura. In questo senso, non sono affatto contrario alla reintroduzione del grembiulino: crea un senso di ordine e fratellanza e allontana quell'esibizionismo che il più delle volte riflette il modo di essere dei genitori". Insomma, insieme alla scuola sono cambiati anche gli alunni? "Per come è organizzata adesso, la scuola elementare finisce per riempire troppo la testa dei bambini. Basta guardare le cartelle che ogni giorno si caricano sulle spalle: più grandi di loro, neanche fossero già alle medie. Ma così, li fanno diventare nevrotici e li privano del tempo per giocare e dare libero sfogo alla creatività. Niente più costruzioni con i lego e nessuno spazio per la riflessione. E tante, troppe ore di inglese e informatica. Per non parlare della televisione. La crescita, a mio avviso, deve essere graduale. A quest'età, i bambini hanno anche bisogno di spazi per la "ricreazione"". Da qualche mese si è riacceso il dibattino sulla legge sul friulano. Eppure lei lo insegnava già trent'anni fa. "I politici non hanno capito niente: dicono che basta parlarlo a casa, dimenticando che il friulano non è soltanto comunicazione, ma anche espressione e che toglierla significa privare l'individuo della propria identità. In questo senso, il friulano non va inteso come una materia staccata, bensì incorporata all'interno del programma scolastico". Anche in un territorio sempre più abitato da famiglie straniere? "A maggior ragione. Chi vive in questa terra, per integrarsi al meglio deve conoscere anche le sue abitudini. E un'ora di lezione alla settimana non è certo sufficiente. Non parlo della lingua ma, più in generale, della cultura friulana: deve diventare obbligatoria fin dalle elementari, perchè soltanto la conoscenza dell'ambiente ci rende cittadini consapevoli del territorio di cui facciamo parte e ci predispone anche alla conoscenza degli altri ambienti". Un territorio per il quale lei ha fatto tanto, a cominciare dalle battaglie per l'università. Cosa pensa di un'eventuale integrazione con l'ateneo di Trieste? "L'università è stata una grande conquista, perchè ci ha permesso di colmare il gap con Trieste in termini di laureati, imprimenddo una spinta alla cultura del Friuli e dando prova di grande democrazia. Oggi, questo tentativo di fondazione unica con l'ateneo giuliano è un rischio: se la coperta diventa troppo corta, chi ci rimette è la realtà più piccola e meno politicamente protetta. Insomma, il pericolo è di vederci portare via quelle risorse che, invece, dovrebbero servire a crescere. Ben vengano, invece, le collaborazioni per esempio con le università di Venezia e Padova". A trent'anni dalla sua fondazione, dove pensa che l'università dovrebbe cercare spazi di sviluppo? "La crescita deve essere naturale e non forzata e non può non tenere conto delle richieste del mercato, seguendo i ritmi delle tecnologie e dello sviluppo scientifico. Fondi permettendo, dovrebbe decidersi anche a creare un centro dedicato allo studio della toponomastica e un vocabolario etimologico". Professore, qual è il ricordo più bello della sua carriera scolastica? "Sono tanti. Ma quello che mi ha dato e continua a darmi la più grande gratificazione è la riconoscenza dei genitori: la prova provata che ho svolto con coscienza il mio lavoro".
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pordenone Una seconda vita dopo il trapianto Dino Paron, friulano in Canada Da 20 anni ha un cuore nuovo Sedici ore di macchina non lo spaventano. Sono le ore che lo separano dalla caccia all'alce tra le montagne del Canada. Eppure qualche pensiero dovrebbero darglielo perché Dino Paron di anni ne ha 79 e nel suo petto non batte un cuore qualunque. Ma un cuore di donna, trapiantato 20 fa. Un cuore che gli ha regalato una seconda vita: giorni, mesi e anni che lui non ha certo sprecato. Avi di Valvasone, moglie del paese, Dino è nato in Francia perché i suoi genitori prima di lui erano emigranti. Ancora bambino è rientrato in Friuli, dove è rimasto sino a 24 anni, quando è scappato dalla miseria e dalla delusione della guerra. La sua America l'ha trovata in Canada, ma le radici e l'amore per la sua terra non sono stati annacquati dal tempo. Tante vite in una. Sono quelle che ha vissuto e che continua a vivere Dino Paron, classe 1929, solide origini valvasonesi, ma un'esistenza spesa in giro per il mondo a cercare fortuna. Una fortuna che è arrivata in tante forme. Prima con il lavoro, che l'ha visto trasformarsi da operaio immigrato e sottopagato a imprenditore di successo e capo di un'azienda che lavora in tutto il mondo. Poi con la salute: da una grave malattia al cuore è guarito grazie al trapianto. Sempre, infine, con la famiglia. Sua moglie, anche lei di Valvasone, se ne è andata qualche anno fa in seguito a una malattia. I suoi due figli hanno portato avanti la sua attività, anche quando lui non era in grado di farlo. Il nuovo cuore di Dino è arrivato vent'anni fa. "Nel 1985 - racconta - mi è stata diagnosticata una grave malattia al cuore per cui avrei potuto guarire soltanto con il trapianto. Nel 1988, avevo 59 anni, mi è stato trapiantato il cuore di una donna, deceduta a 48 anni in seguito a un aneurisma". Della sua donatrice non sa altro. "Non ho voluto sapere altro, anche se dopo dieci anni dall'intervento mi è venuta un po' di curiosità. Però poi ho preferito non cercare altre informazioni, anche se sono grato a questa donna che mi ha già regalato vent'anni di vita e spero altrettanti ancora". I primi anni dopo l'operazione sono stati difficili "perché le medicine contro il rigetto sono pesanti da sopportare, ma io sono sempre stato forte". Quando ha cominciato a stare bene, Dino si è anche messo a disposizione di medici e personale sanitario per parlare con le persone in attesa di trapianto, quelle spaventate e indecise sul da farsi. "L'ho fatto per i primi sei-sette anni, poi mi sembrava giusto lo facesse qualcun altro". Quell'esperienza l'ha cambiato, "perché mi sono reso conto di avere una seconda vita. Prima ero timido, parlavo poco. Adesso sono più espansivo, allegro". La voglia di vivere non è venuta meno, né quella di lavorare o di coltivare le proprie passioni. "Tra due settimane parto con altri sei amici per la caccia all'alce, come ogni anno. Percorriamo 16 ore di macchina per raggiungere la meta e guido sempre io, non mi pesa". E a chi gli chiede se si senta diverso ora che porta nel petto il cuore di una donna, risponde con una battuta:""Non vedete che quando cammino muovo l'anca?". L'allegria e la battuta pronta non gli mancano, ma la vita di Dino Paron è stata segnata anche dalla fatica e dalla sofferenza. Dopo essere emigrato in Svizzera, nel dopoguerra è rientrato a Valvasone. Ma il lavoro in Friuli mancava. La via dell'Australia non gli riesce. E allora segue la moglie, Edi Cherubin, in Canada, a Toronto. Lui non poteva entrare perché ex repubblichino, ma attraverso il ricongiungimento aggira l'ostacolo. Da tornitore, saldatore e disegnatore, trova lavoro in un'officina che produce caldaie. "Ma all'inizio la paga è bassa. Se in Svizzera prendevo 2,65 dollari l'ora, in proporzione la prima paga in Canada era di 75 centesimi l'ora. Ma il mio capo mi disse: "Non preoccuparti, se vai bene dopo qualche settimana ti aumento lo stipendio". E così fece". Dopo i primi anni a Toronto, dove ha lavorato anche per la Ford, si è trasferito a London - città dove vive e lavora tuttora - e per otto anni è stato alle dipendenze di un'azienda di carpenteria metallica. "La sera i primi anni andavo a scuola per conoscere l'inglese e lavorando con inglesi e canadesi l'ho imparato in fretta. Per mia moglie è stata più dura perché a Toronto viveva nella comunità italiana, per cui parlava soltanto l'italiano: a casa, nei negozi, negli uffici". Poi il salto di qualità: si mette in proprio. Prima con un socio "originario di San Vito al Tagliamento", quindi solo. Prima con una piccola officina e sei operai, quindi con un'azienda sempre più grande. Oggi le Paron industries contano 120 dipendenti e producono impianti in tutto il mondo. Tutto ciò che ruota intorno ai compressori e alla meccanica prende vita nell'azienda di Dino. Attraverso le sue "creature" ha girato il mondo. "Prima della malattia non facevo altro che lavorare, non mi toglievo neanche la tuta per mangiare quando venivo a casa perché non avevo tempo". Poi il cuore gli ha imposto di rallentare e sono stati i figli, entrambi laureati, a mandare avanti l'azienda. "Li portavo in officina sin da piccoli, d'estate. Dovete imparare a fare tutto, a partire dagli operai, per sapere se gli altri fanno bene il lavoro, dicevo loro". Oggi soltanto uno dei due ha scelto di rimanere in azienda. Dino, però, in pensione non è mai andato. Da qualche anno, da quando è morta sua moglie, si è rimesso all'opera. "Aveva un cancro. I medici mi hanno detto che avrebbe vissuto un paio d'anni e così le ho fatto costruire una casa su un piano perché potesse muoversi meglio - dice -. Purtroppo non ce l'ha fatta a vederla. E' morta dieci giorni prima che ce la consegnassero". Quella casa "che lei ha tanto sognato" ha accolto Dino. "Il primo anno l'ho passato a fare lavori in quella casa. Poi ho deciso: torno in azienda". La mattina ("Non sempre") va nell'impresa di cui è presidente e disegna componenti. "Quando ci sono operazioni importanti mio figlio mi chiama. Vieni, mi dice, ho bisogno della tua esperienza". In Italia rientra quando può e torna volentieri, ma non ha mai pensato di rimpatriare in via definitiva. "L'Italia è un Paese meraviglioso per passare le vacanze, ma c'è troppa burocrazia, il modo di vivere è completamente diverso da quello al quale sono abituato. Però sono molto legato alla mia terra - dice Dino -. Il 5 giugno 2009 farò 80 anni. Se Dio vorrà spero di venirli a festeggiare a Valvasone". Martina Milia.
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da "Arena.it, L'"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il rifugio Boschetto perde il fondatore   Si è spento, all'età di 65 anni, Domenico Boschi, titolare del Rifugio Boschetto, che era entrato una settimana fa all'ospedale Sacro Cuore di Negrar per analisi. Era figlio di Romano e di Erminia Furlani, sorella di don Erminio, parroco che ha fatto molto per Giazza e la sua popolazione, ricordato proprio la scorsa estate dall'amministrazione comunale con una targa sulla piazza del paese da lui ideata. La famiglia Boschi era titolare di molti ettari di pascolo in Val di Revolto, ceduti all'azienda demaniale perché potesse crescere quella che oggi è la Foresta di Giazza. Nell'appezzamento che si era tenuto, Domenico aveva costruito il Rifugio Boschetto, gestito assieme alla moglie Leonella Cappelletti e ai figli Romano e Daniela. "Ha sempre partecipato attivamente a tutte le iniziative destinate a promuovere la montagna e il turismo", ricorda il vicesindaco Marco Cappelletti. "Mi sono anche scontrato con lui in qualche occasione, ma devo riconoscergli l'onestà di aver sempre capito e apprezzato quando si lavorava per il bene comune. Per lui è stato un grande sacrificio cedere la proprietà di famiglia nella Valle di Revolto, ma lo ha fatto con lungimiranza, pensando che un bene così potesse diventare patrimonio di tutti ". L'ultima soddisfazione Domenico Boschi l'aveva ricevuta la scorsa primavera con l'arrivo dell'energia elettrica al rifugio. Da anni Domenic o Boschi si batteva con generatori e burocrazia e alla fine, grazie alla collaborazione di diversi enti, il risultato era arrivato anche con poca spesa, utilizzando i tubi dell'acquedotto dismessi dal Covise entro i quali è stato fatto salire fino a Dogana Vecchia, a pochi passi dal rifugio, il cavo che alimenta la nuova cabina Enel. I funerali si svolgeranno lunedì 6 alle 15.30 nella chiesa parrocchiale di Selva di Progno, partendo alle 14 dall'ospedale di Negrar. V.Z.  .
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da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
LA NOSTRA STORIA Al Pastorello e Da Francesco, ritrovi d'altri tempi affollati grazie alle prime iniziative di marketing BassanoUn tempo, dalle montagne, scendevano a cercar fortuna e, sfruttando la forza della corrente del Brenta, esercitavano il mestiere del conciapelli (o pellettiere); alcuni ebbero successo diventando, un po' alla volta, benestanti poi proprietari terrieri e quindi, il passo è breve, nobili. Questo è stato il percorso delle più importanti e nobili famiglie bassanesi. La stessa famiglia dei Dal Ponte, era arrivata a Bassano dall' Altopiano di Asiago, per esercitare il mestiere, molto redditizio, del pellicciaio poi, considerate la loro predisposizione al disegno, intrapresero la strada dell'Arte.Altra attività, che da noi ha sempre reso molto, è quella del trattore o dell'oste considerato che, i bassanesi, sono sempre stati dotati di una sete robusta. Come l'esercizio dell'arte del conciapelli, anche questa attività ha dato inizio a varie fortune: bastava lavorare sodo e in allegria, le vicissitudini della vita, poi, hanno portato ognuno verso diversi destini.Torniamo alle trattorie, osterie o bettole bassanesi che nessuno più ricorda o sono completamente sconosciute tranne che per le vecchie carte della burocrazia o della stampa.Le antiche cronache ci raccontano di uno di questi ambienti chiamato Al Pastorello. Che il nome sia stato ispirato al Natale o alla professione del guardiano di pecore, un tempo abbastanza comune, non è dato a sapere. La stampa di fine Ottocento, comunque si occupa di questo ambiente per motivi, diciamo, igienici perché sorgeva accanto ad un vespasiano che dava notevole fastidio alle narici dei nostri padri del 1899. Giustamente indignava ancor più l'opinione pubblica perchè vicino c'era un panificio, questo sarà successivamente noto ai bassanesi come il panificio Al Cristo. Dunque il Pastorello era nell'attuale via Bellavitis, sul lato destro poco prima di entrare nell'attuale piazza Libertà e, come ci ricordano le vecchie immagini di Bassano, era protetto da un fabbricato (abbattuto nel 1924) che sovrastava la via e riparava l'affresco del Cristo che ha dato il nome al negozio ed alla strada. Al suo interno, il Pastorello aveva una piattaforma sulla quale si poteva ballare tutti i giorni dalle otto (20) a mezzanotte per la modica cifra di 20 centesimi più 5 per ogni ballo e, come precisano le cronache d'epoca era splendidamente illuminato all'acetilene.Sembra che il tempo in cui viviamo sia improntato sulla pubblicità alla quale viene affidato il futuro economico delle nostre attività. I nostri padri, invece, non avevano nulla da imparare da noi tranne che per gli organi di informazione ora usati, i cosiddetti media. Occorre ricordare che fino al secondo dopo guerra, a Bassano, si viveva quasi come in pieno Ottocento all'epoca, cioè, del lume a petrolio o dell'acetilene. Ricordo vicini di casa che per cucinare usavano esclusivamente il fuoco del camino e, addirittura, si tostavano il caffè con un apposito attrezzo formato da una specie di tenaglia dalle braccia lunghissime con ai capi due semisfere in ferro che, chiuse, formavano un involucro rotondo nel quale veniva collocato il caffè, questo attrezzo era posto sul fuoco sorretto dalla catena del camino stesso.Nei primi anni del Novecento i gestori di un esercizio pubblico denominato Da Francesco che esercitava la propria attività in contrada del Mondo (ora via Vittorelli) cioè in pieno centro di Bassano, avevano alcune idee brillanti per attirare i clienti.Non è stato possibile rintracciare il luogo esatto dove sorgesse questo ambiente, considerato che allora, come ora, davano per scontato che i lettori fossero a conoscenza di dove si trovasse e non ne precisavano il numero civico. Curioso ed innovativo, era il sistema impiegato da questo non meglio identificato signor Francesco per reclamizzare il proprio locale di mescita. I giornali scrivevano (mettere una inserzione sul giornale in quegli anni denotava già una certa apertura mentale moderna) che in esso si potevano trovare riviste sportive ed assistere a concerti suonati da un grammofono sempre a disposizione dei clienti. Il titolare, inoltre, era sicuramente appassionato di sport dato che nel suo ambiente praticava uno sconto del 15\% sulle consumazioni ai tesserati di alcune associazioni sportive presenti allora nella nostra città.Evidentemente non è facile avere idee innovative.Ruggero Remonato.
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da "Sicilia, La"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tre lustri pieni di "veleno" Per alcuni la situazione politica attuale è frutto di una mediocrità che avviluppa da circa tre lustri l'ambiente pachinese. Altri parlano di una lunga transizione, non si sa verso dove. La realtà "storica" dice che da troppo tempo Pachino è ingovernabile. Il quinquennio '93-'98 fu contrassegnato dallo scontro permamente tra il consiglio comunale e il sindaco Modestino Preziosi, avversato dalla maggioranza del civico consesso che tentò anche di rimuoverlo tramite referendum (tentativo vano). Finito il ciclo Preziosi, giunse il professor Carmelo Latino (1998) alla prima carica cittadina, con Mauro Adamo suo vicesindaco. Anche per Latino la strada, soprattutto con la burocrazia, fu subito in salita. Rinascita lo abbandonò presto al suo destino di "sfiduciato". Nel 1999 toccò a Mauro Adamo, che prevalse su Giuseppe Campisi, conquistando la sindacatura. Fu breve anche la sua permanenza in carica. Nell'aprile del 2001 il primo cittadino pachinese morirà per le conseguenze di un ictus. Ma nei mesi precedenti era stato sottoposto a una raffica di esposti, denunce e inchieste che finirono per stringere attorno a lui un vero e proprio cappio. In quello stesso anno Pachino tornò a votare. Le elezioni furono vinte da Sebastiano Barone, scelto all'interno di quella "società civile" che sperava in una maggiore stabilità politica. E i primi due anni furono di vera stabilità, ma dall'estate 2003 in avanti anche quel giocattolo cominciò ad andare in frantumi: Barone verrà defenestrato senza tanti complimenti nel 2005. L'estate del 2006 è quella del trionfo di Peppe Campisi. Sembra l'alba di una nuovo periodo ma presto anche questo sindaco finirà per deragliare, sfiduciato dal consiglio comunale dopo un lungo ed estenuante tira e molla. E adesso si ricomincia. SERGIO TACCONE.
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da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
QUI SAGITTARIA Ultima al Mecchia: imperativo non perdere Ultima partita al Mecchia della SagittariaJulia con la Sanvitese. I nerazzurri sono alla disperata ricerca dei primi punti della stagione che vadano a cambiare il volto di una classifica che sta diventando sempre più deficitaria. Oggi non sarà l'ultimo autobus per una tranquilla salvezza, ma dinnanzi al correre delle altre poco ci manca. E' vietato perdere, su questo non ci sono dubbi di sorta, ma con i friulani capaci già di umiliare i concordiesi in Coppa Italia, l'impresa non sarà tra le più semplici, tantopiù che mister Stefano Andretta, costretto ancora una volta ad accomodarsi in tribuna in quanto squalificato, avrà le sue gatte da pelare per allestire una formazione competitiva. Indisponibile Tonasso fermato dal giudice sportivo per un turno, il tecnico juliense dovrà ridisegnare il reparto difensivo per ovviare alla mancanza di giovani di un certo spessore, capaci di fronteggiare sulle corsie laterali le veloci ali pordenonesi. Il più papabile per ricoprire il ruolo d'esterno destro difensivo è Cristian Cervesato, che sarebbe rilevato in avanti dal nuovo acquisto Sebastiano Blasina, classe 1988, attualmente svincolato, lo scorso anno protagonista della splendida cavalcata compiuta dall'Itala San Marco conclusa con la promozione in Seconda Divisione. L' accordo si è concretizzato solamente nella tarda serata di venerdì, ma la società conta di avere per tempo la documentazione necessaria per far scendere regolarmente in campo il giocatore. Resta tuttora sospesa la situazione dell'estremo difensore Venturato, arrivato in prova ad inizio della settimana, ma che ancora non ha firmato. Tra i pali, quindi, fiducia al giovane Bellomo, sperando in una sua reazione caratteriale dopo le incertezze delle ultime domeniche costate care alla squadra, mentre ciò che succederà nei prossimi giorni, dipenderà soprattutto dall'entrata o meno in società ad affiancare i Carnieletto di una cordata di nuovi soci costituita da imprenditori locali che dovrebbero garantire una certa liquidità da investire sul mercato per arrivare a qualche altro elemento che colmi le evidenti lacune d'organico palesate in questa prima fase del campionato. Resta ancora da decifrare la situazione dello stadio, i cui lavori di adeguamento avrebbero dovuto iniziare ancora nei giorni scorsi, ma che invece sono ancora fermi nei meandri della burocrazia.A.R.
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da "Corriere Di Como, Il"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
I mediatori immobiliari: "Crisi di liquidità molto forte Quello attuale è il momento peggiore per l'asta" Una corsa contro il tempo. Che rischia di schiantarsi contro le barriere della burocrazia e, soprattutto, contro i vincoli di un mercato oggi in fortissima difficoltà. Il programma di cessioni immobiliari ipotizzato dal Sant'Anna per raccogliere 33 milioni di euro è un'autentica incognita. Secondo Danilo Bertocchi, vicepresidente lariano della Fimaa (l'associazione dei mediatori d'affari), "chi mette in vendita oggi o sa di potersi appoggiare a una cordata di imprenditori o ha un accordo con un fondo di investimento. Diversamente, il rischio sarebbe troppo elevato. Questo è il momento peggiore per vendere, la crisi di liquidità è enorme". La questione tempi, poi. "Per cedere decine di appartamenti serve almeno un anno. Una vendita frazionata potrebbe essere più redditizia, ma in quel caso sarebbero necessari molti mesi in più. Con il rischio, sempre, di lasciare senza acquirenti buona parte degli edifici". Un quadro puramente "tecnico" che apre molte incognite sul futuro Sant'Anna. Il Corriere di Como è in possesso da alcuni giorni dell'elenco completo dei fabbricati e dei terreni oggi posseduti da via Napoleona. Oltre un centinaio sono gli edifici, 240 invece le porzioni di terreno disseminate tra la città, Brunate, Grandate, Fino Mornasco, Albese con Cassano, Tavernerio. Complessivamente, più di 500mila metri quadrati, in gran parte aree agricole o destinate a standard (vale a dire verde pubblico). Sappiamo dove sono, queste case. Ma non sappiamo quanto valgono. O meglio, quale sia la valutazione in vista di una loro eventuale cessione. La cifra indicata nel piano finanziario reso noto dal direttore generale del Sant'Anna, Andrea Mentasti, è tanto indicativa quanto generica: 33 milioni di euro. Ancora ieri abbiamo chiesto, attraverso l'ufficio stampa, di conoscere nel dettaglio le perizie di stima degli immobili. Per il momento non ci è stata data alcuna risposta. Ma non desistiamo. Perché su questo punto, che resta del tutto incerto, si gioca una parte molto importante del futuro ospedale. I 33 milioni inseriti nel piano finanziario, infatti, dovrebbero essere incassati al massimo nel giro di un anno. I lavori di Villa Giulini dovrebbero terminare nell'estate del 2009. A quel punto, partirebbe il conto alla rovescia verso l'inaugurazione, prevista nel 2010 dopo i necessari collaudi e la sistemazione degli arredi. Proprio l'acquisto di questi ultimi è in programma grazie ai fondi ricavati dalla cessione del patrimonio immobiliare dell'azienda Sant'Anna. Ebbene, a tutt'oggi non c'è alcuna garanzia che i 33 milioni vengano effettivamente incassati. Troppe le incognite. L'oscillazione dei valori immobiliari, innanzitutto. Ma anche la lunghezza delle procedure. E gli inevitabili intoppi legati alla presenza di inquilini negli edifici da vendere. E ancora, la totale incertezza sulle future destinazioni d'uso dei palazzi in vendita, alcuni dei quali sono vincolati a un uso pubblico. Ecco il motivo per cui è indispensabile conoscere l'attuale valore stimato degli immobili. Soltanto in questo modo si capirebbe infatti se la previsione del Sant'Anna ha una logica e possa effettivamente andare in porto. Facciamo qualche esempio. In zona città murata, a Como, secondo le tabelle del borsino di Confcommercio aggiornato al febbraio 2008, il valore delle case costruite prima del 1960 è attorno a 2.370 euro a metro quadrato. Valore che scende a 1.700 euro a metro quadrato per le case occupate da affittuari contrattualizzati. Quanto sono stati stimati gli edifici di via Vittorio Emanuele e di via Odescalchi' E sono stati presi accordi con il Comune per il cambio di destinazione d'uso di parte dello storico palazzo all'angolo con piazza Medaglie d'Oro' In zona via Bignanico, gli appartamenti con più di 40 anni non superano la quotazione di 2mila euro a metro quadrato. Le case del Sant'Anna sono tutte occupate, il loro valore, credibilmente, non va oltre i 1.500 euro. Quanto si ipotizza di ricavare dalla cessione dell'edificio' E soprattutto: quali sono i tempi previsti per concludere queste pratiche' Da. C. Nella foto: Lo storico palazzo di via Vittorio Emanuele (angolo piazza Medaglie d'Oro) di proprietà del Sant'Anna e oggi occupato in parte da inquilini e in parte da uffici Home Federalismo, il disegno di legge non convince i sindaci lariani Pontiggia: "Con i soldi alla capitale minacciata l'autonomia del Nord" Manca il Titolo.... "Leggi spesso in ritardo sulla scienza medica" Conti: "Capisco il rammarico dei sanitari".
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da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 05-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROSOLINA MARE Turismo, il Pd invita a far squadra Soddisfazione unanime per l'interesse e l'efficacia delle idee nate nel convegno e nella tavola rotonda inerenti il turismo (o meglio i vari turismi) e l'ambiente. Due eventi messi in campo al Centro congressi del lido di Rosolina, dal Partito democratico rosolinese guidato da Massimo Mantoan, in sinergia con il gruppo consiliare regionale dell'Ulivo-Pd.Molte le cose emerse dalla tavola rotonda. Si è avuto un valido "tavolo di lavoro" (come rilevato dai dirigenti del Pd Mantoan e Diego Crivellari, molto attivi nell'organizzazione). Qui le varie forze politiche hanno parlato tutte di politica del territorio, nonchè di strategie di sviluppo dello stesso. È emersa pure l'esigenza di "fare squadra".Nel suo atteso intervento, poi, il vicepresidente regionale, Franco Manzato, ha cercato di proporre una visione del turismo più ampia, non limitata solo alla zona polesana. Nella sua veste istituzionale, inoltre, Manzato ha posto vari problemi di carattere regionale quali la viabilità interna, che per lui è inadeguata a regolare in modo ottimale il flusso dei turisti (11 milioni l'anno), che passano per il Veneto. Ed inoltre: "Il Veneto rimane, a pieno titolo, la prima regione turistica italiana, l'unica che in un contesto generale di calo turistico, riesca a chiudere la stagione in segno positivo".Tra i vari e seguiti interventi dei numerosi relatori, da Gabriele Frigato a Laura Negri, a Sandro Gino Spinello, Carlo Alberto Azzi e Renzo Ghezzo, buona è stata l'eco in particolare per quelli di Spinello (ha evidenziato il lavoro concreto della Provincia, teso allo sviluppo del turismo). La Negri, tra l'altro, ha rilevato come il valore del nostro territorio possa essere messo a disposizione dei turisti, solo mediante un'attenta e capillare formazione ed informazione, utile sia agli operatori che ai turisti stessi.Per gli operatori balneari del Cob, il presidente Ferdinando Ferro, evidenziava a margine che al meeting presenziava tutto il segmento turismo di Rosolina Mare ed oltre, e l'indotto turistico. Ha rilevato varie positività. In primis, le proposte di modifica alla Legge 33 portate avanti, ha detto, in sinergia tra Comune e Cob; tra esse, l'esigenza di semplificare le pratiche demaniali e la burocrazia. Rilevato che il convegno è stato "positivo, utilissimo, da ripetere con una squadra" di relatori notevole, Ferro ha concluso:"Noi vendiamo cordialità, accoglienza ed ambiente, che sono cose essenziali, oltre allo sdraio ed al lettino. Occorre far conoscere l'ambiente ai turisti, e penso si sia già sulla buona strada. È questa una via, che tutti gli operatori turistici dovrebbero seguire".Enrico Mancin.
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da "Cittadino, Il"
del 06-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
N Ha difeso, con le argomentazioni di sempre, la scelta ("pedagogica") del maestro unico, ha rassicurato mamme e papà sulla tenuta, anzi sul potenziamento del tempo pieno, e ha indicato quali saranno i prossimi passi che intende compiere per arrivare alla "suà scuola". Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, determinata e rilassata, ospite della trasmissione televisiva "Questa domenica" si è detta felice di potersi rivolgere, dagli schermi tv, direttamente alle famiglie e ha puntato l'indice sulla "cattiva informazione" che si sta facendo su alcune questioni come quella, appunto, dell'abolizione del team di insegnanti alla scuola elementare. A giustificazione del percorso deciso - tagliare e razionalizzare - il ministro ha ricordato il pesante fardello rappresentato dal debito pubblico. "Ogni bambino- ha ammonito - eredita un debito di 30 mila euro. L'Italia ha un debito che è il terzo al mondo. E questo - ha aggiunto - è un governo che si assume la responsabilità di scelte anche difficili, perché è più complicato governare laddove le risorse economiche sono limitate". Chiarito per l'ennesima volta che spendere in modo diverso è un "must", Mariastella Gelmini ha ribadito l'intenzione del Governo di dare quel che meritano ai docenti. "L'aggiornamento degli insegnanti è un elemento fondamentale: 150 ore certamente non bastano, ma noi abbiamo a disposizione molti fondi che ci derivano dall'Unione europea e che vogliamo investire nella formazione degli insegnanti ai quali va però garantito un percorso professionale" ha affermato auspicando che il Parlamento approvi presto una legge che modifichi il reclutamento degli insegnanti, che garantisca la continuità didattica e preveda anche un inquadramento professionale, riconoscendo lo sforzo fatto, i risultati raggiunti, la disponibilità all'aggiornamento permanente. Per aiutare la categoria il ministro intende anche spazzare via un pò di inutili passaggi burocratici. "Abbiamo meccanismi che appesantiscono la vita dei professori. Il docente non è chiamato più solo a insegnare, ma a una serie di incombenze, di riunioni, di adempimenti burocratici che non servono a nulla. Allora togliamo la burocrazia, semplifichiamo il linguaggio anche delle circolari, riduciamo il numero delle norme". Insegnanti più considerati, dunque, ma anche scuole gestite in modo diverso. Bisogna trasformarle, che siano statali o non statali - ha sostenuto il ministro Gelmini - in fondazioni dove ci sia una partecipazione ampia delle famiglie. "E sarei anche dell'idea - ha aggiunto - di accogliere esperienze positive come quella della regione Lombardia sulla "dote" e il "buono scuola" per consentire davvero una crescita del livello della qualità della scuola stessa". E tra le tante novità in cantiere, anche un restyling dell'esame di Stato.
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da "Cittadino, Il"
del 06-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
N OGGI - Sky Cinema Classics ore 21 "Il Generale Della Rovere" di Roberto Rossellini con Vittorio De Sica e Sandra Milo. Un truffatore di piccolo cabotaggio si finge un generale dell'esrcito, ma scoperto e arrestato riscatta la sua meschina esistenza. Il film vinse il Leone d'oro a Venezia. MARTEDÌ 7 - Retequattro ore 21,10 "Arma Letale 3" di Richard Donner con Mel Gibson e Danny Glover. La serie "Arma Letale" è stata negli anni novanta considerata come l'antesignana di molti action-movie venuti dopo. Ma a ben vedere lo schema proprosto è classico con la coppia di poliziotti scanzonata e ligia al dovere che scombina quasi sempre i piani alti della burocrazia.MERCOLEDÌ 8 - Sky Cinema 3 ore 21 "Quattro matrimoni e un funerale" di Mike Newell con Hugh Grant e Andie MacDowell. Un giovane inglese è convinto che sposarsi fa male fino a quando non incontra un'avvenente americana di cui s'innamora perdutamente, ma non tutto fila liscio... GIOVEDÌ 9 - Sky Cinema Mania ore 22,50 "Tanguy" di Etienne Chatilliez con Eric Berger. Forse quando l'ex ministro Padoa Schioppa tirò fuori dal suo cilindro l'antipatica frase sui giovani italiani eterni bamboccioni aveva in mente questo piccolo film francese. Consigliabile a tutti quelli che non vorrebbero essere come il protagonista.VENERDÌ 10 - Sky Cinema Mania ore 21 "Malcom X" di Spike Lee con Denzel Washington e Angela Bassett. Mentre, il grande regista afroamericano porta in giro il suo racconto della Strage di Sant'Anna, ecco che il palinsesto ci propone uno dei suoi film più radicali: la biografia di uno dei più celebri leader neroamericani degli anni cinquanta-sessanta.SABATO 11 - Italia 1 ore 21 "Matilde 6 mitica" di e con Danny De Vito e Mara Wilson. Matilde è una bambina speciale. Veramente speciale. Ha poteri straordinari che però volge a fin di bene, anche se ogni tanto si fa scappare qualche cattiveria. Tratto dall'omonimo romanzo di Roald Dahon. (Fabio Francione).
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da "Centro, Il"
del 06-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pescara VAL SINELLO VAL SINELLO Fondi Cipe per i servizi su un'area di sei ettari VASTO. Il Coasiv ha approvato il bando di gara per il completamento delle infrastrutture su sei ettari di terreno nell'agglomerato industriale della Val Sinello, nel comune di Monteodorisio. L'intervento sarà finanziato con uno staziamento regionale di 330mila euro (fondi Cipe). I lavori rientrano nei programmi di sviluppo delle aree interne. Nella stessa zona è in corso un intervento per il miglioramento della depurazione delle acque. CIG A TERMOLI Lavoratori senza stipendi Sit-in ai Cantieri navali TERMOLI. La concessione della cassa integrazione per un anno a partire da aprile 2008 ai 52 dipendenti dei Cantieri navali non è bastata per far tornare il buon umore fra i lavoratori. "Per percepire gli arretrati e i ratei mensili i lavoratori devono aspettare che l'azienda invii all'Inps le schede relative ad ognuno di loro debitamente compilate e firmate, la burocrazia allunga i tempi di riscossione", dice la Cgil. Per questo, a partire dalle 9,30, i lavoratori, stanchi dell'attesa e senza stipendi, sono davanti ai cancelli dei Cantieri navali.
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da "marketpress.info"
del 06-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Roma, 6 ottobre 2008 - "Oggi ho iniziato il viaggio nella nuova sanità. Non si tratta più solo di ridurre i costi e di riorganizzare, ma anche di migliorarla e di darne prova concreta ai cittadini". Così il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha definito, il 2 ottobre, la visita ai cantieri del poliambulatorio 'Santa Caterina' operativo a partire dal 2009 in via Nicolò Forteguerri, a due passi da Largo Preneste. Il presidio territoriale, che servirà il sesto municipio, offrirà ai cittadini diagnostica, ambulatori specialistici, centro prelievi, guardia medica, unità operativa di chirurgia ambulatoriale e unità fisiokinesiterapia. Nella struttura, acquista dall'Asl Rmc nel 2001, i lavori sono iniziati due anni fa e, grazie ad una accelerazione impressa dalla regione Lazio, termineranno a fine anno. Nel 'Santa Caterina' la Regione ha investito 14,5 milioni di euro per farne ''il prototipo della sanità del futuro, a contato del territorio". "Questo è un esempio di cosa stiamo facendo - ha detto Marrazzo - Venendo qui i cittadini capiranno che non bisogna per forza andare negli ospedali per ricevere sanità. In tempi brevi - ha spiegato il presidente della Regione dobbiamo mostrare il modello della sanità del Lazio, e questo ne è un esempio: sarà il primo centro visibile di un'integrazione sociosanitaria". Marrazzo ha anche aggiunto: "Dobbiamo avere la capacità del pronto intervento sbloccando le opere che la burocrazia ha delittuosamente frenato". . <
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da "Messaggero, Il"
del 06-10-2008)
Argomenti: Burocrazia ROMA - "Al ministero è al lavoro una commissione che si sta occupando di rivedere la maturità e renderla più aderente alle esigenze di oggi", lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini durante la trasmissione "Questa domenica". "Gli esami, comunque, non cambieranno subito, non c'è il tempo - avverte il ministro - Le novità verranno introdotte dal prossimo anno scolastico. Per questa edizione tutto resta invariato, perché i temi della maturità vengono scelti a gennaio-febbraio e quindi non c'è il tempo per fare una riforma". Poi la Gelmini ha parlato di un altro progetto. "Con il ddl depositato in Parlamento - ha detto - penso di trasformare le scuole, statali e non statali, in fondazioni dove ci sia una partecipazione ampia delle famiglie. E sarei anche dell'idea di accogliere esperienze positive come quella della regione Lombardia sulla dote e il buono scuola per consentire davvero una crescita media del livello della qualità della scuola stessa". "Un aspetto positivo delle scuole paritarie - ha osservato ancora il ministro - è che in molti casi sono scuole costituite in fondazioni dove il dirigente ha il potere di decidere, dove gli insegnanti sono adeguatamente motivati. Guardo pragmaticamente alla realtà, agli esempi positivi per declinarli in tutto il paese". "Vorrei esprimere solidarietà a tutte le vittime del bullismo - ha continuato la Gelmini - e, in particolare, all'insegnante di Novara, riferendosi al professore del convitto Carlo Alberto preso a pugni da uno studente che era stato rimproverato per essere uscito dalla classe senza chiedere il permesso. "Ritengo che la responsabilità - ha osservato il ministro - sia un pò di tutti noi, perchè forse nel tempo si è perso di vista l'importanza e il ruolo dell'insegnante e anche il principio di autorità e di rispetto degli altri". Via la burocrazia dal lavoro degli insegnanti. È uno degli obiettivi da inseguire, a parere del ministro Gelmini, per migliorare la scuola italiana. L'intervento del ministro ha anche riguardato gli insegnanti: "Abbiamo meccanismi burocratici che appesantiscono la vita dei docenti - ha detto Gelmini -. Il docente non è chiamato più solo a insegnare, ma ha una serie di incombenze, di riunioni, di adempimenti burocratici che non servono a nulla. Allora togliamo la burocrazia, semplifichiamo il linguaggio anche delle circolari, riduciamo il numero delle norme. Dobbiamo essere consapevoli che una scuola di qualità mette al centro lo studente, ma anche l'insegnante. E un insegnante motivato, ben pagato, è un insegnante che fa della buona scuola".
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da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 06-10-2008)
Argomenti: Burocrazia FERMO pag. 25 "La politica sostenga il made in Italy" Appassionato appello di Versace in difesa della qualità dei nostri prodotti LE MARCHE, e il Fermano, sono terra di cose "fatte a mano", di artigiani d'altri tempi, di saperi infiniti. Le aziende hanno il diritto, e il dovere, di tramandare questo patrimonio. E' la ricetta per il successo firmata da Santo Versace, oggi a capo di un impero, costruito col fratello Gianni e con la sorella Donatella. Un nome che è sinonimo di lusso, stile, eleganza in ogni angolo del mondo. E' straordinariamente umile Santo Versace, ospite a Fermo di Gianni Renzi, titolare della Gianmarco Lorenzi, disponibile e sorridente come solo i grandi sanno essere. Arriva come presidente fondatore di Alta Gamma, l'associazione di aziende che raccoglie i più importanti nomi della moda e della calzatura italiani, Tod's compreso, ma arriva anche da parlamentare, eletto con il centrodestra e membro della commissione Attività produttive. La sua è una vera lezione, un'iniezione di ottimismo in un tempo che è comunque di crisi: "Le difficoltà ci sono e sono pesanti ma è vero pure, ed è vero sempre, che con la qualità comunque si cresce. Un'azienda è un bene sociale, tutelarne le sorti significa proteggere posti di lavoro e far girare ricchezza per tutto il territorio. E' vero che si cresce con difficoltà ed è altrettanto vero che bastano poche decisioni sbagliate per far crollare in un attimo quanto si è costruito con fatica. Il caso della marchigiana Genny è emblematico in questo senso, un'azienda che fatturava oltre 300 miliardi di lire, che oggi è completamente scomparsa. Io dico che basta il talento di uno per conquistare il mondo, perché su quel talento si può lavorare con serietà". Confessa il suo legame con le Marche e parla di un'affinità elettiva con la terra fermana: "Il mio primo amore viveva ad Ancona, per 4 anni ho fatto il pendolare da Milano. Ma sento vicino anche quel vostro stile fatto di artigianalità, di capacità di innovazione, di qualità assoluta". Parla dei mali dell'Italia e sottolinea senza riserve i mali della politica. Saltano sulla sedia i sindaci presenti, di Fermo, Porto San Giorgio, Porto Sant'Elpidio e Sant'Elpidio a Mare: "La burocrazia uccide le aziende, la politica può fare molto per rilanciare il made in Italy, ma fa presto pure a cancellare esperienze importanti. Dobbiamo aprirci ai mercati lontani, alla Cina e alla Russia ma anche all'India. Dobbiamo pensare a un sistema di sgravi fiscali per le aziende che hanno il coraggio di esportare. E poi, penso ai giovani, al bisogno che c'è di formazione professionale. Come facciamo a tutelare il made in Italy se non c'è nessuno che sa farlo? Se non ci sono più sarte, calzolai, ricamatrici?". Un discorso ripreso da Renato Ricci, responsabile delle risorse umane della Gucci, che confessa le sue origini pedasine e coinvolge il sindaco Di Ruscio: "Bisogna formare i manager, bisogna che le aziende facciano sistema ma con le persone giuste. Sogno una scuola di formazione a Fermo, con il sostegno di questa amministrazione che già in passato ha collaborato con noi in questo senso". Angelica Malvatani Image: 20081006/foto/371.jpg.
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 06-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-10-05 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Marcegaglia: "Il Federalismo farà bene al Sud" La presidente di Confindustria: "Anche noi imprenditori alla guerra contro la criminalità" Il tema del congresso era l'energia, ma l'emergenza ordine pubblico non è rimasta fuori dai lavori DA DUE DEI NOSTRI INVIATI CAPRI - "Gli imprenditori devono dimostrare senso di responsabilità e dire con forza e determinazione ''no'' alla criminalità. Questa è una guerra vera, forte, e va portata avanti fino in fondo". La sfida Non usa mezze misure Emma Marcegaglia dal palco del Quisisana. Chiudendo il XXIII Convegno caprese dei Giovani imprenditori, la leader nazionale di Confindustria fa riecheggiare forte la parola "guerra". Lo stesso termine usato dal ministro dell'Interno Roberto Maroni (che aveva aggiunto "civile" per la verità) riferendosi alla mattanza in corso in Terra di Lavoro. "Bisogna ripristinare le condizioni di sicurezza e di legalità nel Mezzogiorno", ha proseguito il successore di Luca di Montezemolo. Per poi ringraziare pubblicamente la casertana Cristiana Coppola, vicepresidente nazionale con delega al Sud, il leader degli industriali siciliani Ivan Lo Bello (è stato un precursore della lotta al pizzo) e quello di Caserta, Carlo Cicala (per l'organizzazione dell'iniziativa pubblica, il 26 settembre, con la partecipazione della stessa Marcegaglia e ei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil). La riforma La presidente di Confindustria ha anche definito il federalismo "un'occasione per rilanciare il Mezzogiorno". Gli applausi rituali e le strette di mano sono il sipario sulla convention, che in mattinata ha visto gli interventi, tra gli altri, di Paolo Scaroni, presidente dell'Eni, Massimo D'Alema, presidente della Fondazione Italianieuropei, dell'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga (in un'intervista preregistrata). Il leader giovani La giornata si era aperta con l'intervento di Mauro Maccauro, presidente campano dei Giovani industriali, che ha riportato a dimensione locale il dibattito più generale su energia e ambiente che è stato il filo rosso della kermesse. "Parlare di questi temi - dice - è una sfida impegnativa e suggestiva tanto più se lo si fa in Campania, da anni talmente imbrigliata nell'emergenza rifiuti, da apparire al mondo come la pattumiera d'Italia e come un crocevia di trafficanti che hanno speculato, senza scrupoli, sulle sorti di questa terra. Oggi, la regione è almeno ripulita e l'emergenza è alle spalle. Ma proprio l'energia, in Campania e nel Sud, rischia di divenire la prossima preoccupante emergenza, forse meno evidente ma proprio per questo più insidiosa. La qualità del servizio è un aspetto di fondamentale importanza per gli industriali. Se per le famiglie di Napoli e della Campania le interruzioni di energia elettrica possono avere effetti marginali, per le industrie le microinterruzioni e i continui abbassamenti di tensione sono dannosi e difficili da evitare". Le strutture Maccauro cita pochi numeri: "Al Sud il rischio di veder saltare i macchinari delicati è fino a cinque volte più alto che al Centro- Nord". Poi un accenno ai costi. "Al Nord - ricorda - il prezzo è di 82 euro per megawattora, al Sud si sale a 92 euro. E in Sicilia si arriva a 156. In un anno al Nord il prezzo dell'elettricità è cresciuto del 38% mentre al Sud l'aumento è del 42%". Dalla denuncia alla soluzione, almeno quella auspicata, il passo è breve. Mettere insieme risorse private e pubbliche perché "i capitali esistono, serve solo la volontà politica e la forza di incidere su una burocrazia asfissiante, che spesso blocca per mesi e in maniera ingiustificata anche il semplice allaccio alla rete elettrica. Sono già passati due anni dall'avvio dell'ultima programmazione di fondi comunitari per le Regioni Obiettivo 1 e non vediamo passi in avanti". Paolo Grassi Patrizio Mannu Mauro Maccauro "In un anno al Nord il costo dell'elettricità è cresciuto del 38 per cento, mentre al Sud l'aumento è del 42 per cento" L'appello La presidente nazionale di Confindustria Emma Marcegaglia.
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da "Sestopotere.com"
del 06-10-2008)
Argomenti: Burocrazia (6/10/2008 09:39) | (Sesto Potere) - Roma - 6 ottobre 2008 - E' stato presentato in questi giorni, a Roma, il nuovo libro dello psicologo e politologo Luigi De Marchi, significativamente intitolato“Svolta a Destra ?” e pubblicato dall'Armando Curcio Editore. Nel suo libro De Marchi sostiene, anche sulla base di un'analisi storico-psicologica che investe le vicende politiche euro-americane dell'ultimo trentennio, che la cosiddetta “svolta a Destra” delle ultime elezioni inglesi, francesi e italiane, ben lungi dall'esprimere (come hanno frettolosamente concluso i politologi alla moda) un ripiegamento dell'elettorato su posizioni conservatrici e confessionali, ha espresso invece la volontà e la spinta di rinnovamento di un elettorato, appunto quello del Centro Destra, che da sempre viene descritto come conservatore e codino mentre è, al contrario, prevalentemente laico, liberale, anticonformista e innovatore. De Marchi non si è contentato però delle sue analisi psico-politiche. Col sostegno dell'Editore Curcio egli ha associato ad esse un sondaggio d'opinione su un campione pienamente rappresentativo tra gli elettori del Centro-Destra e del Centro-Sinistra, superando per ciascun gruppo il numero canonico di 1.000 soggetti intervistati (2.200 in totale). I risultati del sondaggio sono stati semplicemente sensazionali ed hanno definitivamente confermato la validità delle analisi e delle conclusioni dell'opera di De Marchi. Vediamo dunque in dettaglio le posizioni espresse dagl'intervistati. Alla domanda “E' giusta la difesa rigorosa delle libertà civili (parola, stampa ecc.) ?” l'89,1% degli intervistati di Centro-Destra ha risposto “Sì”, smentendo nettamente la pretesa di certa stampa di vedere in quell'elettorato tendenze neo-fasciste o autoritarie. Anche alle pari opportunità per la donna gl'intervistati di Centro-Destra hanno espresso un appoggio amplissimo (90,9%), smentendo altrettanto nettamente le insinuazioni di conformismo maschilista avanzate da vari ambienti. Ma è soprattutto su certi temi “sensibili” che la divergenza tra l'elettorato di Centro-Destra e le posizioni degli ambienti conservatori e confessionali risulta particolarmente significativa. Alla domanda “Lei è favorevole a introdurre l'educazione sessuale e contraccettiva nelle scuole secondarie ?” (un'iniziativa notoriamente osteggiata dagli ambienti conservatori e clericali) ben l'83,3% degli elettori di Centro-Destra ha risposto “Sì”. E non molto inferiore è stata la percentuale dei “Sì” (75,4%) alla domanda delicatissima “Appoggia la libertà di scelta della donna in tema di aborto ?”. Perfino all'eutanasia il 63,7% degli elettori di Centro Destra hanno espresso consenso. Infine alla domanda esplicita “Lo Stato dovrebbe essere più indipendente dal Vaticano ?”, una maggioranza non schiacciante ma pur sempre assai forte (69,2%) degl'intervistati di Centro-Destra ha risposto “Sì”. Non meno interessanti appaiono le risposte degli elettori di Centro-Sinistra a un paio di domande sui temi della burocrazia, della criminalità e dell'immigrazione clandestina. Alla domanda “La criminalità e l'immigrazione clandestina vanno combattute con leggi più severe ?” una forte maggioranza degli elettori di Centro-Sinistra (67,3%) ha risposto “Sì”, mentre alla domanda “Lei è favorevole a dimezzare gli addetti, i tempi e i costi della burocrazia ?” una maggioranza schiacciante (86,1%) degli elettori di Centro-Sinistra ha risposto affermativamente, con tanti saluti alla politica delle sue dirigenze in questo campo. Con questo sondaggio “storico” il dibattito politico, secondo De Marchi, può uscire dall'ambito teorico e ideologico convenzionale e deve fare i conti con la forza inconfutabile dei numeri. Fonte articolo: Il Legno storto.Com.
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da "Agenzia di Viaggi, L'"
del 06-10-2008)
Argomenti: Burocrazia ATTUALITA' Incoming: tra crisi e concretezza Nei dati dell'Osservatorio Nazionale del Turismo, per la prima volta 'armonizzati' con quelli di Istat, Bankitalia e Unioncamere, l'estate è andata davvero male. Il sottosegretario al turismo Michela Brambilla si è detta preoccupata, auspicando una 'programmazione di sistema'. Daniel J.Winteler, presidente di Federturismo Confindustria, scrive al presidente Berlusconi chiedendo invece 'concretezza' per le imprese. Per la prima volta l'Osservatorio Nazionale del Turismo diretto da Angelo Canale, capo del Dipartimento del turismo, ha dato all'industria un'unica voce statistica, 'armonizzando' le sue rilevazioni con quelle di Bankitalia, Istat e Unioncamere. Il rapporto -per il periodo luglio-settembre- dice che la stagione è andata davvero male. Di certo il panorama è grigio e fumoso, la nostra sola certezza è che l'industria del turismo ha già visto di peggio, ce la farà ancora. Il sottosegretario al turismo Michela Brambilla si è detta preoccupata, anche se "non è stato il tracollo previsto da alcuni" e ha auspicato nuovamente una 'programmazione di sistema'. Risulta che abbiamo perso il 6.1% del turismo domestico, l'1,6 di arrivi stranieri, il 5,7% di pernottamenti alberghieri, ed è calata di quasi il 3% la spesa turistica. Più in dettaglio la montagna ha perso il 7,9%, meno peggio le città d'arte dove gli arrivi sono diminuiti dell'1,3%. Abbiamo perso anche 2,7 milioni di pernottamenti tedeschi (meno 15,4%), 578.000 pernottamenti di visitatori dagli Usa (meno 8,4%). Ma è andata bene in Spagna, da dove gli arrivi sono cresciuti di un 6%, e le presenze addirittura del 30%. Mali di stagione La situazione è cupa: "Nel 1970 eravamo secondi solo agli Stati Uniti...- ha detto anche Brambilla, aggiungendo anche che “da molti anni in Italia non esiste più una politica per il turismo”, e che “gli altri corrono mentre noi restiamo seduti”. Per concludere che 'non tutto il male viene per nuocere, cominciamo a vedere i problemi per quel che veramente sono'. I mali di stagione sono stati naturalmente il dissesto della fiananza Usa, l'euro forte, i rifiuti a Napoli (il Sud ha perso oltre il 18% di presenze) e poi: "Solo una nuova Alitalia – ha detto Brambilla - può consentirci di intercettare i flussi del turismo internazionale". Si è parlato di nuovo di interventi su logistica, infrastrutture, trasporti, e di rimuovere 'paletti fiscali e burocrazia' che frenano gli investimenti stranieri, di innalzare la scarsa professionalità degli addetti. Per il presidente di Unioncamere il ponte sullo stretto di Messina potrà rilanciare il Sud, insieme alla formazione: "Dobbiamo sfornare meno camerieri – ha detto - e più manager per il turismo". Più concreto Luigi Biggeri, il presidente Istat, che ha suggerito un'analisi attenta della domanda. I numeri degli altri: in Europa anche la concorrenza langue La Francia 'tiene': il ministro del turismo Hervé Novelli ha detto che su tutto il territorio francese l'estate ha segnato un 'leggero calo' di pernottamenti negli hotel, tra lo 0,5 e l'1,5%; ma sono cresciuti fra il 3 e il 4% quelli nei residence, stabili i camping e anche il business travel (dati di Odit France). Spagna in caduta. José MarÍa Rubio, presidente della federazione degli albergatori spagnolil (FEHR), ha stimato intorno al 3 - 4% il calo di fatturato per la rete ricettiva nazionale tra settembre e dicembre prossimi: si conferma la tendenza dell'estate, in calo del 6%. La Gran Bretagna non festeggia. Ukinbound, associazione degli operatori incoming, segnala un calo dell'1,3% di arrivi internazionali in Gran Bretagna nei primi sei mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2007, con punte del 5,5% in giugno. E anche una contrazione del 6.4% del booking ricevuto in giugno per date successive. http://www.governo.it/Presidenza/DSCT Cristina Ambrosini NUMERO: 166-167 DATA: 06-10-2008 CATEGORIA: ATTUALITA'.
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da "Corriere Adriatico"
del 06-10-2008)
Argomenti: Burocrazia "Non si può promuovere lo sviluppo se ci sono troppe strutture. Ad esempio, a cosa servono tutte le ambasciate sparse per il mondo?" Il presidente della nota casa di moda ieri mattina all'Hotel Royal con gli industriali della zona Il consiglio di Versace: "Puntate sulla qualità" FERMO L'azienda è un bene sociale. Genio, qualità e organizzazione portano a livelli altissimi anche una piccola azienda. Bisogna riscoprire il fascino del lavoro manuale e rilanciare le scuole professionali e la formazione. In pillole, questi i messaggi principali lanciati da Santo Versace, presidente ed Ad della Gianni Versace Spa, ieri a Casabianca di Fermo in qualità di componente e socio fondatore dell'associazione di imprese di alta qualità Altagamma. Ad organizzare l'incontro, Gianni Renzi, manager dell'azienda Gianmarco Lorenzi. Una tavola rotonda che ha coinvolto alcune decine di imprenditori del distretto calzaturiero, ed al quale non sono mancati i sindaci dei maggiori Comuni del Fermano, Di Ruscio per Fermo, Andrenacci per Porto Sant'Elpidio, Mezzanotte per S.Elpidio a Mare e Agostini per P.S.Giorgio. Tanti gli spunti lanciati da Versace, che dallo scorso aprile è anche parlamentare nelle file del Pdl. "Spesso mi chiedono le parole di Santo Versace come possono fare le piccole aziende a sopravvivere. Io rispondo che tutte le aziende nascono piccole. La crisi c'è, ma il lavoro di qualità premia e alla lunga fa crescere. Tutto nasce dal genio di una persona, a cui va affiancata poi la capacità organizzativa. Oggi ci sono mercati che 20 anni fa non esistevano, eppure le aziende andavano avanti lo stesso. Ci sono l'est Europa, la Cina e tutto l'Oriente asiatico". Ma cosa può fare la politica? "Non si può promuovere lo sviluppo se ci sono troppe strutture e sovrastrutture dice Versace ad esempio a che servono tutte le Ambasciate che abbiamo sparse nel mondo, se non a promuovere il prodotto italiano? Le aziende che esportano devono pagare le tasse in proporzione alla percentuale delle esportazioni, più esportano, meno devono versare. Ma soprattutto serve riscoprire la nobiltà della manualità, in Italia abbiamo creato una sorta di disprezzo sociale per il lavoro manuale. Siamo riusciti a demolire le scuole professionali, fondamentali per le imprese. La formazione è il punto fondamentale su cui si deve lavorare per sostenere le aziende". Presenti insieme a Versace anche Renato Ricci (per anni direttore risorse umane del gruppo Gucci). "Al giorno d'oggi mancano soprattutto competenze in due settori indispensabili: marketing e merchandising. E' su questa cultura che serve lavorare". Tra gli interventi anche quello di Vincenzo Linarello, responsabile del più grande gruppo italiano di cooperative sociali, in Calabria. A seguire le parole dei 4 Sindaci presenti, tutti improntati all'importanza di fare formazione ed alleggerire la burocrazia per agevolare le imprese in una fase non semplice per l'industria. Soddisfatto Gianni Renzi. "Al giorno d'oggi dobbiamo superare una certa diffidenza di tanti giovani nei confronti delle nostre aziende. Servono poi figure tecniche, e si fa molta fatica a superare i passaggi generazionali". PIERPAOLO PIERLEONI,.
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da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 06-10-2008)
Argomenti: Burocrazia SANTA GIUSTINA Il pregio dei prodotti della terra e della capacità manuale in evidenza alla 26.edizione della manifestazione Mostra mercato, record di visitatori Elogio corale e forti stimoli nei confronti degli espositori da parte delle autorità intervenute Santa GiustinaAgricoltura e artigianato ancora una volta protagonisti a Santa Giustina. Premiati ieri sera, in piazza Maggiore, al termine della 26. edizione della Mostra Mercato promossa dal Comune di Santa Giustina, i migliori stand presenti nella tre giorni che anche quest'anno si è rivelata un successo, e soprattutto nella giornata di ieri ha registrato il consueto record di presenze di visitatori. "Si lavora molto per realizzare quest'evento - ha ricordato al momento delle premiazioni l'assessore alle politiche sociali di Santa Giustina, Stefano Vieceli - ma poi la soddisfazione è grande". "Questa manifestazione è diventata ormai un momento di socializzazione tra la gente - ha sottolineato il sindaco Vito Tison - Qui l'agricoltura dei nostri paesi trova il giusto spazio. Grazie a tutti quelli che si adoperano per organizzare e gestire l'evento". Tesi poi ribadita dall'assessore regionale Oscar De Bona: "In Regione - ha dichiarato - stiamo lavorando per semplificare la burocrazia che spesso mette in difficoltà chi vorrebbe dedicarsi all'agricoltura come professione". Si è chiusa quindi con la consegna dei premi ai commercianti e ai produttori un'edizione della mostra mercato che ha dato ampio spazio ai prodotti agricoli, tra tutti il radicchio nostrano e il vino feltrino, ma anche agli eventi culturali, che si concluderanno questa sera con il concerto jazz di Roberto Scalabrini a Col Cumano. Durante il momento della consegna dei premi è stata inoltre nominata da parte dell'Associazione Nazionale famiglie Numerose la 2. Famiglia Delegata del Coordinamento di cui fa parte anche Santa Giustina, nomina che è stata consegnata alla famiglia Dal Pan, residente a Santa Giustina, che vanta cinque figli giovanissimi. Per quanto riguarda i partecipanti alla mostra mercato, il primo premio per la categoria agricoltura è stato consegnato all'azienda di apicoltura Dalla Vedova, seguita dai produttori I Frutti del Sole e Willy Helbling. Nella categoria Artigianato due ex equo ai primi posti, Livia Canzi e Mariarosa Lucchetta Afra, terzo posto per il fotografo Luca Bellus e un premio speciale per Rita Giacomin e il suo Filò. Nel settore Commercio, unico premio assegnato, alla bottega equo solidale Iqbal. Premi speciali sono stati poi assegnati all'azienda Arnoffi-Bridda per la fedeltà nella partecipazione alla manifestazione, ai laboratori Appia, al Comitato per Pullir, al Comune di Fonzaso per la mostra "la scola de 'na olta", agli artisti che hanno creato in loco le loro opere, alla famiglia Da Lan produttori di radicchio. Per quanto riguarda la giostra bovina, nella razza pezzata rossa ha ottenuto il primo premio l'azienda Collostide, nella razza bruna premiate le aziende Fraccaro e Zanolla, nella razza bigio alpina premiata l'azienda Giazzon Remo. Alla rassegna zootecnica di domenica mattina sono state 14 le aziende agricole a partecipare, creando così una splendida cornice.Andrea Dassie.
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da "Gazzetta di Reggio"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Di Wainer Magnani La Reggiana ha un piano per evitare le file I rimedi: più sportelli ai botteghini e punti Ticket One per la prevendita Gli accrediti per ospiti e stampa potranno essere ritirati il sabato mattina REGGIO. Il vertice della Reggiana si è riunito ieri sera per valutare i provvedimenti da prendere per risolvere o per lo meno alleviare i disguidi che hanno caratterizzato domenica la gestione dei botteghini. Le lunghe file agli sportelli per ritirare gli accrediti ma soprattutto le interminabili code per acquistare un biglietto hanno scatenato le ire degli sportivi. Così il giorno dopo le lamentele sono state all'ordine del giorno. Centinaia di tifosi hanno atteso anche mezzora prima di acquistare un tagliando e decine di sportivi sono entrati al Giglio a partita inoltrata. La Reggiana si sta interrogando su come si può intervenire, concretamente, per ovviare a questi inconvenienti. La premessa indispensabile è che queste nuove regole impongono tempi d'esecuzione vincolanti. I tempi tecnici. C'è un percorso burocratico obbligato sia all'atto dell'acquisto del biglietto che prima di entrare allo stadio. Poca importa se si tratta di Reggiana-Spal o di Milan-Inter, le norme antiviolenza valgono per il Giglio come per il Meazza. L'assurdità - non ci stancheremo mai di ripeterlo - è che nello stesso campionato di Prima divisione ci sono stadi con capienza inferiore ai 7.500 posti e che quindi non hanno l'obbligo del biglietto nominale, quindi costi inferiori, meno burocrazia e accessi facili allo stadio. E' questa la discrepanza. E' la stessa situazione che si è verificata con gli ingaggi in "nero" che il presidente della Lega Pro Mario Macalli, finalmente, ha avuto il coraggio di denunciare e che genera un doping amministrativo. Accrediti. La Reggiana dovrà cercare di anticipare al sabato la consegna degli accessi per stampa, ospiti, sponsor e tutto il mondo che fa riferimento ai reggiani lasciando solo uno sportello, magari direttamente all'ingresso della tribuna d'onore, per gli accrediti riservati agli ospiti. Così facendo si potrebbe aumentare il numero dei botteghini riservati alla vendita dei biglietti che oggi sono cinque. E' chiaro che questo significa un maggior costo da parte della società per l'acquisto di computer e stampanti. I botteghini. La richiesta, in effetti, di aumentare il numero di botteghini per la vendita dei biglietti va sempre a cozzare con i costi. Avere a disposizione dieci sportelli vuol dire raddoppiare i costi di vendita dei biglietti (computer, stampanti e personale) con il rischio che potrebbero essere sotto utilizzati nelle partite di scarso afflusso. Ma anche con dieci sportelli non si riuscirà mai a servire in modo efficace le richieste dei tifosi in un breve lasso di tempo. La prevendita. Torniamo, quindi, al punto di partenza. Se la vendita dei biglietti viene concentrata in un'ora, le file ci saranno sempre. I reggiani dovranno acquisire il concetto che si dovrà arrivare per tempo allo stadio per acquistare il biglietto (magari dopo andare a fare un giro ai Petali se saranno aperti e se finalmente saranno accessibili) oppurre occorrerà rafforzare il concetto della prevendita. In questa direzione occorre compiere uno sforzo per aumentare i punti vendita Ticket One che oggi sono troppo restrittivi. C'è un punto vendita per la Bassa, a Poviglio e tre in città (Mangiafuoco, Octoberfest e Media World) ma di questi uno è una birreria e quindi è aperta di sera, un altro (I Petali) ha costi maggiori e un altro è un bar chiuso il sabato ma aperto la domenica. Eppure il servizio Ticket One a Reggio è presente in tanti altri esercizi e così in provincia, quindi si dovrà cercare di fare uno sforzo in questa direzione per allargare i punti di prevendita. Diversamente ci sarà sempre una buona prevendita per la curva ma non per gli altri settori. La manualità. E' possibile, con il passare delle settimane, che gli addetti alla vendita dei biglietti acquisiscono maggiore manualità e confidenza ma - come detto - vi sono tempi burocratici imprescindibili. E' anche possibile mettere due persone per ogni sportello per accelerare i tempi ma è sempre una gara contro il tempo. In un'ora a essere bravi si può vendere 60 biglietti il che significa 300 tagliandi in un'ora. Per questo motivo occorre allargare la forbice che fa riferimento all'arrivo allo stadio, a maggior ragione quando le partite inizieranno alle 14.30.
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da "Gazzetta di Modena,La"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia SCUOLA Striscioni e polemiche "Difendiamo la scuola pubblica". Questo il messaggio su uno striscione apparso ieri sera nella sala adiacente a quella del Consiglio Comunale. Ideatori della manifestazione silenziosa sono stati i rappresentanti della Flc-Cgil. Il segretario provinciale, Cinzia Cornia, ha spiegato: "Assistiamo alla discussione in Consiglio di un ordine del giorno riguardante lo stato delle scuola pubblica. Tra i presenti ci siano genitori, precari, insegnanti delle scuole all'infanzia come delle scuole medie e superiori pubbliche". Una presenza, conclude la sindacalista, "che esprime la nostra preoccupazione in merito a quanto deciso dal ministro Gelmini". Adriana Querzè, assessore all'Istruzione, definisce l'iniziativa "una dimostrazione di attenzione da parte dell'opinione pubblica modenese che ci porta oggi la propria preoccupazione in merito a quanto si sta decidendo a Roma sul futuro della scuola pubblica". Per Querzè, inoltre, "la risposta partecipativa che i cittadini modenesi hanno portato in Consiglio è una risposta soprattutto a chi insinua che la nostra giunta promulga dati falsi e politicizzati su quanto potrebbe accadere all'Istruzione del nostro paese". PDL. Ma dal centro-destra modenese la scuola appare sotto prospettive più sinistre. In Italia "ci sono più bidelli (167mila) che carabinieri (118mila)" e, nonostante questo, le pulizie delle scuole "sono appaltate a ditte esterne". E' solo uno dei problemi su cui i forzisti modenesi Andrea Leoni e Dante Mazzi mettono l'accento per denunciare la reale situazione della scuola. Stufi di "insulti e terrorismo mediatico" contro la riforma Gelmini, i due consiglieri comunali (Leoni siede anche nell'assemblea regionale) hanno preso carta e penna e steso un ordine del giorno in cui dicono che la scuola negli "ultimi decenni, è diventata un ammortizzatore sociale, una macchina erogatrice di stipendi (per altro inadeguati) per gli insegnanti (e di consenso per la sinistra), una dispensatrice di diplomi spesso non correlati alla qualità degli studi". Inoltre, "ha ampliato a dismisura lo spazio della burocrazia e del vuoto pedagogismo, figlio del predominio ideologico della sinistra progressista a scapito dei contenuti, dell'apprendimento del sapere, delle nozioni e della disciplina". Non è vero poi, secondo il Pdl, che la scuola sia in sottorganico: ha "il più elevato numero di addetti (1,3 milioni) in rapporto al numero di studenti".
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da "Alto Adige"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia DUE NUOVI INSEDIAMENTI Via a Oberalp e Technoalpin Un contratto di dieci anni, senza necessità di esproprio, con meno burocrazia e maggiore flessibilità: sono i punti centrali sottolineati da Werner Frick assessore provinciale all'Economia in merito al contratto che autorizza l'insediamento in zona produttiva a Bolzano sud delle società Oberalp-Salewa e Technoalpin. Oberalp-Salewa e Technoalpin sono le prime due imprese che si insediano nella nuova area produttiva di 24 ettari di interesse provinciale a sud di via Einstein. Technoalpin, leader nel settore dell'innevamento artificiali, intende avviare la costruzione nella primavera 2009.
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da "Trentino"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia UNIONE COMMERCIO Bort: "Distretto del turismo" TRENTO. Meno burocrazia, più attenzione al commercio ed ai pubblici esercizi, equilibrio urbanistico, ma sopratutto una politica che metta il turismo al centro delle prospettive di sviluppo. Sono le proposte elaborate dall'Unione che ieri, per delineare una proposta complessiva per la prossima legislatura provinciale, ha riunito i presidenti di tutte le associazioni che aderiscono a Confcommercio. "Abbiamo tracciato le linee del documento che tuttavia ha bisogno ancora di alcuni ritocchi" ha confermato il presidente Gianni Bort "ma l'indicazione è chiara: il Trentino va considerato un "distretto" del turismo. Mi augura che la nuova giunta lo comprenda.".
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da "Tribuna di Treviso, La"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia DALLA PRIMA/CAMOLEI QUEI SOLDI A CATANIA... SEGUE DALLA PRIMA della politica di oggi, fatta di slogan e non di provvedimenti concreti, che si regge sulla innaturale costruzione di due soli grandi partiti e altrettante innaturali (stando almeno a quello che succede) alleanze. Il corto circuito della politica che fa sì che ci sia generosità verso il Comune di Catania e invece rigore verso municipalità come Treviso, soffocate dal patto di stabilità e penalizzate dalla recenti scelte del governo, a partire dalla cancellazione dell'Ici. E diventa ancora più evidente se si guarda al quadro regionale: come è possibile che un vasto e solido consenso elettorale verso le forze di centrodestra e la Lega si trasformi in una maggioranza disomogenea, litigiosa e oramai ridotta a campo di battaglia, dalle comunità montane alle questioni relative alle scelte delle dirigenze sanitarie? A pagare le conseguenze di tutto questo sono i cittadini. Ai quali è stata tolta la bussola per orientarsi e anche la possibilità di esercitare i diritti di democrazia e cittadinanza. Siamo, tutti, costretti a sopportare le incongruenze che stanno alla base della costruzione delle due forze politiche maggiori, la Pdl e il Pd. Veri e propri esperimenti di ingegneria genetica politica. Vere e proprie forzature, come dimostrano quotidianamente le cronache. Questa non è semplificazione: imporre il bipartitismo a colpi di leggi elettorali serve solo a mettere al riparo Pdl e Pd, a far sì che le loro incertezze e contraddizioni non si trasformino in problemi elettorali. E' per questo che ci hanno tolto la preferenza sulla scheda elettorale, cioè il diritto di scegliere il candidato: troppo scomodo confrontarsi, nel territorio, con le basi. Meglio calare dalle segreterie romane una lista di fedelissimi al leader di turno, una lista di "nominati", non di eletti, che mortifica il dibattito e la democrazia, dentro e fuori ai partiti. Mentre la politica pensa a se stessa, i cittadini pagano il conto. Si discute di complicate architetture di riforma federalista, che tutti a microfoni spenti dicono saranno inattuabili, e si prendono a sassate le richieste ragionevoli e possibili dei sindaci del 20%. Si mette in atto una assurda riforma della scuola, che serve solo a far cassa con i risparmi, ci si accapiglia sulla giustizia mentre fuori dai palazzi le famiglie hanno conti sempre più salati da pagare. Si fanno le tesserine sconto per i pensionati ma le pensioni rimangono le stesse, si parla tanto di liberismo ma in Italia con quasi 100 operatori nel mercato libero dell'energia la bolletta costa il 40% in più di quanto non costi in Francia, dove un solo soggetto detiene l'85% di tutto il mercato della distribuzione. Non basta però criticare la politica. Serve uno scatto, una presa di coscienza della gente. La vicenda dei 140 milioni regalati a Catania, mentre a Treviso si fanno le nozze con la frutta secca, è emblematica: possibile che basti la presenza al Governo della Lega per anestetizzare la giusta e comprensibile rabbia che dovrebbe impossessarsi di noi? Tra qualche giorno partirà in tutta Italia, e quindi anche nella Marca, una campagna a sostegno del ripristino delle preferenze alle elezioni nazionali. Che implica la necessità di fare resistenza anche al progetto di riforma della legge per le europee, che Pdl e Pd vorrebbero uguale a quella per l'elezione dei parlamentari. Vogliono un atto di imperio con cui cancellare, per decreto, tutte le altre forze politiche e costringere gli elettori a votare, magari turandosi il naso, solo per questo e per quello. Per chi pensa che, con il proporzionale, la selezione la deve fare un ragionevole sbarramento combinato con il giudizio degli elettori e non una legge dello Stato, per chi ritiene che la scheda elettorale non può essere una cambiale firmata in bianco ma che ci sia giusto il diritto di scegliersi il candidato a cui dare il voto, l'opportunità è ghiotta: firmare. Firmare per una politica che sia espressione della società, firmare contro chi vorrebbe trasformare la democrazia in burocrazia delle segreterie. La campagna per il ripristino della preferenza è una occasione per decidere se siamo liberi di scegliere, se patire o reagire, se tentare di riappropriarci della sovranità o arrenderci all'oligarchia dei partiti. Se fare regali a Catania, pagandoli con la diminuzione dei servizi nel nostro Comune, o conquistare regole giuste, uguali per tutti. Se essere cittadini o soltanto sudditi. Paolo Camolei.
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Speciali pag. 26 POLITICHE AGRICOLE UE, ATTESA LA SVOLTA Difendere l'agricoltura da chi vuole relegarla ad attività secondaria, dietro la sostenibilità ambientale, o seppellirla sotto la burocrazia. È il messaggio lanciato dal presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, nell'assemblea annuale all'azienda agricola Maccarese, acquisita 10 anni fa dal Gruppo Benetton. Un segnale rivolto al governo, verso il quale Confagricoltura ha manifestato un "consenso vigile" riguardo all'attività politica e un segnale rivolto all'Ue di massima attenzione in piena sintonia con l'azione già intrapresa dal ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia. La Pac, ha detto il ministro "ha fallito, perché ci hanno inculcato il concetto delle eccedenze", mentre ora si fanno i conti con le carenze, "mancano 2 milioni di ton. di latte e mancano cereali". Quello italiano "non è proprio l'ultimo mercato europeo ma sono disponibile a riportare i poteri agli Stati membri quando il ruolo notarile dell'Europa diventa quello dei "padroni del vapore"".
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da "Centro, Il"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Di Saverio Occhiuto Impiegati e servizi, così i conti non tornano I Comuni dei capoluoghi abruzzesi a metà classifica nel rapporto costi-benefici PESCARA. Quanto spendono i Comuni per il funzionamento della macchina amministrativa? E, soprattutto, qual è il rapporto di questa spesa con la qualità e la quantità dei servizi erogati al cittadino? Domande retoriche sino a ieri, ma alle quali oggi occorrerà rispondere con le cifre per tenersi al passo con i nuovi meccanismi introdotti dal federalismo fiscale. In pratica, chi spreca di più sarà inevitabilmente penalizzato nella ripartizione delle risorse. Da una indagine de Il Sole 24 Ore su 102 capoluoghi di provincia se ne scoprono davvero delle belle sul rapporto tra burocrazia e servizi. L'Abruzzo si colloca complessivamente a metà classifica. Con qualche picco decisamente negativo. Ad esempio quello che colloca il Comune di Chieti quasi in fondo alla graduatoria (95º posto) in ordine alla spesa pro capite destinata alla cultura: appena 12 euro per abitante. Al primo posto c'è Siena, con 149 euro pro capite; all'ultimo Taranto con appena un euro destinato ad ogni singolo cittadino del proprio territorio comunale. E' invece L'Aquila il Comune abruzzese più virtuoso nel rapporto tra costi e personale, con 60 dipendenti ogni 10.000 abitanti che comportano una spesa media annua di 38.905 euro per ciascun dipendente. Subito dopo, al 69º posto, figura il Comune di Pescara con 74 dipendenti e una spesa unitaria di 38.500 euro. Più in giù nella graduatoria, all'83º posto, c'è Chieti, con 72 dipendenti e una spesa pro capite di 36.939 euro, seguita ad una incollatura dal Comune di Teramo (84º posto), con 76 dipendenti ogni 10.000 abitanti e una spesa unitaria di 36.872 euro. Al primo posto di questa calssifica (e dunque maglia nera nel rapporto costi-dipendenti), c'è invece il Comune di Ragusa, con 62 dipendenti ogni 10.000 abitanti e una spesa media unitaria di 55.713 euro. In fondo alla graduatoria (ma in questo caso Comune più virtuoso) c'è la città di Lodi, che per i suoi 70 dipendenti ogni 10.000 abitanti ha una spesa media unitaria di 20.452 euro l'anno. I quattro capoluoghi abruzzesi si collocano in una posizione onorevole anche per quel che riguarda le spese per le Funzioni generali dei singoli Comuni. Al 48º posto della classifica generale c'è Chieti, con una spesa pro capite di 272 euro. Segue L'Aquila, al 53º posto con 264 euro, quindi Pescara, al 64º con 243 euro, e Teramo all'80º posto della classifica nazionale con 225 euro. Comune più virtuoso Firenze (724 euro), seguito da Alessandria (506) e Napoli (504). Maglia nera a Trapani con soli 32 euro.
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da "Secolo XIX, Il"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Roberto Cassinelli E così, alla fine, si è riaperto il dibattito sulla riorganizzazione della struttura istituzionale della nostra Repubblica. Finalmente, si parte. Anzi, si riparte. Sì, perché il processo di revisione del sistema degli Enti locali ebbe inizio già nel 2001, con la modifica del Titolo V della Costituzione. È da lì, che è cominciato il cammino verso una nuova, migliore e più efficiente organizzazione della macchina dello Stato. Che ha posto le proprie basi nel principio di sussidiarietà, cardine dell'organizzazione politico-amministrativa a livello europeo, il cui scopo sta nell'efficienza e nella trasparenza delle istituzioni pubbliche. Con la modifica del Titolo V, sono state conferite nuove e più ampie funzioni alle autorità istituzionali periferiche. Se allora si era posta la prima pietra verso una nuova idea di amministrazione degli Enti locali, il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri vuole rendere concrete e tangibili le innovazioni cui la legge di riforma aveva dato vita solo sul piano teorico. Ciò vuol dire, innanzitutto, maggiori competenze per gli Enti locali. Ma la novità più importante è l'istituzione della Città metropolitana (Genova sarà una delle sette) che andrà a sostituire la Provincia, le cui attuali mansioni sono molto limitate, pur a fronte di un costo complessivo - per le 109 Province italiane - di 15 miliardi di euro all'anno. Rispetto alla Provincia, la Città metropolitana sarà dotata di competenze assai maggiori, tali da permettere un'efficiente organizzazione di persone e risorse su un territorio più vasto rispetto a quello troppo circoscritto del solo comune capoluogo. Nell'ambito delle materie di propria competenza, la Città metropolitana avrà ampia autonomia di entrate e di spesa, avendo la possibilità di prefiggersi autonomamente obiettivi di finanza pubblica e di investimento delle risorse. È ancora il principio della sussidiarietà a ispirare un'ulteriore importante innovazione all'interno dell'organizzazione degli Enti locali: avendo come scopo ultimo il soddisfacimento degli interessi dei cittadini, i Municipi avranno funzioni di maggiore importanza e si vedranno attribuire molte più competenze rispetto a quelle poche che oggi già detengono, con il risultato di avere delle efficienti mini-città nel più grande ambito della Città metropolitana. L'ascolto delle istanze dei cittadini sarà, quindi, demandato a un ente capace di rispondere a esigenze di livello perfino rionale. Grazie a queste novità, avremo tutti a disposizione un'amministrazione pubblica più efficiente, in grado di occuparsi maggiormente delle piccole realtà e dei loro particolari problemi. L'amministrazione locale sarà più facilmente controllabile anche dal singolo cittadino, che oggi incontra serie difficoltà a orientarsi nella giungla del mastodontico apparato statale. Un'operazione di trasparenza, quindi, che dimostra come per il governo Berlusconi lo Stato debba stare al servizio dei suoi cittadini, e non viceversa. A medio-lungo termine, si potrà mettere in atto una revisione delle mansioni dell'attuale Senato, che lo porti a essere, sul modello del Bundesrat tedesco, una Camera di tipo federale, un'assemblea legislativa promotrice degli interessi locali. È ora auspicabile che l'opposizione, all'interno del dibattito che si aprirà con le Regioni e in Parlamento, si dimostri responsabile e capace di comprendere che si sta intraprendendo l'unica via percorribile verso l'efficienza e la modernità dello Stato italiano. Non possiamo far altro, quindi, che lavorare perché la Riforma avviata già nel 2001 possa avere esiti concreti e positivi, sapendo che essa migliorerà la produttività degli Enti locali e, soprattutto, il loro rapporto con coloro per i quali sono stati istituiti: i cittadini. Senza dimenticare che un nuovo modello di federalismo è indispensabile per ridurre i costi del fisco e della burocrazia, e per spronare le Regioni a una sana concorrenza che le porti ad attrarre risorse e investimenti. Il federalismo del governo Berlusconi non sarà di colore verde leghista. Sarà tricolore, perché? a differenza di quanto alcuni vanno raccontando - non mira ad accontentare un partito della nostra maggioranza, che è solida e serena, ma vuole portare benessere e sviluppo all'intera Nazione, ponendo definitivamente da parte ogni ottica campanilistica. È così che il governo sta lavorando: unito, compatto e determinato. E così continuerà per raggiungere il proprio fine ultimo: rialzare l'Italia. Roberto Cassinelli è deputato del Pdl e membro della commissione Giustizia della Camera. 07/10/2008.
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da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia LETTERE AL DIRETTORE 07-10-2008 Lettere al direttore Gli orari di chiusura Egregio direttore, con la presente desidero rispondere ai numerosi interventi apparsi in questi ultimi giorni sulla Gazzetta di Parma, aventi ad oggetto la proposta del sindaco Vignali di chiudere i locali da ballo alle 2,00. Ribadisco che la chiusura dei locali alle 2,00 a livello esclusivamente locale non rappresenta un vantaggio in termini di sicurezza per giovani e giovanissimi, in quanto tale decisione può portare solamente ad incentivare il nomadismo dei ragazzi verso i locali delle province e delle regioni limitrofe, che mantengono generalmente la chiusura alle 4,00. Per quanto riguarda invece l'orario d'ingresso nei locali da ballo di Parma, tengo a ripetere che è possibile entrare e ballare già dalla prima serata (10-10,30 ed anche prima in alcuni locali), senza necessariamente dover aspettare l'una; anzi, già da tempo, tutti i gestori offrono biglietti omaggio per il pubblico femminile e sconti sul biglietto d'ingresso per il pubblico maschile, proprio per incentivare l'anticipo dell'orario d'ingresso (parliamo infatti di sconti e biglietti omaggio di cui si può usufruire solamente entrando ad un orario massimo compreso tra le 22,30 e le 24). Aggiungo con un po' di amarezza che, purtroppo, il successo di tale iniziativa è stato assai scarso nonostante l'impegno, proprio perché la "moda" del momento spinge i ragazzi a tirar tardi già prima di andare in discoteca, che viene raggiunta di conseguenza solamente a tarda notte. Ritengo quindi fondamentale sottolineare che il "cambiamento di moda" deve coinvolgere in modo coordinato ed integrato sia i pubblici esercizi che i locali da ballo, con l'aiuto indispensabile dei genitori; solamente cambiando l'abitudine a tirar tardi a tutti i costi è possibile anticipare, come ormai da anni i gestori delle discoteche stanno cercando di fare, l'orario di inizio delle serate e quindi limitare il numero di ragazzi per strada fino a tardi, consentendo allo stesso tempo il divertimento nelle discoteche, da sempre simbolo di socializzazione e svago. Ernesto Mendola (Presidente Silb Parma) Parma, 25 settembre Opposizione "costruttiva" Egregio direttore, desidero esprimere la mia perplessità (per non dire altro) a proposito di quel trafiletto, apparso a metà della pagina n. 7 della Gazzetta di Parma del 4/10/2008. Il titolo di tale trafiletto era: Verbale: il Pd chiede chiarimenti. Al dottor Pagliari ha dato forse fastidio, che il fatto relativo alla prostituta picchiata, è stato il frutto di una montatura per screditare la Polizia Municipale? Al contrario di lui, io come cittadina di Parma ne ho gioito. Poteva perlomeno iniziare l'osservazione dichiarandosi soddisfatto che il "fattaccio" non fosse accaduto, e poi in secondo luogo annunciare la richiesta di chiarimenti sulla diffusione del verbale. E' forse questa la cosiddetta "opposizione costruttiva?". Albertina Storci Parma, 6 ottobre I controlli della Tep Egregio direttore, sono a precisare che i controlli svolti dal personale Tep sui mezzi pubblici sono da rivedere per evitare inconvenienti spiacevoli che a volte il cittadino si trova a dover subire negativamente suo malgrado. Mi spiego: nel mese di agosto u.s. mi viene recapitata una raccomandata da parte di Tep S.p.a. in cui mi si notifica una sanzione amministrativa di euro 54,40 relativa al fatto che mia figlia il 18 giugno u.s. viaggiava sprovvista di regolare biglietto su mezzo aziendale. C'è un particolare, che mia figlia il suddetto giorno era in villeggiatura in Valtellina e non poteva certamente essere su quell'autobus. Il verbale, fra l'altro, dell'accer - tatore verbalizzante, risulta essere compilato non dalla stessa persona e addirittura con la data di nascita di mia figlia errata. E' evidente che la procedura di accertamento messa in atto da controllore non è stata corretta, perché a mio avviso bastava un minimo di approfondimento e buon senso per capire che la ragazza priva di biglietto stava fornendo false generalità. Dopo essermi recata presso gli uffici Tep in due occasioni e dopo aver espletato le procedure previste, ho cercato di chiarire l'accaduto, mi è stato suggerito nella prima, di sporgere denuncia presso la stazione dei Carabinieri, cosa che ho puntualmente fatto, querela sporta per falsa dichiarazione a pubblico ufficiale e sostituzione di persona. Ho anche portato all'attenzione dell'Azienda la dichiarazione della proprietaria dell'appartamento che mi è stato affittato dal 14 al 21 giugno e dove risulta il soggiorno in villeggiatura di mia figlia. Ad oggi non so come si evolverà la questione, ma alcune riflessioni sono d'obbligo: chi mi ripagherà del tempo perso e del fastidio procuratomi di cui sono stata mio malgrado coinvolta? Forse, visto che si verificano con sempre più frequenza queste situazioni, il suggerimento a chi di competenza di rivedere la procedura, per evitare che altri cittadini vengano coinvolti loro malgrado in queste situazioni e che la burocrazia e l'inefficienza la faccia da padrone ancora una volta a dispetto della semplificazione degli atti. Roberta Schivazappa Scalvenzi Basilicanova, 30 settembre Spaccio in via Varese Signor direttore, mi fa piacere che il suo giornale si sia occupato della delicata situazione di via Varese. Per questo le ripropongo il tema di una mia lettera, già apparsa sulla Gazzetta del 9 settembre 2007, a cui il Comune, quasi sempre solerte nelle repliche, non ritenne di rispondere. Lasciando le cose come stavano e come ancora stanno. Vorrei quindi ri-segnalare la mancanza di una rete di protezione tra i giardinetti di via Varese e il torrente Baganza. Per questo propongo di collocare una recinzione, utile non solo a evitare di precipitare nell'argine del torrente (mi riferisco soprattutto ai bambini), ma anche perché gli spacciatori non si possano più nascondere proprio lì sotto. Lettera firmata Parma, 3 ottobre Pantalone paga sempre Gentile direttore, sul giornale di sabato 13/9 compare in prima pagina un fondo di Federico Guiglia che tratta della vicenda Alitalia e reca il titolo "Ma questa volta non paga Pantalone", titolo che induce a pensare che la soluzione in fieri proposta dal Governo sia a costo zero per i cittadini italiani. Si tratta con ogni evidenza di un titolo fuorviante rispetto al contenuto stesso dell'articolo ed alla realtà dei fatti. Come lo stesso giornalista infatti riconosce, gli Italiani sono chiamati ancora una volta ad accollarsi i debiti dell'Alitalia mentre la cordata privata acquista la parte produttiva. Inoltre non si capisce quale garanzia abbiano gli Italiani che da qui a 2, 3, o 5 anni, nella malaugurata ipotesi che la nuova compagnia fosse sommersa dai debiti, non sarebbero di nuovo chiamati a mettere mano al portafoglio. Il fatto che si tratti di una compagnia privata non costituisce in tale senso alcuna sicurezza dal momento che nel nostro Paese gli esempi di sovvenzione, diretta o indiretta, di imprese private coi soldi dei cittadini si sprecano (Fiat in primis). Pertano mi pare che il titolo più rispondente al contenuto del fondo ed ai fatti sarebbe stato: "ancora una volta paga Pantalone". Non pare anche a Lei? E se ciò è vero, considerato anche che il numero di licenziamenti pare almeno altrettanto elevato, non pensa che la soluzione Air France, sciaguratamente osteggiata dalla attuale maggioranza per un calcolo elettorale, avrebbe almeno avuto il vantaggio di non gravare sulle già dissestate finanze pubbliche? Marco Spaggiari Parma, 15 settembre Prostitute violente Signor direttore, sono un pensionato abitante a Sorbolo, il 9 settembre mi sono recato a Monticelli Terme per cure mediche. Sono andato passando da Casaltone e via del Traglione la strada più breve per raggiungere la mia meta. In via del Traglione ho visto diverse prostitute di colore. Io tranquillamente sono passato chiudendomi dentro in auto per precauzione, ignorandole. All'improvviso 2 prostitute si sono gettate in mezzo alla strada bloccandomi e cercando di salire sulla mia auto, trovandola chiusa hanno cominciato a tirare calci contro la mia auto e gridarmi parole incompresibili. Mi sono spaventato e ho accelerato rischiando di investirle e ho chiamato il 113. L'agente che mi ha risposto è stato molto gentile, è riuscito a calmarmi e lo ringrazio. Mi chiedo perchè il Comune non mette in cartello tipo attenzione caduta sassi, attenzione attraversamento animali, attenzione prostitute violente visto che nessuno mi pagherà i miei danni e non sono tutelato almeno evitiamo che chi ha paura non passa più per via del Traglione. Premetto io non sono razzista anzi mi fanno pena ma pretendo ed esigo essere tutelato e si prostituiscano pure ma lascino stare chi passa tranquillamente. Un pensionato Sorbolo, 9 settembre A proposito di liberalizzazioni Signor direttore, vorrei esprimere la mia opinione a proposito delle liberalizzazioni. Gli italiani chiedono liberalizzazioni radicali, apertura dei mercati, riforme delle professioni e dei servizi locali, non bastano le novità introdotte dai decreti Bersani, almeno è quello che è emerso dai sondaggi realizzati da Adiconsum, Casa del consumatore, Lega consumatori, Centro tutela consumatori, Acu. Emerge una realtà chiara, il totale consenso culturale ed ideologico verso le stesse e la delusione verso i benefici attesi, perché limitati solo in alcuni settori. A soddisfare la sete di liberalizzazioni sono stati gli interventi sui farmaci, sul commercio, dei passaggi di proprietà e del risarcimento diretto nella Rc Auto, a deludere le resistenze ad essi attuate dal mondo bancario sulla portabilità dei mutui e dal settore degli ordini professionali all'in - troduzione della quota-lite e degli onorari minimi. Altra richiesta forte riguarda un maggior potere sanzionatorio e autorità più autonome, per chi non rispetta le regole. A mio parere, le liberalizzazioni, non decollano perché le imprese le ostacolano per difendere la loro comoda posizione di mercato, l'esempio più lampante di questa dinamica è il petrolio: l'escalation di questi anni deriva da un mercato che, essendo non concorrenziale, riesce a massimizzare i profitti. Il mercato del petrolio oggi non esiste, è solo un grande monopolio, andrebbe totalmente riformato. Rino Basili Parma, 15 settembre.
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da "Resto del Carlino, Il (Fermo)"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia AGENDA E LETTERE pag. 8 Senza titolo LETTERA IMPIEGATI COMUNALI NEL MIRINO Burocrazia & maleducazione CARO CARLINO, quando alla burocrazia si unisce la maleducazione, la voglia di agire secondo le regole viene meno anche ad un santo. Tempo addietro ho chiesto ed ottenuto dal Comune di Ascoli l'autorizzazione a cambiare la destinazione di un locale di casa mia. Ho pagato circa 11mila euro per realizzare tutto a norma. Tuttavia, nei bollettini che ho dovuto compilare mi erano state indicate cifre sbagliate. Così, dopo qualche tempo, mi sono visto recapitare tramite raccomandata la richiesta di alcuni rimborsi modici (68 centesimi e 7,20 euro). Come si dice, errare è umano. Però, quando mi è arrivata la richiesta di 1.266,68 euro ho voluto sapere qualcosina in più, soprattutto perché dal Comune, sempre per la stessa questione, attendo un rimborso di 2.033,44 euro. Ma non solo: a conti fatti, la cifra che mi viene chiesta è anche sbagliata. Quindi, dopo che avrò pagato questo ennesimo bollettino, la faccenda si ripeterà. Sono andato nell'ufficio preposto, ho chiesto di incontrare i responsabili. Mi è stato risposto in malo modo, malgrado abbia solo chiesto informazioni. Praticamente mi hanno cacciato. Ora mi chiedo: sbaglio io a volerci capire qualcosa dopo aver fatto tutto secondo norma o sarebbe meglio snellire, oltre che le burocrazie, anche i modi degli impiegati comunali? Franco Cavucci.
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da "Denaro, Il"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Benevento energia Ricerca, Rummo: Meno burocrazia Il presidente degli industriali sanniti chiede norme più snelle per i progetti Un'autorizzazione preventiva per permettere ai gruppi di ricerca che si occupano di energie rinnovabili di realizzare più velocemente gli studi di fattibilità. A lanciare la proposta è Cosimo Rummo, presidente di Confindustria Benevento, nell'ambito del workshop "Ricerca e innovazione in Campania": un ciclo di 14 incontri, promosso dall'assessorato regionale alla Ricerca scientifica, che a Benevento si è focalizzato sul tema dell'energia. Ad intervenire, tra gli altri, l'assessore regionale alla ricerca scientifica Nicola Mazzocca, l'assessore all'innovazione della provincia di Benevento, Gianvito Bello e Filippo De Rossi, preside della facoltà di ingegneria dell'Università degli studi del Sannio. Cecilia Del Gaudio Meno burocrazia per i gruppi di ricercatori che operano in materia di energie rinnovabili. A lanciare la proposta è Cosimo Rummo, presidente di Confindustria Benevento. L'occasione è il workshop "Ricerca e innovazione in Campania", un ciclo che vede il capoluogo sannita primo tra le quattordici tappe previste in Campania. Tema centrale dell'incontro: l'energia. "Immagino- spiega Rummo- una sorta di autorizzazione concessa in via preventiva agli studi di ingegneri che si occupano di ricerca in ambito di energie rinnovabili". "Sarebbe- ipotizza il presidente- uno strumento in grado di garantire tempi brevi all'attuazione dei piani di sviluppo in materia". "Vorrei che Benevento e la sua provincia - afferma Rummo- diventassero la Dubai d'Italia, se non addirittura d'Europa, ma troppo spesso i progetti restano bloccati in attesa degli studi di fattibilità". Partecipano al dibattito, insieme con il numero uno degli industriali sanniti, l'assessore alla ricerca scientifica della regione Campania, Nicola Mazzocca, Gennaro Masiello, presidente della Camera di commercio di Benevento, Gianvito Bello, assessore provinciale all'energia, Eugenio Di Santo dell'assessorato all' agricoltura della regione Campania, Raffaele Martone, prorettore della seconda università degli studi di Napoli, Fabio De Felice, componente di Confindustria Campania. Gli incontri, secondo quanto spiega Mazzocca hanno come finalità l'individuazione di una serie di interventi che rispecchiano le specificità dei territori. "Abbiamo intenzione-sottolinea l'assessore - di portare avanti un approccio bottom-up". "La regione Campania -spiega Mazzocca- deve dare risposte complessive, non parcellizzate. Nello stesso tempo deve essere in grado di programmare gli interventi da attuare". Il coinvolgimento degli attori locali vede in primo piano l'ente provinciale di Benevento. A ribadirlo è Gianvito Bello. "Il piano energetico ambientale - afferma Bello- approvato quattro anni fa, è in questi giorni sottoposto ad aggiornamento, tramite il coinvolgimento dei comuni del territorio". Gli attori locali , specie le imprese, sono al centro dell'intervento di Masiello. "Il Sannio -afferma il presidente- ha un tessuto imprenditoriale formato da piccole realtà produttive. Queste ultime da sole non possono mettere in campo progetti in materia di energia rinnovabile". "Fondamentale in quest'ambito- prosegue- è concepire una rete, che comprenda anche università e istituzioni, per aiutarle ad investire nel comparto". Le energie alternative, però, secondo quanto avverte Di Santo, sono anche un settore che vede troppo spesso protagoniste sul territorio le imprese straniere. "Bisognerebbe- conclude Di Santo- che in Campania si instaurasse una filiera delle energie rinnovabili". del 07-10-2008 num.
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: LECCE - data: 2008-10-07 num: - pag: 4 categoria: BREVI LECCE Burocrazia, il sindaco ha il suo delegato LECCE - Si tiene oggi, alle 16, all'hotel President di Lecce, il seminario sulla "Semplificazione amministrativa" di Confindustria. Un argomento molto attuale, anche alla luce della delega, assegnata il 13 giugno scorso dal sindaco Perrone, al consigliere comunale Antonio Lamosa del gruppo "Lecce città del mondo", la lista di Paolo Perrone.
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da "Arena.it, L'"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia SAN MAURO DI SALINE. Lanciata la sfida per dare la Denominazione di origine protetta del frutto simbolo dei boschi La Lessinia deve allearsi per avere il marrone Dop Entro ottobre nascerà il Consorzio di tutela Invito ai castanicoltori: "Aderite in massa"     Vittorio Zambaldo Entro la prossima Festa dei marroni, cioè per l'ultima domenica di ottobre, sarà costituito il Consorzio di tutela per il riconoscimento della Denominazione di origine protetta (Dop) del Marrone San Mauro dei Monti Lessini Veronesi. Il passo avviato già dall'amministrazione del sindaco Roberto Corazza ha ricevuto un'accelerazione dalla nuova amministrazione del sindaco Italo Bonomi subentrato dalla scorsa primavera alla guida del più piccolo Comune della Lessinia e intenzionato a portare a casa il riconoscimento. L'assemblea radunata dal vicesindaco Luciano Alberti, presente l'assessore provinciale alle politiche montane Lucio Campedelli, il presidente dell'Associazione castanicoltori Pietro Alberti e l'agronomo Luigi Trespidi, è servita a far conoscere al centinaio di castanicoltori del paese l'iniziativa e a raccogliere adesioni. "Il passo si farà comunque anche se non tutti vorranno partecipare", ha precisato Luciano Alberti, ricordando che a San Zeno di Montagna è stata ottenuta la Dop dei marroni con appena 13 castanicoltori nel Consorzio, "ma è chiaro che più siamo e maggiori sono le probabilità di avere peso politico e esercitare pressione sulle istituzioni per l'approvazione". Sono quattro i passaggi che Trespidi ha illustrato per arrivare al riconoscimento: "La costituzione del Consorzio di tutela perché è necessario un soggetto giuridico per presentare la documentazione e organizzare le attività di supporto e promozione. La fase successiva sarà la stesura del disciplinare di produzione per elencare tutte le norme che definiscano cosa sia Marrone di San Mauro. Si passerà poi alla registrazione del marchio di tutela, già utilizzato come marchio promozionale. L'ultimo passaggio è il deposito della documentazione al ministero per le Politiche agricole con relazione storica, tecnica, socio-economica e allegate le cartine di delimitazione della zona. "Fondamentali anche la costituzione del catasto dei terreni coltivati a castagneto e il censimento dei castagni, oltre all'attività di promozione con cartellonistica stradale nella zona di coltivazione, azioni che potranno essere fatte anche dopo il riconoscimento della Dop", precisa Trespidi. Il costo è valutato attorno ai 70 mila euro, ma diviso fra tanti aderenti potrebbe essere una cifra sostenibile: "L'idea è di ampliare gli enti interessati rispetto alla zona ristretta e a mio avviso potrebbero essere 16 le amministrazioni comunali della Lessinia coinvolte, dalle zone alte di Negrar fino a San Giovanni Ilarione, oltre a Provincia, Camera di commercio, Comunità montana e Bim Adige", aggiunge Trespidi. Se il Consorzio dovrà vedere la luce entro ottobre, per il riconoscimento della Dop la speranza è che l'iter sia concluso entro il 2009: "Ci vorrà del tempo ma dobbiamo crederci. Non sarà solo un aumento di carte e di burocrazia, perché alla fine chi aderirà avrà maggiori benefici", avverte il vicesindaco. E il presidente dei castanicoltori precisa: "Ricordiamoci i tempi quando un quintale di marroni era valutato come un quintale di mais: se oggi ricaviamo di più dal nostro lavoro è anche grazie alla politica di promozione e di tutela che è stata fatta, oltre al calo di superficie coltivata". L'assessore Campedelli si è congratulato per l'iniziativa che ha definito "un processo di crescita, perché la Dop serve a tutelare e promuovere. Ma è importante anche la massa critica per portare un prodotto sul mercato e chiudersi in orti troppo stretti non è sempre conveniente. La Provincia partecipa e mi batterò con il collega Dionisio Brunelli, assessore all'agricoltura, perché almeno le spese di avvio del riconoscimento della Dop non siano a carico dei produttori", ha promesso Campedelli. Il sindaco Italo Bonomi, che non è potuto essere presente all'incontro per un impegno, vuole comunque ribadire l'impegno dell'amministrazione: "Sono favorevole e mi auguro che i miei compaesani aderiscano con convinzione e in gran numero. Il prodotto è ottimo e va promosso. Sono anche favorevole all'allargamento della zona per il riconoscimento della Dop a tutti i marroni della Lessinia", conclude il sindaco, "perché ritengo che in queste occasioni l'unione faccia la forza e si difendano meglio i propri diritti".
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da "Provincia Pavese, La"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Di Maria Fiore Ha dato le case ai pavesi, adesso rischia la sua Il custode del tribunale per anni alle Acli "Vorrei restare qui, mi sento utile" PAVIA. Ha dato case a migliaia di pavesi. E ora rischia di finire in mezzo a una strada. E' una storia al limite del paradosso quella di Gianfranco Metelli: il custode del Tribunale, "licenziato" la scorsa settimana per scadenza del contratto, fino a 15 anni fa era direttore del Consorzio Acli Case. Metelli, che chiede di potersi rendere ancora utile, continuando a fare il custode, non parla volentieri del passato. Perché anche dal Consorzio, ironia della sorte, fu costretto ad andarsene. "Cacciato per contrasti interni", spiega. E ora, dopo otto anni di servizio, deve abbandonare anche il palazzo di giustizia. Con una nota, il presidente del Tribunale Piergiovanni Palminota gli ha revocato l'incarico. La lettera segue un'ispezione del Demanio, in base alla quale era emerso che il contratto del custode, stipulato attraverso la cooperativa "Esserci" di Voghera, era scaduto da un anno e mezzo. "Esattamente da 20 mesi", precisa il custode. Venti mesi in cui Metelli non ha percepito lo stipendio ma avuto la possibilità di usufruire dei locali. Un tetto sulla testa, in cambio della custodia. Se però si voleva sanare un'anomalia, lo si è fatto soltanto a metà. Perché Metelli, per il momento, non ha ricevuto lo sfratto, anche se sembra questione di poche settimane. Il tempo di mettere a punto il concorso per un nuovo custode (il Ministero della Giustizia, di cui è nota la mancanza di risorse, non ha fornito risposta alla richiesta di utilizzare il custode a titolo gratuito) e Metelli dovrà lasciare il piccolo appartamento al piano terra. "Una persona mi ha garantito che si impegnerà per una soluzione - spiega Metelli -. Mi è stato detto che ci sarebbe un alloggio in Borgo, ma finora non c'è niente di ufficiale. Però non è tanto questo che mi preoccupa, quanto il fatto che vorrei ancora sentirmi utile. Per questo sono disposto a lavorare anche gratis, ma finora non sono ancora riuscito a parlare con nessuno di questa possibilità, e nessuno mi ha spiegato perché non si può fare". Il custode-fantasma, che ancora ogni mattina si affaccia, come sua abitudine, sull'ingresso del palazzo a guardare chi entra, è un uomo in carne e ossa quando racconta la sua storia. "Migliaia di case - ripete, un po' con nostalgia -. Sono passati quasi vent'anni da quando ideai il complesso di Santa Sofia a Torre d'Isola. Ricordo che ci furono grossi problemi col progetto, poi il piano fu realizzato. Fino ai contrasti con alcuni personaggi. Se mi dimisi dall'incarico? No, fui sbattuto fuori". Che tipo di contrasti? "Mi chiesero di fare cose che non condividevo - si limita a dire Metelli -. Ma mio padre mi ha insegnato due cose, a cui non intendo rinunciare: l'onestà e la libertà personale". E poi? "Ho provato a mettere su alcune imprese, ma ero senza una lira - prosegue -. In poco tempo i tentativi fallirono e mi trovai in difficoltà ancora più grandi". A dargli una mano fu, subito, una cooperativa della Casa del Giovane. "Poi quando ci fu la possibilità di venire a fare il custode in Tribunale colsi l'occasione con una cooperativa di Voghera", spiega. Per 8 anni è rimasto a fare la custodia ai locali del palazzo. "Ora spero solo che qualcuno mi dica cosa succederà - chiede -. E spero che stavolta lo faccia con le parole e non attraverso lettere scritte, usando il cuore e non la burocrazia".
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da "Brescia Oggi"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia REGIONE LOMBARDIA. Nuova legge quadro Terzo settore: meno burocrazia per l'assistenza Secondo Peroni, "più rispetto per la dignità della persona"   Più flessibilità nel rilascio dei permessi e maggiore integrazione tra enti pubblici e privati: due aspetti fondamentali per ridisegnare l'assetto delle unità di offerta sociosanitarie lombarde impegnate nell'erogazione dei servizi di assistenza , cura e supporto sociologico alla persona. Il rapporto coinvolge persone fisiche, singoli e soggetti del terzo settore, d'ora in avanti agevolati nell'avvio delle proprie attività da una semplificazione burocratica notevole, lontani dai controlli e dalle verifiche da parte di Asl o Asp inserite nella prima legge quadro del 1986 e più vicine alle esigenze delle comunità. Contenuti importanti di una rivoluzione storica, concretizzata nell'approvazione della legge quadro regionale 3/2008 recentemente elaborata dalla III commissione sanità e assistenza della Regione Lombardia, presieduta da Pietro Macconi. In pratica, d'ora in avanti, la legge quadro stabilirà che tutte le strutture private (per esempio le cooperative) intenzionate a fornire servizi di supporto familiare dovranno semplicemente redigere una "Comunicazione di avvio delle attività" da inviare al Comune, alla Provincia o all'Asl, valida di per sè all'avvio dei semplici servizi assistenziali. Serviranno solo 30 giorni di verifiche (da parte di Asl, Comune ed enti amministrativi preposti) invece per l'avvio delle attività sanitarie. Per approfondire novità e opportunità, venerdì 10 ottobre si terrà un convegno nella sala conferenze di Ubi Banca, in piazza Monsignor Almici, dalle 9, con la presenza, oltre a Pietro Macconi, di Giorgio Maione, assessore ai Servizi sociali del Comune, Riccardo Minini (assessore alle attività Socio assistenziale e Famiglia della Provincia) e Anna Calvi, direttore sociale dell'Asl di Brescia. "La direzione intrapresa con la legge quadro ? ha detto il consigliere al Pirellone Margherita Peroni, promotrice della legge ? va nella direzione del rispetto della dignità della persona, dell'universalità del diritto di accesso,della uguaglianza di trattamento nel rispetto della specificità delle esigenze". Con la nuova legge, l'accesso alla rete delle unità sarà determinato dalla non autosufficienza per malattia o età, inabilità o disabilità, patologia psichiatrica stabilizzata, infezione Hiv e dipendenza.PODE.
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da "Corriere Adriatico"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Nel monumento di Bianchi a Porta Fano Pasquino traccia la scritta cancellata FOSSOMBRONE Pasquino non s'è fatto sfuggire l'occasione all'annuncio che nella mattina di sabato scorso sarebbe stata inaugurata la nuova rotatoria di Porta Fano. La notte precedente alla base del monumento realizzato a suo tempo dallo scultore forsempronese Bruno Bianchi ha provveduto a completare le scritte originarie. In particolare ha aggiunto quella alla base che recitava "Anno XVII a fascibus restit" che evoca l'epoca del fascismo. Poiché era stata cancellata da tempo Paquino ha deciso di entrare in azione. Forte peraltro di una foto d'epoca che conferma appieno la sua tesi. In nome del rispetto della verità storica nulla da nascondere si è detto anzi molto meglio mostrare che censurare. Perché altrimenti si applica una vecchia strategia inutile e soprattutto non rispettosa di quello che è accaduto in termini squisitamente storici. Così il nostro Pasquino non s'è fatto pregare due volte. Era già accaduto in altre occasioni sempre relative ad inaugurazioni di vario genere. Nulla di offensivo. Né di violento. La mattina della scritta, mostrata dalla foto, in tanti, si sono accorti nonostante fosse stata abilmente mimetizzata. L'intervento di rimozione ha fatto il resto. Il monumento, cone si sa, è stato posizionato in mezzo all'aiuola della rotatoria. Non per questo Pasquino s'è arreso. Anzi ha fatto sapere di essere rimasto molto soddisfatto per la sua "impresa". Per un verso o per l'altro la realizzazione dell'opera ha fatto discutere parecchio. Alla segnalazione circa la mancata realizzazione, in prima battuta, degli scivoli per le persone in situazione di handicap si è provveduto non appena l'Anmic ha espresso il suo intervento. Un'altra polemica serpeggia dopo il taglio del nastro tricolore: i cartelli stradali sono troppo alti e nascondono il monumento. La replica dei tecnici è stata immediata: si tratta di un'osservazione ineccepibile. Stavolta però non si può fare nulla. Il rispetto delle norme impedisce qualsiasi adattamento. Dopo tanto lavoro hanno deturpato la visuale più i cartelli e la conseguente burocrazia, che i critici più incalliti. Così è anche se vi pare, Insomma. O meglio: deve essere per forza così. Ma che pessima veduta. GI.R.,.
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da "Corriere Adriatico"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia A Macerata il costo unitario più altoper il personaleAscoli la più risparmiosa Verso il federalismo. Nelle pieghe dei bilanci si misura l'efficienza dei singoli territori La burocrazia frena le spese per i servizi ANCONA - Ad ogni abitante di Ascoli, mandare avanti le funzioni del Comune costa 415 euro. Pochi chilometri più in su, a Macerata, il costo quasi si dimezza e scende a 238 euro. Una differenza notevole che dà conto dei problemi che ogni amministrazione si troverà ad affrontare quando il federalismo da proposta di legge diventerà una pratica quotidiana. La radiografia delle spese comunali è stata elaborata dal Sole 24 Ore su dati prelevati dai consuntivi delle amministrazioni comunali riferiti al 2006. Ne emerge un interessante spaccato che, tuttavia, conferma come anche nelle Marche la spesa per il personale sia un pesante condizionamento per la spesa pubblica drenandone una parte consistente. Tra l'altro, con l'arrivo del federalismo, si tratta di spese che ora ricadono sul territorio, in maniera ancora più diretta rispetto a prima. Rimane elevata, ma non altissima, l'attenzione per capitoli importanti della vita quotidiana come assistenza, cultura e istruzione. Infine, ogni Comune dovrà eliminare ulteriormente sacche improduttive del proprio bilancio per poter continuare ad erogare servizi che fanno la peculiarità di ogni comunità municipale. IL PESO DEGLI IMPIEGATI - Sono due gli indici di riferimento: il primo si riferisce al numero dei dipendenti per ogni 10 mila abitanti; il secondo al loro costo unitario per l'amministrazione comunale. Macerata è la città marchigiana con il rapporto più basso di impiegati rispetto ai cittadini (71) ma è anche la città che li paga meglio: il costo unitario è di 40.576 euro all'anno. Dall'altra parte della classifica c'è Ascoli dove i dipendenti comunali sono 102 ma il costo scende a 36.481 euro. Significa che ci sono molte figure con funzioni e stipendi più bassi. Al Nord, risultati molto simili. Ancona ha 93 dipendenti per ogni 10 mila abitanti al prezzo unitario di 39.283; Pesaro ne ha 87 e ognuno costa 38.429. Dati per ulteriori raffronti: la peggiore performance nazionale è quella di Ragusa dove ogni dipendente costa 55.713 (sono 62 per ogni 10 mila abitanti); la migliore è quella di Lodi con una spesa di 20.452 euro e 70 impiegati. I SERVIZI - Il peso della burocrazia si fa sentire ad Ascoli che brilla per istruzione e cultura ma cade inesorabilmente sull'assistenza. Pesaro è al top per assistenza e istruzione; Macerata per la cultura. Le posizioni dei capoluoghi marchigiani difficilmente sono ai vertici delle classifiche se si eccettua il costo delle funzioni generali di Ascoli che è al sesto posto: si tratta di una posizione che è difficile da valutare specie perché manca un indice di efficienza; indice comunque di un costo elevatissimo della macchina amministrativa che richiede risorse tre volte superiori a quanto si spende, per esempio, per l'assistenza. Come si concilierà questa spesa con il registro federale? Comunque ecco i vari capitoli dell'indagine con le posizioni dei Comuni marchigiani e la prima e l'ultima delle città italiane. FUNZIONI GENERALI - E' il peso della burocrazia. Firenze è al top della classifica con 724 euro di costo per ogni abitante. Ascoli è al sesto posto con 415; Ancona al 28 con 333; Pesaro al 63 con 248; Macerata al 74 con 238. Chiude la classifica Trapani dove la spesa per le funzioni generali è di 32 euro. ISTRUZIONE - Ancora Firenze in vetta con 231 euro per abitante. Pesaro è la miglior marchigiana al 24 posto con 111; seguono Ancona (41 posto con 91 euro), Macerata (65 posto con 71 euro), Ascoli Piceno (82 posto con 57 euro). CULTURA - Il fiore all'occhiello delle Marche esce un po' malconcio dal raffronto con le altre città italiane. La migliore è Siena con 149 euro spesi per abitante. Macerata al dodicesimo posto è la prima marchigiana con una spesa praticamente dimezzata: 76 euro. Seguono Ascoli (23 posto con 60 euro pro capite), Ancona (32 posto con 54 euro) e infine Pesaro, al 39 posto, con 50 euro a testa. ASSISTENZA - Anche questo è un settore di cui ci si riempie spesso la bocca ma anche qui regna una medietà sinistra. Escluse le città di regioni a statuto speciale, al primo posto c'è Modena (con 367 euro per abitante). Pesaro è la prima marchigiana al 37 posto con 175 euro; seguono Ancona (38 con 172 euro), Macerata (43 posto con 171 euro), infine Ascoli al 79 posto con 116 euro a persona. EDOARDO DANIELI,.
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da "Mattino, Il (Caserta)"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia GIUSEPPE MIRETTO "Noi, fannulloni per forza". Burocrazia impazzita al Comune di Maddaloni: così, una parte dei dipendenti dell'ufficio ecologia, o meglio di quello che resta dell'ex-ufficio ecologia, si autodenunciano perché "non più messi in condizione di lavorare serenamente" o peggio perché non "hanno più nulla da fare". Questa storia, che farebbe saltare sulla poltrona il ministro Brunetta, è la conseguenza perversa di un singolare atto di giunta finalizzato a "modernizzare e sviluppare le attività dell'ufficio ecologia". Già, perché la burocrazia comunale, prima di impazzire era arretrata e indolente. Così, l'ufficio ecologia, negli anni, ha svolto compiti (controlli e prevenzione nei confronti dei nuovi esercizi commerciali) che erano propri della sezione annonaria. Un doppione generatore di conflitti di competenze. Conflitti diventati insostenibili quando le competenze del settore sono diventate esclusive delle Asl. Un pasticcio burocratico. Quindi, "per evitare ulteriori problemi di competenze, capaci di influire sulla imparzialità e trasparenza" è stata trovata una soluzione peggiore del male: accorpare l'ufficio ecologia e l'ufficio annona e sollevare da ogni incarico il personale in sovrannumero. "Invece - spiega la dirigenza del Salcom (sindacato lavoratori Comune di Maddaloni) - di risolvere le sovrapposizioni di competenze e cancellare i servizi doppione, si è deciso di cancellare un intero servizio ricorrendo pure al demansionamento del personale". È benzina sul fuoco che agita i già difficili rapporti tra i dipendenti e l'amministrazione comunale. Nessuno parla di mobbing, ma i dipendenti annunciano di aver inviato "gli atti alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere". La giunta Farina parla invece di atto dovuto per "offrire servizi di qualità alla cittadinanza". Il problema è che adesso non esiste più una struttura competente in materia di problemi ambientali. Sul caso, la Rsu (rappresentanza sindacale unitaria) ha formulato un formale atto di diffida. Scrive Donato Proto (Salcom): "La decisione è palesemente illegittima". Come al solito non è stata concertata con i sindacati, cancella mansioni e competenze ai dipendenti, cancella un servizio e non ne crea uno sostitutivo. Sarebbe insomma una razionalizzazione alla rovescia. "Il dramma vero - commenta Andrea De Filippo (Fi-Pdl) - è che non esiste uno straccio di politica per il personale. Il Comune di Maddaloni vive una deriva dirigenziale e organizzativa che non ha precedenti nell'ultimo mezzo secolo. Si ricorre solo alla razionalizzazione alla rovescia. Invece, di sciogliere gli intrecci paradossali di competenze, e quindi ammodernare e riorganizzare la macchina comunale, si sopprime un servizio che creerebbe problemi". Dalle parole ai numeri. Il Pdl presenta il bilancio disastroso delle politiche per il personale negli ultimi sei anni. Ammonta a un milione 200 mila euro il buco erariale creato dalle politiche di incentivo ai servizi sostenute nel biennio 2004-2006 (relazione ispettore Vallante della Ragioneria dello Stato). In aggiunta, la mancanza di copertura finanziaria, per le turnazioni, reperibilità e straordinari, espone l'ente alla censura della magistratura e a una pioggia di pignoramenti.
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da "Corriere Di Como, Il"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia La classifica de "Il Sole 24 Ore" Ne abbiamo molti, ma ci costano poco. I dipendenti comunali di Como pesano poco sulle tasche dei cittadini, almeno secondo una classifica stilata da "Il Sole 24 Ore". Il quotidiano economico, diretto da Ferruccio De Bortoli, ha calcolato il costo unitario del personale dei 102 Comuni capoluogo italiani (Aosta esclusa), rapportando le spese del personale ai dipendenti assunti a tempo indeterminato. Ne risulta che a Como ogni dipendente costa 33.309 euro all'anno: la quartultima cifra più bassa della classifica italiana, che corrisponde al 99esimo posto in graduatoria. La leadership è di Ragusa, dove ogni dipendente costa in media 55.713 euro all'anno, ma dove ci sono 62 impiegati comunali ogni 10mila abitanti, contro i 108 di Como. Incrociando i dati consuntivi del 2006, il "Sole" ha calcolato anche i soldi che ogni cittadino spende in burocrazia e servizi. A Como si spendono 225 euro a testa in "funzioni generali" (81esimo posto), 84 in istruzione (48esimo posto), 37 in cultura (60esimo posto) e 236 euro in assistenza (19esimo posto nella classifica nazionale). Secondo Stefano Bruni, sindaco di Como, questi dati scattano una fotografia positiva. Il basso costo dei dipendenti comunali posizionerebbe la città tra i quattro Comuni più parsimoniosi d'Italia. "Sono cifre virtuose, che dimostrano come i nostri conti siano a posto commenta il primo cittadino Da anni è in corso un programma di risanamento finanziario e controllo delle spese che dimostra come gli investimenti siano a diretto beneficio dei cittadini. La classifica fatta di cifre tratte dai bilanci reali degli enti è una dimostrazione seria dei risultati raggiunti". Un rapido confronto con i "cugini" di altre province vicine: a Como ci sono 108 dipendenti comunali ogni 10mila abitanti, e costano 33mila euro all'anno. A Lecco i dipendenti sono 75, ma costano più di 35mila euro all'anno. A Varese sono 92 e costano quasi 40mila euro. Peggio di Como è anche Sondrio, dove gli 82 dipendenti ogni 10mila abitanti costano ai cittadini mediamente 36.699 euro all'anno. Nella foto: Il municipio del capoluogo spende poco in relazione alla quantità di dipendenti Home I consulenti del lavoro: "La formazione è il futuro dei giovani" Nuova filiale in Cina per la Saati di Appiano Gentile "Concorrenza spietata, bisogna eccellere" Maratona biblica con lettrice lariana Dal Lario a Lourdes 3.200 pellegrini.
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da "Corriere Di Como, Il"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia I consulenti del lavoro: "La formazione è il futuro dei giovani" Terzo congresso regionale ieri a Villa Erba "Aboliamo il valore legale dei titoli di studi: le lauree "fasulle" salteranno da sole, rimarranno solo quelle concrete". La proposta è stata lanciata dal senatore Tiziano Treu. Il vicepresidente della Commissione Lavoro è intervenuto ieri a Cernobbio, a Villa Erba, in occasione del terzo congresso regionale dell'Associazione nazionale consulenti del lavoro (Ancl). L'assemblea era centrata sui giovani e le piccole e medie imprese, viste come il futuro dell'Italia. Treu, parlando di istruzione, ha premesso che "gli investimenti dell'Estremo Oriente nell'educazione sono impressionanti". Ha quindi proposto di abolire il valore legale dei titoli di studio: "Se si togliesse il "timbrino legale" i corsi fasulli salterebbero da soli e le lauree concrete resterebbero". Il congresso è stato aperto da Franco D'Angelo, presidente comasco dei consulenti del lavoro, che ha insistito "sull'importanza della scuola" poiché "la qualità della formazione è il futuro dei nostri giovani". Potito di Nunzio, presidente regionale dell'associazione, ha invece illustrato gli esiti di una ricerca, che dà una risposta al perché le imprese non crescono. "Pesa, innanzitutto, la difficoltà di accesso al credito ha spiegato il presidente regionale poi, si vuole evitare di superare la soglia dei 15 dipendenti e si hanno difficoltà a reperire risorse adeguate. Influisce anche l'eccessivo costo del lavoro: assenteismo, formazione, sicurezza e burocrazia". Secondo la ricerca illustrata da Potito di Nunzio, i giovani fanno fatica a inserirsi nel mondo del lavoro per "un'inadeguatezza nella formazione e una scarsa propensione all'apprendimento e ai lavori manuali. I ragazzi, tra gli obiettivi della loro vita professionale, mettono al primo posto il reddito e all'ultimo la possibilità di trovare un lavoro in linea con la formazione scolastica". Di burocrazia ha invece parlato Marina Calderone, presidente del consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro. "Gli adempimenti inutili non arricchiscono noi e stringono il cappio al collo delle imprese". Si è poi aperta la prima tavola rotonda della giornata, e per gli industriali di Como è intervenuto Mario Giudici, responsabile dell'area lavoro e previdenza della Confindustria lariana. "La nostra proposta ha detto riferendosi al negoziato sulla riforma della contrattazione, in corso in questi giorni non modifica il modello del '93, vuole solamente salvaguardare il potere d'acquisto dei salari senza gravare sull'impresa in termini di competitività. Perciò vogliamo arrivare a una semplificazione dei contratti, insistendo poi sulla contrattazione di secondo livello". Nella foto: Numerosi gli interventi al terzo congresso regionale dei consulenti del lavoro (William) Home Nel capoluogo i dipendenti del Comune costano poco Nuova filiale in Cina per la Saati di Appiano Gentile "Concorrenza spietata, bisogna eccellere" Maratona biblica con lettrice lariana Dal Lario a Lourdes 3.200 pellegrini.
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da "SaluteEuropa.it"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia "E' evidente che oggi il sistema tiene grazie all' impegno personale del medico di famiglia di fronte alla carenza di risorse e strumenti e di un'organizzazione complessiva ha affermato Giacomo Milillo, Segretario Nazionale di FIMMG, commentato le principali evidenze emerse dalla ricerca realizzata dal Centro Studi di FIMMG e SWG e che sarà discussa nell'ambito del 63 Congresso Nazionale FIMMG che si terrà a Villasimius dal 6 al 12 ottobre. "Oggi ha proseguito Milillo - siamo di fronte a un elevato aumento della fragilità sociale e sanitaria (con la prevalenza di malati cronici e con diversi disagi, psicologici e di tipo economico), che accentua enormemente il peso del carico assistenziale, e la solitudine del medico di famiglia in presenza di una bassa efficienza dei servizi del SSN. Si può stimare un monte di oltre 2 milioni di contatti al giorno con i pazienti a carico dei medici di famiglia". "A questo punto ci si deve interrogare sulla sostenibilità del sistema delle cure primarie e della medicina di famiglia - ha continuato Giacomo Milillo - Entro il 2025 il saldo netto del turn over porterà ad avere 13.000 medici di famiglia in meno. Senza un'organizzazione diversa sul territorio, senza un supporto formativo, economico e di percorso professionale non si potranno più attrarre risorse mediche qualificate, mancheranno prospettive per sostenere la medicina di famiglia. Già oggi possiamo intravedere che il tasso di disagio espresso dai dati ENPAM che mostrano come la richiesta di prepensionamento (senza aver raggiunto il massimo livello pensionistico) è aumentata di 2 punti percentuali dal 7% al 9%. Governo e Regioni si devono interrogare su come sostenere un servizio essenziale per il Paese e i cittadini, l'unico servizio pubblico che viene offerto direttamente al cittadino senza burocrazie il vero front desk per la salute. Al nostro prossimo 63esimo Congresso Nazionale, a cui parteciperanno oltre 1000 medici di famiglia in rappresentanza dei nostri 27.000 iscritti, chiederemo alle Istituzioni nazionali e regionali della Sanità che saranno presenti di prendere in considerazione la riforma, che noi abbiamo definito una "rifondazione" della medicina generale. I passi da fare sono chiari, un cambiamento organizzativo degli ambulatori integrati nelle reti di assistenza territoriale, l'inserimento organico della medicina generale negli organi decisionali regionali e nelle aziende sanitarie, un percorso di carriera e un sostegno formativo ed economico per il medico di famiglia che deve poter avere sgravi fiscali per gli investimenti in tecnologia e strumenti diagnostici. Il medico riesce a meritare la profonda fiducia dell'utenza come dimostra la ricerca - dando fondo a tutte le sue risorse e paga un prezzo enorme di disagio e stress professionale. Il legame emotivo che ha coi suoi pazienti (le persone che lo hanno "scelto") non gli permette di sottrarsi allo stretto rapporto umano, che lo fa andare oltre i suoi doveri deontologici. Tuttavia non è realistico pensare di addossare al "volontarismo" di una categoria il peso del sistema sanitario pubblico. Anche perché il vicino ricambio generazionale mostrerà con tutta evidenza la criticità strutturale del settore, uno dei più importanti per il Paese". Un servizio "intasato" Dopo l'indagine 2005-2006 dell'Istat e i dati del Ministero della sanità anche due indagini svolte da FIMMG e SWG su un campione rispettivamente di 1900 pazienti e di circa 780 medici di famiglia confermano l'assidua frequentazione dei pazienti degli studi medici, con il 60% circa dei medici che dice di vedere in studio fino a 40 pazienti al giorno. Se si aggiungono gli accessi su base annua dovuti a visite domiciliari, ambulatoriali, a ricette, prescrizioni farmaceutiche, consulti telefonici, richieste di pareri (con una stima di circa 2.000.000 di contatti al giorno), è evidente che la medicina di famiglia è un servizio per così dire intasato. Una sorta di porta scorrevole attraverso cui passano entrando ed uscendo un'infinità di persone. Un'utenza "problematica" La seconda interessante evidenza che emerge dalla ricerca è costituita dalla rivelazione di un'utenza problematica, "tre volte debole" per patologie in prevalenza croniche, disagio economico, di fronte all'inefficienza dei servizi offerti dal SSN. Il 96,9% dei medici ha infatti in carico e visita spesso pazienti malati cronici, mentre il 53,6% ha in carico e visita spesso pazienti con problemi psichici. Il 18,4% e il 48,8% ha in carico e visita - rispettivamente spesso o talvolta - pazienti bisognevoli di cure palliative, anche se non sono oncologici. La percentuale della risposta - spesso - sale al 31,0% dei medici se il paziente è oncologico. I medici di famiglia servono, quindi, mediamente, un'utenza "problematica" che accentua il peso del carico assistenziale. Ma i problemi dei pazienti sconfinano anche nel campo economico, nella burocrazia e nell'inefficienza del resto del sistema Il 31,6% e il 43,8% dei medici si trova di fronte, spesso e talvolta, a pazienti che hanno problemi a comprare farmaci. Crescono le percentuali dei medici che dichiarano l'esistenza di problemi a comprare protesi e pagare il ticket (oltre l'80% dei medici nel caso dell'acquisto di protesi e oltre il 75% nel caso dei ticket). Si osservano inoltre percentuali intorno all'80% per i medici che dichiarano che i pazienti hanno problemi nel caso di prestazioni a pagamento. Percentuali elevate si registrano a proposito delle liste d'attesa troppo lunghe: il 94,6% dei medici dichiara di trovarsi di fronte - spesso o talvolta - a pazienti che hanno difficoltà per le liste d'attesa. Il 68% circa dei medici dichiara infine di avere pazienti che non riescono ad avere dal SSN le prestazioni prescritte a causa di malfunzionamento dei servizi. Ma il medico di famiglia non lascia solo il paziente, quando è necessaria una visita specialistica o un approfondimento diagnostico fornisce le informazioni generali (nel 31,8% dei casi), indirizza il paziente (nel 47,5% dei casi) e aiuta direttamente il paziente a prendere l'appuntamento (nel 20,7% dei casi). I pazienti danno una valutazione analoga (dicono di ricevere informazioni generali nel 50,8% dei casi, specifiche nel 35,7% e un aiuto diretto nel 13,6% dei casi). Un rapporto fiduciario di lunga durata I pazienti e i medici hanno di norma un rapporto di lunga durata. Oltre il 50% dei pazienti dichiara di aver scelto il medico circa 20 anni prima e oltre il 60% dice non averlo cambiato. Alla domanda diretta " il suo attuale medico di famiglia soddisfa le attese che lei aveva al momento in cui lo ha scelto ?", l'84,5% risponde "molto" o "abbastanza". Così anche per i medici, la grande maggioranza (94,1%) pensa che i pazienti abbiano fiducia in loro, il 44,1% sostiene che i pazienti si affidano completamente al medico per risolvere i loro problemi di salute. L'81,8% dei medici ritiene che appena il paziente ha un problema di salute, si rivolge a lui in prima istanza. In presenza di un cambiamento dell'atteggiamento dei pazienti Tuttavia circa il 25% dei medici avverte che oggi c'è una maggiore propensione nell'utenza a cambiare medico. I medici notano anche la crescita di "aggressività" nei pazienti: lo riporta il 65% dei medici, mentre il 92,2 ritiene che i pazienti tendono oggi a chiedere maggiori spiegazioni, a voler sapere di più sulle decisioni del medico che lo riguardano (86,2%). Tutto farebbe pensare che il paziente di oggi si atteggia con più decisionalità per conquistare un ruolo di maggior peso nel rapporto con il medico, anche se poi nei fatti solo l'1,2% inoltra all'Asl competente un vero e proprio reclamo. La fiducia dei pazienti verso i loro medici curanti, pur salda, s'inserisce all'interno di un rapporto diverso e più dialogico. Medici stressati e pazienti soddisfatti Ai loro pazienti i medici rispondono in prevalenza da soli. La pressione derivante dall'utenza è alta, vuoi per i numeri della cronicità, vuoi per i problemi dell'accesso agli altri servizi, vuoi per i problemi economici dei pazienti. I medici la sentono: l'indice di "pressione derivante da gravità dei pazienti" si assesta intorno a 0,78 che, in un arco di variazione da zero a 1, è molto elevato. Altrettanto lo è la caratterizzazione del paziente in termini di "presenza-assiduità-richieste": il punteggio medio è pari a 0,64. Mentre l'utenza pur in presenza delle caratteristiche di criticità descritte è soddisfatta del ruolo del medico di famiglia: l'84,5% dei cittadini dichiara che il suo medico di famiglia risponde alle attese, l'81% che il medico si interessa a lui come persona. La solitudine del medico di famiglia Il modello organizzativo del medico di famiglia dominante oggi è quello dell'ambulatorio fondato, per così dire, sulla forza-lavoro del medico di famiglia con una organizzazione elementare, una dotazione informatica soddisfacente e un minimo di attrezzature diagnostiche. Gli studi cosiddetti "completi" (in quanto la media delle dotazioni dei fattori di produzione registra valori positivi per tutti i fattori; questi studi, hanno, seppur in misura che può essere ridotta, personale, attrezzature e di queste fanno uso per l'attività assistenziale) sono il 18,8% di tutti gli ambulatori, quelli "labour-intensive" (la dotazione di personale è quella relativamente più alta, mentre il livello di attrezzature gestionali e telematiche più o meno uguale agli ambulatori del precedente tipo) il 20,7%, quelli cosiddetti "elementari" il 59,1% e quelli "non attrezzati" l'1,5%. E' evidente la solitudine e lo stress del ruolo del medico di famiglia stretto tra un'utenza difficile (malati cronici in prevalenza, ampio disagio economico) e l'inefficienza dei servizi del SSN. L'assistenza al paziente complesso, cronico o simile, necessita obiettivamente di un cambiamento organizzativo che, anche se non visto e vissuto dai pazienti, è percepito fortemente dai medici di famiglia. Se nonostante le difficoltà i medici riescono a svolgere il loro ruolo nella percezione dei loro pazienti (che confermano la loro fiducia nel medico di famiglia con percentuali elevate), i medici inevitabilmente percepiscono nei pazienti più problemi di quelli che i pazienti stessi dichiarano, hanno, per così dire, una visione più pessimistica della situazione. Medici e pazienti in favore di una riforma organizzativa, con pesi diversi E' probabilmente per questo motivo che i medici sentono con maggiore urgenza l'importanza di un cambiamento e la maggioranza (86% dei medici sommando le opzioni a loro presentate) opta per un modello di rete assistenziale. La riforma organizzativa e, nello specifico, il riordino del settore mediante la costruzione di reti assistenziali (reti in cui, oltre ai medici di famiglia, sarebbero inseriti anche guardie mediche, pediatri, specialisti, infermieri e personale amministrativo), la vogliono certamente più i medici dei pazienti. Questi sono soddisfatti e fiduciosi, riescono in un modo o nell'altro a risolvere i loro problemi ricorrendo ai loro medici curanti. I medici di famiglia, invece, consapevoli dei problemi più complessivi, chiedono in maggioranza una riforma che possa dare più efficienza ed efficacia al loro lavoro. Emerge, in sintesi, che optano per la rete assistenziale i 3/4 dei cittadini e poco più della metà dei medici (54%), che salgono all'86% se si considera che la seconda opzione a loro presentata autonomia nel disegno del modello organizzativo non esclude l'organizzazione a rete. I medici che scelgono il modello della rete sono convinti che attraverso le reti si otterrebbe un miglioramento dell'efficienza (per il 73%), della qualità (per il 65,4), dell'efficacia (per il 48%), dell'autonomia professionale (per il 24%) e del rapporto fiduciario tra medico e paziente (per il 14,3%). La valutazione in positivo delle reti assistenziali è quindi indubbia sotto il profilo dei benefici attesi. Metodologia: I due lavori di ricerca sono stati realizzati nel 2008 dal Centro Studi Nazionale di Fimmg, il cui responsabile è Stefano Zingoni. Ai lavori hanno collaborato Aldo Piperno, professore ordinario dell'Università di Napoli Federico II e direttore del Master di II livello in "Organizzazione e management dei servizi sanitari", e Marco Centra, dirigente di ricerca Isfol. Inoltre, Fimmg si è avvalsa, per la rilevazione dei dati sulla popolazione, della collaborazione della società di ricerca SWG, che ha effettuato l'indagine mediante intervista telefonica. Le interviste sono state condotte nel periodo di maggio 2008. La metodologia ha previsto un campionamento di tipo non probabilistico (campionamento per quote) basato su una stratificazione della popolazione secondo le usuali variabili utilizzate nelle indagini sugli individui (età, genere e ripartizione geografica) e inoltre rispetto alla propensione degli individui a recarsi dal medico di famiglia. Tale variabile è risultata cruciale nel determinare le quote del campione, dove è stato dato maggior peso ai profili che presentano nella popolazione una probabilità maggiore di contatto con il medico di famiglia. La rilevazione sui medici di famiglia è stata condotta su un campione statisticamente rappresentativo di 780 medici di medicina generale attraverso un questionario recapitato tramite posta elettronica.
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia "La mia vita in trincea contro la casta padana" Calesso, l'anima critica della politica cittadina, si confessa La dieta quotidiana di Gigi Calesso prevede nel menù pane e politica. Una politica vissuta sempre in trincea. Spesso contro.Chi glielo fa fare?"È una scelta di vita. Intanto perchè la politica è strumento per portare idee ed è contraria all'autoreferenzialità dei partiti e al prevalere della burocrazia negli stessi partiti. C'è la necessità di utilizzare quelle idee come strumenti per far politica. Ho lasciato i Ds contro questo prevalere della logica burocratica interna a danno dell'attività politica esterna. In secondo luogo faccio battaglie per offrire dei riferimenti. A Treviso la città è spaccata in due: c'è il 50\% che ha vinto e il 50\% che è contro. È necessario offrire un riferimento a chi è contro. È giusto che si sappia che c'è chi fa proprie certe idee. Che quel 50\% non è solo e abbandonato a se stesso. Che a Treviso non ci sono solo Gobbo e Gentilini".Ma tutto questo sforzo dà risultati?"Non sempre ci sono riscontri immediati. Qualche volta sono stati conseguiti risultati magari piccoli. Vedi come nel caso del regolamento per gli affitti per la concessione delle abitazioni agli extracomunitari: ci siamo ribellati e così hanno riammesso gli stranieri. Se noi fossimo rimasti zitti sarebbero andati tranquillamente per la loro strada".Ha qualche rimpianto?"No; anche se mi vien da pensare che potevo in alcuni casi fare di più o diversamente".Ricorda con nostalgia qualche compagno di cordata perso per strada?"Giampaolo Sbarra e Bruno Martellone. Comunque mi auguro e spero di combattere altre battaglie insieme".E dei ragazzi del Movimento Giovanile della Dc dal quale era partito?"Non rimpiango niente. Era un'altra epoca. C'erano persone in gamba che hanno fatto scelte diverse e tutte comprensibili".Cosa pensa del prosindaco Gentilini?"È un prodotto di una cultura di destra che la Lega ha fatto sua per costruire quella imprenditorialità politica della paura che le permette di raccogliere consensi anche se non ha proposte di ampio respiro. È il massimo interprete di questa logica che fa le fortune della Lega".E Gobbo?"È lui il vero stratega politico di Treviso. È stato lui a scoprire e lanciare Gentilini e a farlo diventare sindaco di Treviso.Poi c'è il Gobbo sindaco"Lo vedo adeguato a quello che importa alla Lega: la manutenzione ordinaria della città e il sostegno alla casta padana. Ma è privo di una visione strategica della città che invece ha Dino De Poli che gliela impone e lui subisce".In altre parole è De Poli il vero dominus di Treviso?"È lui che decide e sceglie. Gobbo e Gentilini sono solo i notai delle sue scelte. Sono strumenti per dare le autorizzazioni necessarie oppure per fare gli scambi immobiliari".Gigi Calesso for sindaco: le piacerebbe?"Certo. Ma non so se ho le competenze per farlo"Se dovesse suggerire un nome alternativo a quello dei soliti Gentilini o Gobbo per la poltrono di sindaco... Un sindaco "da sogno"?"Sbarra".È un'utopia o una speranza?"È ancora una speranza".Ci tolga una curiosità: come fa a scrivere così tanti interventi e così lunghi sui giornali? E a scrivere di tutto?"Lo scrivere è frutto di un lavoro che sta a monte e che il lettore o il giornalista magari non conoscono. Sono approfondimenti frutto di studio e di osservazione".Sergio Zanellato.
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da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia La caccia alle inefficienze scopre i conti dei comuni, primo fra tutti quello relativo al personale. Una stima de Il sole 24 ore stila la classifica del costo unitario di 102 capoluoghi di provincia, mettendo in rapporto la spesa sostenuta per il personale con il numero di dipendenti a tempo indeterminato. E lo spettro di incaricopoli si affaccia ancora una volta sull'immagine delle amministrazioni, perché appare chiaro che, essendo le buste paga fissate dai contratti nazionali, dove la spesa è più alta, maggiore sarà stato il ricorso a consulenze e indennità.Nella classifica dei non virtuosi Padova si assesta al 25esimo posto, con 91 dipendenti comunali ogni 10mila abitanti e un costo unitario di 42mila euro. Alla voce burocrazia e servizi la città del Santo occupa il 42esimo posto nel rapporto della spesa affrontata da ogni abitante per le funzioni generali (288 euro), il 64esimo per la spesa pro istruzione (71 euro), il 25esimo per la cultura (59 euro) e il 26esimo per l'assistenza (209 euro). Il professor Luciano Greco, che ha cattedra per affidamento al Dipartimento di Scienze Economiche Marco Fanno dell'Università di Padova, precisa subito due punti: "Bisogna sempre tenere presente le dimensioni della città dice ci saranno sicuramente anche effetti dello spreco, ma è opportuno prendere i dati con le pinze. Nel guardare le voci, infatti, serve ricordare che, banalmente, maggiori sono le dimensioni delle città, più alto sarà il numero di servizi forniti. E oggettivamente più esteso è il territorio e più saranno i servizi erogati, e quindi il fabbisogno di uffici decentrati, con conseguenti costi. Altro punto importante cui prestare attenzione è la diversità nel trattamento del personale. Alcuni comuni infatti si avvalgono di personale precario, che ha un costo minore; spesso si tratta di giovani alla prima occupazione. In realtà da questa spesa minore bisogna scontare il fatto strutturale che vede lavoratori per i quali non vengono versati contributi, magari con il ricorso a cooperative. Questo accade anche per le funzioni generali, a volte anche in deroga alle norme vigenti. Si tratta quindi di false efficienze".Lancia lo stesso monito l'assessore al Personale del Comune Marco Carrai, cautamente soddisfatto sull'esito della valutazione. "Non mi sembra male la posizione di Padova. abbiamo un rapporto dipendenti-cittadini che mi pare equilibrato a quello delle città più virtuose. Va ricordato a Padova, ai 211mila residenti, si uniscono circa 60mila studenti e 200-250mila persone che vengono tutti i giorni per lavoro. Anche a queste persone vengono erogati alcuni servizi. Quanto riguarda il rapporto tra spesa e dipendenti c'è da dire che dobbiamo fare i conti con la rigidità del contratto collettivo nazionale, mentre il contratto decentrato viene regolato da Amministrazione e organizzazioni sindacali. E qui ci stanno dentro anche i premi di produzione e i salari accessori. Abbiamo comunque sempre rispettato il patto di stabilità, anche nella compressione alle spese. E nell'ultimo anno abbiamo stabilizzato circa 100 lavoratori con contratti a tempo indeterminato, perché prima la finanziaria Berlusconi aveva bloccato per tre anni le assunzioni. Il ricorso al precariato è stato dunque in parte inevitabile".Michela Danieli.
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia FONTANELLE Grazie all'intervento coordianto di Comune e Consorzio di Bonifica ultimati i lavori su via Ongaresca, riaperta al traffico Di nuovo in sicurezza la strada "colpita" da una frana Fontanelle (an.fr.) Aveva messo in serio pericolo la stabilità della strada Ongaresca la frana che aveva interessato la scarpata in prossimità del ponte sul fiume Rasego. Per quasi una ventina di metri, su entrambi i lati del ponte, la banchina aveva ceduto, allarmando parecchio coloro che utilizzano via Ongaresca, strada piuttosto trafficata che dalla provinciale Cadore-Mare conduce a Fontanellette. La frana era avvenuta nel periodo delle piogge primaverili, creando non poca preoccupazione nell'amministrazione comunale. Nonostante via Ongaresca sia una strada della Provincia, ad intervenire sono stati il Comune di Fontanelle ed il Consorzio di Bonifica Pedemontano Sinistra Piave. I quali hanno trovato modo di collaborare per riuscire a svolgere il lavoro senza spendere cifre ingenti e, soprattutto, in tempi rapidi. Se la burocrazia avesse dovuto seguire il suo corso normale, le cose sarebbero andate davvero per le lunghe e le piogge d'autunno avrebbero potuto creare danni ancor maggiori. Il probema è stato risolto in modo efficace. Il Consorzio di Bonifica ha fornito i materiali: ghiaia, roccia e quant'altro necessario. Il Comune ha provveduto all'appalto dell'esecuzione dei lavori che sono stati svolti in tempi tutto sommato rapidi. Rifatta completamente la massicciata, che ora appare davvero robusta e ben consolidata. La strada era rimasta chiusa per qualche tempo, ora è stata riaperta e si può nuovamente transitare con tranquillità verso Fontanellette. Un lavoro svolto velocemente mentre altri, di portata maggiore, debbono attendere. Fra i prioritari vi è senza dubbio la sistemazione e ricalibratura di Via Santa Maria del Palù, quella che era una strada di campagna ora divenuta una "camionabile", perciò danneggiata parecchio dal transito dei mezzi pesanti. Il Comune ha appontato un progetto, che è stato inviato alla Regione per poter ottenere un finanziamento.
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da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Quell'opera incompiutaal Ponte del CristoVergogna messa a tacereSono un cittadino di Agordo che desidera avere informazioni sull'opera incompiuta qual è il paramassi in località "Ponte del Cristo" situato in prossimità della valle Imperina. Quest'opera è iniziata più di tre anni fa e non si vede ancora la fine. Mi meraviglio che nella cronaca locale del Gazzettino, per argomenti meno importanti, si vedono i titoloni, e per quest'opera incompiuta, che è una vergogna, nessuno protesta.Armando CagnatiAgordoGentile lettore, il nostro giornale, attraverso il corrispondente di Agordo, ha più volte seguito le vicende legate al ritardo dell'opera, spiegandone il perché. Sarà comunque nostra cura non demordere ritornando al più presto su un argomento così importante.Luxottica senza contratto Operai, uniamoci in lottae licenziamo i padroniAnche questa volta per molti, moltissimi lavoratori della Luxottica non ci sarà il rinnovo del contratto di lavoro.E chi non crede nella lotta di classe si deve ricredere, eh sì, perché ormai da tempo sono proprio i padroni che la stanno portando avanti contro i lavoratori; i padroni delle aziende, Confindustria, ed i loro governi nazionali e locali (sia di sinistra che di destra).Ed ora che avanza la crisi del mercato, caratteristica del modo di produzione capitalistico, il padronato cala la maschera e comincia a prendere le peggiori misure per i lavoratori per riuscire a competere con gli altri padroni sulla scala internazionale e per assicurarsi i propri profitti. Queste misure si traducono con restrizioni di diritti per i lavoratori, minor assistenza e tutela, tagli e licenziamenti, diminuzione del potere d'acquisto del salario, peggioramento delle condizioni di vita e delle condizioni di lavoro.Ed è infatti quello che hanno appoggiato i vari governi che si sono succeduti in questi anni, dai vari Prodi e Berlusconi (ma non solo ovviamente). Proprio in questi giorni si sta studiando un piano per far perdere peso, e senso, al Contratto Collettivo Nazionale (la cosiddetta riforma del modello contrattuale). Un modo per dividere i lavoratori, rendendoli deboli in qualsiasi vertenza, ritornando così al sistema degli anni '50 delle gabbie salariali e cancellando le conquiste fatte dalle lotte operaie degli anni '70. Un'altra strada che la borghesia percorre per dividere i lavoratori è quella fatta dalle campagne razziste e xenofobe, dalle leggi sull'immigrazione, dai pacchetti sicurezza, dalla disinformazione della televisione: lo scopo è unicamente dividere i lavoratori italiani da quelli immigrati. Le burocrazie sindacali fanno la loro parte, ormai completamente vendute, con tutte le loro forze, cercano di ingannare i lavoratori e di bloccare qualsiasi lotta, lasciando poi qualche forma di sfogo (es. manifestazioni insignificanti senza alcuna prospettiva). Non poco tempo fa abbiamo visto firmare un contratto bidone per quanto riguarda l'occhialeria. Il clima all'interno della fabbrica è sempre più pesante (es. capireparto che intimano operai precari di non aderire allo sciopero della settimana scorsa a Sedico).La crisi avanza, e molte aziende del bellunese stanno lasciando a casa lavoratori. E' ora di scendere in campo, è ora di fare come gli operai di Valdagno il 19 aprile 1968 quando abbatterono la statua del Conte Marzotto, abbattere anche noi la statua (questa volta simbolica) del "grande padre" Del Vecchio, arricchitosi anche lui con il sudore degli operai. Un sistema che crea disoccupazione, miseria, che fa guerre, che non è in grado di dare risposte e futuro ai lavoratori è un sistema da abbattere.Il Partito di Alternativa Comunista spinge per organizzarsi da subito per preparare le lotte, spazzare le burocrazie sindacali (non i pochi sindacalisti onesti), costruire consigli operai di lotta, un fronte unico tra tutti i lavoratori, precari, stabili ed ex operai, italiani ed immigrati. Scioperare, occupare. Allargare la lotta a tutte le aziende del territorio. Tutti i lavoratori assunti a tempo indeterminato! Lavoratori italiani ed immigrati uniti nella lotta, il nemico è il padrone. Nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo operaio delle aziende che licenziano! Contro tutti i governi dei padroni. Contro il capitalismo, per una vera alternativa dei lavoratori, per il socialismo! Licenziamo noi i padroni!Alternativa ComunistaBellunoMentre il Consiglio si azzuffaper questioni di poteree I sindaci fanno risultatiMentre il Consiglio si azzuffa per sapere se riuscirà a far sopravvivere le Comunità Montane, perché così i partiti avranno un altro ente pagato dai cittadini dove dirottare i trombati e gli amici, e mentre la maggioranza si spacca per instaurare o meno un organo di controllo sulla sanità, che vuol dire controllare l'80\% del bilancio del Veneto, ripeto mentre il Consiglio fa questo, un battaglione di audaci, che vive sulla propria responsabilità penale su tutto quello che fa, e cioè i nostri sindaci veneti vanno a Roma per mettere in pratica i fiumi di inutili parole che Lega- FI- AN e UDC e chiunque altro abbia potere politico diffondono parlando di Federalismo fiscale, loro chiedono venga applicato subito con semplicità trattenendo il 20\% dell'Irpef qui in Veneto.Diamo tutto il nostro sostegno a questi coraggiosi e però ora voglio vedere che sostegno darà la Lega e il PDL veneto a questa operazione che è semplice ed immediata per far stare un po' meglio i veneti.Diego CancianConsigliere regionale Pne.
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da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia L'ECONOMIA Ancora difficile la situazione in provincia, negli ultimi cinque anni la mortalità delle imprese ha superato la natalità. Gli industriali: "Ci adattiamo" Artigianato giù. "Colpa di fisco e burocrazia" Anche per commercio e turismo "momento difficile". Ma l'agricoltura tiene, anzi aumentano giovani e produzioni Artigianato e commercio preoccupano, l'agricoltura è in fase di assestamento: è questo il panorama che si delinea all'orizzonte in questo ultimo scorcio del 2008.Il numero delle imprese bellunesi, censite a giugno, si allinea alla media regionale di crescita. Ma è ancora presto per dichiarare invertita la tendenza negativa degli anni scorsi, che aveva fatto gridare all'emoraggia di aziende.Dall'analisi per singoli settori l'agricoltura pesa con un calo percentuale lieve (-0,3\%), mentre è più grave la diminuzione del numero d'imprese nel manifatturiero (-2,6\%) e nel commercio ( 1,5\%)."Nel complesso, le attività agricole a Belluno si mantengono su numeri stabili, al contrario di molte altre realtà venete. Basti pensare - commenta Ivo Bozzato, direttore della federazione provinciale Coldiretti - alle 60 domande di contributo che abbiamo registrato recentemente, contro le 10 di Venezia. Altro dato positivo è l'aumento di giovani agricoltori, sensibili alle nuove nicchie di mercato, come la produzione biologica".Anche Enrico Vettorazzo, responsabile ufficio comunicazione dell'Ente parco nazionale delle Dolomiti bellunesi, conferma: "Nella carta qualità dei nostri prodotti delle 200 attività registrate, 70 sono produzioni agricole di antiche varietà locali, per esempio il mais sponcio, cui se ne affiancano di nuove, come la moltiplicazione delle piante da frutto, oppure la filiera dell'orzo, da cui viene prodotta la birra delle dolomiti".Il presidente dell'Associazione industriali, Valentino Vascellari commenta: "La frenata è stata meno violenta di quanto si temeva, grazie alla capacità degli imprenditori di adattarsi. Le prospettive per l'industria non sono drammatiche, come dimostra anche la previsione della Fondazione Nordest di occupazione stabile".Meno positiva la situazione dell'artigianato bellunese, che col 1,3\% segna la variazione negativa più pesante del Veneto, seguito a ruota da Venezia (-1,2\%), mentre crescono Vicenza (+1\%) e Verona ( + 0,2\%). "Negli ultimi 5 anni osserva Walter Capraro, direttore Unione artigiani di Belluno la mortalità delle imprese artigiane è stata più elevata della natalità, conseguenza della costante contrazione della popolazione giovane e dell'aggregazione di imprese individuali in società di capitale. La preoccupazione per la flessione è aggravata da pressione fiscale, adempimenti normativi e circuiti famiglia-scuola, che indirizzano i giovani al posto fisso, piuttosto che al fare impresa".Anche per il turismo ed il commercio il saldo è negativo, rispettivamente -0,5\% e -1,5\%. "Il momento è difficile - dice Franco De Bortoli, presidente Ascom (Associazione commercio e turismo) di Belluno a causa dell'aumento della tassazione e della diminuita capacità d'acquisto. Non siamo però né fatalisti, né pessimisti e speriamo negli acquisti natalizi, che per molte aziende costituiscono anche il 30\% del fatturato".Paolo Doglioni, presidente della Camera di commercio di Belluno, rassicura: "Stiamo lavorando con Regione, Provincia e tutti i 67 Comuni del Bim per sostenere i settori in difficoltà".L.L.
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da "HelpConsumatori"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia News TRASPORTO AEREO. Tasse più trasparenti e maggiore concorrenza per gli aeroporti Ue 07/10/2008 - 15:32 Da oggi gli aeroporti europei non potranno più abusare di una posizione dominante sul mercato; le tasse aeroportuali si baseranno su criteri trasparenti e obiettivi. Il Parlamento Ue ha, infatti, adottato oggi in seconda lettura un rapporto che fissa i principi comuni per gli aeroporti dell'Ue, creando uguali condizioni di concorrenza per gli attori economici e salvaguardando gli interessi dei consumatori. Gli eurodeputati hanno chiesto che queste regole non vengano applicate agli aeroporti di piccola taglia, cioè con meno di un milione di passeggeri all'anno; per questi le nuove norme di tradurrebbero in un eccesso di burocrazia e di amministrazione senza grandi effetti positivi per la concorrenza. La direttiva si applicherà, invece, all'aeroporto più importante di ogni Paese, a prescindere dal numero dei viaggiatori. I Ministri dei Trasporti hanno accettato la proposta di concedere permessi speciali per nuovi collegamenti con regioni sfavorite o periferiche. Parlamento e Consiglio propongono la supervisione da parte di un organo nazionale e indipendente invece che da parte di semplici organi regionali. 2008 - redattore: GA.
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da "Stampa, La"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia COSSATO BILANCIO BASKET TENNIS All'interno "Ha danneggiato la mia auto" Era una truffa Costi burocrazia Il capoluogo spende meno Capo d'Orlando ko Serie A con 16 club La prima a Bologna Tutti in attesa di "Rafa" Nadal a Città Studi Servizio Maurizio Alfisi Stefano Zavagli Marco Perazzi.
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da "Stampa, La"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia PROTESTA. IN VARI QUARTIERI Pareri Mancano i contatori, case al freddo "Siamo stufi di questi ritardi" [FIRMA]LORENZO BORATTO CUNEO A Cuneo sono almeno 200 le famiglie, uffici e negozi senza allacciamento del gas, quindi al freddo. Motivo: hanno chiesto di passare al metano e non sono ancora stati installati i contatori. Uno dei palazzi è in via Coppino 1. Luigi Simonetti abita in quel condominio: "La temperatura in questi giorni è scesa sensibilmente. L'amministratrice ci ha informato con una lettera del disguido". Una pensionata che vive al piano sotto: "Stiamo al freddo. Abbiamo pagato tutte le rate, l'ultima un mese fa, ma non sappiamo quando accenderanno. Indosso due golf e utilizzo una stufetta elettrica, che inciderà notevolmente sulla bolletta". Si tratta di un problema che si ripete periodicamente, aggravato da due fatti: Eni-Italgas ha cambiato il sistema informatico di gestione e le basse temperature di questi giorni. Maria Teresa Corso, sta per trasferirsi in un palazzo di via Bruno Caccia: "Siamo stufi di questi ritardi. Abbiamo protestato alla sede Eni-Italgas in corso Giolitti. Ci hanno dato la priorità". Vincenzo Verra, dell'Unione piccoli proprietari immobiliari: "Ormai ci abbiamo fatto l'abitudine: manca un operatore che non sia internet o un numero verde con cui confrontarsi". Vittorio Risso, costruttore: "Ormai dedico parte del personale a risolvere queste grane. Neppure noi sappiamo chi contattare. Gas, Enel, acquedotto: una burocrazia incredibile". Walter Camilla, amministratore condominiale: "Manca a Cuneo l'ufficio che un tempo aveva sede in discesa del gas". Altro amministratore è Alberto Stecca: "Serve un sistema meno macchinoso: non è possibile che cambiando un programma di gestione non sono in grado di farlo funzionare. Si parla di ridurre i consumi energetici, poi s'incappa in questi ritardi". Claudio Biarese, installatore: "L'ultima volta ho dovuto aspettare 6 mesi. In Cuneo nuova c'è un palazzo il cui problema sarà risolto forse domani. I documenti sono complessi da compilare: basta una firma non leggibile e di nuovo mesi di pratiche". Il consigliere provinciale Beppe Lauria (gruppo misto) ha presentato un'interpellanza: "Il presidente Costa già in passato si era dimostrato sensibile sul tema gas. Allucinante che non arrivino risposte chiare e non si abbia un referente. Il problema è grave e vasto". La replica di Eni: "La normativa sugli allacciamenti è imposta dall'authority: prevede una modulistica complessa per la sicurezza dei cittadini. Abbiamo sentito chi gestisce il franchising nel nord Italia: il responsabile ha detto che ci sono criticità dovute all'aggiornamento dei sistemi, ma la situazione si sta stabilizzando".Maria Teresa Corso "Siamo stufi di questi ritardi. Abbiamo protestato alla sede Eni-Italgas in corso Giolitti. Ci hanno inserito fra le priorità".Luigi Simonetti "Da 5 anni abito al IV piano di via Coppino. Non possiamo accendere il riscaldamento. L'amministratrice ci ha avvertito con una lettera del disguido".
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da "Adnkronos"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Dopo l'allarme lanciato da genitori e media locali, nel paese bloccata la distribuzione dei fumetti di origine giapponese: "Descrivono situazioni erotiche poco adatte ad un pubblico di giovani" ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di ESTERI Hanoi, 7 ott. - (Aki) - E' ormai scontro aperto tra alcune case editrici vietnamite e il ministero per l'Informazione e la Cultura di Hanoi riguardo al divieto imposto da quest'ultimo alla pubblicazione di alcuni manga, fumetti giapponesi caratterizzati dal mix di violenza e sesso. La decisione segue l'allarme segnalato da genitori e media locali riguardo ad alcune serie di fumetti importate dal Giappone e tradotte in vietnamita, ritenute inadatte a un pubblico di adolescenti. Gran parte delle storie ruotano intorno a situazioni erotiche, con grande apprezzamento dei giovani lettori. "Certe pubblicazioni - ha commentato il quotidiano semi-ufficiale 'Thanhnien' ('Gioventù') - dovrebbero essere classificate come NC-17, ovvero per un pubblico adulto, e invece sono vendute o noleggiate ai più giovani". I teenager, infatti, possono prendere in prestito una copia dei fumetti incriminati per mille Vnd (circa quattro centesimi di euro). A testimoniare la popolarità dei manga è il successo riscosso dal festival del fumetto giapponese che ha avuto luogo alla metà di settembre negli spazi della fiera di Ho Chi Minh City (l'ex Saigon). Il mercato dei manga nel Paese est asiatico si sta sviluppando in modo incontrollato, non tenendo conto però delle diverse classificazioni cui corrispondono età differenti. Alcuni manga, ad esempio, destinati esclusivamente a un pubblico omosessuale, sarebbero stati tradotti senza filtri per poi essere distribuiti sugli scaffali per adolescenti. Oltre alle critiche di carattere morale, le autorità di Hanoi contestano agli editori di questi fumetti errori nella classificazione e l'assenza dei requisiti burocratici come quelli relativi alla pubblicazione, al copyright e alle note sull'autore. Una delle case editrici incriminate, la Thanh Hoa, ha ammesso le proprie mancanze ed è stata punita con una sospensione dell'attività e una pesante multa. Attualmente la legge prevede che le case editrici possano distribuire i propri libri dopo sette giorni dalla presentazione della registrazione all'Amministrazione, senza quindi attendere il via libera delle autorità. In base a un nuovo disegno di legge sulla stampa, che dovrebbe entrare in vigore nel 2009, alla registrazione sarà necessaria l'approvazione da parte dell'ufficio preposto. Verrà così ripristinata la procedura eliminata nel 2005 per rendere più veloci la burocrazia relativa alla pubblicazione.
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da "Stampa, La"
del 07-10-2008)
Argomenti: Burocrazia LAVORI AVVIATI LE FAMIGLIE IN ATTESA DEL 30% DI FINANZIAMENTI A FONDO PERDUTO Oggi appuntamento in Provincia Piazzale Moroni, in ritardo i soldi per rifare le facciate Arriva il Festival della Scienza per le scuole di Savona e Carcare La preoccupazione degli abitanti di 22 palazzi SAVONA Gli abitanti di piazza Moroni sono preoccupati per il ritardo dei fondi regionali destinati al rifacimento delle facciate delle case. I lavori per la sistemazione dei palazzi di una delle zone popolari della città sono partiti nell'ambito del cosiddetto "Contratto di quartiere" ma i contributi del 30% a fondo perduto che interessano 22 immobili, non sono ancora arrivati. Nel frattempo ai condomini dei palazzi, non resta che anticipare le somme sperando che presto la burocrazia compia il suo corso. La situazione in realtà non è legata a colpe specifiche di un ente ma alla consueta mole burocratica che avviluppa la vita quotidiana di ogni italiano e, a maggior ragione, quella delle famiglie che beneficiano di finanziamenti pubblici. I fondi vengono stanziati a tranche. Si attende un primo 10% cui dovrebbe seguire un altro 40% e così via. I finanziamenti esistono e arriveranno ma per ora non sono stati iscritti a bilancio perchè le norme che regolano il "Patto di stabilità" impediscono tavolta agli enti pubblici persino di incamerare fondi. Ora la speranza dei funzionari del Comune che seguono la pratica da anni è che gli stanziamenti si rendano disponibili entro gennaio. In caso contrario potrebbe verificarsi un ulteriore slittamento a luglio. Insomma, i finanziamenti pubblici per il rifacimento delle facciate delle case di piazzale Moroni sono indubbiamente in ritardo e le preoccupazioni dei cittadini sono comprensibili. Resta però il dato di fondo di un grande intervento pubblico mirato a riqualificare un intero quartiere che alla fine del progetto avrà una nuova strada (il raddoppio di via Stalingrado), la sistemazione di facciate e impianti dei palazzi e il recupero di aree verdi e percorsi pedonali. Il Festival della Scienza va a scuola con due appuntamenti: oggi alle 16, nella sala consiliare della Provincia, a cura del liceo scientifico Grassi e dell'Istituto comprensivo di Carcare, presentazione di "Teatro in matematica", originale spettacolo nato a Milano nel 2002 dalla collaborazione fra un'attrice, una regista, un matematico e un drammaturgo. "L'obiettivo è quello di spiegare la matematica ai ragazzi delle superiori utilizzando il linguaggio del teatro", spiega la preside del "Grassi", Gabriella Viganego. Sarà un po' come assistere a un trailer e a un "dietro le quinte" dello spettacolo, con l'ausilio di video, musiche ed elaborazioni al computer. Un appuntamento a cui parteciperanno anche studenti di altre scuole superiori savonesi. E giovedì, sempre dalle 16, il Festival della Scienza farà tappa al liceo Calasanzio di Carcare con "Un mondo pieno di robot", conferenza a cura di Rezia Molfino dell'Università di Genova.
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da "Stampa, La"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia DOCUMENTO APPROVATE DALLA GIUNTA LE TARIFFE E LE NUOVE NORME Nidi comunali, per gli esclusi arrivano i primi cento posti [FIRMA]BEPPE MINELLO Piano, piano, compatibilmente con quelli che sono i tempi della burocrazia, sono arrivati i cento posti in più annunciati a giugno per le tante famiglie che vorrebbero portare il pargolo in un asilo nido comunale e sono in lista d'attesa. In realtà, sono cento posti in strutture private "comprate" dal Comune grazie al finanziamento della Regione che avrebbe potuto generare ben 400 posti, ma quando Palazzo Civico s'è mosso era ormai troppo tardi. "Le delibera regionale che stanzia 1,6 milioni previsti dalla legge Bindi quando il governo era guidato da Prodi - spiega l'assessore Saragnese - è stata approvata a giugno. Abbiamo lavorato pancia a terra anche ad agosto, ma le famiglie possono iniziare ad iscrivere i figli da aprile e quando abbiamo coinvolto i privati l'organizzazione dell'anno era già molto avanti". In ogni caso, ieri la giunta ha approvato le norme per l'accesso e l'applicazione delle tariffe dei nidi e micronidi convenzionati. Saragnese ha deciso di offrire questa possibilità alle famiglie in lista d'attesa con un figlio "grande", cioè dai due ai tre anni, che dovrebbe cioè frequentare l'ultimo anno d'asilo. "Questo perché la legge Bindi dovrebbe generare finanziamenti per tre anni - spiega Saragnese - ma per ora sono stati stanziati solo quelli per il primo e non è detto che il governo Berlusconi mantenga l'impegno. Speriamo". Com'è noto sono circa 1600 le famiglie in lista d'attesa, mentre i posti comunali sono 4000 e quelli privati 2000. Alle famiglie con un figlio "grande" è arrivata in questi giorni la lettera dell'assessorato che li avverte dell'opportunità. Chi desidera coglierla deve presentare domanda presso la Divisione Servizi educativi di via Bazzi 4 entro il 14 ottobre. Inoltre, è possibile vedere l'elenco degli asili privati convenzionati sul sito del Comune e l'11 e 12 ottobre è possibile visitarli dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 16. I genitori possono scegliere fino a quattro strutture private, indipendentemente dalla Circoscrizione in cui sono collocate. Verrà poi predisposta ed approvata una graduatoria cittadina. La rinuncia al posto proposto comporta la cancellazione dalla graduatoria "nidi convenzionati" ma non da quella dei nidi comunali. Anche le tariffe subiscono modifiche: quelle mensili saranno decurtate del 15% rispetto a quelle stabilite per i nidi comunali senza tenere conto del periodo di utilizzo del servizio. "Questo perché - spiega Saragnese - la gestione della tariffa a carico delle famiglie è lasciata al titolare della struttura e risulta complesso applicare i rimborsi previsti dal sistema tariffario dei nidi comunali nel periodo dell'inserimento, in caso di assenza e per chiusura del servizio per calendario scolastico". In ogni caso, i posti potrebbero aumentare: "Presto avremo un incontro con l'assessorato - conferma Montrucchio di Apiform - per capire come superare alcuni ostacoli e trovare qualche altra decina di posti".
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da "Stampa, La"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia RICERCA. 1227 INTERVISTE Il Cuneese piace agli immigrati [FIRMA]LORENZO BORATTO CUNEO Rappresentano il 6,2% della popolazione, integrati e hanno voglia di restare. Sono gli immigrati in provincia di Cuneo, secondo il quadro emerso ieri pomeriggio alla presentazione del volume "L'immigrazione straniera in provincia di Cuneo", un'indagine frutto di 1227 interviste a migranti che vivono in Granda, realizzate tra dicembre e febbraio, da 20 intervistatori italiani e stranieri (e con il contributo di Ires Piemonte, Regione e Provincia). Decine di domande che hanno permesso di fotografare alcuni dati sui 45 mila stranieri stabilmente residenti sul territorio: solo il 9% sono irregolari, lo stipendio medio è di 997 euro, disoccupazione è al 14%, il 44% sono musulmani (seguiti da cattolici con il 23% e ortodossi con il 20%), un terzo potrebbe diventare cittadino italiano essendo in Italia da oltre 10 anni. Non solo: in provincia si stanno creando dei "poli" che attraggono più persone di una stessa nazionalità. Ad esempio nel 2007 il 91% dei macedoni e l'83% dei bulgari sono stati assunti nell'Albese, mentre Cuneo attrae ivoriani, Fossano indiani e senegalesi, Mondovì congolesi e brasiliani, Saluzzo cinesi e albanesi. Alla presentazione Enrico Allasino dell'Ires ha detto: "Gli stranieri sono qui per restare e sono mediamente giovani: un vantaggio per un territorio dove i ventenni sono le metà dei quarantenni". È seguita una tavola rotonda. Gentiana Hoxha (presidente dell'Associazione provinciale migranti) e Franco Chittolina, del Centro studi della Fondazione Crc, hanno sottolineato come i dati della ricerca offrano uno spaccato di inclusione e integrazione: il 78% è contento di dove vive (ma solo il 10% ha una casa di proprietà), oltre i due terzi vogliono restare a vivere nella Granda, parlano italiano e la lingua del Paese d'origine, frequentano persone di tutte le nazionalità. Silvio Crudo, presidente del consorzio Monviso solidale, e Emilio De Vitto (coordinamento dei servizi stranieri di Alba) hanno invece sottolineato la situazione al limite per il rilascio dei permessi di soggiorno: oggi servono 14 mesi, cioè arrivano già scaduti. Sophia Livingstone, della Cgil di Cuneo: "Troppo spesso precariato e irregolarità diventano vero sfruttamento della mano d'opera con un danno per gli stranieri e la collettività". "Fare impresa è la via italiana all'integrazione - ha invece ricordato Patrizia Mellano, della Camera di commercio di Cuneo -. Le imprese individuali nella Granda con un titolare straniero sono aumentate del 65% negli ultimi anni, contro una diminuzione del numero assoluto del 3,3%. Ormai sono stranieri la maggior parte delle persone che si rivolgono ai nostri uffici di Cuneo, Alba, Mondovì e Saluzzo e hanno problemi evidenti con la burocrazia". Luisa Varetto, direttore sanitario del Santa Croce di Cuneo: "Immigrati solo il 5% dei ricoverati nell'ospedale del capoluogo, ma due terzi sono nel reparto Materno infantile, dove da quasi un decennio è attivo un servizio di mediazione culturale, così come al Pronto soccorso e a Malattie infettive". Nel dibattito Timothee Koukoui, originario del Benin e residente a Cuneo, ha sottolineato che si è parlato poco degli incidenti sul lavoro che riguardano spesso gli stranieri, mentre Abdel Baumehdi, marocchino, dell'associazione culturale monregalese "Mondoqui" ha parlato del disastro dell'affidamento alle Poste delle pratiche dei permessi di soggiorno e della mancanza del diritto di voto amministrativo agli immigrati "da cui si pretendono solo doveri, ma non si danno mai diritti". Teresa Angela Migliasso, assessore regionale a Welfare e Lavoro, ha concluso: "La voglia di integrazione e stabilità che emerge dalla ricerca è positiva, per tutti: aiuterà ad allontanare paure, permetterà di fare politiche di integrazione, ad esempio sulle seconde generazioni".
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da "Tribuna di Treviso, La"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Senza riforma Veneto a picco "Protagonisti della rivoluzione" Residuo fiscale di 15,6 miliardi di euro ovvero 3.267 euro pro capite Terzo posto dopo Lombardia ed Emilia VENEZIA. "Secondo gli ultimi dati al 2006, il Veneto registra un residuo fiscale di quasi 15,6 miliardi di euro, 3.267 euro pro abitante, classificandosi al terzo posto in Italia dopo Lombardia (3.971 euro) ed Emilia Romagna (3.625)". Per questo, in assenza di una riforma, è destinato a perdere competitività. Parla chiaro Federico Tessari, presidente di Unioncamere del Veneto individuando in queste tre regioni quelle che sostanzialmente danno il loro contributo al ripianamento dei conti pubblici inviando fior di quattrini nel calderone romano. Questa munificenza deve essere premiata: per la realizzazione del federalismo i primi della classe dovranno essere coinvolti nell'avvio di quella che si presenta come una rivoluzione storica. Sulla base dei dati che emergono dalla ricerca "Federalismo e competitività", presentata ieri da Unioncamere Veneto, emergono alcune questioni nodali: "La road map del federalismo che si sta delineando deve contenere scadenze precise e condivise. Inoltre - evidenzia Tessari - bisognerà fare attenzione a chi scriverà i decreti attuativi della riforma e a cosa verrà scritto. Sarebbe un gravissimo errore lasciare tutto il compito in mano alla burocrazia centrale". Infine "a fare la differenza non saranno solo i soldi ma l'efficienza nello spenderli". Per quanto riguarda quest'ultimo punto tra le grandi rivoluzioni che porterà il federalismo anche l'introduzione del "fallimento politico": "Ci saranno premi e sanzioni - spiega Luca Antonini, professore di diritto costituzionale dell'università di Padova, consulente del ministero dell'Economia - così se chi amministra dimostrerà di spendere male si troverà limitato nell'autonomia fino ad arrivare al perdere la sua ri-eleggibilità". Unioncamere ha voluto applicare al Veneto un assetto fiscale-federale analogo a quello del Trentino: ne emerge che le entrate da gestire con oculatezza andrebbero a lievitare da 12 a quasi 33 miliardi di euro (tre volte tanto), mentre a Roma andrebbero 27 miliardi contro i 47 di oggi. Secondo l'assessore all'Economia, Vendemiano Sartor: "Non sarà facile mettere in pratica i principi della riforma Calderoli" questo perché "Se qualcuno deve avere di più a qualcuno bisognerà togliere; ecco è qui che penso inizieranno le vere battaglie. Comunque il passaggio dal costo storico a quello standard è, dal punto di vista della giustizia, una cosa positiva perché qui si vuol premiare chi ha bene amministrato fin ora. Se il Veneto potesse avere qualche soldo in più spenderebbe per rendere più competitivo il territorio" ha concluso Sartor ricordando che visto il momento sarebbe utile rivedere le limitazioni del patto di stabilità: "Bloccare la spesa pubblica è una cosa che non fa bene a nessuno; quella che non fa debito naturalmente". Il Presidente del consiglio regionale, Marino Finozzi, ha sottolineato su come "andando a dire quanto spetta ad ogni soggetto pubblico, ci sarà una maggior responsabilizzazione". Adesso, ha riassunto Finoizzi, "occorre stabilire chi deve fare cosa" per avviare il processo federalista. (Daniele Pajar).
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Udine E in paese compaiono scritte di protesta: "L'azienda non inquina, la burocrazia sì" NELLA MATTINATA TORVISCOSA. Mobilitazione delle forze dell'ordine ieri mattina a Torviscosa, soprattutto Digos, che temevano una manifestazione ambientalista che secondo notizie trapelate avrebbe dovuto tenersi davanti ai cancelli dello stabilimento, in attesa del parere sul sopralluogo dello scorso giovedì all'impianto cloro soda della Caffaro. Ieri infatti era prevista la consegna in Procura della relazione del biologo del Ministero, Marcello Iocca. La mattinata tuttavia è trascorsa in modo tranquillo e verso le 14 le forze di polizia hanno lasciato la zona del presidio dei lavoratori e Torviscosa. Nelle prime ore della giornata di ieri però, davanti alla Coop, al Cid e sulla Statale 14 erano apparsi dei cartelli con frasi indirette rivolte alla magistratura, nelle quali si affermava, tra l'altro, che "la Caffaro non inquina, ma la burocrazia inquina la Caffaro", cartelli che sono stati subito tolti pare proprio dagli uomini della Digos, ma che hanno creato tra la popolazione qualche attimo di apprensione in quanto, a quasi un mese dal sequestro, la tensione è alta per una situazione che fino a ieri non sembrava avere vie di sbocco. (f.a.).
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Pordenone Tempi lunghi per avere il gas Il "nodo" allacciamenti IL CASO SPILIMBERGO. Allacciarsi alla rete provinciale del gas è una scommessa. "Tempi lunghi e poca chiarezza sulla procedura di domanda, che è doppia o tripla". Lo hanno segnalato alcuni cittadini. Con il caro gasolio che salassa i bilanci familiari, tanti hanno scelto l'alternativa gas per riscaldare la casa. "E' una lotta di resistenza alla burocrazia. Da 3 mesi aspettiamo di concludere l'allacciamento in un'area dello Spilimberghese - è la sintesi di un'estate di attesa per I.A., un utente ai limiti della pazienza -. C'è la convenienza, perché ho pagato 3 mila 500 euro l'anno con il sistema a gasolio e sono decisamente troppi". La convenienza gas dimezza la spesa annua, ma si conquista mettendosi in fila, senza fretta, con l'autunno che non perdona alla voce temperatura. "Prima paghi allo sportello, poi arriva il tecnico addetto all'allacciamento aereo, tra la colonnina e la casa - ha spiegato l'utente scontento -. Credi che con 350 euro di spesa e 10 minuti di intervento sia finita, invece c'è un'altra domanda da inoltrare, per attivare la distribuzione del servizio". Di fatto, le famiglie che hanno deciso di chiudere la cisterna del gasolio e aprire il rubinetto del gas nella Pedemontana devono raschiare il fondo del barile. "Ci scaldiamo con quello che resta nella cisterna di gasolio, perché non arriva il gas. In cucina andiamo con le bombole, per accendere il fornello - ha spiegato I.A. -. Reclamare è inutile: dall'ufficio gas ci rispondono, molto gentili, che ci sono tempi tecnici". (c.b.).
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da "Repubblica, La"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina XI - Napoli Edilizia, allarme dei costruttori Crescita bloccata da burocrazia, lavoro sommerso e abusivismo PATRIZIA CAPUA L'edilizia in Campania si conferma nel 2007 traino dell'economia. Gli investimenti esprimono il 10,6 per cento del Pil (9,9 per cento della media italiana), ma il settore soffre di lentezze burocratiche, di troppo abusivismo e sommerso. Infine, il pubblico prevale largamente sul privato. Lo indica il "Rapporto congiunturale sull'industria delle costruzioni in Campania" di Ance Campania, guidata da Giovanni Cotroneo e Acen Napoli, che fa capo ad Ambrogio Prezioso. Settore portante anche per gli occupati, il 39,5 per cento degli addetti all'industria e il 10 per cento del sistema produttivo, anche se per il 2008 è previsto un calo. Nel corso della presentazione del rapporto avanzate anche delle proposte. L'assessore regionale alle Attività Produttive, Andrea Cozzolino, lancia l'idea di un "potentissimo piano di riqualificazione urbana, utilizzando le ingenti risorse a nostra disposizione". L'assessore provinciale Guglielmo Allodi punta sulla "lotta all'abusivismo e alla criminalità organizzata, per la riqualificazione urbana e la qualità dell'ambiente". La fotografia di Antonio Gennari e Paola Marone, responsabili dei Centri studi Ance e Acen, rileva però che gli investimenti, pari a 10.708 milioni, sono appena il 7 per cento del totale italiano e registrano una flessione dello 0,4 per cento rispetto al 2006: scarsi rispetto ai 25.017 della Lombardia o agli 11.600 del Piemonte. Schiacciante il peso delle opere pubbliche, 26,6 per cento (media italiana 19,3), nel napoletano e nel ramo abitativo, con il 45,3 per cento del totale tra pubblico e privato. "Chi cerca casa", ha detto Cozzolino, "si sposta verso Caserta e alle spalle del Vesuvio". Preoccupa anche la diminuzione degli importi dei bandi pubblici, tra il 2003 e il 2007, dello 0,4 per cento in valore nominale, 13,7 per cento in termini reali, e del numero di bandi del 28,4 per cento (26,9 per cento media nazionale). La flessione dei bandi incide sulla piaga dei ribassi eccessivi per aggiudicarsi gli appalti: Campania maglia nera con il 29,2 per cento, mentre la media italiana è del 18,4. "Ribassi impraticabili per aziende sane", ha detto Allodi. Prezioso ha rincarato: "Cerchiamo qualità, non quantità. Meno finanza e più economia. Si apra questa stagione del fare". La Campania registra anche un ridotto utilizzo del ricorso ad agevolazioni fiscali per ristrutturazioni di immobili (7.078 domande contro le 91.724 della Lombardia, su 1.850.845 abitazioni occupate), insieme a poche nuove costruzioni. Cresce l'abusivismo e cala dal 2001 il lavoro nero che è al 17,1 per cento, cioè 26 mila unità contro le 152 mila impiegate in regione, e rispetto all'11 per cento della media nazionale. Stenta il mercato delle case, meno 7,8 per cento le compravendite nel 2007.
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da "Repubblica, La"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina IV - Firenze Per la prima volta in Toscana eletta una donna, Patrizia Vianello, e non un politico Lega Coop, cambio al vertice una manager alla presidenza All'unanimità scelta la fondatrice di Cooperativa ambiente MASSIMO VANNI "Le rilevazioni dicono che nei supermercati aumentano gli uomini, così abbiamo deciso di fare una presidente donna", scherza Turriddo Campaini. La Lega toscana delle Coop, il colosso "rosso" che associa 1.024 imprese per un totale di 43mila dipendenti e oltre 2 milioni di soci, però non scherza per niente. Niente politici presidenti stavolta, la Lega archivia un pezzo di storia per puntare sui manager. Cioè su presidenti di imprese cooperative come Patrizia Vianello, fondatrice e timoniere da 24 anni di Cooperativa ambiente di Massa, prima donna eletta ieri all'unanimità dalla direzione regionale. Come Giulio Bani, presidente della coop di logistica Cft che è il nuovo vice. E soprattutto come Turiddo Campaini, il manager Unicoop che per la prima volta entra nel vertice Lega, formalmente come vice ma nella sostanza come "cerniera" e garante del nuovo corso della Lega. Un corso del tutto innovativo nel panorama italiano, se si considera che, assieme all'Emilia, la Toscana è la regione roccaforte della cooperazione italiana. Un corso che lo stesso Campaini non esita a definire un "cambiamento epocale" per la Lega: "Non più un presidente funzionario ma un manager che continuerà a fare il suo lavoro di presidente cooperativo, una scelta anche sperimentale che avvicina la Lega Coop al modello di Confindustria ma che non intende minimamente allontanarsi dai valori che ci caratterizzano, perché la forma cooperativa non è superata", dice Campaini. Il vertice manageriale si insedia così alla testa del movimento cooperativo toscano che, fino a qualche settimana fa era nelle mani di Giovanni Doddoli, l'ex sindaco di Scandicci che ha lasciato con due anni di anticipo scegliendo di fare il dirigente d'impresa. Una scelta personale, ma non solo forse. Cosa chiede il nuovo vertice della Lega alla politica e alle altre forze istituzionali? "Per prima cosa partiremo dai bisogno delle nostre aziende ma credo si debba anche uscire dall'isolamento degli ultimi anni", dice del resto la neo presidente Vianello, 53 anni, sposata con due figli, residente a Montignoso in provincia di Massa Carrara, a capo della Coop con 110 dipendenti che si occupa di valutazioni e analisi ambientali e che ha avuto modo di lavorare anche per al progetto dell'Alta velocità fiorentina attraverso la Coop Sette, che si è aggiudicata l'appalto delle Ferrovie. "La burocrazia non ha i tempi delle imprese e la politica deve crearci le condizioni per farci lavorare", aggiunge Vianello, la prima presidente donna che resterà in carica per un paio d'anni. "Una sperimentazione fino al prossimo congresso della Lega delle cooperative toscane - dice lei stessa - che dovrà poi decidere se continuare o meno". Se l'innovazione sarà servita o no al movimento cooperativo. "La molla che ci ha spinto è stata proprio la difesa dellqa forma cooperativa", dice anche il vice Bani, a capo della Cft con 4mila posti di lavoro. Cosa pensa Campaini dell'aumento della tassazione sulle coop? "C'è stato un incremento per le coop di consumo e oggi siamo in linea con tutte le altre società, spero che adesso non abbiamo più niente da dire". SEGUE A PAGINA V.
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da "Riformista, Il"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia L'incubo Ci tiravano dietro i mutui, ora ci portano via la casa di Francesco Bonami Wall Street ci ha svegliato dal nostro sogno americano Chicago. A tutti sarà capitato dopo aver arrotolato con diligenza il cavetto di un caricatore di un cellulare per metterlo in una borsa magari insieme al cavo del computer o all'auricolare di averli ritrovati tutti ingarbugliati l'uno con l'altro come se dentro la borsa ci fosse finito un topo impazzito. Ecco gli Stati Uniti oggi sono diventati di colpo un groviglio annodato del quale non si riesce più a trovare né capo né coda. Osservare i rappresentati del Congresso interrogare inviperiti l'amministratore della Lehman Brothers, Richard Fuld, come genitori che sgridano un figlio scapestrato farebbe ridere se non fossimo tutti sull'orlo di un abisso. Neanche una guerra aveva mai tenuto davanti ai televisori tanta gente. D'altronde un guerra spesso riguarda altri mentre questa guerra di numeri coinvolge ogni cittadino e si combatte porta a porta. Il cavo dell'economia si è attorcigliato con quello della campagna elettorale che di colpo è passata quasi in secondo piano. I colpi bassi che si stanno scambiando Obama e la Palin - le ultime settimane prima del volto sono ora più un confronto fra il candidato democratico e la vice repubblicana che fra Obama e McCain - lasciano il tempo che trovano. Il mostro della recessione è alle porte più forte e più feroce che mai. Chiunque vinca, e vincerà Obama oggi dato al 49% contro il 43% dell'avversario, si ritroverà un paese devastato dalla follia di Wall Street. Lo stock market è diventato un Casino. Non solo per colpa di Bush ma anche grazie a una legge firmata in fretta da Clinton prima di lasciare la Casa Bianca che ha accesso la miccia agli eccessi sui quali l'amministrazione attuale ha poi buttato sopra la benzina di una crescita senza più regole. Oggi si è scoperto che il banco non ha più i soldi per pagare i vincitori. Perché? Semplice, il banco a sua volta usava le vincite per giocare d'azzardo su altre roulette che a loro volta puntavano sulle corse dei cavalli etc. etc. La mattassa è diventata un enorme nodo. Ogni sera Anderson Cooper nel suo programma sulla Cnn, AC360, analizza la situazione della giornata e intervista gli esperti. C'è chi incita a ritirare tutti i soldi di cui uno ha bisogno nei prossimi cinque anni dagli investimenti in Borsa fatti dimenticando le perdite, chi prega di non abbandonarsi al panico e lasciare i soldi dove sono, chi invece dichiara senza mezzi termini che è un caos senza precedenti. La ciambella da 700 miliardi ieri sembrava un sughero gettato ai naufraghi del Titanic. Guardando tutto questo ricordo che quando arrivai quasi venticinque anni fa l'America mi sembrò il paese del bengodi. A quei tempi in Italia le case si potevano acquistare praticamente solo in contanti o con mutui che al massimo coprivano una minima percentuale del prezzo di acquisto. Avere una carta di credito era un sogno e se uno emetteva un assegno a vuoto anche di poche lire era considerato alla stregua di un delinquente comune. In America era tutto il contrario uno poteva comprare una casa avendo solo il 10% del prezzo dell'appartamento, le carte di credito te le tiravano dietro, non solo più uno le usava più debiti uno accumulava più carte di credito arrivavano. Se uno pagava con un assegno a vuoto era solo un problema per chi aveva incassato l'assegno, la banca se ne fregava. Era una situazione incredibile che consentiva di vivere al di sopra delle proprie possibilità senza sensi di colpa, come invece accadeva in Italia. Oggi abbiamo di fronte ai nostri occhi il collasso di questo sistema economico che incitando milioni di persone a vivere con un tenore di vita molto più alto di quello che potevano permettersi è cresciuto a sua volta smisuratamente oltre le proprie possibilità. L'economia americana ha creato per sé stessa lo stesso sistema che aveva offerto ai propri clienti incitandoli a spendere a più non posso. Il mondo della finanza americana si trova a dover rispondere all'imbarazzante domanda evangelica: "Se il sale perde il sapore chi darà sapore al sale?". Chi sarà in grado di ridare credito ai creditori? L'America è un fantastico sogno dal quale però uno non dovrebbe mai svegliarsi. Purtroppo invece qualcuno ci ha svegliati. Le Cassandre da Anderson Cooper prevedono che rimarremo svegli per molto tempo. Come il principe Sigismondo nella famosa opera teatrale di Calderon de la Barca l'economia americana a un certo punto non ha capito più quale era la realtà e quale il sogno. Un sistema infallibile ha creato una mostruosa burocrazia dell'efficienza e del profitto, un gioco di deleghe e di responsabilità che ha finito per diventare un gioco di scaricabarile senza fine dove tutti però scaricando il proprio barile guadagnavano cifre esorbitanti. Finché il barile è rimasto vuoto. Si sta verificando un 11 settembre economico che però ha generato un'insicurezza molto più diffusa dell'attacco terroristico. Se nel 2001 chi stava nel mezzo dell'Ohio si poteva sentire al sicuro da un attacco di al Quaida oggi anche nel più sperduto paesino del Nord Carolina il collasso della torre dell'economia può trascinarti giù portandoti via la casa. Il buco nero dell'economia sta soffocando la campagna elettorale di McCain. Ma se McCain piange Obama non ride. Nonostante il caos e l'intervento para-socialista del governo per salvare il sistema finanziario la situazione non è per niente e per nessuno, come diceva Mao, eccellente. 08/10/2008.
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da "Riformista, Il"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Fine vita parla l'ex ministro livia turco di Alessandro Calvi "Il testamento biologico? Prima le cure palliative" "Non vorrei scandalizzare nessuno ma credo che sia più importante che tutti possano avere cure palliative e non essere soffocati dal dolore che non decidere in anticipo su idratazione e nutrizione". E invece qualcuno ascoltando Livia Turco forse si scandalizzerà. Il dibattito sul fine vita è infatti tornato incandescente ora che il Parlamento ha riaperto un dossier che, dopo due anni di scontri sul testamento biologico, sembrava convenisse a tutti lasciare chiuso. A costringere tutti a tornare ai posti di partenza è arrivato il caso di Eluana Englaro. Proprio oggi la Corte Costituzionale dovrebbe iniziare ad occuparsi del conflitto di attribuzione sollevato dal Parlamento contro la Cassazione. E sempre oggi a Milano il tribunale dovrebbe pronunciarsi sulla esecutività della pronuncia che autorizza l'interruzione della nutrizione della ragazza. Ma anche la politica si fa sentire. Ieri il ministro Sacconi ha parlato della necessità di una legge "leggera" sul testamento biologico mentre la sottosegretaria Roccella ribadiva che una legge si farà presto. "Tante volte - spiega la Turco - mi ha colpito la solitudine delle persone vicine alla morte. È questa la più inaccettabile delle disuguaglianze tra le persone. Ed è una disuguaglianza che va accentuandosi". Ci sono anche considerazioni come questa dietro l'importanza che Livia Turco dà a quanto sta avvenendo alla Camera. Mentre in Senato sono iniziate da tempo le grandi manovre sul testamento biologico, alla Camera ci si muove per costruire l'altra colonna di una impalcatura che complessivamente dovrebbe regolare il fine vita: una legge sulle cure palliative e le terapie del dolore. "L'aver incardinato questa legge è una cosa importante", premette la Turco che ne rivendica il merito all'opposizione. E spiega che tra i punti qualificanti delle proposte di legge sul tappeto - una a sua firma, un'altra a firma, manco a dirlo, di Paola Binetti - c'è "la promozione, tra i livelli essenziali di assistenza, degli interventi per la dignità del fine vita". Ciò significa, spiega ancora la Turco, "costruire un piano nazionale per le cure palliative, promuoverle nell'assistenza ospedaliera e domiciliare, semplificare la burocrazia che ora è infinita se si vuole prescrivere un farmaco antidolore. Infine, la misurazione del dolore nella cartella clinica deve diventare parte integrante della normale attività clinica". Tutto ciò perché "siamo gli ultimi in Europa", dice l'ex ministro, mentre "evitare il dolore deve diventare parte della cura e della assistenza". Nella scorsa legislatura "si sarebbe già potuta approvare una legge", dice la Turco che spiega di non dirlo "con spirito polemico" ma che "era più importante del testamento biologico". Ciò, però, non è avvenuto. Forse perché una riflessione seria è iniziata da poco ma "forse anche per la violenza dello scontro ideologico". "C'è sempre stato un accanimento su questi temi, ma così si è perso di vista un sano riformismo. Nel dibattito pubblico entra soltanto ciò su cui ci si divide, anche se non si tratta sempre dei temi più rilevanti". Dunque, occorre una mediazione che la Turco ritiene si possa costruire anche sul testamento biologico o dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat). È però importante, spiega, partire dal rapporto medico-paziente che deve essere basato sulla fiducia, così come centrale deve essere la figura del fiduciario al quale viene affidata la cura delle dichiarazioni anticipate. "È difficile dire in anticipo quali sono i trattamenti che si vorranno - spiega la Turco - ma si può dire che di una certa persona ci si fida e che può prendere decisioni". È questo, secondo l'ex ministro, anche un modo per ribadire e garantire per altra via l'attualità delle scelte "cristallizzate" nelle Dat che, in ogni caso, "non possono valere per sempre e vanno rinnovate". Ciò detto, "la mediazione si può trovare soltanto con l'aiuto della comunità medico-scientifica come quando si stabilirono i confini della morte cerebrale. Lo stesso deve accadere per lo stato di coma vegetativo permanente. Sciolto questo nodo, le altre questioni come quella sulla nutrizione sono facilmente risolvibili. Ma oggi c'è un vuoto della scienza e non si può certo chiedere alla politica ciò che non riesce a fare la scienza". Già, però nel frattempo la realtà non aspetta e alla fine a prendere decisioni è sempre più spesso la magistratura, come insegnano i casi Welby o Englaro. E in questo c'è una grande responsabilità della politica. "Vero - risponde la Turco - come però è vero che tra la posizione "etica" della Binetti e quella "politica" di Marino è possibile una via di mezzo". 08/10/2008.
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da "Nuova Sardegna, La"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Di Pier Giorgio Pinna "Da destra penso alla qualità" Il preside Gosmino: migliorare i livelli d'insegnamento I sindacati si occupino dei contratti e restino fuori dall'organizzazione SASSARI. Si chiama Rodolfo. E certo come quel Valentino mito del cinema coltiva sanguigne passioni. "La prima è per una scuola di qualità che dia un servizio ottimale agli studenti e alle loro famiglie", spiega accalorandosi. Ma Rodolfo Gosmino, 64 anni, genovese di nascita e sardo da sempre, preside negli istituti dell'isola da decenni, sembra avere pochi altri tratti in comune con l'idolo del set. Lo descrivono a tinte fosche: un duro che vede i sindacati come il fumo negli occhi. Tuttavia molti allievi e tanti docenti lo difendono. Nel suo curriculum non mancano polemiche aspre. Persino una causa giudiziaria complicata: lo vede opposto a una professoressa che l'accusa di non averle garantito il diritto ad assistere la figlia malata. Lui di quest'ultimo punto preferisce non parlare fuori dalle aule del tribunale, in ciò fedele alla figura del divo italiano del "muto" approdato a Hollywood ma costretto dai tempi a esprimersi per iscritto. Più in generale, però, ribatte con fermezza: "Io non ce l'ho con nessuno: a volte, sono le organizzazioni che rappresentano i dipendenti ad avercela con me". Laurea a Genova dopo il diploma nell'istituto sassarese La Marmora, Gosmino nei primi anni di carriera ha insegnato "matematica finanziaria attuariale ed economica", come tiene a precisare specificando nel dettaglio la materia. Successivamente è stato preside incaricato a Tempio e Ozieri, poi nei tecnici per geometri e per ragionieri a Sassari. Sempre nel capoluogo, da tre anni, dirige l'Alberghiero: 1200 iscritti, decine d'insegnanti, convitto maschile per 42 allievi, tre classi serali per lavoratori, laboratori di cucina, sala, bar, informatica. L'istituto è il più blasonato dei nove "professionali" sardi con le stesse caratteristiche: in marzo festeggerà il mezzo secolo di vita nella nuova sede dalle tecnologie ipermoderne nel quartiere di Santa Maria di Pisa. - Tagli, riforme, proteste: professor Gosmino, perché la scuola è così malridotta anche in Sardegna? "Prima di rispondere, credo sia doverosa una premessa: un discorso che mi sembra fondamentale per affrontare l'intera questione". - Qual è? "Dalle indagini PISA 2006 sui livelli di insegnamento l'Italia si conferma in coda alle graduatorie per la preparazione degli studenti e il rendimento dei docenti. Io stesso ho ereditato un istituto che sotto questo profilo non faceva eccezione: siamo risultati ultimi in qualsiasi classificazione, ho persino fatto affiggere i risultati nelle bacheche". - E allora? "Bene: ogni tipo d'istituto, in relazione alla sua specificità, deve garantire le migliori prestazioni. Io credo in una scuola di qualità, capace di competere sul piano internazionale. Il resto non m'interessa". - Neppure le riduzioni delle cattedre nell'isola? "Guardi, a mio avviso la faccenda è chiara: discende dalla premessa appena fatta. Per me il problema dell'occupazione nel settore è un problema che non esiste proprio. La mia sola preoccupazione è che la scuola proponga il meglio delle competenze in ambito europeo e mondiale. Se la scuola riesce a raggiungere questo risultato, l'occupazione è un dato conseguenziale". - Dal ministero non è però che arrivino incoraggiamenti verso una scuola diversa nella sostanza: i provvedimenti hanno più un sapore ragionieristico, come fatti da chi si occupa semplicemente di far quadrare i conti. "In ogni caso, io domando a tutti di fare un esperimento. Si provi a chiedere a qualsiasi diplomato che voti darebbe ai suoi docenti e quanti ne boccerebbe. I risultati balzerebbero agli occhi: si salverebbero in pochi. Non a caso uno dei miei cinque figli, con sacrificio, oggi fa l'università a Montreal, in Canada". - Lei che farebbe per invertire la rotta? "I nostri alunni in genere hanno grandi capacità. Troppo spesso si trovano però di fronte docenti autoreferenziali che neppure completano il programma, pur dichiarando di averlo terminato". - E allora? "Non pensiamo ai tagli. Pensiamo alla preparazione dei professori. Facciamo come in Francia: ci sono ispettori che ogni tre anni fanno sopralluoghi a sorpresa per verificare che cosa realmente viene insegnato e come". - Accertamenti, riscontri, controlli: e il merito? "Se i risultati del lavoro sono positivi, le retribuzioni devono crescere". - Ma in un'Italia e in una Sardegna condizionata da gruppi di pressione, poteri forti, arbitrii, omissioni, clientelismi, nepotismi e altri "ismi" che alla fine sconfinano in comportamenti paramafiosi, tutto ciò non appare utopistico senza che sia accompagnato da cambiamenti in profondità? "Personalmente credo nel merito: delle competenze, non delle conoscenze. Ma, a parte le battute, non vedo una strada diversa. Guardiamo all'esempio inglese. Il dirigente di un istituto lo è per tutti i livelli di apprendimento: dalla scuola per l'infanzia all'anno che precede il diploma. è lui che nomina i professori e li riconferma, è lui che è chiamato a rispondere dei successi e delle perdite, anche finanziarie". - Un sistema diverso per un Paese diverso. "Ma che dà buoni frutti, al contrario di quanto succede da noi. E del resto che alternativa c'è? Noi abbiamo davanti un paziente grave. Per curarlo vogliamo ricorrere ai medici migliori o pensare a quanti posti devono essere assegnati all'ospedale dov'è ricoverato?". - Insomma: le piante organiche non fanno per lei. "Non la porrei in questi termini. Io però faccio il preside, non il sindacalista". - Si è trovata un'intesa per Alitalia: possibile che non si riesca a raggiungere un accordo per far cessare i conflitti nella scuola? "Nel corso della prima trattativa Air France e Lufthansa si sono dette disponibili a patto di non avere a che fare con le organizzazioni sindacali". - Ma qualcuno si deve pur assumere la responsabilità di rappresentare i lavoratori: è previsto nella Costituzione. "E allora i sindacati si occupino dei contratti, non dell'organizzazione. Lei è convinto che facciano gli interessi degli alunni?". - E lei? "La competenza della formazione ricade sul parlamento. I sindacati tutelino i lavoratori, non interferiscano su queste scelte. E lo dico da ex dirigente del Sism-Cisl e dell'associazione dei presidi". - Non le sembra di essere un tantino drastico? Prendiamo il caso dei precari. Il sistema Siss è di fatto abolito. In tutta Italia ci vorranno vent'anni per immettere i 240mila già in graduatoria. Se lo lasci dire, la sola strada è garantire controlli di efficienza-rendimento e migliorare il servizio". - Un discorso che vale anche per i corsi destinati ai lavoratori? "Negli anni '70 ho dato la mia disponibilità a tenerli quando altri li rifiutavano. Credo che in questo caso si debbano introdurre strumenti di protezione". - E per quanto riguarda i docenti di sostegno? "Per assicurare un'assistenza più adeguata bisognerebbe trovare soluzioni differenti. Magari coinvolgendo diversi ministeri. Come si fa in altri Paesi. Con una personalizzazione delle cure da destinare agli allievi portatori di handicap". - In Sardegna il calo demografico crea classi sovraffollate nelle aree urbane e microscuole nelle zone interne spopolate: che fare? "Se c'è la disponibilità dei locali e la partecipazione motivata degli alunni, non esiste differenza tra classi di 25 o di 30 alunni". - Eppure, i professori ritengono che quando in aula ci sono troppi studenti sia impossibile seguirli tutti bene. "Da bambino ho avuto come maestre suore che sapevano bene come gestire classi di 60 alunni. Ma lo ripeto: parliamo di ragazzi disciplinati, fatti interessare e motivati". - A proposito: qual è la sua opinione sul ritorno all'insegnante unico alle elementari? "Ci sono stati buoni risultati con il metodo basato sul modulo, altrettanto buoni con il maestro unico. E naturalmente è accaduto anche il contrario. In questi casi il livello degli insegnanti conta più del sistema". - Che cosa pensa della riforma Gelmini per il prossimo anno scolastico? "Non va bene parlare solo di bilanci e occupazione. Finché il governo non deciderà di verificare il livello di preparazione degli studenti migliorandolo attraverso un rendimento ottimale dei docenti il vero problema non sarà affrontato in termini corretti. In Germania sono retrocessi di qualche casella nei dati Pisa rispetto alla Francia e in quattro mesi hanno varato provvedimenti per rafforzare la didattica. Da noi non bastano gli anni e nel frattempo si pensa ad altro". - Se è per questo si ventila pure la diminuzione delle ore di lezione. "Ogni analisi va fatta sulla qualità, non sulla quantità. In Sardegna e in altre aree meridionali ci potrebbero essere decine di talenti matematici e nessuno li scoprirebbe mai. è un caso che in Italia nessuno s'iscriva più nelle facoltà di matematica e fisica? No, in realtà queste materie non sono insegnate come dovrebbero". - Che cosa pensa del ripristino del grembiule in aula? "Qualsiasi scelta si faccia, non lo ritengo un problema importante". - E del voto in condotta? "Esiste già, ma non viene applicato come in passato. D'altronde un fatto è sicuro: la litigiosità del Paese nasce dalla litigiosità dei cittadini che crescono all'interno delle classi". - Magari c'è però qualche contributo esterno: criminalità, scontri sociali, cattivi maestri in certi programmi tv. Non crede? "Perfetto, è così. Ma il Giappone ha il doppio della nostra popolazione, soltanto 1500 magistrati e le carceri semivuote. Noi abbiamo oltre 13mila giudici vittime del sistema, penitenziari che scoppiano e cause che non finiscono mai. è una coincidenza il fatto che gli studenti nipponici si puliscano l'aula, rigovernino se mangiano in mensa, siano abituati sin da piccolissimi all'autodisciplina?". - Dal 2009 con una sola insufficienza si potrà essere bocciati alle elementari e alle medie: che ne pensa? "Farei come in Francia: succede se a fine anno si ha non un 5 ma almeno un 4 in materie fondamentali come lettere e matematica". - Non le sembra un po' eccessivo? "No, lo fanno i francesi, non vedo perché non dovrebbe valere per noi: avere una grave insufficienza in lettere o matematica equivale a incontrare difficoltà in altre materie". - Non crede che la troppa burocrazia uccida le possibilità di conoscenza? "Molte procedure sono sbagliate, non a favore degli allievi. Andrebbero semplificate, snellite. Ma questa non è una scusa per consentire al sindacato di metter mano alla gestione della scuola". - In definitiva, questa del sindacato appare un tantino come una sua ossessione: lei, professor Gosmino, sul piano politico come si definirebbe? "Proveniente dalla sinistra socialista, oggi mi colloco nel centrodestra e sono stato anche candidato per Fi e Mpa. Mi considero una persona libera di pensiero con basi logiche, matematiche, economiche e giuridiche con alto senso dello Stato: ho speso una vita per i miei studenti". - Un uomo controcorrente? "Non direi". - Appunto.
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da "Nazione, La (La Spezia)"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia CRONACA LA SPEZIA pag. 6 INAUGURATO "Punto Rosso", il nuovo sistema di pagamento self-service de... INAUGURATO "Punto Rosso", il nuovo sistema di pagamento self-service delle prestazioni sanitarie. Quante volte, di fronte alla coda davanti agli sportelli tutti noi avremmo desiderato tornare a casa? Ora sarà possibile evitare di perdere tempo, utilizzando il nuovo apparecchio. Negli ultimi giorni infatti è stato installato e messo a punto il nuovo strumento, già sperimentato con successo a Genova, nell'ospedale San Martini e al Gaslini. E' in sostanza un'alternativa pratica e veloce al pagamento tradizionale del ticket agli sportelli Cup. Ma come funziona? Innanzitutto occorre inserire la richiesta del medico o il codice di prenotazione. Di seguito l'apparecchio visualizzerà le informazioni contenute, cioè i dati del richiedente e il codice della prestazione. Dopo aver verificato la correttezza dei dati, l'utente potrà confermare, tramite il moderno "touch screen". A questo punto comparirà la somma da versare. Sarà possibile utilizzare denaro contante, è prevista l'erogazione del resto, oppure le tessere prepagate, come bancomat o carte di credito. Al termine dell'operazione verrà rilasciata la ricevuta di avvenuto pagamento. "E' un meccanismo di semplificazione della burocrazia ? afferma Gianfranco Conzi, direttore generale della Carispe ? indice del cambiamento del modello organizzativo". Gli fa eco Paolo Gavini, responsabile del servizio rete commerciale:" Queste macchine hanno già dato buoni risultati altrove, adesso tocca a noi abituare la nostra clientela all'utilizzo delle carte di credito, che comportano meno rischi rispetto ai contanti. Da parte nostra ? continua ? vogliamo investire in informazione affinché il "Punto Rosso" sia utilizzato". Tre sportelli self-service sono stati installati: uno al Sant'Andrea, uno in via XXIV maggio e l'altro all'ospedale Felettino. Anche a Sarzana sono presenti due apparecchi uguali. Abituarsi ai cambiamenti non sarà facile, per questo nelle farmacie negli studi dei medici di base saranno presenti fascicoli informativi. La speranza è che questi strumenti possano aiutare i cittadini nel quotidiano e soprattutto risolvere il gravoso problema del sovraffollamento agli sportelli. M.L.
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da "Corriere della Sera"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-10-08 num: - pag: 45 categoria: REDAZIONALE Hollywood (Bulgaria) Gli studios miracolo attirano in Europa registi e attori Usa DAL NOSTRO INVIATO SOFIA - Un pezzo di Hollywood si è trasferito a Sofia. "M'è appena venuto a trovare Sylvester Stallone: "Qui fate sul serio", mi ha detto. Stiamo vincendo le sue ultime resistenze a fare Rambo V, vuole realizzarlo a Nu Boyana, il nostro stabilimento. All'inizio i divi americani mi chiedevano: dov'è la Bulgaria? Vicino alla Romania. E dov'è la Romania? Ora mi dicono che vogliono girare qui". David Varod è nato 61 anni fa in un kibbutz. Ha tutta l'aria di un post-fricchettone, il codino, un medaglione indiano al petto come amuleto, le scarpe da ginnastica. Mentre ascolta La Bohème, mostra le foto delle star che hanno girato film a Sofia: Scarlett Johansson e Hilary Swank per The Black Dahlia di Brian de Palma; Morgan Freeman e Antonio Banderas per The Code. Val Kilmer è ora impegnato in Fake Identity. Novanta film in 9 anni, nei prossimi due mesi ne realizzeranno sei. "Lavoravo come scenografo in Sudafrica per Avi Lerner, il grande produttore indipendente". è lui il proprietario di Nu Boyana, David li gestisce mentre Avi è l'uomo che ha creato a Los Angeles la Nu Image Pictures; Sfida senza regole con Bob De Niro e Al Pacino è un film suo. "Troppa criminalità a Johannesburg, in un anno uccisero tre amici miei... Siamo arrivati a Sofia, c'erano 6 teatri scalcinati e Avi mi disse: "Sei tu il filosofo, che cosa ne pensi?". Gli risposi che da quella polvere sarebbe nato un impero". David ha un occhio cieco come Moshe Dayan, anche lui ha fatto le sue guerre: alla burocrazia dei boiardi di stato, alla corruzione, ai prestanome. Li ha affrontati con caparbietà piratesca. E ha vinto. Si diverte a raccontare l'acquisto di Nu Boyana. "Mi attaccavano dicendo che avrei girato i porno, mi chiamavano gangster o Shylock come il personaggio di Shakespeare. Ho incontrato il primo ministro: ho comprato questi studi, ho i contratti, mi spieghi cosa succede? "Sono tutti contro di te", mi disse. Tutti chi? "I politici". Gli risposi: il 70 per cento dell'industria audiovisiva è mio e di Avi: siamo noi due che stiamo facendo la guerra a noi stessi?". Si parlò a lungo della privatizzazione degli ex Boyana. Fu uno shock per una neo-democrazia dove lo Stato era l'architrave della vita. Erano il fiore all'occhiello della Bulgaria comunista, il simbolo dello statalismo che funziona, "vi girarono tutti i film quando la cinematografia nazionale era al suo livello più alto". E poi i Muri caddero anche qui. Ma la terra costa in questo quartiere residenziale fuori città alle pendici della Vitosha e nessuno voleva lo straniero con l'occhio cieco. La firma arrivò la notte che precedette il cambio di governo. "Ho fatto la trattativa con quindici bulgari attorno a me. Gesticolavano come matti. Nessuno parlava inglese. Una situazione kafkiana. Se erano politici? Qui tutto è politica. Volevano la terra. C'era la nebbia da quanto fumavano. Dopo sette ore mi hanno detto che ci dovevano ripensare. Il giorno dopo hanno portato i timbri, ma mancavano i francobolli. Si sono ripresi i documenti. Li ho rincorsi, di che maledetto colore li volete i vostri francobolli, blu, rossi? Dimentichiamo il passato. Così ho fatto una coproduzione con i miei ex nemici". Avete rapporti con la cinematografia bulgara? "Producono 6 film all'anno, quando vogliono venire qui, gli faccio lo sconto del 35%". Il Nu Boyana dal suo ufficio è un cantiere: ruspe e seghe elettriche. Si stanno costruendo dieci teatri di posa che si aggiungono ai sei già esistenti, l'area sarà di 300 mila metri quadrati. "Il primo teatro l'ho ricavato dal letto di una piscina all'aperto. Quando sono arrivato c'erano confusione e sporcizia: abbiamo riempito 5000 camion di immondizia ". Quello che ti lascia senza fiato è la visita guidata con Varod, giri l'angolo e c'è un pezzo di Manhattan ricostruito in modo perfetto. "Abbiamo tutto, la fermata della metro a Noble Street, Brooklyn, i taxi, le macchine della polizia. E sapete chi ho voluto perché le facciate non sembrassero di plastica? Il vostro Ivano Todeschi, un genio. Come gli scenografi Pier Luigi Basile e il premio Oscar Dante Ferretti, che mi danno una mano. Tra poco cominciano i lavori per ricostruire un pezzo di Chinatown e Wall Street a New York". Accanto uno scorcio con le torri di Bagdad. "Noi diciamo che la via più breve per andare dagli Usa all'Iran è Nu Boyana". Disneyland in Bulgaria? Sorride per la prima volta: "Mi piace l'idea". Gli americani vanno nella Cinecittà bulgara per risparmiare. Cosa offrite in più rispetto alla concorrenza in Romania? Afferra la calcolatrice: "Quello che costa 100, da noi costa 40. Una comparsa viene pagata 15 euro al giorno". Neocolonizzatori? Dice di no, tutto è commisurato allo stipendio medio che corrisponde a 250 euro al mese. Anche in Romania si risparmia. "Ma non hanno la qualità delle nostre maestranze e la nostra attrezzatura. Abbiamo portato una squadra di tecnici da Israele e Usa come trainer". Altro giro, mostra l'elicottero che fa ogni simulazione, il reparto effetti speciali, "ma il computer e la realtà virtuale non avranno mai il sopravvento. Sai che profitto davano prima i Boyana studios? 50 mila euro l'anno. Siamo passati a 2 milioni e 500 mila". David non si ferma più. Ha in progetto un albergo a cinque stelle e condomini dentro gli studi. Perché? "A Sofia il traffico è impazzito, sa quanto costa tenere chiusa in auto una star per due ore?". Impossibile seguirlo nei conti. Dice che sistemando gli attori nell'hotel attiguo alla sua New York finta risparmierà 280 mila dollari al giorno. Di sicuro avrà ragione lui. Sul set a Nu Boyana David Varod ha creato con Avi Lerner una nuova capitale del cinema abbinando costi ultraridotti a possibilità tecniche d'avanguardia La storia di un'impresa che ha battuto ostacoli e burocrazia locale Con la diva Scarlett Johansson assieme a David Varod. L'attrice a Sofia, nello stabilimento Nu Boyana, ha girato insieme a Hilary Swank il film diretto da Brian De Palma "The Black Dahlia" Valerio Cappelli.
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da "Corriere della Sera"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-10-08 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso di Giangiacomo Schiavi DALL'ANAGRAFE ALLA CENTRALE STORIE DI ORDINARIA BUROCRAZIA Caro Schiavi, ho cercato di rifare la carta d'identità: scadeva nell'aprile 2010, ma siccome si è tutta lacerata, mi hanno spiegato gentilmente al numero 020202 del Comune come si fa per averne una elettronica di plastica. Non si può. Devo aspettare la scadenza, e poi ci vuole un appuntamento. Il prossimo disponibile è in luglio. "Ma la mia è rotta, me la devono rifare". Non conta, me la rifaranno di carta fino alla scadenza e poi 180 giorni prima mi metterò in coda, ma forse sarò già morto. P.S.: il 18 gennaio 2008 ho compiuto 70 anni e la mia patente californiana è scaduta, ci vuole una nuova visita. Ho chiamato un 800 number, una gentile signora mi ha chiesto alcuni dati e poi, sentito che ero in Europa, mi ha concesso una proroga di un anno per la visita e mi ha pure fatto gli auguri. Tre minuti di telefonata, 10 giorni dopo ho ricevuto la mia nuova patente. Di plastica, con foto. It can be done. Guido Martinotti Fabio Tamburrino Caro Schiavi, ma la Polizia municipale può rifiutarsi di rimuovere un motoveicolo abbandonato? Sono più di tre anni che, legata ad un palo davanti alla Pinacoteca in via Brera 28, staziona una Vespa nera con targa straniera ormai ridotta a rottame. Dopo innumerevoli segnalazioni da parte mia nulla è successo. Camilla Armenti Da tempo la stazione Centrale è in ristrutturazione. Arrivo dalla metropolitana senza scale mobili, faccio percorsi tortuosi delimitati da alti divisori di cartone. Alzo gli occhi: nessun orologio che funzioni. Arrivando alle biglietterie, le trovo chiuse. Dove faccio il biglietto? Non esiste nessun cartello che spieghi dove andare. Davanti ai distributori automatici ci sono lunghe file. Due ferrovieri rilasciano biglietti dai due unici banchetti dell'"Assistenza". Caro Schiavi, ricevo una cartella esattoriale per una multa non pagata. Pago in ritardo la cartella - mea culpa. Per evitare ulteriori aggravi, chiamo il numero verde: è sempre occupato ed in caso di risposta danno imprecise informazioni. Laura Dodi Bentornati nella normalità. C'è un po' del veleno che intossica la nostra vita in queste lettere: sembrano smentire quelle del giorno prima. Abbiamo sfumato i tram sporchi, i ritardi ferroviari, la sosta in doppia fila, i vigili che hanno sempre altro da fare, le scale mobili bloccate... Eppure, se si guarda ai singoli casi, basterebbe un po' di buona volontà per ridurre in maniera sensibile i disagi. Attenzione, ascolto, uso efficace delle nuove tecnologie e sensibilità nei confronti del cittadino. Ma dai e dai, ce la faremo. gschiavi@rcs.it.
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da "Giornale di Brescia"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Edizione: 08/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA IL PERCORSO Norme, competenze e sicurezza: cinque passi per iniziare questo lavoro Adempimenti burocratici, rispetto della normativa nazionale e regionale, promozione della propria attività. I passi per aprire un asilo nido sono numerosi. Servono competenza, professionalità e conoscenza delle leggi che determinano anche gli aspetti apparentemente più banali del lavoro. In questo campo, l'informazione prima di cominciare non è mai troppa. Ecco i cinque principali passi da percorrere per aprire un'attività. 1) LA SCELTA DEL LUOGO - Strutture private di adeguate dimensioni; edifici posti nel cuore della città o sedi di vecchi uffici periferici; ma anche corti e cascine che profumano di fattoria. Il primo step è scegliere il luogo adatto in cui avviare l'attività, valutandone l'acquisto o l'affitto. A meno che non si rientri tra i fortunati che già possiedono un immobile di famiglia. 2) LA SICUREZZA - La ristrutturazione può iniziare. Se i fondi a disposizione lo consentono, il consiglio è di coinvolgere architetti e geometri specializzati nella progettazione di asili nido. Qui niente può essere guidato solo dall'estetica o dal gusto personale. Ubicazione, spazio esterno, rapporto tra metri quadri e numero di bambini, altezza a cui vengono collocate le spine della corrente elettrica. Dettagli dal cui rispetto dipende l'autorizzazione all'apertura al pubblico della struttura. 3) LA NORMATIVA - Norme, articoli e clausole abbondano. Chi da tempo è entrato nella fase gestionale di un asilo nido sottolinea la complicatezza che deriva da un diritto in continua evoluzione. Alla base, la Legge nazionale 1044/71. Su di essa gravano decreti regionali differenti: individuano gli enti addetti al rilascio delle autorizzazioni o i requisiti igienici che la struttura deve possedere. Per non incappare in spiacevoli errori, resta da recarsi negli uffici informativi della Regione Lombardia e del Comune di riferimento. Chiedendo anche chiarimenti sui finanziamenti e sui contributi previsti. Attenzione, i sopralluoghi dell'Asl e degli enti di controllo sono più frequenti di ciò che si possa pensare. 4) LA BUROCRAZIA - Scelto anche il nome da assegnare alla propria struttura, si passa alla creazione fiscale dell'impresa. Un bravo commercialista offrirà un aiuto prezioso. Apertura della partita Iva e del conto fiscale; iscrizione al registro delle imprese; gestione di sigle come Inps e Inail; pagamenti delle tasse dei rifiuti e compilazione delle fatture. Promozione e comunicazione dell'avvio dell'attività possono aiutare a costruire l'identità della propria struttura, posizionandone l'offerta. 5) LA PROFESSIONALITÀ - Il possedimento di un titolo di studio non si discute; per i titolari, prima di tutto, ma anche per i dipendenti. Il numero di quest'ultimi varia in funzione della quantità di bambini accolta nella struttura. Le competenze acquisite in anni di studio determinano la capacità di stendere progetti educativi adatti alle esigenze dei piccoli ospiti del nido. Poi, ogni anno, si continua con i corsi d'aggiornamento. Anche Brescia, tramite molte associazioni, offre agli educatori la possibilità di un miglioramento costante.
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da "Italia Oggi"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia ItaliaOggi ItaliaOggi - Economia e Impresa Numero 239, pag. 15 del 8/10/2008 Autore: di Thomas Foschini Visualizza la pagina in PDF Intervista al segretario generale della Cna Sergio Silvestrini: il rischio è il crollo degli investimenti Crisi mercati, troppo peso sulle pmi La trasparenza deve diventare un imperativo a tutti i livelli Trema l'economia di carta, e con essa l'economia reale. Tremano gli operatori di borsa, ma anche i risparmiatori, le imprese, le famiglie. Fino a rendere puramente illusoria la distinzione, appunto, tra economia di carta ed economia reale, come se la produzione potesse fare a meno del credito e viceversa. Altrettanto illusorio pensare, come sistema Italia, di essere immuni dalla crisi o di subirne le conseguenze solo di striscio. "Ciò che sta accadendo sui mercati finanziari di tutto il mondo non può non preoccupare gli operatori economici. I rischi di un ulteriore allargamento della crisi del credito e le possibili conseguenze sulle economie nazionali mettono ognuno di noi di fronte a problematiche completamente nuove per la loro dimensione e per la loro complessità". Lo stimolo a una rapida presa di coscienza da parte di tutte le forze in campo, dalle istituzioni al mondo produttivo, viene da Sergio Silvestrini, segretario generale di Cna. Domanda. Che sta succedendo? Risposta. Gli sconvolgimenti di queste settimane, fallimenti bancari, nazionalizzazioni, risparmiatori in coda per ritirare i loro risparmi, i numerosi interventi delle autorità monetarie e dei governi ecc non solo stanno determinando una nuova mappa del sistema creditizio mondiale ma, di fatto, consolidano nuovi equilibri, nuove gerarchie e, ci auguriamo, strategie del credito più ancorate all'economia reale. In altri termini, ciò che si è palesato in questi mesi, dalla crisi dei subprime a oggi, è il definitivo fallimento di un sistema spesso basato sulla cosiddetta economia di carta, effimera quanto opaca, sulle "alchimie" finanziarie, sulle speculazioni, ma sempre più lontana dall'economia concreta e reale. Almeno da questo punto di vista, le piccole imprese, certamente, non avranno rimpianti. D. Però ne subiranno ugualmente le conseguenze. Come ridare fiducia al "sistema"? R. La gravità e la dimensione della crisi mettono in evidenza, ancora una volta, la necessità di un profondo ripensamento delle regole, dei controlli e della trasparenza dei mercati. Basta guardare, ad esempio, agli scandali finanziari, grandi e piccoli, che in questi anni le cronache hanno di volta in volta riferito per comprendere come la trasparenza deve diventare un imperativo a tutti i livelli e per tutti gli operatori, società di rating, banche, operatori finanziari, autorità di controllo ecc. Già questo, come ormai da più parti si sta sollecitando, potrebbe non solo ridare fiducia ai mercati ma anche innescare una spirale positiva. D. Basterà? R. Sono e saranno necessari altri interventi delle autorità monetarie, delle banche centrali e dei governi dei paesi economicamente più evoluti. La concertazione delle iniziative in sede europea non solo è auspicabile ma è fondamentale. Gli accordi di questi giorni non possono che essere una prima risposta. L'Ue, rispetto alla gravità e ai rischi di questa situazione, deve esprimere il massimo di coesione a difesa dei risparmiatori, del mercato del credito, delle piccole imprese. D. Eppure l'Europa, anche in questo caso, va in ordine sparso. R. Rispetto alla discussione avviata in sede europea, ciò che ancora manca, a nostro avviso, sono le scelte per il rilancio della crescita e dello sviluppo economico. Ciò vale, a maggior ragione, per il nostro paese. D. Che non può certo dirsi immune o più protetto di altri dalla crisi in atto, vero? R. La nostra economia, purtroppo, da quasi quindici anni, o non cresce o lo fa molto più lentamente dei nostri partner europei. Se a questo aggiungiamo il peso dell'enorme debito pubblico che ci stiamo trascinando, si può facilmente intuire come la crisi del credito, per noi, rappresenti un rischio maggiore. Infatti ciò che va scongiurato è il possibile "contagio" tra la crisi dei mercati finanziari e l'andamento del ciclo economico. L'unica ricetta credibile e coerente, a mio parere, va ricercata proprio nella crescita economica, nell'individuazione di politiche industriali coerenti, nel sostegno delle imprese sui mercati, nel rilancio complessivo della nostra capacità di competere. Solo queste opzioni possono accrescere il valore e la credibilità del nostro paese con tutti gli effetti, non solo sul piano dei costi, che ciò può rappresentare. D. Quali effetti sta avendo la crisi dei mercati sulle pmi? R. Le piccole imprese, pur incolpevoli rispetto a quanto sta avvenendo, stanno soffrendo e rischiano di pagare pesantemente la crisi del mercato del credito. I motivi sono sostanzialmente due: l'alto costo del denaro e, in particolare, un'accresciuta difficoltà nell'accesso al finanziamento bancario. Le difficoltà si sostanziano in diversi modi: tempi più lunghi, la richiesta di maggiori garanzie, maggiore burocrazia, diminuzione del credito disponibile ecc. Il risultato è esattamente lo stesso: maggiori difficoltà a reperire risorse per finanziare gli investimenti. Su questo piano ciò che andrebbe assolutamente evitato, per non causare problemi ancora più rilevanti alla nostra economia, è una caduta degli investimenti delle imprese e una carenza di liquidità. Auspichiamo quindi interventi precisi, quanto tempestivi, sul fronte della garanzia al credito, del sostegno agli investimenti e della presenza sul mercato internazionale per scongiurare questo rischio. D. Serve anche una presa di coscienza da parte delle imprese? R. Qualche giorno fa ho letto alcune dichiarazioni di rappresentanti del mondo bancario nelle quali si evidenziava la scarsa competenza finanziaria presente nelle piccole imprese come se, per molte di queste, l'insuccesso dipendesse o fosse determinato da questa ignoranza. Ora, io sono convinto che il miglioramento delle competenze, in particolare per un imprenditore, sia una di quelle necessità sulla quale occorre davvero intervenire con continuità. Da questo punto di vista ho anche apprezzato il suggerimento. Vi è però da sottolineare che al dramma di questa situazione non siamo arrivati per la scarsa cultura dei piccoli imprenditori; gli scandali finanziari avvenuti nel nostro paese non li hanno generati gli artigiani e le piccole imprese. Chi continuava, fino a poche ore prima, a indicare come vantaggioso l'acquisto di titoli di istituti poi falliti non erano i piccoli imprenditori. E si potrebbe continuare. In ogni caso, le polemiche non sono utili. Ciò che veramente conta, nell'interesse generale, è trovare nuove modalità di relazione tra le imprese, le loro associazioni di rappresentanza e le banche. Sostenere l'economia reale, in un paese come l'Italia, dove ben oltre il 90% delle imprese ha una piccola dimensione, significa partire da qui. Per quello che ci riguarda, la Cna, ancora nello scorso giugno, ha avanzato proposte precise in questa direzione. Proposte che possono essere condivise o meno, ma sulle quali siamo ancora in attesa di conoscere le risposte delle banche. Ciò che veramente conta è accrescere la capacità competitiva delle imprese, favorirne i processi di innovazione, allargare la loro presenza sui mercati. Queste sono le priorità su cui lavorare per favorire la crescita economica dell'Italia e questi sono i punti da cui partire per rifondare un sistema del credito, come dicevo, vicino all'economia reale, non a quella effimera e volubile della speculazione.
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da "Corriere Alto Adige"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-10-08 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Palazzo Widmann Parte il gruppo di lavoro: vogliamo standard europei "Burocrazia, costi da abbattere" BOLZANO - Il progetto altoatesino per la riduzione dei costi della burocrazia ha mosso i primi passi. Ieri mattina si è infatti riunito nel capoluogo altoatesino il gruppo di lavoro che avrà il compito di coordinare il progetto utilizzando il modello operativo europeo. Il modello operativo per la riduzione dei costi della burocrazia che verrà utilizzato in provincia di Bolzano si rifà appunto a quello standard elaborato a livello europeo. La nostra provincia si sta muovendo in anticipo rispetto alle altre regioni italiane, e l'obiettivo è quello di abbattere il 25 per cento dei costi legati all'introduzione di nuove leggi o all'applicazione di provvedimenti già esistenti. Non solo. Il gruppo di lavoro, composto da otto dirigenti dell'amministrazione provinciale, avrà il compito di coordinare e guidare il progetto predisposto dall'Accademia europea (Eurac) e dall'istituto di consulenza Ramboll Management. In sostanza, tramite l'utilizzo del modello standard europeo, verranno valutati e "pesati" i costi effettivi della burocrazia a carico di cittadini e imprese. In seconda battuta verranno proposti e attuati i correttivi necessari a ridurre in maniera sistematica questo tipo di spese che gravano sulle casse pubbliche e sulle tasche dei privati. Quello della burocrazia è un problema di cui spessissimo si è parlato recentemente negli ambienti economici e istituzionali, con particolare riferimento a leggi e normative di carattere soprattutto nazionale.
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da "Manifesto, Il"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia La Cgil attacca: "Così il governo manomette l'articolo 18" "Deregolare, semplificando". Così il segretario confederale Cgil, Fulvio fammoni, definisce l'operazione di (contro)riforma del mercato del lavoro portata avanti - decreto dopo decreto, emendamento su emendamento - dal governo Berlusconi. Ultima novità (ma solo in ordine di tempo), la modifica del processo del lavoro (contenuta nel disegno di legge 1441 quater). Che, dice Fammoni, "trasforma il giudice nel semplice notaio della volontà insindacabile dell'impresa - su assunzioni, qualificazioni del rapporto di lavoro, trasferimenti e licenziamenti - e nello stesso tempo priva il lavoratore di garanzie essenziali, sia sul piano delle certezze contrattuali che su quello dell'esigibilità della giurisdizione". Mentre prima era possibile ricorrere contro il licenziamento con qualsiasi atto scritto, anche di natura stragiudiziale, ora sarà possibile farlo solo entro un tempo di 120 giorni e si chiude la strada alle richieste non giuridiche (quelle che cioè finora passavano per la strada della mobilitazione sindacale). Nessun attacco frontale (almeno per ora) all'articolo 18, piuttosto un suo progressivo depotenziamento. La 'seconda ondata' di provvedimenti in materia di mercato del lavoro (dopo la 'prima', riassumibile del decreto legge che ha anticipato la finanziaria) "è pericolosa quanto la prima", denuncia Cesare Damiano, ministro ombra nel Pd: "Non si tratta di burocrazia o di semplificazione, ma di una vera operazione di manomissione dei diritti del lavoro", ha detto ieri l'ex ministro del lavoro, presentando il volume da lui curato, "La controriforma del mercato del lavoro". La lista è lunga. Dall'abrogazione della legge contro le 'dimissioni in bianco', al tentativo di cancellare persino la norma contro le cosiddette "regolarizzazioni post mortem", fino al testo unico sulla sicurezza del lavoro, e alla cancellazione della norma per la stabilizzazione dei precari (rinviata poi a luglio 2009), solo per fare alcuni esempi.
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da "Messaggero, Il"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Di CLAUDIO MARINCOLA ROMA - Parte dall'impegno che aveva preso con gli elettori: "Mettere in campo, come promesso, 25 mila alloggi popolari". Ed è una risposta anche agli imprenditori che, intervenendo prima di lui, avevano chiesto un rapporto diverso, "più positivo" con la burocrazia. Gianni Alemanno sceglie il convegno del Monte dei Paschi di Siena per annunciare il piano di housing sociale del Comune di Roma. "Presto - dice il sindaco, rivolto ad una platea di politici, amministratori locali e docenti universitari - partirà un grande progetto per rendere disponibili le case. È necessario garantire posti abitativi differenziati e a vari livelli, in particolare alle giovani coppie, al ceto medio che ha sempre maggiori difficoltà a pagare mutui ed affitti e anche ai nuovi cittadini romani". Si è parlato di emergenza abitativa, rischio favelas, e del bando per recuperare nuove aree da destinare all'edilizia sociale. Ma non solo. Anche di merito, regole, interessi settoriali che devono finire. Per Alemanno è un invito a nozze: "Questa è la base da cui partire", dice. In quanto all'amministrazione che lo ha preceduto, ovvero a Veltroni, da registrare c'è solo un riferimento, un accenno all'"eredità ricevuta, un limone spremuto". Segno che forse è meglio guardare avanti. Le aziende, del resto, lo chiedono. E lo dice anche il Rapporto 2008 del Met presentato ieri. Servono garanzie, sviluppo, risorse. "Le imprese sono il cuore pulsante dell'economia, le cellule vive della società - risponde Alemanno - per questo vanno sostenute con interventi adeguati, basati su presupposti chiari e non più su criteri generici". Per il sindaco di Roma, il primo a capo di una coalizione di centrodestra dopo 15 anni ininterrotti di governo della sinistra, non è certamente un esordio. Di imprenditori ne ha visti tanti. Ma la fase è cambiata. Dall'annuncio, dalle buone intenzioni si passa ai fatti. "La strada maestra - indica il percorso che intende seguire - è legare le politiche industriali a istruttorie con procedure di carattere privato. Su questo punto è importante l'azione del mondo bancario a sostengo delle amministrazioni pubbliche". Vuol dire alleanza tra pubblico e privato. Il sindaco capitolino perfeziona il concetto con un riferimento stretto alla crisi dei mercati finanziari, al momento buio delle banche. Un invito per tornare "all'economia reale". "Il rapporto che le imprese intrattengono con il mondo bancario e l'apparato burocratico - prosegue il primo cittadino capitolino - deve diventare più lineare. Le imprese di Roma rappresentano un potenziale enorme per la regione anche se questo aspetto viene spesso sottovalutato. Servono scelte prioritarie". Roma, secondo il sindaco, è in grado di proiettarsi in ambito internazionale. Ma prima occorre stabilire quale sarà il punto di partenza, "tornare ad essere la città delle regole". Infrastrutture, programmazione, ritardi storici della Capitale. Queste le parole che Alemanno ha usato più spesso. Con un'attenzione particolare, anzi "strategica", al rapporto tra università e imprese. "In città ci sono 13 atenei - osserva - un patrimonio immenso ma spesso umiliato da un processo di dispersione delle competenze professionali". Infine, la "questione romana". Che non è una formula istituzionale ma vuol dire nuovo assetto e poteri speciali per Roma Capitale: "Il Lazio ha grandi potenzialità perché c'è Roma. Ecco perché è importante la riforma di Roma Capitale che dà più possibilità di sviluppo alla nostra città. Ed ecco perché è importante il piano di rientro che ci permette di affrontare il futuro con meno debito alle spalle".
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da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia CRONACA 08-10-2008 IL PERSONAGGIO "ANCHE LASCIATA LA FRANCIA HO CONTINUATO A COLLABORARE AGLI STUDI SULL'AIDS" "Io, ricercatrice parmigiana con il Nobel Montagnier" Lucia Silvotti ricorda i sei mesi a Parigi: "Tanto entusiasmo, poca burocrazia" Stella Ricchini II Non ha lavorato all'identificazione del virus dell'Hiv ma ha vissuto in prima persona l'atmosfera che si respirava nel 1983 a Parigi tra gli aiutanti del neopremio Nobel Luc Montagnier. Lucia Silvotti, oggi tecnico del Dipartimento di neuroscienze del nostro ateneo, appena laureata ha avuto la fortuna di vincere una borsa di studio nella capitale francese grazie all'Associazione italiana per la ricerca sul cancro. "Avevo fatto una tesi sulle cellule tumorali e nel 1983 Montagnier era interessato anche alla ricerca sul cancro - spiega l'ex collaboratrice del premio Nobel - Quando sono arrivata tutti erano entusiasti per la scoperta appena fatta". Anche se l'aria non era poi così leggera: "A livello internazionale molti scienziati volevano attribuire quella scoperta a Robert Gallo - racconta Lucia Silvotti - In realtà il virus era stato isolato da Montagnier, che ne aveva inviato un campione a Gallo perché potesse a sua volta studiarlo". Gallo aveva, invece, aperto la strada delle future scoperte sull'Aids "isolando dei retrovirus ". La disputa scientifica terminò con l'attribuzione a Montagnier della "paternità" del virus. "Montagnier è sempre stato un uomo molto curioso e interessato a tutto: non ci diceva mai cosa dovevamo fare, bastava proporre dei quesiti interessanti - ricorda Lucia Silvotti - Voleva, però, che arrivassero dei risultati con i nostri studi". Risultati che potevano arrivare non solo dalla ricerca sull'Hiv ma anche sul cancro. "La mia borsa di studio durava tre mesi ma ne sono rimasta sei a Parigi: quando avevo terminato il mio periodo spesato dall'Associazione italiana per la ricerca sul cancro, sono stata chiamata da Montagnier nel suo studio. Era molto interessato alle mie ricerche e voleva che le continuassi. Ma a 25 anni non ero nelle condizioni economiche per mantenermi all'università e soprattutto a Parigi. Così, lui ha aperto una cassaforte che aveva vicino alla scrivania e mi ha dato molti franchi in contanti dicendomi: "tieni, con questi potrai rimanere con noi per altri tre mesi"". Così è stato. Poi Lucia Silvotti è tornata in Italia, a Parma. "In seguito, mi sono recata più volte a Parigi per aiutare Montagnier negli studi compiuti dopo l'83 sull'Aids". Lì, spiega, la ricerca "non era così burocratizzata: bastava che chiedessi qualcosa per il laboratorio per ottenerla subito o averne accesso. In Italia ci sono molti moduli da compilare e tanto tempo da aspettare". Oggi Lucia Silvotti porta avanti studi sull'olfatto. "Sono felice che abbiano assegnato il Nobel a Montagnier, dopotutto erano anni che la comunità scientifica aspettava che gli arrivasse questo riconoscimento ". Tornata Oggi Lucia Silvotti lavora al Dipartimento di neuroscienze dell'ateneo di Parma.
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da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia FERRARA ECONOMIA E POLITICA pag. 7 di STEFANO LOLLI DAL PSC al regolamento delle medie strutture commerciali ... di STEFANO LOLLI DAL PSC al regolamento delle medie strutture commerciali "entrambi sospesi" al fisco "ammazzaimprese". Dal blocco antismog del giovedì ("un inutile rito cui vengono soggiogati con cinismo i cittadini") all'emergenza degli affitti in centro storico, quasi peggiore del terremoto a Wall Street. Dai vertici della Confesercenti, oltre a progetti di rilancio per il commercio e il turismo, arrivano... randellate. Soprattutto alla politica locale. Il presidente Olivio Vassalli parla di "cinque mesi, quelli che ci attendono alla chiusura sostanziale della legislatura amministrativa, che devono essere riempiti di cose... utili". Soluzioni a problemi seri e strutturali, non operazioni di vetrina pre elettorale; dunque lo sblocco del Psc e soprattutto quello "del regolamento delle medie strutture commerciali: pensare di tener bloccata l'attività urbanistica e l'edilizia e non pianificare il terziario, significa estendere la crisi". I cui numeri, secondo i dati appena elaborati, sono drammatici: il saldo delle imprese al 30 giugno registra una mortalità di 315 attività (-1,2%). E sarà peggio, molto peggio "se qualcuno non interverrà per controllare ed arginare il fenomeno degli affitti nel centro storico ? incalza Vassalli ?: i contratti vengono stipulati per sette anni, al termine dei quali i canoni vengono triplicati o quadruplicati. Così le nostre attività vengono letteralmente strangolate". Altri colpi duri, quelli del fisco e dei contratti: "Non invochiamo la 'deregulation' ma per le aziendine che hanno una media di 1,7 dipendente a testa ? sottolinea il presidente della Confesercenti ?, il costo del lavoro, stabilito da sindacati e industriali, ha una ricaduta troppo pesante". Perciò le prospettive occupazionali sono dolorose. Non è il classico piagnisteo, frena Vassalli; dall'assemblea annuale in programma domani a Lagosanto, partiranno proposte operative. Il progetto turistico 'Coast to Coast', ad esempio, che intende legare i Lidi di Comacchio con la sponda prospiciente di Croazia e Dalmazia: ci sono fondi comunitari per il rilancio dei paesi balcanici, perchè non tentarne l'aggancio proponendo "un'alleanza strategica ? dice Valerio Miglioli ? per lo sviluppo del turismo adriatico"? Anche perchè, con una metafora cruda, per quello locale si può parlare di... balcanizzazione: "I politici citano sempre i dati degli arrivi, per dimostrare che andiamo bene ? afferma il segretario ?, in realtà le presenze dei turisti calano, come la qualità dei servizi dell'acqua. Qualcosa che aumenta, però, c'è: le zanzare...". Miglioli punge, evidenziando l'insoddisfazione "per i dati appena resi noti, che si riferiscono solo ai primi sette mesi del 2008: un fatto inaccettabile, nell'era di Internet negli enti preposti vegeta ancora una burocrazia ottocentesca". Allarmano i costi delle materie prime ("solo per il gas metano abbiamo stimato un rincaro del 31%", dicono in coro Vassalli e Miglioli), allarma la gestione del centro storico. Bordata inevitabile sul traffico: "Registriamo l'ostinazione a voler installare i 'varchi elettronici' alla Ztl, che costeranno 3 miliardi di vecchie lire ? tuona Miglioli ?. Lo diciamo chiaro, è uno spreco. La città ha bisogno di nuovi parcheggi, di fioriere, di illuminazione, di maggior pulizia". Pulizia, non polizia urbana: "Se serve un paio di vigili, li paghiamo noi, ma per carità risparmiamo i soldi dell'inutile 'Musa' ? incalza il segretario della Confesercenti ?; e magari prestiamo al Comune anche una brava segretaria che eviti che eventi come Internazionale e il Premio Estense si svolgano nello stesso giorno...". E' un esempio della programmazione "fondamentale per chi fa impresa, ed alla politica chiede un gioco di squadra. Serve un Consiglio comunale ? commenta Miglioli ?, serve un sindaco, serve una giunta che funzioni. Servono molto meno i singoli assessori, sopecialmente qualcuno di cui non ci fidiamo proprio più!". A proposito di fiducia, c'è anche quella di "migliorare il regolamento sugli 'street bar', capendo una volta per tutte che 10 mila studenti universitari fuori sede ? conclude il segretario della Confesercenti ? sono una risorsa importante per la città, ma chiedono in cambio che la città sia pronta ad un salto di qualità e di innovazione".
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da "Arena.it, L'"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia BUROCRAZIA E DIRITTI. A nulla sono serviti i documenti presentati Lavora da 15 anni ma gli negano la cittadinanza Era risultato irreperibile ad un controllo e cancellato dall'anagrafe di Castelnuovo     Giancarlo Beltrame "È una sentenza ingiusta, che nega sulla base di una interpretazione cavillosa i diritti acquisiti da un immigrato che si sente talmente integrato da voler diventare cittadino italiano". È arrabbiato l'avvocato Antonio Invidia per la sentenza del Tar di Venezia che lunedì ha respinto il suo ricorso contro il diniego espresso nel maggio scorso dalla Prefettura di Verona alla concessione della cittadinanza al suo assistito Mohamed El Hassani. La legge del 1992 consente agli stranieri immigrati nel nostro Paese di chiedere la cittadinanza italiana se "risiedono legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica". Ed è a "legalmente" che si sono appigliati, con una interpretazione restrittiva, prima la Prefettura e poi di giudici del Tar, per respingere la domanda di El Hassani, regolarmente in Italia dal febbraio 1992, quindi da quasi 17 anni, dipendente di Gardaland, dal suo arrivo residente con la famiglia a Castelnuovo del Garda, nessuna pendenza penale, nessuna denuncia, mai nessun problema. "Insomma quel tipo di immigrato che piacerebbe persino al sindaco di Verona Flavio Tosi, che ne dovrebbe prendere le difese", dice un po' provocatoriamente l'avvocato Invidia. Ma cosa è successo a El Hassani, nato a Taolimarte, in Marocco, il Capodanno di 55 anni fa? Semplicemente un disguido burocratico: a partire dal 24 giugno 2002, per due anni e un mese è stato cancellato, per "irreperibilità", dall'anagrafe del Comune di Castelnuovo, dove era registrato dal 26 febbraio 1992. Forse in ferie, forse era al lavoro come tutti i giorni, fatto sta che a un sopralluogo di non si sa quale dipendente comunale (un vigile? un impiegato?) in via Trento 135, dove ha sempre abitato, non era risultato presente. Dichiarato "irreperibile", era stato cancellato dalle liste anagrafiche. E nessuno, ovviamente, l'aveva informato. Se ne era accorto solo il 21 luglio 2004, quando aveva avuto necessità di un documento e lo avevano informato della cancellazione. La primavera scorsa, dopo 16 anni di residenza e lavoro regolari nel Veronese, El Hassani ha chiesto di diventare italiano a tutti gli effetti, ritenendo di avere i requisiti richiesti dalla legge. Invece gli oltre dieci anni intercorsi dal 5 febbraio 1992 al 24 giugno 2002 sono stati ritenuti inutilizzabili perché interrotti dal periodo in cui per la burocrazia comunale era diventato un fantasma. E inoltre è stato ritenuto privo di valore giuridico il fatto che nei 25 mesi di "irreperibilità" lui sia sempre rimasto comunque residente dove aveva sempre abitato, abbia lavorato regolarmente assunto, abbia pagato le tasse, versato i contributi, ecc. A nulla gli è valso presentare i cedolini delle buste paga, le dichiarazioni dei redditi e tutte le altre pezze giustificative prodotte per documentare che lui da Castelnuovo non si era mai mosso. Carta straccia, hanno sentenziato la Prefettura e il Tar. L'unica cosa che conta per il requisito della "residenza legale" è l'iscrizione all'anagrafe. Se non conosceva Kafka, ora El Hassani sta provando sulla propria pelle la frustrazione di chi, come nel Processo o nel Castello, si trova impotente di fronte alle imperscrutabili decisioni di un'ottusa e persecutoria organizzazione burocratica. Che ha commesso un errore, di cui ora l'unico a pagare le conseguenze è proprio lui. "Chiaramente ricorrerò al Consiglio di Stato", preannuncia l'avvocato Invidia, "perché siamo davanti a una palese ingiustizia". E a un pericoloso precedente, aggiungiamo noi. Perché se il requisito della residenza legale decennale ininterrotta viene legato solo alla presenza nell'anagrafe, come nel caso di El Hassani, basta una cancellazione "per irreperibilità" anche di pochi giorni, all'insaputa dell'interessato, che non può produrre la necessaria documentazione, per vanificare anni di presenza in Italia e soprattutto il desiderio di integrazione dei migliori tra gli immigrati.
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da "Arena.it, L'"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia CONTI E FEDERALISMO. A Venezia convegno di Unioncamere che ha ribadito l'urgenza della riforma federalista per restituire risorse al territorio e alle imprese "Veneto schiacciato dalla pressione fiscale" Con il sistema del Trentino la nostra regione avrebbe 21 miliardi di euro in più. E molta più competitività   Se il Veneto adottasse una forma di governo a statuto "speciale" a beneficiarne sarebbe non solo l'ente regionale, ma anche gli altri enti locali. Il totale delle entrate tributarie ricavate dalle amministrazioni pubbliche in Trentino è circa il 31,2% del Pil: solo il 6,4% finisce nelle casse dello Stato centrale, mentre il 24,7% rimane a disposizione delle amministrazioni periferiche. In Veneto il rapporto è rovesciato: il prelievo tributario è pari al 29,6% del Pil, con una quota attribuibile allo Stato di circa il 22,7%, mentre solo il rimanente 6,9% viene riscosso dalle amministrazioni periferiche. Applicando un assetto analogo a quello del Trentino, le amministrazioni regionali e locali venete vedrebbero le entrate lievitare da 12 a quasi 33 miliardi di euro, mentre il governo centrale vedrebbe scendere le entrate da 47,9 miliardi a poco più di 27. Sul versante delle uscite, il passaggio di importanti funzioni dallo Stato alle Regioni, come l'istruzione, contribuirebbe a modificare l'assetto a favore delle amministrazioni periferiche: le spese delle amministrazioni regionali e locali del Veneto passerebbero da 14,6 a 35 miliardi. Sulla base dei dati del rapporto presentato da Unioncamere Veneto su "Federalismo e competitività", ha spiegato il presidente Federico Tessari, "si possono trarre tre considerazioni. La road map del federalismo che si sta delineando deve contenere scadenze precise e condivise, ma soprattutto rispettate nei tempi. Bisognerà fare attenzione a chi scriverà i decreti attuativi della riforma e a cosa verrà scritto, sarebbe un gravissimo errore di strategia lasciare tutto il compito in mano alla burocrazia centrale. Giustamente si parla dei soldi necessari per garantire la riforma, ma a fare la differenza non saranno solo i soldi quanto l'efficienza nello spenderli. Infine voglio sottolineare che il quaderno di ricerca "Federalismo e competitività" è stato richiesto, e già inviato, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri assieme agli studi precedenti". L'ASSESSORE SARTOR. "La riduzione della spesa statale e delle amministrazioni locali non virtuose, la riscossione delle imposte a livello locale con chiara autonomia fiscale per poter permettere alle regioni l'uso della cosiddetta fiscalità di vantaggio sono riforme che le imprese e i cittadini non possono più attendere - ha sottolineato Vendemiano Sartor, assessore regionale alle Politiche economiche e istituzionali -. Al Governo chiedo la certezza dei tempi per il federalismo fiscale e la certezza del trasferimento delle risorse". "È un Veneto", ha aggiunto, "schiacciato da una pressione fiscale altissima e i cui benefici non vengono investiti in infrastrutture e in servizi efficienti, e oppresso da una concorrenza sleale con le confinanti regioni a statuto speciale", E ha aggiunto: "Non riteniamo che i vantaggi delle Regioni a statuto speciale debbano essere soppressi ma ciò a patto che anche il Veneto ne possa beneficiare". La sua analisi si è conclusa con un appello: "È urgentissimo procedere verso il federalismo istituzionale e fiscale". IL PRESIDENTE FINOZZI. "Parlando di federalismo fiscale credo sia necessario stabilire con chiarezza le responsabilità dei diversi livelli politici ed istituzionali", ha ribadito Marino Finozzi, presidente del Consiglio regionale veneto. "Il sovrapporsi delle competenze nei vari ambiti istituzionali rischia, infatti, di generare una cattiva amministrazione, incapace di rispondere in maniera responsabile a quanto chiede realmente la gente. La miriade di doppie competenze fra Regioni e Stato, e il rimbalzarsi l'un l'altra delle stesse, non a caso è all'origine di molti contenziosi e non dà risposte certe ed adeguate alle esigenze della popolazione". I TEMPI. Il nodo della riforma voluta dal disegno di legge delega sono i tempi di attuazione e la creazione dei costi standard che serviranno come punto di riferimento per tutti gli enti locali, sia del Nord che del Sud, per uniformare i costi dei servizi. Ieri il ministro Calderoli ha aggiornato la tabella di marcia: "Saranno sufficienti 12 mesi", ha detto parlando all'appuntamento di Legautonomie a Viareggio ma è stato necessario prevederne 24 perché "la linea del presidente della Repubblica, giustamente, è quella di non firmare decreti legge che contengono proroghe alle leggi delega". Il risparmio per lo Stato grazie alla riforma dovrebbe essere attorno ai 16 miliardi di euro l'anno.M.B.  .
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da "Agi"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Firenze UE: MISERICORDIE,SIA UNIONE POPOLI, NON DIFESA INTERESSI MERCATO (2) (AGI) - Firenze, 8 ott. - Il presidente delle Misericordie ha rilevato "favorevolmente che la Regione Toscana si e' impegnata per mantenere il rapporto privilegiato con il volontariato nel trasporto sanitario. Un rapporto - ha sottolineato - che ha permesso ai cittadini toscani, unici in Italia, di avere il trasporto sanitario ordinario in regime di gratuita', come la gente di tante comunita' aveva potuto avere nel passato grazie proprio alle nostre associazioni. Cio' e' stato reso possibile, lo voglio qui ricordare, solo grazie allo sforzo delle migliaia di volontari toscani, delle loro Associazioni e della nostra Regione." Brunini ha anche lanciato un allarme-burocrazia per il nuovo assetto che potrebbe essere disegnato a seguito della Sentenza europea: per superare i suoi effetti infatti "con ogni probabilita', si dovra' cambiare profondamente la struttura del rapporto convenzionale in materia di trasporto sanitario. Da un rimborso forfettario, che non ha mai coperto e non copre i costi sostenuti dalle nostre associazioni, andremo verso un sistema che preveda la copertura di una parte dei costi sostenuti dal volontariato nelle attivita' di trasporto sanitario. Se non ci spaventa, perche' ci siamo abituati, che i rimborsi compensino solo in parte i costi, cio' che dobbiamo rilevare e' un ulteriore aggravio burocratico nella gestione delle attivita'. A me piacerebbe pensare ad un sistema in cui ogni risorsa umana delle associazioni venga impegnata per il servizio e non per gestire la coda burocratica di convenzioni ed accordi. Credo, invece, che il prossimo Aqr comportera' effetti non desiderati in questo senso". (AGI).
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da "Corriere Adriatico"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia L'allaccio con la rete del metano dopo un anno di attesa, ma l'Eni precisa la sua posizione Alla Stilox finalmente è arrivato il gas FABRIANO Arriva il metano alla Stilox. Dopo quasi un anno al freddo e al gelo, l'azienda che si occupa di meccanica, si è vista finalmente allacciare la fornitura del metano. Un traguardo che impedirà ai dipendenti di lavorare in condizioni quasi impossibili e che è stato comunicato direttamente dall'azienda fornitrice di gas. "Il lamentato ritardo nell'attivazione della fornitura spiegano dalla Eni Gas & Power - è dipeso dall'imprecisa compilazione, da parte dell'installatore di fiducia del cliente, della documentazione necessaria. La documentazione corretta è pervenuta solo a metà settembre Una volta ricevuto l'esito positivo da parte del distributore, la nostra azienda ha provveduto ad attivare la fornitura del gas". Da ieri quindi niente più laser congelati, né dipendenti con i guanti, né tanto meno impiegati con le mani attaccate alle stufette provvisorie. Si chiude così una questione piuttosto annosa per l'azienda meccanica che a settembre dell'anno scorso si era trasferita nei nuovi stabilimenti di Piaggia dell'Olmo. Un trasloco necessario per l'impresa ma che mai avrebbe fatto presagire tanti problemi. Prima quelli con la linea telefonica che non veniva mai attivata, e poi, ovviamente quelli del gas. Problemi per il metano, che si sono protratti per un intero anno. Dodici mesi in cui i proprietari dell'azienda metalmeccanica hanno chiamato quasi quotidianamente i servizi clienti per poter trovare una soluzione. Un intero inverno senza riscaldamento con la strumentazione che rischiava di rompersi e i dipendenti che faticavano a lavorare a temperature quasi proibitive. E ieri finalmente l'allaccio del gas, l'epilogo di questa vicenda che ha visto la Stilox immobilizzata tra la burocrazia e le voci elettroniche degli innumerevoli call center. ROSITA FATTORE ,.
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da "Corriere Adriatico"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Il centrocampista e il rigoresbagliato per fair play: "E' stata una decisione del gruppo. Ci siamo consultati. E' stato facile. Ma se fossimo stati in svantaggio non so cosa avrei fatto..." Cocilova spiega il momento sì del Vallesina di Spuri. In luce anche il baby Campanelli E' l'ora dei centrocampisti-bomber ANCONA - La correttezza non ha dimora fissa nei nostri terreni di gioco. Non è una rarità assoluta, ma quando la si riscontra in un gara che può spianare la strada della vetta (come poi è accaduto) gode di apprezzamenti aggiuntivi. Protagonista di un abbinamento così inedito è stato Tiziano Cocilova: al 39' del match contro il Tavoleto il goleador del Vallesina (3 sigilli) ha deliberatamente sbagliato il rigore del possibile 2-0 perché il direttore di gara aveva decretato la massima punizione senza essersi accorto di un giocatore ospite infortunato a metà campo. Il 27enne centrocampista spiega i retroscena della vicenda, espropriandosi di meriti che non sono soltanto suoi: "Appena resomi conto di quanto accaduto, essendo il rigorista, mi sono consultato con il d.s. Romiti, con mister Spuri, con capitan Bevilacqua e tutta la squadra; ed insieme abbiamo concordato di calciare fuori il penalty". Una decisione sofferta? "Per nulla - risponde Cocilova - Semmai è servita a tranquillizzare la partita. Lo stesso dicasi per la mancata espulsione di Balsamini; a mio avviso il suo intervento su Campanelli, che aveva proseguito l'azione perché non si era accorto dell'avversario a terra, era da ultimo uomo e dunque punibile con il rosso. Diversa è stata la valutazione dell'arbitro e devo dire che è andata bene così: anche se avessi calciato a lato il rigore, ma se il portiere ospite avesse lasciato il campo anzitempo, il match sarebbe stato meno sereno". Se fosse stato sotto di un gol, avrebbe sponsorizzato il fair play? "Francamente afferma Cocilova evitando frasi e ipocrisia di circostanza- non so come mi sarei comportato". Sempre a bersaglio e decisivo nelle gare interne, ove il Vallesina ha conosciuto solo la vittoria: si può dire che Cocilova sia lo specchio della formazione rossoblu? "Sebbene la definizione mi piaccia, mi accontento di continuare di questo passo; segnare davanti ai propri tifosi trasmette sempre una sensazione piacevole". Perchè in trasferta il Vallesina non ha la stessa facilità di risultati che esibisce in casa? " Sin qui abbiamo sbagliato solo il match di O.Vetere; nelle altre gare abbiamo giocato bene e a Colbordolo ( contro l'Azzurra), in quella che ritengo la migliore prestazione, siamo stati puniti da un rigore dubbio". Dopo 6 turni che idea si è fatto delle potenzialità del Vallesina? "Siamo organico giovane e valido, con molti elementi del posto. Rispetto al 2007/08 le ambizioni sono inferiori , e di conseguenza, pure le pressioni; puntiamo a vivere alla giornata, senza fare programmi. Anche se stare in vetta fa sempre piacere. Possiamo trovare difficoltà sul piano fisico, ma pratichiamo un bel gioco e abbiamo le carte in regola per mettere in difficoltà chiunque, soprattutto se tutti avremo il giusto approccio alla contesa". Ai gol intanto provvedono i centrocampisti "Dipende anche dal nostro modo di giocare, che consente a molti di andare a segno". In attesa di poter contare sugli attaccanti (Lorenzetti ancora convalescente e l'argentino Di Gruccio alle prese con la burocrazia ). Là davanti si sta mettendo in luce un under (classe '89), Campanelli, che punta non è... " E' un giovane promettente. Di lui non posso che parlare bene: non solo ha realizzato 2 gol, ma ai falli che lui si è procurato devo quasi tutti i miei 3 calci piazzati vincenti. E' un rifinitore veloce, che si sta mettendo al servizio della squadra con umiltà e successo". LEONARDO PASQUALINI,.
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da "Mattino, Il (Circondario Sud1)"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia La proposta "Troppi poteri di veto e i cantieri chiudono" "Esistono troppi poteri d'interdizione che bloccano opere pubbliche già definite. Ogni giornale napoletano potrebbe adottare un singolo progetto e fare ogni mese il punto della situazione, per verificare quali sono gli impedimenti burocratici che ne impediscono l'avvio". È la proposta ironica, ma non troppo, lanciata da Ambrogio Prezioso, numero dell'Associazione costruttori edili napoletani, alla presentazione del Rapporto 2007 sull'industria delle costruzioni in Campania. Sono gli enti locali a ostacolare l'avvio dei lavori? "No, molto spesso i progetti si bloccano anche quando il Comune ha dato tutti i permessi necessari. Esistono troppi soggetti con poteri d'interdizione: l'Autorità di bacino, le Sovrintendenze, il Demanio...". Può fare l'esempio di un progetto bloccato dagli intoppi della burocrazia? "Pensiamo al waterfront del porto di Napoli, un progetto che dovrebbe realizzare il grande spazio di accoglienza, fino a via Toledo, lì dove ora c'è una banchina vuota con le pensiline. Dopo vari ricorsi, adesso i lavori non partono perché la Sovrintendenza ha deciso che ci sono dei silos che si devono salvaguardare. Ma quello del waterfront non è un caso isolato. Basti pensare al Molosiglio e alla darsena Acton. Per ogni opera c'è un soggetto che ha il potere di porre il veto". Come si potrebbe superare questa impasse? "Ci vorrebbe una cabina di regia che renda più fluido il percorso delle opere pubbliche". Il rapporto sulle costruzioni in Campania mostra un settore ancora afflitto dal fenomeno dell'abusivismo. "È vero, basta confrontare la quantità di materiale edile acquistato dalle imprese campane, dal ferro al calcestruzzo, con il numero di nuove abitazioni legali costruite. L'abusivismo però non riguarda la città di Napoli, quanto piuttosto l'hinterland, i paesi della provincia". C'è poi la piaga del lavoro sommerso, a cui spesso sono legate le morti bianche. "Gli incidenti capitano anche nelle grandi imprese, ma si verificano soprattutto nelle situazioni non strutturate. L'Acen lotta da anni contro la pratica degli appalti aggiudicati con ribassi che arrivano anche al 30%, per giunta su tariffe di quasi 20 anni fa. Quando un'impresa accetta ribassi del genere, la prima cosa che salta è la sicurezza nel cantiere". Lei è critico anche con l'eccessivo sbilanciamento degli investimenti pubblici rispetto a quelli privati. "Sì, nel settore edile campano c'è troppo pubblico, nella misura del 55% contro il 45% del privato. Al Nord il rapporto è 75% a 25% in favore del privato. E un'opera pubblica come la nuova fiera milanese di Rho-Pero è stata costruita in project financing". ma.to. Il presidente dell'Acen Ambrogio Prezioso.
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da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Polizia, il rispettodà un sensoalla professioneChe il nostro Paese sia strano mi sembra sia cosa ormai appurata. Non è più il tanto decantato e fantastico paese dei balocchi. Anche le allodole non credono più nello specchio in cui tradizionalmente si specchiano per falsamente piacersi. Ma nella sua complicata stranezza il nostro Paese mi sembra essere democratico almeno in una cosa: i disagi che la burocrazia arreca ai cittadini. Sembra strano, ma un sindacalista di un comparto importante quale quello della sicurezza, prima di tutto è un cittadino, che paga le tasse, che si incavola quando si mette in coda per pagare una esosa bolletta della luce, che non trova a volte gratificazione dal proprio lavoro. Non basta quel tanto decantato senso del dovere, quella divisa che si cerca di indossare con emozionante spirito di sacrificio e senso di appartenenza non soltanto a un corpo militarmente organizzato ma a uno Stato; non basta sapere di essere lo Stato, di rappresentarlo sempre e comunque, nel bene e nel male, 24 ore su 24, 365 giorni all'anno. Stipendio a parte (sicuro ma non stratosferico, utile comunque per far fronte alla vita di ogni giorno con più di qualche tiratina di cinghia), quello che alimenta, che dà un senso alla mia, alla nostra professione è il rispetto e la comprensione della gente, degli altri cittadini, così come mi, ci devono far riflettere le loro critiche, le loro riflessioni anche pungenti, purchè genuine, non colorate e ipocrite, non strumentalizzate da assurde e disdicevoli logiche di politica da bassifondi.Ho letto con attenzione un articolo relativo al resoconto di una manifestazione svoltasi a Trieste e promossa dal Partito democratico. E' emerso che da queste parti gli stranieri non riscontrano atteggiamenti razzisti nei loro confronti (per fortuna), ma il nemico numero uno sarebbe rappresentato dalla burocrazia (nella fattispecie il permesso di soggiorno sarebbe un calvario). Avete ragione, cari cittadini, anzi, concittadini stranieri, visto che io sono nato, vivo e lavoro in questa stupenda città. Ma vi ricordo e mi collego al cappello che siamo tutti purtroppo sulla stessa barca. Non mi sembra corretto scagliarsi sempre e comunque contro l'anello debole di una catena, anello che in tante occasioni è il più elastico della stessa, il più comprensivo, il più umano, il meno burocraticizzato appunto. Come dicevo, ben vengano le critiche e le lamentele a patto che esse siano costruttive e non denigratorie del lavoro e della professionalità di coloro che, proprio perché indossano quella divisa, traggono forti spinte motivazionali proprio dal rapporto di solidarietà e di fiducia con gli utenti, con gli altri cittadini. Un sorriso, una pacca sulle spalle, un momento di comprensione vale più - in termini di rapporto umano di un mero incremento salariale, credetemi. Questo clima, questo dialogo, questa apertura mentale deve sorgere fra le due parti, fra gli interlocutori, altrimenti non serve e degenera in burla, dileggio e interesse personale per non entrare in campi penali e quant'altro.Io e i miei colleghi, come tutti gli altri operatori della sicurezza, siamo in grado di offrire un sorriso a tutti, così come a volte dobbiamo privare le persone di un bene prezioso come quello della libertà personale, in osservanza di leggi e regolamenti. Maurizio Iannarellisegretario regionale CoispL'energiaA Bujaconfronto apertoSi è tenuto venerdì 3 ottobre nella sala della biblioteca comunale di Buja, alla presenza di un folto (95 persone) e attento pubblico il convegno dal titolo L'illusione dell'energia dal sole organizzato dal Segretario regionale del Nuovo Psi e dal responsabile delle politiche energetiche Renzo Riva.L'incontro è stato introdotto dall'ingegnere Nello Polese, professore ordinario di Misure Elettriche all'Università di Napoli e Responsabile Nazionale Energia del Nuovo Psi. Egli, dopo aver delineato lo scenario energetico internazionale, ha evidenziato come l'Italia abbia una fortissima dipendenza per gli approvvigionamenti dall'estero e un forte differenziale di costo rispetto agli altri paesi europei.I problemi energetici vanno superati con il ricorso al nucleare, con lo sviluppo delle reti elettriche di interconnessione e dell'anello euro-mediterraneo, con lo sviluppo della ricerca per le alternative e infine con la rimozione degli ostacoli di vario tipo tra i quali la lobbing di produttori di energia elettrica da combustibili fossili che dispongono di un enorme mercato senza concorrenza.Il relatore principale della serata è stato il professore Franco Battaglia co-fondatore della associazione Galileo 2001 per la dignità della scienza. Ha esordito con l'affermazione che l'energia dal sole è gratis, mentre l'energia elettrica da fotovoltaico è tra le forme produttive più costose. Un impianto fotovoltaico ha un costo di installazione che si aggira intorno agli ottomila euro per Kilowatt di picco. Dopo esserci dissanguati per installare un mix di fotovoltaico ed eolico dovremo far ricorso ugualmente al nucleare quando il sole non brilla o il vento non soffia. Energeticamente parlando noi italiani siamo come i bambini affamati di una famiglia con la dispensa vuota. Ogni anno importiamo, unici al mondo, 50 miliardi di kilowattora elettrici, peraltro da fonte nucleare, per i quali noi paghiamo alla Francia l'equivalente di oltre un reattore nucleare all'anno.Le nostre tasse non ci vengono restituite in servizi efficienti perché sono servite per pagare un quarto del parco elettronucleare francese.In quella dispensa vuota noi italiani, in maniera irresponsabile, intendiamo mettere scatolette di caviale e bottiglie di champagne d'annata, corrispondente alle turbine eoliche e ai tetti fotovoltaici. E a chi glorifica la Germania perché avrebbe quattro volte più fotovoltaico di noi, facciamo notare che in Germania l'energia elettrica prodotta col fotovoltaico è inferiore allo 0,3\% mentre il 55\% viene prodotta con il carbone ed il 30\% con il nucleare.La serata si è conclusa con un stimolante dibattito nel quale non sono mancati vivaci confronti tra i sostenitori del nucleare e quelli delle energie alternative che hanno contribuito ad un ulteriore approfondimento delle tematiche e ad un arricchimento conoscitivo specifico. Lauretta Iuretigsegretario regionale Nuovo Psi.
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da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Lo chiede la Cna per le piccole e medie imprese. Ponzetto: "Prioritaria la sburocratizzazione" Sostegno per l'innovazione La burocrazia frena l'innovazione nelle piccole e medie imprese (Pmi). La Cna chiede un intervento integrato tra pubblico e privato per rendere competitivo il sistema economico .Dalle statistiche risulta che le piccole e medie imprese italiane sono le peggiori in innovazione a causa dell'incapacità di collaborare con i centri di ricerca. In realtà non è così: esse fanno ricerca costantemente e sanno stare sul mercato. Ma ancora nel nostro paese sono troppi i freni all'innovazione, anche se questa viene considerata universalmente la miglior soluzione per favorire la competitività delle imprese. Uno dei freni più forti è la burocrazia, principalmente, la lunghezza dei tempi nell'attuazione delle politiche a favore delle ricerca e dello sviluppo.E' questo il commento di Lino Ponzetto, vice presidente di Cna Rovigo il quale ha coordinato la presenza di una delegazione polesana al seminario "Le tecnologie per le Pmi", organizzato dalla Confederazione nazionale dell'artigianato."Le piccole e medie imprese hanno una domanda di innovazione rapidissima - prosegue Ponzetto - ma le risposte dello Stato arrivano in media dopo alcuni anni e occorre trovare una metodologia che metta insieme la velocità delle richieste con quella delle risposte". Secondo il vice presidente della Cna, le Pmi hanno grandi potenzialità, ma troppo spesso non trovano sostegno: negli ultimi quattro anni hanno guadagnato lo 0,8\% nel commercio mondiale, ma gli strumenti pubblici a sostegno dell'innovazione sono ancora tarati su tempi, procedure e meccanismi troppo lenti e inadatti alle dimensioni e ai bisogni delle imprese più piccole, che chiedono politiche industriali per crescere e competere sui mercati internazionali.Le imprese fanno tanta innovazione che però non viene rilevata nelle statistiche ufficiali, perché è sviluppata all'interno. E comunque un processo costante, che necessita di politiche industriali di sostegno rapide e adeguate alle esigenze delle tante Pmi giunte impreparate all'ingresso nella globalizzazione. "Globalizzazione - conclude Ponzetto - che rappresenta un cambiamento epocale che ha reso obsoleto tutto il sistema precedente, ha cambiato completamente l'economia, ha tolto tutti i vecchi punti di riferimento sostituendoli con competitività di sistema, mobilità, rete, capacità di attrarre talenti e valore aggiunto. In realtà manca tutto il contorno all'innovazione, ovvero fiscalità, finanza, mercato, brevetti, conoscenze. Le Pmi sarebbero in gran parte capaci di rinnovarsi, ma non possono farlo da sole".
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da "Gazzettino, Il"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Roma "Il nostro problema sono le infrastrutture. E ogni ... Roma "Il nostro problema sono le infrastrutture. E ogni contributo che va agli incentivi viene tolto alle infrastrutture. Non solo, va a danno di alcune imprese e a vantaggio di altre". Lo ha detto Francesco Gaetano Caltagirone, numero uno dell'omonimo gruppo, nel corso del suo intervento alla presentazione del rapporto Met Lazio 2008. "La maggior parte delle imprese non vive di incentivi", ha sottolineato comunque Caltagirone, spiegando che il sistema degli aiuti "va bene solo in alcuni casi specifici, come la ricerca, o le emergenze"; ma ora, ha proseguito, "dobbiamo tornare alla normalità" e premiare le imprese che riescono a sostenere la crescita interna con i propri mezzi. Perché, si chiede, "c'è sempre bisogno di credito dalle banche o di soldi dallo Stato? Il profitto - ha sottolineato l'imprenditore ed editore - è l'unico modo sano di crescere". Quindi "non puniamo il profitto, perché altrimenti serviranno sempre incentivi".Caltagirone è partito da un'analisi della situazione a Roma: "C'è un deficit enorme di infrastrutture, la città è in profondo declino", gravata dalla mancanza di sicurezza ("senza non si può investire"). "Roma è rimasta senza una guida negli ultimi anni. La conseguenza è che la città vive il rischio di una deriva "da favelas" che non può essere accettata". Per questo, ha proseguito, Roma "chiede di essere guidata, con il consenso democratico", perché la città "non può essere quella delle favelas".Caltagirone ha fatto poi riferimento alle condizioni in cui vivono migliaia di immigrati "sul greto del fiume, o sotto un ponte": pensate, ha aggiunto all'indirizzo della platea, "cosa sarebbe successo al tempo delle Brigate Rosse con luoghi in cui nascondere armi e persone". Senza dimenticare, ha insistito, "il rischio di focolai di epidemie".L'imprenditore ha contestato anche i dati "mistificati" che per anni hanno indicato una crescita superiore di Roma rispetto a Milano. La capitale, spiega, "ha perso meno perché a perdere è stata l'industria e Roma è senza industria".In sostanza, secondo Caltagirone "a crescere sono stati solo i servizi". Infine, il costruttore ha fatto riferimento all'inaccettabile difesa di rendite di posizione: "a Roma il numero dei taxi è assolutamente inferiore a Parigi o Londra e 10mila persone sono state in grado di bloccare le piazze, congelare le nuove licenze, e difendere le loro rendite".Passando al ruolo che possono avere le imprese sane per lo sviluppo del Paese, ha aggiunto: "Le imprese sane sono quelle che fanno i profitti non quelle che chiedono aiuti e l'intervento dello Stato. Nei confronti di queste imprese la burocrazia deve essere amica e non avere una mentalità anti industriale. Cioè non bisogna considerare un'azienda sana, che guadagna, come un'impresa da punire". "Sono gli imprenditori - ha proseguito- dopo la cultura e le radici il vero patrimonio del Paese".
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da "Gazzettino, Il"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Treviso NOSTRO SERVIZIO "Dobbiamo guardare la luna, ... TrevisoNOSTRO SERVIZIO"Dobbiamo guardare la luna, invece del dito del ministro che la indica". La luna è il negoziato finale europeo che il 17 e 18 novembre prossimi detterà nuove regole di politica agricola comunitaria. Una torta bella grossa. Il dito è quello del ministro Luca Zaia: sa che la partita sarà complessa. Ma è pronto a difendere il sistema rurale italiano. A cominciare dalle quote latte: "Abbiamo chiesto un milione di tonnellate in più, cioè il 10\% rispetto ai 10 milioni totali oggi in vigore", ha detto il ministro di fronte a tecnici e professionisti riuniti per un convegno internazionale a Volpago del Montello. Una richiesta che dovrà essere ascoltata: "La quota che chiediamo ha un senso. Si tratta di riconoscere all'Italia delle misure che mancano da 24 anni, quando sono stati fatti i primi negoziati: la soglia nazionale odierna copre solo il 58\% del fabbisogno".Ed è un aumento della produzione legato a doppio filo a una data: il 1 aprile 2015, quando il regime delle quote latte cesserà e il mercato comunitario sarà regolato solo dalla concorrenza. Un passaggio che Zaia vuole rendere il più graduale possibile: "Avremo dei mercati in cui ci confronteremo con dei prezzi come i 23 centesimi al litro della Romania, contro i nostri 38-42 centesimi al litro. Per questo lo Stato deve poter tutelare, anche con fondi straordinari, le aziende nazionali. Altrimenti le nostre stalle, con i costi di produzione di oggi, non riusciranno a stare sul mercato".Ostenta sicurezza il ministro, grazie ai 29 voti che potrà spendere nel rush finale di novembre di questo Health Check: un controllo dello stato di salute del sistema agricolo europeo, avviato quasi un anno fa, per rivedere le regole del gioco della politica agricola comunitaria. Ostenta sicurezza e vuole garanzie: "Abbiamo chiesto la reintroduzione dei dazi per i cereali in questo momento di grande difficoltà, perché la qualità, oggi, non è remunerata. Ci sono differenze notevoli rispetto agli stati esterni all'Unione. E anche all'interno, tra gli stessi membri, esistono livelli di qualità molto distanti tra loro", ha detto Zaia.La cornice è quella di una concorrenza sempre più globalizzata. Dove l'Italia, che investe nell'agricoltura 13 miliardi di euro (di cui 914 milioni solo in Veneto) vuole conservare la sua arma vincente: la qualità. "Siamo stati i primi, dieci anni fa, a ricevere il marchio Igp per un ortaggio: il radicchio rosso di Treviso e il variegato di Castelfranco", ha ricordato il ministro. "Per questo il nostro negoziato in Europa vuole salvaguardare fino in fondo il contesto territoriale italiano. Portare avanti le istanze degli agricoltori vuol dire tutelare l'agricoltura, difendere la qualità e chi la fa".Al commissario europeo Mariann Fischer Boel, il ministro italiano chiederà una burocrazia più snella per le aziende agricole. E poi una proroga dal 2009 al 2013 del disaccoppiamento parziale dei fondi per il tabacco. Infine, una modulazione più contenuta del passaggio di risorse dal mercato alle infrastrutture nella politica agricola comunitaria (Pac). L'Italia, infatti, non condivide lo spostamento del 23\% delle risorse proposto dal commissario e punta a una quota più ridotta, pari al 5-8\%.I rapporti con i vertici europei in passato non sono stati idilliaci, "ma oggi abbiamo un buon rapporto con il Commissario", ha detto Zaia.Maura Bertanzon.
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da "Sicilia, La"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Il Tar dà torto ai medici convenzionati: "La Regione ha piena facoltà d'imporre tetti di spesa" lillo miceli Palermo. Il professor Robert Leonardi è il nuovo dirigente generale della Programmazione. Prende il posto della dottoressa Gabriella Paolocci che ha rescisso il suo contratto con la Regione dopo un alterco con il presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Il professore Leonardi, 63 anni, è stato nominato ieri sera dalla Giunta di governo per il suo prestigio internazionale e per la competenza sulla programmazione e la spesa dei fondi strutturali dell'Ue. Di origini italiane, Leonardi vive abitualmente a Londra, ma è un assiduo frequentatore della Sicilia, avendo casa anche a Salina, nell'arcipelago delle Eolie. Ha insegnato nelle più prestigiose istituzioni universitarie d'Europa e degli Usa. Il suo curriculum racconta una carriera costruita all'insegna dello studio e dell'applicazione pratica in impegnativi progetti di sviluppo. Ha iniziato a occuparsi di fondi europei fin dal '94 ed è stato componente del Comitato di sorveglianza per gli investimenti previsti dal cosiddetto Quadro comunitario strategico. Negli anni '80 ha insegnato presso l'università di Catania e poi in quella di Messina. Quello che lo aspetta in Sicilia è un compito piuttosto difficile. Robert Leonardi, raggiunto telefonicamente nella sua casa londinese, ne è consapevole. "Sarà molto dura, ma non risparmierò le energie. Però, ancora non sono stato informato ufficialmente della nomina. Sono stato contatto nei giorni scorsi dal presidente della Regione Siciliana, Lombardo, e gli ho dato la mia disponibilità. Sono stato tra i primi a occuparsi di fondi strutturali. Ho partecipato anche al programma di sviluppo di Irlanda, Grecia, Spagna e Sud d'Italia. Poi, mi sono occupato dei Paesi dell'Est entrati a fare parte dell'Ue". Il professor Leonardi è un esperto delle politiche di coesione. L'uomo giusto al posto giusto, si direbbe. Lo attende il compito di programmare i fondi europei 2007-2013. "Forse - aggiunge - avrò anche la responsabilità di portare a termine Agenda 2000-2006 che si dovrà chiudere obbligatoriamente entro il prsossimo 31 dicembre e rendicontare entro la fine di aprile del 2009. Per i fondi del settennio 2007-2013, abbiamo già due anni di ritardo: 2 anni su 7 significa che già il 25% del tempo disponibile è volato via. Non è certo questo un sintomo di efficienza. Bisognerà rimboccarsi le maniche. Sarà dura, ma mi sono impegnato con il presidente a fare tutti gli sforzi necessari per utilizzare al meglio le risorse disponibili". Il professor Leonardi, nei prossimi giorni incontrerà Lombardo. La prossima settimana dovrebbe arrivare a Palermo. Per il presidente della Regione, Lombardo, "il professor Leonardi è autorevole e, nello stesso tempo, un grande esperto di politiche di coesione. Da lui ci attendiamo un contributo determinante per lo sviluppo della Sicilia". La Giunta regionale, inoltre, ha stabilito di prorogare di ulteriori 45 giorni i contratti dei dirigenti generali che erano stati revocati nello scorso mese di agosto. "Una soluzione - ha aggiunto Lombardo - che ci consentirà di aspettare l'approvazione da parte dell'Ars del disegno di legge, già incardinato, per la riduzione dei dipartimenti regionali da 39 a 26". Dunque, la geografia della burocrazia regionale dovrebbe rimanere immutata fino all'approvazione della riduzione dei dipartimenti. Cinque dovrebbero essere lasciati liberi da altrettanti dirigenti generali che avendo maturato già 40 anni di attività lavorativa, pur non avendo ancora compiuto 65 anni, saranno messi in quiescenza. Ma si dovrà dare loro, per legge, un preavviso di sei mesi. La riunione di giunta si è protratta fino a notte e, fino all'ultimo, non è stato possibile escludere qualche sorpresa.
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da "Prima Comunicazione"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Data: 08/10/2008 Fonte: Ansa Categoria: Internet e Nuovi media INTERNET: COMMISSIONE UE, NUOVA DIRETTIVA DIFESA CONSUMATORI ECO:INTERNET 2008-10-08 12:03 INTERNET: COMMISSIONE UE, NUOVA DIRETTIVA DIFESA CONSUMATORI BRUXELLES (ANSA) - BRUXELLES, 8 OTT - La Commissione europea si erge a paladina dei consumatori con una nuova direttiva tesa ad armonizzare e ad aggiornare le norme in materia di e-commerce (ovvero gli acquisti via internet) ma anche a dare maggiori garanzie per chi compra nei normali punti vendita. La proposta, presentata dalla commissaria Meglena Kuneva, permetterà a chiunque acquisti all'interno dell'Unione europea di poter essere meglio informato riguardo i prezzi, le tasse e le spese aggiuntive quando firmano un contratto. Sarà inoltre rafforzata la protezione del consumatore in caso di consegne in ritardo, prodotti non consegnati, rimborsi, restituzioni, riparazioni, garanzie e clausole vessatorie al momento dell'acquisto. Il documento proposto mette insieme e aggiorna le quattro direttive già esistenti, con lo scopo di snellire la burocrazia e garantire così ai consumatori di poter comprare con facilità anche oltre confine, godendo in tal modo di una maggiore concorrenza. Attualmente circa 150 milioni di cittadini europei (un terzo della popolazione Ue) comprano attraverso internet e sono 30 milioni quelli che fanno acquisti oltre i confini dei loro Paesi, spendendo 24 miliardi di euro all'anno (una media di 800 euro a testa).(ANSA). I61-TI/ S0A QBXC.
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da "Stampa, La"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia VIA LIBERA DALLA GIUNTA DELLE ELEZIONI Chiuso il caso Oliva La nomina in Regione è ritenuta legittima E il Pdl prepara un'altra mozione di sfiducia per l'assessore Cassini E' legittimo il subentro del consigliere Pietro Oliva, primo dei non eletti nella lista provinciale savonese di Forza Italia, in sostituzione di Franco Orsi, dimissionario dopo la nomina a senatore. Questo il risultato dell'istruttoria svolta dalla giunta delle elezioni, presieduta da Luigi Patrone, che ieri è stato accettato all'unanimità dal consiglio regionale. I dubbi sull'ineleggibilità di Oliva si basavano sulla sua carica, al momento dell'accettazione della candidatura e per un certo tempo successivo, di consigliere di amministrazione di Filse spa, Finanziaria Ligure per lo Sviluppo Economico, capitale sociale sottoscritto per la maggioranza dalla Regione Liguria, e di Ips, Società insediamenti produttivi savonesi, partecipata dalla stessa Filse. Dopo il parere dell'Avvocatura Distrettuale, la giunta delle elezioni ha ritenuto regolare la candidatura di Pietro Oliva, in quanto quest'ultimo non ricopriva ruoli decisionali nel consiglio di amministrazione di Filse, né aveva poteri operativi. "Sono soddisfatto di come sono andate le cose - ha commentato il consigliere confermato -. Non nego che tutta questa situazione un po' mi ha amareggiato, ma mai ha rallentato il mio impegno di rappresentare al meglio le istanze del territorio savonese e ligure". Se il consiglio regionale ha registrato l'unanimità per il caso Oliva, si conferma invece la censura di Forza Italia nei confronti dell'assessore all'Agricoltura Giancarlo Cassini, dopo che la giunta ha approvato la delibera che sposta a dicembre il termine per la presentazione delle domande di finanziamento e quindi dell'erogazione dei contributi previsti dal Piano di sviluppo rurale. "270 milioni di euro sono bloccati da due anni", è la denuncia del capogruppo Gabriele Saldo - e questo ulteriore slittamento è dovuto alla disorganizzazione che regna nella gestione dell'agricoltura, alla macchinosa burocrazia messa in piedi da Cassini".\.
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da "Stampa, La"
del 08-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Francis Fukuyama LA FINE DEL MODELLO AMERICANO Le dimensioni del crac di Wall Street difficilmente potrebbero essere maggiori. Eppure, mentre gli americani si chiedono perché mai debbano pagare cifre così impegnative per impedire all'economia di implodere, pochi parlano di un costo meno tangibile ma potenzialmente assai più pesante per gli Stati Uniti: il danno al "brand" America. Le idee sono una delle nostre merci da esportazione più importanti, e due in particolare hanno dominato il pensiero globale dai primi Anni 80, quando Ronald Reagan fu eletto Presidente. La prima era una certa visione del capitalismo, che sosteneva che tasse basse, regole leggere e un governo ridotto sarebbero state il motore della crescita economica. La seconda era l'idea dell'America come promotrice della democrazia liberale nel mondo, vista come la strada migliore a un ordine internazionale più prospero e aperto. Il potere e l'influenza dell'America poggiavano non solo sui nostri carri armati e i nostri dollari, ma anche sul fatto che la maggior parte della gente trovava attraente la forma di auto-governo americana e voleva rimodellare la sua società lungo le stesse linee - il "soft power", secondo la definizione del politologo Joseph Nye. E' difficile sondare quanto questi due tratti caratteristici del "brand" americano siano stati screditati. Tra il 2002 e il 2007, mentre il mondo godeva di un periodo di crescita senza precedenti, era facile ignorare quei socialisti europei e quei populisti latino americani che denunciavano il modello capitalistico americano come "capitalismo da cowboy". Ma ora il motore di quella crescita, cioè l'economia americana, è deragliato e minaccia di trascinare con sé il resto del mondo. Peggio ancora, il colpevole è lo stesso modello americano: sotto il mantra di meno governo, Washington non ha adeguatamente regolato il settore finanziario. Quanto alla democrazia, era stata macchiata ancor prima. Una volta assodato che Saddam Hussein non aveva le armi di distruzione di massa, l'Amministrazione Bush ha cercato di giustificare la guerra all'Iraq collegandola a una più ampia "agenda della libertà"; improvvisamente la promozione della democrazia era l'arma principale nella guerra al terrorismo. Ma per molti nel mondo la retorica americana sulla democrazia suona come una scusa per favorire l'egemonia degli Stati Uniti. La scelta che dobbiamo fare ora va ben oltre il salvataggio finanziario o la campagna presidenziale per la Casa Bianca. Il "brand" America è stato dolorosamente messo alla prova nel momento in cui altri modelli - come la Cina o la Russia - sembrano sempre più allettanti. Ripristinare il nostro buon nome o far rivivere l'attrattiva del nostro "brand" è una sfida grande quanto stabilizzare il mondo finanziario. Prima però dobbiamo capire dove è l'errore, quali aspetti del modello americano sono solidi, quali mal realizzati, quali completamente da scartare. Molti commentatori hanno sottolineato che il crac di Wall Street segna la fine dell'era Reagan. E' vero. Le grandi idee nascono in una specifica epoca storica e poche sopravvivono quando cambia il contesto. Il reaganismo (e il thatcherismo) andavano bene per la loro epoca. Dal New Deal di Franklin Roosevelt negli Anni 30 i governi in tutto il mondo erano cresciuti a dismisura. Negli Anni 70 gli stati assistenziali e le economie, soffocate dalla burocrazia, si stavano rivelando altamente disfunzionali. La rivoluzione Reagan-Thatcher rese più facile assumere e licenziare, causando molti dolori quando le industrie tradizionali cominciarono a ridursi o a chiudere, ma gettò anche le basi per tre decenni di crescita e l'emergere di settori innovativi come l'informatica e le biotecnologie. Sul piano internazionale la rivoluzione reaganiana si tradusse nel "Consenso di Washington", con il quale Washington - e le istituzioni sotto la sua influenza, come il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale - spingevano i Paesi in via di sviluppo ad aprire le loro economie. Respinto da populisti come il venezuelano Hugo Chavez, esso attenuava però le sofferenze della crisi per il debito latino americano degli Anni 80, quando l'iperinflazione afflisse Paesi come il Brasile e l'Argentina. Simili politiche favorevoli al mercato hanno trasformato la Cina e l'India nelle potenze economiche che sono oggi. Se fossero necessarie altre prove della loro bontà, basterebbe guardare alle economie centralmente pianificate dell'ex Unione Sovietica e di altri Stati comunisti, che negli Anni 70 erano ben dietro i loro rivali capitalisti sotto tutti gli aspetti. E la loro implosione dopo la caduta del Muro di Berlino confermò che erano finite in un vicolo cieco. Come accade per tutti i movimenti trasformativi, anche la rivoluzione reaganiana si perse perché, per molti dei suoi seguaci, era diventata una ideologia incontestabile, non una risposta pragmatica agli eccessi dello stato assistenziale. Due concetti erano sacrosanti: i tagli delle tasse si autofinanziano e i mercati finanziari si autoregolano. Prima degli Anni 80 i conservatori erano conservatori sul piano fiscale: titubavano a spendere più di quanto incassavano. Il reaganismo introdusse l'idea che qualunque taglio di tasse avrebbe stimolato la crescita al punto che alla fine il governo avrebbe incassato di più. Ma avevano ragione i conservatori: se si tagliano le tasse senza tagliare le spese, si finisce nel disavanzo. La globalizzazione però mascherò questa situazione, perché gli stranieri sembravano inesauribili nel loro desiderio di possedere dollari, il che consentì al governo americano di accumulare deficit godendo al tempo stesso di una forte crescita, cosa che non sarebbe stata consentita a nessun Paese in via di sviluppo. Il secondo articolo di fede reaganiano - la deregulation finanziaria - fu spinto dall'empia alleanza tra autentici credenti e aziende quotate a Wall Street. E negli Anni 90 fu accettata come Vangelo anche dai democratici, certi anche loro che le vecchie regole soffocavano l'innovazione e minavano la competitività. Avevano ragione, solo che la deregulation produsse un flusso di prodotti finanziari innovativi come i cdo, che sono all'origine della crisi attuale. Lo scandalo della Enron, il deficit commerciale, le crescenti ineguaglianze all'interno della società americana, la pasticciata occupazione dell'Iraq, la risposta inadeguata al tornado Katrina erano tutti segnali che l'era Reagan sarebbe dovuta finire molto tempo fa. Non è successo, in parte perché i democratici non sono riusciti a trovare dei candidati convincenti, in parte perché le classi operaie - che in Europa votano i partiti di sinistra - in America ondeggiano tra repubblicani e democratici sulla base di temi culturali come la religione, il patriottismo, la famiglia, il possesso di armi. Quanto alla promozione della democrazia non è mai stata messa in discussione. Il problema ma avendola usata per giustificare la guerra in Iraq, "democrazia" è diventata una parola in codice per "intervento militare" e "cambio di regime". Tra Iraq e Medio Oriente - compreso l'appoggio a una monarchia assoluta come l'Arabia Saudita - non siamo credibili quando sosteniamo una "agenda della libertà". La crisi di Wall Street, e la poco edificante risposta che abbiamo dato, dimostrano che il più grande cambiamento di cui abbiamo bisogno è nella nostra politica. Il test finale per il modello americano sarà la sua capacità di reinventarsi ancora una volta. (c) 2008, Newsweek, Inc. All rights reserved. Reprinted by permission.
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da "Giornale di Brescia"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Edizione: 09/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Intervento di Bonardi, presidente della Circoscrizione Centro Giardini di corso Magenta: "Da riqualificare in fretta" Ciotoli dissestati ai giardinetti Riqualificare il giardino di corso Magenta. Sollecitato da molti cittadini della zona, torna a farsi sentire Flavio Bonardi, Presidente della Circoscrizione Centro. "Non ci vuole molto per capire che bisogna intervenire: basta farci un giro. É un'area quasi abbandonata. É decisamente poco frequentata e nessuno controlla quei pochi "bulli" che si ritrovano lì. Ricorderete che, recentemente, è stato aggredito un ragazzino da una banda di giovani e che lo scorso anno altri extracomunitari avevano cenato nel parco, accendendo un falò; vennero chiamati i Vigili del fuoco! Soprattutto in orario preserale e serale, sarebbe auspicabile un maggior passaggio delle forze dell'ordine. Lo ho chiesto alla Polizia Locale e alla Polizia di Stato. Durante il giorno, non guasterebbe anche la presenza di quegli "assistenti civici" che il Comune ha inviato nei parchi con compiti di controllo la scorsa estate: ne ho fatto richiesta al vice sindaco Rolfi, che ha anche delega alla sicurezza. L'utilità di una riqualificazione dei giardini di corso Magenta, passa dal decoro urbano e dalla sicurezza. Per dare un senso diverso alla gestione di quell'area verde, presentai un progetto di riqualifica, quando ero vice presidente dell'ex Nona Circoscrizione, lo scorso anno, - continua Bonardi - . Lo ho ripresentato in giugno alla nuova Giunta. Ho ricevuto la disponibilità dell'assessore Mario Labolani, che sovrintende e coordina la gestione anche degli spazi aperti. Ora attendo una risposta dai tecnici dell'Assessorato. Sono loro che devono dire cosa si può fare. Tutti sappiamo che la burocrazia richiede tempi lunghi, ma dopo la mia richiesta di un incontro urgente, spero di essere ricevuto entro fine mese". Cosa fare? Bonardi ha un'idea precisa: "Rinnovare l'arredo con nuove panchine e un'adeguata illuminazione; identificare, se possibile, un'area per i cani; posizionare giochi per bambini; sistemare il manto erboso, e. ripulire la fontana, oltre a tutto il resto. Cioè - conclude il presidente della Centro - renderlo un giardino vivibile per tutti, anche per le famiglie".
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da "Libertà"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia "Investimento, innovazione, crescita" Soddisfazione del presidente della Provincia e del mondo industriale "La presenza del Centro tecnologico Dema a Podenzano, cioè di un'impresa innovativa di grande rilievo, offre al distretto di meccatronica l'opportunità di consolidare la propria vocazione di polo qualificato nel campo dell'alta tecnologia". Così il presidente della provincia di Piacenza, Gianluigi Boiardi, ha parlato dell'azienda che ha insediato nel territorio piacentino il suo polo di ricerca e sperimentazione. Durante il convegno dedicato al titanio che ha aperto la giornata di inaugurazione della sede piacentina di Dema, numerosi rappresentanti delle istituzioni e della scena industriale locale, nazionale e mondiale, si sono avvicendati a lasciare il proprio contributo in un giorno importante per tutto il territorio piacentino. "L'insediamento di Dema sul territorio piacentino - ha proseguito Boiardi - è un'esperienza molto importante in una regione, l'Emilia Romagna, che non figura tra le aree caratterizzate dalla presenza di questo comparto altamente qualificato. Sono convinto che quello di oggi possa essere l'inizio di una collaborazione tra Dema e il sistema Piacenza destinata a durare a lungo e a svilupparsi". "Fare oggi ricerca e sperimentazione sulla lavorazione di nuovi materiali, - ha concluso - come il titanio o il carbonio, per esempio, è fare innovazione. Solo pochi anni fa era impensabile il loro utilizzo in campi come quello aeronautico. E questo mi convince ancora di più che la più bella definizione di innovazione è proprio questa: innovare è realizzare l'improbabile". Sinergia e sistema sono gli input suggeriti dal presidente e amministratore delegato di Dema, Vicenzo Starace il quale ha invitato a creare un tavolo permanente per anticipare gli eventi ed essere lungimiranti per studiare insieme ipotesi progettuali da sottoporre ai nostri committenti. "In contrasto con ciò che sta avvenendo nel mondo - ha affermato Sergio Giglio, presidente dell'Unione Industriali - a Piacenza stiamo cercando di essere ancorati all'economia reale e investire e crescere. Dema sta investendo e siamo grati di questo momento". Alla tavola rotonda hanno partecipato anche il professor Michele Monno, direttore del Musp (laboratorio per la ricerca applicata nel settore delle macchine utensili e dei sistemi di produzione) del Politecnico di Milano, e Giuseppe Parenti, presidente della Camera di Commercio di Piacenza. "Grazie per esservi collocati nel nostro territorio - ha detto ricordando che Piacenza conta dai 7 agli 8mila pendolari verso Milano, ricchezza da cui si può attingere in risorse umane molto valide - dove completate il polo della meccatronica". Parenti ha informato inoltre di come la Camera di Commercio si faccia fianco a fianco con le miriadi di imprese, soprattutto artigianali, per creare uno sviluppo che non risenta della lungaggine della burocrazia, e per rendere consapevoli le istituzioni che l'impresa non è una ricchezza per i titolari e i dipendenti, ma un bene per tutti". Tra gli ospiti, anche Maurizio Madiai, coordinatore del settore aerospaziale Aiad, associazione industrie per l'aerospazio, i sistemi e la difesa cui Dema è associata e di cui rappresenta, come ha detto lo stesso Madiai, "la punta di diamante per capacità, dinamicità e lungimiranza sapendo cogliere le opportunità del mercato". Madiai ha infine ricordato che nel mese di settembre è stato firmato l'accordo per il distretto nazionale dell'aerospaziale, cioè un'intesa di collaborazione tra i tre distretti attualmente esistenti in Piemonte, Puglia e Campania. La consistente tradizione del settore aerospaziale in queste regioni ha visto negli anni la localizzazione di nuove strutture produttive e la realizzazione di progetti strategici di sviluppo tecnologico. n.p. 09/10/2008.
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da "Repubblica, La"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia McCain: "Quello là" Obama vincitore La Palin in pizzeria Il vizio di Barack McCain ha cercato di mostrarsi accorato e preoccupato per la crisi, Obama è apparso più sciolto e a suo agio con il pubblico Troppe battute infelici dell'eroe di guerra il giovane rivale risponde con la mamma e con Jfk L'uscita migliore è stata la citazione esatta del prezzo della benzina a Nashville I due sfidanti si sono accusati a vicenda per l'intera durata del dibattito MARIO CALABRESI DAL NOSTRO INVIATO NASHVILLE - Il compito che avevano ricevuto dai loro strateghi era di parlare al cuore e alla pancia degli elettori, preoccupati e spaventati dalla crisi economica. Si sono esercitati per giorni per dimostrare di essere persone che capiscono le paure e le ansie degli americani di perdere il lavoro, la casa, i risparmi e l'assicurazione sanitaria. John McCain li ha chiamati per tutta la sera "my friends", amici miei, per trasmettere l'idea che anche lui era sulla barca in mezzo alla tempesta. Barack Obama il "gelido", ha abbassato la voce e lo sguardo e ha raccontato l'ultimo mese di vita di sua madre, passato a combattere il cancro e le assicurazioni sanitarie. Ci sono riusciti tutti e due, con una mutazione genetica perfetta: sul palcoscenico della Belmont University c'erano due candidati alla Casa Bianca che sembravano non essere mai stati a Washington e non avere nulla a che fare con quella classe politica che è stata incapace di evitare il disastro finanziario che sta affondando gli Stati Uniti. Ma doveva essere la serata della riscossa di John McCain, una delle ultime possibilità di ribaltare un pronostico che prende consistenza ogni giorno di più, e invece Barack Obama si è finalmente dimenticato i toni didascalici ed eccessivamente intellettuali e per la prima volta in un dibattito è apparso sciolto, completamente a suo agio e padrone della situazione. E pensare che la formula del town hall meeting, l'assemblea in cui i politici locali si mettono a disposizione delle domande dei cittadini e nella quale i candidati possono muoversi sul palco, era stata voluta dal vecchio senatore dell'Arizona, che li fa da una vita. Per prepararsi McCain era arrivato a Nashville 26 ore prima e per due volte è andato all'università a provare gli spazi, a studiare i movimenti e a prendere confidenza con il palco. Ma non aveva calcolato che Obama perde quando è costretto a stare immobile, che se lo si lascia libero di muoversi e gesticolare allora emerge tutta la lezione che ha imparato dai predicatori neri. Così le telecamere, che riprendevano il confronto dall'alto, sono state inesorabili nel mostrare la differenza di età (25 anni) e i gesti impacciati di McCain, che cammina rigido e non riesce a sollevare le braccia per le torture patite durante la prigionia in Vietnam. L'eroe di guerra è apparso cupo, teso, prendeva continuamente appunti su un blocco con il suo famoso pennarello nero, non riusciva a stare fermo. Ha continuato ad alzarsi e ad aggirarsi intorno al suo sgabello anche mentre parlava l'avversario. Finché il nervosismo lo ha fatto scivolare: ha chiamato Obama "quello lì", con un senso di fastidio e superiorità, e subito è apparso come un brutto errore in diretta tv. Poi ha cercato di sdrammatizzare con una battuta che si era preparato prima - "Forse ho bisogno di un trapianto di capelli" - ma ha sbagliato il tono e i tempi, perché stava parlando di tagli alle tasse, e non ha riso nessuno. Così la sua occasione è affondata. Questa volta i due sfidanti si sono attaccati in continuazione, non perdendo mai l'occasione per indicare l'altro come colpevole di qualcosa. "Io volevo riformare Freddie e Fannie - ha detto McCain parlando dei due colossi dei mutui - ma Obama e la sua cricca non hanno voluto". "Non era un suo progetto di legge, ci è saltato sopra un anno dopo e il suo manager prendeva soldi da loro", ha replicato Obama, che poi ha puntato la telecamera e ha aggiunto con un tono furbetto: "Ma voi non siete interessati a questi giochini politici di puntarsi contro il dito a vicenda". "Sapete che Obama ha votato per ogni aumento di spesa, vi alzerà le tasse e voleva 3 milioni di dollari per il planetario di Chicago?", rilancia McCain abbassando la voce per cercare complicità, come dire: poi non dite che non vi avevo messi in guardia. Obama replica indicando con il palmo della mano l'avversario: "Si è dimenticato di dirvi che ha votato contro allargamento della copertura sanitaria per i bambini". Un continuo botta e risposta, che riserva sorprese: un anno fa la parola "regole" puzzava di statalismo, oggi è il contrario e "deregulation" - il credo dei repubblicani per due decenni - è diventato un insulto. "Lui - ironizza Obama - crede nella deregulation in tutto". Poi, siccome un dibattito è fatto di particolari, Obama mostra di sapere quanto costa la benzina nei distributori di Nashville - "Perché voi qui pagate 3 dollari e 80 al gallone" - e la platea che fino a quel momento era stata impassibile annuisce, soddisfatta che qualcuno si sia reso conto della loro fatica. McCain invece è vincente quando si avvicina a Terry, sottufficiale di marina in pensione, un omone pelato con il pizzetto e la camicia rosa, e mentre gli stringe la mano dice: "Tutto quello che io ho imparato sulla leadership l'ho imparato da uno come te, grazie amico, grazie per aver fatto la tua parte". Un dibattito è fatto anche di frasi ad effetto, anche se sono copiate, Obama ne ripete senza vergogna una di McCain del primo match ("Spulcerò il bilancio pubblico riga per riga e eliminerò tutti i programmi che non funzionano") e l'avversario è costretto a promettere di più: "Esaminerò l'utilità e il funzionamento di ogni agenzia della burocrazia ed eliminerò quelle che non servono". Obama nel finale torna a giocare la carta John Kennedy, citandolo ben tre volte: la prima quando ricorda la promessa di un'impresa che sembrava impossibile: portare l'uomo sulla luna in dieci anni. "Entro dieci anni - rilancia Obama - dobbiamo diventare indipendenti dal petrolio del Medio Oriente". Poi parafrasando lo slogan kennediano del "non chiedetevi cosa può fare l'America per voi ma cosa potete fare voi per l'America", per dire: "Chiedetevi come potete risparmiare energia, cosa potete fare voi nelle vostre case, nelle auto, in ufficio, ognuno deve fare la sua parte". Infine proponendo di raddoppiare i Peace Corps, i gruppi di giovani volontari voluti dal presidente della "Nuova Frontiera", "per creare un corpo di volontari che sia coinvolto nel lavoro delle comunità". L'idealismo kennediano li aveva inventati per salvare il mondo, oggi Obama li vuole per ricostruire il "Sogno Americano". Alla fine, mentre Obama va a festeggiare a casa di Al Gore, Stephen Schmidt, il giovane stratega di McCain, allarga le braccia: "Obama è un grande oratore. Lo sapevamo".
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da "Nuova Sardegna, La"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Cagliari "Tante scuole sono a rischio" La Cgil invita alla mobilitazione contro il decreto Gelmini LA PROTESTA "Attacco al futuro della provincia" ORISTANO. Il 65 per cento delle scuole dell'infanzia e il 35 per cento delle scuole primarie, in provincia di Oristano potrebbero essere a rischio chiusura. Sono, secondo la Fl Cgil i rischi legati all'attuazione del Decreto Gelmini. La situazione è stata anlizzata durante un ciclo di assemblee sindacali unitarie (Cgil, Cisl e Uil) che hanno coinvolto tutte le scuole della provincia. Ora la Fl Cgil chiede "a tutta la popolazione e alle forze politiche e sociali una attiva partecipazione alle problematiche che in questi giorni investono, talvolta anche in modo virulento, il mondo della scuola". Secondo il sindacato il decreto, quando parla dei paramentri per il "progressivo superamento delle attuali situazioni relative a plessi e sezioni staccate con meno di 50 alunni", ipotizza uno scenario disastroso per l'oristanese: "abbiamo provato a mettere in fila i numeri della nostra provincia - sostiene Anna Busi (nella foto), segretario provinciale della Fl Cgil - e il risultato è a dir poco sconcertante: infatti, su 57 scuole dell'infanzia statali, ce ne sono ben 35 al di sotto dei 50 bambini, ovverosia il 60 per cento del totale. Che facciamo, le chiudiamo?". Passando poi all'analisi della scuola primaria, l'organizzazione rileva che su 70 plessi o "punti di erogazione del servizio" "come li chiama la burocrazia ministeriale", quelli che non arrivano a 50 alunni sono almeno 25, ovvero il 35% del totale. "Chiudiamo anche questi? - si chiede Anna Busi -. Secondo il ministero, a partire dal 1º settembre 2009, certamente sì! è ovvio, almeno per noi, che pur dovendo mettere mano ad una migliore dislocazione delle piccole scuole della nostra provincia, ciò che impone il ministero è assolutamente irricevibile". La Fl Cgil lancia un appello: "Solo se riusciremo ad unire le forze di coloro che lavorano all'interno della scuola, dei genitori, degli studenti, delle associazioni e di tutte le forze politiche di questo territorio, saremo in grado di respingere questo ulteriore attacco al futuro della nostra provincia".
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da "Repubblica, La"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Pagina VIII - Milano Aborto, i giudici bocciano la Regione Il Consiglio di Stato: illegittimo il divieto oltre le 22 settimane Il ricorso riguarda le interruzioni terapeutiche Formigoni: "Non cambia nulla" LAURA ASNAGHI "è una splendida giornata per le donne, i loro diritti e la loro libertà di scelta". Così Nino Baseotto, il segretario generale della Cgil Lombardia ha commentato la decisione del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso della Regione Lombardia in difesa delle linee guida sulla 194 varate dal presidente Roberto Formigoni. Questo provvedimento, duramente contestato dalle donne, portava dalla 24esima alla 22esima settimana i termini per praticare l'aborto terapeutico. "Quella che la Cgil celebra è solo una vittoria di Pirro - repilica il presidente Formigoni - nei nostri ospedali non cambia niente. Da tempo hanno adottato il limite delle 22 settimane, sulla base di quanto deliberato dai propri comitati etici. E adesso continueranno a farlo". Contro le linee guida, varate nel gennaio scorso dal Pirellone, utilizzando come modello il codice di autoregolamentazione della clinica Mangiagalli, un gruppo di medici aveva deciso di dare battaglia. E assistiti da Ileana Alesso, Vittorio Angiolini e Marilisa D'Amico, hanno presentato un ricorso al Tar. Il tribunale amministrativo regionale gli aveva dato ragione, dichiarando che la Regione non poteva imporre vincoli e frapporre ostacoli, condizionando così la libera scelta delle donne e dei medici che erano tenuti al rispetto della 194. Il Tar aveva quindi sospeso le linee guide regionali. Una azione sgradita a Formigoni che ha subito presentato ricorso al Consiglio di Stato. Ieri la bocciatura del ricorso. "Per il presidente Formigoni si tratta dell'ennesima sconfitta della sua linea interventista sulla legge 194 - denunciano Ardemia Oriani e Sara Valmaggi, entrambe consigliere regionali del Pd - l'ordinanza conferma che il Pirellone ha sbagliato a volere a tutti i costi imporre una interpretazione regionale della legge sull'interruzione di gravidanza". "La sentenza - precisa la senatrice Marilena Adamo - conferma che sulla 194 non sono ammesse interpretazioni regionali". "Ci auguriamo - aggiunge Nino Baseotto - che la Regione voglia riaprire il confronto su questi temi, ascoltando l'opinione delle donne e dei medici". Ma, Formigoni, già ieri, ha annunciato che non tirerà i remi in barca. "L'azione che abbiamo intrapreso e continueremo a difendere - spiega - aveva ed ha lo scopo di fornire uno stimolo alla scienza medica ad andare avanti nella ricerca e di aprire un spazio di modernizzazione al Paese. Conservatorismi e parrucconismi di vario tipo si sono opposti. è sorprendente che si sospendano linee di indirizzo, peraltro non vincolanti, che fotografano una realtà già evidente non solo alla gran parte del mondo sanitario lombardo". "L'ideologia - ha concluso Formigoni - si illude di aver vinto contro l'evidenza scientifica, che viene invocata solo quando fa comodo". Da parte sua l'assessore alla sanità Luciano Bresciani, aggiunge: "Ricordo che le linee di indirizzo lombarde sulla soglia delle 22 per l'aborto terapeutico, nascono su basi scientifiche". Nella polemica interviene anche l'assessore alla Famiglia, Giulio Boscagli che parla di "burocrazia contro la vita". "è gravissimo questo pronunciamento che dà ragione a tesi ideologiche di un sindacato che a picco di consensi tra i lavoratori cerca di recuperarlo con battaglie radicaleggianti".
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da "Trentino"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia In Trentino da 5 anni, Veronica Ciubotaru ha coronato il ricongiungimento dopo lunghe code nelle ambasciate e alle frontiere "Un'odissea per rivedere mio figlio" L'iter vissuto da una moldava e raccontato dalla sociologa Piovesan "Qui non interessa conoscere tradizioni e culture degli stranieri L'immigrato è visto come forza lavoro" PAOLO PIFFER TRENTO. Testimone di un'odissea. E' quella a cui ha assistito la sociologa Serena Piovesan, che sta lavorando ad un dottorato sulle donne moldave che arrivano in Trentino. E' da poco tornata dalla Moldavia, dove ha seguito Veronica Ciubotaru, da 5 anni in Trentino, durante le pratiche per il ricongiungimento del figlio. Percorso che si è concluso felicemente, pur con più di qualche patema d'animo, visto che ora il ragazzo studia al "Tambosi" di Trento. "Un dottorato - afferma Serena Piovesan - che sta mettendo in evidenza quanto ai trentini non interessi poi tanto conoscere gli aspetti della tradizione e della cultura moldava, come di altre realtà straniere. Diciamo che, mediamente, c'è indifferenza e l'immigrato è considerato in quanto forza lavoro. Viceversa, quando le donne moldave arrivano in Trentino, in poco tempo conoscono bene i meccanismi della società e riescono a "vivere" il territorio. Comunque, la comunità moldava non ha grossi problemi di integrazione". L'odissea a cui ha partecipato seguendo Veronica Ciubotaru in Moldavia, parte del suo dottorato, viene riassunta così: "Prima la richiesta del visto all'ambasciata rumena a Chisinau per poter entrare in Romania e andare a Bucarest dalle autorità consolari italiane. Le code iniziano qui, ma non sono certo le ultime. Poi, dieci ore di viaggio e un'altra coda interminabile alla frontiera tra Moldavia e Romania, dove, tra l'altro, per farti passare, ti chiedono anche soldi. Infine, l'ambasciata italiana e i colloqui con i funzionari, presente il figlio di Veronica. Certo, adesso che a breve ci sarà l'ambasciata italiana in Moldavia almeno si salterà un passaggio". "Intorno a tutto questo mondo - continua la sociologa - c'è un vero e proprio business. Ci sono pulmini che fanno la spola tra la Moldavia e la Romania e agenzie che ti offrono il pacchetto completo, viaggio e carte necessarie. E non certo a prezzi stracciati". Veronica Ciubotaru, laureata in storia, volontaria dell'Atas e che in Trentino ha lavorato in un'agenzia immobiliare, sta collaborando con Serena Piovesan spiegandole la realtà e l'identità del popolo moldavo. "Ma soprattutto - e ci tiene a sottolinearlo - siamo diventate amiche. E poi attraverso lei capisco anche come gli italiani, almeno una parte, guardano a noi stranieri. Vedo disponibilità, anche se so bene che non è per tutti così. La mia speranza è che gli italiani, un giorno o l'altro, si rendano conto che è importante conoscere altre culture. Per adesso non è sempre facile, ma nel mio piccolo intendo contribuire perché ciò possa accadere". "Il flusso di immigrati dalla Moldavia in Trentino, come anche in altre parti d'Italia - prosegue Piovesan - è destinato ad aumentare. E questo perché le condizioni economiche di quel Paese sono tutt'altro che buone. Inoltre, vivendo in prima persona quello che ha passato una mamma per ottenere il ricongiungimento del figlio, mi sono resa conto di quanto la burocrazia incide, in modo pesante, sul fenomeno migratorio".
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da "Trentino"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Mezzolombardo. L'associazione aiuta le persone in difficoltà e porta una ventata di gioia anche in casa di riposo La società San Vincenzo cerca volontari Festeggia il secolo di vita ma ha bisogno di nuova linfa per resistere MEZZOLOMBARDO. La "Società San Vincenzo De Paoli" da oltre un secolo, sommessamente, opera a Mezzolombardo per dare una mano, non solo economica, a chi ne ha bisogno. Sono attualmente otto le persone, i "soci", che periodicamente si trovano per programmare l'attività dell'associazione. Attività consistente nell'aiutare chi ne ha bisogno. Adesso però ha bisogno di nuovi volontari. Sono attualmente otto le persone, i "soci", che periodicamente si trovano per programmare l'attività consistente nell'aiutare chi ne ha bisogno. Non solo economicamente. Utilizzando il contributo comunale e le donazioni private - ma anche e soprattutto indirizzando coloro che necessitano di aiuto verso i canali istituzionali preposti all'aiuto delle persone in difficoltà. Non si tratta di un compito facile, perché quasi sempre chi ha bisogno di aiuto è persona discreta ed orgogliosa che ha remore nel mostrare la propria condizione disagiata. "Per esperienza posso dire - afferma il presidente Arturo Dalfovo - che è più difficile fare la carità a chi ne ha bisogno, che a chi non ne ha. Noi non vogliamo offendere nessuno, quindi ci muoviamo con assoluta discrezione". Dalfovo sottolinea che l'attività della san Vincenzo oggi è in misura minima quella di aiutare economicamente in maniera diretta le persone, molto di più invece quella di fare da tramite tra gli uffici pubblici che si occupano di situazioni di disagio, ad esempio l'ufficio affari sociali del Comune ed il Comprensorio, e le persone che vivono in difficoltà o che passano momenti di difficoltà. "Quasi mai abbiamo dato direttamente soldi - precisa Dalfovo - ma qualche anno fa portavamo legna o cherosene, oppure pagavamo in negozio la spesa per un certo periodo. Oggi l'aspetto economico è molto ridimensionato, ci pensa il Comune direttamente ad intervenire dove c'è necessità. Noi abbiamo però comunque un nostro fondo cassa, che utilizziamo intervenendo quando la burocrazia allunga i tempi dell'intervento pubblico. Ma principalmente noi siamo un sostegno. Due di noi vanno regolarmente alla casa di riposo a fare volontariato. Andiamo a visitare gli anziani soli". Gli otto soci e socie della san Vincenzo sono tutti persone di una certa età, con anni di esperienza sulle spalle e quindi sicuramente capaci di intervenire in situazioni difficili con il giusto tatto, con la giusta discrezione. Però come in ogni associazione anche in questa c'è necessità di linfa nuova, di nuovi volontari. "Ci piacerebbe che qualcuno si facesse avanti - afferma infatti Dalfovo - per unirsi a noi. Preferibilmente non persone giovanissime. Magari qualche giovane pensionato. Una certa esperienza di vita è apprezzabile per un servizio come il nostro, perché aiuta a capire l'importanza di un approccio corretto e rispettoso della dignità di ognuno". Se qualcuno vuole far parte dell'associazione basta contattare il presidente Arturo Dalfovo o rivolgersi in canonica. Stessa prassi se si vuol far parte del coro dell'associazione. Un'altra maniera di aiutare il prossimo i volontari della san Vincenzo l'hanno infatti trovata nel costituire un coro che una volta al mese si reca al soggiorno per anziani San Giovanni di Mezzolombardo (qualche volta anche al Barone Cristani di Mezzocorona) a cantare.
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da "Trentino"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia ELEZIONI/1 Bernardi alla guida della truppa che sostiene Nerio Giovanazzi ARCO. Infrastrutture da realizzare, turismo da rilanciare, burocrazia da semplificare. E poi integrazione degli immigrati nel nostro sistema di vita, sicurezza dei cittadini affidata alle autorità competenti. Sono solo alcuni dei temi contenuti nel programma elettorale di Nerio Giovanazzi, candidato presidente. Argomenti toccati lunedì sera nella presentazione pubblica delle due liste a lui collegate, avvenuta al Casinò municipale di Arco. A dirigere i lavori soprattutto Giacomo Bernardi, avvocato e punto di riferimento - in tandem con Tullio Ioppi - della lista "Amministrare il Trentino". L'incontro è servito per fare il punto della situazione in merito allo stato di salute del Trentino e in particolare dell'Alto Garda. Giovanazzi, Bernardi e gli altri hanno puntato l'indice sulle tante cose che ancora aspettano risposta, ad iniziare dai collegamenti viari come il tunnel fra la Busa e la Vallagarina e la galleria del Peller. "Altrettanto improcastinabile - ha spiegato Giacomo Bernardi - è la Valdastico, attesa da quasi tutto il mondo imprenditoriale. Si parla tanto di aprirsi all'Europa ma senza i necessari collegamenti viabilistici non si va da nessuna parte". Altre proposte? Una unica cabina di regia per quanto concerne la promozione turistica, lavorare affinché i prodotti trentini abbiano un buon rapporto qualità-prezzo, snellire i tempi della burocrazia unificando i vari sportelli. Il programma su www.neriogiovanazzi.it.
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da "Adige, L'"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia La crisi finanziaria È crollato il mondo dell'immagine PIERA GRAFFER D oveva pur finire. Questa società basata sul concetto che "la forma è sostanza". Ormai non era più necessaria alcuna competenza in alcunché per salire ai vertici di qualunque piramide, bastava apparire sui media. In base a questo concetto si è eletta una pornodiva a gestire gli affari di stato, cioè sanità, trasporti, burocrazia, spazzatura, mafia, difesa, politica estera... Si è cioè pensato che la specializzazione in un campo fosse trasferibile in un altro. Bastava un vestito di buon taglio per un uomo, la bella presenza per una donna e la parlantina sciolta in ambo i casi per arrivare ai piani più alti. E una volta arrivati la preoccupazione principale di questi signori consisteva nel farsi delle leggi che aumentassero sempre di più i loro stipendi e i loro privilegi, in combutta coi grandi finanzieri e i grandi industriali. L'Italia, più di ogni altro paese al mondo, ha prodotto "immagine". Cioè il nulla. Sotto il vestito niente. Questi vestiti disabitati hanno sprecato montagne di risorse pubbliche, ottenute torchiando la produzione vera, per creare "posti" che non producevano niente altro che, forse, a volte, carta. Il simbolo di quest'epoca fu, come era giusto che fosse, l'arte figurativa. Un graffio sulla tela, un taglio, venivano venduti per milioni se lo faceva un tale, per zero se lo faceva un talaltro. E si trattava dello stesso identico oggetto, di cui non era possibile identificare in alcun modo l'autore nemmeno col Dna o con le impronte digitali. Bastava la valutazione dell'esperto: "Questo è un Fontana" e giù soldi. Se poi l'esperto le "opere d'arte" le producesse direttamente in prima persona, evitando così di dover spartire gli introiti con l'artista questo non è dato sapere, perché non esistono sistemi scientifici di alcun tipo per provare o contraddire la sua parola. Oggi l'artista più quotato è Jeff Koons, ex-marito dell'onorevole Ilona Staller in arte Cicciolina. La quotazione delle sue opere parte da 20 milioni di dollari in su. Ricordo una sua scultura a una biennale di Venezia, eseguita manualmente in Val Gardena. Si trattava di una specie di coloratissimo catafalco di tre metri di base per due di altezza che lo rappresentava durante l'atto sessuale insieme all'allora moglie. Allora mi chiesi chi mai si sarebbe messo un casa (anche se, date le dimensioni, ci sarebbe voluto un castello) pagandola quella cifra, un'opera d'arte del genere. In questi giorni il signor Koons tiene una mostra personale al Louvre di Parigi. Una delle opere è una scultura di tre metri di base per due di larghezza per tre di altezza che rappresenta, presumibilmente in legno ma forse in plastica, uno di quegli animaletti, una specie di cagnolino, che si vedono nelle fiere di paese e si ottengono annodando insieme con grande abilità quei lunghi palloncini colorati dalla forma di budello. Sui muri del Louvre, fra le opere dei grandi del passato, foto che lo ritraggono mentre fa sesso con la moglie. Mi chiedo chi mai spenda 20 milioni di dollari per mettersi in casa un oggetto del genere. Anche la "Rana crocifissa" è una di queste grandi opere d'arte contemporanea. A parte che non si capisce, come nei casi precedenti, chi tirerebbe fuori soldi suoi, cioè non pubblici, per mettersi in casa/castello un oggetto del genere, non sono chiari nemmeno i criteri i comitati valutatori del museo dove è stata esposta l'abbiano scelta. Lo scopo era di offendere la sensibilità religiosa della maggior parte degli italiani? O offendere quella degli animalisti, che forse non approvavano la crocifissione di una rana? O solo per far parlare di sé, come faceva l'artista Nitsch? La sua arte, esposta qualche anno fa in una strepitosa mostra al Centro Santa Chiara, consisteva nell'appendere un animale al soffitto a pancia in giù, infilare un camice bianco addosso a un gruppo di amici, tranciare la pancia dell'animale stesso e mettersi tutti sotto a far la doccia col sangue che colava a fiotti dalla povera bestia agonizzante e poi appendere i camici così "dipinti" in quadri e farci una bella esposizione. Anche il Signor Nitsch, come il Signor Koons e molti altri, hanno fatto montagne, mari e caterve di soldi. Oggi quel mondo che metteva l'immagine (e che immagine!) al posto della sostanza sta precipitando nel baratro. Speriamo che il prossimo, se e quando rinascerà dalle ceneri, sia meno fasullo di questo. 09/10/2008.
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Udine Controllo caldaie, fattura contestata Riesplode la polemica con l'Ucit: pensionato si rivolge ai consumatori e alla Provincia L'autunno è arrivato e si riaccendono i termosifoni, e con essi torna a scaldarsi anche il problema dei controlli dell'Ucit alle caldaie. Le ispezioni effettuate dalla controllata della Provincia continuano infatti a non convincere i consumatori, persino quando sono perfettamente in regola: è il caso di Luciano Soprano, pensionato udinese, che ha combattuto invano contro la burocrazia dell'Ucit. Inutili le telefonate, le mail e gli incontri dal vivo col direttore Franco Bressanello: la visita s'ha da fare e, quel che è peggio, si deve pure pagare. "Dopo l'ispezione, eseguita a settembre, - racconta - mi è arrivata una fattura di 93 euro e non so perché, visto che il verbale del controllo effettuato dal tecnico Ucit non riporta irregolarità. Faccio controllare la mia caldaia ogni anno, e so di essere a posto". La visita, insomma, non avrebbe riscontrato alcuna anomalia e quindi Soprano non dovrebbe versare alcunché, come precisato anche nella raccomandata dell'Ucit, in cui si specifica che il rimborso spese dell'ispezione non è carico del cittadino qualora risulti con l'impianto a norma. Un'incongruenza su cui il pensionato non ha ottenuto spiegazioni, anche dopo essersi personalmente recato nella sede dell'Ucit, dove ha richiesto di parlare - inutilmente - con Bressanello. Parecchio arrabbiato, il pensionato, un ex impiegato della Danieli, si è rivolto al Codacons, che ora sta valutando il suo caso. Ultima parola, ora, all'assessore provinciale all'Energia Teghil, a cui il consumatore ha chiesto udienza. Il presidente dell'Ucit Piccini ammette che l'attenzione verso l'utenza dovrebbe essere migliorata ed ipotizza che nel caso del pensionato potrebbe essere stato il mancato invio del rapporto di controllo a giustificare quella fattura di 93 euro. "Bisogna valutare caso per caso, ma da quando i termo-idraulici utilizzano il bollino blu per attestare l'avvenuto controllo i problemi dovrebbero essersi risolti". Purtroppo le segnalazioni giunte alla Federcasalinghe non confermerebbero tale situazione: "Ancora molti consumatori - spiega la presidente regionale Lauretta Serafini - ci stanno chiamando protestando per le raccomandate dell'Ucit. Qualcuno comincia a sospettare del proprio manutentore, e così si rischia di iniziare una guerra tra la categoria e i consumatori. E' sbagliata la sanzione che punisce il privato". Rosalba Tello.
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da "Denaro, Il"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Napoli energia Fotovoltaico, piano da 6 milioni Francesco Esposito (Plc): Un centro di eccellenza ad Acerra Un centro d'eccellenza per il fotovoltaico. Nascerà ad Acerra per iniziativa della Plc, azienda leader nel settore della energia e delle fonti rinnovabili. Il titolare, Francesco Esposito, spiega che l'operazione sarà realizzata tramite la Plc System, l'altra costola della società, e che per il progetto sono stati investiti 6 milioni di euro. Diletta Capissi Nella zona industriale di Acerra, in località Pantano, poco lontano dal termovalizzatore, c'è la Plc, un'azienda dall'architettura moderna, circondata da aiuole e alberi di magnolia. A capo della società, leader nel settore della energia e delle fonti rinnovabili non soltanto in Italia, c'è Francesco Esposito.?Cinquantacinque anni, diploma di perito industriale, Esposito crea la Plc nel 1990, rinunciando all'incarico di dirigente tecnico in una multinazionale e investendo tutto il suo bagaglio di conoscenze tecniche nella scommessa dell'eolico, del fotovoltaico, delle biomasse e nei sistemi di telecontrollo e di global service. Gli è accanto la moglie Annamaria. Esposito viene da un quartiere difficile come il rione Monterosa di Secondigliano. Tra i suoi amici dell'epoca ci sono Pasquale Scialò, compositore e musicologo, Vittorio Viviani, Umberto Bellissimo, affermati attori di prosa, e tanti altri impegnati nel sociale. Alla Plc lavorano oggi oltre 70 persone, età media tra i 25 e i 28 anni. La sede (un'area circa 6.000 metri quadri, di cui 800 destinati agli uffici) è attrezzata con i più moderni sistemi di elaborazione e verifiche. "Ho messo a disposizione dei giovani il mio know-how nel campo dell'energia alternativa - dichiara Esposito - creando ricchezza in modo onesto in un contesto largamente illegale. L'impresa ha bisogno di crescere e di avere intorno servizi che l'aiutino a svilupparsi e a diventare più competitiva. Le istituzioni non comprendono che una burocrazia farraginosa continua Esposito impedisce a qualsiasi iniziativa economica di espandersi e di creare posti di lavoro. Un mio cliente spagnolo ha osservato che, a parità di condizioni, hanno realizzato in 9 mesi quello che noi possiamo realizzare in 5 anni". Il telecontrollo a distanza, la reperibilità e l'assistenza saranno il trampolino di lancio di questa azienda ancor familiare gestita da un imprenditore-direttore tecnico che sa motivare i suoi dipendenti. Una struttura tecnica e organizzativa che progetta e supervisiona integralmente i sistemi e fa fronte alle esigenze del mercato anche per impianti a tecnologia avanzata e di grande complessità ingegneristica. Ad aiutarlo c'è la figlia Chiara , laureata in ingegneria gestionale a cui non ha fatto nessuno sconto di gavetta - e che attualmente ha responsabilità nell'area commerciale. La Plc ha potenzialità e ambizioni enormi anche nell'energia prodotta dai rifiuti che viene trasformata e poi venduta. Con la PlcSystem, l'altra costola della società, Esposito punta a creare un centro di eccellenza di fotovoltaico.Per questo progetto sono stati acquisiti altri 20.000 metri quadri per un investimento di 6 milioni di euro. Tra i lavori più importanti che l'azienda sta gestendo c'è la centrale di conversione a Latina per lo scambio di energia tra l'Italia e la Sardegna. Inoltre la Plc è in pole position per l'affidamento della centrale di conversione di 1000 mw. L' azienda non ha fatto ricorso a nessuna forma di agevolazione finanziaria di natura pubblica. Anzi . Spesso la strategia della Plc è sostenere i suoi fornitori - nella maggior parte dei casi stressati dal sistema bancario - attraverso forme di autofinanziamento. Da un ramo d'azienda della Plc System nasce, nel 2006, la Plc Service che, forte dell'esperienza della casa madre, si colloca sul mercato in un settore altamente specialistico come quello dell'assistenza post vendita a tutti gli impianti e sistemi elettrici. Si sta occupando in particolare del remotaggio degli impianti a distanza 24 ore su 24, attraverso una sala molto attrezzata in grado di monitore ogni minimo aspetto. del 09-10-2008 num.
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da "Basilicanet.it"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia FEDERALISMO, INTERVENTO DI RESTAINO (PD) 09/10/2008 11.33.23 [Basilicata] (ACR) - â??Un impianto federalista può² ben rappresentare un fatto importante nel dibattito sul Mezzogiorno se si abbandonano i luoghi comuni e le frasi fatte quali: â??è¨ una sfida da accettareâ? che sembra essere lâ??unica cosa che, in particolare, il Pdl al Sud sa declamare. La verità è¨ che il nostro Pese non può² ridisegnarsi un futuro se non allâ??interno di una dimensione e di una prospettiva di unità nazionale. Il sistema Italia non può² proporsi di diventare più¹ competitivo e coeso senza il Mezzogiornoâ?. Eâ?? quanto sostiene il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Erminio Restaino, in un articolo pubblicato oggi dalla stampa locale. â??La â??questione settentrionaleâ?? â?" aggiunge lâ??esponente del Pd - non può² contrapporsi, ma sommarsi alla perdurante â??questione meridionaleâ??. Un nuovo pensiero meridionalista deve maturare in rapporto alle strategie di innovazione di cui ha bisogno lâ??intero Paese. Si possono esaltare le potenzialità del Mezzogiorno partendo inevitabilmente dai nuovi processi di responsabilizzazione che le riforme istituzionali impongono. In questo contesto â??si può² accettare la sfidaâ??, il compito cioè¨ di trasformare la politica e le burocrazie regionali meridionali in classi dirigenti dotate di spirito pubblico e senso dello Stato. La Basilicata ha decisamente imboccato questa strada. Il taglio di enti inutili, la riduzione delle Asl e delle Comunità montane, il riordino del settore turistico ed agricolo servono proprio a creare un â??sistema Basilicataâ?? più¹ efficiente per offrire ai cittadini ed alle imprese servizi migliori. Noi accettiamo la sfidaâ?. Allegati: visualizza il testo integrale dell'articolo di Restaino.
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da "Arena.it, L'"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia CEREA. Il 23 novembre gli elettori voteranno per eleggere i consigli degli otto comitati di quartiere cittadini Si ritorna alle urne per i "parlamentini" Le candidature sono a titolo individuale e senza simboli di partito: vanno presentate entro il prossimo 23 ottobre     Alberto Cogo Il prossimo 23 novembre gli elettori di Cerea torneranno alle urne per eleggere i comitati di quartiere. Dopo l'entrata in vigore del nuovo regolamento, l'amministrazione ha fissato la data per il voto che porterà alla nascita degli otto rganismi decentralizzati nelle diverse zone e frazioni della città del mobile: Cerea centro, Cerea sud, San Vito (con Frescà e Faval), Asparetto, Cherubine, Aselogna (con Santa Teresa in Valle), Palesella e San Zeno. Le candidature, invece, andranno presentate entro le 12 del 23 ottobre prossimo all'ufficio elettorale del municipio. A differenza del precedente regolamento, dove i posti erano assegnati in proporzione alla rilevanza dei singoli partiti nell'amministrazione comunale, le nuove elezioni coinvolgeranno direttamente tutti i cittadini cereani. Una volta eletti, i comitati procederanno a loro volta a decidere internamente i propri segretari, i presidenti e i vicepresidenti. Per ciascun comitato dovranno essere eletti 7 membri, che saliranno a 9 se il quartiere ha più di 1000 abitanti. Ogni comitato resterà in carica per 5 anni. I candidati - che si presenteranno a titolo individuale e non sotto le insegne di partiti o gruppi - dovranno essere maggiorenni e ciascun elettore potrà esprimere una sola preferenza. Il regolamento prevede che sarà esclusa dalla candidatura l'intera consiglio comunale, la giunta (sindaco compreso) e tutti coloro che ricoprono cariche di nomina consiliare o del sindaco. Il vecchio regolamento era stato redatto nel 1976 e una prima parziale modifica era arrivata pochi anni dopo. Un'altra novità del testo deliberato a gennaio rispetto al passato sarà l'assicurazione obbligatoria verso terzi per i presidenti e per altri membri dei comitati impegnati in attività potenzialmente pericolose per sé e per gli altri. Le date delle elezioni e le scadenze per le candidature sono state presentate durante lo scorso consiglio comunale, quando non sono mancate critiche da parte dell'opposizione che già a gennaio, al momento della delibera che conteneva il nuovo regolamento, aveva storto il naso su alcuni aspetti ritenuti poco chiari. "Queste elezioni arrivano tardi rispetto a quanto previsto al momento dell'approvazione del nuovo regolamento il 31 gennaio scorso", ha affermato Paolino Bonfante. "Inoltre vi è troppo poco tempo per chi non è esperto di politica e burocrazia per candidarsi. Un altro problema è dovuto al fatto che non c'è stata ad oggi nessuna comunicazione su quanto accadrà: il 95 per cento dei cereani non sa ancora nulla e i giornalini del Comune non hanno mai trattato l'argomento". "Abbiamo valutato il fatto che se avessimo proceduto come da programma avremmo fatto le elezioni in luglio ed agosto, e si sa che nei mesi estivi molti cittadini sono in ferie", ha ribattuto l'assessore Giovanni Zonzin. "Con questo slittamento riteniamo che la partecipazione sarà maggiore. I comitati, in qualità del loro ruolo consultivo, svolgono un ruolo fondamentale per coinvolgere i cittadini nell'organizzazione delle attività sociali e culturali e avranno il compito di raccogliere le esigenze del quartiere e formularle all'amministrazione attraverso le relative proposte".
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da "Brescia Oggi"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia ETICA E LEGGE. Respinto il ricorso della Lombardia, dopo che il Tar aveva sospeso i tempi abbreviati rispetto alla "194" Aborto, il Consiglio di Stato boccia la linea del Pirellone La Cgil: "Una grande vittoria per le donne" Formigoni: "Nelle corsie non cambia nulla" Boscagli: "La burocrazia contro la vita"   Il Consiglio di Stato, con l'ordinanza numero 5311/2008 del 7 ottobre, ha respinto il ricorso presentato dalla Regione Lombardia contro la precedente ordinanza del Tar sulla legge 194, sull'interruzione di gravidanza. Ne ha dato notizia ieri la Cgil Lombardia. "A maggio - si ricorda in una nota - il Tar regionale aveva infatti accolto le ragioni di un gruppo di medici e della Cgil Lombardia che avevano chiesto di censurare le Linee Guida imposte dalla Regione ai medici e alle donne". Nel gennaio scorso la regione Lombardia aveva infatti adottato nuove linee guida sulla 194. In pratica, l'aborto terapeutico non era più consentito oltre le 22 settimane e tre giorni dalla data del concepimento. L'atto abbassava così di 11 giorni il limite di 24 settimane. L'INDICAZIONE era stata avanzata da un comitato scientifico e di fatto si adeguava al codice di autoregolamentazione in vigore nella clinica milanese Mangiagalli dal 2004. Il Tar aveva dichiarato che la Regione non poteva stabilire vincoli, frapporre ostacoli, condizionare la libera scelta delle donne e che i medici erano tenuti al rispetto della legge (la 194, appunto) e del codice deontologico. Il Tar aveva anche giudicato fondate le ragioni di urgenza e sospeso gli effetti della disposizione regionale, rinviando alla discussione di merito (presumibilmente entro la fine dell'anno) le motivazioni e il giudizio sul provvedimento. "L'ordinanza del Consiglio di Stato - sottolinea la Cgil -, confermando l'orientamento del primo giudizio, e quindi la fondatezza della richiesta d'urgenza, impone alla Regione di ritirare quei provvedimenti". La Cgil chiede quindi "di riaprire il confronto per adeguare le strutture sanitarie e ospedaliere e garantire le condizioni per l'affermazione dei diritti e delle scelte delle donne". Da parte sua, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni minimizza le conseguenze del no del Consiglio di Stato al ricorso del Pirellone contro la sentenza del Tar Lombardia di "sospensiva" delle linee di indirizzo sull'interruzione della gravidanza. "Non cambia nulla - scrive il presidente lombardo in una nota - per le nostre Aziende Ospedaliere, che hanno da tempo incominciato a muoversi in questa direzione (aborto terapeutico non oltre la 22esima settimana) sulla base dei deliberati dei propri comitati etici e continueranno a farlo". "L'azione che come Regione Lombardia abbiamo intrapreso e continueremo a difendere - prosegue Formigoni - aveva ed ha lo scopo di fornire uno stimolo alla scienza medica ad andare avanti nella ricerca e di aprire un ulteriore spazio di modernizzazione al Paese. È sorprendente che si sospendano linee di indirizzo, peraltro non vincolanti, che fotografano una realtà già evidente non solo alla gran parte del mondo sanitario lombardo ma anche ad altre parti del Paese". "L'IDEOLOGIA - insiste Formigoni - si illude di aver vinto contro l'evidenza scientifica, che viene invocata solo quando fa comodo. È una vittoria di Pirro perché negli ospedali lombardi tutto continuerà secondo quanto ampiamente condiviso con i medici. Il dibattito comunque non si ferma qui: la nostra azione e la realtà del progresso scientifico e di una cultura orientata alla vita lo faranno proseguire". L'assessore alla Famiglia Giulio Boscagli parla di "burocrazia contro la vita", mentre l'assessore alla Sanità Luciano Bresciani spiega che la soglia delle 22 settimane "sulla base delle conoscenze scientifiche e cliniche e sulla base di quanto liberamente già praticato negli ospedali lombardi". Opposto il giudizio di Nino Baseotto, segretario generale della Cgil lombardia: "Siamo probabilmente in presenza di una sentenza destinata a fare giurisprudenza - dice - sia sul piano dei diritti delle donne, sia rispetto al delicato equilibrio nei rapporti tra Stato e Regioni. Siamo molto, molto soddisfatti. Oggi è una splendida giornata per le donne, i loro diritti, la loro libertà di scelta. Mi auguro che la Regione voglia ora riaprire il confronto su questi temi, ascoltando davvero l'opinione delle donne, dei medici, delle organizzazioni di rappresentanza e della società civile".
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da "Prima Comunicazione"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Data: 09/10/2008 Fonte: Ansa Categoria: Editoria EDITORIA: FILIERA CARTA, ECCO MISURE PER SUPERARE CRISI/ANSA POL:EDITORIA 2008-10-09 12:19 EDITORIA: FILIERA CARTA, ECCO MISURE PER SUPERARE CRISI/ANSA CREDITO AGEVOLATO E D'IMPOSTA E ITER SEMPLICE PER ACCESSO FONDI ROMA (ANSA) - ROMA, 9 OTT - La riattivazione del credito agevolato e del credito d'imposta per gli investimenti in innovazioni tecnologiche e la semplificazione dell'iter burocratico per accedere ai fondi: sono le misure in cima alla lista delle richieste che la cosiddetta 'filiera della carta' - un sistema di imprese verticalmente collegato che produce occupazione e investe in innovazione - rivolge alla classe politica per consentire al settore di superare la crisi e andare avanti sulla strada dello sviluppo. Al peso della filiera nel panorama economico italiano e agli interventi di politica industriale necessari per favorire lo sviluppo del comparto sono state dedicate le relazioni di Alessandro Nova, docente di economia industriale alla Bocconi, e di Giancarlo Cerutti, presidente de Il Sole 24 Ore e Ceo della Cerutti, società leader nella produzione di macchine per la stampa, nel convegno su 'Carta, editoria, stampa e trasformazione' promosso da otto associazioni industriali del settore, tra le quali la Federazione italiana degli editori. Il fatturato complessivo della filiera nel 2007 è stato di 42,7 miliardi di euro e nel nel 2008 è stimato a 42,4 miliardi, con una contrazione contenuta allo 0,8%, nonostante la grave crisi del momento; l'occupazione complessiva è di 254 mila addetti nel 2008; nel complesso la filiera rappresenta più del 2,5% del prodotto interno lordo e nel periodo 2000-2008 ha fatto registrare uno sviluppo stabile, ma la crescita si è ridotta negli ultimi anni per la minore propensione al consumo. Esistono dunque elementi di criticità, hanno spiegato Nova e Cerutti: lo svantaggio strutturale legato a variabili a livello nazionale (costo dell'energia, costo del lavoro, pesante normativa fiscale, costi della burocrazia); una crescente sovracapacità produttiva legata ad una scarsa razionalizzazione del sistema di filiera; la frammentazione del sistema produttivo. Di qui la richiesta di un pacchetto di interventi: tra le misure indispensabili, illustrate da Cerutti, la riattivazione del credito agevolato e del credito d'imposta per gli investimenti in innovazioni tecnologiche, unite ad una semplificazione dell'iter burocratico per accedere ai fondi. Inoltre, per correggere lo svantaggio competitivo delle imprese 'energy intensive' (cioé ad alti consumi), sono state indicate misure di esenzione dal pagamento delle accise sul gas per uso industriale e di promozione di impianti di cogenerazione. Tra gli interventi prioritari per favorire l'espansione del mercato e della domanda, la reintroduzione del credito d'imposta sugli acquisti di carta, il miglioramento dell'efficienza del sistema distributivo dei giornali, la promozione della lettura, in particolare tra i giovani. Ma il ventaglio degli interventi che avrebbero un effetto rivitalizzante per tutte le componenti della filiera è molto più ampio: dal maggiore supporto alle aziende esportatrici al potenziamento di iniziative di business intelligence dei mercati esteri; dalla detassazione degli utili di imprese che aumentano la capitalizzazione alla limitazione del carico fiscale per aziende 'labour intensive' (ad alto impiego di fattore umano e a bassa intensità di capitale) quali quelle editoriali; dalla modifica di sistemi di tassazione che sfavoriscono imprese a bassa redditività alla conferma e all'estensione della detassazione degli straordinari e alla riduzione dei contributi; dalla tutela del valore dei contenuti editoriali all'impulso ai processi di liberalizzazione dei mercati dell'energia. L'obiettivo finale, secondo Cerutti, è "realizzare un sistema di filiera più competitivo, eliminando soprattutto fattori di svantaggio di chiara qualificazione strutturale ed aprire alle imprese prospettive più favorevoli, legate ad un mercato che abbia uno sviluppo più sostenuto di quanto avvenuto negli ultimi anni". (ANSA). MAJ/ S0A QBXB.
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da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Completamente ristrutturati i locali del liceo e dell'ex convitto. Sabato l'inaugurazione, ma niente telefoni per colpa della burocrazia Rovigo ha un nuovo Angelo custode Presentato dal vescovo il Centro pastorale, struttura polifunzionale che abbinerà carità e cultura Carità, formazione e cultura. "Non esistono tanti posti in giro per il Veneto che riescono ad accomunarle in un solo luogo - dice don Bruno Cappato - Ora ce n'è uno, nel cuore di Rovigo, che contiamo diventi uno dei centri di vita pulsanti della città. Si tratta del nuovo Centro pastorale polesano, ricavato dai restauri del complesso edilizio dell'ex Angelo Custode". Dopo quattro anni di lavori il grande momento è arrivato. Sabato alle 10 sarà inaugurato il Centro pastorale diocesano che si trova nell'immensa area (14 mila metri quadrati) fra via Sichirollo e via Pascoli, dove un tempo c'erano il convitto e il liceo dell'Angelo Custode. Non tutto è ancora terminato. La malaburocrazia ci ha messo come sempre la zampino, costringendo a stare un anno senza linea telefonica (richiesta alla Telecom in aprile '08, installazione ad aprile '09). Ma il grosso dei lavori è terminato. Il sogno è diventato realtà.Malfattoa pagina III.
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da "Sicilia, La"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Vittoria Densiometria bloccata "E' un esame vitale" Vittoria. Diventa sempre più difficile mettere d'accordo burocrazia con il diritto alla salute. La testimonianza più recente arriva da Anna Chiaramonte responsabile di Cittadinanza attiva di Vittoria- Scoglitti e del Tribunale del Malato. "La macchina per la densiometria - afferma - si è rotta in maniera irreversibile. Il guasto ha messo fuori uso uno strumento necessario alla diagnosi e alla cura dell'osteoporosi rendendo cosi grave la situazione all'interno del Moc. L'osteoporosi è purtroppo una malattia degenerativa che se non ben curata e diagnostica in tempo può determinare processi disabilitanti". Il grido d'allerta è scattato dopo una settimana e oltre d'attesa. "Molti utenti - sottolinea Anna Chiaramonte - mi hanno allertato dopo avere ricevuto dall'ospedale la conferma dell'annullamento della prestazione sanitaria e, quando hanno chiesto spiegazioni, si sono sentiti rispondere che non è più possibile effettuare il servizio richiesto per via del guasto. C'è chi è in lista d'attesa da un anno e chi ha urgenza dovrà andare a pagamento da un privato. Ma chi non ha soldi, che farà, resterà senza cure?". Nessuna rassegnazione. Cittadanza Attiva e il Tribunale del Malato non demordono. "Chiediamo al direttore e al manager dell'Ausl - sottolinea Anna Chiaramonte - di dare un'immediata soluzione al problema. Chi è malato non può attendere troppo". D. C.
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da "Sicilia, La"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Acireale Via Lazzaretto, gara annullata per l'aggiornamento dei prezzi L'hotel Excelsior Palace Terme di Acireale ha proceduto alla trasformazione di 20 contratti di lavoro da tempo indeterminato a tempo determinato a causa della mancanza di risposte da parte delle Terme di Acireale, ente proprietario della struttura ricettiva, e della Regione Sicilia alle reiterate richieste della società di gestione finalizzate a ottenere la categoria quattro stelle. "In un clima ipercompetitivo quale quello odierno, instauratosi con l'apertura di numerosi nuovi alberghi ed il conseguente raddoppio dei posti letto in Sicilia (si è passati da 77.000 a 140.000) a fronte di un numero di presenze alberghiere che, sostanzialmente, sono ferme ai livelli di otto anni fa, la nostra azienda ha continuato a proporsi sul mercato di riferimento con l'anacronistica categoria tre stelle, vanificando le potenzialità di una struttura che da tempo rende servizi da quattro stelle potendo contare su un centro congressi con 15 sale da 15 a 500 posti, su 230 camere per un totale di 521 posti letto, su ampi saloni, roof garden, giardino (location adiacente alle terme) e su personale altamente qualificato - evidenzia l'amministratore unico Salvo Zappalà - tutto ciò nonostante l'investimento di riqualificazione sia stato eseguito dalla società di gestione a proprie spese. Peraltro, si pensi anche alla mancata apertura della struttura polifunzionale, sempre di proprietà delle Terme di Acireale ed ubicata di fronte al complesso alberghiero: pronta per l'uso da oltre 15 anni e mai aperta a causa dell'incapacità del binomio politica - burocrazia. Un vero e proprio scempio che avrebbe dovuto rappresentare, invece, un autentico volano per lo sviluppo del comparto turistico nel comprensorio acese. Ancora una volta le disfunzioni del sistema vanno a colpire i lavoratori il cui salario, già eroso dal carovita, si ridurrà ancor di più. Attendiamo dalle istituzioni adeguate risposte".
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da "Gazzettino, Il (OgniSport)"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia La legge che vieta la somministrazione degli alcolici non ha portato riscontri positivi. Almeno per i chi frequenta i locali. Anzi, una recente ricerca effettuata dal SilbFipe, l' associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacoli, afferma come il 77\% dei gestori affermi che le tabelle con la stima del tasso alcolemico che i gestori sono obbligati a tenere esposte non interessano minimamente agli avventori. Che, anzi, spesso chiedono con insistenza bevande alcoliche anche dopo il limite delle due di notte. La cosa non mi sorprende afferma il direttore dell'Ascom di Belluno Luca Dal Poz rispecchia le previsioni che avevo esposto alla vigilia dell'entrata in vigore della legge. Qui si vuole risolvere un problema complesso come l'abuso di alcol con una sempre maggior burocrazia. Che alla fine non porta ai risultati sperati. Ma quei cartelli pieni di cifre parlano un linguaggio lontano da quello che normalmente parla la gente. Che, naturalmente, li ignora. E alla fine non si produce alcun risultato.A pagina II.
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da "Agi"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Food CRISI BANCHE: CIA, SUBITO TAVOLO D'EMERGENZA CON GOVERNO (AGI) - Roma, 9 ott - La crisi delle banche rischia di avere pesanti conseguenze anche per le imprese agricole italiane, che gia' fanno i conti con i continui aumenti dei costi produttivi (piu' 10 per cento ad agosto), degli oneri sociali e quelli provocati da un'asfissiante burocrazia e con il crollo dei prezzi praticati sui campi (meno 6,5 per cento a settembre). Per questa ragione chiediamo che anche il mondo agricolo faccia parte di un "Tavolo d'emergenza" governo, parti sociali, regioni, ed enti locali. A sollecitarlo e' il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi fortemente preoccupato per l'attuale situazione e per le grandi difficolta' che sta incontrando l'agricoltura del nostro Paese. "La contemporanea crescita dei costi e il calo dei prezzi praticati sui campi -aggiunge Politi- confermano i complessi problemi delle imprese agricole che vedono ridurre i redditi e allontanarsi sempre piu' il rilancio di sviluppo e competitivita'. E la legge finanziaria per il 2009 non da' risposte valide alle attuali esigenze degli imprenditori agricoli italiani". "Per questo motivo chiediamo al governo di istituire al piu' presto il Tavolo in modo che -sostiene il presidente della Cia- si possano individuare e ed adottare le misure per dare garanzie alle imprese per operare efficacemente sul mercato. Altrimenti, molte aziende agricole, le piu' esposte alle turbolenze economico-finanziarie, rischiano di chiudere, con gli effetti facilmente immaginabili". "Il Tavolo -rimarca Politi- deve essere un importante momento di confronto per cercare di ridurre i costi e gli oneri imprenditoriali, alleggerire il carico fiscale, facilitare l'accesso al credito per investimenti. Insomma, servono azioni rapide e scelte condivise per superare una crisi che non ha precedenti". "Davanti all'incalzare degli eventi -conclude il presidente della Cia- ci vuole grande senso di responsabilita' e atteggiamenti fermi e coesi. Occorre individuare gli strumenti necessari per tutelare le imprese, in particolare quelle agricole, ridando quelle certezze che oggi mancano. Il nostro appello e', quindi, quello che si facciano le cose in modo concreto e in tempi rapidi, anche perche' l'attuale crisi non avra' di certo una breve durata".(AGI).
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da "Sestopotere.com"
del 09-10-2008)
Argomenti: Burocrazia (9/10/2008 16:06) | (Sesto Potere) - Roma - 9 ottobre 2008 - La crisi dei mutui rischia di avere pesanti conseguenze anche per le imprese agricole italiane, che già fanno i conti con i continui aumenti dei costi produttivi (più 10 per cento ad agosto), degli oneri sociali e quelli provocati da un'asfissiante burocrazia e con il crollo dei prezzi praticati sui campi (meno 6,5 per cento a settembre). Per questa ragione chiediamo che anche il mondo agricolo faccia parte di un “Tavolo d'emergenza” governo, parti sociali, regioni, ed enti locali. A sollecitarlo è il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi fortemente preoccupato per l'attuale situazione e per le grandi difficoltà che sta incontrando l'agricoltura del nostro Paese. “La contemporanea crescita dei costi e il calo dei prezzi praticati sui campi -aggiunge Politi- confermano i complessi problemi delle imprese agricole che vedono ridurre i redditi e allontanarsi sempre più il rilancio di sviluppo e competitività. E la legge finanziaria per il 2009 non dà risposte valide alle attuali esigenze degli imprenditori agricoli italiani”. “Per questo motivo chiediamo al governo di istituire al più presto il Tavolo in modo che -sostiene il presidente della Cia- si possano individuare e ed adottare le misure per dare garanzie alle imprese per operare efficacemente sul mercato. Altrimenti, molte aziende agricole, le più esposte alle turbolenze economico-finanziarie, rischiano di chiudere, con gli effetti facilmente immaginabili”. “Il Tavolo -rimarca Politi- deve essere un importante momento di confronto per cercare di ridurre i costi e gli oneri imprenditoriali, alleggerire il carico fiscale, facilitare l'accesso al credito per investimenti. Insomma, servono azioni rapide e scelte condivise per superare una crisi che non ha precedenti”. “Davanti all'incalzare degli eventi -conclude il presidente della Cia- ci vuole grande senso di responsabilità e atteggiamenti fermi e coesi. Occorre individuare gli strumenti necessari per tutelare le imprese, in particolare quelle agricole, ridando quelle certezze che oggi mancano. Il nostro appello è, quindi, quello che si facciano le cose in modo concreto e in tempi rapidi, anche perché l'attuale crisi non avrà di certo una breve durata”.
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da "Trentino"
del 10-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Di Giacomo Eccher I frati preparano il rilancio di S. Romedio Convento a disposizione per "turisti dello spirito". E il bar sarà riattivato Via all'unità pastorale con le ex parrocchie di Banco e Casez L'appello di padre Scarsato: ci serve aiuto per gestire il santuario SANZENO. è stato firmato dall'arcivescovo Bressan il decreto che istituisce l'unità pastorale di Sanzeno e che unifica le ormai ex parrocchie di Sanzeno, Banco e Casez. Ora avranno un unico responsabile, padre Fabio Scarsato, attuale parroco di Sanzeno, dove avrà sede. A Banco continuerà comunque a risiedere l'ex parroco monsignor Severino Visintainer, collaboratore a disposizione del decano di Fondo. "Formalmente l'unità pastorale è nata una settimana fa ma l'insediamento ufficiale ci sarà domenica 30 novembre con una concelebrazione nella basilica di Sanzeno presieduta dal vicario generale della Diocesi don Lauro Tisi", spiega padre Fabio, in questi giorni impegnato, come tanti nonesi, nella campagna di raccolta delle mele. In vista di quell'appuntamento, il 7 novembre si riuniranno per l'ultima volta i consigli pastorali delle tre ex parrocchie che saranno poi sostituiti da un unico consiglio con un massimo di 12-14 membri, con persone scelte da ognuno degli ex consigli pastorali. "è una novità che accresce il nostro impegno per cui chiediamo a tutti la massima collaborazione", aggiunge padre Fabio. Ma le novità non si esauriscono qui. A fine ottobre, infatti, dopo quattro anni lascerà San Romedio il diacono Giuseppe Debiasi e l'intera gestione del popolare santuario verrà assunta dalla Comunità francescana di Sanzeno. Ed anche qui serve aiuto, tanto che i frati lanciano un vero e proprio appello: "Da quest'autunno per noi frati le cose si complicano ulteriormente, cominceremo a farci carico completamente anche di S. Romedio, con maggior presenza religiosa, proposte di spiritualità e di periodi di silenzio e contemplazione. Questo è ciò che la diocesi ci chiede. Veniamo perciò a sollecitare il vostro aiuto: ognuno provi a pensare, a partire da quello che uno è o gli piace o gli piacerebbe fare, se non potrebbe rendersi disponibile per un qualche servizio in parrocchia. C'è davvero posto per tutti e per qualsiasi mansione, fatevi sotto: mettete a servizio le vostre doti e capacità, Perché solo ciò che viene condiviso porta frutto". Per il "nuovo" San Romedio i frati di Sanzeno hanno già messo in cantiere parecchie idee. "Dovremo ricavare negli spazi esistenti un piccolo appartamento per il custode che sarà ovviamente un laico - spiega padre Fabio - così tutto lo spazio dell'attuale convento rimarrà a disposizione dei frati e di iniziative anche di ospitalità di singoli, famiglie e/o piccoli gruppi che vogliono assaporare il mistero del silenzio e della spiritualità di questo suggestivo luogo alpino". Lavori sono in programma pure al negozio di souvenir e soprattutto al bar che verrà riattivato, burocrazia permettendo. "L'idea è quella di sviluppare l'accoglienza, da quella spirituale a quella temporale - conclude il parroco - con piccoli aggiustamenti che, nel rispetto della realtà consolidata dell'eremo, possano migliorarne la fruibilità".
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da "Nuova Sardegna, La"
del 10-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Cagliari Pronti i nuovi alloggi comunali, 48 famiglie realizzano il sogno Il Pd: "Una goccia nel mare" SABRINA ZEDDA CAGLIARI. Una nuova casa per chi non l'ha mai avuta, o per chi, fino a ieri, abitava in una catapecchia. Sono 48 i alloggi d'edilizia popolare che tra oggi e lunedì il Comune consegnerà ad altrettante famiglie: appartamenti ristrutturati o nuovi, in via Premuda. Per l'amministrazione, che a breve consegnerà altri alloggi in via Malfidano, è un successo, ma per l'opposizione è solo una goccia in un mare di richieste che da anni aspettano risposte. Dei quarantotto appartamenti appena costruiti, ventotto, di superficie compresa tra i 50 e i 75 metri quadrati, sono stati ricavati riconvertendo una vecchia scuola elementare, per gli altri venti, la cui superficie varia tra i 47 e i 52 metri quadri, è stato costruito uno stabile ex novo. Costo totale dell'operazione, che comprende anche alcuni appartamenti privi di barriere architettoniche: tre milioni e trecento mila euro. Somme derivanti per il 60 per cento dalle casse regionali, per il restante 40 per cento da quelle comunali. Non è tutto: oltre agli appartamenti, ci sono anche 600 metri quadrati di aree verdi condominali e 48 posti auto numerati. ??Adesso, con i nuovi inquilini stipuleremo una sorta di contratto in cui si chiarirà quali sono gli oneri a loro carico - dice l'assessore al Patrimonio, Luciano Collu - Il prossimo anno torneremo nelle abitazioni in modo da verificare il loro stato??. Un modo per responsabilizzare gli assegnatari a prendersi cura della propria casa. Dopo tre anni di attesa per 48 famiglie il sogno finalmente si realizza: gli inquilini dei nuovi appartamenti saranno in parte famiglie provenienti dalle vecchie case-parcheggio di via Pier Della Francesca, parte famiglie provenienti da case private. ??L'intervento è di quelli importanti perché atteso da tempo - continua Luciano Collu - Stavolta però i ritardi non sono imputabili alla burocrazia, ma a un incidente di percorso??. Pare, infatti, che proprio sul punto di finire i lavori, l'impresa aggiudicataria abbia dimenticato in un appartamento un rubinetto aperto: l'acqua è filtrata sino al piano di sotto, provocando danni che hanno costretto a nuovi inter venti. Ora che l'incubo è finito si pensa a come soddisfare le altre richieste. ??Ho chiesto un incontro con l'assessore Carlo Mannoni per discutere di una serie di bandi in relazione alla costruzione di nuovi alloggi??, rivela Luciano Collu. Per il presidente della commissione Patrimonio, Efisio Pireddu, gli appartamenti sono motivo di orgoglio: ??Sono case fatte con criterio??, dice. Meno convinta è la consigliera del Pd Marisa Depau, da sempre in prima linea sul fronte della casa: ??A fronte di duemila richieste e di 128 apprtamenti già progettati si danno solo 48 alloggi - attacca - Il Comune decida se vuole che Cagliari sia solo una città d'èlite, o se non sia invece il caso di prendersi cura anche dei diversi che, data l'attuale crisi, in futuro potranno essere molti di più??.
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da "Nazione, La (Lucca)"
del 10-10-2008)
Argomenti: Burocrazia 24 ORE LUCCA pag. 9 NASCE dall'esigenza di accorciare le distanze con l'inquilino l'id... NASCE dall'esigenza di accorciare le distanze con l'inquilino l'idea lanciata dall'Erp di un kit da consegnare ai nuovi assegnatari insieme alle chiavi di casa. All'interno troveranno gli strumenti per muoversi con autonomia nella selva delle burocrazie, con i contratti, la modulistica per gli allacciamenti e anche un glossario che spiega la terminologia di rito. Un prestampato verde per i nuovi alloggi, uno giallo per le abitazioni cosiddette "di risulta", da cui l'inquilino potrà attingere le indicazioni sulle operazioni pratiche da compiere. Ci sarà anche un vademecum che invita a rispettare il nuovo alloggio come fosse proprio e "La mia casa", la rivista, edita dall'agenzia "Pegaso", che torna dopo tre anni con una nuova veste grafica e nuovi contenuti che abbracciano anche temi legati alla città. Sarà diffusa in cinquemila copie e per l'Erp è stata curata da Maria Grazia Dell'Orfanello. "Sappiamo che non basterà per risolvere tutti i problemi ma i nostri gruppi di progetto hanno compiuto con autentica passione un ottimo lavoro nell'obiettivo comune di andare incontro al cittadino utente e di stimolare la socialità ? ha detto il presidente dell'Erp Antonio Bertolucci ?. Vogliamo dimostrare di non essere il solito carrozzone ma un'azienda che sa muoversi con agilità nel mondo di oggi. Senza trascurare mai i problemi. Ci aspettano 4 o 5 anni drammatici. Sono circa 400 gli iscritti alle liste di attesa nel comune di Lucca". L.S.
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da "Nazione, La (La Spezia)"
del 10-10-2008)
Argomenti: Burocrazia CRONACA LA SPEZIA pag. 9 DIMINUZIONE della burocrazia uguale abbattimento dei costi per le aziende. E'... DIMINUZIONE della burocrazia uguale abbattimento dei costi per le aziende. E' questa l'equazione che ha fatto da sfondo al convegno organizzato ieri nella sala "Piero Pozzoli" di Confindustria, tappa spezzina dell'iniziativa avviata su scala nazionale da "L'imprenditore", il giornale della Piccola industria, organizzatrice dell'incontro. Quest'ultima associazione era rappresentata dal presidente nazionale di Giuseppe Morandini, assieme a quello regionale Francesca Accinelli e a quello provinciale Paolo Tacchini. "Lo scoglio della burocrazia ? ha sottolineato Morandini, lanciando un nuovo sos ? rappresenta il costo principale per le le nostre aziende, soprattutto quelle più piccole. Abbiamo segnali di grande discontinuità da parte del governo rispetto al passato. L'importante continuare in questa direzione". Morandini si è soffermato anche sull'attuale momento di crisi dei mercati: "Le piccole imprese devono ora diventare il bene rifugio del mondo bancario. E' bene che si riparta con regole nuove e soprattutto si destinino fondi alle imprese e non più a speculazioni finanziarie". E ancora: "E' evidente che in un momento di congiuntura così difficile, con l'andamento delle materie prime che registrano aumenti anche del 30 per centro in un mese, la provvista di credito delle piccole imprese sia assolutamente necessaria. Qualora il mondo bancario non risponda a questa esigenza della piccola impresa è il paese che andrà in difficoltà e non solo noi". Piccola impresa che non delocalizza e se non taglia spese almeno dalla burocrazia rischia di finire fuori mercato. Di bisogno di semplicità e efficienza della macchina burocratica ha parlato anche Paolo Tacchini. Lo fatto portando i risultati di un'indagine statistica che ha toccato cento imprese spezzine. E' emerso che è la fascia delle azienda da 11 a 20 dipendenti che risente di più del peso degli adempimenti. E' stato portato l'esempio dello svolgimento dell'attività nei cantieri edili che deve sottostare a una cinquantina di obblighi ("Nessuno si vuole sottrarre dalle regole, ma è impossibile non sbagliare"). I costi maggiori sono stati rilevati nella tenuta dei libri paga e nella burocrazia del settore ambientale.
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da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 10-10-2008)
Argomenti: Burocrazia RIMINI CRONACA pag. 7 di MARIO GRADARA UNA CARROZZA così non ce l'hanno neanche a Roma o F... di MARIO GRADARA UNA CARROZZA così non ce l'hanno neanche a Roma o Firenze! Se ne vanta con malcelato orgoglio Delio Borgelli, il cocchiere che ha riportato a Rimini, la scorsa estate, la tradizione antica e graditissima ai turisti, del calesse trainato da cavalli. Il plurale non è scelto a caso: infatti mentre nella capitale e nelle principali città d'arte italiche, la carrozza è trasportata da un cavallo singolo, a Rimini - dove non ci facciamo mancare niente - c'abbiamo... la pariglia. Due cavalli. Nel caso specifico, sono grigi e di razza ungherese. Uno fa di nome Rigel. L'altro, la femmina, Aldair. Poiché la "stagione" è impegnativa anche per gli equini, che trottano dalle 17 a mezzanotte tra maggio e settembre, con straordinari a volte fino le due o le tre di notte, almeno un paio di giorni la settimana vengono lasciati a riposo. E sostituiti da Mauritius, detto "Pupo" (anche se non canta). E obbedisce al padrone solo se lo chiama col vezzeggiativo. Pupo è un grosso sauro, razza Gelder, robusto e adattissimo al traino. Infatti, da solo tira per due, come un fuoristrada Hummer. Borgelli, nato a Gambettola e residente a Longiano, aveva già avuto una carrozza a Rimini anni addietro. Poi tra inghippi e intoppi della burocrazia equina, si era dovuto arrendere. Ma senza rassegnarsi. "E dopo qualche anno sono riuscito ad avere una nuova licenza", spiega. Non è bastato. Altri guai con il Comune. Che doveva darsi un Regolamento equestre. Nel quale andava recepito - ci crediate o no - il Codice della strada. Per capirci, il cavallo deve avere targa e luci di posizione. Più l'assicurazione. Ma è Euro 5: non inquina col Pm10 e i "ricordini" non li lascia sul selciato ma in apposita sacca appena al retrotreno. Insomma, mentre il 29 giugno 2007 la polizia municipale dava parere favorevole, il 4 ottobre successivo il comandante giudicava "inattuabile" la procedura. Questione di targhe e optional. Il consigliere Antonio Barboni portò in consiglio il caso. Che si sbloccò grazie al fatto che la carrozza aveva già una targa, del Comune di Longiano, residenza di Borgelli. Quindi: via libera a cavallo e carrozza. Un gioiello del 1870 costruito in Polonia, restaurato, comprata da Borgelli a Brescia da un commerciante. Prima del "nostro", l'ultimo a svolgere questa nobile professione a Rimini era stato Lino Zavattini, detto Vasco, storico cocchiere cittadino, la cui licenza era datata addirittura 1936: i tempi del Duce. "Sono contento di come è andata questa prima estate ? sorride Borgelli ?. Mi facevano centinaia di foto ogni sera. Tipo Sharon Stone. Ho portato italiani, russi, arabi... Molte coppie giovani, comitive fino a 5 persone per volta. I turisti hanno gradito moltissimo la presenza del calesse". Due gli itinerari: da piazzale Kennedy al porto e ritorno. O nel centro storico. Borgelli segnala anche qualche intemperanza: "Oltre agli animalisti che venivano a vedere come tenevo i miei cavalli, cui voglio un bene dell'anima, figuriamoci, purtroppo qualche ragazzino che lanciava loro petardi tra le zampe. O gli davano la classica pacca per farli imbizzarrire". Impresa impossibile: gli animali sono stati addestrati sia a questi imprevisti che al traffico. Messi in colonna tra le auto, abituati ai clacson e ai sorpassi. "Rispettano più loro il codice che certi automobilisti", scherza Borgelli, che d'inverno fa il camionista ("preferisco il cocchiere"). Borgelli è cresciuto tra i puledri da corsa: lasciò la scuola per fare il palafreniere all'ippodromo milanese di San Siro. Dove ha lavorato con celebri fantini del calibro di Sergio Briganti e Mario Barbetta. Una curiosità: l'estate scorsa la carrozza non è stata utilizzata dalle... lucciole. "Fino a qualche anno fa ? chiosa il cocchiere ? se passavo dalla zona stazione sul tardi, ce n'era sempre qualcuna che montava su fino a Marina Centro. Ora in quella zona sono sparite".
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da "Repubblica, La"
del 10-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Economia La richiesta dei sindacati per l'integrativo del Gruppo. Angeletti: "Torniamo a premiare chi fatica" Fiat, spunta la "stock option" per le tute blu "Aumenti riservati ai lavori più pesanti" Ogni mese 85 euro lordi per com-pensare il "disagio linea" contro gli attuali 2,8 PAOLO GRISERI TORINO - Arriva la "stock option" per le tute blu. Come i manager ottengono un benefit in azioni per il loro lavoro, gli operai della Fiat chiedono, per la prima volta dopo 40 anni, un aumento riservato esclusivamente a chi fatica nelle linee di montaggio. Quella contenuta al punto 6.6 della piattaforma per il contratto integrativo di gruppo è una richiesta che rappresenta una mini rivoluzione culturale: "85 euro da erogarsi al personale diretto soggetto al lavoro vincolato". Naturalmente si tratta di 85 euro mensili lordi, un piccolo passo nella busta paga, un grande passo nella considerazione sociale. La richiesta, sottoscritta da tutte le sigle sindacali, è stata fortemente voluta dai sindacalisti torinesi dei metalmeccanici. Giorgio Airaudo, segretario della Fiom di Torino, ricorda che "nel maggio del 1968 era stata introdotta una voce della busta paga destinata a risarcire il disagio di chi lavorava in linea". Altri tempi e altro clima sociale. All'epoca si trattava di una quota significativa del salario: dalle 14 lire all'ora per chi svolgeva mansioni ripetitive ad altezza normale fino alle 52 lire per chi era costretto a lavorare sotto le scocche con le braccia alzate. Per un operaio che guadagnava 398 mila lire al mese, il disagio linea incideva tra il 7 e il 14 per cento del salario mensile. Successivamente la somma ha perso peso diventando una quota infinitesimale di una paga già non elevata. Oggi il disagio linea vale 2,8 euro al mese su una busta paga di circa 1.100 euro. Chiedere 85 euro lordi al mese significa ridare valore al lavoro di chi fatica, spiegano i sindacalisti. L'attuale segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha guidato per anni i metalmeccanici del suo sindacato: "Per troppo tempo - ricorda Angeletti - si è preferito dimenticarsi che esisteva il lavoro operaio. Qualcuno ha addirittura teorizzato che stesse scomparendo. Ora che le bolle finanziarie si sgonfiano sotto i nostri occhi, è utile tornare a proporre che si paghi la fatica, è importante tornare a rivalutare anche in busta paga il lavoro vivo. Per questo è giusto chiedere questi aumenti: lo facciamo alla Fiat, lo stiamo facendo nella vertenza della Piaggio". Un'impostazione che sembra in sintonia con i principi che hanno ispirato la rivoluzione di Marchionne al Lingotto: premiare il merito e la fatica a scapito degli scatti automatici delle antiche burocrazie aziendali. Sarà la vertenza integrativa del gruppo a dire se quei principi potranno diventare realtà anche nelle trattative sindacali. "Nel resto d'Europa - sottolinea Airaudo - gli operai di linea hanno paghe migliori di molti impiegati". "Nel resto d'Europa - aggiunge Angeletti - c'è una solida tradizione socialdemocratica che in Italia manca".
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 10-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-10-10 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Il caso Strutture autorizzate dal Comune ma non dalla Soprintendenza. Per i titolari danni di migliaia di euro Bar e ristoranti, la caduta dei gazebo Vigili in azione al bar Riviera e in piazzetta Rodinò. Pronti altri blitz Dopo gli avvisi scattata la convalida del magistrato Le verande sono fuorilegge: ma si prende tempo per l'ordine di abbattimento NAPOLI - Il Comune, la Sovrintendenza ai Beni architettonici, la magistratura, i vigili urbani... E una serie di pubblici esercizi che hanno permessi di occupazione suolo pubblico per attrezzare aree esterne ai propri locali dove hanno tirato su gazebo per ospitare tavolini e sedie. Permessi dei servizi comunali che non sono bastati però ad evitare il sequestro, lo scorso primo settembre, delle strutture. Sequestri per i quali, ieri mattina, è scattata la convalida del magistrato. Le operazioni sono state eseguite dai vigili urbani della sesta unità, coordinati dal tenente Frattini. Avanti tutta con i sigilli dei gazebo - in piazzetta Rodinò - di Cimmino, Orange e di Coco Loco e alla Riviera di Chiaia del bar Gran Riviera. Secondo la Sovrintendenza sono stati violati una serie di vincoli e non esistono pareri positivi rilasciati in merito dagli uffici competenti. Secondo i proprietari dei locali, i permessi ci sono ed il Comune che ha accordato il proprio parere positivo non ha mai parlato di vincoli. Per ora, tuttavia, niente tavolini all'aperto e per Orange, che non ha alcuno spazio coperto dove poter ospitare la clientela, "chiusura totale per protesta" come spiega uno dei proprietari, Attilio De Gais. Martedì è fissato un nuovo appuntamento in Sovrintendenza per l'esposizione dei pareri tecnici delle parti, alla presenza della municipalità e dei tecnici comunali. E se i vigili ieri hanno agito su disposizione degli uffici di Palazzo Reale, nelle prossime ore partiranno con una serie di verifiche "d'iniziativa ". Nel mirino della polizia municipale tutte le attività che gravitano in zona Chiaia. Si partirà dal bar Ferrieri, che ha un gazebo in piazza Santa Caterina, e si arriverà fino a piazza Sannazzaro e agli chalet con particolare attenzione agli spazi esterni di Ciro a Mergellina. Dai documenti in possesso della polzia municipale risulta che - sorprendentemente - gli unici locali che hanno il sì della Sovrintendenza sono i due bar di piazza dei Martiri. Nell'unica piazza triangolare d'Italia i due locali - lo storico Caffettiera e il recentissimo Je Goute - non hanno nulla da temere. Gli altri, invece, sono tutti a rischio. I proprietari delle attività commerciali, intanto, promettono battaglia e si dicono pronti a muoversi compatti per dimostrare di essere finiti al centro di un braccio di ferro fra Comune e Sovrintendenza, una serie di fraintendimenti burocratici che rischiano di stritolare aziende che hanno fatto investimenti importanti. "Il gazebo che ad agosto abbiamo rifatto - spiega Luciano Tricarico, direttore di Cimmino - è costato 45mila euro che non sono certo una sciocchezza". Ma c'è di più. L'architetto Valentina Ruggiero che per conto delle aziende di piazzetta Rodinò ha seguito l'installazione dei gazebo, carte alla mano, sostiene che non esiste alcun vincolo. Ora però è tutto nelle mani della magistratura che dovrà pronunciarsi in merito al sequestro nelle prossime ore. Ore in cui arriverà una convalida anche al quarto bar della piazza, il Rodinò 28. Sempre per i curiosi casi legati alle anomalie della burocrazia i sigilli per il bar ieri non sono scattati. Ma è solo questione di tempo. Nel pomeriggio di ieri, intanto, visto che la piazzetta di Chiaia era libera da tavolini ed avventori ne hanno approfittato i venditori abusivi di cassette e dvd per dare un brivido commerciale alla zona. Anna Paola Merone Vigili in piazzetta Rodinò e alla Riviera di Chiaia mentre appongono i sigilli del sequestro giudiziario su gazebo e verande 4 I bar raggiunti ieri dai vigili urbani che hanno apposto i sigilli. I gazebo sono stati autorizzati dal Comune, non dalla Soprintendenza 45.000 Gli euro spesi dai titolari del bar Cimmino per realizzare la struttura mobile esterna dopo il sì del Comune. Un danno se il gazebo sarà abbattuto.
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da "Libertà"
del 10-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Era riuscito cioè a far si che "la fisarmonica dello sviluppo" non tirasse mai il fiato, pur continuando a suonare a pieni mantici. La natura invece, lo spiega da qualche millennio anche il Vecchio testamento, procede per alti e bassi. Il Vecchio Testamento infatti ha descritto sette anni di vacche magre che facevano seguito ai sette anni di vacche grasse. Gli anni della prosperità seguono, da sempre, quelli della crisi e così di seguito. Greenspan, si diceva, era invece riuscito nel miracolo di eliminare i picchi del ciclo economico. Ai vertici della prosperità e agli strapiombi del declino (giusto come fa la fisarmonica che si richiude dopo aver incamerato aria nella precedente sua espansione) Greenspan, si diceva, grazie alla sua straordinaria abilità, era riuscito a sostituire un tracciato quasi lineare e sempre più o meno ascendente. Greenspan era infatti il mago dell'espansione senza soste, dell'incremento permanente del Pil. In aggiunta alle sue (supposte) straordinarie doti personali di rabdomante della prosperità, Greenspan aveva successo, si diceva, perché aveva sposato in pieno la deregulation che era stata introdotta con entusiasmo, nel lessico politico e nella pratica legislativa, da Ronald Reagan, un nodoso attore di seconda fila di film western che era nel frattempo diventato presidente degli Stati Uniti. Imboccando con risolutezza la strada del laissez faire, Greenspan diceva di voler liberare gli spiriti imprenditoriali creativi, facendoli uscire per sempre dalla camicia di forza dei controlli, dei permessi, dei vincoli, della burocrazia e facendoli quindi correre liberi (come fanno i bambini quando non vanno a scuola perché la maestra è ammalata e non c'è la supplente) nei campi, supposti infiniti, della creatività e dell'espansione. L'operazione sembrava essere riuscita. La natura (che purtroppo è ciclica) sembrava essere stata, non solo sconfitta ma anche, per sempre, modificata da Greenspan, questo genetista monetario che, liberando tutti, aveva creato i suoi Ogm finanziari, con dei cromosomi tutti nuovi, ultra-performanti e, si diceva, per nulla pericolosi. Come del resto si sta dicendo, oggi, anche degli Ogm agricoli. L'operazione Greenspan sembrava miracolosa perché non si tenne conto che essa si sviluppava in un contesto a lui ultra favorevole. A livello internazionale infatti l'Urss implodeva come un enorme castello di carte colpito inavvertitamente da un gomito. La Cina cominciava a inondare l'occidente con prodotti di qualsiasi genere e a bassissimo costo che contribuivano a tener bassa l'inflazione nel resto del mondo. Forte della laboriosità e dello sfruttamento autoritario dei suoi cittadini, la Cina, gonfiandosi di dollari, provvedeva ad acquistare i titoli del debito pubblico americano, sostituendosi così ai cittadini statunitensi che si erano nel frattempo affezionati alle loro carte di credito e alla continue offerte speciali, abituandosi a spendere più di quanto guadagnavano, in una spirale di delirante indebitamento, legata, non all'idea pessimista del "di doman non c'è certezza" ma all'atteggiamento spensierato e, in fondo, sicuramente meno malinconico, in base al quale si potrà sempre "pagare domani ciò che non si riesce a pagare oggi". Con il risultato aberrante che, negli ultimi dodici mesi, gli Stati Uniti hanno collezionato un deficit commerciale di 836 miliardi di dollari che è praticamente l'equivalente del prodotto interno lordo dell'intera India con i suoi un miliardo e 100 milioni di abitanti. Il boom economico statunitense è stato poi aiutato da una bonaccia straordinaria sul mercato delle materie prime e, segnatamente, delle fonti energetiche: il petrolio lo si comperava, all'ingrosso, a 20 dollari al barile anziché a 140 dollari come due mesi fa. Sempre negli anni-Greenspan, il capo della Fed potè godere anche della formidabile spinta nella produttività, indotta dal diffondersi dei pc e dall'introduzione massiccia, e a livello planetario, delle comunicazioni gratuite ed istantanee via Internet, mentre gli scambi internazionali vennero agevolati dagli accordi di liberalizzazione e decuplicati da navi porta container sempre più grandi, capaci quindi di movimentare immense quantità di merci da una parte all'altra del globo. Da un certo punto di vista quindi il boom senza fine di Greenspan si può interpretare anche con l'apologo del topolino nella savana. Un indigeno vede, da lontano, delle enormi lame di fuoco che si alzano sempre più alte nel cielo. Poi sente un rimbombo nel suolo come si fosse scoppiato un terremoto senza fine. Quindi vede un'enorme nube di polvere che avanza e rischia di investirlo. Finalmente, si accorge che, in quella nube, c'è un branco di elefanti terrorizzati che di corsa stanno fuggendo le fiamme di quell'immenso incendio. L'indigeno si scansa. E, quando la nube di polvere si dissolve, vede arrivare di corsa anche un topolino. Mentre gli passa davanti tutto trafelato, l'indigeno chiede al topolino: "Ma che cavolo sta succedendo?". E il topolino-Greenspan, senza interrompere la sua corsa, gli urla: "Non so che cosa stia succedendo ma stiamo facendo una casino del diavolo". Pierluigi Magnaschi 10/10/2008.
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da "Corriere Adriatico"
del 10-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Bocciate clamorosamente le indicazioni degli enti locali per Ciaffi. Il plauso di Piscitelli e Capponi Il ministro Bondi presidente del comitato ricciano MACERATA - Aveva sollevato tensioni e strascichi il solo dibattito in Consiglio comunale sull'argomento della presidenza del comitato nazionale per le celebrazioni ricciane che gli Enti territoriali avevano individuato in Adriano Ciaffi, già parlamentare di lungo corso e sottosegretario agli Interni e autore di alcune delle norme sulla trasparenza amministrativa. Ora da Roma arriva la notizia che a guidare il comitato non sarà Adriano Ciaffi ma lo stesso ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi in ragione - fanno osservare - dell'importanza istituzionale che un simile gesto comporta. Padre Matteo Ricci è un patrimonio nazionale e il ministro vuol essere in campo in prima persona guidando l'apposito comitato che vede partecipi tra gli altri il Comune, la Provincia, la Regione, la Fondazione Carima, la Diocesi di Macerata ed ovviamente il Ministero. Se si vuole un terremoto, un minitsunami maceratese visto che la partita sembrava andarsi a definire a vantaggio del parlamentare maceratese Adriano Ciaffi che aveva già preso le prime iniziative andando a guidare il comitato provvisorio appena formatosi. L'appuntamento con la costituzione formale del comitato era previsto per il prossimo marzo ma evidentemente il ministro ha pensato di anticipare i tempi e mettersi in cammino subito lungo la rotta seguita secoli fa dal gesuita maceratese padre Matteo Ricci. E' pensabile che la scelta del ministro Bondi possa risultare non gradita al centrosinistra maceratese che aveva ipotizzato ben altri scenari, contrastati all'inizio in solitario dal capogruppo comunale di Forza Italia Deborah Pantana. Quali che siano le impressioni maceratesi il dato di fatto arrivato ieri da Roma è appunto la decisione del ministro Bondi di guidare il comitato che dovrà impegnarsi in un'operazione di grande rilievo e per la portata del personaggio celebrato e per i riflessi che il territorio si attende. Il primo atto è dunque la decisione del ministro Bondi di essere il presidente del comitato per le celebrazioni di padre Matteo Ricci. Una scelta che ieri il senatore Salvatore Piscitelli e il consigliere regionale Franco Capponi hanno apprezzato condividendone metodi e contenuti. "Una decisione che valorizza il capoluogo - ha sottolineato il senatore azzurro - e un segno di attenzione per Macerata di estrema importanza". Anche Capponi esprime soddisfazione: "Il ministro ha voluto onorare la città. Ringrazio Piscitelli e Ceroni per essere riusciti ad ottenere un coinvolgimento di così alto livello da parte del Governo". Dalle nomine ora si spera si possa passare a formalizzare anche il comitato iniziando così a mettere in discussione i contenuti delle celebrazioni ricciane. Un appuntamento fin troppo importante per perdersi nei meandri della burocrazia e della convegnistica autoreferenziale. A distanza di secoli l'augurio è insomma che il messaggio di evangelizzazione globale allora sostenuto da padre Matteo Ricci possa trovare una sua compiuta espressione varcando i confini e le muraglie, non soltanto quelle cinesi. L.PAT.,.
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da "Agi"
del 10-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Food AGRICOLTURA: ZAIA FIRMA DECRETI PROVINCIA BOLZANO E TRENTO (AGI) - Roma, 10 ott. - "La gestione dei fondi per l'agricoltura attraverso un ente che sta sul territorio come la Provincia e' un aspetto strategico, perche' riduce la filiera lunga della burocrazia e rappresenta allo stesso tempo un sostegno importante per gli agricoltori". Lo ha detto il Ministro alle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia commentando la firma ai due decreti che riconoscono la Provincia Autonoma di Bolzano e la Provincia di Trento come organismi pagatori per l'agricoltura nei rispettivi territori di riferimento. I decreti stabiliscono la competenza delle Province in merito alla gestione del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) e il Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA). Questi due fondi finanziano la spesa agricola a e rientrano nel bilancio dell'Unione Europa. Il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) finanzia i pagamenti diretti agli agricoltori e le misure per regolarizzare i mercati agricoli, come gli interventi e le restituzioni all'esportazione, mentre il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) distribuisce le risorse per i programmi di sviluppo rurale e in particolare per quel che riguarda i regimi d'aiuto per il periodo di programmazione 2007-2013. (AGI).
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da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)"
del 10-10-2008)
Argomenti: Burocrazia BERGAMO pag. 4 Affetti e legami familiari film e dibattiti con esperti TUTELA DELL'INFANZIA ? BERGAMO ? SOLLECITARE la riflessione sulla fatica quotidiana di costruire i legami familiari. Ruota intorno a questa tematica la terza edizione della rassegna sul cinema per l'infanzia "La costruzione degli affetti. Una riflessione sui legami familiari", che ha preso il via ieri con la proiezione del film "Un'ora sola ti vorrei" della regista Alina Marazzi e che si concluderà il 30 ottobre. Il programma della manifestazione, che è stata organizzata da Nepios, l'associazione a tutela dell'infanzia, in collaborazione con il reparto di Neuropsichiatria Infantile degli Ospedali Riuniti di Bergamo e con l'Asl, prevede la proiezione di quattro film al cinema Capitol di via Tasso (ingresso gratuito). Dopo l'esordio di ieri sera, la kermesse, che è stata curata da Stefano Conte, neuropsichiatra infantile presso i Riuniti, proseguirà i prossimi tre giovedì con le pellicole "La piccola Lola" (16 ottobre) del francese Bertrand Tavernier, un viaggio critico e profondo nell'universo delle adozioni internazionali (due giovani si recano in Cambogia per adottare una bambina, ma devono fare i conti con la burocrazia di quel paese); "La guerra di Mario" (23 ottobre) di Antonio Capuano, con Valeria Golino, suggestiva cronaca di un affido; e "L'estate di mio fratello" (30 ottobre), di Pietro Reggiani, il racconto dei turbamenti psicologici di un bambino in attesa dell'arrivo del fratellino. TUTTI I FILM saranno seguiti da una discussione incentrata sui temi trattati, con la partecipazione di psicologi ed esperti di legami familiari. Il 16 ottobre interverrà il dottor Luigi Regoliosi, direttore scientifico della società Sintema di Bergamo, il 23, invece, sarà la volta della dottoressa Anna Campiotti, psicologa della famiglia. Il 30 ottobre, infine, la rassegna si concluderà con l'intervento di Pietro Reggiani, regista di "L'estate di mio fratello" e del dottor Claudio Rozzoni, responsabile del Centro per il bambino e la famiglia dell'Azienda sanitaria locale di Bergamo. M.A.
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da "Giorno, Il (Brianza)"
del 10-10-2008)
Argomenti: Burocrazia PRIMO PIANO pag. 4 Infrastrutture e burocrazia pachidermica aziende in fuga dalla Brianza Quando la "voglia de laurà" non basta più IL COMMENTO IN CERTE OCCASIONI dire "l'avevamo detto" costa tantissimo. Avremmo di gran lunga preferito affermare di esserci sbagliati. Ma purtroppo così non è. L'ennesima multinazionale se ne va. Lascia la Brianza. Al territorio rimane una pesantissima "dote". Duecentododici persone senza posto di lavoro. Per non contare le ripercussioni sull'indotto. Ma dietro i numeri ci sono le storie, i volti, la fatica quotidiana di pensare a un futuro, quando un futuro sembra non essere possibile. C'è la vicenda di Antonio e Paola. Per loro Cupido ha scoccato la sua freccia fra i macchinari dello stabilimento di via I Maggio. Un mese fa si sono sposati. Sono partiti per la luna di miele, che l'azienda andava a gonfie vele. Sono tornati e hanno saputo che quella fabbrica a fine marzo chiuderà i battenti per sempre. C'è Rosario con 2 figli, 10 e 3 anni, uno stipendio da 1.200 euro e un mutuo di 1.089. Vite simili a quelle di Efisio, di Andrea, di Giuseppe. Qualcuno già pensa di vendere la casa ("senza stipendio come faccio a pagare il mutuo") e cercare, se lo troverà, un appartamentino in affitto. Gente di 25, 30, 40 e 50 anni. Chi con 40 anni di lavoro davanti ("ma quale? Che qui chiudono tutti!"), chi troppo "vecchio" (ma si può essere vecchi a 50 anni???) per trovarsi un impiego. Non bastasse la crisi, non bastasse il tasso sui mutui che fa salire le rate alle stelle. E fa ancora più male pensare che la Rhodia di Ceriano non è un'azienda decotta. Anzi. Ma la "razionalizzazione" ha le sue regole. Non basta avere profitti, bisogna sempre che aumentino. È l'economia. E intorno le cose non è che vadano meglio. La reindustrializzazione dell'ex Celestica procede a scarto ridotto. Le multinazionali delocalizzano. Ma non vanno solo in Cina, in Repubblica Ceca. Alla Brianza si preferiscono la Francia, la Spagna. Quasi che il territorio non sia più in grado di attirare capitali. E non è solo colpa del "costo del lavoro". Deficit infrastrutturale, burocrazia pachidermica fanno la loro parte. E così la mitica "voglia de laurà" dei brianzoli non basta più.
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da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 10-10-2008)
Argomenti: Burocrazia ASCOM L'imprenditore Marco Bottazzo guiderà il Gruppo Elettrodomestici Prosegue all'Ascom il cambio della guardia per numerose categorie. Ultima in ordine di tempo l'elezione dei nuovi rappresentanti del Sindacato del Gruppo Elettrodomestici che a livello nazionale fa capo all'Ancra Confcommercio e che ha ora in Marco Bottazzo, titolare del negozio di elettrodomestici Euromarket di Rubano, il suo nuovo presidente. Bottazzo, padovano, 41 anni, un figlio, è stato eletto nel corso dell'assemblea svoltasi nei giorni scorsi nella sede dell'Ascom e rimarrà alla guida del Gruppo per i prossimi 4 anni. Un settore, quello degli elettrodomestici e più in generale dell'elettronica, che risente forse meno di altri della crisi in atto ma che è costretto ad inseguire la continua evoluzione della tecnologia. "Il nostro settore afferma il nuovo presidente è in espansione ma non si può definire un'isola felice viste le incombenze burocratiche alle quali siamo sottoposti, non da ultime quelle relative allo smaltimento di taluni elettrodomestici che ci portano ad archiviare carte su carte". Credo continua Bottazzo che l'unione, in campo associativo, possa aiutare il nostro lavoro e rendere più semplice anche l'eterno confronto con la burocrazia, vera palla al piede di un sistema commerciale moderno che dovrebbe poter dedicare più tempo alla soddisfazione del cliente che non alla compilazione di modulistiche spesso inutili".
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da "Stampa, La"
del 10-10-2008)
Argomenti: Burocrazia IL CASO. SOTTO ACCUSA ENEL GAS Case popolari al freddo "Mancano i contatori" Inquilini in rivolta a Occhieppo Inferiore e Mongrando [FIRMA]STEFANIA ZORIO BIELLA Buona idea, quella di sostituire le caldaie a gasolio con quelle a metano, che fanno risparmiare e inquinano meno. Peccato che la burocrazia abbia giocato contro, e alla fine in molti nelle case dell'Atc sono rimasti al freddo. Succede ad Occhieppo Inferiore, dove l'ex istituto case popolari ha affidato a una società di Torino il "restyling" energetico di alcuni edifici e la gestione del servizio. E ora, in una palazzina in via Romioglio 8 famiglie hanno ancora i termosifoni gelidi. "In due settimane ho speso 30 euro di telefono per cercare di capire che cosa sia successo - spiega Rita Franco, una delle inquiline -. Sono andata prima all'Atc, dove mi hanno detto che non dipendeva da loro, ho telefonato all'Enel Gas, che mi ha risposto che dovevo contattare Enel Rete Gas. Ho sentito questi, che mi hanno detto che non è mai stata fatta nessuna richiesta di contatori. Non sappiamo più cosa pensare". La caldaia nuova è già stata piazzata, gli impianti ci sono, come anche gli allacciamenti, ma quel che manca è proprio il contatore. "La sera e la mattina congeliamo - commenta un'altra condomina, Maria Rosita Monteleone -. Io ho anche una figlia di 8 anni. Praticamente ci scaldiamo con il forno e con il phon". Quasi tutti, però, si sono attrezzati con le bombole a gas: "In cucina ho una stufa catalitica - racconta Vincenzo Alì -, mentre scaldo il bagno con un'altra elettrica. La bombola costa: la scorsa settimana ho speso 25 euro per comperarne una nuova". Chi un giorno, chi l'altro, tutti gli abitanti del palazzo chiedono chiarimenti all'Atc o a Enel: "Anche questa mattina sono andata all'Atc ed ho chiesto se c'erano novità - dice Lucia Novella -, ma mi è stato risposto che non sanno niente". La situazione di Occhieppo non è isolata: fino a poco fa vivevano gli stessi disagi anche alcuni cittadini di Cossato, dove sembra che la situazione sia stata risolta. Ancora problemi, invece, a Mongrando, dove però gli abitanti in via Pistino possono ancora usufruire della vecchia caldaia a gasolio, che non è stata tolta. Anche l'Atc è senza parole, e già nelle scorse settimane aveva invitato i cittadini colpiti dal disagio a denunciare la situazione: "E' un ritardo inaccettabile - dice il presidente Riccardo Valz Gris -. E' tutto in regola. In base agli accordi avrebbero dovuto piazzare i contatori i primi giorni di settembre".
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da "Stampa, La"
del 10-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Il caso Parla Lino Ferraro presidente Ascom di Loano MARINA BELTRAME "Nuovi investimenti per superare la crisi" LOANO Malgrado la crisi, i commercianti che in questi ultimi tempi hanno avuto l'opportunità di rinnovare la propria attività con soluzioni nuove e moderne, hanno avuto molte soddisfazioni economiche". A dirlo è Lino Ferraro, presidente dell'Ascom di Loano, che analizza la situazione del commercio cittadino in un momento di crisi come quello attuale. "Le problematiche del commercio sono evidenti e sotto gli occhi di tutti, in modo particolare degli operatori del settore, che le vivono, giornalmente, sulla propria pelle. - dice - La crisi dei consumi, dovuta al difficile momento dell'economia, una pesante pressione fiscale, aggravata da controlli a volte troppo superficiali, e un costo del lavoro tra i più alti d'Europa, senza peraltro che le somme versate finiscano nelle tasche dei dipendenti, sono solo alcune di queste problematiche. La ''giungla'' normativa che affligge il nostro come altri settori, lascia gli operatori senza la certezza di essere perfettamente a norma. Incertezza che, a volte, coinvolge anche chi fa ricorso a costosi consulenti. Siamo abituati, ma in questi periodi è difficile prevedere un ritorno alla normalità". Ferraro lancia comunque un messaggio positivo invitando i colleghi "ad affrontare con positività e coraggio le difficoltà e a cogliere tra mille difficoltà anche delle opportunità, che sono senz'altro faticose da individuare, ma esistono". "Esorto i miei colleghi ad investire, a rinnovare, ad impegnarsi nel capire i bisogni dei clienti e a realizzare quanto occorre per soddisfarli. - dice - Cordialità, professionalità e orari di apertura più elastici, sacrificando anche una parte dei nostri margini, sono sicuramente un modo per andare incontro ai consumatori. Sappiamo tutti che è un momento duro, ma è proprio in questi frangenti che dobbiamo imporci di far emergere i lati migliori del nostro essere imprenditori: capire quali sono i lati migliori del nostro business e lavorare per enfatizzarli". Aggiunge a questo proposito: "Coloro che in questi ultimi tempi hanno avuto l'opportunità di rinnovare la propria attività con soluzioni nuove e moderne, hanno avuto molte soddisfazioni economiche". Il presidente dell'Ascom chiede all'amministrazione comunale di "snellire la burocrazia secondo le indicazioni della nuova legge regionale sul commercio, andando incontro agli imprenditori che, in alcuni settori, necessitano di particolari soluzioni". Ferraro si dice comunque convinto della "robustezza del tessuto economico cittadino", dovuta a suo parere anche alla "scarsa presenza di grandi gruppi di distribuzione". Dice, infatti: "Il nostro territorio presenta un tessuto economico abbastanza robusto, frutto della capacità degli operatori e anche dell'amministrazione: a Loano la scarsa presenza di grandi gruppi di distribuzione, come molte volte ribadito, non dà motivo di carovita. La mancanza della grande distribuzione dà luogo anche a lavori di manutenzione e di tenuta della contabilità, le forniture di servizi sono in maggioranza affidate ad altre realtà del medesimo comprensorio e, non ultimo, anche gli utili vengono riversati nello stesso bacino di utenza. E' triste vedere molte città, anche di dimensioni simili a Loano, desertificate da realtà a carattere nazionale che trasferiscono gli utili fuori dal comprensorio".
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da "Gazzettino, Il"
del 10-10-2008)
Argomenti: Burocrazia WashingtonUno sceriffo di Chicago ha detto basta: i suoi agenti non eseguiranno più sfratti delle famiglie messe sulla strada dalla crisi dei mutui."Sono scene strazianti - ha spiegato - i miei uomini non ce la fanno" Sulla scrivanie dello sceriffo Thomas Dart sono giunte quest'anno, per effetto della crisi dei mutui, quasi cinquemila richieste di sfratto: quasi il triplo rispetto a due anni fa. Ma gran parte degli ordini di sfratto riguardano inquilini che hanno pagato la loro pigione e non hanno alcuna colpa se non quella di avere un padrone di casa che non è riuscito a pagare il mutuo della casa."La scena è sempre la stessa - afferma lo sceriffo Dart, responsabile della Contea Cook - Troviamo famiglie che hanno pagato regolarmente l'affitto e che non riescono a capire per quale motivo debbano lasciare la casa dove vivono".In un caso recente, gli agenti di Dart sono stati inviati ad eseguire un ordine di sfratto in un edificio dove vivono sei diverse famiglie, in altrettanti appartamenti, tutte in regola col pagamento dell'affitto."È una delle cose più emotivamente stressanti che ci possano toccare nel nostro lavoro: vedere intere famiglie, compresi i bambini, trascinate nel mezzo di una strada, con tutti i loro oggetti, per una situazione di cui non hanno alcuna colpa", sottolinea lo sceriffo di Chicago.La legge prevede una notifica di 90 giorni alle famiglie che sono a rischio sfratto. Ma la notifica spesso non arriva e le famiglie capiscono di dover lasciare la casa dove vivono solo quando gli agenti di Dart si presentano alla porta per eseguire il provvedimento.A livello nazionale solo il dieci per cento delle persone che vengono sfrattate sono inquilini: le altre sono i proprietari delle case.Ma in certe aree di Chicago la situazione è ben diversa: quasi metà della famiglie costrette a lasciare la casa per il mancato pagamento del mutuo sono affittuari. E quasi sempre si tratta di persone che hanno pagato regolarmente l'affitto.Lo sceriffo Dart, stufo di assistere a queste scene strazianti, è ricorso alla burocrazia: quando riceve ordini di sfratto chiede documenti supplementari alle autorità rinviando così, almeno temporaneamente, la lettera al mittente.
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da "Stampa, La"
del 10-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Negli ultimi tre anni in vita di mio marito ho passato tante mattine sul marciapiede di spalto Marengo, più di un'ora, con qualunque tempo, in attesa che aprisse l'ambulatorio della chemio, alle 7,45. Mio marito malato stava in auto al caldo, io facevo la coda stando seduta su un seggiolino portatile". Un calvario che per Assunta Visconti è finito il 20 novembre 2005, ma, così come allora, anche adesso si batte perché l'ambulatorio sia aperto prima, a evitare fatica, umiliazione e stress a questi ammalati e ai familiari che li accompagnano. E' una delle tante voci in fotocopia quella di Assunta Visconti, che si levano ancora più forti da quando La Stampa ha sollevato il caso delle lunghe attese dei pazienti oncologici davanti al cancello chiuso dell'ambulatorio di spalto Marengo. La dirigenza dell'azienda ospedaliera dice che è inutile arrivare prima, tanto la distribuzione dei numeri per stabilire i turni dei prelievi di sangue che precedono il trattamento di chemio non inizia prima delle 7,45. "Ma - replica l'alessandrina, che tra il 2003 e il 2005 ha fatto la coda con il marito per 32 sedute di chemio - il diritto a passare prima si acquisisce sul marciapiede, in base all'ordine di arrivo". Un calvario umiliante, imposto dalla burocrazia, che si aggiunge al dramma di una sorte segnata. "Sono andata ad almeno trenta funerali di persone che avevo conosciuto su quel marciapiede" racconta Assunta Visconti, lei stessa piegata da un tragico destino: "In 19 mesi ho perso mia madre e mio marito, Giuseppe Garrone". I ricordi brillano in un orlo di lacrime che si gonfia tra le ciglia: "Mio marito era elettrauto, io lavoravo in una gioielleria. Il nostro è stato un matrimonio bellissimo durato 32 anni". Adesso la dirigenza dell'ospedale ha anticipato l'apertura alle 7,30 e "il dottor Levis di Ematologia mi ha detto che, a breve, sarà alle 7. Ma non basta: bisogna aprire alle 6,45, per favorire i parenti che accompagnano i malati: se lavorano, è difficile ottenere permessi per entrare più tardi. Se mi autorizzano, sono disposta ad andare gratis io stessa ad aprire quel cancello ogni mattina".
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da "Alto Adige"
del 11-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Sono infuriati i 46 soci: "La stiamo attendendo da oltre un anno" Pesanti accuse rivolte al Comune. Stessa odissea della zona Visintin LAIVES. Un giorno o l'altro l'amministrazione comunale si troverà sotto il municipio i 46 soci delle tre cooperative (Deborah, Vera e Orchidea) che hanno costruito il complesso al "Garden Village" di San Giacomo e da oltre un anno ancora non hanno ottenuto l'abitabilità dal Comune. Inutile dire che oramai questi inquilini sono esasperati, anche perché ci starebbero rimettendo parecchi soldi. I soci delle cooperative stanno passando la stessa odissea nel mare magnum della burocrazia comunale toccata alle cooperative che hanno costruito in zona Visintin a Laives: anche lì, tempi biblici in attesa della documentazione che non arrivava e rimpallo di responsabilità da un ufficio all'altro. è evidente che qualche cosa non funziona come dovrebbe all'interno dell'apparato comunale. Infatti rincarano la dose anche diversi imprenditori locali i quali, dietro la garanzia dell'anonimato, sono pronti a sparare a zero, snocciolando una raffica di disavventure che - dicono - "si manifestano solo al Comune di Laives". Probabilmente una responsabilità rilevante è da imputare al fatto che ancora non c'è un segretario comunale (l'ultimo è andato in pensione nell'ottobre 2007) ma rimane il fatto che il malumore è crescente fra coloro che sono costretti ad avere rapporti con l'apparato comunale. Tornando alle tre cooperative di San Giacomo, da oltre un anno stanno attendendo l'abitabilità, tra delibere, carte, e rinvii, richieste continue di integrazioni della documentazione e via dicendo. "Senza i documenti a posto - dicono alcuni di questi sfortunati soci - non otteniamo il rogito e tra noi c'è chi paga fior di quattrini in interessi alle banche, senza poter scaricare alcunché. è una situazione sempre più pesante e intanto non si riesce a cavare un ragno dal buco in Comune". Sono parole che ricalcano quelle di coloro che hanno costruito le cooperative in zona Visintin non molto tempo fa. Adesso c'è anche chi, esasperato, spinge affinchè vengano avviate iniziative eclatanti, come quella di protestare tutti insieme davanti al municipio. Di chiunque siano le responsabilità per questo stato di cose, appare grave che a rimetterci debbano essere famiglie che, a fatica e con enormi sacrifici, sono riuscite a costruirsi finalmente un appartamento in cooperativa.
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 11-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: BRINDISI - data: 2008-10-11 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Ostuni Ex pescatore, produttore di tamburelli di altissima qualità ma in tiratura assai limitata In carcere Tonino, artista no global Furto di energia elettrica per la sua bottega artigiana: sei mesi La storia di Antonio Asciano, 63 anni. L'appello dei suoi compagni: "Sembra una storia d'altri tempi, liberatelo" OSTUNI - Tonino lu Marinaru, per l'anagrafe della burocrazia borghese Asciano Antonio di anni 63, l'energia elettrica non l'ha rubata: semplicemente, ne usava solo un po' senza pagarla, perché la considerava un bene primario e quindi non assoggettabile a vendita o speculazione. Nella sua bottega piccola ma molto famosa di via Cattedrale, nel borgo antico di Ostuni, ha sempre usato una sola lampadina a basso consumo, e nessuna macchina. Ma all'Enel, dei principi dello schivo e a volte burbero Tonino Asciano, importa ben poco: alla fine il conto è arrivato sotto forma di ordine di carcerazione per condanna definitiva. Sei mesi per furto di energia elettrica. I poliziotti del commissariato locale se lo sono portato via l'altro ieri mattina. E la produzione delle migliori "tammorre" dell'Alto Salento resterà congelata per qualche tempo. Fino a quando le avvocate che si occuperanno del suo caso, Nicoletta Crisci di Roma, legale di riferimento dei movimenti pacifisti e no-global, e Federica Conti di Lecce, non riusciranno ad ottenere magari una assegnazione ai servizi sociali, o gli arresti domiciliari. Tonino lu Marinaru in una cella di Borgo S.Nicola? Ieri la notizia ha seminato disappunto e amarezza nel giro della sinistra locale: Antonio Asciano, ex pescatore zeppo di cultura come un anarchico di cento anni fa, non ha mai amato la notorietà, ma in tanti gli vogliono sinceramente bene. Dalle sue mani lo strumento basilare della pizzica, fatto di legno e pelli lavorate scrupolosamente come nel Seicento, esce in serie molto limitata. Avrebbe potuto arricchirsi, Tonino lu Marinaru, sfornando tammorre a quintali, ma ha sempre detto: produco e vendo solo ciò che mi serve per vivere. E lui vive con 3-400 euro al mese. Però la sua bottega nel Rione Terra è sempre stata un porto sicuro per i bambini di strada del borgo, e per gli immigrati nordafricani. E' un piccolo cenacolo di discussioni con i ragazzi che entrano, si accomodano su una panca e trascorrono ore con Tonino, percorrendo vari orizzonti. Soprattutto studenti del Liceo classico. Quella bottega delle tammorre, e dei gabbiani in legno da appendere al soffitto, ha il fascino di una vendita carbonara, dove i fotografi e gli operatori tv invece non sono mai stati ben accetti. Ecco perché è più facile trovare una via per fare uscire Tonino lu Marinaru dal carcere, che una sua foto. "Tonino, nel corso degli anni, è stato un esempio unico di coerenza e di moralità antagonista ". dicono i suoi amici. "Sembra una storia d'altri tempi. Invece è una storia di questo tempo e della sua modernità. Dove ci sono certo ingiustizie più grandi, ma per ora chiediamo che il nostro compagno sia immediatamente liberato". Marcello Orlandini In via Cattedrale La sua bottega è sempre stata un porto sicuro per i bambini di strada e gli immigrati Anni '70 Una foto d'epoca, anni Settanta. Antonio Asciano, detto "Tonino lu Marinaru", è il primo a sinistra, con la coppola.
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da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 11-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Ealizzazione di depuratori del comprensorio aquilano, dodici per lavori già appaltati, altri cinque per opere da appaltare. La notizia è stata data ieri mattina dall'assessore regionale al Ciclo idrico integrato, Mimmo Srour, che era accompagnato dal commissario straordinario per il risanamento del fiume Aterno-Pescara Adriano Goio. "La vera novità- ha detto Srour- è che abbiamo deciso di affidare all'architetto Goio la realizzazione dei progetti che rientrano negli accordi di programma del ciclo idrico integrato". Una decisione che, secondo l'assessore, permette di velocizzare gli iter burocratici dei vari interventi. "Ho spesso denunciato- ha spiegato- la lentezza delle procedure, nonostante la disponibilità di risorse finanziarie. C'è troppa burocrazia negli Enti d'ambito. Così ho trasferito a Goio l'80 per cento dei progetti che, per natura stessa dell'incarico commissariale, saranno realizzati in tempi molto minori". Gli interventi riguarderanno la sistemazione della rete fognaria, la localizzazione di serbatoi e depuratori. "Dobbiamo razionalizzare l'intero sistema - ha detto Srour - Le perdite d'acqua non sono solo a carico della rete: riguardano anche il mancato controllo delle erogazioni ed impianti anacronistici. Dal Gran Sasso, ad esempio, fluiscono 1.100 litri al secondo d'acqua al giorno, senza possibilità di regolare il flusso. Ne consegue così che l'acqua in più si spreca. Per il futuro potremo utilizzare 140 milioni per l'ammodernamento". Per quanto riguarda il prelevamento dell'acqua dal lago di Campotosto per immetterla in parte nell'Aterno e rivitalizzarlo perché oggi è quasi a secco, Srour ha detto che è prossimo l'accordo con l'Enel che per metterà di prelevare 550 litri al secondo". Goio ha predisposto un Piano di circa un centinaio di interventi in diversi settori. Tra i lavori appaltati l'adeguamento dell'impianto di depurazione Ponte Rosarolo all'Aquila, serbatoi e nuove condotte idriche a Campo di Pile, Camarda, Coppito e Barisciano; sei depuratori a Caporciano, Tione degli Abruzzi, Prata d'Ansidonia, Villa Santa Lucia e San Benedetto in Perillis; razionalizzazione ed estensione delle reti fognarie nel Comune dell'Aquila; realizzazione di impianto depurativo a Onna ; ampliamento dell'impianto di depurazione di Pizzoli e Bazzano. "Sull'appalto dei lavori, quasi tutti a ditte locali - ha precisato Goio - sono stati ottenuti ribassi d'asta fino al 12 per cento che saranno reinvestiti in altre opere". G.D.R.
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da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 11-10-2008)
Argomenti: Burocrazia CESENA AGENDA pag. 11 )SICUREZZA SUL LAVORO Servono più controlli e meno burocrazia I DATI relativi agli infortuni sul lavoro e le malattie professionali nel Cesenate sono impressionanti, in media 20 incidenti sul posto di lavoro al giorno, compresi quelli sul tragitto da e verso casa, e il 52% di malattie professionali sul totale registrato nel settore agroalimentare di tutta la regione. A fronte di questi dati allarmanti, nell'Ausl cesenate nel 2007 i controlli sulle aziende si sono fermati all'1,8%, molto al di sotto del 5% posto come obiettivo dallo Stato e dalle Regioni. Anche se ora, come fanno sapere dall'Ausl, si è toccato il 2,5% di controlli, siamo sempre sotto, mancando forse la piena operatività degli addetti ai controlli. Ritengo che una maggiore capillarità di queste verifiche siano la chiave di svolta per abbassare il numero degli incidenti, e che si debbano snellire le procedure relative al sistema, così da stimolare le imprese, perché non mancano aziende sensibili al problema della sicurezza, e anche i lavoratori stessi a intraprendere con maggiore serietà le regole della sicurezza sul posto di lavoro e applicare le leggi esistenti. Antonio Nervegna, consigliere regionale Forza Italia-Pdl )CONSIGLIO COMUNALE Amadori, commissione a porte chiuse HO RINNOVATO la richiesta di convocazione della Quarta Commissione Consiliare del Comune di Cesena, al fine di approfondire tutti gli aspetti della vicenda relativa ai malori dei lavoratori, promuovendo politiche di miglioramento della situazione ambientale del territorio e della sicurezza-salute dei lavoratori del Gruppo Amadori, chiedendo di incontrare in commissione tutte le organizzazioni sindacali e l'azienda. I fatti sono questi: la conferenza dei capigruppo ha deciso (con la contrarietà dei Verdi) che la Commissione si farà il 29 ottobre, ma a porte chiuse, senza la presenza del pubblico e dei giornalisti interessati. La decisione assunta - un vero e proprio precedente - rappresenta una violazione della legalità istituzionale, una ferita profonda della democrazia delle istituzioni. Infatti la legge e il regolamento per il funzionamento del Consiglio e delle Commissioni Consiliari prevedono che le 'porte chiuse' possono essere invocate solo su questioni attinenti alla privacy delle persone: la vicenda in questione non rientra all'interno di questi vincoli. Il messaggio del sindaco è molto chiaro: si vogliono escludere i cittadini e i giornalisti dalla conoscenza diretta dei fatti e dalla partecipazione all'attività politico-amministrativa istituzionale, per il timore di far nascere polemiche. La vicenda è drammaticamente significativa: il tutto rientra all'interno di una complicità e di un cedimento della politica dell'attuale maggioranza, alle volontà del Gruppo Amadori: tenere tutto riservato, evitare un confronto pubblico. Davide Fabbri, capogruppo consiliare Verdi Cesena.
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da "Arena.it, L'"
del 11-10-2008)
Argomenti: Burocrazia IL CONFRONTO. Dibattito con Gian Luca Rana , Carlo Fratta Pasini e l'assessore Marangon "Burocrazia più snella per aiutare le imprese" Gandini:"Necessaria una mobilità alternativa" Faccioli:"Basta con le assegnazioni a casaccio"   L'assessore regionale Renzo Marangon, nel definire "ottimo" il piano presentato dalla Provincia, ha sottolineato come esso sia nato da una co-pianificazione con la Regione e come ormai "nella mentalità degli amministratori ci sia la necessità della pianificazione poichè il ruolo della programmazione del territorio è fondamentale. Con questo piano si presenta l'architrave dell'organizzazione futura del territorio. Il Veneto ormai registra un trend continuo di crescita in termini di popolazione, con tutto quello che ne consegue: perciò mi rammarico di non vedere qui presenti tanti amministratori per un progetto così importante". L'assessore regionale lo ha ribadito anche nella tavola rotonda seguita alla presentazione del Ptcp, sottolineando che nel Veneto a crescere sono stati soprattutto i Comuni sotto i diecimila abitanti. Concertazione e condivisione sono i termini più frequenti nel Ptcp. Lo ha ricordato Carlo Fratta Pasini che ha apprezzato lo sforzo del progetto di delimitare e riqualificare i poli produttivi ricordando che "Verona ha dei distretti produttivi storici, come la termodinamica, il marmo e l'agroalimentare che non soffre crisi, e in cui la provincia scaligera resta leader". D'accordo Gan Luca Rana, presidente di Confindustria Verona, che ha puntualizzato:"Bene questo progetto ma va ribadito che vanno aiutate le imprese che crescono e vanno ridotti i tempi della burocrazia. Non è possibile che su 1500 imprese che Confindustria rappresenta, il 60 per cento si lamentino che hanno difficoltà ad avere autorizzazioni per la crescita". E ha anche aggiunto l'importanza della formazione dei giovani con un'offerta scolastica calibrata sui bisogni del territorio. Nel corso della presentazione è stata indicata più volte l'area sud ovest della provincia a grande vocazione produttiva. E il sindaco di Legnago, Silvio Gandini, ha sottolineato la necessità che i futuri poli produttivi non siano semplici agglomerati di capannoni ma siano supportati da servizi qualificati alle imprese. Poi ha ribadito l'importanza di far decollare nel Ptcp l'idrovia Tartaro-Fissero-Canal Bianco, la più lunga via d'acqua della pianura Padana con i suoi 146 chilometri, come alternativa alla mobilità delle merci su gomma. Il suo collega di Villafranca, Mario Faccioli ha ricordato che "per anni si sono assegnate aree produttive senza sapere cosa ci andava dentro", ritenendo a sua volta fondamentale il confronto tra amministratori e imprenditori. Il presidente della Provincia Mosele ha concluso con due proposte provocatorie: stop alla cementificazione e anche alla navigazione a motore sul lago di Garda, "per non consegnare ai posteri un lago morto e privo di attrattive per i turisti".E.C.  .
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da "Arena.it, L'"
del 11-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Alba, prima il S. Lucia poi 3 punti a tavolino     Giorgia Cozzolino É una vicenda curiosa quella che sta tenendo con il fiato sospeso l'Alba Borgo Roma per la decisione federale che potrebbe regalarle 3 punti in più in classifica, ponendola così al primo posto a quota 9. Infatti, nella prima partita di campionato del 21 settembre scorso, quella in trasferta contro il Bevilacqua, i giallorossi furono battuti per 2-0. I dirigenti si erano però accorti che in campo c'era anche Matteo Coraini, giocatore squalificato nell'ultima partita dello scorso campionato. I dirigenti dell' Alba Borgo Roma hanno quindi subito presentato ricorso alla Federazione alla quale però è giunto anche il controricorso del Bevilacqua che faceva notare un vizio di forma nel ricorso dei giallorossi. Secondo quanto riportato da entrambe le parti, il documento presentato dalla società di Borgo Roma era sottoscritto dal presidente Paolo Quaglia senza però l'indicazione che il firmatario fosse il massimo dirigente. Una sottigliezza alla quale il Bevilacqua si è voluto appellare sostenendo anche la "scarsa chiarezza nei regolamenti". In casa giallorossa intanto si attende con serenità il verdetto della Federazione, convinti che il ricorso presentato su carta intestata della società non possa dare adito a molte interpretazioni. Ad ogni modo, per accertarsi che tutto sia limpido, i dirigenti hanno inviato un ulteriore documento in cui si precisa che il firmatario, Paolo Quaglia, è proprio il presidente della società e non il primo tifoso giallorosso passato dal campo Avanzi quasi per caso. Insomma, la burocrazia, non lascia scampo nemmeno al mondo del pallone dove per 3 punti in classifica a inizio campionato ciascuna squadra è pronta a schierare anche i migliori "azzeccagarbugli". L'ultima parola spetta quindi al giudice federale che, secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbe pronunciarsi martedì prossimo. Intanto l'Alba ha di meglio cui pensare: domani è il momento dell'atteso derby contro il Team Santa Lucia che, al momento, è primo in classifica con 7 punti insieme al Minerbe e al Caldiero. Questa potrebbe essere per l'Alba una settimana di fuoco.
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da "Brescia Oggi"
del 11-10-2008)
Argomenti: Burocrazia SONCINO. LA PERSONALE DELL'ARTISTA Rocca e suggestioni con Gi Morandini   "Neosemplicità" in Rocca": così si intitola la personale dedicata a Gi Morandini, allestita da oggi nella suggestiva Rocca di Soncino in provincia di Cremona e aperta fino al 26 ottobre. La mostra, curata dal bresciano Mario Romanini, ha ricevuto il patrocinio del Comune di Soncino, della Provincia di Cremona e del Parco dell'Oglio Nord. Cinquanta i dipinti in mostra dell'artista nato a Bienno ed ora residente in città: la sua ricerca spazia dalla figurazione all'astrazione, passando per la poesia visiva fino ad opere di netto impianto concettuale. Dal 1990 opera anche nel campo della tridimensionalità (sculture in bronzo, installazioni plotter-painting su tela), la sua attività si svolge da più di un decennio anche nel campo della grafica, ed ha realizzato numerosi manifesti e copertine di libri. Dal 2005 ha iniziato la serie di "azioni d'arte" dal titolo "Burocrazie neosemplici" in cui tratta gli stilemi del lavoro di pubblico ufficiale in un atto d'arte. L'inaugurazione è fissata alle 17. La mostra si potrà visitare da martedì a venerdì dalle 10 alle 12, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19. Chiuso il lunedì. Per informazioni: 0374 - 837807.M.MON.
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da "Corriere Adriatico"
del 11-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Paradisi e Sargentoni "Dall'inizio dell'annola Cna ha registrato un preoccupante trend negativo tra iscrizioni e cessazioni" Scatta l'allarme per le imprese artigiane Frenano le attività anche in Vallesina, Sos per la stretta creditizia delle banche JESI Imprese artigiane e banche, la Cna lancia l'allarme per la stretta creditizia in atto. "Crescono le revoche da parte degli istituti bancari e le richieste di rientro si fanno sempre più pressanti. La questione finanziaria e, di riflesso, il rapporto con l'economia bancaria sono tra le principali preoccupazioni degli imprenditori", fanno sapere Maurizio Paradisi e Stefano Sargentoni, rispettivamente presidente e responsabile sindacale Cna Vallesina. E l'associazione di categoria scatta una fotografia della situazione locale. Nei 19 Comuni della zona dal primo gennaio al 30 settembre di quest'anno sono state 207 le aziende che hanno iniziato una propria attività, mentre a chiudere sono state 211 con un saldo negativo di 4 unità. A Jesi il saldo tra le attività avviate, 64, e quelle cessate, 61, nei primi nove mesi dell'anno è un +3 e in città l'andamento delle imprese dal 2001 al 2008 registra un trend positivo con un saldo di 125 nuove imprese. Nella Vallesina, nello stesso arco di tempo, le iscrizioni hanno superato le cessazioni con un +311. Numeri, sottolinea Cna, che mostrano "una sostanziale tenuta, difficile però parlare di crescita del sistema produttivo locale". Per l'associazione di categoria "i dati analizzati non sono confortanti tanto più ora nel pieno di una crisi finanziaria che avrà in qualche misura inevitabili effetti recessivi e depressivi sull'economia reale". E qui la Cna punta il dito sul legame impresa-banca. "In una crisi che è mondiale afferma Paradisi abbiamo bisogno ora più che mai di un rapporto di fiducia e di maggiore conoscenza tra questi due attori. Non esiste infatti una ricetta per uscire da questa situazione, ma sicuramente il dialogo tra banche e clienti con la conoscenza degli strumenti finanziari a disposizione può aiutare molto". Secondo la Cna di Jesi, infatti, l'accesso al credito ha subito un ulteriore giro di vite che potrebbe accentuarsi nei prossimi mesi. Aumentano le richieste di finanziamenti, mentre, per effetto della crisi di liquidità del sistema bancario internazionale, è più stringente l'attività di selezione e di verifica operata dalle banche stesse. Ecco allora nella pratica quotidiana tempi più lunghi, richiesta di maggiori garanzie, aumento della burocrazia. "Sostenere l'economia reale in un territorio che si regge sull'impresa di piccole dimensioni significa partire da qui. Vanno trovate modalità diverse di relazione tra imprese, associazioni di categoria e banche sottolineano i due responsabili con lo scopo di rifondare un sistema del credito vicino all'economia reale e non a quella effimera e volubile della speculazione. Non vanno recisi questi rapporti che insieme hanno sostenuto e sviluppato profitti". Tra le proposte inoltrate dalla Cna per il territorio della Vallesina anche meno pressione fiscale, maggiori infrastrutture, semplificazioni burocratiche, congruità dei costi delle risorse energetiche, formazione professionale, sinergia tra diversi settori, servizi adeguati alle imprese e poli di ricerca spin-off. Agli imprenditori si richiede di puntare sulla formazione manageriale, sulla qualità e sul valore aggiunto nella produzione, investimenti nell'innovazione, flessibilità e un attento ricambio generazionale. Sul rapporto invece tra artigiani e amministrazione comunale jesina Maurizio Paradisi ammette che si "lavora insieme abbastanza bene", però, "bisognerebbe accelerare un po' di più i tempi della cabina di regia sullo sviluppo del territorio. Un solo incontro dall'inizio dell'anno è troppo poco. Sarebbe utile proseguire con questo strumento, riprenderne i contenuti e andare avanti". Quindi conclude: "Il dialogo sulla realtà economica locale prosegue anche con i sindaci della Vallesina che si dimostrano molto attenti al mondo dell'artigianato. Trovo comunque che tutti si stiano dando da fare. Il problema è sapere che strada prendere e avere segnali di fiducia a livello nazionale". CARLA TROIANI ,.
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da "Mattino, Il (Circondario Sud1)"
del 11-10-2008)
Argomenti: Burocrazia IL TERRITORIO LA BUROCRAZIA Dopo quasi tre anni il sindaco Vozza rivoluziona la macchina amministrativa Attesa per i cambi in giunta.
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 11-10-2008)
Argomenti: Burocrazia La burocrazia frena l'iter operativo dell'ordinanza sugli accessi delle auto in Contrada Granda che doveva entrare in vigore il 1° ottobre Ztl, il Ministero blocca la "spia" In attesa dell'autorizzazione, i vigili hanno ricevuto 800 richieste di lasciapassare nella zona vietata ConeglianoL'ordinanza emessa l'8 settembre che detta le nuove regole della zona a traffico limitato in Contrada Granda è entrata in vigore il 1° ottobre, ma gli accessi elettronici non sono ancora in funzione. Per renderli operativi si attende il via del Ministero che ha chiesto alcuni chiarimenti. "Ci hanno richiesto alcune precisazioni di carattere burocratico spiega il Comandante della Polizia Locale Luca Zenobio hanno voluto sapere ad esempio che tipo di segnaletica abbiamo previsto ed il numero di telefono che abbiamo indicato". L' autorizzazione dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, intanto sono già pervenute al Comando circa 800 domande per avere il lasciapassare (anche solo temporaneo) di altrettanti soggetti che sono già stati inseriti nel database elettronico e corrispondono a circa 1600 targhe. "Si tratta di enti e soggetti come ad esempio il Comune o i residenti che posseggono più auto afferma il comandante Zenobio Per quanto riguarda i residenti noi abbiamo inserito il database cartaceo che avevamo in dotazione ma potrebbe non essere aggiornato, quindi li sollecitiamo ad inviarci via fax gli aggiornamenti". Per ora dunque gli occhi elettronici non sono utilizzabili per sanzionare chi viola la ztl senza avere il permesso. I varchi elettronici contribuiranno a tenere le auto fuori dal centro storico, tenendo conto che l'obiettivo dell'Amministrazione è di pedonalizzare progressivamente tutto il centro storico, coniugando la qualità della vita dei cittadini con la necessità di tutelare le vie ed il particolare pregio dell'area in questione. Nel frattempo i Vigili continueranno a pattugliare la zona come hanno fatto fino ad ora anche se si è reso necessaria l'installazione degli occhi elettronici proprio perché chi transitava o parcheggiava abusivamente' in via XX Settembre non si curava nemmeno del fatto che avrebbe potuto imbattersi negli agenti. Per la verità l'ordinanza è abbastanza permissiva, sono infatti sedici le categorie alle quali potrà essere concessa l'autorizzazione: residenti, dimoranti, e possessori di garage o posti auto; i clienti dell'Hotel Canon d'Oro diretti al parcheggio; taxi e veicoli a noleggio con conducenti; forze dell'ordine, autorità e funzionari pubblici; veicoli al servizio di persone invalide munite del contrassegno; veicoli commerciali per il rifornimento delle attività tra le 8 e le 12; veicoli di pubblico servizio per lavori e manutenzioni; le associazioni con sede all'interno della ztl; artigiani o tecnici di pronto intervento; chi porta a scuola gli studenti; veicoli adibiti al mercato settimanale; veicoli autorizzati per traslochi, lavori, cantieri, minibus sino a 25 persone per manifestazioni. Permessi speciali posteri' poi per i clienti della farmacia nelle giornate di turno festivo o notturno e "a tempo" per le cerimonie civili e religiose.Elisa Giraud.
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da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 11-10-2008)
Argomenti: Burocrazia ABANO TERME Palazzo Jappelli si prepara a cambiare radicalmente aspetto Mezzo milione di euro per abbattere pareti, eliminare scale, togliere di mezzo barriere architettoniche di ogni specie e creare, nello spazio al pian terreno di palazzo Jappelli, lo sportello polifunzionale. L'intenzione di sferrare un energico calcio alla burocrazia, prende consistenza con il primo dei progetti messi in cantiere dall'esecutivo per il prossimo anno. Destinato ad eliminare tempi di attesa da un ufficio all'altro, peregrinazioni da una sede all'altra del comune per pratiche di diverso tipo e travasi da una coda all'altra nel momento in cui una pratica comunale va ad intrecciarsi con un'altra destinata ai servizi sanitari o alle società che gestiscono le utente pubbliche. Chi fra un anno metterà piede in municipio troverà in un grande open space al posto dell'attuale labirinto di uffici e corridoi. Dal quale ogni cittadino uscirà dopo aver compiuto, con un unico tempo di attesa, operazioni di diverso tipo. Il mega front office vedrà operatori in grado di accogliere più pratiche e smistarle ai diversi uffici destinatari.Un nuovo cittadino ha spiegato il sindaco, Andrea Bronzato oltre ad eleggere la propria residenza, potrà anche denunciare l'abitazione per il pagamento dell'imposta sui rifiuti, ottenere gli allacciamenti alle principali utente. Non solo. Potrà, fra le tante possibilità, acquisire il codice fiscale, eleggere il suo nuovo medico, iscrivere il figlio a scuola, pagare i servizi cimiteriali e ottenere l'inserimento in lista dell'anziano genitori per i soggiorni climatici.Il progetto in base al quale il comune vuole compiere la rivoluzione burocratica, è già definitivo. Manca solo l'aggiudicazione dell'appalto prima dell'inizio delle opere previste per i primi mesi del prossimo anno. La creazione del mega front office al pian terreno di palazzo Jappelli, comporterà lo spostamento in altre sedi periferiche degli uffici destinati a far posto al nuovo pronto intervento del Comune. Ma non sarà questo l'unico preliminare da compiere.Lo sportello polifunzionale ha spiegato il primo cittadino presuppone un notevole lavoro di formazione da parte del personale. Tutti i settori dovranno distaccare unità specializzate a far fronte alle immediate esigenze del pubblico. E' un nuovo approccio che sicuramente comporterà una rivoluzione nel modo di lavorare seguito per tanto tempo dai nostri colletti bianchi.L.Pi.
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da "Sicilia, La"
del 11-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Lombardo dal ministro schiarita sul "sostegno" ma niente retromarcia Palermo. Il presidente della Regione, Lombardo, ha incontrato, ieri, a Roma, il ministro dell'Istruzione, Gelmini. L'incontro si è svolto alla presenza del ministro Alfano, nella sede del ministero della Giustizia di via Arenula, a Roma. Un vero e proprio vertice, dunque, dal sapore squisitamente politico. L'Mpa nei giorni scorsi ha contestato duramente il decreto legge sui tagli nella scuola, dando vita a manifestazioni anche eclatanti in Sicilia. Però, nonostante le prese distanze, ha votato la fiducia al governo. Alfano, benché ufficialmente non svolga più le funzioni di coordinatore regionale di Forza Italia, con la sua presenza ha comunque dato un imprimatur politico al "chiarimento" tra la Gelmini e Lombardo che ha manifestato la sua preoccupazione per la riduzione del numero degli insegnati nelle scuole dell'obbligo e, principalmente, per quelli di sostegno la cui carenza si ripercuoterebbe sui più deboli. Il ministro dell'Istruzione, da parte sua, ha assicurato l'impegno del governo per salvaguardare il rapporto di un docente ogni due allievi, smentendo così la voce, circolata con insistenza, sull'abolizione della figura dell'insegnante di sostegno al servizio dei diversamente abili. Gelmini ha anche garantito che, utilizzando le economie programmate, con fondi dell'istruzione e della Protezione civile, saranno realizzati interventi straordinari per la nuova edilizia scolastica e per la messa in sicurezza degli edifici già esistenti. Nel corso dell'incontro è stata anche affrontata la problematica delle criticità delle scuole nelle isole minori e nei comuni montani e disagiati. Il ministro ha assicurato l'impegno per garantire la piena fruizione del diritto allo studio, in attesa di una dettagliata elencazione delle località interessate. Una schiarita, dunque, sul fronte della delicata questione dell'istruzione nelle scuole dell'obbligo che nei giorni scorsi ha indotto l'Ars ad approvare all'unanimità un ordine del giorno che impegnava il presidente della Regione a intervenire per evitare gravi penalizzazioni. Nella capitale, il presidente della Regione ha avuto anche modo di intrattenersi a lungo con il nuovo direttore generale della Programmazione, Robert Leonardi, che prenderà il posto di Gabriella Palocci. Insieme hanno affrontato la delicata questione dei fondi strutturali. Entro l'anno si deve chiudere Agenda 2000-2006. Una vera e propria corsa contro il tempo per impedire che scatti il meccanismo del "disimpegno automatico" che equivarrebbe alla restituzione all'Ue di qualche milione di euro. Leonardi, che ha una lunga esperienza di fondi strutturali europei, arriverà a Palermo mercoledì prossimo. Lo attende una difficile scommessa: non solo chiudere Agenda 2000-2006, ma anche avviare immediatamente la spesa dei fondi europei 2007-2013. La Sicilia ha già un ritardo di quasi due anni: nei rimanenti cinque dovranno essere speci circa dieci miliardi di euro tra quota Ue e cofinanziamento nazionale e regionale. "Leonardi - ha detto il presidente Lombardo - ha la necessaria autorevolezza e preparazione per consentire alla Sicilia di utilizzare al meglio le risorse messe a disposizione da Bruxelles". Adesso bisognerà verificare come lo accoglierà la burocrazia regionale.
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da "Stampa, La"
del 11-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Caro-vita. L'iniziativa del capoluogo mira a ottenere sconti nel commercio e tariffe più basse nei servizi pubblici.
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da "Stampa, La"
del 11-10-2008)
Argomenti: Burocrazia [FIRMA]AMEDEA FRANCO VALDIERI Dal nome "Vaudìer", alla cucina, agli spettacoli. Tutto nel rispetto e nella difesa della tradizione d'Oc che domani vivrà un momento particolarmente significativo con l'esposizione al balcone del Municipio, della bandiera occitana. La cerimonia, in programma alle 15, è uno dei numerosi appuntamenti che caratterizzeranno la giornata dedicata alla castagna. Poi la festa si sposterà nel salone del Parco (ore 16) con "Ho lavorato anche per il mio paese", un'iniziativa organizzata dall'associazione Akyamunt con Chambra d'Oc, Comune e Comunità montana. Protagonisti: gli imprenditori che con le loro attività, aiutano l'economia del paese. Per questo, riceveranno un riconoscimento. L'idea è di Mauro Rabbia, guardaparco di Sant'Anna: "Valdieri vive grazie a queste persone, alle loro scelte di vita, non sempre facili. Ognuno si racconta in un video realizzato da Paolo Ansaldi. Storie semplici, di sacrifici, ma anche tante soddisfazioni. Un riconoscimento speciale andrà a Giovanni Battista Piacenza e Caterina Rabbia (Tino e Nuccia), per 34 anni gestori dei rifugi Cai di Cuneo. Si sono inventati un lavoro che prima non c'era". Premio a Giacomo Destefanis che dal '57 fa il muratore e ricorda quando una volta le case "si facevano un po' alla volta, quando c'erano i soldi". Oggi il figlio Giuseppe continua l'attività. Enrica Cane rinuncia alle ferie per non chiudere il negozio: "Come farebbero i vecchietti di Andonno per la loro spesa?". Quella bottega nonna Francesca, l'aprì nel '25. Diploma anche a Lele Alimandi e Adriano Toselli gestori dall'83 della "Ruota 2". "Ho iniziato l'attività quando c'erano ancora i carri trainati dai muli" ricorda Giovanni Battista Barale che con Caterina gestisce un'impresa di materiali edili. Riconoscimenti anche a Natale Barale, falegname dal 1950 (i figli ne continuano l'attività). A Lorenzo e Lorena Brustolon, da 18 anni gestori del bar Sport. Nell'elenco anche Francesco Parracone, Alessandra Baudino e il figlio Livio, subentrati al padre e al fratello, macellai dal 1897. Paolo e Marco Giraudo falegnami e scultori. Luigi Miraglio, Elisabetta Giraudo e il figlio Fabio, apicoltori da 60 anni; Ferruccio di Tullio, Ritanna Franco e il figlio Claudio, idraulico, lattoniere e negozio di ferramenta dal 1967. Oscar e Remo Giraudo, elettricisti dal 1971 spiegano "E' un lavoro che ci piace ma la burocrazia ci sta uccidendo". Gian Piero Rabbia invece gestisce da 40 anni la stazione di servizio mentre Renato Pepino e Iucci Graglia, dal 1960 il bar Miramonti di Andonno. "Una lunga storia di sigari e souvenir" per i tabaccai Aldo Aime e Teresa Ramonda. Graziella e Massimo con Carlo, Liliana e Emanuela continuano invece l'attività della trattoria San Lorenzo aperta dai famigliari negli anni Trenta. E infine: Daniele e Bruno Rigaudo, muratori; la ditta "Costruzioni Franco Pietro" attiva dal 1951 e l'Albergo Turismo che Anna Rabbia aprì nel '53, oggi gestito da Rina con il figlio Roberto. Seguirà un rinfresco allietato dal Coro di Valdieri e dall'inno occitano "Se chanto".
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da "Stampa, La"
del 12-10-2008)
Argomenti: Burocrazia DALL'ACCORDO TRA "PRODUTTORI SAC" E "CANTINA SOCIALE" 220 AZIENDE AGRICOLE SU 250 ETTARI Vino: Govone e Portacomaro uniti per garantire 2 milioni di bottiglie La cantina "Produttori di Govone Sac" e la "Cantina sociale di Portacomaro" sono diventate un'unica realtà dal 9 settembre scorso, quando i presidenti Michele Penna e Mirco Cossetta, alla presenza del notaio e dei soci delle cooperative hanno firmato l'atto della definitiva fusione. E' stato il coronamento di anni di collaborazione nella vinificazione e commercializzazione dei vini. Superando ogni sorta di campanilismo i soci hanno accettato di dividere e di partecipare a tutto ciò che può nascere di positivo ed eventualmente sopportare insieme i periodi di crisi, mettendo a frutto il vecchio detto "L'unione fa la forza". Ecco nel dettaglio le due cantine. La "Produttori di Govone Sac" fondata nel 1957 è ai confini con la provincia di Asti ed è l'anello di congiunzione fra le più importanti realtà vitivinicole del Piemonte: Langhe, Roero e Astigiano. Punti di forza della produzione sono Barbera d'Alba doc, Nebbiolo d'Alba doc e Roero docg Arneis. La Cantina sociale di Portacomaro fondata nel 1952 si affaccia sulla provincia di Alessandria ed è famosa per la produzione del Barbera d'Asti doc-docg e per il rinomato Grignolino d'Asti doc. La nuova realtà raggruppa 220 aziende agricole per una superficie totale di circa 250 ettari di vigneto sparsi tra Govone, Priocca, Magliano Alfieri, Castagnito, Guarene, Vezza, Diano per la Granda; Portacomaro, Calliano, Penango, Costigliole d'Asti, San Damiano d'Asti e San Martino Alfieri per l'Astigiano. Dice il presidente Mirco Cossetta: "Con l'aumentare di costi e burocrazia vitivinicola diventa indispensabile creare sinergie fra aziende per essere sempre più competitivi sul mercato. E' impensabile affrontare da soli i costi per organizzare tecnologicamente e commercialmente singole micro realtà. Dobbiamo renderci conto che non è più sufficiente produrre, ma programmare e produrre per il mercato, organizzare i nostri soci in vigna seguendoli con tecnici specializzati e disporre delle tecnologie più avanzate nella vinificazione. E' indispensabile non disperdere ricchezze attrezzando le imprese con produzioni limitate". Il presidente Michele Penna: "Lo scopo di questo accordo è raggiungere una remunerazione adeguata delle uve. Cercheremo di continuare sulla strada intrapresa per ottenere una qualità superiore, offrendo il prodotto con un rapporto qualità-prezzo accettabile. La fusione ci dà la possibilità di incrementare la potenzialità di offerta raggiungendo circa 2.000.000 di bottiglie, ampliando anche l'offerta delle doc piemontesi. I vini rossi: Barbera d'Alba doc; Barbera Asti doc-docg; Barbera del Monferrato doc; Piemonte doc Barbera; Grignolino d'Asti doc; Piemonte doc Grignolino; Nebbiolo d'Alba doc; Langhe doc Nebbiolo; Freisa d'Asti doc; Langhe doc Dolcetto; Langhe doc Rosso; Piemonte doc Bonarda. In ultimo, ma non per importanza, la rarità Ruché di Castagnole Monferrato doc. I bianchi: Roero docg Arneis; Langhe doc Arneis; Langhe doc Favorita; Langhe doc Chardonnay; Piemonte doc Cortese. Aggiunge Mirco Cossetta: "Le nostre politiche di vendita si amplieranno cercando nuovi mercati, ma lo sforzo maggiore sarà sul potenziamento delle vendite in azienda, direttamente ai consumatori". Gli orari d'apertura al pubblico: a Govone, in via Umberto I, 46 (0173/58120), feriali e prefestivi 8-12; 14-19. Festivi: 9-12. A Portacomaro, via Valcastellana 18 (0141/202122), feriali 9-17 (continuato), domenica 9,30-12 (lunedì chiuso). In questi punti vendita si trovano vini sfusi a prezzi eccezionali; vini in bottiglioni da 1,5 litri o 2 litri; bottiglie da 0,75. Inoltre lo showroom è arricchito da prodotti tipici. L'entrata è libera, le degustazioni gratuite e si svolgono consegne a domicilio sia di damigiane sia di vino in bottiglia. Una buona occasione per fare una gita a Govone e a Portacomaro, visitando anche le bellezze dei due paesi, come il castello dei Savoia o l'antico bastione con la chiesa romana.
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da "Centro, Il"
del 12-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Cronaca BREVI SCUOLA E RIFORMA Domani un'assemblea "Scuola Pubblica: quello che la televisione non ti ha ancora detto (e forse non ti dirà mai)": è questo il titolo dell'assemblea cittadina che si svolgerà domani, 13 Ottobre, alle ore 18 nel Palazzetto dei Nobili dell'Aquila. Convocato su iniziativa di un gruppo di insegnanti del circolo "Galileo Galilei" di Paganica, l'incontro si propone "di offrire l'occasione per la più ampia informazione e per una comune riflessione sul decreto di riforma della scuola italiana ora all'approvazione del governo". PD SCOPPITO. Maria Rita Cassiani, presidente del circolo del Pd di Scoppito ha diffuso una nota a proposto delle frequenti polemiche che ci sono all'interno del Pd. Eccone alcuni passaggi: "Sobrietà e concordia, questi i valori che oggi un democratico dovrebbe saper esprimere e porgere. Qualsiasi dichiarazione istintiva, nata anche dalla "passione politica", dovrebbe farci interrogare sulla sua autenticità e su eventuali usi strumentali della militanza politica. Nonostante le negatività del momento, di cui è giusto essere consapevoli, dobbiamo ricordare che il Pd ha messo a disposizione dei territori uno strumento di straordinaria efficacia nella crescita democratica di una collettività: Il circolo. Dal 14 ottobre 2007 i democratici e le democratiche di un comune o di un comprensorio hanno avuto la possibilità di riunirsi intorno ai loro dirigenti di Circolo per confrontarsi, discutere, proporre idee risolutive, chiedere collaborazione agli organi di partito e far circolare le informazioni tra la gente. Il Circolo dovrebbe rappresentare per un territorio il luogo dove si impara la democrazia, dove i giovani, le famiglie, gli anziani e chiunque interessato possano trovare accoglienza e rispetto della propria dignità". INCONTRO CON L'ARTE. Il prossimo appuntamento del ciclo "Incontri con l'arte moderna e contemporanea", che si terrà al Muspac mercoledì 15 ottobre alle 17,30, sarà dedicato all'Arte povera. FOGNE E DEPURATORI. Dodici milioni di euro già appaltati per l'adeguamento della rete idrica e per la realizzazione di depuratori nel comprensorio aquilano; altri cinque milioni da appaltare. Sono le cifre fornite dall'assessore al Ciclo idrico integrato, Mimmo Srour. L'assessore ha anche annunciato la velocizzazione dell'iter burocratico. "Ho spesso denunciato la lentezza delle procedure, nonostante la disponibilita' di risorse finanziarie" ha detto l'assessore Srour "troppa burocrazia da parte degli enti d'ambito. Così ho trasferito a Goio l'80 per cento dei progetti che, per natura stessa dell'incarico commissariale, vedranno la realizzazione in tempi di gran lunga minori". ASSOCIAZIONE CULTURALE. La neonata associazione culturale St.art (Le Strade dell'Arte) annuncia l'inizio del progetto "Take (P)art", "Prendi parte con l'arte", un progetto completamente finanziato dall'Unione Europea, attraverso il programma "Gioventù in Azione" (www.gioventuinazione.it), e patrocinato dell'assessorato alla Cultura del Comune e della Provincia dell'Aquila. Lo scopo del progetto è di stimolare nei giovani, attraverso diverse forme di arte, una maggior presa di coscienza della loro cittadinanza europea, promuovendo così una loro partecipazione attiva alla vita dell'Europa.
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da "Tirreno, Il"
del 12-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Lucca Sos dalle piccole imprese edili L'allarme nel 60º della Confartigianato In Garfagnana le situazioni più gravi LUCCA. Le imprese artigiane vivono - come tante altre - un momento di difficoltà che si avverte di più soprattutto in in Garfagnana, dove si registrano i più alti tassi di disoccupazione della Provincia, soprattutto per quanto riguarda le donne. E' quanto denunciato da Costante Martinucci, presidente della Confartigianato di Lucca, in occasione della celebrazione per i sessant'anni dell'associazione. Un appuntamento che si è tenuto nella sede dell'Arancio. "Riteniamo necessari interventi per facilitare la delocalizzazione di imprese in quest'area che è tra le più belle del nostro territorio", ha detto il presidente. Martinucci ha focalizza nell'occasione anche altri punti su cui sarebbe opportuno intervenire. A partire dalla recessione delle imprese. Il panorama economico mondiale attraversa un periodo di recessione che si ripescuote anche sulla realtà locale: delle oltre 14.600 aziende iscritte all'albo delle imprese artigiane, circa la metà appartiene all'edilizia, ed è proprio questo il settore che ha subito la maggiore contrazione, seguito a ruota - seppure in maniera meno sensibile - dal manifatturiero e dai servizi. L'indagine condotta dall'osservatorio regionale toscano sull'artigianato ha rilevato un andamento complessivamente negativo del comparto, e il clima è di diffusa sfiducia, al punto che gli imprenditori non prevedono segnali di ripresa per i prossimi mesi. Quindi il credito alle piccole imprese. E' un problema consistente - ha detto Martinucci - essendo queste svantaggiate da una politica fiscale che non incentiva la capitalizzazione; la Confartigianato propone di valorizzare il ruolo delle banche locali in quanto potenzialmente più adatte a fornire concessioni alle piccole e medie imprese. Inoltre per agevolare la crescita delle imprese è necessario investire su ricerca ed innovazione, elementi fondamentali per la creazione di aziende e mercati aperti e competitivi; a questi fini l'associazione auspica l'appoggio delle istituzioni. C'è poi il nodo della successione d'impresa. Il "passaggio del testimone" è complicato da una burocrazia troppo poco elastica che spesso disincentivano l'entusiasmo e la voglia di fare impresa dei giovani. Le aziende nuove dovrebbero invece diventare il tema strategico delle politiche economiche di un governo che abbia a cuore il futuro del paese. All'appuntamento hanno partecipato il presidente della Provincia Stefano Baccelli, l'assessore alle attività produttive del Comune di Lucca Filippo Candelise, l'assessore regionale alle attività produttive Ambrogio Brenna, il segretario generale Cciaa Roberto Camisi e il presidente regionale della Confartigianato Fabio Banti. Nell'occasione sono state premiate - con targhe ed attestati - quaranta aziende aderenti a Confartigianato da oltre cinquant'anni. Eleonora Andreuccetti.
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da "Adige, L'"
del 12-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Il parroco Don Daniele: "Era rimasto il referente" "Grisenti corretto e disponibile L'incontro: un favore personale" "Sono il sacerdote di una parrocchia di quattromila persone, quindi essendo finito sul giornale per questa vicenda delle intercettazioni in molti mi chiedono spiegazioni, vogliono sapere com'è andata". Spiegazioni che il parroco di Aldeno, Cimone e Garniga, don Daniele Morandini ( nella foto ), fornisce volentieri per far capire meglio il contesto di quell'incontro alla sede dell'A22. Era il 17 luglio scorso e in via Berlino il sacerdote si è presentato con un assistente nell'ufficio dell'ex presidente Silvano Grisenti. Lì c'era anche il capo del Dipartimento lavori pubblici della Provincia, Raffaele De Col. "C'è una storia che precede quell'incontro - racconta don Daniele - e riguarda il progetto della ristrutturazione della chiesa di Garniga Terme. Tutto è iniziato nel 2002, quindi con il mio predecessore. Allora Grisenti era assessore provinciale, si era occupato lui di questo intervento. Dovendo portare avanti il progetto, per me Grisenti è rimasto il referente nonostante non ricoprisse più quel ruolo e l'incontro di luglio è stato un favore personale che mi ha concesso". Alla parrocchia rimanevano 400 mila euro di "buco", nella conversazione intercettata nell'ufficio dell'Autostrada del Brennero si cercava di trovare la modalità per ammettere almeno una parte di questa somma a contributo e quindi diminuire il debito che pesa sulle spalle della parrocchia. "Chiedevamo se era possibile, in forma assolutamente legale, trovare una soluzione a questo problema" aggiunge don Daniele Morandini. La richiesta di contributo che è poi stata presentata negli uffici provinciali a tal proposito è ancora in fase di valutazione. Alla parrocchia non è arrivata alcuna risposta al riguardo. Quello che preme precisare al parroco di Aldeno, Cimone e Garniga è il fatto che quel giorno in via Berlino c'è stata una semplice consulenza, con Silvano Grisenti che, affiancato dal dirigente Raffaele De Col, dava consigli al parroco per districarsi nella burocrazia necessaria per poter chiedere i contributi alla Provincia. "Quell'incontro è un fatto reale, accaduto - conclude il sacerdote - ma dietro a questo fatto c'è anche una storia che lo spiega e che dimostra che Silvano Grisenti con noi è sempre stato corretto e disponibile. Anche quel giorno". 12/10/2008.
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da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 12-10-2008)
Argomenti: Burocrazia SAN MARINO pag. 19 E' DECISAMENTE un uomo che sogna in grande Rober... E' DECISAMENTE un uomo che sogna in grande Roberto Valducci, tanto più che ha il pregio di tradurre i sogni in realtà. L'ultimo si è realizzato ad Acquaviva, dove ha sede la casa di cura privata e dove sono state gettate le basi dell'OUPI. Dietro l' apparente fredda sigla c'è un progetto di dimensioni immense sul piano scientifico e umanitario. Si tratta dell'Ospedale Umanitario Pediatrico Internazionale. Poggia su una Fondazione, che si proclama apolitica, senza fini di lucro, indipendente dai pubblici poteri, con piena autonomia funzionale e amministrativa e nel rispetto della legislazione sammarinese. Il sodalizio ha la 'benedizione' del prof. Umberto Veronesi, impartita con un messaggio inviato sul Titano alla presentazione ufficiale dell'evento. "Volevo realizzare qui un altro dei miei sogni", ha raccontato Roberto Valducci, patron di Valpharma (altro sogno realizzato alla grande) davanti al Segretario di Stato alla sanità Mauro Chiaruzzi in qualità di ospite, una platea di addetti ai lavori tra personale medico della clinica e luminari arrivati da Milano. Tutti partecipi dello stesso sogno, a cominciare da Nicoletta Tradati, il vero motore del progetto: quello di creare una struttura internazionale per bambini oncologici che nei loro paesi non possono trovare terapie adeguate. La dottoressa Tradati, oncolga formatasi alla scuola dell'Istituto dei tumori di Milano, tre anni fa ha tirato a sua volta fuori dal cassetto il suo sogno e ci si è buttata a testa bassa per realizzarlo, spalleggiata da altri colleghi. Sul Titano Roberto Valducci era sulla stessa lunghezza d'onda. "Noi a Milano avevamo le idee chiare su cosa fare - ha spiegato Nicoletta Tradati - A San Marino c'era già una struttura ospedaliera privata pronta a ospitarci". Così è bastato mettere insieme i pezzi per comporre il puzzle. Nasce così l'Ospedale umanitario internazionale, in un punto baricentrico della Penisola, dove la burocrazia non corra più veloce della malattia, si spera. Serve personale specializzato, ovviamente. "Formeremo qui medici e infermieri stranieri - dice Nicoletta Tradati - così potranno tornare sufficientemente attrezzati nei loro paesi dove oggi non possono avere una formazione adeguata. Oltretutto - aggiunge - saranno loro i nostri migliori mediatori culturali nei confronti dei nostri pazienti". Giovanni Michele Zangoli.
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 12-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: FOGGIA - data: 2008-10-12 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Il caso Inchiesta della Procura. Sullo sfondo le consulenze Giallo sulle dimissioni del direttore del Parco: "Mi sono state estorte" Filomena Tanzarella ha lasciato ad aprile La decisione è stata resa pubblica venerdì Le dimissioni furono accettate dall'allora commissario dell'Ente MONTE SANT'ANGELO - Costretta a dimettersi e a lasciare l'incarico di direttore del Parco nazionale del Gargano. Un'ombra si allunga sull'ente dell'area protetta. Il direttore del parco, Filomena Tanzarella, le cui dimissioni sono state rese pubbliche venerdì pomeriggio nel corso dell'assemblea dei sindaci del Gargano, non avrebbe deciso liberamente di lasciare l'incarico. "Le dimissioni mi sono state estorte": questo avrebbe dichiarato nell'esposto che la direttrice ha presentato alla Procura della Repubblica di Foggia denunciando presunte pressioni. Sulla vicenda c'è già un'indagine in corso condotta dal sostituto procuratore, Michele Infante. Pochissimo trapela dalla sede dell'ente parco a Monte Sant'Angelo. La direttrice Tanzarella, originaria di Ostuni, presentò le proprie dimissioni quando il parco era guidato dal commissario del ministero per l'Ambiente, Carlo Pignatelli. Dimissioni che furono protocollate e accettate ad aprile dal commissario, come risulta da una nota in calce presente sulla lettera con la quale la direttrice formalizzava la decisione. Ma a quanto sembra non furono mai comunicate al ministero che di fatto non ha avviato la procedura per la nomina di un nuovo direttore. E' stato il presidente Giandiego Gatta a mettere in moto il procedimento. Le dimissioni se l'è ritrovate sulla sua scrivania quando a fine agosto è stato reintegrato dal ministro. Gatta, preso atto delle dimissioni già accettate dal commissario Pignatelli, ha trasmesso al ministero la rinuncia. Qualcuno all'interno dell'ente Parco o sul territorio dell'area protetta ha realmente costretto la direttrice a dimettersi e per quali ragioni? Tra dipendenti, funzionari e dirigenti del parco nessuno rilascia dichiarazioni, c'è persino chi nega che ci sia un'inchiesta del genere. Men che meno tra i sindaci e gli amministratori. Eppure alcuni funzionari dell'ente parco sono stati già ascoltati dal magistrato come persone informate sui fatti su alcune delle vicende contenute nell'esposto della Tanzarella. Sullo sfondo le consulenze elargite dal parco ma anche il giro di cooperative che ruota attorno ad eventi, manifestazioni, visite guidate promosse e organizzate dall'area protetta. Cooperative, non solo della provincia di Foggia ma anche di altre province pugliesi. Come la coop Thalassia di Brindisi il cui vice presidente, Antonio Ciola è il marito della dimissionaria direttrice dell'ente parco. La coop. Thalassia nel 2007 ha organizzato alle Isole Tremiti la manifestazione "La notte di Naturalia". Il clima nell'ultimo anno e mezzo all'interno del Parco non è stato dei migliori. Prima, dopo e durante il commissariamento. Sindaci e amministratori per mesi hanno denunciato le lentezze della burocrazia dell'ente nel rilasciare o negare permessi. Anche durante l'assemblea di venerdì i sindaci hanno sollevato questo problema. Ora che il ministero recepirà le dimissioni, aldilà dell'inchiesta in corso, si metterà in moto la procedura per la nomina di un nuovo direttore. Al ministero l'ente parco dovrà inviare una terna di nomi tra i quali poi avverrà la designazione. Sempre che a Roma non si decida di capire la portata dell'inchiesta lasciando per il momento la guida del parco nelle mani del vicedirettore. Antonella Caruso Il presidente del Parco Nazionale del Gargano, Giandiego Gatta.
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 12-10-2008)
Argomenti: Burocrazia I dati sui laureati alla Giornata sanitaria Lavoro: posto sicuro per medici e farmacisti, meno per i veterinari Veterinari e dentisti fanno a fatica a trovare lavoro. I primi perché vogliono tutti curare gli animali e trascurano altri sbocchi professionali e i secondi perché hanno difficoltà economiche ad aprire uno studio. Va decisamente meglio a medici e farmacisti: quasi tutti gli 80 laureati all'anno in Medicina a Udine trovano un'occupazione. Stesso discorso per i 30 laureati in Farmacia, che non hanno grosse difficoltà a sistemarsi. Questo il quadro emerso nel corso della "Giornata del medico e giornata sanitaria", la tradizionale iniziativa che premia professionisti meritevoli a 50, 60 e 65 anni dalla laurea e in cui si svolge un simbolico passaggio di consegne tra veterani della sanità e giovani che ripetono per l'occasione il giuramento di Ippocrate. I veterinari aumentano ogni anno del 5%, ma il lavoro no. "Il problema - ha commentato il presidente dell'Ordine dei veterinai, Renato Del Savio - è che gli studenti, per lo più donne, s'iscrivono per curare gli animali, trascurando altri settori. Ad esempio, è sempre di nostra competenza il controllo di alimenti di origine animale". Del Savio, riconoscendo che la parte più affascinante del mestiere è proprio quella di avere a che fare con gli animali, ha suggerito ai giovani di intraprendere anche altre direzioni. Gli iscritti a Udine e provincia sono 214, ai quali ogni anno si aggiunge una decina di persone. "Un numero elevato - ha commentato Del Savio -. Purtroppo le facoltà in Italia sono troppe e non sempre formative dal punto di vista pratico". I dentisti, invece, una volta laureati, se la devono vedere con una spinosa burocrazia ed esorbitanti spese di avvio della professione. "Abbiamo una decina di nuovi iscritti ogni anno - ha detto il presidente della Commissione odontoiatri, Paolo Maisano -, un dato che segna un leggero calo dei professionisti proprio per la difficoltà a mettersi in proprio. A un anno dalla laurea, solo il 3-4% trova lavoro". Per quanto riguarda Medicina, la situazione è più rosea. "La qualità delle prestazioni - spiega il presidente dell'Ordine dei medici di Udine, Luigi Conte - è molto elevata sia nostra città, sia in regione, dove la spesa pro capite per la sanità ammonta a 1.525 euro l'anno. Una cifra inferiore ad altre realtà, ma che garantisce un alto livello nel settore". Prima di diventare medici passano almeno dodici anni tra laurea e specializzazione, il percorso è lungo e ben lontano, secondo Conte, dall'immaginario proposto dalle fiction sul tema. "Visti gli spiacevoli episodi di malasanità italiana - continua Conte - il contenzioso spaventa ulteriormente. Ecco che allora molti laureati si riversano su specializzazioni più tranquille, abbandonando il settore chirurgico e interventistico". Sempre a detta di Conte, la richiesta di anestetisti, pediatri e ortopedici è ancora molto elevata. I 30 farmacisti che ogni anno si iscrivono all'Ordine, infine, trovano lavoro a qualche mese dalla laurea. "Si tratta per lo più di donne - ha commentato il presidente Enrico Manganotti - che non hanno grossi problemi a trovare uno sbocco professionale". Ilaria Gianfagna.
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da "Arena.it, L'"
del 12-10-2008)
Argomenti: Burocrazia ZEVIO. Gran finale in castello per la 56a festa dedicata alla produzione, con la vendita di pomi a "chilometri zero" Tutti d'accordo: c'è ancora mercato per la mela di qualità Principio di reciprocità, prezzi e stagionali Bazzoni e Brunelli: "Meno burocrazia"     Piero Taddei Principio della reciprocità e stagionali sui campi con meno burocrazia sono i temi che hanno tenuto banco alla 56a Festa della mela di Zevio, inaugurata dal vicepresidente della Provincia, Antonio Pastorello. Alla rassegna, che si conclude oggi, erano presenti anche gli assessori Dionisio Brunelli (agricoltura) e Maria Luisa Tezza (istruzione e pari opportunità), e il consigliere Samuele Campedelli, vicesindaco del paese a vocazione melicola. E' stato il vicepresidente della Fiera di Verona, e consigliere della Camera di commercio, Claudio Valente a introdurre il concetto di reciprocità: "Nei nostri frutteti la lotta ai parassiti è attuata con principi a minor impatto possibile. Bisognerebbe che facessero altrettanto anche i Paesi concorrenti". Valente ha poi toccato il tasto della quotazione al minimo delle mele destinate alla trasformazione industriale. A far crollare il prezzo è stato il raccolto dei Paesi dell'Est, Polonia in testa, tornato a livelli standard. Solo una piccola parte delle mele neocomunitarie può reggere il confronto qualitativo con la nostra produzione. Risultato: il grosso è dirottato alla trasformazione industriale. L'abbondante offerta di pomi di seconda scelta ha quindi decretato i ribassi. "Importazioni di frutta da industria stanno abbattendo il prezzo della nostra", ha detto Valente. "Fortunatamente, da due anni a questa parte, le nostre mele commerciali riscuotono molto interesse sui mercati. E' il segnale di come la produzione veronese sia competitiva e ad alta remunerazione". Sull'esigenza di produrre con qualità ha insistito anche il consigliere regionale Raffaele Bazzoni: "Oggi bisogna privilegiare la sanità della merce più che il prezzo, anche se il momento economico è difficile. E il frutto della professionalità veronese non comporta i rischi sanitari di certe produzioni estere". Bazzoni ha fatto l'esempio del latte alla melammina, che in Cina ha intossicato migliaia di consumatori. Al pari dell'assessore provinciale all'agricoltura Brunelli, Bazzoni ha auspicato la sburocratizzazione delle pratiche necessarie all'assunzione di stagionali in agricoltura, e che la sperimentazione semplificatoria attuata quest'anno per i braccianti impiegati nella vendemmia possa estendersi anche ad altre colture. La Tezza ha sottolineato come i successi dell'agricoltura made in Verona passino anche attraverso il lavoro degli immigrati. A proposito della Fiera della mela, tornata nei ranghi dopo il tentativo con Melissima di assumere una valenza provinciale per differenziarsi da analoghe manifestazioni celebrate da altri paesi melicoli del Veronese, Lorenzoni ha ribadito la necessità di coesioni ai fini di promozionale al meglio i pomi di casa nostra. Oggi, in castello, la Fiera propone mele a "chilometro zero", ovvero direttamente dal produttore al consumatore, le mostre di macchine e attrezzi agricoli e delle antiche arti e mestieri. Alle 14.30 sfilata di trattori Landini testa calda per le vie del paese. Alle 15.30 scherma medioevale, alle 17.30 saranno premiati gli studenti che hanno partecipato al concorso sulla mela. Seguirà una rappresentazione e cura dell'Istituto comprensivo. Prima, a mezzogiorno, è previsto l'arrivo della ciclopasseggiata organizzata per sollecitare il prolungamento verso sul della ciclabile lungo l'Adige.
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da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 12-10-2008)
Argomenti: Burocrazia LUSIA Non sarà rinnovata la convenzione con Rovigo. Timori di eccesiva velocità sull'arteria appena riaperta Un vigile e forse un autovelox sulla Sp 18 (I.B.) Lusia avrà un vigile e forse un autovelox sulla Sp18. Dal prossimo primo novembre, infatti, il comune di Lusia potrà disporre di un vigile urbano. Si tratta di una persona già esperta, in quanto prestava già servizio presso un consorzio di comuni del Padovano, e assumerà servizio presso il comune di Lusia in seguito ad applicazione della procedura di mobilità. Da circa un paio di anni per il servizio di Polizia locale il comune di Lusia era convenzionato con quello di Rovigo, ma l'accordo non ha dato i frutti sperati e dunque non sarà più operante da gennaio 2009.Nella recente seduta consiliare, infatti, in sede di verifica degli equilibri di bilancio l'assessore al Bilancio Gianfranco Quaglio ha informato i consiglieri di una minore entrata da contravvenzioni per 12mila euro rispetto alla previsione. L'utilità di avere a disposizione una persona esperta, considerando che di fatto il comune di Lusia è privo di qualsiasi forma di Polizia locale da parecchio tempo, è stata sottolineata dal sindaco Sergio Vignaga. "Con la nuova viabilità - afferma il primo cittadino - è sempre più necessario un controllo effettivo sul territorio, e la presenza di una persona esperta è utile sia per i rapporti con i cittadini, sia per accelerare i tempi per alcune procedure urgenti".I tempi infatti stringono per l'attivazione delle procedure per l'installazione di un autovelox - sarà da stabilire se per la rilevazione delle infrazioni di velocità o soltanto per quelle semaforiche -, da posizionare appunto sulla Sp 18 del Bornio appena riaperta, per la quale ora sussiste il rischio di velocità eccessive dei mezzi. "Inoltre, urge anche effettuare una ricognizione sul territorio e individuare i punti per i quali è necessaria la segnaletica orizzontale e verticale - ricorda il sindaco -. È ulteriormente utile poter contare sul consiglio di personale esperto in sede di attuazione del progetto di zonizzazione ai fini della sicurezza proposto dalla Regione Veneto. Per tutti questi motivi è opportuno che l'amministrazione disponga di una persona già in grado di districarsi nei meandri della burocrazia, e nulla vieta in futuro di pensare anche all'opportunità di un secondo vigile".
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 12-10-2008)
Argomenti: Burocrazia CASTELLO DI GODEGO Oggi prende il via "Barcollando" Eventi culturali al barco Mocenigo Castello di GodegoBarcollando è il tema di una serie di eventi culturali, ma non solo, che da oggi fino a metà novembre animeranno serate e pomeriggi del Barco Mocenigo in via Marconi. Segnali di un mondo che scricchiola eprove tecniche di stabilità il sottotitolo che sta ad indicare il carattere di questi incontri. Nel Barco Mocenigo, solitamente fucina d'arte e di artisti, questa volta si parlerà anche di società, economia, politica in sei appuntamenti che inizieranno stamane alle 10,30 con la presentazione della mostra dell'artista Valter Caon. Domenica 26 Ottobre invece sempre alle 10,30 sarà di scena l'artista Nicola Artuso mentre venerdì 31 Ottobre alle 21 un incontro pubblico su Padri e Figli: Il passaggio generazionale d'Impresa con il dott. T.Brunello ed il dott. S. Zanolli già direttore della Diesel Italia ed ora amministratore delegato di 55DSL (gruppo Diesel). Venerdì 7 Novembre alle 21 incontro pubblico su I costi della burocrazia con il prof. F. Bresolin dell'Università di Venezia ed il dott. M. Casteller del Distretto della bicicletta. Domenica 9 Novembre alle 21 Il Passo Perfetto rappresentazione teatrale con Nicola Artuso, Loris Contarini e Paolo Valentini; venerdì 14 Novembre alle 21 incontro pubblico su Federalismo: i costi della non attuazione con il dott. G. Bellati di Union Camere Veneto che concluderà questa serie di eventi in Barco Mocenigo.
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 12-10-2008)
Argomenti: Burocrazia VOLPAGO La sottostazione vale un milione di euro Volpago(L.Bon)Una sottostazione nella campagna volpaghese. In cambio un milione di euro di opere pubbliche. Un intervento a dir poco rilevante, con un valore che va al di là dei confini comunali, è destinato ad interessare a breve-medio termine (tutto dipenderà dai tempi della burocrazia) la campagna volpaghese. Si tratta della realizzazione di una sottostazione Therna, in programma nell'area a sud di via Schiavonesca vecchia non lontana dall'incrocio Bombarda in cui è già in avanzato stadio l'iter volto all'apertura di una nuova cava della ditta Superbeton. Come compensazione dell'infrastruttura, da realizzare su un'area di 60mila metri, oltre ai prezzi d'acquisto per i privati, per il Comune dovrebbe arrivare la bellezza di un milione di euro, da investire in opere pubbliche. "Attualmente -spiega il sindaco Roberto Toffoletto- esistono due grandi linee in direzione est-ovest: la nostra linea da 380mila wolts e un'altra nella zona di Scorzè; entrambe partono da Vicenza e arrivano al Friuli. In progetto c'è un collegamento nord-sud, Scorzè-Volpago e in tale contesto, allo scopo di evitare problemi di cali di tensione, si inserirebbe la sottostazione. Contestualmente verrebbero dismessi 30 chilometri di linee". Secondo Toffoletto tale intervento non dovrebbe comportare problemi ambientali. "Innanzi tutto -dice- tale area sarebbe circondata da verde, con alberature alte 20 metri. Inoltre, esternamente si coglierebbe solo qualche traliccio. Va poi tenuto presente un altro aspetto: quell'area è comunque già compromessa, dato che vi viene prospettata una cava, per la quale ha già avuto luogo la presentazione pubblica. Infine, un aspetto positivo è la disponibilità, per il Comune, di un milione di euro da impiegare in interventi pubblici". Si sarebbe dovuto trattare l'argomento nell'ultimo consiglio comunale, ma la trattazione è poi slittata al 29 ottobre per indisponibilità del relatore.
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da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 12-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Iniziativa pensata per le centinaia di organizzazioni che operano in provincia. Due giorni di confronti Associazioni onlus a scuola di fiscalità Un corso fiscale dedicato al mondo dell'associazionismo, che nel Friuli Occidentale registra un picco di presenze eccezionale: un migliaio tra sodalizi e circoli operano nei settori più disparati (trecento circa soltanto nel capoluogo), dalla cultura allo sport, dalle iniziative umanitarie all'assistenza. Asteli, associazione tempo libero, in collaborazione con la Federazione italiana tempo libero e il ministero delle politiche sociali, darà vita a una duegiorni sul tema completamente gratuita.Mercoledì 22 e giovedì 23 ottobre, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, nell'aula al primo piano dell'Hotel Santin, i docenti Fabio Tardanico (dottore commercialista) e Gabriele Torresan (consulente informatico) daranno vita al corso specifico Nuova normativa fiscale e legislativa delle associazioni redazione di bilancio, al quale prenderanno parte Giovanni Ciarlone, della presidenza nazionale Fitel e Fabrizio Palamin, presidente provinciale della Asteli.Tra i temi affrontati figurano le tipologie degli enti no-profit e i sistemi di governance; lo statuto delle associazioni; differenze tra associazioni riconosciute e non; la fiscalità delle associazioni di promozione sociale; la legge 398 del 1991; illustrazione e spiegazione del software di contabilità specifico per i sodalizi."La proficua realtà dell'associazionismo del nostro territorio spiega il presidente Palamin - è costituita da un consistente numero di volontari che operano a titolo gratuito, sui quali grava l'incombenza di dover quotidianamente affrontare la burocrazia, che spesso svela volti nuovi. La nostra iniziativa mira ad offrire un aiuto alle migliaia di volontari, affinché possano operare al meglio nella piena conoscenza delle regole".Nel pacchetto, completamente gratuito, sono inclusi i pasti. Per informazioni: asteli.uilpn@alice.it oppure telefonare alla segreteria organizzativa del corso: 339/6488544 (Fabrizio Palamin).Alessandra Betto.
(
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 12-10-2008)
Argomenti: Burocrazia Cronaca di Cagliari Pagina 1029 La storia di un epagneul breton investito da un'auto e ritrovato dalla Polizia municipale Snoopy, travolto anche dalla burocrazia La storia di un epagneul breton investito da un'auto e ritrovato dalla Polizia municipale I padroni trovano il canile chiuso, muore da solo in un box --> I padroni trovano il canile chiuso, muore da solo in un box La padrona accusa il Comune, ma il dirigente del servizio zooiatrico replica: "Le sue condizioni erano gravi. Purtroppo non ce l'ha fatta". Dopo due giorni di agonia, Snoopy, un bellissimo epagneul breton, è morto. Solo, dentro un box del canile, lontano dalla sua famiglia. La proprietaria chiede di raccontare la disavventura del suo cucciolo: "Spero che la mia esperienza non si ripeta più, solo per questo voglio renderla pubblica", dice Annarita Schirru. "Non accuso nessuno, ma penso che se ci fosse stata una maggiore collaborazione tra la polizia del servizio ambientale e la struttura comunale di via Po il cane sarebbe ancora vivo". LA STORIA Snoopy il 16 settembre passeggia a Pirri con il fratello della sua padrona: "Non aveva il guinzaglio e scorrazzava da una parte all'altra", spiega Schirru. "A un certo punto mio fratello sente il cane lamentarsi e vede un'auto che riparte a tutta velocità. Il cucciolo da quel momento sparisce. Subito facciamo la denuncia di smarrimento". Dopo un giorno di ricerche, a casa di Snoopy arriva una telefonata della polizia municipale: ""Abbiamo ritrovato il suo cane, è stato investito ma sta bene", mi spiega un agente prima di darmi un appuntamento per il pomeriggio successivo nella sede di via Crespellani". Felicissimi, i proprietari del piccolo il giorno stabilito si recano negli uffici del servizio ambientale, dove due poliziotti confermano che il cane, munito di microchip, era stato investito vicino all'asse mediano di Pirri, curato dai veterinari della Asl che lo hanno trasferito al canile. E fanno sapere che da quel momento il quattrozampe sarebbe potuto tornare a casa: "Corro al canile a prendere Snoopy, ma lo trovo chiuso. Un signore mi spiega che il pomeriggio non è aperto al pubblico e mi invita a tornare la mattina seguente", prosegue la proprietaria. Dopo 15 ore di angoscia la tragica scoperta: "Arriviamo alle 8 in via Po e troviamo il cucciolo morto, dentro un box". La padrona sconvolta si chiede: "A cosa servono tutti questi passaggi? Perché non ci hanno restituito subito il nostro cane?". LA REPLICA Una risposta arriva dal canile: "Snoopy è entrato da noi il 17 settembre sera, era stato curato dalla Asl e noi abbiamo continuato le visite. Le sue condizioni erano gravi. Purtroppo non ce l'ha fatta", spiega Pietro Frongia, dirigente del servizio zooiatrico comunale. "Se qualcuno ci avesse comunicato che erano stati trovati i proprietari e che sarebbero venuti a prenderlo avrei aperto il canile anche nel pomeriggio. In casi urgenti lo facciamo senza problemi". L'iter burocratico ha complicato tutto e il piccolo epagneul breton ne ha pagato le conseguenze. FRANCESCA GHEZZO.
(
da "Mattino, Il (Avellino)"
del 12-10-2008)
Argomenti: Burocrazia L'indennità concessa alla moglie del boss. L'ex presidente dell'Antimafia, Diana: contraddizioni da eliminare Camorra, richiesti altri vitalizi Fa discutere il caso-Graziano, ma non è l'unico: presentate diverse domande. S'indaga Il giorno dopo la rivelazione del nostro giornale della elargizione dell'indennizzo dello Stato per le vittime di camorra anche alla famiglia di Antonio Graziano, estraneo alle dinamiche camorristiche, e dunque anche alla moglie del boss Adriano, polemiche e sconcerto si alternano in Irpinia e nel vallo di Lauro in special modo. Molti familiari di persone rimaste vittime delle organizzazioni malavitose attendono da anni l'indennizzo, la loro pratica è bloccata nei meandri della burocrazia. Sulla vicenda di Adriana Graziano (a presentare la domanda è stata la madre, ndr) s'incrociano da una parte la storia di una donna che ha registrato la morte violenta del capofamiglia; dall'altra parte la storia familiare che vede, tra le beneficiarie dell'indennità, anche la moglie di Adriano Graziano, attualmente in carcere per essersi sottratto alla sorveglianza speciale. Marco Cillo di "Libera" non esita a dire che "serve una seria valutazione del caso, ma comunque così facendo non si dà un buon esempio e non si onora la memoria delle vittime della camorra". "C'è da eliminare queste contraddizioni di fondo che vedono talvolta, addirittura, un boss di camorra, o la sua famiglia, essere assistito con la pensione, pur disponendo di ingenti ricchezze", sostiene Lorenzo Diana, il magistrato sotto scorta per le minacce camorristiche ricevute. SERVIZI ALLE PAGG. 16 E 41.
(
da "Mattino, Il (Caserta)"
del 12-10-2008)
Argomenti: Burocrazia ANTONIO PISANI Sono ancora lì, nelle celle-frigo dell'obitorio di Caserta, le salme dei sei immigrati africani uccisi a Castelvolturno il 18 settembre scorso. Vittime due volte, della camorra spietata, e di un mix di burocrazia e politica. "Sono in attesa che le famiglie mi diano l'autorizzazione all'inumazione e alla traslazione dei corpi - spiega il Console onorario del Ghana Antonio Crisci - poi martedì sarò a Castelvolturno con l'Imam di Napoli dove incontrerò l'assessore comunale ai servizi sociali Rosalba Scafuro. È il Comune a dover gestire i 50mila euro messi a disposizione dalla Regione". Un passaggio che non trova d'accordo l'assessore competente: "Noi dobbiamo solo provvedere agli adempimenti burocratici - afferma la Scafuro - i soldi restano materialmente nella disponibilità della Regione". Una questione non di poco conto, in un momento in cui l'amministrazione castellana è sotto il fuoco congiunto di parte della cittadinanza, che l'accusa di non aver fatto nulla per la sicurezza dei residenti, e dell'opposizione di centrodestra che continua a pretendere mano dura contro gli immigrati clandestini e che non apprezzerebbe l'utilizzo di risorse pubbliche per le sei vittime. Una patata bollente di cui il sindaco Francesco Nuzzo avrebbe volentieri fatto a meno. Ma la Regione è stata chiara: i 50mila euro andranno al Comune di Castelvolturno (dovrebbero arrivare domani) che dovrà provvedere a elargire le somme sulla base delle indicazioni fornite proprio dal Console Antonio Crisci, rappresentante legale dei familiari delle vittime. "Non so cosa siano gli adempimenti burocratici di cui parla l'assessore Scafuro - afferma Crisci - sono le famiglie a dover decidere quando e come procedere. La loro intenzione è di riportare le salme in patria; stiamo solo attendendo che i soldi siano disponibili". È poi probabile che gli amici delle vittime vogliano celebrare una cerimonia a Castelvolturno o a Napoli. Intanto la Onlus "Nuova Frontiera" ha aperto due sottoscrizioni in favore dell'unico superstite della strage, Joseph Aymbora, attualmente al Cardarelli, e delle famiglie dei defunti per consentire loro la sopravvivenza nonostante sia venuta meno la rimessa inviata in patria.
(
da "Stampa, La"
del 12-10-2008)
Argomenti: Burocrazia CASA BASCIANELLI Il posto giusto per aspiranti lupi di mare L'Autoscuola Mediterranea è stata la prima in Italia a dotarsi di computer con cui l'allievo si può allenare a svolgere i quiz propedeutici all'esame di teoria. La sede è infatti dotata di addirittura una ventina di computer a disposizione degli allievi che hanno così modo di trovare sempre una postazione libera per confrontarsi con i quiz. Le lezioni, sia di teoria sia di guida vengono articolate in vari orari, anche dopocena e il sabato per venire incontro a tutte le esigenze e agli impegni di lavoro o di studio dell'utente. Secondo le nuove normative, si svolgono i corsi per il patentino per il ciclomotore ed i corsi per il recupero dei punti persi della patente. Molto importante, vista anche la destrezza dello stesso patron Bascianelli nel settore (è appassionato velista d'altura), è la "sezione mare" con corsi per tutti i tipi di patenti nautiche, corsi di vela d'altura e partecipazioni a regate (le patenti spaziano da quelle entro le 12 miglia a quella senza limiti). Gli istruttori, con anni di esperienza di navigazione, cercano di insegnare al neofita l'andare per mare in sicurezza. Le patenti nautiche, abilitano al comando di imbarcazioni o solo a motore o vela e motore: si dividono in patenti per navigazione entro sei miglia dalla costa o senza limiti. I corsi, della durata di circa due mesi, si tengono in vari orari a seconda delle esigenze dell'utente: al mattino, al pomeriggio e alla sera. Le lezioni teoriche vengono articolate in vari argomenti: meteorologia, precedenze e luci delle imbarcazioni, normativa giuridica e legale, segnalamenti IALA, carteggio con lo studio delle correnti e dei venti, ma soprattutto si cerca di inculcare il rispetto dell'ambiente e la prudenza per evitare gli incidenti tra imbarcazioni o dovuti al maltempo. Tra le uscite in mare sono previste anche navigazioni notturne e, se le condizioni meteo lo permettono, almeno una traversata in Corsica. L'allievo, oltre ad imparare a governare la barca, deve anche imparare a viverci, senza abusare dell'acqua, facendo da mangiare e riordinando la propria cabina. Insomma, una splendida esperienza di vita. Come Agenzia di pratiche Auto, infine, l'Autoscuola di Mediterranea effettua in modo pratico e semplice le pratiche per il rinnovo e duplicati della Patente (con il medico in sede ogni giovedì), revisione degli autoveicoli, immatricolazioni e passaggi di proprietà anche di auto estere e tutte le pratiche per il trasporto merci. Inoltre l'utente potrà anche pagare presso la nostra sede i bolli auto. Districarsi nel mondo complesso della burocrazia-auto è tutt'altro che semplice ma alla Mediterranea diventa facile e anche conveniente.
(
da "Quotidiano.net"
del 12-10-2008)
Argomenti: Burocrazia E' quanto si legge nella bozza delle conclusioni del summit dell'Eurogruppo. Allarme del Fmi: "Sistema sull'orlo del collasso"ROMA - Al ministero è al lavoro una commissione che si sta occupando di rivedere la matur
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Burocrazia)
<La politica sostenga il made in Italy>
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Marcegaglia: <Il Federalismo farà bene al Sud>
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Sondaggio 'shock' sugli elettori della Pdl: 63% dice "sì" all'eutanasia e 75% all'aborto
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Incoming: tra crisi e concretezza
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Il consiglio di Versace: "Puntate sulla qualità"
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Mostra mercato, record di visitatori
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La Reggiana ha un piano per evitare le file
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Cgil manifesta in consiglio comunale Pdl: ci sono più bidelli che carabinieri
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LA CRISI
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Burocrazia)
Bort: Distretto del turismo
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Burocrazia)
QUEI SOLDI A CATANIA
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Burocrazia)
POLITICHE AGRICOLE UE, ATTESA LA SVOLTA
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Impiegati e servizi, così i conti non tornano
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Con il federalismo efficienza e trasparenza
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Lettere al direttore
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AGENDA E LETTERE pag. 8 Senza titolo LETTERA IMPIEGATI COMUNALI NEL MIRINO Burocrazia & maleducazion...
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Ricerca, Rummo: Meno burocrazia
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LECCE
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La Lessinia deve allearsi per avere il marrone Dop
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Ha dato le case ai pavesi, adesso rischia la sua
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Terzo settore: meno burocrazia per l'assistenza
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Pasquino traccia la scritta cancellata
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La burocrazia frena le spese per i servizi
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La replica della giunta: atto dovuto per razionalizzare competenze e mansioni
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Nel capoluogo i dipendenti del Comune costano poco
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I consulenti del lavoro: <La formazione è il futuro dei giovani>
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I risultati di una ricerca del Centro Studi di FIMMG e SWG che sarà discussa nell'ambito del 63 Congresso Nazionale FIMMG a Villasimius
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<La mia vita in trincea contro la casta padana>
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La caccia alle inefficienze scopre i conti dei comuni, primo
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Di nuovo in sicurezza la strada "colpita" da una frana
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LETTERE OPINIONI
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Artigianato giù. <Colpa di fisco e burocrazia>
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TRASPORTO AEREO. Tasse più trasparenti e maggiore concorrenza per gli aeroporti Ue
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Ha danneggiato la mia auto Era una truffa
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Mancano i contatori, case al freddo
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Vietnam, manga sotto accusa per sesso e violenza
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Piazzale Moroni, in ritardo i soldi per rifare le facciate
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Nidi comunali, per gli esclusi arrivano i primi cento posti
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Il Cuneese piace agli immigrati
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Senza riforma Veneto a picco Protagonisti della rivoluzione
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E in paese compaiono scritte di protesta: l'azienda non inquina, la burocrazia sì
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Tempi lunghi per avere il gas
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Edilizia, allarme dei costruttori - patrizia capua
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Lega coop, cambio al vertice una manager alla presidenza - massimo vanni
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Ci tiravano dietro i mutui, ora ci portano via la casa di Francesco Bonami Wall Street ci ha svegliato dal nostro sogno americano
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Parla l'ex ministro livia turco di Alessandro Calvi <Il testamento biologico? Prima le cure palliative>
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Da destra penso alla qualità
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INAUGURATO <Punto Rosso>, il nuovo sistema di pagamento self-service de
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Crisi mercati, troppo peso sulle pmi
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<Burocrazia, costi da abbattere>
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La Cgil attacca: Così il governo manomette l'articolo 18
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ROMA - Parte dall'impegno che aveva preso con gli elettori: Mettere in campo, com
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(
da "Stampa, La"
del 13-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il vicepresidente Peveraro La Regione apre agli artigiani "Pronti 20 milioni per i confidi" La Regione risponde positivamente alla richiesta di intervento lanciata dal segretario della Cna: "Rifinanzieremo il fondo rotativo e l'Artigiancassa e stanzieremo 20 milioni per la patrimonializzazione dei Confidi", annuncia il vicepresidente della Giunta, Paolo Peveraro, intervenendo all'annuale assemblea della confederazione che si è svolta ieri alla Fondazione Sandretto. L'allarme liquidità e il rischio di restare vittima degli usurai è stato lanciato dal segretario regionale, Michele Sabatino. Gli interventi della Regione dovrebbero permettere di allargare la rete delle garanzie economiche per questo settore. Peveraro, davanti ai delegati della confederazione nazionale artigiana ha promesso che "entro la fine anno dell'anno saranno garantite a Finpiemonte le risorse per rinnovare il fondo rotativo mentre nel bilancio di previsione del 2009 sono state previste le risorse per rifinanziare Artigiancassa". Il vicepresidente ha anche spiegato che "tra i 250 milioni di euro di investimenti previsti nel bilancio di previsione, 30 saranno destinati all'artigianato". In poche settimane, poi, la giunta dovrebbe approvare la delibera che "stanzia 20 milioni per stabilizzare i Confidi. Si tratta di soldi già accantonati che speriamo di stanziare entro la fine di ottobre". Peveraro, poi, si è augurato che "ci sia l'ampio consenso da parte di tutte le forze politiche per la rapida approvazione del nuovo testo unico per l'artigianato, una riforma concepita per semplificare il rapporto delle imprese con la burocrazia". Si vedrà. Enzo Ghigo, coordinatore regionale di Forza Italia, comunque spiega che "l'opposizione verificherà con estrema attenzione se le misure annunciate dal vicepresidente della Giunta saranno realizzate oppure se la giunta Bresso si limita alla propaganda". \.
(
da "Giornale di Brescia"
del 13-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 13/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:CITTA' E PROVINCIA I residenti del Villaggio Margherita di Montichiari lamentano l'assenza di servizi indispensabili Da tre anni senza asfalto né luce Il Comune: "Strada privata, noi non c'entriamo". La beffa: rubati i cavi dei lampioni Uno scorcio di via S. Edith Stein: niente asfalto e lampioni ancora inutilizzabili Burocrazia, responsabilità rimpallate di porta in porta ed altro ancora, compreso il furto dei cavi elettrici. La colpa, insomma, almeno così pare, non è di nessuno. Particolare, questo, che non lenisce lo scorno di chi subisce i disagi. La segnalazione arriva dal villaggio Margherita, in costruzione a Montichiari, lettore che risiede dalle parti di via Sant'Edith Stein. "Abito qui da due anni - dice la voce all'altro capo del telefono -, il mio vicino da tre. Le opere primarie essenziali ci sono, ma mancano ancora l'illuminazione pubblica e l'asfaltatura, e le strade sono sconnesse. In Comune ci hanno detto che si tratta di una "strada privata", e che quindi non è di competenza dell'Amministrazione. Però la tassa sui rifiuti è arrivata... Particolare affatto insignificante, visto che la trentina di famiglie che abitano in via Stein e via Molla non hanno neanche i cassonetti". Ancora: "Il Comune dice che è colpa dei costruttori; i costruttori dicono che il Comune deve loro dei soldi... Si rimbalzano le responsabilità, insomma, e noi in mezzo. Ho chiesto di non pagare l'importo relativo alle luci, ma non c'è stato niente da fare: ho dovuto metter mano al portafogli. Così come avevamo già pagato l'importo per le opere primarie, che ancora non ci sono...". Giriamo i quesiti al sindaco Gianantonio Rosa. "Per quanto riguarda le opere primarie - dice - il Comune non può intervenire. In base alla convenzione stipulata, l'Amministrazione pubblica prenderà in carico queste opere quando saranno non solo finite (dai lottizzanti), ma anche collaudate. Idem per la luce: noi non c'entriamo, tant'è vero che i soldi vanno all'Enel. Discorso diverso per i cassonetti: se in quella zona ce ne sono pochi, chiederemo al Cbbo di metterne altri, nella speranza che poi non ci sia chi si lamenta. Sapete com'è: la gente vuole i cassonetti, però non vicino a casa...". Appurato che le opere primarie non sono a carico del Comune, ci siamo rivolti all'agenzia che ha venduto le case: "Noi non c'entriamo - assicurano anche loro -. Il nostro compito era di vendere gli appartamenti; questo abbiamo fatto. Per il resto bisogna rivolgersi ai lottizzanti". A causa dei tempi stretti, non siamo riusciti a rintracciarli. Però abbiamo rintracciato un tecnico: "È vero - conferma - ci sono stati dei problemi, acuiti dal fatto che qualcuno s'è preso la briga di rubare i cavi elettrici dei lampioni. In tempi brevi, però, la situazione dovrebbe risolversi: i lottizzanti, infatti, si sono impegnati a rimettere i cavi elettrici rubati. Hanno già firmato il contratto con la ditta che provvederà al più presto". Fiat lux, dunque. Nella speranza che, nel frattempo, qualcuno non si porti via i lampioni. Non sono di rame come i cavi, ma sono pur sempre di metallo. E coi tempi che corrono... gaf.
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da "Secolo XIX, Il"
del 13-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Aquilotti in affanno con il lottogiaveno Il difensore raddrizza il match con un colpo di testaProseguono le trattative per il ritorno di Do Prado la spezia. Ci vuole la determinazione di Andrea Citterio per salvare lo Spezia contro il Lottogiaveno al "Picco". Il difensore centrale canta e porta la croce, è il capocannoniere della squadra con due gol segnati (l'altro nella partita con l'Albese). Ad una manciata di minuti dalla conclusione il difensore si è portato in attacco, come in altre occasioni, per un calcio d'angolo di Del Padrone ed ha trovato la zuccata vincente per rendere meno amaro un pomeriggio che non prometteva nulla di buono perchè undici minuti prima il Lottogiaveno era passato in vantaggio con Ripandelli che aveva toccato in rete una punizione di Solari (vecchia scuola Sampdoria), secondo uno schema. Al "Picco" il pubblico cala ( anche se oltre duemila spettatori in categoria resta un lusso) e la tifoseria della curva, che per tutta la partita ha incitato il gruppo, al termine ha manifestato il suo disappunto davanti ai cancelli, mentre la squadra chiusa nello spogliatoio sentiva il sermone di mister Rossi. Il popolo aquilotto, come sette giorni prima a Sarzana ha voluto un confronto con l'amministratore Aldo Jacopetti per esternare tutto il disappunto. La serie D sta stretta alla tifoseria, ma la squadra non pare così com'è possa cavalcarla in pole position. Il programma societario vuole due anni per lasciare la categoria, ma il popolo bianco preme, chiede l'obiettivo subito, al primo assalto. Così un'ora buona davanti ai cancelli bloccando l'uscita della squadra. Poi, alle 18, l'"assedio"è stato tolto dopo un colloquio con l'allenatore Marco Rossi, che ha ribadito come la società sia sempre vigile sul mercato. Avrebbe dovuto essere l'incontro della riscossa, invece per lo Spezia il bandolo della matassa è difficile da trovare: tre punti in quattro partite, una media non da primato. Ma la classifica non muta visti i pareggi che hanno caratterizzato le squadre di testa e i punti dalla capolista Biellese rimangono cinque. Intanto l'amministratore delegato Aldo Jacopetti e il direttore sportivo Osvaldo Olivari scrutano quello che il mercato può offrire di questi tempi fuori dai periodi canonici. In settimana ingaggiato il portiere Fornari, classe '89, del Verona, mentre la società cerca di stringere con il brasiliano Do Prado, uno dei protagonisti della salvezza in B due anni fa. Ma la burocrazia per tesserare un extracomunitario non è semplice. La società cerca anche un attaccante. Ma non solo, in tutto tre o quattro elementi. Ieri il Lottogiaveno ha affrontato lo Spezia a viso aperto, con due punte fisse (ottimo il '90 Trentinella) e due esterni, Fici e Ripandelli, pronti a fungere altrettanto da attaccanti. Lo Spezia ha cercato il corridoio con il veloce Masi, lesto a giostrare su tutto il fronte, ma i problemi sono giunti tutti nel mezzo e in fase d'attacco. Lentissime le ripartenze, poche le trame di gioco e i pericoli per il portiere Miglino. Dalla difesa, meno male, è difficile passare, imperniata sull'ottimo Citterio e su papà Fusco. Ieri assente Cintoi squalificato, molto bene ha giocato Valentino Ivani, '89, uno dei giovani pescati nella Primavera. Ma proprio i giovani, che avevano iniziato molto bene il campionato, accusano qualche battuta a vuoto. Le azioni sotto la porta del Lottogiaveno si contano in una mano. Al 3' una botta dalla distanza di Pessotto respinta dal portiere, poi due punizioni tagliate di Biava, una finita sulla barriera e una attutita da un difensore e parata dal portiere. All'intervallo è parso chiaro che solo una giocata avrebbe potuto sbloccare la partita, nonostante il pallone si viaggiato molto davanti a Miglino, senza ricevere il tocco conclusivo. Al rientro lo Spezia è partito lancia in resta, ma il prodotto non è stato munifico, così che al 32' la formazione torinese è passata con Ripandelli (Imburgia dove sei?) per un risultato che forse sarebbe stato troppo avaro per lo Spezia. Poi la voglia di Citterio a scacciare i fantasmi, ma non i problemi, che restano. E l'allenatore Marco Rossi è disposto a rivedere lo schema di gioco, anche a partire dal derby di domenica prossima a Sestri Levante. "Una partita negativa, inutile nasconderlo, sono pronto a cambiare modulo perchè così non va, specie quando qualcuno vuole strafare. In attesa di qualche rinforzo". Paolo Rabajoli rabajoli@ilsecoloxix.it 13/10/2008 spezia1 Citterio 43' st lottogiaveno1 Ripandelli 32' st spezia (3-5-2):Bertagna 6; Ivani 6,5, Citterio 7, Fuscon 6,5; Frateschi 5 (35' st Ballani s.v.), Del Padrone 5,5, Pessotto 5,5, Biavan 5 (5' st Nieto 5), Imburgia 5,5; Masi 6 (22' st Dura 6), Di Paola 5. A disp. Mozzachiodi, Nastasi, Baldini, Triglia. all. Marco Rossi. lottogiaveno (4-4-2):Miglino 6,5; Scano 6, Negro Frer 6, Salacone 6,5, Mazza 6; Fici 5,5 (18' st Canavese 6, 38' st Bonato s.v.), Bernardon 6, Solarinn 6,5, Ripandelli 6,5 (46' st Celeste s.v.); Trentinella 6, Ciocia 5,5. A disp. Miccichè, Molinaro, Delaurenti, Marzano. all. Michele Scola. arbitro: Marco Lobina di Cagliari 6,5. note: spettatori 2.264 (1.151 paganti e 1.113 abbonati) per un incasso di 10.489 euro. Angoli: 7-6 per lo Spezia. Recupero: pt 1', st 6'. 13/10/2008.
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da "Centro, Il"
del 13-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
VIABILITA' La burocrazia "chiude" il sottopasso Raccordo tra piazza Cuonzo e l'area industriale ancora senza collaudo LANCIANO. Mancano i collaudi definitivi, ma il viadotto che da piazza Cuonzo sbuca nella zona industriale del quartiere Follani è ormai cosa fatta. La bretella, costituita da un sottopassaggio e da un ponte, fa parte di una serie di interventi finanziati dal consorzio Asi Sangro. Obiettivo dell'opera è di migliorare l'accesso alla zona industriale che finora poteva essere raggiunta dalla città solo intersecando una strettoia che sfocia su viale Cappuccini. L'intervento ha assorbito un investimento iniziale di 90mila euro all'interno di un progetto di miglioramento dell'area per la quale sono stati impegnati complessivamente 436mila euro. Manca tuttavia ancora qualche giorno per dichiarare l'opera definitivamente conclusa. Nel frattempo il cantiere aperto su piazza Cuonzo ha creato non pochi problemi ai residenti sacrificando posti auto e rallentando il traffico. Solo di recente l'asfalto di metà piazza è stato ripristinato. Qualcuno si aspettava di veder "restaurato" il tratto di strada di via Barrella che presenta, in presenza della scuola elementare Rocco Carabba e dell'istituto superiore De Giorgio, diversi squarci e tratti pericolosi, ma l'intervento spetta al comune, non al consorzio industriale. La realizzazione della bretella di piazza Cuonzo ha implicato anche opere di protezione per cadute dall'alto, la sistemazione della pavimentazione e della segnaletica e la predisposizione di un cavidotto per una futura rete telematica. "I ritardi sono dovuti alla burocrazia - ha spiegato Giuseppe Cellucci, presidente dell'Asi Sangro - mancano solo le autorizzazione per il passaggio sulla linea ferroviaria, contiamo di inaugurare il sottopasso al più presto". Daria De Laurentiis.
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da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 13-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
AGRICOLTURA 13-10-2008 UNIONE AGRICOLTORI "MENO BUROCRAZIA" Bonazzi: "Si rischia di chiudere le stalle" II "Intervenire per evitare che si perpetui una eccessiva divaricazione tra costi di produzione e reali ritorni economici". L'Unione agricoltori, per voce del presidente Lorenzo Bonazzi, commenta la crisi del comparto del Parmigiano. "Si deve impedire che la crisi degeneri nella chiusura di stalle e caseifici, penalizzando il comparto in termini occupazionali, ma anche e soprattutto il modello economico che questa produzione rappresenta. E' un esempio unico al mondo di connubio tra territorio, cultura, produzione e tradizioni. E' necessario procedere in tempi brevi dando risposte immediate per generare modelli organizzativi capaci di assicurare un futuro al comparto". Oltre ai quattro punti condivisi dalle organizzazioni della filiera, i produttori hanno proposto la discussione anche di altri nove punti. Tra essi spiccano il contenimento dei costi di produzione a carico delle aziende tramite la semplificazione degli iter burocratici, maggiori controlli per contrastare le contraffazioni, promozione di iniziative su progetti di filiera, innovazione in termini di immagine e packaging e formazione degli imprenditori.
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da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 13-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMA VISIONE. DA UN LIBRO DELL'INSEGNANTE FRANÇOIS BÉGAUDEAU La cinepresa in Classe Il tema è la scuola stessa Il film di Lauren Cantet, vincitore a Cannes, mostra vitalità e insidie del rapporto docente- allievi     Enzo Pancera LA CLASSE ? ENTRE LES MURS (Francia, 2008) di Laurent Cantet con François Bégaudeau, Nassim Amrabt, Frank Keïta. Cinema Odeon. Per vedere La classe ? ma il titolo originale suona: Tra le mura (scolastiche) ? sarebbe utile mettere tra parentesi l'agitazione in corso nella scuola italiana per tornarci magari in seguito, dopo aver attraversato, senza pregiudizi e attese, il film di Laurent Cantet che a maggio ha vinto a Cannes e in Francia ha molto successo. Il quarantasettenne regista ? che ha dedicato due film importanti, Risorse umane ('00) e A tempo pieno ('01) al tema del lavoro nel XXI secolo ? ha derivato il film dal libro omonimo (Einaudi) scritto da François Bégaudeau, un ex insegnante che ha prodotto più di un titolo sui problemi della scuola francese. Bégaudeau interpreta sé stesso, insegnante di francese, durante un intero anno scolastico nell'ultima classe di una scuola media del XX Arrondissement di Parigi. Tra i quattordicenni/quindicenni che la compongono ci sono numerosi arabi e africani e non manca un cinese. Il professore ha ben presente che la padronanza della lingua è di vitale importanza per questo tipo di allievi. Per aiutarli ad adottare un'attenzione analitica cerca di stabilire con loro un rapporto franco, talvolta brusco. Li invita a riflettere su sé stessi componendo al computer un autoritratto con foto e didascalie, li stimola a formulare giudizi, a nutrire una memoria cosciente. Ma le parole, essenziali a condurre il discorso, possono tradire. Il difficile contesto in cui i ragazzi vivono agisce, devia, provoca reciproche irritazioni. E quando una reazione va oltre, l'istituzione ci mette inevitabilmente di suo (burocrazia, provvedimenti, istruttorie). Chi cercherà ne La classe una posizione, un suggerimento, una soluzione resterà probabilmente deluso. La laboriosa "improvvisazione finalizzata" ? messa a punto con Bégaudeau e studenti reali ? unita a tecniche di ripresa che non perdono mai il baricentro collettivo, ha il pregio d'immettere lo spettatore "nel flusso". Si avverte così la bontà e insieme la fragilità delle intenzioni, la necessità ma anche la rigidità dell'organizzazione istituzionale. Si sperimenta, in certo modo, la vitalità e l'insidia del rapporto. Per qualcuno la conclusione del film è pessimistica. Dissentiamo: l'aver coscienza che la comunicazione si dibatte tra limiti e fraintendimenti è condizione per scommettere sulla riuscita. Non a caso - nel modo più imprevedibile, di straforo ma in una situazione nodale - fa capolino la citazione di un dialogo (platonico) a ricordare che non esiste né scuola né insegnamento senza un confronto che metta in discussione tutti e tutto.
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da "Quotidiano.net"
del 13-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Come posso rientrare in una classe dove c'è un ragazzo che mi ha preso a pugni e minacciato di morte? - chiede - Questo ragazzo è già stato sospeso parecchie volte"
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Il professore se la prende quindi con i colleghi d'istituto, che hanno scelto di punire il giovane con 15 giorni di sospensione: "A cosa serve? Dovevano scegliere tra me e lui, avevo chiesto un provvedimento esemplare e invece è stata presa una decisione inutile ed inadeguata. Questo ragazzo è già stato sospeso parecchie volte". Anche il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini in televisione nei giorni scorsi aveva invitato il docente a "continuare per quei ragazzi cui ha fatto molto", ma Sergi non ne vuole più sapere: "Secondo certi colleghi bisognava tacere tutto, l'importante era salvare l'apparenza. Sinceramente mi aspettavo solidarietà maggiore dal mondo della scuola, invece si risponde solo con la burocrazia. La mia scuola mi ha dato un altro pugno, quello del k.o. Il provvedimento dei 15 giorni di sospensione nessuno dei miei colleghi me lo ha comunicato, ecco perchè lascio". LA NOTIZIA Ragazzino prende a pugni il prof - STOP AL BULLISMO La nostra iniziativa Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento Nome: Email: Commento: Caratteri rimasti Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Chi vorresti come tuo sindaco e chi alla guida della Provincia? 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La foto del giorno Una tigrotta siberiana per i 56 anni di Putin Il problema, per l'ex leader del Cremlino, è come reagirà il suo labrador Koni alla vista del cucciolo 'intruso': i due ancora non hanno fatto conoscenza. La tigre probabilmente finirà allo zoo LEGGI LA NOTIZIA GUARDA LA VIDEONEWS RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.
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da "Gazzettino, Il"
del 13-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Siti, informazioni, nomi dei collaboratori, premi e penalità. Ovvero: chiedi e ti informeremo di tutto ma non cambierà niente. Vista da dentro, la cura Brunetta sa più di incipriatura che di idee reali atte a fronteggiare la burocrazia, che è quanto il Paese chiede. La "repressione" porterà qualche vittima più perché indesiderata che colpevole mentre i soliti furbastri batteranno cassa per vie traverse all'ombra della nota catena di complicità.Qualche esempio. I programmi mirati di cui ho preso visione, e a suo dire autentico toccasana, c'erano già, purtroppo, e facevano da pari ai premi incentivanti un tempo stabiliti da aderirvi durante (?) l'orario di lavoro. Bastava dirsi disponibili, inventare qualcosa da sistemare o procurare dell'arretrato e il gioco era fatto. Senza dovere portarli a termine, s'intende. Ci sono concreti motivi per supporre che ora non sarà diverso dato che non vi sono facce nuove a fare da controllori. E i premi ai meritevoli?! L'altra commediaccia già vista. Le parti si accordano per premiare a turno quasi sempre un loro protetto e si potevano definire "di sostegno". Verranno segnalati pure dall'utenza anche via internet?! Nello Stato si può finire come incidente di percorso per trovarsi a lottare contro i mulini a vento e capire che il buon esempio va isolato. In nutrita compagnia, attendo da sempre giustizia e non "boutades" ma toccherà glissare. Solo di recente trovavo parziale conforto in luogo di inetti contabili, nell'ottenere un extra pari a circa il 70\% di una paga grazie a un calcolo in gran parte basato sulla presenza. Ora si ritorna al vecchio spacciando per novità il danno agli onesti.Il punto non è aumentare le presenze nella fabbrica del nulla, ma dare un taglio draconiano agli organici. Negli ultimi anni l'aumento sciagurato di assunzioni, perlopiù frutto di governi di centrodestra, ha mortificato l'apporto tecnologico con risultato di tempi e costi in crescita toccati con mano da tutti. Produrre di più. Produrre cosa? L'utenza chiede criteri europei non l'eterno Socialismo Reale. Lasciamo all'Oltralpe razionalità e precisione. Noi saremo sempre perfetti ciarlatani nell'attesa serafica della disfatta.Dante BernardisCividale del Friuli.
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 13-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Due terzi degli elettori della Marca rinnoveranno i loro amministratori nel 2009. Ci sono anche "anomalie" Campagna elettorale al via in 60 Comuni Da Mogliano a Vittorio Veneto: ecco i primi candidati sindaci corteggiati o messi in panchina Due terzi degli elettori della Marca saranno chiamati alle urne l'anno prossimo per rinnovare le proprie amministrazioni comunali: ad esprimere il proprio voto nel 2009 saranno i cittadini di 60 comuni, 59 perché sopraggiunta la naturale scadenza della legislatura e uno, Mogliano, per eleggere un nuovo sindaco dopo la crisi della Giunta e il successivo commissariamento. Impossibile ade oggi sapere la data precisa delle consultazioni, che potrebbero essere abbinate alle elezioni per il Parlamento europeo e alle altre consultazioni amministrative previste in Italia.Tra i comuni maggiori al voto c'è proprio Mogliano, commissariato dallo scorso 31 marzo dopo la caduta della Giunta di centrosinistra guidata dal sindaco Giovanni Azzolini a due soli anni dal suo insediamento. L'ex primo cittadino è pronto a ricandidarsi e morde il freno: "Mi hanno messo in panchina in modo forzato ma io sono pronto a scendere di nuovo in campo - afferma Azzolini con determinazione -. Lo farò con il mio stile: senza "doping" o trucchetti. La gente mi conosce. Non esiste che io lasci le cose a metà, tanto più che la colpa non è mia e lo sanno bene tutti: a far mancare le condizioni per governare è stato il Pd". La lista civica in capo alla quale si era candidato la scorsa tornata si sta già dando da fare e pare molto probabile che Azzolini si presenterà per una corsa solitaria. "I tempi sono maturi e il nostro consenso è ampio - dichiara - Mi stanno corteggiando un po' tutti, da destra e da sinistra. Io sono pronto a misurarmi sulle idee e sui progetti con le persone prima che coi partiti. Senza preclusioni. A parte con l'ala del Pd che fa capo a Diego Bottacin. Con loro non voglio avere niente a che fare".Dopo due mandati dovrà passare la mano il sindaco di Vittorio Veneto, il leghista Giancarlo Scottà: "Penso di aver dato tutto quello che potevo dare in questi due mandati, burocrazia a parte - commenta il primo cittadino -. Si poteva lavorare di più, ma per le lungaggini burocratiche, per i ricorsi al Tar e per l'ostruzionismo di qualche comitato abbiamo perso tempo. E le risposte alla gente bisogna darle subito. Io ho fatto del mio meglio e adesso spero che si possa trovare un buon candidato che prosegua l'azione portata avanti in questi due mandati: adesso siamo al culmine dell'attività con una serie di proposte che stanno andando in porto".Anche Franco Zanata, sindaco di Preganziol dovrà farsi da parte per la legge che vieta il terzo mandato consecutivo. Preganziol peraltro è uno dei due comuni, assieme a Vedelago, che superano i quindicimila abitanti ma che voteranno comunque con il sistema maggioritario, ovvero elezione diretta del sindaco senza ballottaggio. La legge prevede infatti che per i comuni a fare testo sia il numero di abitanti che contavano all'ultimo censimento disponibile. Questo risale al 2001, quando entrambi non avevano ancora raggiunto la soglia fatidica. Già alle comunali del 2004 si era presentata questa "anomalia".Altro comune al di sopra dei quindicimila abitanti chiamato alle urne l'anno prossimo è Paese, dove con ogni probabilità dovrebbe ripresentarsi il sindaco uscente Valerio Mardegan.Marco Gasparin.
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da "Cittadino, Il"
del 14-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Berlusconi: "Bush, grande della storia" In visita negli Usa assicura: "Ce la faremo a uscire dalla crisi" WASHINGTON Europa e Stati Uniti insieme possono farcela, perché ora hanno "le armi" per colpire al cuore la crisi dei mercati ed evitare che il virus, dal mondo della finanza, finisca per infettare anche il corpo sano dell'economia reale. Soddisfatto, anzi orgoglioso per l'accoglienza "regale" riservatagli alla Casa Bianca da George W. Bush, Silvio Berlusconi ieri ha ostentato ottimismo durante tutta la sua giornata americana per il maxi-rimbalzo delle borse dopo la "svolta" dell'Eurogruppo a Parigi. Si è trattato di un incontro caloroso, quello a Washington tra Berlusconi e Bush, nel quale si sono alternati messaggi positivi dedicati ad iniettare ulteriori forti dosi di fiducia ai mercati e reciproci attestati di stima tra il presidente uscente ed il premier italiano che ha così confermato la sua vicinanza personale all'amico George: "la storia dirà che Bush è stato un grande, grandissimo presidente degli Stati Uniti", ha detto senza sfumature Berlusconi. Dalla Rose Garden della Casa Bianca, mentre i mercati riprendevano fiato, il presidente del Consiglio ha esortato l'Europa e gli Stati Uniti ad agire insieme, "in modo coordinato" anche con gli altri governi, per impedire che la crisi superi i confini della finanza. A Parigi, ha rimarcato il premier al fianco di Bush, l'Europa si è finalmente dotata di quegli strumenti necessari per ridare fiducia a banche, imprese e investitori. A partire dalle garanzie statali sui prestiti interbancari, un canale fondamentale per salvaguardare la liquidità degli istituti di credito e consentire i finanziamenti alle imprese. Le misure adottate sono state recepite ieri dai governi dell'eurozona. "Un segnale positivo". Ma attenzione, è stato l'avvertimento di Berlusconi, ora bisogna evitare di cadere in "un eccesso di statalismo, di burocrazia e di regole", che finirebbe per strangolare anche la finanza. Nei suoi colloqui con Bush e con il vice presidente Dick Cheney, hanno riferito infatti fonti di Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio ha insistito molto proprio sulla necessità di interventi statali "regolati ma non regolatori", nella prospettiva di un progressivo disimpegno quando le acque cominceranno a calmarsi.L'Italia, comunque, rispetto agli altri paesi europei che hanno messo sul piatto centinaia di milioni di euro nei pacchetti anti-crisi, non ha bisogno di "molti" stanziamenti perché il sistema nazionale del credito si è dimostrato molto più solido. L'unica banca sottopatrimonializzata a dover ricapitalizzare, ovvero Unicredit, ha ricordato infatti Berlusconi, lo ha fatto trovando i fondi "nel mercato". E per il momento non c'è necessità di alcun intervento dello Stato nel comparto bancario. Se ci fosse "siamo disponibili", ha aggiunto il premier, "ma lo faremo comunque mantenendo il carattere privato" degli istituti di credito. Delle ricette per allontanare lo spettro della recessione il premier ha parlato in giornata anche con i due "candidati al trono" degli Stati Uniti, Barack Obama e John Mc Cain, contattati telefonicamente durante il loro tour elettorale del Paese. In serata (ormai piena notte in Italia) Berlusconi si è diretto alla Casa Bianca, dove in suo onore, e in occasione del Columbus Day, la "State dinig room" si è riempita di ospiti in un'atmosfera - dalla musica al menu - tutta italiana e certamente meno formale di quella vissuta alla Casa Bianca.Luigi Ambrosino.
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da "Gazzetta di Reggio"
del 14-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Di Wainer Magnani Giglio: stesse condizioni, identici problemi L'unica soluzione per evitare le lunghe file è acquistare il biglietto in prevendita REGGIO. Cosa cambia allo stadio Giglio rispetto alla partita con la Spal? Niente. Tutta l'organizzazione che ha portato, lo ricordiamo, a file interminabili, sarà confermata perché, di fatto, non c'è alternativa. L'unica soluzione per evitare di mettersi in fila per un'ora o nella peggiore delle ipotesi entrare allo stadio a partita iniziata è comprare il biglietto in prevendita. Non c'è un'altra possibilità. I botteghini saranno gli stessi (cinque) forse aumenterà di uno quello per ritirare gli accrediti, da due a tre ma per il resto non ci sarà nessuna variazione significativa. Chi vorrà vedere Reggiana-Verona e non è intenzionato a mettersi in fila ai botteghini per acquistare il biglietto non ha che una soluzione: la prevendita. CIRCUITO BLOCCATO. C'è però un piccolo particolare: il servizio doveva essere in funzione da ieri alle 15 ma in realtà il circuito Ticketone ieri era inibito. In pratica non si poteva acquistare nessun biglietto per Reggiana-Verona. Per oggi è tutto un quiz, anche perché non bisogna dimenticare che anche alla vigilia della partita con la Spal la prevendita è stata possibile solo dal mercoledì. Probabilmente accadrà così anche questa settimana. LATERALE CHIUSA. C'è poi un altro particolare curioso: molti tifosi hanno acquistato in prevendita un tagliando di tribuna laterale sud inferiore ma questo è un settore che la Reggiana è costretta a tenere chiuso. I tifosi si sono così dovuti accomodare nel settore superiore, in altri posti e quindi il biglietto nominale non vale più. C'è comunque una spiegazione a tutto questo: la tribuna laterale sud sarà idonea solo quando il bar della sud sarà agibile. E' la risposta della società. ZONE SCOPERTE. Per i tifosi granata, quindi, acquistare un biglietto è un autentico calvario non solo perché i punti di prevendita sono limitati e lasciano scoperto buona parte del territorio reggiano, vedi la Montagna e la zona delle ceramiche ma perché è racchiusa in pochi giorni. Anche questo è un problema irrisolvibile e che non dipende dalla Reggiana. Poter disporre di un circuito Ticket one costa dagli 800 ai 1.500 euro e dunque sono pochi coloro che rischiano questo investimento. Per questo motivo i punti di prevendità per la Reggiana sono pochi, anzi pochissimi rispetto alle altre società. La società ha provato a coinvolgere altri esercizi ma non è stato possibile. PAGANTI IN CALO. E' vero che le previsioni metereologiche dicono che ci sarà una bella giornata di sole, così com'è vero che acquistare il tagliando in prevendita si risparmia ma alla resa dei conti non ci si deve stupire se il Giglio è sempre più deserto e i paganti sono in flessione, a prescindere dal campionato e dalle prestazioni offerte dalla Reggiana. Non è in questo modo che si può invogliare la gente ad andare allo stadio ma il controsenso (misto a rabbia) è che non è nemmeno responsabilità della Reggiana ma bensì delle nuovi legge che impongono tempi, burocrazia e orpelli che penalizzano i tifosi. Ovviamente solo i reggiani, perché chi si è recato al Silvio Piola di Novara non ha avuto gli stessi problemi, anzi. Nel piazzale dello stadio era accampato il Circo di Praga, con tanto di elefanti liberi di scorazzare. Altro che tornelli e zona di prefiltraggio.
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da "Adige, L'"
del 14-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lo sfogo a rovereto Dellai su Grisenti "Così ha sbagliato e si è fatto da parte" leonardo pontalti "Le intercettazioni dovrebbero servire per individuare chi è corrotto, non chi non lo è". Sa parecchio di sfogo, l'esternazione che Lorenzo Dellai si è concesso ieri sera a Rovereto, mentre presenziava alla presentazione della candidatura - nelle fila del Pd - della lagarina Giulia Robol. Un incontro nel quale Dellai non ha certo dribblato la scottante attualità: "Sono giorni che l'inchiesta viene pesantemente presentata all'opinione pubblica, con il rischio che tutto finisca per diventare un minestrone in cui finiscono indebitamente tutto e tutti. Giorni in cui la mia coalizione è stata sottoposta ad un pesante stress, reagendo tuttavia con compostezza, forte della trasparenza e dell'onestà che poi è puntualmente venuta alla luce, sia per quel che riguarda gli uomini e le forze che mi sostengono, sia per quel che riguarda direttamente la mia persona". "Spiace - ha proseguito Dellai - ritrovarsi a dover dire, "per fortuna che ci sono le intercettazioni", perché dovrebbero servire a colpire chi sbaglia, non a confermare l'onestà di chi è onesto. È stato infatti acclarato come personaggi che gestivano la cosa pubblica tenessero comportamenti poco consoni al loro ruolo. Tra questi anche Silvano Grisenti certo, che non rinnego come compagno di un lungo percorso, ma che ora, con la consapevolezza di aver sbagliato, è stato invitato a farsi da parte. Con assoluta serenità e franchezza si deve ammettere che in passato ci si è forse mossi con leggerezza, se si è arrivati a questo. Ma guai trasformare tutto in un minestrone dove finiscono ad esempio sacerdoti o cittadini che chiedono solo consigli su come muoversi nella burocrazia, oppure il sottoscritto o la coalizione che lo sostiene". 14/10/2008.
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da "Nazione, La (Siena)"
del 14-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
PRIMO PIANO pag. 2 Superenalotto, tutti in ricevitoriaa caccia del jackpot da sogno I SENESI E LA DEA BENDATA LA DIFFICILE CONGIUNTURA HA RILANCIATO ANCHE LOTTO E GRATTA E VINCI. TOTOCALCIO IN RIBASSO di ANTONELLA LEONCINI MA DOVE "bussano" i senesi per far fronte con la fortuna ai loro problemi economici? Contro la crisi si tenta soprattutto con il Superanalotto, il Lotto ed altri giochi similari. Il miraggio è più attraente se, come adesso, il jackpot ha raggiunto 80 milioni di euro. Tanto può valere una minima giocata Superenalotto con due colonne da 50 cents ciascuna. "Sono circa sei anni ? ricorda Claudio Balducci della tabaccheria della Lizza ? che è uscito questo gioco e va per la maggiore. Sarà per il miraggio della vincita facile, del gioco semplice, comunque è stato un crescendo". Va forte anche il Gratta e Vinci: una schedina costa da uno a dieci euro e la puntata preferita è cinque euro. "Le persone ? si osserva alla ricevitoria ? non hanno voglia di pensare, preferiscono meccanismi facili. Non esiste un identikit del cliente: giocano tutti, soprattutto trentenni. Molti sono habitués. E da quando c'è crisi e il monte premi del Superenalottto cresce settimana dopo settimana, i giocatori sono saliti del 30 per cento. Il totocalcio va un po' meno; sarà per tutti i problemi del calcio, sarà che qualcuno preferisce gli sportelli Snai dove può scegliere due o tre partite su cui puntare. La Lotteria Italia, nonostante che il prezzo del biglietto sia fermo a cinque euro, è meno richiesta; semmai, come sempre, si avrà la solita corsa al biglietto nei giorni che precedono l'estrazione". "Abbiamo solo il lotto ? fa eco Anna Mocenni del tabaccheria di Piazza del Campo ?. I giochi sono gestiti da società che li ricevono in appalto dallo Stato. E' una questione di concorrenza e le società preferiscono affidare i giochi in esclusiva a punti che non hanno rapporti con altre società. Ci sono anche altre burocrazie che impongono, fra l'altro, una distanza fra una ricevitoria ed un'altra". "AL LOTTO, si spende da un euro in su ? aggiunge Mpocenni ? La massima puntata qualche tempo fa è stata 200 euro. Altra cosa è il Gratta e Vinci: da quando il meccanismo è diventato più semplice, soprattutto in questi periodi più difficili, i clienti sono aumentati". Il mercato moderno dei giochi è nato nel 1946. Vuoi per le difficoltà che stimolano a cercare alternative dal facile denaro, vuoi per altri giochi che sono arrivati sul mercato, la domanda è rapidamente cresciuta. Nel 1977 gli italiani spendevano per il gioco circa 516 milioni degli attuali euro; l'anno scorso, le scommesse sfioravano 30 miliardi di euro. E anche Siena si è adeguata. "Certo ? aggiunge Romano Macco della ricevitoria al Chiasso Largo ? la crisi ha portato più clienti per il lotto. Ma soprattutto il gratta e vinci va forte. Con dieci euro, si può vincere due milioni di euro. Noi paghiamo direttamente ogni giocatore, anche se ha acquistato la schedina altrove, fino a cinquecento euro. E' da tempo che ho chiesto la concessione del Superenalotto: sarebbe una piccola mecca, ma non ho avuto risposte".
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da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 14-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
FERRARA CRONACA pag. 8 SANITA' Liste chiuse: già superato il tetto 2006 A VOLTE avere un politico al posto giusto può essere un aiuto per la città. Ma non sempre. Da settembre infatti, i pazienti di Ferrara che sono in cura a S. M. Maddalena non potranno più proseguire, almeno fino al 2009: è stato raggiunto infatti il tetto massimo previsto dagli accordi tra Emilia Romagna e Veneto per le prestazioni transfrontaliere. E così chi si reca a Santa Maria ora non potrà più farlo. Si arriva anzi all'assurdo che le operatrici del call center devono chiedere la residenza del paziente: se questi abita al Parco del Pollino, a Ventimiglia, Sgonico o Cuneo, può curarsi a Santa Maria; se è di Ferrara, viene respinto o deve andare a pagamento. Eppure la casa di cura è a 300 metri dal confine naturale della provincia di Ferrara, a un chilometro dalla piazza di Pontelagoscuro: nulla da fare, le liste sono chiuse solo per i ferraresi. Tutto avviene per un perverso meccanismo di compensazione economica tra Regioni: chi esporta pazienti oltre confine deve pagare le prestazioni alla regione che li ospita. Vince la burocrazia, dunque e poco contano la Costituzione, il buon senso ed anche la circostanza, appunto, che il presidente della Commissione politiche per la salute della Regione sia proprio il ferrarese Tiziano Tagliani. Costretto forse dalle finanze dell'Usl di Ferrara a firmare un accordo con la Regione Veneto che penalizza fino a tutto il 2009 i cittadini ferraresi che hanno bisogno di cure.
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da "Nuova Sardegna, La"
del 14-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Malumore tra i dodici utenti e i responsabili Progetto Sa Pompia in difficoltà niente stipendio da quattro mesi SINISCOLA. Gli stipendi si sono arenati dallo scorso luglio, inceppati tra gli ingranaggi di una burocrazia spietata. I dodici utenti del Centro salute mentale, e i due responsabili zonali del progetto "Sa pompia", da quattro mesi attendono assegno mensile ed arretrati. Sebbene normalmente sia sempre un po' "ballerina", la paga stavolta ha accumulato un ritardo inaccettabile, fomentando un malumore che è sfociato nella protesta. Sono soprattutto le famiglie dei coltivatori dell'agrume siniscolese a chiedere la risoluzione del problema, non solo perché la quinta annualità dell'iniziativa si è ormai conclusa lo scorso 25 settembre, ma soprattutto perché la lentezza dei pagamenti scompensa lo spirito del progetto sovracomunale, attivato grazie a un finanziamento regionale proprio per dare a questi giovani (appartenenti ai Centri di salute mentale baroniese e di Olbia e residenti tra Siniscola, Posada, Budoni e San Teodoro) nuovi stimoli e responsabilità per la loro quotidianità. Nonché la possibilità di rendersi autonomi facendo cooperativa. Lavorare senza essere pagati non piace tuttavia a nessuno, e quattro mesi trascorsi senza percepire il becco di un quattrino hanno influito negativamente sui sentimenti dei dodici utenti, le cui famiglie chiedono da tempo che gli assegni arrivino a destinazione. La petizione è ancora rimasta senza degna risoluzione. "Coltivare e produrre sa pompia - spiega la mamma di un disabile gallurese - ha fatto molto bene a mio figlio. Per lui, i circa 400 euro percepiti grazie al sudore della sua fronte erano il più prezioso dei tesori; una somma che gli consentiva, ad esempio, di acquistare anche alcune medicine o togliersi qualche sfizio. Il mancato pagamento delle ultime mensilità - conclude la donna - è stata una mazzata, che lo ha confuso e reso nuovamente irrequieto". La speranza è che si agisca in fretta per corrispondere i salari arretrati, visto che il malessere si fa sempre più acuto. (salv.mart.).
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da "Eco di Bergamo, L'"
del 14-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Insieme si può salvare dal contagio l'economia reale" "George, la storia dirà che sei stato un grande presidente" WASHINGTON Europa e Stati Uniti insieme possono farcela, perché ora hanno "le armi" per colpire al cuore la crisi dei mercati ed evitare che il virus, dal mondo della finanza, finisca per infettare anche il corpo sano dell'economia reale. Soddisfatto, anzi orgoglioso per l'accoglienza "regale" riservatagli alla Casa Bianca da George Bush, Silvio Berlusconi ha ostentato ottimismo durante tutta la sua giornata americana per il maxirimbalzo delle Borse dopo la svolta dell'Eurogruppo di domenica a Parigi. un incontro caloroso Si è trattato di un incontro caloroso, quello di ieri a Washington tra Berlusconi e Bush, nel quale si sono alternati messaggi positivi dedicati a iniettare ulteriori forti dosi di fiducia ai mercati e reciproci attestati di stima tra il presidente uscente e il premier italiano, che ha così confermato la sua vicinanza personale all'amico George: "La storia dirà che Bush è stato un grande, grandissimo presidente degli Stati Uniti", ha detto senza sfumature Berlusconi, una frase non particolarmente felice in questo momento. Dalla Rose Garden della Casa Bianca, mentre i mercati riprendevano fiato, il presidente del Consiglio ha esortato l'Europa e gli Stati Uniti ad agire insieme, "in modo coordinato" anche con gli altri governi, per impedire che la crisi superi i confini della finanza. A Parigi, ha rimarcato il premier al fianco di Bush, l'Europa si è finalmente dotata di quegli strumenti necessari per ridare fiducia a banche, imprese e investitori. Le misure adottate sono state recepite ieri dai governi dell'Eurozona. "Un segnale positivo". Ma attenzione, è stato l'avvertimento di Berlusconi, ora bisogna evitare di cadere in "un eccesso di statalismo, di burocrazia e di regole", che finirebbe per strangolare anche la finanza. Nei suoi colloqui con Bush e con il vice presidente Dick Cheney, hanno riferito infatti fonti di Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio ha insistito molto proprio sulla necessità di interventi statali "regolati", ma non "regolatori". L'Italia, comunque, rispetto agli altri Paesi europei che ieri hanno messo sul piatto centinaia di milioni di euro nei pacchetti anticrisi, non ha bisogno di "molti" stanziamenti, perché il sistema nazionale del credito si è dimostrato molto più solido. L'unica banca da dover ricapitalizzare, ovvero Unicredit, ha ricordato infatti Berlusconi, lo ha fatto trovando i fondi "nel mercato". E per il momento non c'è necessità di alcun intervento dello Stato nel comparto bancario. Se ci fosse, "siamo disponibili", ha aggiunto il premier, "ma lo faremo comunque mantenendo il carattere privato" degli istituti di credito. "no alle nazionalizzazioni" Nessuna nazionalizzazione, insomma, ma interventi "coordinati" con gli altri governi e le Banche centrali per remare tutti nella stessa direzione, senza "distonie". La cornice naturale per farlo sarebbe quella del G8. Una riunione straordinaria alla quale Roma sarebbe "favorevole", è stata evocata durante la dichiarazione congiunta con Bush alla Casa Bianca. "Vedremo se ce ne sarà bisogno", ha commentato Berlusconi con i cronisti, ribadendo comunque l'idea di trasformare il G8 in un G14 o G16 perché, ha ripetuto ancora Berlusconi a Bush, non si può escludere dalle discussioni sulla "governance futura" metà del Pil mondiale.
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da "Corriere della Sera"
del 14-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-10-14 num: - pag: 48 categoria: REDAZIONALE Storiografia Chabod, Cantimori, "I re taumaturghi": maestri e letture del biografo di Mussolini Quando De Felice per capire il fascismo s'ispirava a Gramsci di GIOVANNI BELARDELLI S ulla figura e sull'opera di Renzo De Felice, nei dieci anni o poco più che ci separano dalla sua scomparsa, si è scritto moltissimo, a testimoniare della peculiare centralità da lui avuta nella storiografia e più in generale nella vita intellettuale dell'Italia repubblicana. Ma a distinguere il recente volume di Giovanni Mario Ceci Renzo De Felice storico della politica, edito da Rubbettino, è il fatto che per la prima volta ad occuparsi del nostro maggior storico del fascismo sia un giovane studioso, che al tempo delle polemiche che accompagnarono negli anni Settanta le opere defeliciane non era neppure nato. Dall'esame dell'intera produzione storiografica di De Felice, che Ceci considera per grandi temi, emerge anzitutto una ricchezza di influenze culturali davvero fuori dal comune: da quelle più note, legate ad esempio alle opere e alla diretta conoscenza di Federico Chabod e di Delio Cantimori o successivamente di George Mosse, a quelle più nascoste, legate a un'idea della storia politica come storia delle credenze diffuse, delle illusioni popolari, dei miti e in genere delle rappresentazioni collettive. Così i suoi studi sul "misticismo rivoluzionario " di fine Settecento avevano dietro la lettura del Bloch de I re taumaturghi, mentre la ricostruzione dell'ondata di miracoli che si verificò in Italia alla vigilia dell'occupazione francese sul finire del XVIII secolo teneva conto della classica opera di Georges Lefebvre sulla "grande paura" nella Francia del 1789. Anni dopo, terminata la fase degli studi dedicati all'Italia giacobina, la sua attenzione, non tanto alla cultura del fascismo come corpo formalizzato di testi e dottrine, ma al mondo mentale dei fascisti come insieme di fantasie, opinioni, rappresentazioni irrazionali, si rifaceva a un'idea ampia della cultura, sulla scia di un grande studioso di scienza politica come Gabriel Almond. Davvero poco nota, nella fitta trama di riferimenti ricostruita da Ceci, l'influenza su De Felice di certe pagine di Gramsci. Del Gramsci che nei Quaderni del carcere sottolineava l'importanza delle credenze popolari, ma anche di quello che, nel pieno della battaglia contro Mussolini, aveva invitato a considerare il fascismo come un movimento sociale espressione dei ceti medi. Naturalmente il libro è soprattutto dedicato alla "rivoluzione storiografica " rappresentata dagli studi defeliciani sul fascismo, dall'opera pionieristica sugli ebrei durante il regime alle migliaia di pagine di una biografia di Mussolini che ricostruiva gran parte della vita italiana durante il Ventennio. Una "rivoluzione" che ha certamente prodotto dei frutti, ma forse, sostengono sia Ceci sia Renato Moro nella prefazione al volume, non ha influenzato in profondità la cultura di un Paese che riguardo al proprio passato fascista sembra ancora schiavo di luoghi comuni, pregiudizi, ricostruzioni fantasiose. Così, l'accuratissima esposizione che Ceci fa dei principali temi della ricostruzione defeliciana del fascismo ha anche il risultato di riproporre fatti, interpretazioni, analisi che presentano spesso un carattere di novità non inferiore a quando furono scritti la prima volta. Si prenda in particolare il capitolo dedicato a ricostruire come De Felice abbia valutato il carattere totalitario o meno del regime fascista, che riproduce giudizi ancora oggi illuminanti. Per tutto il primo decennio del regime e oltre, le iniziali inclinazioni totalitarie del movimento fascista furono congelate dal sistema di compromessi (con il re, con la Chiesa, con i centri del potere economico, con la burocrazia statale) che aveva caratterizzato la costruzione del regime. Le cose cambiarono dopo il 1936, quando fu lo stesso Mussolini ad avviare una "svolta totalitaria " che avrebbe dovuto portare rapidamente alla politicizzazione in senso fascista dell'intera società. Dunque, a partire da quella data, il fascismo fu un regime "ad indirizzo totalitario", anche se - aggiungeva De Felice - non riuscì mai ad esserlo effettivamente. La "svolta totalitaria" non aveva infatti intaccato realmente il compromesso con i vari, diremmo oggi, poteri forti e si era limitata in gran parte al terreno culturale ed educativo. Soprattutto, una volta illustrati i progetti, le aspirazioni e anche le politiche totalitarie del regime, non si poteva sfuggire, secondo De Felice, ad un confronto con ciò che avveniva alla stessa epoca nella Germania di Hitler e nella Russia di Stalin. Da tale confronto emergeva come mancassero al regime italiano alcuni elementi di fondo perché lo si potesse considerare realmente totalitario: non vi era, scriveva lo storico, "il ricorso sistematico al terrore di massa e, quindi, al sistema concentrazionario"; non era mai stata compiuta davvero "la transizione dallo Stato di diritto allo Stato di polizia"; non si era realizzato, anzi il fascismo neppure l'aveva cercato, un controllo del partito sullo Stato. Sicché De Felice invitava a non "lasciarsi trarre in inganno dal grande uso che (...) il fascismo fece del termine totalitario", con la conseguenza altrimenti di scambiare l'autorappresentazione del regime con "la realtà dei veri totalitarismi ". Che ancora oggi questi giudizi non siano troppo diffusi sembra appunto indicare quanto gli studi di De Felice sul fascismo abbiano avuto un'influenza meno estesa di quanto si crede; ma anche, perciò, quanto quegli studi non abbiano perso di importanza e attualità. Il giudizio La svolta totalitaria del 1936 voluta e avviata dal Duce non raggiunse i suoi obiettivi BALILLA RURALI (ARCHIVIO CORSERA).
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da "Denaro, Il"
del 14-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Campania fondi europei Confartigianato: Allarme formazione La Regione non paga ma vuole i rendiconti entro l'anno, i centri rischiano di chiudere Molti centri di formazione della Campania rischiano di andare "gambe all'aria" entro la fine dell'anno. La denuncia è del presidente regionale della Confartigianato, Antonio Campese. Alla vigilia della "Convention del Mezzogiorno", che va in scena oggi a Napoli, Campese denuncia: "La Regione deve chiudere la programmazione dei fondi Ue 2000-2006 e ha chiesto agli enti che hanno avuto corsi finanziati di rendicontarli entro il 31 dicembre. Il problema è che le società di formazione, nella quasi totalità dei casi, stanno aspettando ancora il secondo acconto e il saldo finale per le attività svolte. Quindi dovranno anticipare i soldi di tasca loro:?ma questo è impossibile, si tratta di grosse somme". Una bomba a orologeria minaccia di far saltare il sistema della formazione professionale in Campania. L'allarme è legato alla chiusura della programmazione 2000-2006 dei fondi europei e a lanciarlo è il presidente regionale della Confartigianato, Antonio Campese. "La Regione spiega Campese ha chiesto agli enti che hanno avuto corsi finanziati di rendicontare tutte le spese entro il prossimo 31 dicembre. C'è un 'piccolo' problema, però: nessuno ha ricevuto il secondo acconto dei finanziamenti spettanti, né tantomeno il saldo finale. Quindi, al momento le imprese non avrebbero altra scelta che anticipare di tasca propria i fondi che deve la Regione. Il che è praticamente impossibile spiega Campese: l'ente di formazione della Confartigianato, la Confartigianform, dovrebbe anticipare ad esempio tra i 700 e gli 800 mila euro. Dove li prendiamo tutti questi soldi? Molti andranno gambe all'aria". Moltissimi enti, infatti, secondo Campese, si trovano nelle stesse condizioni della Confartigianform: l'universo della formazione in Campania è animato da oltre 300 società regolarmente accreditate presso la Regione. Un bel problema, insomma. Confartigianato rilancerà l'allarme nel corso della convention del Mezzogiorno in programma oggi a Napoli (l'appuntamento è alle 10 presso l'hotel Vesuvio,ci saranno tra gli altri il presidente nazionale di Confartigianato Giorgio Guerrini, il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega al Cipe Gianfranco Micciché, il vicepresidente della commissione Finanze della Camera Sergio D'Antoni, il governatore della Regione Calabria Agazio Loiero, il presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo)incontro che si soffermerà in particolare sul federalismo fiscale come occasione per il Sud. "Se il federalismo può essere un modo per costringerci al confronto con altre regioni dice Campese - ben venga. In Campania abbiamo una burocrazia più lenta e meno efficiente della media, e problemi di contesto che sono sotto gli occhi di tutti. Ma gli imprenditori non si danno per vinti. Sfido un'azienda veneta a venire a investire qui: andrebbe via dopo tre giorni", afferma con amarezza Campese. Certo, però, non ci si può limitare a piangersi addosso. "Bisognerebbe cominciare col rendere la Campania una regione meno Napolicentrica: oggi sull'asse Napoli-Caserta si esauriscono quasi tutte le attività di sviluppo, anche quelle promosse dalla Regione. Bisognerebbe valorizzare altre zone, e si decongestionerebbe anche il capoluogo regionale". Il mandato di Campese scade tra un anno: "Guidare Confartigianato Campania, il cui peso è cresciuto molto in seno al sistema nazionale, è un'esperienza bella, ma intensa. Io ho anche le mie aziende a cu pensare dice - e non so se mi ricandiderò". G.B. del 14-10-2008 num.
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da "Corriere Adriatico"
del 14-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Lanciati nuovi messaggi positivi per iniettareulteriori forti dosidi fiducia ai mercati Berlusconi da Bush: "Possiamo farcela" Il premier italiano d'accordo per un G8 straordinario da organizzare nelle prossime settimane WASHINGTON - Europa e Stati Uniti insieme possono farcela, perché ora hanno "le armi" per colpire al cuore la crisi dei mercati ed evitare che il virus, dal mondo della finanza, finisca per infettare anche il corpo sano dell'economia reale. Soddisfatto, anzi orgoglioso per l'accoglienza "regale" riservatagli alla Casa Bianca da George W. Bush, Silvio Berlusconi ha ostentato ottimismo durante tutta la sua giornata americana per il maxi-rimbalzo delle borse dopo la "svolta" dell'Eurogruppo di domenica a Parigi. Si è trattato di un incontro caloroso, quello di ieri a Washington tra Berlusconi e Bush, nel quale si sono alternati messaggi positivi dedicati ad iniettare ulteriori forti dosi di fiducia ai mercati e reciproci attestati di stima tra il presidente uscente ed il premier italiano che ha così confermato la sua vicinanza personale all'amico George: "la storia dirà che Bush è stato un grande, grandissimo presidente degli Stati Uniti", ha detto senza sfumature Berlusconi. Dalla Rose Garden della Casa Bianca, mentre i mercati riprendevano fiato, il presidente del Consiglio ha esortato l'Europa e gli Stati Uniti ad agire insieme, "in modo coordinato" anche con gli altri governi, per impedire che la crisi superi i confini della finanza. A Parigi, ha rimarcato il premier al fianco di Bush, l'Europa si è finalmente dotata di quegli strumenti necessari per ridare fiducia a banche, imprese e investitori. A partire dalle garanzie statali sui prestiti interbancari, un canale fondamentale per salvaguardare la liquidità degli istituti di credito e consentire i finanziamenti alle imprese. Le misure adottate domenica sono state recepite ieri dai governi dell'eurozona. "Un segnale positivo". Ma attenzione, è stato l'avvertimento di Berlusconi, ora bisogna evitare di cadere in "un eccesso di statalismo, di burocrazia e di regole", che finirebbe per strangolare anche la finanza. Nei suoi colloqui con Bush e con il vice presidente Dick Cheney, hanno riferito infatti fonti di Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio ha insistito molto proprio sulla necessità di interventi statali 'regolatì ma non 'regolatorì. Nella prospettiva di un progressivo disimpegno quando le acque cominceranno a calmarsi. L'Italia, comunque, rispetto agli altri paesi europei che oggi hanno messo sul piatto centinaia di milioni di euro nei pacchetti anti-crisi, non ha bisogno di "molti" stanziamenti perchè il sistema nazionale del credito si è dimostrato molto più solido. L'unica banca sottopatrimonializzata a dover ricapitalizzare, ovvero Unicredit, ha ricordato infatti Berlusconi, lo ha fatto trovando i fondi "nel mercato". E per il momento non c'è necessità di alcun intervento dello Stato nel comparto bancario. Se ci fosse "siamo disponibili", ha aggiunto il premier, "ma lo faremo comunque mantenendo il carattere privato" degli istituti di credito. Nessuna nazionalizzazione insomma, ma interventi "coordinati" con gli altri governi e le banche centrali per remare tutti nella stessa direzione, senza "distonie". La cornice naturale per farlo sarebbe quella del G8. Una riunione straordinaria degli otto Grandi, alla quale Roma sarebbe "favorevole", è stata evocata durante la dichiarazione congiunta con Bush alla Casa Bianca. LUIGI AMBROSINO,.
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da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 14-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Contro la crisi dei mercati serve un miliardo di euro a garanzia delle piccole e medie imprese" E' in affanno l'economia di carta, e con essa l'economia reale. Tremano gli operatori di borsa ma anche le imprese, i risparmiatori. Tanto da rendere puramente illusoria la distinzione tra economia di carta ed economia reale, come se la produzione potesse fare a meno del credito e viceversa."Ciò che sta accadendo sui mercati finanziari di tutto il mondo fa notare il presidente dell'Appia Moreno De Col - preoccupa gli operatori economici. Vanno ripensate, a parere del direttore dell'Associazione Maurizio Ranon, le regole, i controlli e la trasparenza dei mercati. Basta guardare agli scandali finanziari di questi annni per comprendere come la trasparenza deve diventare un imperativo a tutti i livelli e per tutti gli operatori, società di rating, banche, operatori finanziari, autorità di controllo. Già questo, potrebbe non solo ridare fiducia ai mercati ma anche innescare una spirale positiva. Le piccole imprese, continua Ranon, pur incolpevoli rispetto a quanto sta avvenendo, stanno soffrendo e rischiano di pagare pesantemente la crisi del mercato del credito.I motivi sono l'alto costo del denaro e un'accresciuta difficoltà nell'accesso al finanziamento bancario. Le difficoltà sono i tempi più lunghi, la richiesta di maggiori garanzie, maggiore burocrazia, diminuzione del credito disponibile con la conseguenza che aumentano le difficoltà a reperire risorse per finanziare gli investimenti. La contrazione del credito non è dovuta alle difficoltà dalle imprese ma all'eccessivo sbilanciamento degli impieghi delle banche. A livello nazionale la Cna ha quindi chiesto al Governo il varo urgente di un fondo pubblico di un miliardo di euro che controgarantisca le operazioni dei consorzi fidi e che goda della garanzia dello Stato in modo da consentire alle banche di ridurre il capitale di vigilanza accantonato a fronte del credito erogato alle piccole e medie imprese e di migliorare il rapporto tra impieghi e capitalizzazione senza penalizzare le pmi. "L'intervento conclude Ranon - potrebbe essere reso operativo in termini brevissimi utilizzando il Fondo centrale di garanzia Pmi, estendendone gli interventi anche all'artigianato ed utilizzando le risorse disponibili a valere sul Fondo finanza d'impresa e dalla legge 488".
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 14-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Dopo la protesta dei residenti il Comune era corso ai ripari contro il "popolo della notte" per proteggere l'area della Fonderia Il Comune pianta gli alberi per proteggere dalle auto un prato in zona Fonderia, ma dimentica uno dei due lati da cui si può accedere all'area. Il prato in questione è quello che sorge all'incrocio tra via dei Da Prata e via Fonderia: tra continui passaggi di macchine e sgommate veniva regolarmente devastato e lasciato in condizioni pietose dalle auto in cerca di parcheggio durante i fine settimana in cui il popolo della notte invadeva la Fonderia per recarsi nei locali notturni.Dopo le proteste dei residenti l'amministrazione era corsa ai ripari: il vicesindaco Giancarlo Gentilini diede l'ordine di scavare un fossato lungo i due lati del prato che danno sulla strada, in maniera che questo dissuadesse gli automobilisti dall'utilizzare l'area a parcheggio. L'ingegno umano trovò però il modo di superare quello che gli abitanti avevano ironicamente ribattezzato il vallo di Gentilini: i nottambuli più astuti portavano nel bagagliaio dell'auto delle assi di legno da sistemare sopra il fossato e poterlo così agevolmente valicare e parcheggiare indisturbati.Forti si levarono nuovamente le proteste dei residenti, che portarono a quella che venne giudicata la soluzione ottimale: via il fossato, ecco piantati due filari di alberi - uno lungo via Fonderia, l'altro lungo via dei Da Prata - a distanza tale da non consentire il passaggio di nessun automezzo. La barriera naturale ha fatto il suo dovere fino a quest'estate, quando le piante sono state tolte. Perché? Perché gli alberi erano morti, è stato risposto ai residenti. Timidamente questi hanno ricordato che non erano stati piantati per motivi ornamentali, ma per proteggere l'area perché via Fonderia doveva fare i conti con il parcheggio selvaggio. La risposta del Comune non si è fatta attendere e un nuovo filare di alberi è presto comparso a protezione dell'area. Uno solo, però: se il lato di via Fonderia adesso è protetto altrettanto non vale per quello di via dei Da Prata, da cui chiunque può tranquillamente accedere al prato. Tanto potè la burocrazia: il problema era stato segnalato per via Fonderia e per via Fonderia è stato risolto.Marco Gasparin.
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da "Sicilia, La"
del 14-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ex karcere Azione giovani chiede lo sgombero Appello al presidente Lombardo per ripristinare la legalità. Interviene anche La Destra L. zingales 34 La nautica di lusso a Termini Imerese e il porto turistico di Carini. Sono i due nuovi progetti imprenditoriali presentati ieri in occasione del "Forum per lo Sviluppo", organizzato dal consorzio Asi di Palermo. In un momento di crisi economica, il governo nazionale spinge perchè la nostra economia non perda l'ultimo treno dei finanziamenti Por 2007-2013 per far decollare il sistema industriale. È quanto auspica il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al dipartimento per la Programmazione ed il coordinamento della Politica economica, Gianfranco Miccichè: "Il momento è importante, stiamo cercando di fare sistema tra governo nazionale, regionale ed enti locali per lo sviluppo delle imprese e del territorio. Se ognuno di noi gioca per contro proprio ? ammonisce Miccichè ? perderemo l'ultimo treno che sta passando, cosa che non ci possiamo permettere". Un appello "a fare sistema", come ribadisce più volte Miccichè, che poi si scaglia anche contro la troppa burocrazia dell'amministrazione regionale, rea di "aver remato contro la libera impresa. La pratica del silenzio-assenso costa alla Sicilia 1,5 punti del suo Pil. La burocrazia è un giocatore che ha un potere enorme, che però deve essere usato per lo sviluppo. La classe dirigente si deve responsabilizzare dando risposte certe, concrete e veloci agli imprenditori. Siamo alla vigilia del federalismo fiscale e i fondi 2007-2013 sono gli ultimi che l'Ue ci darà". Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente provinciale dell'Asi. Alessandro Albanese, che chiede più finanziamenti alla piccola e media impresa perché "è da essa che passa lo sviluppo e la tenuta dell'economia nazionale". Durante l'incontro, cui hanno partecipato i presidenti delle categorie produttive del Palermitano e una delegazione di imprenditori degli agglomerati industriali, sono stati presentati progetti per la realizzazione di due porti a destinazione turistica. Si tratta di una struttura per 1.250 posti barca che dovrebbe sorgere a Termini Imerese davanti al cantiere nautico Blue Boats, che con Azimut Benetti ha chiuso un accordo per la costruzione di 24 mega yacht da 45 e 50 metri per i prossimi cinque anni. E, a Carini, un porto in grado di ospitare 450 barche. Daniele Ditta.
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da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 14-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
ROSA' "Potremmo lasciare Di Pietro" Filippin (Pd): "Intese locali con l'Udc" Piotto: "Qui il forum del federalismo" RosàCercheremo possibili alleanze con l'Udc a livello locale nel Veneto, nelle prossime amministrative, anche a costo di abbandonare l'amico Di Pietro. Questo quanto dichiarato domenica scorsa a Rosà dalla segretaria provinciale del Pd, l'avvocato Rosanna Filippin, nell'incontro pubblico da lei presieduto,che ricordava il primo anno della nascita del circolo locale dei democratici. La Filippin ha riferito che questa linea è stata concordata con tutti gli altri segretari provinciali del Pd riunitisi la settimana scorsa con il coordinatore regionale Giaretta.Una decisione legata al fatto che il Pd appoggerà la scelta del partito di Casini di chiedere per le prossime europee la preferenza sulla scheda elettorale e la soglia del 3 per cento. Rosanna Filippin non è stata tenera con il Pd nazionale. Esso pecca un po' di centralismo romano - ha ammesso -. Tocca a noi Pd regionali, soprattutto noi del Veneto che viviamo in modo particolare la tematica federalista, fare proposte federaliste ai nostri vertici romani. Il federalismo parte dal basso, possiamo essere incisivi su questa tematica. In questo contesto il segretario provinciale del Pd ha riferito che per le prossime europee i democratici sceglieranno i candidati con il metodo delle primarie, venendo in questo anche incontro ad una precisa richiesta avanzata domenica dal coordinatore locale del Pd Alfio Piotto.E sempre Piotto ha comunicato a tutti i presenti che a Rosà nascerà un forum provinciale sul federalismo targato Pd. E' stata scelto il nostro comune per diverse ragioni - ha detto Piotto - non ultima per il fatto che è stato il primo nel Vicentino ad essere governato da una amministrazione leghista. Da giovedì prossimo ci troveremo qui in diverse persone anche di altri comuni per dibattere di federalismo. E sempre da Rosà è nata una proposta approvata dall'assemblea, presentata da Paolo Baggio. Chiediamo, sempre in nome del federalismo, che il canone Rai venga raccolto in Comune, con una decisione del sindaco, che si potrà trattenere poi una parte del contributo, togliendolo alla burocrazia. Questo permetterebbe di verificare sul posto quanti veramente pagano il canone Rai, o se siamo in pochi. Un altro iscritto al Pd, Pieantonio Favero, ha illustrato una recente ricerca che pone il Bassanese e il Veneto come aree del nord Italia in cui è più basso il numero di chi paga il canone: Questo sarebbe già vero federalismo fiscale. In certe aree del sud il canone non lo paga nessuno ha concluso Baggio.Silvano Bordignon.
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da "Gazzettino, Il"
del 14-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Caloroso incontro a Washington tra i due leader: "La storia dirà che George è stato un grandissimo" WashingtonNOSTRO SERVIZIOEuropa e Stati Uniti insieme possono farcela, perché ora hanno "le armi" per colpire al cuore la crisi dei mercati ed evitare che il virus, dal mondo della finanza, finisca per infettare anche il corpo sano dell'economia reale. Soddisfatto, anzi orgoglioso per l'accoglienza "regale" riservatagli alla Casa Bianca da George W. Bush, Silvio Berlusconi ha ostentato ottimismo durante tutta la sua giornata americana per il maxi-rimbalzo delle borse dopo la svolta dell'Eurogruppo di domenica a Parigi.Si è trattato di un incontro caloroso, quello di ieri a Washington tra Berlusconi e Bush, nel quale si sono alternati messaggi positivi dedicati ad iniettare ulteriori forti dosi di fiducia ai mercati e reciproci attestati di stima tra il presidente uscente ed il premier italiano che ha così confermato la sua vicinanza personale all'amico George: "La storia dirà che Bush è stato un grande, grandissimo presidente degli Stati Uniti", ha detto senza sfumature Berlusconi. Dalla Rose Garden della Casa Bianca, mentre i mercati riprendevano fiato, il presidente del Consiglio ha esortato l'Europa e gli Stati Uniti ad agire insieme, "in modo coordinato" anche con gli altri governi, per impedire che la crisi superi i confini della finanza. A Parigi, ha rimarcato il premier al fianco di Bush, l'Europa si è finalmente dotata di quegli strumenti necessari per ridare fiducia a banche, imprese e investitori. Le misure decise domenica sono state recepite subito dai governi dell'eurozona. "Un segnale positivo". Ma attenzione, è stato l'avvertimento di Berlusconi, ora bisogna evitare di cadere in "un eccesso di statalismo, di burocrazia e di regole", che finirebbe per strangolare anche la finanza. Nei suoi colloqui con Bush e con il vice presidente Dick Cheney, hanno riferito infatti fonti di Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio ha insistito molto proprio sulla necessità di interventi statali "regolati" ma non "regolatori". Nella prospettiva di un progressivo disimpegno quando le acque cominceranno a calmarsi.L'Italia, comunque, rispetto agli altri paesi europei che stanno mettendo sul piatto centinaia di milioni di euro nei pacchetti anti-crisi, non ha bisogno di "molti" stanziamenti perché il sistema nazionale del credito si è dimostrato molto più solido. L'unica banca sottopatrimonializzata a dover ricapitalizzare, ovvero Unicredit, ha ricordato infatti Berlusconi, lo ha fatto trovando i fondi "nel mercato". E per il momento non c'è necessità di alcun intervento dello Stato nel comparto bancario. Se ci fosse "siamo disponibili", ha aggiunto il premier, "ma lo faremo comunque mantenendo il carattere privato" degli istituti di credito.Nessuna nazionalizzazione insomma, ma interventi "coordinati" con gli altri governi e le banche centrali per remare tutti nella stessa direzione, senza "distonie". La cornice naturale per farlo sarebbe quella del G-8. Una riunione straordinaria degli otto Grandi, alla quale Roma sarebbe "favorevole", è stata evocata durante la dichiarazione congiunta con Bush alla Casa Bianca. "Vedremo se ce ne sarà bisogno", ha commentato Berlusconi con i cronisti, ribadendo comunque l'idea prevalente di trasformare il G-8 in un G14 o G16 perché, ha ripetuto ancora Berlusconi a Bush, non si può escludere dalle discussioni sulla "governance futura" metà del Pil mondiale.
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da "Gazzettino, Il"
del 14-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Da Padova fino al Po, un'autostrada a due sole corsie e il pericoloso tratto iniziale della lunghissima Adriatica L'autostrada per il mare è immersa nelle nebbie d'autunno che offuscano la visuale, appiattiscono le dimensioni, a volte la trasformano in un budello senza vie di fuga. I camion sono sagome scure che si frappongono all'improvviso, le corsie una specie di binario che non consente digressioni, lo sperimentale "tutor" una sorta di trappola minacciosa per chi vuole correre troppo, misterioso autovelox a media gittata con il quale non abbiamo ancora imparato a misurarci e a convivere. La Statale Adriatica è un nome che èvoca distanze da vertigine, l'andare verso il meridione, il viaggio dentro un'Italia lunghissima come il suo stivale, regioni lontane che un tempo era possibile raggiungere solo passando attraverso le terre della Bassa, le campagne del Padovano, i latifondi del Polesine.La voglia di infrastrutture sembra essersi abbattuta nella realtà di confine tra il Veneto e l'Emilia con voracità altrove più controllata. La A13 è l'unica vera arteria che conduce verso Sud. La Ss 16 è ormai di fatto una strada interregionale, anche se comincia alla periferia di Padova e termina a mille chilometri di distanza, nel canale di Otranto. Ma da anni si dibatte della Romea Commerciale, alternativa all'attuale Ss 309, la strada più pericolosa d'Italia, in realtà il modo per raddoppiare un'autostrada che ancora non è ai livelli insostenibili di traffico della A4, ma rischia di arrivarci. E la Valdastico Sud che si addentra come un mostro nella campagna, prosecuzione verso Rovigo della Pi-Ru-Bi di democristiana memoria, alla fine ce l'ha fatta a superare le pastoie della burocrazia, la mancanza di soldi e le severe prescrizioni da impatto ambientale.La A13 è un'autostrada che mostra subito i suoi limiti, non appena dalla bretella della A4 si entra nel tratto di 100 chilometri che da Padova raggiunge Bologna. Le code sono in agguato per il semplice motivo che le due corsie vengono rallentate ogni volta che un camion decide di superarne un altro. Basta un cantiere di lavoro, come accade in questa stagione, anche se sono semoventi e stanno sfalciando l'erba. Basta un incidente, in qualsiasi direttrice di marcia, per avere effetti devastanti sulla viabilità sia verso nord che verso sud. Basta un banco di nebbia, per costringere il flusso a una fisarmonica stop-and-go che in un attimo si blocca.I ritmi risentono dell'andamento della stagione turistica, ma questo accade in tutte le autostrade che portano verso il mare, anche se la A13 si può definire soprattutto una grande via di comunicazione dal Nordest verso il Centro Italia. E di incidenti se ne verificano molti e gravi. Nel 2006, secondo la più recente statistica Aci-Istat, sono stati 192, con 11 morti e 352 feriti. È vero che la A13 è collocata all'undicesimo posto delle autostrade più pericolose d'Italia, con 1,64 incidenti per chilometro, ma è pur sempre al terzo nel Nordest, dopo la A4 nei suoi tratti Milano-Venezia e Venezia-Trieste.In undici anni, dal '96 al 2006, gli incidenti sulla Padova-Bologna sono stati 2.461, i morti 165, i feriti 4.333. L'analisi delle dinamiche dimostra che al primo posto delle cause, con il 41,37 per cento, troviamo i tamponamenti, che significano mancato rispetto della distanza di sicurezza (anche in presenza di nebbia) e velocità eccessiva. Al secondo posto le uscite di strada con il 22 per cento, al terzo gli scontri laterali con il 17 per cento. Qualche anno fa un drammatico e abbastanza inconsueto incidente causò la morte di due fidanzati trevigiani, precipitati nel Po dopo un tamponamento probabilmente perchè nel tentativo di mettersi in salvo a piedi non si erano accorti (complice la scarsa visibilità) che oltre il guardrail c'era soltanto il vuoto.La vecchia Statale 16, meglio nota come Adriatica, ha in Veneto un piccolo frammento, quasi equamente diviso tra le province di Padova e Rovigo. Cosa sono i 69,900 chilometri fino alle rive del Po se rapportati ai 1.000 chilometri e 700 metri dell'intero percorso fino in fondo al tacco dello Stivale? Appena il 7 per cento. Infatti, i dati ci dicono che nel 2006 gli incidenti in Veneto sono stati 121 su un totale di 2.251 (il 5,37 per cento), i morti 3 su 81 (3,7 per cento) e i feriti 196 su un totale di 3.887 (5,04 per cento). Nel tratto veneto la Ss16 è quindi meno pericolosa che dal Po in giù, per una statale che complessivamente dal '92 al 2006 ha registrato 23.513 incidenti, 1.402 morti e un'enormità di feriti: 40.182. Valori assoluti di tale portata in Italia sono paragonabili solo a quelli della Autostrada del Sole da Milano a Napoli.Percorrere la Ss16 da Padova al Polesine ha il sapore di riscoprire allo stesso tempo ciò che erano un tempo le statali e quello che non potranno più essere. In lunghi tratti la strada rimane una via di collegamento tra città, ma in altri segmenti è simile a tante altre statali a Nordest, ovvero un bazar spalmato su lunghe distanze, una zona industriale senza fine, un centro commerciale senza soluzione di continuità. Con tutti i problemi che ciò comporta.Un doppio volto, che si può subito intravvedere a sud di Padova. Sulla sinistra è una sequela di fabbriche e capannoni. Sulla destra, per chilometri, l'argine del Canale Bisatto o Battaglia, e al di là dell'argine il profilo ancora affascinante e quasi integro dei colli. La grande città diffusa ha inglobato Albignasego. Ci sono semafori a raffica (e attese da calvario soprattutto in certe ore del giorno), la strada è larga, ma non abbastanza per consentire il sorpasso dei bus alle fermate.Gli innesti sono pericolosi, anche perchè il rettilineo induce alla corsa. Al km 11 l'unico cantiere dell'Anas, aperto a inizio anno, per il prolungamento della circonvallazione ovest di Montegrotto, dieci milioni abbondanti di euro per 560 giorni di lavoro della ditta bolzanina Oberosler che si è aggiudicata l'appalto. Poi la strada si fa nervosa, più stretta, sembra far violenza ai ponti in pietra di Battaglia Terme, ai suoi scorci chioggiotti. Incroci pericolosi e supersegnalati, per Arquà Petrarca.La circonvallazione di Monselice è larga, ma intasata, con lunghe code sia verso l'autostrada che verso l'ospedale, mentre il centro cittadino è soltanto sfiorato. Torna ad essere bella dal km 22, la strada, anche se pericolosa per i platani, ma diritta diritta fino a Stanghella dove si strozza nel semaforo a ridosso delle case. È come rimasta un'antica impronta, senza troppi centri commerciali, mentre la Ss16 corre a lungo parallela alla A13, di cui si vedono i molti camion che vanno verso Bologna o Venezia.Boara Pisani è una strettoia di ponte sull'Adige, di cui si invoca da decenni l'allargamento, mentre attorno la campagna non ha smarrito le sue atmosfere fatte di grandi estensioni e di chiesette ordinate. La circonvallazione di Rovigo cerca la velocità verso il Po. Ma deve fare i conti con gli innesti, in particolare quelli dal centro verso Adria. È per questo che Veneto Strade è impegnata in una serie di cantieri di collegamento con la Strada Regionale 443 per Adria. Contratti d'appalto ancora del 2005, giorni di lavoro previsti 650.Da lì in poi si continua a due corsie per ogni senso di marcia, con spartitraffico. Ci sono curve e rettifili, cemento e asfalto. I centri della compravendita stanno crescendo senza pudore e la città si allarga dove un tempo c'erano coltivazioni. Il traffico è in crescita, ma comunque nulla di paragonabile a quello di altre intasatissime statali del Nordest più produttivo.A Polesella è il grande fiume che si incontra. L'argine è altissimo, per far fronte alle piene. L'acqua non si vede neppure, se ne intuisce la presenza. Il piano-campagna riesce ancora a conservare la propria identità, anche se qua e là sorgono come funghi strutture commerciali.Fino ad Occhiobello dove si incontrano nuovamente la Ss 16 e la A13. Dalla periferia di Padova hanno proceduto in parallelo, fino ad intersecarsi a Boara Pisani. Poi si sono perse di vista, divise dall'agglomerato di Rovigo nel primo tratto, quindi da terre feconde. A Santa Maria Maddalena il semaforo che sta sulla sponda veneta è la strozzatura finale. Dall'altra parte, in Emilia, c'è Pontelagoscuro. E dalla sommità del ponte, guardando verso ovest, l'autostrada ricompare, a un paio di chilometri in linea d'aria. Conduce verso sud un fiume di auto e di camion, che vengono da nord, mentre la Statale 16 comincia già a perdere i propri connotati nella periferia di Ferrara.Giuseppe Pietrobelli(8. Continua).
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da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 14-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Zzazione di piazza e condomìni Non trova sbocchi il piano di recupero della zona degli ex mercato ortofrutticolo e Gabar.Comune e imprenditori stanno cercando di trovare una soluzione alla realizzazione dell'intervento sulla zona a lato di via Oroboni che ormai da tre anni è stata spianata e recintata, ma nulla più, con i lavori che avanzano soltanto nei terreni retrostanti, quelli di proprietà privata inseriti nel programma complessivo di recupero della zona stessa.È meglio partire dall'inizio, da quando, tra il 2003 e il 2005, con la giunta Avezzù, diventò un progetto una necessità urbanistica della quale si discuteva da anni. Il piano prevedeva, e prevede a tuttoggi, la realizzazione di una piazza di circa 2.500 metri quadri con un parcheggio interrato da un centinaio di posti, con attorno dei condomìni con portici sui quali si affacciano dei negozi e uffici. In totale le palazzine previste sono otto, capaci di circa duecento appartamenti e una potenzialità abitativa teorica di 573 persone. Dalla piazza principale parte anche un sistema di piste ciclopedonali che collegano piccole piazzette di servizio ai condomìni retrostanti quelli sulla piazza maggiore.Il Comune mise in vendita i due ettari di sua proprietà e dopo due aste andate deserte, passato all'offerta diretta, assegnò i terreni per 4,7 milioni, nel quadro di un investimento complessivo, per i privati, stimato sui 33 milioni, 21 dei quali appunto per la parte pubblica. Più precisamente, al Comune andavano tre milioni in contanti e il resto in patrimonio, definito in appartamenti e uffici per mille metri quadri (e la metà fatiscente dell'ex Gabar, a fianco del comando dei vigili, a ristrutturazione effettuata), più una ventina di posti auto nel parcheggio interrato per i mezzi della polizia locale.Tutto ciò venne definito nella convenzione tra Comune e Rossi Costruzioni che comprò l'area. Di problemi ce ne sono stati parecchi, stop dalla burocrazia, proprietà (come una cabina Enel) che non si sapeva di chi fossero, documenti di decenni fa che non si trovavano e molto altro. In mezzo anche la convenzione tra imprese e Comune, che devono far quadrare i conti di un investimento monstre.Nell'incertezza generale, la questione oggi è spinosa è rischia di vanificare il recupero di quella zona, così come è tutto in salita (ne abbiamo parlato nei giorni scorsi) il recupero dell'ex ospedale Maddalena. Due progetti che all'epoca furono accolti con toni altisonanti e oggi sono bloccati nelle secche di difficoltà realizzative.Luca Gigli.
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da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 14-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Primo Piano Pagina 102 Il premier a Washington: "Bene i piani di Usa ed Europa ma attenti a non strangolare i mercati" Berlusconi: no a un eccesso di statalismo Il premier a Washington: "Bene i piani di Usa ed Europa ma attenti a non strangolare i mercati" --> WASHINGTON Europa e Stati Uniti insieme possono farcela, perchè ora hanno "le armi" per colpire al cuore la crisi dei mercati ed evitare che il virus, dal mondo della finanza, finisca per infettare anche il corpo sano dell'economia reale. Soddisfatto, anzi orgoglioso per l'accoglienza "regale" riservatagli alla Casa Bianca da George W. Bush, Silvio Berlusconi ha ostentato ottimismo durante tutta la sua giornata americana per il maxi-rimbalzo delle borse dopo la svolta dell'Eurogruppo di domenica a Parigi. Si è trattato di un incontro caloroso, quello di ieri a Washington tra Berlusconi e Bush, nel quale si sono alternati messaggi positivi dedicati ad iniettare ulteriori forti dosi di fiducia ai mercati e reciproci attestati di stima tra il presidente uscente ed il premier italiano che ha così confermato la sua vicinanza personale all'amico George: "La storia dirà che Bush è stato un grande, grandissimo presidente degli Stati Uniti", ha detto senza sfumature Berlusconi. Dalla Rose Garden della Casa Bianca, mentre i mercati riprendevano fiato, il presidente del Consiglio ha esortato l'Europa e gli Stati Uniti ad agire insieme, "in modo coordinato" anche con gli altri governi, per impedire che la crisi superi i confini della finanza. A Parigi, ha rimarcato il premier al fianco di Bush, l'Europa si è finalmente dotata di quegli strumenti necessari per ridare fiducia a banche, imprese e investitori. A partire dalle garanzie statali sui prestiti interbancari, un canale fondamentale per salvaguardare la liquidità degli istituti di credito e consentire i finanziamenti alle imprese. Le misure adottate domenica sono state recepite ieri dai governi dell'eurozona. "Un segnale positivo". Ma attenzione, è stato l'avvertimento di Berlusconi, ora bisogna evitare di cadere in "un eccesso di statalismo, di burocrazia e di regole", che finirebbe per strangolare anche la finanza. Nei suoi colloqui con Bush e con il vice presidente Dick Cheney, hanno riferito infatti fonti di Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio ha insistito molto proprio sulla necessità di interventi statali regolati ma non regolatori. Nella prospettiva di un progressivo disimpegno quando le acque cominceranno a calmarsi. L'Italia, comunque, rispetto agli altri paesi europei che ieri hanno messo sul piatto centinaia di milioni di euro nei pacchetti anti-crisi, non ha bisogno di "molti" stanziamenti perchè il sistema nazionale del credito si è dimostrato molto più solido. L'unica banca sottopatrimonializzata a dover ricapitalizzare, ovvero Unicredit, ha ricordato infatti Berlusconi, lo ha fatto trovando i fondi "nel mercato". E per il momento non c'è necessità di alcun intervento dello Stato nel comparto bancario. Se ci fosse "siamo disponibili", ha aggiunto il premier, "ma lo faremo comunque mantenendo il carattere privato" degli istituti di credito. Nessuna nazionalizzazione insomma, ma interventi "coordinati" con gli altri governi e le banche centrali per remare tutti nella stessa direzione, senza "distonie". La cornice naturale per farlo sarebbe quella del G8. Una riunione straordinaria degli otto Grandi, alla quale Roma sarebbe "favorevole", è stata evocata durante la dichiarazione congiunta con Bush alla Casa Bianca. "Vedremo se ce ne sarà bisogno", ha commentato Berlusconi con i cronisti, ribadendo comunque l'idea prevalente di trasformare il G8 in un G14 o G16 perchè, ha ripetuto ancora ieri Berlusconi a Bush, non si può escludere dalle discussioni sulla "governance futura" metà del Pil mondiale. Delle ricette per allontanare lo spettro della recessione il premier ha parlato in giornata anche con i due candidati al trono degli Stati Uniti, Barack Obama e John Mc Cain, contattati telefonicamente durante il loro tour elettorale del Paese. Mentre in serata (ormai piena notte in Italia) Berlusconi è tornato alla Casa Bianca, dove in suo onore, e in occasione del Columbus Day, la State Dinig Room si è riempita di ospiti in un'atmosfera - dalla musica al menu - tutta italiana.
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da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 14-10-2008)
Pubblicato anche in:
(Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Burocrazia
Prov Medio Camp Pagina 3025 Arbus I problemi dell'agricoltura nell'analisi di agricoltori e contadini Arbus --> I Piani di valorizzazione dell'agricoltura, predisposti dalla Provincia del Medio Campidano, sono stati argomento di discussione di un'assemblea tenutasi Sant'Antonio di Santadi, borgo rurale di Arbus. L'incontro, aperto ai contadini e agli allevatori, era organizzato dall'amministrazione comunale di Arbus. È stato l'assessore all'agricoltura Andrea Concas ad aprire i lavori. "Bisogna cogliere - ha affermato - le opportunità date dal programma Vivere la Campagna che consentono alle imprese di coltivare leguminose da granella e da foraggio nella misura di 70 ettari per Comune". Gli ha fatto eco il sindaco Mondo Angius: "I piani della Provincia sono in linea con la discussione che sta avvenendo sul ruolo dell'agricoltura in relazione al cambiamento climatico e alla sicurezza alimentare". Alla riunione ha partecipato anche il presidente della Provincia Fulvio Tocco, che si è soffermato sui piani: "Un programma che non ha esempi sullo scenario regionale. Il principio? I tempi della burocrazia seguiranno quelli del ciclo biologico della pianta, secondo l'antico concetto di un tempo per la semina, un tempo per il raccolto". (g. p. p.).
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da "Nuova Sardegna, La"
del 15-10-2008)
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Movimentato episodio in uno stabile nel rione La Pietraia Sfrattata dal Comune a 84 anni L'anziana colta da malore e cinque vigili urbani contusi nel blitz La donna non può più abitare nell'alloggio della sorella defunta perchè ha un altro appartamento, litigi per impedire lo sgombero GIANNI OLANDI ALGHERO. Dopo la morte della sorella, unica intestataria dell'alloggio comunale, non ha diritto di vivere in quell'appartamento. La fredda legge della burocrazia è il detonatore di una vicenda esplosa, lunedì mattina, con il movimentato sfratto di una pensionata ottantaquattrenne. La nonnina è stata colta da malore ed è ricorsa alle cure dei medici. I suoi familiari e amici, invece, hanno improvvisato un muro umano per impedire ai vigili urbani l'accesso all'alloggio ex Iacp per notficare l'ordinanza di sfratto coatto. Gli agenti sono riusciti a portare a termine lo sgradevole incarico, ma cinque di loro sono finiti al pronto soccorso con contusioni giudicate guaribili tra i 3 e i sette giorni di cure. La vicenda si è consumata in una palazzina del quartiere La Pietraia: uno dei "casermoni" ex Iacp passati al Comune. I vigili urbani sono arrivati in forze per notificare l'ordinanza di sgombero a una donna di 84 anni che risulta occupante abusiva dell'appartamento al piano terra dello stabile. Si trattava dell'epilogo di una complessa vicenda giudiziaria e amministrativa che ha riempito un corposo fascicolo di ordinanze, ricorsi legali, sospensioni del provvedimento di sgombero da parte del Tar e nuove adozioni dello stesso provvedimento. L'intervento coattivo - dicono in Comune - è stato necessario perché la pensionata continuava a occupare l'immobile della sorella, titolare dell'alloggio. A giudizio del Comune la signora - nonostante l'età avanzata - non aveva i titoli per occupare l'appartamento anche perché proprietaria di un altro immobile in città. Questo avrebbe comportato l'esclusione della nonnina dal diritto di subentrare alla sorella defunta nel possesso dell'appartamento popolare. Stando alla ricostruzione ufficiale del movimentato sfratto, i vigili avrebbero trovato la porta dell'appartamento sbarrata da un muro umano. E, sempre stando a questa versione dei fatti, sarebbero rimasti feriti mentre cercavano di allontanare parenti e conoscenti dell'anziana signora che opponevano resistenza passiva alla notifica del provvedimento. I vigili avrebbero spostato fisicamente i parenti per consentire al fabbro di aprire comunque la porta di ingresso dell'alloggio. All'interno dell'appartamento c'era la destinataria del provvedimento di sgombero. Gli agenti sono ricorsi alle cure mediche e sono in possesso di certificati medici comprovanti contusioni varie. Alcuni di loro sono stati sottoposti a esami radiografici, ad altri sono state applicate stecche di gesso per la presenza di possibili distorsioni. Anche i parenti della sfrattata sostengono di avere riportato contusioni nella fase del "trasporto" e, dopo lo sfratto, hanno raggiunto il pronto soccorso dove sono stati medicati. Il comando dei vigili urbani ha presentato denuncia per resistenza a pubblico ufficiale. Le diverse versioni dei fatti finiranno presto al vaglio della magistratura.
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da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 15-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
CESENA AGENDA pag. 7 Stranieri, una risorsa importante SPORTELLO CNA GIOVEDÌ SCORSO, 9 ottobre, ho avuto l'opportunità di presiedere l'assemblea annuale di Cna Imprenditori Stranieri, alla quale ? oltre al presidente Abel Kone Pegaboh ? hanno partecipato Dino Collinucci (direttore della Cassa di Risparmio di Cesena), Pietro Pinto (membro del comitato scientifico Dossier Caritas Migrantes), Michele Truppi (viceprefetto aggiunto di Forlì-Cesena) e Paolo Lucchi (consigliere regionale Emilia-Romagna). Il confronto è servito a mettere in evidenza i tanti cambiamenti che l'immigrazione sta determinando sul nostro sistema economico; tanto è vero che senza la presenza dei lavoratori immigrati interi settori dell'economia nazionale rischierebbero il default. Infatti, contribuiscono con il 9% sul Pil e, nel 2006, hanno versato all'erario poco meno di 2 miliardi di euro. EPPURE, ancora troppo spesso nel nostro paese, quando si affronta il tema immigrazione lo si fa evidenziando quasi esclusivamente gli aspetti che più inquietano la vita sociale: dall'illegalità al lavoro nero, dalla criminalità alla clandestinità. Fenomeni questi che non vanno sicuramente sottovalutati, ma che da soli e con l'enfasi che frequentemente viene utilizzata danno un'immagine parziale e distorta del fenomeno immigrazione. COME CNA, siamo fermamente convinti che la risorsa stranieri sia importante per la nostra economia e quindi vada valorizzata favorendo un'integrazione culturale anche in ambito economico. Il fenomeno si sta radicando: sono sempre più numerosi i dipendenti extracomunitari delle nostre aziende (a livello nazionale ben il 25% dei neoassunti) e cresce il numero di coloro che avviano un'impresa. Anche nella nostra provincia il fenomeno sta prendendo decisamente piede; a fronte di una popolazione residente di 30.509 cittadini stranieri (7,9% del totale della popolazione) sono 3.458 i titolari o soci di imprese attive. Come tali devono misurarsi con i problemi tipici di chi fa impresa, dall'accesso al credito alla burocrazia, alla formazione. PER FACILITARLI abbiamo dato vita a Cna Imprenditori Stranieri; intendiamo così dare voce alle loro esigenze e allo stesso tempo fornire indirizzi etico - comportamentali. Parallelamente, abbiamo attivato Cna World, uno sportello di informazione e di assistenza in grado di soddisfare le richieste inerenti i permessi, le carte di soggiorno e i ricongiungimenti familiari, più in generale tutto quanto può servire per facilitarne l'accoglienza e l'integrazione. Sanzio Bissoni presidente Cna Cesena.
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da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 15-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
CESENA AGENDA pag. 7 ) MERCATINI Stavolta il Miz ha pienamente ragione MI CAPITA molto rar... ) MERCATINI Stavolta il Miz ha pienamente ragione MI CAPITA molto raramente di dare ragione ai giovani del "Movimento impatto zero" ma devo dire che questa volta hanno colpito nel segno. La loro critica radicale nei confronti di una proposta di legge regionale firmata dai consiglieri cesenati Lucchi e Zoffoli mi pare completamente condivisibile. Ho l'impressione che sia dettata più da spinte lobbystiche che dal desiderio di "regolamentare". I mercatini dell'usato sono fonti di interesse per molte persone, al di là del principio che se si vende roba usata, meno se ne manda agli inceneritori. Voler "congelare" queste iniziative, significa di fatto farle morire. Sarebbe sufficiente stabilire che ogni stendista si "iscrivesse" ad un albo predisposto dal Comune nel quale si svolge il mercatino e ciò già darebbe garanzie di trasparenza e regolarità per tutti coloro che a questa manifestazione parteciperanno. Tutto il resto è solo burocrazia, tra l'altro difficilmente controllabile, e poco rispondente alle bisogna. I "mercatini" sono happening per i giovani e meno giovani. Lasciamo, almeno questi, liberi da aspetti burocratici già sufficientemente presenti in altre attività. Mario Guidazzi (Partito Repubblicano) ) CANDIDATURE Una scelta unilaterale CI FA PIACERE che alcune iniziative recenti, specialmente di qualche lista civica, sembrino aver sbloccato la situazione nel centrodestra. Quello che solleva non poche perplessità è la notizia che il Pdl avrebbe scelto come candidato Italo Macori. Questa scelta è un'ulteriore dimostrazione, come avevo anticipato in tempi non sospetti, di come la politica del Pdl si stia sempre più muovendo verso una politica di compromessi le cui scelte spesso risultano ambigue e poco chiare, quanto meno poco rispettose dell'identità di coloro che si riconoscono in un determinato schieramento politico. In questo caso la scelta del candidato ricade su un uomo a stretto contatto con la politica di sinistra, assai vicino al presidente della provincia Bulbi del Pd (ex Margherita), per il quale nel 2004 ha fatto campagna e della cui associazione, la Confartigianato, fa parte. Indubbiamente la scelta di Macori costituisce un bel ponte verso il Pd e conferisce un aspetto sempre più contraddittorio e disorientante alla politica di uno schieramento che avrebbe dovuto cercare il candidato in altro modo e in altro mondo. Infatti una decisione così importante andava presa e condivisa ad un tavolo di confronto e di concertazione a cui fossero invitati i rappresentanti delle forze politiche più affini,ai quali invece è stata preclusa la partecipazione in modo non democratico,della serie "Chi tocca il fuoco si brucia". Credo che questa scelta, sia di candidato, sia di esclusione di forze politiche vicine, dovrebbe far riflettere tutti i cittadini sull'opportunità di aderire o meno a quanto verrà proposto. Rosalba Santacroce (Fiamma Tricolore).
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da "Eco di Bergamo, L'"
del 15-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Io, solo tra una mole di documenti spesso ho l'impressione di annegare" Conosce i registri uno ad uno, o quasi. A Palazzo Uffici c'è chi lo chiama "la nostra memoria storica". Perché Norberto Capri è da oltre dieci anni il responsabile dell'ufficio leva del Comune. Un ufficio che al piano interrato di Palazzo Uffici ha un archivio che risale all'Ottocento: sono gli elenchi di coloro che man mano hanno compiuto i 18 anni e quindi fornivano i nomi di chi doveva essere chiamato per la visita dei tre giorni, ma anche quelli che danno conto dell'effettivo arruolamento, del congedo, della residenza dei bergamaschi fino al compimento dei 45 anni. Tutti i Comuni sono oggi chiamati a proseguire questa attività. "Prima eravamo due impiegati ? spiega Capri ?, poi, nel 2005, quando la leva è stata sospesa sono rimasto solo. Ora mi occupo dell'ufficio del servizio militare il pomeriggio e la mattina lavoro allo sportello anagrafe". Occuparsi del servizio leva significa spesso avere a che fare con l'essenza più pura della burocrazia. Prendiamo gli elenchi dei diciottenni: "Per legge nessuno deve essere escluso dalle liste, ed è il Comune in cui la persona risiede a doverla iscrivere. Così se io ho un elenco di nati a Bergamo che compiono i 18 anni devo verificare dove abitano: se sono restati in città devo inserirli nella mia lista, mentre se si sono trasferiti devo scrivere al Comune di residenza affermando che non inserirò il soggetto nelle mie liste. Il Comune in questione a sua volta deve assicurare che sta inserendo la persona nelle sue liste. Il problema è che non di rado si trovano nati a Bergamo non residenti qui ma senza comunicazione di trasferimento, così parte una serie di verifiche per risalire al Comune finale". Quest'anno la verifica è durata oltre un mese, con più di 150 telefonate. E tutto per persone che la leva obbligatoria non la faranno mai. Senza parlare della gestione degli elenchi fino al 45° anno. Poi ci sono gli immigrati che ottengono la cittadinanza: "Anche per loro scatta una procedura specifica. Invece i non cittadini dovevano essere convocati in Comune, dove l'ufficio faceva partire la richiesta di esclusione dalle liste". "Come Associazione nazionale ufficiali d'anagrafe abbiamo spesso fatto presente al ministero procedure per la semplificazione di questi processi", commenta Massimo Catania, direttore dei Servizi demografici di Palafrizzoni e vicepresidente dell'associazione. E Capri ammette: "A volte, anzi spesso, ho avuto l'impressione di annegare nei dati". Per questo, di sua iniziativa, ha iniziato a riversare sul computer i dati anagrafici, anche se la legge richiede il cartaceo: fino ad ora è risalito fino alla classe 1975, "basta una stampata ed è tutto più facile". Il 28 novembre il responsabile della leva andrà in pensione, passando le consegne. E il suo, visti i grattacapi che gestire questo ufficio comporta, sembra davvero un traguardo meritato. A. G.
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da "Corriere della Sera"
del 15-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-10-15 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE L'"effetto Brunetta" guarisce i fannulloni Assenze per malattia in calo del 30 per cento: "Ma pesa anche il cambio d'amministrazione" Dopo le parole del ministro della Funzione pubblica, dentro gli uffici comunali si sono ridotte le assenze Fannulloni, addio. O quantomeno arrivederci, dopo il "diktat" lanciato prima del-l'estate dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta. A giugno, infatti, l'economista di Forza Italia era partito lancia in resta nella sua campagna contro tutti quei dipendenti statali o comunali che usano la malattia retribuita per assentarsi dal lavoro ("colpirne uno per educarne cento", aveva detto il ministro citando Mao e scatenando una bufera), e contro gli sprechi del pubblico impiego. E constatato che il Comune di Roma era in testa alla speciale classifica del "fannullonismo ", con una media di 39 giorni all'anno di malattia per ogni dipendente, Brunetta aveva lanciato una sfida al suo alleato Giann i Alemanno: "Una convenzione tra il mio ministero e il Comune su questa innovazione: premi e punizioni nel settore della burocrazia ". Il sindaco prese tempo, la convenzione ancora non c'è stata, ma - nel frattempo qualcosa è cambiato negli uffici del Campidoglio. Già da giugno, infatti, sono arrivati a Palazzo Senatorio i moduli del ministero, per rilevare le assenze dei dipendenti. Risultato? Nel trimestre luglio/agosto/ settembre, in pratica da quando è partita la battaglia di Brunetta contro i fannulloni, le "malattie" dei dipendenti sono drasticamente calate rispetto allo stesso periodo del 2007: quasi 30 mila giorni in meno di malattia, una riduzione che - a seconda del mese di riferimento oscilla tra il 25% e il 50%. Le tabelle parlano chiaro. A luglio 2007 le assenze furono 26.760, a luglio 2008 sono diventate 19.582; ad agosto si passa dalle 20.032 di un anno fa alle 10.535 attuali; a settembre si passa da 30.720 a 19.459 nel 2008. Numeri significativi: il "fannulonismo ", nel Comune di Roma, è in calo. "Nel quinquienno tra il 2001 e il 2006 - spiegano al Campidoglio - abbiamo avuto il picco massimo di assenze, con una media di 33,58 giorni per impiegato. Già nel 2007 siamo scesi a 29,42, adesso c'è una stretta ancora maggiore". Ma a cosa è dovuta l'inversione di tendenza? Sostanzialmente ad un mix di tre aspetti: due di natura extra-comunale, uno che riguarda direttamente la politica romana. Intanto c'è stato il famoso decreto Brunetta, il D.L. 112 del 25 giugno 2008 (poi convertito nella legge 133 del 6 agosto), quello che prevede la non retribuzione degli oneri aggiuntivi per malattie inferiori ai dieci giorni, il certificato medico di una struttura sanitaria pubblica e l'ampliamento degli orari nei quali può scattare la visita fiscale. Ma politicamente, è successo anche altro: "Quando cambia un'amministrazione spiegano all'assessorato del personale - è normale che i dipendenti cerchino di fare di più: chi per evitare problemi, chi per vicinanza politica". La vera partita, comunque, si giocherà a partire dal 20 ottobre, quando l'assessore Enrico Cavallari convocherà i sindacati per le trattative sul rinnovo del "contratto decentrato ". Nelle idee della giunta, ci sono infatti quattro o cinque punti chiave, che vanno nella direzione anti-fannullonismo: orario flessibile degli uffici comunali (in estate, ad esempio, è stata fatta la prova sull'Anagrafe che è rimasta aperta), una produttività pagata secondo obiettivi precisi, responsabilità dei dirigenti, un diverso sistema di premi e sanzioni. Ministro Renato Brunetta, titolare della Funzione pubblica Assessore Enrico Cavallari, responsabile del Personale del Comune Ernesto Menicucci.
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da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 15-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sud sezione: PRIMO PIANO data: 2008-10-15 - pag: 3 autore: INTERVISTA Domenico Arcuri Ad di Invitalia Ora le risorse ci sono Rispetteremo i tempi "Ci sono le premesse per realizzare un importante intervento nelle aree dismesse del Sud e per realizzarlo in tempo stretti". Si mostra ottimista Domenico Arcuri, 45 anni, di origini calabresi, ad di Invitalia, nuova denominazione della ex Sviluppo Italia. Quali sono i primi interventi da attuare del Programma nazionale di bonifica dei siti industriali inquinati? In questi giorni i ministeri dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente hanno avviato la procedura per individuare i primi siti di interesse strategico nei quali realizzare interventi di reindustrializzazione. La scelta sarà effettuata in base alle priorità indicate dalle Regioni. Obiettivo del programma è restituire competitività ai maggiori agglomerati industriali. Perciò i due ministeri hanno deciso di procedere contestualmente con bonifiche, con la realizzazione di infrastrutture strategiche e con nuovi investimenti industriali. Invitalia curerà il completamento delle infrastrutture primarie, lo sviluppo di reti tecnologiche, logistiche e ambientali. Si lavorerà per il risparmio e l'efficienza energetica. Inoltre, un obiettivo che ci è stato assegnato è promuovere partnership tra pubblico e privato per la realizzazione e la gestione degli interventi. Per l'approvazione dei nuovi investimenti, le imprese potranno utilizzare le procedure semplificate che prevedono conferenze di servizi e potranno utilizzare gli incentivi della legge 181 per le aree di crisi e dalla recente Finanziaria. Il Programma può contare su fondi certi? Questa volta le risorse ci sono e sono certe visto che il programma è tra i pochi approvati dal Cipe, la delibera è pubblicata sulla "Gazzetta Ufficiale" del 6 agosto, e lo stanziamento è stato confermato dalla recente Manovra finanziaria. Le risorse sono ingenti e dei fondi disponibili,circa l'85%pari a 2,5 miliardi, è destinato al recupero ambientale e alla reindustrializzazione delle aree svantaggiate del Sud Italia. Ci sono le condizioni per partire rapidamente. Il Governo ha confermato la volontà di investire per la competitività del sistema industriale, opportunità non solo per le grandi imprese insediate in questi siti, ma anche per attrarre nuovi investimenti. Sarà possibile non scontrarsi con gli ostacoli della burocrazia? Questo programma è voluto non solo dal ministero dello Sviluppo economico, anche dal ministero dell'Ambiente, ed è stato condiviso da tutte le Regioni, perciò mi sento di affermare che gli interventi si faranno. Il programma poi, prevede il ricorso alle procedure dell'articolo 252 bis del codice ambientale che, attraverso conferenze di servizi, consente di accelerare l'approvazione degli interventi. Non solo potremo ampliare l'offerta di siti industriali che offrono condizioni insediative di eccellenza, ma potremo fornire un contributo per favorire la localizzazione di impianti strategici, come quelli per la produzione di energia da fonti rinnovabili o rigassificatori. Avete ottenuto il consenso degli industriali? I ministeri hanno sottoposto il programma all'attenzione delle principali associazioni di categoria, Confindustria per prima. Sono proprio le imprese il principale interlocutore dato che per attivare gli interventi è necessario che esse decidano di realizzare investimenti. I primi segnali sono confortanti. Le imprese insediate conoscono bene le difficoltà di operare in contesti degradati sul piano ambientale e in mancanza di quelle infrastrutture tecnologicheormai indispensabili per affrontare i mercati. "L'obiettivo finale è rendere competitivo il territorio e attrarre nuove imprese" Domenico Arcuri. L'Ad di Invitalia.
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da "Eco di Bergamo, L'"
del 15-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Maria Poiani è una ragazza di cuore, intelligente e molto saggia. Ha uno spirito pieno di passione per lo sport e per la vita e le auguro grandi soddisfazioni per il suo futuro. Provo per lei molta stima e una duplice gioia per la sua vittoria alle Paralimpiadi, con la medaglia d'oro nei cinquanta stile libero e per l'obiettivo raggiunto nel lavoro: un traguardo atteso da tempo. Maria, insieme al suo fidanzato, venne da me nel settembre 2004 per concordare un eventuale trasferimento dalla Ragioneria dello Stato di Lodi che è alle dipendenze del ministero dell'Economia e Finanze, al Comune di Seriate. Nel novembre 2004 l'Amministrazione comunale di Seriate iniziò ad interessarsi per ottenere la mobilità di Maria predisponendo da subito sia l'attrezzatura tecnicamente adeguata per poter svolgere lo stesso ruolo di centralinista sia la realizzazione di percorsi per ipovedenti per raggiungere la sede comunale dalle fermate dell'Atb. Dopo parecchie sollecitazioni il ministero dell'Economia e delle Finanze rispose negando la mobilità perché a loro dire Maria: era "l'unica centralinista non vedente in servizio presso il centralino della sede in argomento, struttura appositamente trasformata tecnicamente con apparecchiature adeguate all'impiego di un non vedente". A questo punto mi sono rivolta all'Unione italiana ciechi-sezione di Bergamo. Secondo loro Maria avrebbe dovuto licenziarsi da Lodi e iscriversi nelle liste di collocamento della provincia di Bergamo. Questo avrebbe causato la sua retrocessione e quindi non sarebbe stato possibile garantire il posto a lei. Sono intercorse nel tempo parecchie telefonate tra l'Amministrazione comunale, il ministero e anche la sede di Lodi, nel tentativo di ottenere il trasferimento di Maria. Mi è dispiaciuto molto dovermi arrendere alla burocrazia e rinunciare a Maria di cui conservo un ottimo ricordo. Trascorso un anno, nell'attesa del suo arrivo, abbiamo accettato la sua rinuncia e accolto un giovane non vedente anche lui con grande professionalità, entusiasmo e grande amore per la vita. Ora, dopo quattro anni e forse a seguito della medaglia d'oro, molti si sono attivati e finalmente è arrivato il tanto atteso trasferimento. Auguro a Maria, che spero di poter riabbracciare presto, un sincero in bocca al lupo e mi rallegro per l'esito della sua storia. Credo comunque che il mancato trasferimento di Maria al Comune di Seriate, quando ancora non era un personaggio famoso dello sport, ci debba far riflettere su quanto in questo nostro tempo si muova più per notorietà che non per vero senso di solidarietà alla persona. dott.ssa Silvana Santisi Saita sindaco di Seriate.
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da "Trentino"
del 15-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Val di Non, manca la capacità di collaborazione tra i settori economici "Più contributi? No, serve regia" Ma c'è anche il disagio di una comunità ricca che fatica a comunicare Chini: "Gli artigiani chiedono meno burocrazia" MILENA DI CAMILLO VAL DI NON. Sessant'anni fa era terra di emigrazione, oggi ha il 10% (il più alto della provincia) di cittadini stranieri residenti. Pochi decenni fa era la fame, oggi è il benessere. La val di Non brilla per la sua frutticoltura doc, per l'artigianato operoso, per il turismo che scalpita. Eppure, per dirla con padre Fabio Scarsato, parroco di Sanzeno, "si è perso l'alfabeto dei sentimenti". Trentotto Comuni, poco meno di 39mila residenti: la val di Non in numeri è già raccontata così. La frammentazione amministrativa indica la complessa orografia del territorio ma anche il rischioso "mal di campanile". La val di Non sa che, rimanendo fermi in difesa, non si fanno grandi passi avanti. Ma il primo passo costa ancora fatica. Due anni fa, quando il Trentino realizzò dei sondaggi nelle valli, nel commento dei risultati, ci fu chi definì la val di Non "il gigante addormentato". è ancora così? E cosa chiede la val di Non alla politica? Onorio Clauser, di Romallo, è docente alla facoltà di Economia. Nota "voce critica", oggi parla dell'emozione vissuta lo scorso fine settimana a "Pomaria" (rassegna di Casez, dai prodotti tipici alla cultura e alla storia). "Ho vissuto un'esperienza: di qua e di là le corti e lungo la strada tutti i prodotti tipici della val di Non ma inseriti in un insieme di relazioni... E poi i mestieri antichi rivissuti in chiave moderna, non rituali rievocazioni... non era folclore, c'era personalità. è stata un'emozione di alta qualità, lì c'era l'anima". Un ottimo esempio, aggiunge Clauser, di quanto la val di Non possa fare: "Non c'è bisogno di cercare qualcosa di particolare". Basta coniugare quello che c'è con fantasia e "anima". Alla politica Clauser chiede di non calare dall'alto le scelte, ma di "monitorare" il coinvolgimento della gente nel processo decisionale. Fa una premessa generale, Gabriele Calliari di Malosco, presidente provinciale dell'Unione contadini: l'agricoltura di montagna deve contare di più a Bruxelles. L'equazione è: la montagna è importante per l'Europa ma resiste se resiste l'agricoltura di montagna. Quanto alla val di Non: deve saper trovare più collaborazione tra settori. "Ma c'è una scarsa propensione nonesa a ragionare in sistema; per diffidenza - commenta Calliari - a volte vera ostilità". E dunque tocca alla politica fare regia, per stimolare il cambio di mentalità. Ammette, Calliari, che il sistema dei contributi "a pioggia" ha finito forse con l'esasperare l'individualismo. Ma anche i Patti territoriali, che segnano una svolta rispetto a quel sistema, ancora non bastano. Alla politica, Calliari chiede anche il sostegno alla cooperazione ma pretendendo (e lo sottolinea più volte) "coerenza forte nel perseguire sempre migliore qualità". è la burocrazia, secondo FranÇoise Chini, presidente degli artigiani, la maggiore angustia del settore. "Bisogna snellirla - insiste - così come bisogna rendere accessibili tutti gli appalti". Non pochi mega-appalti, spiega, ma più numerosi e di minore entità in modo da permettere la partecipazione anche delle imprese artigiane. E poi c'è la viabilità che dovrebbe essere tra le priorità nell'agenda di chi sarà eletto. Soprattutto nell'alta valle, da Dermulo in su. Infine, le aree artigianali: "Non si può aspettare 4 o 5 anni per avere l'autorizzazione; chi decide di avviare un'azienda artigiana, ne ha bisogno subito". Giulia Dalla Palma, direttore dell'Apt, sostiene che il turismo in val di Non sta cambiando, anche grazie ai Patti territoriali, nella qualità delle strutture e del servizio. Alla politica chiede che accompagni la valle nelle grandi opere (fra le altre il rilancio del lago di Santa Giustina e della Mendola) ma che nel contempo continui a premiare le iniziative private. I problemi ambientali della val di Non non sono molto diversi da altre valli. Tuttavia Vigilio Pinamonti (associazione Terra Vivente, cooperativa La Minela) riconosce che la convivenza tra agricoltura intensiva e ambiente qui è particolarmente faticosa. Oltre a questo, secondo Pinamonti, c'è stato un eccessivo consumo del territorio a favore di edilizia residenziale ma soprattutto commerciale. Alla politica chiede di riconsiderare un tipo di sviluppo "vero, più sobrio, più a misura della persona": la Provincia usi i contributi per "condizionare" alberghi, mense e ristoranti ad utilizzare prodotti tipici ed investa di più nelle energie rinnovabili. "C'è un progressivo e pericoloso scollamento - secondo padre Fabio Scarsato, parroco di Sanzeno - tra la vita economica e le motivazioni della vita". "Ho un conto in banca, due automobili, una casa... e adesso?": così padre Scarsato sintetizza il malessere che sempre più nonesi (ma il problema è diffuso) avvertono "senza essere capaci di dirlo". "Si è perso l'alfabeto dei sentimenti - avverte - e questo crea sofferenza". Si è persa anche la capacità di aggregazione: "è un paradosso, viviamo in paesini piccoli dove ci conosciamo tutti e spettegoliamo...". Ma la politica può rispondere a queste necessità? "Sì, se intendiamo la politica come Aristotele, come don Milani... mi piace che la politica sia l'arte del possibile e quindi della mediazione. La gente ha bisogno di ricominciare a sognare".
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da "Centro, Il"
del 15-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Via Salvemini. Appello di una mamma che lotta da 4 anni contro la burocrazia Disabili, manca il posto auto a scuola MONTESILVANO. "Oggi mio figlio torna in classe e dopo quattro anni di promesse non troverò il posto auto per i disabili davanti alla scuola". La denuncia è di una madre di Montesilvano che tutti i giorni accompagna il figlio di 6 anni, diversamente abile, nella scuola materna Fonte d'Olmo all'incrocio tra via Vestina e via Salvemini. "Ho presentato anni fa la domanda ai vigili urbani e all'ufficio comunale per chiedere un posto per la sosta disabili davanti alla scuola", racconta la mamma. "Ogni volta mi viene detto che il posto mi spetta ma non si muove niente". Il bambino, operato al piede al Rizzoli di Bologna, oggi rientra in classe. "Per cinque-sei mesi dovrà stare sulla sedia a rotelle", dice ancora la donna. "Dunque, per farlo scendere vicino alla scuola, incontro delle difficoltà. Ho chiesto uno spazio per parcheggiare in via Salvemini. Sono stata in Comune mille volte, anche la settimana scorsa. Ho parlato col dirigente, sono stata anche all'ufficio del disabile dove un ragazzo molto disponibile si è adoperato parecchio, ma non si è mosso nulla. La mattina, davanti alla scuola, è un gran caos, specialmente quando piove. Attualmente sono costretta a parcheggiare lontano. Il posto dei disabili, infatti, sta davanti a un negozio e spesso e volentieri è indebitamente occupato. Ora che la scuola ha cambiato ingresso quel posto è diventato inservibile. E così sono costretta ad abbracciare mio figlio, che pesa 30 chili, col rischio che possa cadere". Secondo la mamma, nemmeno a scuola è stato possibile ottenere risposte. "Non riesco a parlare con nessuno", conclude. "Stamani sarò costretta a bloccare la strada litigando con la gente. A primavera ho parlato anche col sindaco. Ora sono stanca: negli uffici non andrò più. Nessuno aiuta i cittadini nella lotta contro la burocrazia". (e.n.).
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da "Libertà"
del 15-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Risposte positive sulla non rilevanza, ma Confagricoltura lancia l'allarme sui costi della burocrazia "La risposta all'interrogazione parlamentare da parte del ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi, rappresenta un primo passo positivo per la soluzione del problema dell'assoggettamento ad Ici dei fabbricati rurali". Lo afferma Luigi Sidoli, direttore di Confagricoltura Piacenza, sottolineando il fatto che il rappresentante del governo ha ritenuto legittimo l'orientamento espresso dall'Agenzia del Territorio con circolare n.7 del 2007, che ha dichiarato l'irrilevanza ai fini Ici dei fabbricati rurali, anche se iscritti in catasto con l'attribuzione di rendita catastale. "A questo punto, continua Sidoli, diventa indispensabile, come Confagricoltura ha chiesto, un intervento normativo che chiarisca definitivamente la non rilevanza dei fabbricati rurali ai fini dell'imposta comunale". Il ministro ha precisato che "l'attribuzione di una rendita catastale ad un fabbricato rurale, assume rilevanza fiscale solo se il fabbricato perde il carattere di ruralità". Il Governo ha inoltre evidenziato, conformemente a quanto sempre sostenuto da Confagricoltura, che "nell'estimo per il calcolo del reddito dominicale dei terreni è già compresa la rendita dei fabbricati rurali. Tassare autonomamente il fabbricato rurale implicherebbe una duplicazione della tassazione". Pericolo scampato, dunque, ma il direttore di Confagricoltura Piacenza riserva qualche commento anche sul peso che la burocrazia ha nei confronti delle imprese agricole, generando una forma di tassazione indiretta sotto forma di oneri amministrativi che penalizzano la competitività delle aziende e i loro redditi. "Un esempio è il settore del lavoro. Occorre incidere sulla quantità e la complessità degli adempimenti richiesti alle imprese per l'instaurazione e la gestione dei rapporti di lavoro, che hanno un impatto fortemente negativo sia sulle aziende. Confagricoltura ha da tempo evidenziato la proliferazione di domande, comunicazioni, registrazioni a carico dei datori di lavoro; per quanto riguarda i dipendenti di nazionalità italiana, ma, ancor di più, per gli stranieri. E' utile ricordare che per i primi si tratta di una quindicina di adempimenti, mentre per i secondi si superano i venti. Senza contare quelli in materia di igiene e sicurezza sul lavoro e di privacy. Qualche significativo risultato è stato ottenuto con l'istituzione del Libro unico del lavoro e la conseguente eliminazione del registro d'impresa, nonché con l'avvio della fase sperimentale del lavoro occasionale di tipo accessorio (vedi voucher vendemmia)". "Rimane comunque molta strada da fare. Le aziende agricole continuano infatti ad essere oberate da troppi obblighi amministrativi. Un esempio in tal senso è rappresentato dalla denuncia aziendale (D.A.) che tutti i datori di lavoro agricolo in attività hanno l'obbligo di ripresentare in via telematica su un modello predisposto dall'INPS. Le imprese agricole - spiega Confagricoltura - dopo avere presentato all'atto dell'inizio dell'attività, su modello cartaceo, la denuncia aziendale, sono ora chiamate a ripresentarla in via telematica, con un modello complicatissimo e ridondante di dati. Si tratta di un adempimento tanto complesso, quanto inutile e che appare in palese contrasto con i più elementari principi in materia di semplificazione amministrativa, considerato che con lo stesso vengono richiesti dati già forniti all'Inps in via cartacea o che comunque sono già in possesso di altre Pubbliche Amministrazioni (AGEA e altri Organismi pagatori)". 15/10/2008.
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da "HelpConsumatori"
del 15-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
News TLC. Commissione Ue semplifica la procedura di notifica per i regolatori nazionali 15/10/2008 - 13:03 Meno obblighi burocratici per i regolatori nazionali delle telecomunicazioni, affinché sia più semplice spezzare i monopoli tradizionali ed aprire le reti alla concorrenza. Oggi la Commissione europea ha semplificato il meccanismo Ue di consultazione delle misure adottate dai regolatori nazionali, noto come procedura dell'articolo 7, permettendo loro di usare un modulo standard abbreviato per la notifica di determinate decisioni alla Commissione. La procedura di notifica semplificata si applicherà: alle decisioni relative alla sospensione della regolazione sui mercati in cui la Commissione ritiene che non sia più necessaria una regolamentazione specifica al settore (mercati che dal novembre 2007 non figurano più nella raccomandazione sui mercati rilevanti, IP/07/1678); alle decisioni di non regolamentare i mercati in cui la Commissione ritiene che la regolamentazione specifica al settore sia necessaria, ma in cui la concorrenza nello Stato membro interessato risulta efficace; alle modifiche di dettagli tecnici di provvedimenti correttivi già in vigore (ad esempio tempi di consegna o proroghe degli obblighi di rendicontazione); all'estensione di misure in vigore ad un altro operatore del mercato che si trovi in una situazione analoga (in particolare sui mercati della terminazione di chiamata). Nel novembre 2007 la Commissione ha ridotto il numero dei mercati regolati a norma della procedura dell'articolo 7, che sono così passati da 18 a 7 dopo che i regolatori nazionali avevano accertato l'esistenza di una concorrenza efficace sulla maggior parte dei mercati al dettaglio e su alcuni mercati all'ingrosso. La commissaria europea alle telecomunicazioni Viviane Reding ha affermato: "Il mercato delle telecomunicazioni ha fatto notevoli passi avanti verso una concorrenza efficace e un'offerta più ampia per i consumatori. L'anno scorso questo ha permesso alla Commissione europea di ridurre di oltre metà l'elenco dei mercati regolamentati. Perché questa tendenza a una migliore regolamentazione possa proseguire, noi intendiamo agevolare ulteriormente, da oggi, l'onere amministrativo per i regolatori nazionali. È tempo di liberare risorse e concentrarsi sui mercati dove persistono strozzature e sui quali, come nel caso della banda larga, i regolatori devono tuttora intervenire per garantire una concorrenza efficace." "Resta ancora molto da fare per migliorare la concorrenza nel settore delle telecomunicazioni a beneficio dei consumatori europei. Meno burocrazia permetterà un intervento pubblico più mirato," ha affermato Neelie Kroes, Commissaria europea alla concorrenza. "Le semplificazioni adottate oggi sono una prova concreta della nostra volontà di concentrare gli interventi del regolatore sui settori in cui la concorrenza non è ancora sufficiente." E' possibile consultare il nuovo modulo cliccando qui 2008 - redattore: GA.
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da "Stampa, La"
del 15-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Tre alunni della prima, tre dela seconda, due della terza e altri due della quarta, uno solo della quinta. Tutti insieme, felicemente, in una sola classe. O meglio, per il linguaggio della burocrazia, in una pluriclasse. Con due maestre: Maria Teresa Branchi per l'area matematico-scientifica e Cinzia Del Vecchio per quella letteraria. Sono gli undici bambini che frequentano la scuola elementare di Calice, frazione di Domodossola a balcone sulla piana del Toce.Nello stesso edificio c'è anche la scuola materna, 14 bimbi tra i 3 e i 5 anni seguiti dalle maestre Giovana Rita Campolo e Patrizia Meneguzzo. Quella di Calice è una delle scuole che dal prossimo anno scolastico dovrebbe sparire. Perché secondo il decreto legge approvato dal Parlamento non ha i numeri: undici iscritti a fronte di un'asticella alzata a quota cinquanta. Un'impresa impossibile, considerando che in questo caso la montagna è tanto vicina alla città. "Preoccupati? In questo momento non sappiamo cosa pensare - dice la maestra Maria Teresa Branchi -. Di sicuro per questa frazione la scuola è vita. Qui, nel nostro stesso edificio, c'è la sede del soccorso alpino; qui si riuniscono i genitori per discutere i problemi del quartiere, qui vengono svolte le lezioni di catechismo. E' una struttura che serve alla comunità ed ha il suo perno proprio nella presenza della scuola. Cinque anni fa sono state riaperte anche le materne, dopo un lungo periodo di chiusura". Le maestre della pluriclasse ogni giorno devono saper offrire "plurilezioni", un compito faticoso: "Si prende un gruppo per volta - racconta ancora Branchi -, si spiega e si assegna il lavoro. Poi si passa agli altri, toccando tutti i gruppi. Sì, è una fatica immensa ma ci sono anche tante soddisfazioni. La nostra giornata è a orario continuato, dalle 8,05 alle 15,25. Si pranza tutti insieme, anche con i bimbi delle materne, nel locale adibito a mensa. I nostri costi sono relativi. Quelli di mensa e trasporti non sparirebbero. Spostando i bambini in un'altra scuola si risparmierebbe sul riscaldamento, tutto qui".
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da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 15-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
La scure... La protesta, cioè, delle categorie interessate contro tutti i progetti, parzialmente attuati o più spesso abortiti, di razionalizzazione in chiave efficientistica della macchina alquanto arrugginita del nostro sistema scolastico e universitario. Prima di Mariastella Gelmini, obiettivo della contestazione è stata Letizia Moratti, e prima ancora un uomo di sinistra come Luigi Berlinguer, ministro nel primo governo dell'Ulivo. Ma i più anziani ricordano le proteste degli anni Ottanta contro le ministre democristiane Falcucci e Jervolino. Di nuovo c'è soltanto l'incongrua pretesa di coinvolgere il capo dello Stato (considerato evidentemente come un decisore di ultima istanza, una sorta di Cassazione del potere legislativo) in una valutazione di merito che la Costituzione non gli riserva, anzi esplicitamente gli inibisce. Il bilancio di decenni di proteste non è certo positivo, essendosi per lo più risolto nella difesa di uno status quo tutt'altro che esaltante: sia dal punto di vista dell'organizzazione didattica, sia da quello, più importante, della qualità del servizio e dei suoi risultati. Se oggi la scuola e l'università italiane si ritrovano in coda nelle classifiche europee, la colpa non è solo della finanza pubblica a corto di risorse, dei politici privi di coraggio e di fantasia, delle burocrazie ministeriali restie a spogliarsi delle loro prerogative e intente a vanificare ogni promessa di autonomia con una pioggia di regolamenti costrittivi. Una parte di responsabilità va anche attribuita agli operatori del settore (ovvero a un corpo insegnante pletorico e poco orientato all'innovazione) e agli stessi utenti, studenti e genitori, spesso inclini a coprire con rituali e retoriche di matrice sessantottina l'ostinata opposizione a ogni intervento volto a rifondare il sistema in base a criteri meritocratici. Detto tutto ciò, resta da capire se e quanto la protesta di questi giorni, a prescindere dalle forme in cui si esprime, possa essere motivata, in relazione alle concrete misure proposte dal governo. E qui credo si debba fare una distinzione. Per quanto riguarda la scuola, il decreto Gelmini contiene aspetti discutibili: il ritorno al maestro unico (in sé non scandaloso, viste le diffuse perplessità con cui fu accolta non molti anni fa la riforma che ne scomponeva la figura) può portare qualche sconquasso nel settore sinora meglio funzionante, quello della scuola primaria; e i minacciati tagli al tempo pieno rischiano di creare problemi a molte famiglie italiane, ostacolando fra l'altro l'occupazione femminile. Ma il provvedimento muove da esigenze reali (gli insegnanti sono davvero troppi, la dislocazione degli istituti è spesso irrazionale e costosa). E si ispira a un disegno generale di impronta restaurativa che può piacere o non piacere, ma è coerente e riconoscibile. Assai più difficile è ravvisare un analogo disegno nelle misure annunciate per l'università. Dove, a parte qualche intervento cosmetico e qualche ulteriore griglia regolamentare, a emergere drammaticamente è la dura realtà dei tagli di spesa. Nulla da obiettare in linea di principio: se tutti dobbiamo risparmiare (e ancor più dovremo farlo nei prossimi anni), è giusto che lo faccia anche la corporazione universitaria, che non sempre ha saputo fare buon uso delle scarse risorse di cui disponeva. Ma non dimentichiamo che la spesa italiana per università e ricerca è già, e da anni, molto inferiore in percentuale a quella degli altri Paesi europei con i quali quotidianamente ci confrontiamo. Inoltre, il blocco di fatto del turn-over nella docenza (si potranno riempire solo per un quinto i vuoti creati dai pensionamenti) significa non solo l'esclusione di molti giovani dalla carriera, con conseguente fuga di cervelli, ma anche la sclerosi progressiva della ricerca e la scomparsa, di qui a qualche anno, di molti insegnamenti (non necessariamente quelli inutili che pure non mancano): in ultima e deprecabile ipotesi, la marginalizzazione dell'Università pubblica, in assenza fra l'altro di un'adeguata rete di istituzioni private. Qualcosa di meglio e di più si può fare, anche tenendo ferma l'esigenza del risparmio. Si possono perfezionare gli strumenti di valutazione per meglio distribuire le risorse. Si può abbandonare una volta per tutte il nefasto criterio della "spesa storica", che premia chi più ha scialacquato in passato. Si può allargare l'area dell'autonomia e della competizione fra gli atenei. Alla contestazione rituale, nutrita di slogan e povera di contenuti propositivi, bisogna insomma contrapporre progetti organici e coraggiosi. Altrimenti sarà difficile uscire dallo stallo, dal circolo vizioso della protesta inutile e della riforma mancata che da troppo tempo blocca la crescita dell'università italiana. Giovanni Sabbatucci.
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da "Mattino, Il (Salerno)"
del 15-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Ispettori in Tribunale chiusa l'indagine GENNARO CORVINO Nocera Inferiore. Ha concluso i lavori la commissione inviata dal Ministero di Grazie e Giustizia per accertare e verificare quali siano i problemi del Palazzo di Giustizia di Nocera Inferiore. E qual'è, di fatto, lo stato salute di un tribunale di frontiera qual'è quello di Nocera Inferiore. Il presidente del tribunale, Guglielmo Amato, è a Roma, sempre per motivi di lavoro inerenti al suo ufficio. Ma negli ambienti delle presidenza si è convinti che sia stato compiuto un "buon lavoro, analitico, che portato alla conoscenza di tutte le realtà esistenti all'operato del Palazzo di Giustizia". Ed è stato accertato che gli operatori della giustizia da anni si dimenano tra i circa 50.000 fascicoli da "aprire", fra il penale e il civile, e la mancanza di magistrati, cancellieri e personale amministrativo. Tempo addietro, il Presidente Guglielmo Amato, prese carta e penna e chiese al Ministero che una commissione verificasse lo stato delle cose in seno al Palazzo di Giustizia di Nocera Inferiore. La commissione arrivò a metà del mese di settembre ed ha fatto ritorno a Roma l'altro giorno, rimanendo in tribunale quasi un mese. Una indagine accurata, quindi, condotta dai sei ispettori, tra cui due donne, guidati da un magistrato ministeriale di grande prestigio, Michele Di Nardi, di origine napoletana. Il procuratore capo Domenico Romano ha fatto sapere che "il lavoro dei commissari ispettori è stato di grande interesse conoscitivo perché è stato possibile toccare con mano le quantità riguardanti il personale e i carichi di lavoro". Il capo della cancelleria, Elio Di Maso ha detto: "Tutto verrà fissato in una relazione che gli ispettori invieranno al presidente del tribunale. Ma si può sostenere che i numeri e le quantità sono stati bene appuntati. I 50mila processi da discutere hanno impressionato non poco gli ispettori". Di indicazioni definitive non se ne sono avute, ma il nocciolo del problema è stato individuato. I sindacati della categoria giustizia hanno però espressamente fatto sapere. "Non abbiamo fiducia in queste ispezioni: servono unicamente alla burocrazia e a rilievi, eventuali, nei riguardi del personale dirigente. Quanto a problemi del personale, alle quantità operative, gli ispettori non si sono mai interessati, e niente è cambiato, dopo le loro indagini".
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da "Corriere Adriatico"
del 15-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Le istituzione hanno fatto un gran can can per la Sadam per noi nessuno muove un dito" "Da 6 mesi senza stipendio, non ce la faccio più" Ex operaio della Sophia Srl: "Nel calzaturiero non c'è lavoro. E a 50 anni nessuno ti vuole più" FERMO - Da sei mesi senza stipendio. Quindi senza soldi "freschi" in entrata, con i conti in banca che giorno dopo giorno sprofondano nel rosso che più rosso non si può. Così, per campare, specie quando si hanno pure una famiglia e dei figli, si è costretti a chiedere prestiti alle banche che spesso e volentieri - vista la situazione - chiudono i rubinetti. Oppure ad elemosinare qualche spicciolo ai "vecchi di casa", che almeno hanno la pensione, che diventa l'unica entrata sicura a fine mese. "Arrivi a perdere la tua dignità, ed è veramente umiliante". A raccontare la sua storia, purtroppo di questi tempi comune a tantissime altre storie del territorio, è Francesco Mureni di Capodarco di Fermo, per decenni operaio calzaturiero, tagliatore per l'esattezza, presso il calzaturificio Sophia Srl di San Marco alle Paludi. "Mi ricordo che quando anni fa sentivo alla televisione le storie di quelli che finivano al lastrico perché senza lavoro e senza futuro, dicevo e, soprattutto, pensavo: mah, tanto io un lavoro ce l'ho, non finirò mai così. Mi sembrava una condizione così lontana da me da non averla mai veramente presa in considerazione". Poi invece la musica è cambiata. Il calzaturificio ha cominciato ad avere qualche difficoltà, gli operai sono stati messi in cassa integrazione. "Il problema è che dal 26 aprile di quest'anno - racconta Mureni - tutti e 30 gli operai della Sophia non ricevono dall'Inps la cassa integrazione straordinaria. Lo stesso destino è toccato anche ad altri 10 operai messi in mobilità. L'azienda - racconta sempre Mureni - ha presentato un concordato che prevede la cassa integrazione straordinaria che invece non viene pagata". La situazione per lui, come per molti suoi ex colleghi, sta diventando drammatica. "La mia famiglia sta per fallire. Da sei mesi non vediamo più un euro. Certo - aggiunge serafico - anche quando ci veniva pagata si trattava di 850 euro al mese. Con tre figli è dura andare avanti. Ci costringono a prendere prestiti per sopravvivere. Io mi sento offeso nella mia dignità umana". E non è neppure facile riciclarsi. "Nel settore calzaturiero lavoro non ce n'è. A cinquant'anni poi, è complicatissimo trovare qualcuno che ti dia una chance. Ho girato tanto, ma senza esito". Mureni prosegue puntando il dito contro le istituzioni. "Nessun aiuto morale dal sindaco Di Ruscio che tanto si è dato da fare per gli operai dell'Eridania Sadam". E incalza: "Ha problemi la Fiat, interviene lo Stato, con Alitalia interviene lo Stato, con le banche interviene lo Stato, ma se fallisce la famiglia non interviene nessuno. Sia chiaro - sottolinea l'ex operaio - io non voglio regali. Solo quello che ci è dovuto, ciò che ci spetta. Certo, è proprio vera quella frase di mia madre che dice: ce fa la caccia co li puritti. Non ti fanno trovare la strada giusta mai! C'è troppa burocrazia, l'unico aiuto l'abbiamo sempre e solo avuto dai sindacati. Dalla Cgil e dalla Cisl". Ma come si vive senza soldi? "Facendo tante rinunce. Ma non parlo di pizzerie, cinema o ristoranti, no, per carità, quelli chi li vede? Parlo di rinunciare a vestirsi, al dentista, agli alimenti, alle cure mediche". La situazione è paradossale. "A noi operai l'Inps non dà risposte. L'unico che si interessa per vedere se sono arrivati i soldi - scherza - è il direttore della mia banca. Mi chiama tutti i giorni!" LOLITA FALCONI,.
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da "Asca"
del 15-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Palermo, 15 ott - ''L'obiettivo e' quello di accorciare i tempi della burocrazia attraverso lo snellimento delle procedure, per dare risposte immediate ai siciliani, alle imprese ed alle societa' che vogliono investire creando sviluppo e occupazione''. Lo afferma Riccardo Minardo, presidente della prima commissione permanente Affari istituzionale dell'Ars, presentando assieme all'assessore alla presidenza della Regione Siicliana, Giovanni Ilarda, il disegno di legge ''norme per la semplificazione, l'accelerazione del procedimento amministrativo, la trasparenza, l'agevolazione delle iniziativa economiche e l'efficienza delle pubbliche amministrazioni'', che ha iniziato la sua trattazione nella commissione Affari Istituzionali. ''Vista l'importanza di questa legge - assicura Minardo - faro' di tutto per completare l'iter in commissione nel piu' breve tempo possibile e portare la norma in aula entro la fine di ottobre compatibilmente con la sessione di bilancio''. dod/sam/bra (Asca).
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da "Rai News 24"
del 15-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
New York | 15 ottobre 2008 Sondaggi ostici, fine dell'era Bush, Sud in bilico: per McCain duello tv con Obama da giocare in attacco McCain e Obama nell'ultimo faccia a faccia A tre settimane dal voto per la Casa Bianca, continua a crescere il vantaggio del candidato democratico Barack Obama su quello repubblicano John McCain. Secondo l'ultimo sondaggio nazionale condotto per conto di CBS/New York Times, Obama è ora 14 punti avanti rispetto a McCain, 53-39. Nel precedente sondaggio CBS/New York Times, condotto il 6 ottobre scorso, il vantaggio di Obama su McCain era di 11 punti. Le mappe amare per i Repubblicani Poiché, però, il voto delle presidenziali Usa si articola stato per stato è forse più significativo, e preoccupante per i Repubblicani, il sondaggio del Wall Street Journal che dà Barack Obama in vantaggio in quattro Stati-chiave: Colorado, Michigan, Minnesota e Wisconsin. A far sorridere i Democratici, il calo di consensi del terzo incomodo, Ralph Nader, intorno al 2%. Circa il 4% gli elettori che si professano ancora indecisi. Sulla mappa elettorale i Repubblicani vedono aprirsi continue falle, con il West che volge le spalle a McCain (Colorado e New Mexico) e perfino il solido Sud che indica segni di cedimento in Virginia, North Carolina, Florida e Georgia. Gop tormentato Nel partito di McCain insomma si delinea l'incubo che potrebbe salutare la fine dell'era Bush: una valanga democratica che si estenda dalle elezioni presidenziali a quelle del Congresso. Nelle fila repubblicane in molti rinfacciano a McCain di aver cambiato troppo spesso messaggio nella campagna e di non averne trovato uno chiaro e decisivo. Prima è stata la volta del 'maverick', il cane sciolto della politica, il fustigatore della burocrazia di Washington. Poi è venuta la scelta di Sarah Palin: premiante con la base, molto meno con l'establishment del partito. Infine, la faticosa ricerca di una posizione precisa sulla crisi economica. E ancora, gli attacchi personali a Obama, "amico di terroristi", seguiti da una frenata quando la base repubblicana ha cominciato a mandar segni di intolleranza. In questo quadro si inserisce il terzo faccia faccia tra i due candidati alla Casa Bianca, in programma all'Hofstra University nello stato di New York, alle 3 di notte italiane (diretta su Rainews24): l'ultima occasione, dicono alcuni analisti, per McCain, chiamato alla difficilissima impresa di invertire la tendenza delle ultime settimane, quelle segnate dalla cisi economica. Via i guanti John McCain appare intenzionato a seguire il consiglio di Sarah Palin: "togliersi i guanti" e colpire duro. All'università di Long Island MCain potrebbe rispolverare i presunti legami di Onbama con William Ayers, il docente dell'universita' di Chicago che negli anni sessanta militava in un gruppo che portò a termine attentati dinamitardi per protestare contro la guerra nel Vietnam. Legami che hanno spinto la Palin a chiamare Obama "amico di terroristi". "Sono rimasto attonito quando ho sentito Obama dire era rimasto stupito dal fatto che non ho avuto il coraggio di parlare Ayers -ha detto McCain ieri in un'intervista radiofonica, riferendosi al dibattito della scorsa settimana- può essere sicuro che lo farò domani". Topolino al voto Sulle presidenziali Usa 2008 si allunga intanto lo spettro di un nuovo scandalo, quello della Acorn (Association of Community Organizations for Reform Now), l'associazione che ha raccolto migliaia di richieste di registrazione al voto risultate poi totalmente false. La campagna di McCain ha ufficialmente appoggiato la richiesta, avanzata da molti esponenti repubblicani, di avviare un'indagine approfondita sulla vicenda: sembra che i nomi fasulli presentati da Acorn siano molti di piu' di quanti non si pensasse in un primo momento. L'ex ambasciatore americano all'Onu, John Danforth, senatore repubblicano fino alla scorsa legislatura, in una conferenza stampa tenuta a Washington ha chiesto che sullo scandalo sia formalmente costituita una commissione di controllo bipartisan di cui facciano parte le campagne dei due candidati alle presidenziali. "Ci troviamo di fronte a un grosso, grosso, grosso problema - ha detto - Ci risulta che almeno il 40% dei nomi raccolti presentino irregolarita' di vario tipo. E' un dato cosi' rilevante che può inficiare la regolarità stessa delle elezioni. Se il senatore Obama non dovesse aderire alla richiesta di fare chiarezza sarebbe un irresponsabile". Secondo quanto riferito da Danforth, tra i nomi raccolti da Acorn e presentati agli uffici elettorali competenti (in Ohio, in Pennsylvania, in California, in Florida) non solo sono state registrate persone defunte, ma anche bambini, personaggi di cartoni animati, nomi di ristoranti, animali, o nomi chiaramente falsi come 'Cow Boy Joe" o Mickey Mouse. Altri nomi - veri - risultano invece registrati piu' volte, in alcuni casi anche settanta volte. Secondo il responsabile della campagna di John McCain, Rick Davis, ci sono "evidenti connessioni" tra la Acorn e la campagna di Obama. "Dati i rapporti tra Barack Obama e la Acorn - si afferma in una dichiarazione ufficiale - la nostra campagna ritiene che il senatore Obama abbia la responsabilita' di controllare il lavoro di Acorn e di lavorare in modo concreto contro questa che senza dubbio è una frode su larga scala nei confronti degli elettori".
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da "Stampa, La"
del 15-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Intervento Ferdinando Molteni * CITTA' MORTA? L'IGNORANZA E' UNA COLPA Savona è una città morta. Non c'è mai niente da fare. Il Comune non fa nulla per i giovani. Meglio prendere il largo e cercare il divertimento altrove. Queste, in sintesi, le critiche di un (sedicente) gruppo di iscritti ad un forum di Facebook, sorta di piazza per la chiacchiera virtuale. Essere giovani dà, di solito, molte attenuanti. Si tratta di fare esperienze, prendere qualche sberla dalla vita, rendersi conto che è molto facile parlare, quando si ha dialettica e lingua in bocca e tempo, più complicato agire, soprattutto in mezzo alle gimkane della burocrazia italiana. Eppure, quando si tratta di cose che riguardano gli stessi giovani che protestano, le attenuanti vengono meno. Bisogna essere informati, sapere di che cosa si sta parlando, leggere, guardarsi intorno. Il più grande peccato, per un giovane, è l'ignoranza. Un peccato che diventa una colpa imperdonabile quando è condita di supponenza e forse pure un po' di malafede. Savona non è una città morta. Savona è una città vivissima. continua a pagina 55 * Assessore alla Cultura del Comune di Savona.
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da "Repubblica, La"
del 16-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina II - Palermo Presentato il disegno di legge per accelerare i tempi di esame delle pratiche: i documenti potranno essere inviati via Internet Ilarda tenta la rivoluzione burocratica in arrivo sanzioni per gli impiegati "lenti" Ai direttori che non rispetteranno gli obiettivi non sarà rinnovato il contratto In caso di silenzio assenso, il dipendente responsabile subirà una nota che influirà sul premio di produzione Autocertificazioni, riduzione dei tempi per il silenzio assenso e ancora: documenti inviabili direttamente via Internet. La rivoluzione burocratica della Regione passa da un disegno di legge predisposto dall'assessore al Personale, Giovanni Ilarda, e attualmente all'esame della commissione Affari istituzionali dell'Ars. "Si tratta di un ddl complesso, aperto al più ampio confronto - dice Ilarda - voluto per semplificare le procedure d'inizio delle attività d'impresa, dando così risposta a richieste insistenti che provengono da tempo dal sistema produttivo, e per creare opportunità di lavoro". Sono 21 gli articoli del ddl che si divide in tre parti: informatizzazione e trasparenza delle pubbliche amministrazioni; sburocratizzazione; responsabilizzazione dei dirigenti e dei dipendenti. Per avviare un'iniziativa imprenditoriale basterà presentare la dichiarazione d'inizio attività (Dia), mentre per quelle materie in cui non sarà sufficiente la semplice autocertificazione si procederà con il silenzio-assenso qualora gli uffici non produrranno le certificazioni necessarie entro 30 giorni. Scadenza che potrà arrivare in rari casi a 90 giorni. A ogni silenzio-assenso che scatterà, il dipendente responsabile subirà una nota di demerito che inciderà sul suo premio di produttività, se supererà un plafond di procedure in ritardo potrà essere anche trasferito. Per alcune autorizzazioni in ritardo potrà addirittura scattare il risarcimento dell'azienda che avrà subito un danno dalla paralisi burocratica: pagherà la Regione che si rivarrà col suo burocrate lento attraverso la Corte dei conti. Ma sulle punizioni tutto resta sospeso perché si attende che Ilarda si confronti con i sindacati. In ogni caso, sottolinea l'assessore, "non dovranno più esistere uffici nei quali non viene fissato un tempo massimo e tollerabile per l'emissione di un documento". E se la burocrazia dovesse lamentare un eccesso di documenti da esaminare per tempo? è previsto, ha spiegato l'assessore al Personale, che nel caso in cui gli uffici non riusciranno a rispettare i tempi dovranno rivolgersi ad altri enti pubblici o alle Università con le quali sarà possibile convenzionarsi. Uno degli uffici a rischio costante d'intasamento è quello che si occupa di valutazioni di impatto ambientale. Nei siti on-line la Regione dovrà inserire la modulistica necessaria all'utenza con i relativi costi delle pratiche, "lavorare in rete - dice ancora Ilarda - significa risparmiare tempo e denaro. Entro un mese contiamo di avviare le certificazioni on-line che ci permetteranno di eliminare la corrispondenza cartacea tra gli uffici. Lo scorso anno la Regione ha speso un milione di euro per spedire documenti cartacei tra i suoi stessi uffici. Dobbiamo eliminare questa spesa". Poi l'assessore ammonisce: "Ai direttori che non rispetteranno gli obiettivi dell'ufficio non sarà rinnovato il contratto". Prevista anche l'istituzione, in ogni comune, dello sportello unico per l'edilizia che dovrà occuparsi di tutti i documenti necessari a realizzare o a ristrutturare un immobile. "Vista l'importanza di questa legge - dice il presidente della commissione Affari istituzionali, Riccardo Minardo - farò di tutto per completare l'iter nel più breve tempo possibile e portare la norma in aula entro la fine del mese compatibilmente con la sessione di bilancio". Oggi, intanto, Ilarda incontrerà i sindacati per discutere le direttive del Famp, il fondo per il salario accessorio, che riguarda i dipendenti regionali e quelli delle aziende e degli enti collegati. Il fondo ammonta a circa 40 milioni di euro. m. l.
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da "Italia Oggi"
del 16-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi ItaliaOggi - Economia e Impresa Numero 246, pag. 17 del 16/10/2008 Autore: di Thomas Foschini Visualizza la pagina in PDF Giovani e imprese/Intervista al presidente dei Giovani imprenditori di Cna Fabio Giovannini Pmi, l'imperativo è consorziarsi Le priorità: formazione, politica industriale, burocrazia più snella Il gruppo nasce nel 2001, sull'impulso di alcuni gruppi territoriali, Toscana ed Emilia-Romagna in primis. La sua costituzione è stata resa possibile da una dirigenza lungimirante, ma in realtà tutto è avvenuto in modo molto spontaneo, con autoregolamentazioni, pochissimi fondi inizialmente a disposizione. A sette anni di distanza, i giovani imprenditori iscritti a Cna sono oltre 100 mila. In 12 regioni e in 60 province è presente un gruppo giovani strutturato. "Giovani sì, ma non certo dal punto di vista professionale. Non parliamo di neoimprese, ma di imprenditori giovani dal punto di vista anagrafico che spesso sono alla guida di realtà importanti e affermate". A rilevarlo è Fabio Giovannini, presidente nazionale dei giovani imprenditori di Cna fin dalla costituzione del gruppo. Domanda. Qual è la mission del gruppo? Risposta. Dare risposte ai problemi dell'impresa, dal punto di vista di chi è giovane di età. Per esempio, un imprenditore di trent'anni avrà un modo diverso di vedere il tema della pensione, rispetto a uno più anziano. Ma anche la questione della formazione, della globalizzazione, dell'internazionalizzazione. Un giovane è più facile che parli inglese, che sia disposto a prendere un aereo, ad adattarsi a posti diversi. D. Un cambio di prospettiva che parte da temi concreti. Quali le priorità, per un giovane associato? R. La formazione è senza dubbio il tema principale. Per essere competitivi, oggi, occorre una formazione specifica ad altissimo livello, nel mondo della finanza, del credito, del marketing. In Italia c'è una fortissima esigenza di mettere in atto un sistema di orientamento al lavoro. Io, per esempio, come imprenditore gestisco un'azienda metalmeccanica. è pensabile che non riesca a trovare un operaio, perché magari una persona non accetta di svolgere determinati tipi di lavoro, ma non è pensabile che non sia in grado di reperire un bravo junior manager esperto in marketing internazionale. D. E poi? R. Il secondo problema è la politica industriale dei governi, che deve rivolgersi in modo più mirato ai giovani che vogliono fare impresa. Chi governa deve fare delle scelte. Occorre che le istituzioni mettano in atto politiche industriali di prospettiva, importanti per il futuro. E il futuro sono i giovani. Tuttavia, mi viene in mente una celebre frase di un politico straniero: ognuno di noi sa perfettamente come fare per mettere a posto il proprio paese; il vero problema, però, sarebbe farsi rieleggere. Ecco, la tentazione di governare solo a fini elettorali, attraverso il consenso, è molto forte. La nostra ambizione resta in ogni caso quella di portare all'attenzione della politica queste problematiche. D. Quali i maggiori ostacoli al fare impresa? R. La burocrazia resta uno dei fattori principali che pesano sulla piccola impresa. Ma è necessario affrontare in modo determinato anche il tema della sicurezza sul lavoro. Nelle nostre imprese gli infortuni coinvolgono purtroppo sia i datori di lavoro sia i lavoratori. Le norme che si sono susseguite nel tempo hanno appesantito gli oneri amministrativi senza riuscire a incidere profondamente sulle cause che determinano gli incidenti. Un altro problema è il costo del lavoro, che in Italia è molto alto, ed è molto difficile abbassarlo. Pur condividendo la necessità di garantire il potere di acquisto dei salari, vanno costruite regole contrattuali che permettano di premiare i lavoratori che valgono. La produttività deve essere riconosciuta in un luogo vicino all'impresa per poter consentire alle aziende di competere e ai lavoratori di godere dei risultati raggiunti. La Cna non intende operare con regole che non appartengono alla sua cultura, ma ritiene che le imprese debbano poter intervenire attraverso politiche del personale che aumentino la produttività e la competitività. D. è piuttosto avvertito, tra gli artigiani, il problema del passaggio generazionale. R. Appunto. Bisogna chiedersi: quali politiche mettere in campo? Serve, ripeto, più orientamento al lavoro, e soprattutto una sinergia con le altre associazioni di categoria. Come giovani di Cna siamo da anni al tavolo dell'imprenditoria giovanile con i nostri omologhi di Confindustria, Confapi, Confartigianato, Confagricoltura, Confcommercio. Credo molto, personalmente, nell'unione delle forze. Poi bisogna mettere in campo iniziative, piani di sensibilizzazione sul territorio. Dobbiamo discutere con gli associati, presentare progetti comuni. Dialogare con l'università, fare richieste precise. E se non si ricevono risposte bisogna anche chiedersi se siamo capaci di fare le domande giuste. D. Capaci o non abbastanza forti? R. Il tema della competitività per le imprese di piccole e piccolissime dimensioni sarà centrale nei prossimi anni. Occorre aprire le aziende a una nuova politica: i consorzi, le reti, le filiere rappresentano le modalità con le quali è necessario fare impresa per competere sul mercato globale. La soluzione non è rappresentata da una nuova costruzione di barriere sui mercati. è necessario invece unire le forze, rendere protagonista il territorio come insieme di capacità, competenze, saperi, per affrontare la competizione. Anche il sistema bancario deve poi dialogare con le nuove realtà che si propongono sul mercato. Oggi, a maggior ragione, di fronte alla crisi finanziaria che rischia di ripercuotersi sull'economia reale, abbiamo bisogno di crescere, investire, aumentare la domanda e la capacità di acquisto delle famiglie, anche per evitare di entrare in una fase recessiva. Sono necessarie politiche di rilancio per la crescita economica e va premiata la fiducia e la responsabilità che i giovani imprenditori portano ogni giorno nelle loro imprese.
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da "Secolo XIX, Il"
del 16-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Merci e dazi Un nuovo softwareper i controlli permetterà di armonizzare le norme Ue con il regime speciale in vigore dal 1947 16/10/2008 Trieste. Grazie all'intesa raggiunta con l'agenzia delle dogane, il porto di Trieste potrà garantire il livello di sicurezza imposto a tutti i porti europei dalla nuova norma Ue, in vigore dal primo luglio 2009, mantenendo comunque intatte tutte le peculiarità e i vantaggi (unici al mondo) previsti dal regime di punto franco internazionale, che vige nello scalo giuliano dal 1947. Per riuscirci, il porto triestino utilizzerà un nuovo software creato proprio per armonizzare il programma Cargo europeo (il sistema telematico per l'informatizzazione dei controlli doganali e di sicurezza previsto dal nuovo codice europeo) con le specificità dei suoi punti franchi. In pratica, mentre da luglio in tutti gli altri scali italiani ed europei i controlli e la burocrazia sono destinati a irrigidirsi, a Trieste gli operatori potranno continuare a godere delle procedure snelle e veloci derivanti dal regime di punto franco che, tra i vari vantaggi, prevede la mancanza di controlli doganali, l'assenza di dazi e la possibilità di far sostare le merci in porto a tempo indeterminato. A garantire la sicurezza prevista dalla norma europea sarà invece l'accordo raggiunto nei giorni scorsi dal presidente dell'Authority triestina, Claudio Boniciolli, con il segretario generale Marino Conticelli e il direttore dell'agenzia delle dogane Giuseppe Peleggi: assieme hanno deciso di dare il via alla sperimentazione di un software creato ad hoc e definito "Cargo light" proprio in ragione "dei minori oneri amministrativi a carico dell'utenza derivanti dal principio di non ingerenza della dogana all'interno dei punti franchi internazionali di Trieste". Grazie a questo sistema, le dogane potranno attingere a informazioni e dati in tempo reale su traffici, merci e carichi, senza che questo comporti un aumento della burocrazia o una riduzione dei privilegi. "Per la prima volta - ha dichiarato il presidente dell'Authority - nei programmi informatici si inseriscono le problematiche e i privilegi dei punti franchi di Trieste. Si tratta di un passo importante, perchéè la premessa per l'inserimento nel codice doganale europeo, ma anche se così non fosse restano comunque validi i principi riconosciuti da tutti e restano valide le procedure previste dal programma Cargo della Ue". Per capire l'importanza del nuovo software basta un semplice esempio: attualmente, al loro arrivo nei porti europei, le merci provenienti dai Paesi extracomunitari devono aver già indicata la loro destinazione doganale comunitaria. A Trieste questo non succede, perché le merci possono rimanere in deposito all'interno del porto a tempo indeterminato. Il sistema Cargo, tarato sulle leggi europee, potrebbe quindi richiedere alcuni documenti o informazioni che nello scalo giuliano non sono previsti o obbligatori, con i conseguenti problemi che ne potrebbero conseguire. L'aver creato un software ad hoc permetterà quindi di armonizzare due leggi che, altrimenti, rischiavano di entrare in collisione. Al termine dell'incontro, Boniciolli e Peleggi hanno poi confermato l'intenzione di voler risolvere le numerose problematiche inerenti lo speciale regime doganale vigente nel porto di Trieste. Elisa Lenarduzzi 16/10/2008.
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da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 16-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Interpellanza del Pd: "Dopo un anno i problemi non sono stati risolti, la ditta ha preteso il cambiamento delle modalità e le tariffe rincarano: pagheranno i cittadini" "Buoni pasto a scuola, un costoso fallimento" BassanoIl sistema dei buoni pasto per le mense delle scuole materne ed elementari, dopo un anno, è da buttare. Lo denunciano in un'articolata interpellanza i consiglieri Pd Mauro Beraldin e Carlo Ferraro. I quali non solo bocciano senza appello l'esperienza dell'anno scorso e le novità che saranno introdotte quest'anno, ma affermano anche che l'azienda appaltatrice, entrata nel frattempo in una multinazionale, ha preso decisioni che hanno costretto l'amministrazione comunale a cambiare modalità, con costi "che si riverseranno sui cittadini"."Eravamo stati facili profeti già un anno fa, dicendo che nella riscossione dei tributi si torna al Medioevo", sottolineano Beraldin e Ferraro. E passano a elencare le novità: "Dopo le modifiche introdotte l'anno scorso il servizio mensa ha cominciato a peggiorare perché la ditta incaricata di maggiori incombenze ha risparmiato sull'orario del personale e sulla quantità del cibo. In effetti con i buoni cartacei la ditta perdeva troppo tempo e anche nelle scuole più grandi la cosa era di difficile gestione. Le scelte di un anno fa non hanno risolto il problema della morosità, in particolare quella degli extracomunitari, che è continuata, mentre sono aumentate di molto le richieste di contributo ai servizi sociali. Queste modifiche hanno portato alla ghettizzazione dei bambini meno abbienti"."Le nuove modifiche - continuano gli esponenti del Pd - hanno comportato il raddoppio della burocrazia (prima e dopo il pasto), la perdita della banca dati, tutto il lavoro dell'ultimo anno, con i relativi costi per diverse decine di migliaia di euro, compensati con l'aumento del buono pasto già deciso dall'amministrazione, inoltre comportano un maggiore carico di lavoro per l'ufficio competente (è già stata inserita una nuova persona per la gestione di un programma per forza elefantiaco). I costi, per circa 30mila euro, saranno a carico dei cittadini attraverso un nuovo aumento del buono pasto, anche perché l'amministrazione ha deciso di non contribuire più alle spese del servizio mensa e il servizio non sarà a pareggio. Ci troviamo con il costo del pasto scolastico superiore del 25\% rispetto ad altri comuni della zona quando dovrebbe esser il contrario: infatti, il maggior numero di pasti erogati (circa 2.300 al giorno), dovrebbe consentire un costo unitario per pasto inferiore. Per i genitori continua l'assurda incombenza di comprare i buoni, oggi ancora più onerosa in quanto fare il caricamento elettronico è molto più complesso che comprare dei buoni cartacei (manca il collegamento, ecc.), molti di questi perdono le carte relative al codice, si vedono recapitare importi da pagare per pasti che i loro figli non hanno mai consumato, sono serviti per ultimi perché i rivenditori non hanno nessun aggio.Inoltre il capitolo di bilancio destinato ai contributi per i buoni pasto per i bambini di famiglie in difficoltà è stato ridotto nel 2008 a 5.000 euro; considerato che i bambini esentati dal pagamento sono una sessantina, per un importo dei pasti di circa 35.000 euro, se ne deduce che o il capitolo sarà fortemente rimpinguato o questo importo verrà caricato sugli altri genitori che hanno i bambini che usufruiscono della mensa. In conclusione, le scelte dell'Amministrazione hanno portato ad un aumento delle tariffe, a maggiori oneri a carico dei genitori, al peggioramento del servizio senza risolvere il problema della morosità e, cosa peggiore, aggravando il disagio dei bambini delle famiglie più bisognose".
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da "Mattino, Il (Avellino)"
del 16-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Baiano. "Ho pensato anche di farla finita, di impiccarmi. Solo il pensiero della mia famiglia mi ha trattenuto". A parlare è l'imprenditore cinquantenne che vive e lavora in Bassa Irpinia, che con la sua denuncia, insieme a quella di altri, ha contribuito a fare arrestare un gruppo di usurai nell'ambito di una serie di operazioni dell'Arma, tra cui la Golden Money. Oggi riesce a stento a mandare avanti l'attività, ha chiesto di accedere al fondo di solidarietà per le vittime di usura ma, racconta: "Sono due anni che ho fatto domanda alla Prefettura, non ho ancora ricevuto risposta. Sono passato da un inferno all'altro: prima quello degli strozzini, oggi quello della burocrazia che sta costruendo un muro attorno a me. Eppure ho collaborato con i carabinieri, mi sono esposto in prima persona. Tanto vale non denunciare, per questo con due amici, anch'essi ancora senza finanziamenti dal Ministero dell'Interno, ho deciso di costituire un comitato per suggerire agli strozzati di non denunciare. Sembra una provocazione, ma è la realtà dei fatti". La sua vicenda è iniziata nel 2006: "Avevo scadenze e qualche piccolo debito, le banche mi avevano chiuso la porta in faccia. Mi sono rivolto ad una persona che credevo un amico, così è iniziato l'inferno. In pochi mesi si sono presi più di cinquantamila euro, quarantamila solo di interessi. Mi hanno minacciato, sono entrati in casa, hanno terrorizzato la mia famiglia. Quando ho deciso che la misura era colma mi sono affidato ai carabinieri e ho fatto i nomi. Dopo gli arresti, però, mi sono ritrovato solo e con i miei carnefici in libertà". Poi l'istanza al Fondo: "Prima nel 2006, poi nel 2007, ogni volta un inghippo burocratico. Così la mia istanza giace in un cassetto, e i miei debiti continuano ad accumularsi. Solo che ora non sono debitore di uno strozzino, ma dello Stato. Vale davvero la pena denunciare se alla fine anche le istituzioni ti abbandonano?". bi.bi.
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da "Mattino, Il (Avellino)"
del 16-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Nasce un comitato contro i ritardi della burocrazia negli aiuti economici che la legge riserva alle famiglie.
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da "Arena.it, L'"
del 16-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
ADOZIONI INTERNAZIONALI. Zamo ed Elisabetta Pavani sono prigionieri della burocrazia e lanciano un appello a Tosi Bloccati in Colombia per amore di due bimbi Coppia veronese a Bogotà attende da mesi la sentenza per l'affido: da settembre i giudici sono in sciopero     Anna Zegarelli Bloccati in Colombia da mesi per amore di due bambini. Così si può riassumere la vicenda dei coniugi Zamo e Elisabetta Pavani. Veronesi, abitano a Madonna di Campagna. Come tanti altri coniugi hanno deciso di diventare genitori seguendo quelle che sono le vie dell'adozione. Qualche tempo fa si sono rivolti ad un'associazione La Dimora onlus che ha sede a Ragusa e una filiale a Trento. Il loro sogno dopo un'infinità di controlli medici, perizie psicologiche, indagini delle assistenti sociali e tanta burocrazia, si è avverato. Ma solo in parte. Dal 24 giugno vivono loro malgrado a Bogotà dove ad attenderli sono stati e sono tutt'ora due fratellini di 7 e 8 anni. Sono i figli dei "desplasados", ovvero i contadini costretti a lasciare le loro terre per colpa della lotta tra guerriglieri e paramilitari. Arrivati nelle grandi città, i contadini non hanno di che sfamarsi e spesso i genitori sono costretti ad abbandonare i figli negli orfanotrofi nella speranza di assicurargli un pasto e un tetto. E forse anche una famiglia agiata. I Pavani sono diventati una famiglia da subito: per Elisabetta e Zamo è bastato guardare negli occhi quei due piccini per capire che sarebbero stati per sempre insieme. E ora lottano per non essere divisi dalla burocrazia. Infatti la loro permanenza a Bogotà è dovuta ad uno sciopero ad oltranza dei giudici che da settembre non emettono sentenze e di conseguenza non vanno in udienza. Un dramma che non poteva rimanere limitato ai confini della Colombia: in questo momento a Bogotà si trovano nella stessa situazione un centinaio di famiglie europee. Famiglie a tutti gli effetti perché i bambini vivono già con le coppie a cui erano stati affidati grazie alle adozioni internazionale. Ma che non possono rientrare in patria perché i tribunali non emettono le sentenze definitive di affidamento. La storia della famiglia Pavani ha dell'incredibile, ma quello che ha mosso Zamo a chiedere aiuto alle autorità veronesi, in primis al sindaco Flavio Tosi che per e-mail gli ha assicurato un suo diretto intervento con il premier Berlusconi, è che anche economicamente la vicenda sta pesando troppo: pagano per un appartamento duemila euro al mese. Una somma del tutto normale per quel genere di società che si basa su ricchi o poveri, ma per chi è europeo di certo no, tanto più se fa l'impiegato come Zamo. È stato un "parto" lungo quello di Elisabetta, che è andato ben oltre i nove mesi di gestazione. "C'è un aspetto psicologico che non va trascurato", raccontano al telefono, "i bambini temono di essere abbandonati ancora una volta. E a poco valgono le nostre rassicurazioni. Non bastano gli atti d'amore e il sentirsi vicini per chi come loro ha subito traumi così forti". Tutto doveva andare secondo un ordine stabilito: quattro settimane, al massimo sei di permanenza. Il 21 luglio però nel tribunale di Bogotà per la famiglia Pavani si presenta il primo problema: la pratica di adottabilità dei bambini ha un vizio di forma: non è stata affissa nei pubblici uffici per i 20 giorni stabiliti dalla legge. Ne mancavano solo tre. Il giudice decide quindi di rifare l'iter: altri 20 giorni. Si arriva al 2 settembre quando i Pavani assistiti da un avvocato del posto ripresentano le carte. Ma il giorno dopo i giudici entrano in sciopero. "L'ambasciata italiana non ha potuto fare nulla", dicono al telefono, "l'associazione che ci segue nemmeno. Abbiamo chiesto aiuto all'assessore regionale Veneto Stefano Valdegamberi, sappiamo che è stata fatta anche un'interrogazione parlamentare. In ultimo abbiamo chiesto aiuto al sindaco Tosi. Vogliamo tornare a casa con i nostri figli, aiutateci".
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da "Corriere Adriatico"
del 16-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Intanto i taxisti sono tornati in piazzaMa è solo una situazione temporaneaPresto rientrerannoal Mamianinonostante le proteste Non saranno installate entro il 31 ottobre per problemi burocratici Telecamere, controlli rinviati Timori elettorali? Gambini nega: "Non si torna indietro" PESARO Non è ancora tempo per il Grande Fratello in piazza. L'amministrazione aveva dato la data del 31 ottobre per l'installazione delle telecamere nel centro storico, ma si va verso un rinvio. "Stiamo aspettando il via libera della Soprintendenza che ha fornito una serie di prescrizioni da rispettare" fa sapere Michele Gambini. Non è che dopo il polverone per le questioni videored e parcheggi a pagamento si sta temporeggiando per non sollevare polemiche in periodo pre-elettorale? L'assessore alla mobilità del Comune di Pesaro nega con forza: "Le telecamere saranno installare sicuramente è solo una questione di tempo". Il tutto mentre i tassisti si sono rispostati nella storica posizione di piazza del Popolo. In questo caso, comunque, il dietrofront del Comune è da escludere al 100%. L'assessore Gambini fa sapere che rimarranno in largo Mamiani (il ritorno davanti al palazzo delle Poste è momentaneo, dovuto a lavori davanti alla sede della Bnl). E con le telecamere? "A loro non sposterà nulla. Non c'entra niente la loro installazione con il luogo di sosta dei tassisti". Tassisti. A Pesaro qualche rimostranza aveva seguito la decisione di spostare la loro base operativa in una posizione più defilata come quella di largo Mamiani, in nome della completa pedonalizzazione della piazza. Adesso che sono tornati nel cuore pulsante della città applaudono. "Siamo tornati a casa fa sapere Ugo Valsecchi, uno dei responsabili della cooperativa di tassisti pesaresi il cui acronimo è Cotap . D'altronde, da quando abbiamo preso il posto delle carrozzine coi cavalli nel dopoguerra, siamo sempre stati in piazza del Popolo". Una richiesta del genere è dovuta a una diminuzione del volume d'affari? Valsecchi in parte ammette: "Nessun problema con la "clientela" cittadina, rimasta più o meno quella di p. Discorso diverso per i turisti. Da quando siamo in largo Mamiani abbiamo perso una buona fetta dell'utenza estiva, di quella di passaggio. Siamo più defilati, quasi nascosti, e i turisti alloggiati negli hotel del mare non tornavano più alla base col taxi come prima". Quindi la richiesta del responsabile della Cotap: "Ci hanno spostato nel momento in cui hanno installato i "pilotini". Adesso, a distanza di dieci mesi si possono tracciare i primi bilanci. Visto che in piazza ci sono sempre alcune auto in sosta, secondo me quattro o cinque mezzi dei nostri non sposterebbero nulla. Anche perché quello che forniamo noi tassisti è un servizio e nulla ha a che vedere con la questione parcheggi". Stuzzicato sull'argomento, l'assessore Michele Gambini è perentorio: "Non si torna indietro. Sarebbero solo quattro o cinque macchine? Sì, e poi arriverebbero le richieste di altre categorie. Le macchine in piazza non tornano, se non momentaneamente, aspettando la fine dei lavori alla banca". D'accordo, ma che almeno per i tassinari pesaresi si installi in largo Mamiani il telefono. Adesso devono usare un cellulare che trasferisce le chiamate che arrivano alla colonnina davanti alle Poste. "Dobbiamo passarcelo l'uno con l'altro, ma sappiamo che la burocrazia è lenta". EMANUELE LUCARINI,.
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da "Arena.it, L'"
del 16-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
FUMANE. Nel fine settimana a Breonio appuntamento con l'Antica fiera del Rosario Contadini, prodotti bio e troppa burocrazia   La Pro loco di Breonio, in collaborazione con il Comune di Fumane, organizza l'undicesima edizione dell'Antica fiera del Rosario, che si aprirà domenica alle 10 con la mostra mercato dei prodotti biologici e tipici della montagna veronese. L'iniziativa è stata presentata ieri a Verona, presenti l'assessore provinciale alle Politiche agricole Dionisio Brunelli, il sindaco di Fumane Mirco Frapporti, Sonia Salgari del Consorzio Pro loco Valpolicella e il presidente della Pro loco di Breonio, Luca Piccoli,. "Questa fiera", ha spiegato Brunelli, "è una vetrina dei prodotti tipici dell'alta collina e della montagna, con la particolare presenza delle produzioni biologiche come frutta - è di questa zona l'antico "pero misso" -, il miele, i marroni e i formaggi. E' anche un invito a frequentare un territorio veramente suggestivo con bellezze naturalistiche e archeologiche uniche, come le cascate di Molina o la grotta di Fumane". Il sindaco Mirco Frapporti: "E' una festa nata da un gruppo di tenaci agricoltori, che ha messo in piedi un laboratorio permanente per cercare di dare risposta ai problemi della montagna. Lo sforzo è trovare il modo di rimanere in questo territorio senza veder sparire le scuole, gli ambulatori, gli uffici postali. Le produzioni di nicchia e l'artigianato della pietra e del legno possono essere una ulteriore risposta". Luca Piccoli, presidente della Pro loco: "Nelle ultime cinque edizioni abbiamo avuto oltre quattromila persone. Su tremila metri quadrati saranno presenti 73 espositori, di cui 36 aziende agricole. Di queste, 23 sono certificate biologiche. Domenica alle 12 apertura degli stand e alle 15 dimostrazione dell'arte casearia e degustazione della polenta. Seguirà una manifestazione del gruppo Sipario medievale. Ma c'è attesa anche per il convegno che si terrà sabato nella chiesa di San Marziale sul tema "La rivolta della terra e la montagna incartata". Si parlerà di "contadini sull'orlo di una montagna di leggi", la burocrazia soffocante dà una mano a gettare nel precipizio i contadini europei. Si comincerà alle 9 con la presentazione di Roberto Marchesini, contadino di Marano, presidente di Antica Terra Gentile; alle 9.30 spazio ai contadini di Breonio Ivano Gasparini e Giovanni Zivelonghi. Si parlerà anche del "manifesto di Annecy".G.G.  .
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da "Sicilia, La"
del 16-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Sviluppo economico Internazionalizzazione "Ponte con il Marocco" In vista dell'area di libero scambio, il Marocco è pronto ad accogliere investitori siciliani. Ieri mattina al Comune di Ragusa si e' svolto un incontro sul tema "Il Marocco come opportunità d'investimento, prospettive per le piccole e medie imprese per la delocalizzazione e l'internazionalizzazione in Marocco", promosso dall'Amministrazione comunale in collaborazione con l'azienda "Centocinquanta". Nell'aula consiliare si sono ritrovati, dopo l'introduzione del primo cittadino Nello Dipasquale, il console generale del Regno del Marocco per la Sicilia a Palermo, Youssef Balla, il presidente di "Centocinquanta", Mauro Juvara e del taiex expert della direzione generale allargamento della Commissione Europea, Alberto Cozzo. "Vogliamo creare un vero ponte con il Marocco ? ha detto il sindaco Dipasquale illustrando le potenzialità agli imprenditori presenti e ai rappresentanti di categoria ? Pensiamo che l'area di libero scambio possa portare anche ottime opportunità e dunque stiamo lavorando sui processi di internazionalizzazione delle imprese". Per Juvara si tratta di un'occasione importante: "Si tratta di un'ipotesi di lavoro già nata a seguito di un convegno che si è tenuto a Catania e su cui adesso c'è stata l'adesione delle associazioni di categoria. A loro abbiamo presentato le opportunità di investimento sul Marocco". In settore si può investire? "Principalmente in quello dell'edilizia, quello del food and bevarage e' trainante, e poi materie plastiche e materie intermedie che, visto il fortissimo sviluppo del Marocco, godono di grande domanda ed infine c'è anche l'agricoltura". Dal canto suo il console del Marocco in Sicilia ha parlato della voglia di avviare proficue collaborazioni. "Il Marocco è ormai un Paese europeo a tutti gli effetti ? è stato detto ieri mattina nel corso dell'appuntamento ? e lo è sia per legislazione, che per cultura, che per burocrazia. Il Marocco vuole aprirsi e ha già accordi di libero scambio con gli Stati Uniti oltre ad aver avviato il rafforzamento di accordi con la Comunità Europea". Il Regno del Marocco, insomma è pronto e vuole dare il benvenuto a tutti gli imprenditori siciliani che intendono investire cercando di creare nuove possibilità di sviluppo in loco ma anche fonte di attività economica per un sicuro ritorno. Prossimamente verrà realizzato un nuovo confronto e non si esclude una missione direttamente nel Paese del Nord Africa. Michele Barbagallo.
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da "Asca"
del 16-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
(ASCA) - Roma, 16 ott - Formigoni sottolinea poi che il testo approvato dal consiglio dei ministri ''e' forse l'unica sintesi possibile fra le realta' territoriali e situazioni economico finanziarie molto distanti fra loro. Non dimentichiamo che il nostro paese nell' UE evidenzia forti polarizzazioni dei propri territori. Vorrei sottolineare che il nostro punto di partenza era ed e' molto diverso dal compromesso a cui si e' arrivati, alludo al cosiddetto ''modello lombardo''. ''L'ingiustizia fiscale'' di cui e' vittima in particolare Regione Lombardia, la regione con il rapporto piu' basso in assoluto fra le risorse pagate allo stato attraverso l'erario e quelle ricevute in termini di finanziamento e servizi verra' solo in piccola parte sanata con questa legge''. Il presidente della Regione Lombardia auspica ora che il disegno di legge all'esame del Parlamento e i decreti legislativi successivi ''abbiano il coraggio di recidere con un colpo netto il cappio della spesa storica che strangola le potenzialita' di sviluppo del Paese. Le regioni, tutte insieme, hanno avuto la forza di condividere il principio del riferimento ai costi standard per l'individuazione dei fabbisogni finanziari. Si tratta di una strada delicatissima ma inevitabile. Questa scelta non favorisce, come qualcuno afferma, i territori meglio amministrati. Al contrario, essa sara' un trampolino formidabile per quelle aree del Paese in cui la spesa improduttiva che alimenta una burocrazia abnorme verra' riconvertita in spesa per investimenti e servizi a beneficio delle popolazioni''. rus/sam/lv (Asca).
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da "Repubblica, La"
del 17-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pagina II - Palermo Ogni pomeriggio le porte della Cascino, nel cuore dell'Albergheria, si aprono a 120 immigrati Ieri in Africa, oggi sui banchi "L'italiano ci serve per lavorare" Vengono da Ghana Costa d'Avorio Senegal: alcuni di loro puntano alla licenza media CLAUDIA BRUNETTO (segue dalla prima di cronaca) Dopo aver imparato l'italiano cominceranno a cercare un lavoro. Non sono più bambini, ma uomini fatti che hanno rischiato la vita per arrivare in Italia: da pochi mesi centoventi immigrati frequentano ogni pomeriggio la scuola dalle 16,30 alle 20 per imparare la lingua. Alcune classi, invece, si preparano a conseguire il diploma di terza media. Ghanesi, senegalesi, ivoriani, afgani, indiani, alloggiati fra la comunità di Biagio Conte e un istituto religioso di Camporeale, pendono dalle labbra dei professori perché sanno che in quelle ore di scuola si giocano l'avvenire. Lo sa bene Seuleimane, del Burkina Faso, che lavora come mediatore culturale al corso serale per stranieri: "Conosco tutti i dialetti dell'Africa - dice - così aiuto i miei connazionali nel rapporto con gli insegnanti. Alle spalle hanno vite molto difficili, situazioni drammatiche e sono soli. Hanno lasciato le loro famiglie nel Paese d'origine e, come me, hanno scommesso su una nuova vita". A ogni domanda si alzano in piedi e rispondono con sorrisi smaglianti e occhi luminosi. "Non ho ancora un lavoro - dice Robert, del Ghana - In due mesi mi sono reso conto di molte cose ma non so bene l'italiano. Mia moglie e i miei figli non sono venuti con me: forse un giorno, quando avrò un'occupazione sicura, mi farò raggiungere. Intanto cerco di imparare bene la lingua". Moris, 17 anni a giugno, punta alla licenzia media: "Sono qui da tre mesi - dice - ogni giorno viaggio da Camporeale con i miei compagni. In Nigeria ho lasciato tutto e mi sono imbarcato. Ho lavorato per raccogliere i soldi per il viaggio e ora che sono qui voglio trovare un lavoro e mandare i soldi alla mia famiglia. Nel cassetto conservo la speranza di fare l'attore, mi piace cantare e - chissà - un giorno ci riuscirò". Sogna un ruolo importante nel ramo della tecnologia, Yakuba del Burkina Faso. Anche lui a 17 anni ha cambiato vita: "Amo la matematica - dice - E anche se sono a Palermo da cinque mesi faccio passi da gigante in italiano. Questa città ci ha accolto bene, certo non facciamo la vita degli altri ragazzi, ma non potevamo neanche continuare a morire di fame nel nostro Paese. Adesso voglio solo guardare avanti". Anche Amin, dell'Afghanistan, studia per trovare un lavoro: "Va bene qualsiasi cosa - dice - Noi abbiamo bisogno di aiuto. Ci impegniamo al massimo, ma la burocrazia non ci aiuta e rischiamo di non andare avanti. è per questo che siamo qui". L'avventura didattica per gli stranieri è partita quest'anno grazie a una convenzione fra la scuola media statale Pertini, che vede impegnati sette docenti di ruolo nell'insegnamento pomeridiano, e la direzione didattica Nuccio, che ha messo a disposizione i locali. "è una grande soddisfazione insegnare a queste persone - dice Livia Trainito, prof della Pertini - sono tutti molto motivati e nascondono grandi dolori. In classe sembrano sereni e comunicativi. Hanno voglia di imparare". Con un piccolo contributo regionale di tremila euro gli studenti stranieri hanno ricevuto dalla scuola il materiale didattico essenziale. "L'obiettivo - dice Rosario Ognibene, preside della Pertini - è quello di rendere coeso un centro cittadino multiculturale attraverso l'acquisizione di conoscenze comuni come la lingua italiana, le competenze di base, le tecnologie dell'informazione".
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da "Tirreno, Il"
del 17-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Grosseto Rimpallo tra Roma e Firenze ma si confida nell'appello FOLLONICA. Nonostante il giudizio di primo grado il Follonica ha buone probabilità di rivedersi assegnata la vittoria ottenuta sul campo anche se l'impresa non sembra facile. Colpa della burocrazia che anche nello sport è imperante: casi del genere, le deroghe quindi per poter far giocare le ragazze assieme ai ragazzi, vengono gestite sì dalla Figc ma sembra che se ne debba occupare il settore romano della federazione. Ma il Follonica, in quanto società dilettantistica, fa riferimento alla sede regionale fiorentina come tutte le squadre del territorio. Provata quindi la buona fede, e l'esistenza di tutto il carteggio per la richiesta della deroga presentata nei tempi giusti, il giudice di secondo grado potrebbe quindi riconoscere la volontà acclarata del Follonica di provvedere alla richiesta e riassegnare agli azzurrini il successo sul campo. Firenze contro Roma quindi è l'incrocio di burocrazia nel quale la società azzurra sembra rimasta vittima, anche se le premesse per poter recuperare i 3 punti dovrebbero essere solide.
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da "Tirreno, Il"
del 17-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Pisa Un piano per sconfiggere la burocrazia L'Unione Industriale presenta uno studio per imprese e amministrazioni PISA. "Il teorema di Pitagora contiene 22 parole, la legislazione europea per regolare dove e quando si può fumare, 21.252". L'esempio sulle inutili complicazioni è stato fatto all'Unione industriali alla presentazione del volume e del programma di lavoro sullo sveltimento burocratico "Semplificazione amministrativa: analisi e proposte per promuovere la competitività delle imprese e del territorio". Ha detto il presidente dell'Unione, Pierfrancesco Pacini: "Alla assemblea generale di giugno, c'è stata una tavola rotonda sul tema dello sveltimento burocratico basata su uno studio fatto per noi dalla scuola di direzione aziendale della Bocconi. Con i sindaci e la Provincia abbiamo identificato un programma e dei punti da portare avanti, come quello della creazione della figura del project manager, ovvero un dipendente pubblico che funge da interconnessione tra le istituzioni e le imprese, e del permit pilot, sempre dipendente pubblico che interverrà nella risoluzione di eventuali blocchi nella procedura e nella definizione di una Carta degli standard procedurali, che detterà i tempi e le modalità interpretative. A settembre, durante l'incontro con i sindaci e la Provincia, ci siamo prefissi di valutare proposte, come quella di un passaggio da un approccio burocratico ad uno collaborativo, la ricerca di rapidità e certezza nelle procedure o la misurazione dei risultati sulla base dei fabbisogni soddisfatti e non sul numero di interventi. Quindi abbiamo stilato un programma che prevede, entro ottobre, una serie di incontri tra il dott. Barsotti, sindaci e e Provincia, la creazione di un ristretto gruppo di lavoro che, grazie anche all'aiuto di uno dei ricercatori della Bocconi, elabori i risultati ottenuti e infine, tra gennaio e febbraio 2009, l'esposizione a questo tavolo di una proposta da parte dello stesso ricercatore". La parola è quindi passata proprio a Barsotti: "Anche nella stampa di questo volume abbiamo cercato di sintetizzare, visto che queste 100 pagine sono la sintesi di 500. Uno degli obiettivi è quello di arrivare ad un approccio dove le pubbliche amministrazioni siano più vicine alle imprese riuscendo talvolta a ridurre i tempi. Ad esempio all'area Lavaggi a Putignano in soli 6 mesi è stato fatto un piano di recupero ormai prossimo alla fine". Per il Comune di Pisa era presente l'assessore Giuseppe Forte che ha voluto ribadire l'impegno di questo mandato. "Dal nostro punto di vista l'impegno sarà concreto e il Comune ha accolto positivamente quest'invito che deve rivolgersi poi dalla grande aziende alla piccola attività. L'obiettivo nostro è quello di poter fare un'unica interfaccia fisica e telematica per semplificare alcune procedure". Poi è stato il turno dell'assessore provinciale Graziano Turini, che ha posto l'attenzione sul rispetto delle regole: "Anche la provincia si trova d'accordo su questa proposta perché recuperare fondi attraverso l'accorciamento dei tempi vorrebbedire fare un notevole passo avanti. Spesso però si vengono a creare degli intoppi per l'imprecisione della documentazione presentata o per il mancato rispetto di alcune regole". Anche i sindaci e vicesindaci presenti sono intervenuti a favore di questa iniziativa. Lorenzo Vannozzi.
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da "Adige, L'"
del 17-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
La lista / 20 MARIO FELICETTI VALLE DI FASSA - "Il dibattito e un sano confronto di idee non hanno mai creato spaccature, ma sono stati sempre in grado di creare ricchezza, a vantaggio dell'intera comunità". È quanto continuano a ripetere in questi giorni i candidati della Lista "Fassa", nata dalla voglia di cambiare la politica valligiana e che sostiene il candidato presidente provinciale del centrodestra Sergio Divina. Il motto è "Meno ciàcoles e più lurier" ("Meno chiacchiere e più lavoro"), con una rivendicazione iniziale forte ("Nos sion Fassa", "Siamo noi la valle di Fassa") e l'invito quindi a votare i candidati di questo schieramento alternativo all'Union Autonomista Ladina. "La lista Fassa" ha ricordato il consigliere provinciale Carlo Andreotti, nella serata di presentazione del programma "ha stanato una Ual chiusa nel suo guscio, costringendola ad uscire allo scoperto e ad andare con la gente". "Una lista nata dal basso" ha aggiunto il senatore Giacomo Santini "non sulla spinta di qualche partito, impregnata di genuinità e freschezza e che si ribella a qualcosa che sta schiacciando la valle, ad una identità ghettizzata". Considerazioni pienamente condivise dai candidati. "Siamo ladini, per storia, cultura, tradizioni e filosofia di vita - ribadisce Gino Fontana - e con molti giovani abbiamo voluto dare stimoli al dibattito, al confronto e alla discussione sui problemi della valle, gettando le fondamenta per un futuro più sicuro". "Abbiamo vissuto cinque anni che non hanno dato ascolto alle necessità delle aziende" sottolinea Guglielmo Lasagna, combattivo presidente provinciale dei giovani albergatori. "Non possiamo più sbagliare. È ora di fare, per capire e vivere i problemi veri della nostra realtà". Ma nei programmi della lista "Fassa" non c'è soltanto l'economia, intesa nel suo complesso, come turismo, agricoltura, artigianato e commercio, ma anche la famiglia, considerata un bene primario, la cultura, l'ambiente, la scuola, le istituzioni, il volontariato e l'associazionismo ("un valore inestimabile"), la solidarietà, i valori cristiani, la lotta alla burocrazia che strangola lo sviluppo. Senza dimenticare la vivibilità della montagna, la viabilità, i collegamenti, il servizio di trasporto pubblico. Non si vuole "un'autonomia", per dirla con Alberto Felicetti di Moena, "che è stata usata solo come vassallaggio verso Trento, da un gruppo di potere ormai trasformato in ristretta lobby autoreferenziale". Si punta ad una "comunità libera e aperta, che vuole vivere e progredire sui propri diritti, non sui privilegi concessi dall'alto, senza mettersi in ginocchio e senza servilismi". 17/10/2008.
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da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 17-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 7 di RENATA ORTOLANI GIORGIO Cantelli Forti, che scioglie la sua disponibilit ... di RENATA ORTOLANI GIORGIO Cantelli Forti, che scioglie la sua disponibilità ( anticipata al nostro giornale)a correre per il rettorato in una vera e propria candidatura non evita, ma anzi anticipa, l'obiezione che alcuni sono pronti a fargli: questa la sua seconda volta. Nel 2000 non fu eletto, seppur con onore: prese infatti, da solo, 700 voti. Ex preside di Farmacia per tre mandati e ora presidente del Polo di Rimini (che vanta un picco di immatricolazioni molto alto) Cantelli Forti spiega: "A fine mese termina il mio compito nel cda d'Ateneo, e poiché rispetto al 2000 poco è cambiato nell'Alma Mater, che anzi soffre di una grossa crisi, per spirito di appartenenza e di servizio metto la mia esperienza a disposizione. Ma bisogna fare punto e a capo". Evita i toni duri, Cantelli Forti, però è nettissima la visione del rettore che vuole essere: "Ho scritto a colleghe e colleghi una lettera con le linee fondamentali del mio programma ma solo a febbraio 2009 presenterò un progetto concreto: non mi piacciono, infatti, i riposizionamenti che già vedo in atto da molte parti. Io sono un docente universitario, e come tale mi pongo nei riguardi dell'Alma Mater e della città, degli enti, del ministero.Tutti interlocutori da recuperare, con i quali un rettore deve dialogare, rimanendo però fermo sul suo programma. Io sono certo di poter realizzare un serio rilancio dell'Alma Mater sul piano interno, locale, nazionale. Ma niente politica, niente partiti, per me: concepisco la figura del rettore come quella di un manager affiancato da suoi colleghi capaci, i quali con una delega si occupano delle varie aree. Autogoverno e un circolo virtuoso di risparmi dove davvero si può farli". FRA le linee guida indicate da Cantelli Forti c'è il dare "un maggiore spazio, e in fretta, a ricercatori e i associati; valorizzare le competenze scientifichee didattiche individuali ("I dati del rapporto che valutò tutti i dipendenti e costò all'Ateneo 5 miliardi non sono mai stati resi noti. Forse perché alcune aree 'famose'non ne uscivano bene?"); attuare uno sviluppo continuo e monitorato dell'edilizia universitaria come garanzia di qualificazione della didattica e della ricerca. E poi la costante presenza del rettore nelle sedi nazionali e internazionali di programmazione degli investimenti di medio periodo ? aggiunge il candidato ? ; il sostegno di collaborazioni organiche di formazione e ricerca con enti pubblici e privati; la creazione di aree di ricerca omogenee con piattaforme tecnologiche adeguate; il riequilibrio delle presenze e dell'utilizzo personale tecnico-amministrativo, preziosissimo. Dei 2.850 addetti in organico ? denuncia il professore ?, 1.500 stanno a Palazzo, gli altri 1.300 dove si fa ricerca e formazione. Un rapporto che va ribaltato". OGGI ci sono troppa burocrazia, troppi dirigenti, per "cose non importanti mentre è stato sguarnito l'ufficio tecnico". Troppo è il potere del settore amministrativa e il presidente del Polo riminese precisa: "Io stimo, come persona, il direttore amministrativo, ma ha occupato uno spazio eccessivo. Perché le è stato concesso di farlo"). Senza sbavature anche le risposte su due temi caldi della gara per la poltronissima: il ruolo della facoltà medica e l' affollato gruppetto (3) di candidati di area umanistica. "Medicina è al 50% facoltà universitaria e al 50% assistenza ? ricorda Cantelli Forti ? : non concordo con la formula ' sentito il rettore' che vige ora. Il rettore deve confrontarsi con la Regione ma difendere le prerogative dell'area sanitaria, che io penso di poter compattare. Quanto all'area umanistica, che è nelle mie radici perché io vengo dal liceo classico, la considero la più preziosa e la più fragile: c'è grande valore di contenuti ma per i suoi laureati è più difficile trovare lavoro. Io sono certo di poterla capire, rappresentare e difendere adeguatamente".
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da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 17-10-2008)
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BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 6 "Bisogna fare punto e a capo Giorgio Cantelli Forti si candida alla guida dell'Alma Mater di RENATA ORTOLANI GIORGIO Cantelli Forti, che scioglie la sua disponibilità ( anticipata al nostro giornale)a correre per il rettorato in una vera e propria candidatura non evita, ma anzi anticipa, l'obiezione che alcuni sono pronti a fargli: questa la sua seconda volta. Nel 2000 non fu eletto, seppur con onore: prese infatti, da solo, 700 voti. Ex preside di Farmacia per tre mandati e ora presidente del Polo di Rimini (che vanta un picco di immatricolazioni molto alto) Cantelli Forti spiega: "A fine mese termina il mio compito nel cda d'Ateneo, e poiché rispetto al 2000 poco è cambiato nell'Alma Mater, che anzi soffre di una grossa crisi, per spirito di appartenenza e di servizio metto la mia esperienza a disposizione. Ma bisogna fare punto e a capo". Evita i toni duri, Cantelli Forti, però è nettissima la visione del rettore che vuole essere: "Ho scritto a colleghe e colleghi una lettera con le linee fondamentali del mio programma ma solo a febbraio 2009 presenterò un progetto concreto: non mi piacciono, infatti, i riposizionamenti che già vedo in atto da molte parti. Io sono un docente universitario, e come tale mi pongo nei riguardi dell'Alma Mater e della città, degli enti, del ministero.Tutti interlocutori da recuperare, con i quali un rettore deve dialogare, rimanendo però fermo sul suo programma. Io sono certo di poter realizzare un serio rilancio dell'Alma Mater sul piano interno, locale, nazionale. Ma niente politica, niente partiti, per me: concepisco la figura del rettore come quella di un manager affiancato da suoi colleghi capaci, i quali con una delega si occupano delle varie aree. Autogoverno e un circolo virtuoso di risparmi dove davvero si può farli". FRA le linee guida indicate da Cantelli Forti c'è il dare "un maggiore spazio, e in fretta, a ricercatori e i associati; valorizzare le competenze scientifichee didattiche individuali ("I dati del rapporto che valutò tutti i dipendenti e costò all'Ateneo 5 miliardi non sono mai stati resi noti. Forse perché alcune aree 'famose'non ne uscivano bene?"); attuare uno sviluppo continuo e monitorato dell'edilizia universitaria come garanzia di qualificazione della didattica e della ricerca. E poi la costante presenza del rettore nelle sedi nazionali e internazionali di programmazione degli investimenti di medio periodo ? aggiunge il candidato ? ; il sostegno di collaborazioni organiche di formazione e ricerca con enti pubblici e privati; la creazione di aree di ricerca omogenee con piattaforme tecnologiche adeguate; il riequilibrio delle presenze e dell'utilizzo personale tecnico-amministrativo, preziosissimo. Dei 2.850 addetti in organico ? denuncia il professore ?, 1.500 stanno a Palazzo, gli altri 1.300 dove si fa ricerca e formazione. Un rapporto che va ribaltato". OGGI ci sono troppa burocrazia, troppi dirigenti, per "cose non importanti mentre è stato sguarnito l'ufficio tecnico". Troppo è il potere del settore amministrativa e il presidente del Polo riminese precisa: "Io stimo, come persona, il direttore amministrativo, ma ha occupato uno spazio eccessivo. Perché le è stato concesso di farlo"). Senza sbavature anche le risposte su due temi caldi della gara per la poltronissima: il ruolo della facoltà medica e l' affollato gruppetto (3) di candidati di area umanistica. "Medicina è al 50% facoltà universitaria e al 50% assistenza ? ricorda Cantelli Forti ? : non concordo con la formula ' sentito il rettore' che vige ora. Il rettore deve confrontarsi con la Regione ma difendere le prerogative dell'area sanitaria, che io penso di poter compattare. Quanto all'area umanistica, che è nelle mie radici perché io vengo dal liceo classico, la considero la più preziosa e la più fragile: c'è grande valore di contenuti ma per i suoi laureati è più difficile trovare lavoro. Io sono certo di poterla capire, rappresentare e difendere adeguatamente".
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da "Giorno, Il (Varese)"
del 17-10-2008)
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VARESE: PRIMO PIANO pag. 2 Expo 2015, nel Varesotto è già conto alla rovescia Nuove infrastrutture e progetti avveniristici: la provincia intende sfruttare la vicinanza del polo di Rho-Pero VERSO LA GRANDE ESPOSIZIONE MILANESE di ELEONORA MANTICA ? VARESE ? VARESE NON vuole essere solo una spettatrice, ma avere un ruolo di primo piano nell'Expo 2015. Un'occasione che il territorio non vuole perdere, una scommessa su cui investire risorse ed energie traendone i massimi benefici. "Noi non mancheremo": è il messaggio che arriva da amministratori locali, imprenditori, responsabili di associazioni ed enti del Varesotto che guardano all'appuntamento come un'occasione indispensabile per dare lustro a un territorio che tanto sta facendo nel settore del turismo, puntando a progetti avveniristici e nuove infrastrutture per essere al passo con l'evento storico. Ne è un esempio l'inaugurazione, avvenuta proprio l'altro ieri, di Villa Napoleonica, storica dimora restituita ai varesini con una nuova veste capace di coniugare tecnologia e charme. Ora, il centro congressi Ville Ponti - come ha rimarcato il presidente della Camera di Commercio Bruno Amoroso - è pronto per l'Expo 2015, pronto a conquistare il turismo congressuale che cerca sedi prestigiose per un'utenza d'elite. Le strutture ricettive nel Varesotto ci sono: un collaudo importare sono stati i Mondiali di ciclismo che hanno richiamato migliaia di turisti. Numerosi gli alberghi, alcuni costruite ad hoc proprio per l'evento iridato, che offrono ambienti ideali per convegni e meeting. Secondo gli amministratori varesini, la strada da seguire per giocare un ruolo decisivo nell'importante evento, è il lavoro d'equipe. Lavorando insieme, puntando sulla qualità ambientale e sulle bellezze del territorio, il bersaglio può essere facilmente centrato. LA PRESENZA dell'aeroporto di Malpensa, il polo fieristico di Rho-Pero e quello di MalpensaFiere a Busto Arsizio, la vicinanza con la Svizzera e la bellezza del paesaggio, sono elementi di forza su cui puntare. Expo Milano, dicono in coro gli amministratori varesini, vuole anche dire Expo Varese: la provincia dei sette laghi, piccolo gioiello incastonato nel verde delle Prealpi, si è già messa in moto in vista dell'evento che, secondo le prime stime, richiamerà in sei mesi 30 milioni di visitatori. "È un'opportunità da non perdere ? dice il presidente di Villa Recalcati Dario Galli - per questo motivo lavoreremo in stretta sinergia con le altre province nell'ottica di relazioni infrastrutturali ed economiche sempre più forti". "Il Varesotto ? continua ? sarà per i visitatori dell'Expo lo sbocco alternativo alla metropoli milanese. Mi auguro che l'iter delle grandi opere infrastrutturali che il territorio attende (Pedemontana e Varese-Como-Lecco), in vista dell'importante appuntamento si velocizzi. Noi, lavoreremo a 360 gradi sui temi dell'energia e dello sviluppo sostenibile che sono gli argomenti al centro dell'Expo, presentando dei progetti significativi". Dello stesso parere il sindaco del capoluogo Attilio Fontana: "Varese ? dice ? è stata la prima città ad aver appoggiato la candidatura di Milano per l'Expo e la prima ad avere ospitato una serie di eventi legati all'appuntamento. E' un'occasione che deve essere utilizzata nel migliore dei modi, ponendo la massima attenzione su quelle infrastrutture che diano valore all'intero sistema, opere che devono necessariamente essere portate a compimento. Coi Mondiali di ciclismo abbiamo dimostrato quanto riusciamo a fare se ci lasciano lavorare in pace, senza dover continuamente fare i conti con la burocrazia, ma collaborando con gli altri enti locali in un gioco di squadra. Lo faremo anche per l'Expo". "È GIUSTO CHE Varese pensi con decisoione all'Expo - spiega Francesco Ogliari, avvocato e docente milanese, grande esperto di trasporti - perchè si torva oggi in una situazione geografica ideale per sfruttarne le potenzialità. Basti pensare ai collegamenti futuri su binario con la Svizzera, con Malpensa e con Rho-Pero. Il binomio con Milano resta fondamentale. le due città di fatto sono oggi strettamente connesse fra loro, quasi un'unica conurbazione". Giorgio Angelucci, presidente di Ascom Varese: "E' il momento di studiare progetti e iniziative per trarre i massimi benefici dall'esposizione. Siamo stati i primi ? dice ? ad avere iniziato con l'Expo Village il lungo percorso verso l'evento. Ora occorre pianificare i prossimi obiettivi, le tappe da compiere. La città- giardino dal punto di vista ricettivo è già pronta per l'evento, capace di conquistare il turista grazie a un ambiente verde e rilassante. Possiamo ottenere dei grandi benefici in termini occupazionali, mettendo in campo eventi che, a differenza dei Mondiali, non dureranno solo una settimana, ma bensì sei mesi".
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da "Giorno, Il (Como)"
del 17-10-2008)
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SPORT LARIO pag. 14 Niente passaporto biologico: Bosisio dà forfait IL CAMPIONE ? ROGENO ? MANCHERÀ Gabriele Bosisio. Il 28enne di Rogeno, alfiere Lpr Ballan, sognava di correre da campione l'ultima classica in linea del 2008 - l'anno migliore della sua carriera. A bloccare Bosisio e tutta la Lpr Ballan è la nuova burocrazia dell'Unione Ciclistica Internazionale. Al Giro di Lombardia di domani è obbligatorio il passaporto biologico, obbligatoriamente imposto dalla Uci. La Lpr Ballan di Bosisio, Danilo Di Luca (primo al "Lombardia" 2001) e Alex Petacchi non ha momentaneamente il passaporto biologico. "HO INOLTRATO richiesta all'Uci per averlo dal primo gennaio 2009 ? precisa Fabio Bordonali, team manager della Lpr Ballan ? per garantire ai miei corridori la possibilità di partecipare a grandi gare senza intoppi. Sono comunque amareggiato di non poter essere presente". Lo è anche Bosisio dopo la bella prestazione al Campionato del Mondo di Varese. Gabriele è uno degli azzurri che più hanno lavorato a beneficio di Alex Ballan, trionfatore del Mondiale. VENERDÌ scorso Bosisio è stato lungamente applaudito dai 10 mila tifosi di Ballan accorsi alla festa della maglia iridata nel cuore di Castelfranco Veneto. Quest'anno Gabriele ha vinto il Giro d'Oro, la tappa di Pescocostanzo del Giro d'Italia e quella di Borno al Brixia Tour. Al Giro d'Italia per un giorno ha indossato la maglia rosa. Fortunatamente la sua quotazione rimane alta anche senza show al Lombardia. Alessandro Brambilla.
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da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 17-10-2008)
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ANCONA pag. 5 Riorganizzazione Enel e rinnovo dei processi A Portonovo gli specialisti della fatturazione PICCOLE e medie imprese protagoniste al Parlamento europeo di Bruxelles, dove l'altro ieri sono state discusse e votate varie questioni fondamentali per lo sviluppo economico del nostro territorio. A rappresentare gli imprenditori marchigiani c'era Giampaolo Giampaoli, presidente della Camera di commercio. "E' stata la prima assemblea straordinaria che l'Europa ha dedicato al mondo delle pmi ? osserva Giampaoli ?. E' interessante notare che tutti gli imprenditori presenti si sono detti d'accordo su alcuni punti fondamentali: la riduzione delle tasse e del costo del lavoro, la maggiore qualificazione del personale, la semplificazione amministrativa, la diminuzione della burocrazia". Giampaoli chiede maggiore attenzione: "Solo l'8 per cento del bilancio europeo è dedicato alla competitività delle imprese, mentre l'80 per cento va all'agricoltura e alla politica di coesione. Noi vogliamo più attenzione per le attività produttive, e meno per quelle finanziarie. A Bruxelles abbiamo stabilito relazioni importanti con funzionari, dirigenti e politici". Dalle questioni votate è emersa la necessità di un brevetto comunitario, di un maggiore aiuto all'ingresso delle pmi su nuovi mercati internazionali, di proposte come la Blu Card, ovvero di politica europea dell'immigrazione basata sulla domanda delle imprese (il 76 per cento si è detto favorevole). Al centro del dibattito anche l'ambiente. TRA GLI OSTACOLI maggiori allo sviluppo, anche nella nostra provincia, c'è la mancanza di personale qualificato. Anche per questo ben il 94 per cento dei presenti si è detto favorevole ad assistere scuole e istituti di formazione nello sviluppo di programmi al fine di ridurre il gap di competenze e promuovere lo spirito imprenditoriale. r. m.
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da "Opinione, L'"
del 17-10-2008)
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Oggi è Ven, 17 Ott 2008 Edizione 221 del 17-10-2008 Portofino: la Finanza sulle tracce del "tesoro di Craxi", cercato invano da tempo Intrigo d'affari a Villa Altachiara di Paolo Della Sala Una trentina di uomini delle Fiamme Gialle da tre giorni controlla ogni centimetro quadrato di Villa Altachiara a Portofino, la villa del Lord Carnavon della maledizione di Tutankamon, la villa dove si è consumata una delle più chiaccherate tragedie Vip, la morte della contessa Agusta. Adesso la villa è abitata da Maurizio Raggio e dalla sua famiglia (due domestici extracomunitari sono stati allontanati perché non in regola). Ma la Finanza forse cerca anche tracce del "tesoro di Craxi", invano cercato da anni dalle Procure di mezza Italia. Oppure anche il tesoro della contessa Vacca Agusta, caduta sugli scogli dall'alto di villa Altachiara e ritrovata nelle acque della Costa Azzurra dopo quaranta giorni. Tuttavia la contessa era indebitata per dieci milioni. Maurizio Raggio ufficialmente vive con la gestione del sushi bar La Gritta, sul molo nord del porticciolo, un locale aperto nel 1954 dal padre Lorenzo. La questione resta legata alla sentenza che condannò Raggio per riciclaggio e ricettazione, nel 2003. La vicenda riguardava i cosidetti conti correnti del Psi, presso la Banque Suisse di Chiasso e la Express bank di Ginevra. Si trattava di "conti di transito" dai quali sarebbero stati accreditati fondi provenienti da aziende come Barilla, Ansaldo, Siemens, Italimpianti, Techint etc. Nella sua attività di portaborse Raggio sarebbe potuto rientrare da un debito contratto con la Agusta. Storie complicate, appare difficile che oggi, a così grande distanza di anni, possano emergere fondi, mobili o gioielli rimasti nelle mani di Maurizio Raggio. Come si sa, quando c'è aria di fallimenti e di ispezioni la prima cosa che si fa è la cessione a terzi di ogni proprietà, anche quando la proprietà c'è. Le fiamme gialle e gli esattori di Equitalia hanno sì pignorato mobili, argenterie e quadri, ma ? a quanto pare - di concretamente riconducibile a Raggio c'è solo un Rolex d'acciaio. Raggio contesta anche il debito ascrittogli, che risulterebbe di 25 milioni di euro. Si noti che Villa Altachiara ? se verrà venduta a Londra dalla società che risulta proprietaria - vale circa 40 milioni. Finora si sono fatti avanti molti acquirenti, per lo più russi, anche se nessuno ha poi chiuso l'affare. Evidentemente lo scopo primario dell'operazione consiste nel cercare le prove che il vero proprietario della villa più nota al mondo è l'ex Golden boy di Portofino. Difficile trovarle là dove lui risiede con la famiglia, nemmeno nella cantina, dove sarebbe stata rinvenuta una vecchia valigia zeppa di documenti, che non sono certo il famoso "memoriale" di Raggio sul conto di Bettino Craxi. Secondo l'ex portaborse o collaboratore i 25 milioni di euro contestatigli da Equitalia non sono soldi che sono arrivati nelle sue tasche, ma è denaro che è transitato nei fondi esteri del Psi (o forse della stessa Agusta?), sono cioè "movimentazioni di capitali per i quali non ho beccato nemmeno un quattrino". Raggio sbaglia però a equipararsi a "prostitute e rapinatori" cui far pagare le tasse. Semmai ribadisca la sua estraneità a quei fondi, se non come "portaborse", il che in fondo sembra logico agli stessi portofinesi per i quali Raggio resta una persona furba e compromessa, che però ha gestito soldi non suoi. L'operazione compiuta da Equitalia potrebbe compromettere la vendita, presso Sotheby's o a trattativa privata, della villa, l'unico bene materiale rintracciabile in tutta la faccenda. La società DMC di Chiavari, proprietaria iniziale, cedette lo splendido sito alla inglese Ellanby. Ci sono però delle cause in corso (anche dagli Usa) per congelare questa cessione di proprietà. Si noti che dieci dei possibili 40 milioni di realizzo servirebbero a pagare i debiti contratti dalla contessa. Ormai - più che un intrigo internazionale sentimentale, com'era nei giorni della tragedia - la questione è diventata un intrigo d'affari, con risvolti kafkiani di scontri tra burocrazia, esattorie, magistrature di mezzo mondo, finora bloccate dalla legittima autodifesa o dai trucchi ragioneristici di Raggio.
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da "Corriere Adriatico"
del 17-10-2008)
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Giampaoli racconta la sua esperienza a Bruxelles. "Mi ha colpito l'uniformità dei problemi" "Io, nell'Europarlamento delle imprese" ANCONA - Si è tenuta a Bruxelles lo scorso martedì la prima edizione del Parlamento Europeo delle Imprese. L'evento è stato realizzato da Eurochambres, l'Associazione europea delle Camere di Commercio e dell'Industria, in occasione del suo 50 anniversario. In questa occasione il Presidente della Camera di Commercio di Ancona, Giampaolo Giampaoli, è stato chiamato a rappresentare il sistema camerale regionale, insieme al Presidente della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino Alberto Drudi. Il Presidente Giampaoli, coinvolto anche in qualità di imprenditore, è stato l'unico rappresentante del sistema produttivo marchigiano presente a Bruxelles. "Mi ha colpito molto - ha commentato Giampaoli durante l'incontro con la stampa convocata ieri per un bilancio sulla sua esperienza - constatare quanto le diverse realtà imprenditoriali europee condividano: a situazioni differenti fanno capo vedute ed esigenze comuni; i problemi del sistema marchigiano delle Pmi non sono lontani da quelli di paesi dell'Unione Europea molto distanti per altri aspetti, non solo geografici. Ci accomuna il bisogno di personale qualificato in azienda specialmente in produzione l'ostacolo di una burocrazia troppo lenta e di oneri fiscali troppo pesanti". A Bruxelles si è parlato di diplomazia, economia, brevetto europeo ed emergenza climatica. Il Presidente Giampaoli si è impegnato a realizzare nei prossimi 12 mesi un Audit energetico presso la propria azienda, tematica emersa nella sessione due concernente l'ambiente e l'energia. "E' fondamentale dare l'esempio ha ribadito il presidente - specialmente considerando l'impegno dell'Ente che presiedo proprio sui temi della sostenibilità ambientale". Tuttavia sulla questione se l'Europa si debba impegnare con ulteriori obiettivi per la riduzione dei gas serra, i votanti si sono invece espressi a sfavore: 44% si' e 49% no'. Tre sono quindi state le sessioni su cui gli imprenditori sono stati chiamati ad esprimere il proprio parere per mezzo di votazioni. Nella sessione uno "fare business senza barriere", l'attenzione è stata focalizzata sul bisogno di migliorare l'ambito delle norme sulla proprietà intellettuale, l' ulteriore diminuzione delle barriere per la commercializzazione fra i paesi. "Le Camere di Commercio si stanno muovendo sul fronte dell'internazionalizzazione ha sottolineato Luciana Frontini, Dirigente dell'Area Sviluppo Economico a questo proposito diventa fondamentale promuovere la Blu Card, ossia il riconoscimento delle professioni in tutta Europa. Evitando la persistente fuga di cervelli che compromette la competitività delle imprese nel mercato europeo e globale". Inoltre è stato chiesto ai presenti un parere sull'incidenza che l'assenza di un brevetto comunitario ha negli affari in Europa. "La creazione di questo brevetto è ormai una urgenza ha commentato Michele De Vita, Segretario Generale della Camera di Commercio di Ancona serve per proteggere i prodotti ed i servizi innovativi". La sessione tre è invece stata incentrata sulla creazione di un Europa imprenditoriale: emersa una richiesta di semplificazione delle normative fiscali per le imprese. Infine nella ripartizione del bilancio Ue 2007-13 solamente l'8% è previsto per la competitività delle imprese. CECILIA ROSSINI,.
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da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 17-10-2008)
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Cronaca di Nuoro Pagina 5018 La Provincia avrebbe dovuto liberare la carreggiata ma non dispone di mezzi adeguati Strada bloccata, causa burocrazia La Provincia avrebbe dovuto liberare la carreggiata ma non dispone di mezzi adeguati Articolato perde il carico a Mughina, traffico in tilt per ore --> Articolato perde il carico a Mughina, traffico in tilt per ore Dopo il rimpallo di responsabilità l'amministrazione provinciale ha provveduto di incaricare due ditte private di ripulire la strada. Metti un articolato che perde il carico di vetro in discesa e in piena curva, aggiungi la burocrazia e mischia un insieme di inadeguatezze strutturali e il risultato è presto fatto: la strada che da Nuoro conduce a Orgosolo e Oliena è rimasta chiusa al traffico nella zona di Mughina per quasi sette ore. Un periodo di tempo nel quale non si sono contati gli automobilisti inferociti e le diatribe tra Provincia e Comune sul chi dovesse sobbarcarsi l'onere di ripulire e liberare la sede stradale dal materiale perso dal pesante mezzo. L'INCIDENTE Erano da poco passate le otto del mattino quando una motrice Renault con un rimorchio carico di pedane e bottiglie di vetro vuote (destinate a una cantina della provincia) ha sbandato nella curva in discesa di Mughina, all'uscita dall'abitato di Nuoro, proprio all'inizio della strada provinciale 58. Il pesante mezzo (di proprietà della ditta Indelicato di Trapani e condotto dall'autista Giuseppe Saluzzo, di 46 anni) ha perso praticamente tutto il carico, intraversandosi e seminando la sede stradale di vetro e pesanti pallets di legno. IL CAOS Immediatamente il traffico è andato in tilt e nell'intera zona si sono formate code lunghissime. Sul posto sono arrivate pattuglie della Polizia stradale e del comando dei vigili urbani di Nuoro, due squadre partite dalla caserma dei vigili del fuoco e una squadra di operai della Provincia. Per prima cosa si è pensato a regolare il traffico, tanto che i vigili urbani si sono incaricati del versante cittadino mentre gli agenti della Stradale si sono occupati delle auto provenienti dai paesi della provincia. LA BUROCRAZIA Subito dopo ci si è interrogati sulle competenze a proposito della pulizia della sede stradale e della messa in sicurezza della zona. Dopo un tira e molla iniziale ci si è resi conto che, seppure per pochi metri, il pesante mezzo era andato a bloccarsi su un tratto di strada di competenza dell'amministrazione provinciale. LA PROVINCIA "Solo che noi, come ente, non abbiamo mezzi e professionalità in grado di affrontare un'emergenza di questo tipo", rileva l'assessore provinciale ai Lavori pubblici Giuseppe Ledda. Che si è comunque sollecitamente interessato di incaricare i suoi funzionari di rivolgersi a una ditta esterna. Verso la fine della mattinata, dunque, sul posto sono intervenuti i mezzi di un privato e della Nuoro Ambiente (che in città si occupa della raccolta differenziata dei rifiuti). Così, pian piano, la strada è stata liberata e il pesante mezzo ha potuto riprendere la sua marcia. LE PROTESTE Poco dopo le quindici anche il traffico era ormai tornato alla normalità, anche se dall'incidente erano ormai trascorse quasi sette ore. Un ritardo segnalato con fastidio da tanti automobilisti che, fino al termine della mattinata, hanno tempestato di telefonate sia la caserma dei vigili del fuoco che il comando della Polizia municipale. A. MUR.
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da "Trentino"
del 18-10-2008)
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Dalla guerra politica a quella dei giudici: ecco come si è arrivati al rinvio delle elezioni TRENTO. Il terremoto che ha portato al rinvio delle elezioni è scaturito da un cavillo burocratico: la mancanza dell'autentica della firma del segretario dell'Udc Paolo Dal Rì. Ecco le tappe di questa telenovela. 26 settembre. Il giorno dopo la presentazione delle liste per l'Udc arriva la prima doccia fredda: la commissione elettorale centrale esclude la lista che fa capo a Lia Giovanazzi Beltrami perché la firma del segretario del partito Paolo Dal Rì non era autenticata. Una dimenticanza impossibile da sanare perché la lista era stata presentata all'ultimo momento. Duro il commento di Marcello Carli che tuonò: "Questo è il trionfo della burocrazia sulla democrazia", prima di chiedere le dimissioni dal partito di Paolo Dal Rì, colpevole di non aver autenticato la firma. 29 settembre. L'Udc presenta ricorso al Tar e si dice ottimista attraverso il senatore Ivo Tarolli, che aveva messo al lavoro un pool di luminari del decreto amministrativo. "Gli avvocati ci hanno assicurato che c'è tutto il tempo ed il margine per vincere e rientrare in gioco". 1 ottobre. Il Tar dà ragione all'Udc e attraverso la sentenza del presidente Francesco Mariuzzo la rimette in corsa. Una decisione che non comporta grandi rivoluzioni - solo la ripetizione del sorteggio delle liste - ma che scuote la campagna elettorale. Sergio Divina aveva annunciato: "Prendiamo atto della riammissione e non faremo ricorso al Tar", mentre era stato più duro Denis Bertolini (Valli Unite) che aveva etichettato la scelta del Tar come "scandalosa". 10 ottobre. Il Collegio del Tar conferma la decisione del presidente Francesco Mariuzzo, che nel suo decreto aveva accolto le tesi dei legali dell'Udc che sostenevano come la mancata autenticazione della firma del segretario del partito Paolo Dal Rì non fosse un'irregolarità insanabile, e riammette ufficialmente la formazione alleata di Lorenzo Dellai alle elezioni provinciali. Intanto il presidente della Lega Nord Alessandro Savoi firma il ricorso contro la riammissione dell'Udc e non si dà per vinto: "Il Consiglio di Stato si dovrebbe pronunciare sul nostro ricorso contro la sospensiva il 17 ottobre, in tempo per escludere l'Udc dalle elezioni". 17 ottobre. Il Consiglio di Stato si pronuncia e a sorpresa dà ragione alla Lega Nord: Udc fuori dalle elezioni, questa volta definitivamente, senza possibilità d'appello. (j.t.).
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da "Trentino"
del 18-10-2008)
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Sit in piazza Dante contro i finanziamenti della Provincia definiti "poco trasparenti" per un progetto in Argentina La protesta anti Berasi fa litigare la Cgil Il segretario Purin contro Casagranda: "La sua è un'iniziativa personale" TRENTO. La protesta contro l'assessore Berasi e la Provincia fa litigare la Cgil. Il segretario generale Ruggero Purin si scaglia contro Ezio Casagranda (Filcams-Cgil) per la sua partecipazione: un'iniziativa personale, la Cgil non ha mai aderito alla protesta. In piazza Dante hanno portato persino un piccolo gregge di capre, per protestare contro il finanziamento da parte della Provincia di un progetto di allevamento nel Chaco, in Argentina. "Soldi sperperati - oltre 2,5 milioni di dollari dicono le associazioni Filcams Cgil, El Puerto e Unione Famiglie Trentine - perché in quella zona non ci sono le risorse necessarie (come l'acqua) e soprattutto l'accordo con le popolazioni locali". Ezio Casagranda e gli altri contestatori ieri sono stati in piazza dalle 9 del mattino fino a pomeriggio inoltrato in attesa di incontrare il governatore, Lorenzo Dellai, ma alla fine si sono dovuti arrendere perché il presidente non li ha accolti. "Ci siamo trovati di fronte ad un muro impenetrabile fatto di burocrazia - accusano - e manca la trasparenza di dire ai trentini come vengono spesi i soldi pubblici". Accusano l'assessore Iva Berasi di non averli mai ascoltati. Si chiedono "perché nessuno parla della contraddizione e del fallimento di questi continui finanziamenti della Provincia e non ci viene data risposta?". In serata, però, la Cgil ha preso le distanze dalla battaglia del segretario della Filcams Ezio Casagranda, spiegando che si tratta di un'iniziativa a titolo personale. "La Cgil del Trentino non ha promosso, nè mai aderito alla manifestazione di oggi in piazza Dante contro la giunta e contro l'assessore Berasi - spiega Ruggero Purin, segretario generale. - Si tratta di un'iniziativa personale promossa da un rappresentante della categoria del commercio". La Filcams è una delle categorie che fa parte della confederazione della Cgil e come tale è autonoma. "Tuttavia - conclude Purin - il dirigente in questione Casagranda avrebbe dovuto comunicare le sue intenzioni o comunque specificare la sua qualifica di rappresentante di categoria". Più volte i progetti portati avanti in Argentina sono stati oggetto di accusa per mancanza di trasparenza nella gestione dei soldi spesi dai vari assessorati in Sud America. Quella del Chaco è una realtà sociale ed economica disastrosa. Su una superficie di 100 mila chilometri quadrati vive una popolazione poverissima. Tra i suoi 983 mila abitanti esiste una larga percentuale di famiglie emarginate (64%) e con un alto tasso di analfabetismo (8%). E' in questo territorio che sono nate cooperative finanziate dalla Provincia. (m.b.).
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da "Trentino"
del 18-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
AZZOLINI "Una viabilità all'altezza" RENZO AZZOLINI Una città come Rovereto merita attenzione, cura e credibilità. E' stata questa convinzione che mi ha riportato in politica (dopo una pausa durata quasi vent'anni) quando si è presentato il sindaco Guglielmo Valduga con il suo progetto amministrativo. Ed è questa convinzione che mi porta a presentarmi alle elezioni provinciali come candidato dei Leali a sostegno del candidato presidente Lorenzo Dellai. E' necessario portare a Trento una sensibilità più attenta al nostro territorio che dà un contributo importante allo sviluppo dell'intero Trentino. Serve una sanità che metta al centro il malato e non la burocrazia, serve una viabilità adeguata alle moderne esigenze, servono soluzioni per una mobilità alternativa, serve un'università vera e concreta e una scelta forte sul futuro del comparto ex Manifattura, polmone importante non solo per Rovereto, ma per tutto il Trentino. (Leali al Trentino, per Dellai presidente). 61 anni, geometra, già assessore comunale con il sindaco Michelini prima e con Valduga poi.
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da "Trentino"
del 18-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
ZENATTI La sicurezza è una priorità MARCO ZENATTI Un cuore forte batte a destra. Politica onesta e società ordinata per realizzare i progetti utili per Rovereto. Sicurezza: aggressioni, furti in casa, immigrazione clandestina; si deve vivere, senza alcun timore, giorno e notte. Servizi per Rovereto: un ospedale con autonomia gestionale da Trento; una tangenziale che porti fuori dalla città il traffico; una Facoltà vera e non simbolica; il mantenimento di un presidio permanente di vigili del fuoco. La Scuola musicale sia punto di riferimento per la Scuola Provinciale di Formazione Musicale. Lavoro: imprenditori, artigiani e commercianti possano investire e lavorare senza essere condizionati da politica e burocrazia. Casa: alloggi pubblici e mutuo sociale per chi è in difficoltà; precedenza agli italiani nell'assegnazione di alloggi. (La Destra, per Divina presidente). 55 anni, funzionario provinciale, consigliere provinciale, ex consigliere comunale.
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da "Tribuna di Treviso, La"
del 18-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Successo dell'iniziativa dei fratelli Fedrigo che distribuiscono il prodotto dalla loro stalla di Cessalto. La convenienza alletta i consumatori In coda davanti al distributore di latte Trecento persone al giorno davanti alla macchinetta vicino a piazza Luzzatti MOTTA DI LIVENZA. Il distributore preso d'assalto, è stato posizionato a due passi da piazza Luzzatti, in pieno centro, ed in una zona molto frequentata, ma comoda. In un parcheggio ampio. Sarà la comodità di rifornimento, sarà che il latte arriva da una stalla che tutti possono vedere perché vicinissima a Motta, sarà che costa solo un euro ed è latte fresco intero, fatto sta che davanti al distributore c'è sempre gente. A volte c'è la coda. Le persone arrivano con la loro bottiglia di vetro, fin dalle sei del mattino, e fin oltre le 10 di sera. C'è sempre qualcuno che si ferma a prendere il latte. Un fenomeno che ha colpito anche gli stessi Fedrigo. "Abbiamo iniziato, quasi per scommessa dopo aver visto un'esperienza simile in un'altra città del Veneto". Il distributore preso d'assalto, è stato posizionato a due passi da piazza Luzzatti, in una zona comoda e centrale. Sarà la comodità di rifornimento, sarà che il latte arriva da una stalla che tutti possono vedere perché vicinissima a Motta, sarà che costa solo un euro ed è latte fresco intero, fatto sta che davanti al distributore c'è sempre gente. Le persone arrivano con la loro bottiglia di vetro, fin dalle sei del mattino, e fin oltre le 10 di sera. C'è sempre qualcuno che si ferma a prendere il latte. Un fenomeno che ha colpito anche gli stessi allevatori Fedrigo. "Abbiamo iniziato, quasi per una scommessa dopo aver visto un'esperienza simile in un'altra città del Veneto. Abbiamo cominciato con un distributore qui vicino alla nostra stalla a Cessalto, e abbiamo visto che il via vai di gente era continuo, anche di notte. Allora abbiamo pensato a portare il latte anche a Motta. Lì il fenomeno è letteralmente esploso. Andiamo a Motta a sostituire i bidoni anche tre o quattro volte al giorno: va detto che un bidone contiene cento litri di latte. Il conto è fatto. Abbiamo avuto, a Motta, qualche problema iniziale con le documentazioni e la burocrazia, ma ora tutto si è risolto. Pensiamo di estendere l'iniziativa anche nel veneziano". Ed è vero, non c'è ora del giorno in cui il chiosco blu del distributore del latte fresco, sia deserto. Più spesso c'è la coda per il latte davanti al patronato. Il sindaco di Cessalto, Giovanni Artico, per primo ha creduto nell'iniziativa. "Quando ho saputo che i fratelli Fedrigo avevano qualche difficoltà burocratica e qualche perplessità, ho cercato di agevolarli, ho sempre pensato che l'idea del latte fresco dalla stalla al consumatore, fosse una carta del futuro".
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da "Giornale di Brescia"
del 18-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Edizione: 18/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:la provincia Padernello Bassa al capezzale dell'ambiente Attorno al progetto "Pianura sostenibile", proposto dalla Fondazione Cogeme, si è riunito uno stuolo di amministratori dell'area Molti i temi sul tappeto, a partire dalle possibilità offerte, ma finora non sfruttate a dovere, dai Piani di governo del territorio Foto di gruppo per i partecipanti al convegno che si è svolto ieri al Castello di Padernello PADERNELLOL'ambiente. Eh già l'ambiente. In fondo chi oserebbe non definirsi ambientalista, paladino dell'importanza di vivere in un mondo migliore, in una società ecosostenibile? Ma il bucolico idillio si spezza nel momento esatto in cui vengono toccati dei nostri interessi, che molto banalmente può essere il fare la raccolta differenziata. Ed allora l'ambiente diventa quello del nostro vicino, è lui che non se ne occupa come dovrebbe. Trovato il capro espiatorio la nostra coscienza può tornare serenamente ambientalista. Figuriamoci cosa può accadere alla nostra povera natura quando ci sono rilevanti interessi economici in ballo, quando si scontrano lungimiranti amministrazioni pubbliche che vorrebbero dare al loro territorio uno sviluppo "sostenibile" con privati che, in maniera altrettanto legittima, puntano a rendere più redditizie possibile le loro aree. Sviluppo o salvaguardia? Coniugare sviluppo e salvaguardia dell'ambiente è possibile oppure no? Quesito da jackpot del Superenalotto, una risposta si è però cercato di darla per tutta la giornata di ieri presso il Castello di Padernello grazie alla Fondazione Cogeme Onlus. Protagonista dei lavori è stata la Bassa e la sua possibile crescita equilibrata, rispettosa delle risorse naturali. "Pianura sostenibile" è infatti il progetto che la Fondazione Cogeme ha realizzato per offrire strumenti e linee guida ai comuni alle prese con i Piani di Governo del territorio, coordinatore dell'iniziativa il prof Maurizio Tira docente di Tecnica e pianificazione urbanistica alla Statale di Brescia. Per quanto riguarda la giornata di ieri, alla quale hanno partecipato numerosi amministratori della Bassa, i lavori sono stati coordinati da Enrico Mirani, cronista del nostro Giornale e bassaiolo doc. Quei Pgt così "distratti" La relazione del prof. Tira è partita da un'amara considerazione: i temi ambientali non sono correttamente valorizzate nei Pgt. "Il problema ambientale - ha spiegato - assume ogni giorno maggiore rilevanza, ma non sempre incrocia efficacemente le pratiche di pianificazione e governo del territorio messe in atto dalle amministrazioni locali. Più frequentemente si ragiona sugli effetti ambientali problematici del vivere collettivo e si evita di valutare il ciclo che porta a tali effetti: dalle trasformazioni di destinazione dei suoli, alla necessità di infrastrutture, al consumo energetico, allo smaltimento dei rifiuti. Ma oggi la sostenibilità è la nuova declinazione che si dà al concetto di sviluppo. Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri". Il consumo del suolo Da un sondaggio tra i sindaci della Bassa sono emersi quelli che sono i temi ambientali più sentiti e per i quali è necessaria una pianificazione territoriale. Al primo posto non poteva che esserci il consumo del suolo, del resto basta vedere quanti capannoni sono stati tirati su e mai utilizzati per capire quanto la salvaguardia del territorio sia fondamentale. A seguire la qualità dell'acqua, dell'aria, del paesaggio, all'ultimo posto la gestione dei rifiuti. La conclusione di Tira è stata che servono sì mappature, "ma soprattutto norme che assicurino una vera salvaguardia del territorio". A discutere di "sistema rurale nella salvaguardia del territorio" è stata Francesca Oggionni, agronomo che si occupa di vari progetti per la Fondazione Cogeme. Con la consueta passione ambientale, Oggionni ha ricordato "come un tempo una città ben governata sapeva valorizzare la campagna, che era ordinata e ben disegnata. È necessario ridare naturalità al territorio". L'agricoltura come valore Che la questione ambientale, specificamente la gestione delle aree agricole, possa avere più sfaccettature lo si è capito alla ripresa dei lavori nel pomeriggio. Ettore Prandini, presidente di Coldiretti di Brescia, ha ovviamente difeso i contadini ricordando "l'indiscutibile valore dell'agricoltura per il nostro territorio. E se a volte i contadini preferiscono vendere le loro aree anziché continuare a lavorarle è perché sono schiacciati da una burocrazia pesantissima". Anche il presidente di Cogeme Gianluca Del Barba ha sottolineato le difficoltà degli agricoltori a restare sul mercato, "si remunera troppo la speculazione immobiliare e finanziaria". "La nostra - ha invece spiegato Francesco Bettoni presidente della Camera di Commercio - è una provincia a vocazione zootecnica e così resterà anche nei prossimi anni. Certo, cercare di capire cosa accadrà nella Bassa da qui a dieci anni e pura follia. Parliamo dell'oggi, è ricordiamoci che la nostra agricoltura, pur con tutti i suoi limiti, produce beni di altissima qualità. Il latte bresciano è il migliore del mondo. Gli agricoltori devono cercare soluzioni consortili e poi presentarle ai comuni". Francesco Alberti.
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da "Italia Oggi"
del 18-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
ItaliaOggi ItaliaOggi - Agricoltura Sicilia Numero 248, pag. 43 del 18/10/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF zOotecnia In Sicilia il comparto fa quadrato è in distribuzione il nuovo numero di Terrà, il mensile edito dall'assessorato Agricoltura e foreste della regione Siciliana. La copertina di settembre è dedicata alla zootecnia, un comparto pronto al rilancio con le carni griffate Sicilia. "La Sicilia già da tempo sta investendo sulla qualità e sulla sicurezza alimentare", afferma l'assessore regionale all'agricoltura, Giovanni La Via, "oggi il consumatore non vuole sapere solamente se il prodotto è buono, ma anche se è sicuro. E con il marchio Carni di Sicilia può stare tranquillo". Anche di zootecnia, ma non solo, parla nell'intervista rilasciata a Terrà, il ministro per le politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia. Che punta, fra l'altro, a snellire la burocrazia, ridurre i costi e accorciare le filiere. In questo numero, inoltre, Terrà si è fatto promotore di un'iniziativa senza precedenti: raccogliere le voci del territorio, intervistando i nove presidenti delle province dell'isola e dai quali arriva un armonico contributo per lo sviluppo. è già possibile sfogliare on-line la rivista sul sito www.terrasicilia.it e scaricarne la versione integrale in formato pdf.
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da "Secolo XIX, Il"
del 18-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
L'opinione nHANNO ATTRAVERSATO tre secoli, consolidandosi per acquisire il controllo della navigazione di linea e specializzarsi per settore di trasporto. Per stabilire prezzi e tariffe sulle rotte oceaniche, la periodicità e la frequenza delle partenze, per scegliere gli scali cui far capo con le singole linee. Insomma, per programmare la ripartizione dei traffici. Da oggi, questi antichi centri di potere economico - un tempo capaci di esercitare sensibili influenze anche sul mondo politico - non esistono più. Le conference armatoriali muoiono per mano dell'Unione europea, condannate da Bruxelles che non accetta più i cartelli commerciali tra le grandi compagnie di linea che trasportano container. È un bene, una riforma destinata a premiare i consumatori? L'impressione è che l'Unione europea abbia confermato la consueta, abissale distanza dalla vita reale. Il sistema delle conference garantiva l'esenzione delle compagnie marittime da alcuni aspetti della normativa anti trust. Per oltre 150 anni questo meccanismo ha governato gran parte dei traffici marittimi mondiali, assicurando equilibrio ad un mercato caratterizzato da una forte ciclicità dei noli. Il fatto che in queste settimane la crisi finanziaria che ha sconvolto il mondo abbia già avuto, e avrà pesantemente in futuro, fortissime ripercussioni sui traffici, non sembra inquietare più di tanto la burocrazia europea. Che procede nella sua crociata contro qualunque tipo di accordo fra le compagnie container. Alla Commissione non è bastata l'abolizione del sistema con cui venivano stabilite le tariffe fra i gruppi armatoriali conferenziati. Nel nuovo regime imposto, che si presenta comunque molto fumoso, saranno quasi certamente di difficile applicazione anche strumenti ordinari come lo scambio di spazi di stiva (vessel sharing agreements) o gli accordi per approdi coordinati nei vari terminal. Alla scadenza- nel 2010 - del Regolamento secondo il quale operano attualmente, anche i consorzi armatoriali rischiano di avere vita molto dura. La realtàè che di fatto, Bruxelles è da anni contraria ad ogni tipo di alleanza fra le compagnie di trasporto container. Negli ultimi tempi ha chiesto ulteriori chiarimenti sui 92 accordi in vigore alle prime venti compagnie di linea mondiali, che controllano oltre l'80% dei traffici. I dettagli di ogni singolo accordo dovranno essere forniti dalle compagnie entro il prossimo 20 novembre. Un tempo troppo breve per comprendere come i consorzi (e i pool che operano in altri settori, ad iniziare da quello cisterniero) abbiano alla fine evitato il fallimento di molte compagnie e una pericolosa concentrazione del mercato. Dal punto di vista dei consumatori, la crociata di Bruxelles contro le conference poteva essere inizialmente condivisibile. Ma l'atteggiamento punitivo verso lo shipping e le incomprensioni di oggi, che rischiano di creare forti difficoltà a molte compagnie già martellate dalla crisi, non sortiranno effetti positivi. La chiusura di qualche linea e il licenziamento di un buon numero di marittimi e di personale di terra saranno presumibilmente il prezzo da pagare a una impostazione ormai superata dai tempi, in clamorosa contraddizione con le iniziative di regolazione del mercato predisposte dai governi proprio in questi giorni di crisi. 18/10/2008.
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da "Secolo XIX, Il"
del 18-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
A genova Dal tramonto all'alba il San Martino diventa il regno degli animali che terrorizzano gli infermieri a fine turno Genova. L'invasione inizia all'imbrunire, quando una colonia di cinghiali prende possesso dell'area dell'ospedale San Martino. Una città nella città: tre ettari di territorio e venti chilometri di viali interni per uno degli ospedali più grandi d'Europa. Eppure, di notte comandano loro: gli ungulati; il parco del San Martino diventa il loro regno e territorio di caccia. Sbancano aiuole, scendono le strade fino al Palazzo Amministrazione, quello dell'ingresso principale, quello davanti al quale c'è il capolinea della rete di autobus interni. E terrorizzano il personale, soprattutto quello infermieristico: chi termina il turno fra le 20 e le 21, specialmente se si trova al Padiglione Maragliano - in cima alla collina e piuttosto isolato - spesso chiede di essere "scortato" fino all'auto dagli agenti della vigilanza interna. Per ora non si è ancora verificato alcun incidente, ma nella colonia sono nati alcuni piccoli, e la gente ha il timore di possibili aggressioni da parte di madri troppo protettive, anche perché ci sono adulti di dimensioni davvero ragguardevoli. Quasi ogni sera gli ungulati scendono a valle in cerca di cibo: la Polizia Provinciale e la Forestale sono al corrente della situazione, ma finora sono impotenti, fermate dalla burocrazia: per intervenire, la Provinciale ha bisogno di una richiesta scritta da parte del personale amministrativo. La storia dei cinghiali a San Martino ha origini antiche, da quando fu costruito il Centro di Biotecnologie Avanzate nei primi anni '90: la ditta appaltatrice, per non far circolare camion pieni di fango all'interno dell'ospedale, aprì un varco nella cinta muraria della struttura nei pressi di Forte Santa Tecla; da qual varco, rimasto aperto per anni, si introdusse un cinghiale. Poi un altro, e un altro ancora. Finché, non trovando pericoli, fu una intera colonia a varcare la soglia di quel confine abbattuto, attirata dalle fioche luci dei reparti, in una enclave di Genova che sonnecchia ma non dorme mai, neppure alle ore piccole. Oggi quell'antica colonna d'Ercole è stata richiusa, ma i cinghiali hanno trovato un'altra falla nella fortezza dal Terzo Isolamento, nella zona dove si trova l'Ist. La Polizia Provinciale ha provato a posizionare gabbie per catturare gli animali, ma l'espediente non ha avuto successo. Il San Martino ha trovato il suo Pifferaio Magico in Mario Napoli, radiologo nella Clinica di Chirurgia nonché animalista convinto, che è riuscito a catturare - con le buone - una dozzina di cinghiali, che ora dimorano nella sua tenuta di Bavari e sono diventati mansueti e socievoli, almeno con l'uomo che li accudisce. Ma una nuova colonia ha ora conquistato i viali del San Martino, e ogni notte i vigilanti dell'ospedale gli danno la caccia - fino all'alba, e anche oltre - sperando di riuscire ad arginare il fenomeno. Per ora l'impresa è sempre stata proibitiva. Se la situazione non troverà altre soluzioni, potrebbe essere richiamato Napoli, l'Uomo che Sussurrava ai Cinghiali. Ma si tratterebbe di un'altra soluzione-tampone, in assenza di provvedimenti radicali. Ormai a San Martino sui cinghiali circolano le leggende metropolitane più disparate; è invece assolutamente vera la storia del vigilante che, mentre stava facendo una multa, si è visto passare un cinghialino fra le gambe. Nell'entroterra, intanto, è stato salvato Giovannino (cosìè stato chiamato): un piccolo cinghiale ferito al muso e al collo dai cacciatori. Per l' intervento di ricostruzione del muso è arrivato da Pavia un veterinario specializzato; Giovannino ha prontamente recuperato, e ora si trova in un allevamento, ben nutrito e pasciuto. Il grande avversario del cinghiale? Il lupo, che si dice praticamente scomparso; chiedere ad Angelo Musso, commercialista - e cacciatore - imperiese che si è trovato faccia a faccia con un esemplare dal manto nero al confine tra le province di Imperia e Cuneo. Ma per il San Martino la soluzione di introdurre qualche lupo sarebbe un tantino troppo radicale. Giuliano Gnecco gnecco@ilsecoloxix.it 18/10/2008.
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 18-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Libro bianco della Provincia per semplificare e rendere omogenee le autorizzazioni a sagre e rassegne Paese che vai, burocrazia che trovi Accolto l'appello delle Pro loco: tavolo per procedure comuni di STEFANO POLZOT Sembra facile ottemperare alle leggi: in realtà l'interpretazione delle stesse può comportare più di qualche grattacapo. Un problema che investe il mondo del volontariato e delle Pro loco tanto che Regione e Provincia sono pronte a mobilitarsi per concertare protocolli comuni. Il problema è emerso nel corso dell'incontro che il vice presidente della giunta regionale, Luca Ciriani, e l'assessore provinciale al Turismo, Markus Maurmair, hanno avuto, ieri mattina, con i rappresentanti delle Pro loco del Friuli occidentale. Se le attività sono comuni (montaggio di gazebo, allestimento di cucine, mescita di prodotti, organizzazione di spettacoli all'aperto) le incombenze sono diverse da Comune a Comune: c'è chi è più rigido e chi interpreta le norme in maniera più flessibile. Capita così che per una stessa manifestazione da una parte si richieda la convocazione della commissione pubblici spettacoli e dall'altra no. Così come si richiedono o meno adempimenti che hanno un costo significativo, come la certificazione degli impianti elettrici o delle tensostrutture a prescindere dalla loro grandezza. Questioni di non poco conto per chi lavora affidandosi solo sull'impegno dei volontari. Per questo motivo l'assessorato provinciale al Turismo ha deciso di raccogliere i problemi e le criticità che le Pro loco devono affrontare per redigere una sorta di libro bianco e promuovere un tavolo di concertazione con le istituzioni interessate, dai Comune alle Aziende sanitarie fino ai Vigili del fuoco, affinché si arrivi alla definizione di protocolli operativi comuni che, rispettando i principi della sicurezza, rendano più facile il lavoro degli organizzatori. "Da parte nostra - ha affermato il vice presidente della Regione - c'è la massima disponibilità non solo al sostegno dei progetti, ma anche a contribuire, per quanto di competenza della Regione, allo snellimento di quelle procedure burocratiche che spesso frenano il mondo del volontariato". Ciriani si è detto disponibile "a presentare in tempi brevi, su sollecitazione delle Pro loco, condivisibili modifiche alla normativa regionale che vadano proprio in questo senso". Il lavoro di concertazione, del quale sono state gettate le basi nel corso della riunione che si è tenuta ieri mattina, vedrà il coinvolgimento dell'Associazione regionale tra le Pro loco del Friuli Venezia Giulia che proprio oggi celebra a Udine la festa per i 25 anni dalla costituzione.
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da "Adige, L'"
del 18-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
MATTIA FRIZZERA NAVE SAN ROCCO - "Se si va d'accordo a cosa serve la legge?" MATTIA FRIZZERA NAVE SAN ROCCO - "Se si va d'accordo a cosa serve la legge?". Sintesi di un rapporto positivo tra "sior" e "masador" in quasi 50 anni di lavoro della campagna di maso Angelini tra il municipio di Nave San Rocco e l'autostrada. Il rapporto tra Franca Angelini e Giuseppe Viola , 62 anni, che giovedì ha ricevuto il titolo di cavaliere all'ordine della Repubblica dall'ex presidente provinciale Carlo Andreotti , non ha bisogno della burocrazia ma semplicemente della parola per essere rispettato. I Viola da oltre un secolo lavoravano i terreni degli Angelini, Giuseppe curava i meleti dal 1960, per continuare nel solco della tradizione dell'omonimo nonno Giuseppe, nato nel 1871. Fedele alle mele, prodotto che i Viola hanno saputo far valorizzare grazie anche all'opera di mediazione di Arturo, nel 1971 Giuseppe è andato ad insegnare le proprie abilità a 25 contadini nell'area del Reno, in quella che allora era la Germania dell'Ovest. Poi la fine degli anni Settanta, con i nuovi cloni di varietà rossa con "le prime sperimentazioni nel maso e grande successo della varietà anche ad Egna". Giuseppe nei suoi quasi 50 anni di lavoro si è dedicato anche all'attività all'interno dei 3P e nella Vigor tamburello. "Non ho mai avuto la tentazione di lasciare la campagna - spiega - anche perché fino a 30 anni fa avevamo anche una stalla. Per i giovani che oggi volessero coltivare la terra servono degli aiuti, visti i costi elevati". Il riconoscimento a Viola da parte del Commissariato del Governo ha voluto testimoniare l'importanza dell'attività agricola in un territorio difficile come quello trentino, che richiede grande professionalità per rimanere competitivo. Giuseppe coltiverà a tempo parziale gli altri terreni di sua proprietà, ma ora desidera dedicarsi anche al volontariato, seguendo dei corsi per aiutare gli anziani in casa di riposo. Per far ridere di gusto Giuseppe basta chiedergli perché è ancora "scapolo d'oro". "Beh - risponde un po' imbarazzato - sarà perché qui a casa ci sono due sorelle che mi trattano bene". Ora Giuseppe è il cavaliere numero 19813 dell'Ordine che conta circa 200 membri in tutto il Trentino, per la gioia dei fratelli Donato, Celestino, Anna, Concetta e Gabriella. 18/10/2008.
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da "Arena.it, L'"
del 18-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
LOTTA ALLA CRIMINALITÀ. A Bardolino il convegno di studio per la polizia municipale del Nord Italia. Tra i presenti, anche l'assessore regionale Massimo Giorgetti "Ora servono le celle di sicurezza" Tosi: "Risposta concreta alle necessità della gente" La replica: "I decreti frettolosi non servono"     Stefano Joppi Giornata di confronto e studio per la polizia municipale del nord Italia. Il convegno, svolto al Caesius Thermae di Cisano e organizzato dall'International police association italiana con il patrocinio del Comune, Provincia e Regione, ha visto la partecipazione anche dell'assessore regionale alla sicurezza Massimo Giorgetti e di Flavio Tosi. E proprio gli interventi, nel pomeriggio, dei due esponenti politici ha catalizzato l'attenzione dei presenti. In particolare Giorgetti, riprendendo una dichiarazione di Vasco Errani, presidente della Conferenza delle regioni e di tutt'altro colore politico, ha sottolineato come non esista un "governo amico delle regioni". Una frase ad effetto per evidenziare come in ambito di materie di sicurezza costi e spese ricadano poi tutte sulle casse della regione e degli enti locali. "Il cittadino vuole risposte concrete, soluzione dei problemi legati alla propria sicurezza ma alla fine anche noi siamo vittime più della burocrazia che della politica", ha chiosato. "Ben venga, pur con tutti i suoi limiti, il pacchetto sicurezza", ha ribadito Tosi all'avvocato toscano Flavio Piccioni che ha messo in evidenza come i decreti legge, spesso frettolosi e adottati sull'onda delle emozioni, non sono la panacea a tutti i mali. "Occorrono leggi chiare, varate dal Parlamento per evitare interpretazioni diverse da città a città", ha continuato Piccioni riferendosi in particolare all'interpretazione dell'area "centro urbano": a seconda dei giudici può avere confini diversi. "Almeno ora, grazie al pacchetto sicurezza, possiamo intervenire in situazioni prima a noi precluse", ha ripreso Tosi ricordando che i sindaci adesso hanno strumenti per agire in campi un tempo preclusi. "Certo serve dell'altro come l'accesso alla banca dati da parte della polizia municipale. Inoltre abbiamo già chiesto al ministero competente la possibilità, come nel sistema anglosassone, d'istituire le celle di sicurezza: un luogo dove i piccoli trasgressori vengono rinchiusi per alcune ore. Si tratterebbe di una risposta concreta alla necessità della gente", spesso lasciata sola di fronte ai casi più disparati legati alla piccola delinquenza. "Situazioni che non trovano l'aiuto delle forze dell'ordine impossibilitate ad intervenire nei singoli fatti", anche perché prive di mezzi di coercizione. Non manca lo scoramento come nel caso del blitz al Palladio e il sequestro di 21 appartamenti dove si esercitava la prostituzione. "Molte di quelle abitazione sono ritornate di proprietà alle stesse prostituite per il semplice fatto che lì hanno residenza", ha concluso Tosi che ha battuto il tasto sulla certezza della pena e sulla revisione del codice penale. In chiusura, Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona, ha ricordato come da maggio ad oggi sono stati confiscati, per guida in stato d'ebbrezza, ben 40 veicoli.
(
da "Arena.it, L'"
del 18-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Ora servono le celle di sicurezza" Tosi: "Risposta concreta alle necessità della gente" La replica: "I decreti frettolosi non servono"     Stefano Joppi Giornata di confronto e studio per la polizia municipale del nord Italia. Il convegno, svolto al Caesius Thermae di Cisano e organizzato dall'International police association italiana con il patrocinio del Comune, Provincia e Regione, ha visto la partecipazione anche dell'assessore regionale alla sicurezza Massimo Giorgetti e di Flavio Tosi. E proprio gli interventi, nel pomeriggio, dei due esponenti politici ha catalizzato l'attenzione dei presenti. In particolare Giorgetti, riprendendo una dichiarazione di Vasco Errani, presidente della Conferenza delle regioni e di tutt'altro colore politico, ha sottolineato come non esista un "governo amico delle regioni". Una frase ad effetto per evidenziare come in ambito di materie di sicurezza costi e spese ricadano poi tutte sulle casse della regione e degli enti locali. "Il cittadino vuole risposte concrete, soluzione dei problemi legati alla propria sicurezza ma alla fine anche noi siamo vittime più della burocrazia che della politica", ha chiosato. "Ben venga, pur con tutti i suoi limiti, il pacchetto sicurezza", ha ribadito Tosi all'avvocato toscano Flavio Piccioni che ha messo in evidenza come i decreti legge, spesso frettolosi e adottati sull'onda delle emozioni, non sono la panacea a tutti i mali. "Occorrono leggi chiare, varate dal Parlamento per evitare interpretazioni diverse da città a città", ha continuato Piccioni riferendosi in particolare all'interpretazione dell'area "centro urbano": a seconda dei giudici può avere confini diversi. "Almeno ora, grazie al pacchetto sicurezza, possiamo intervenire in situazioni prima a noi precluse", ha ripreso Tosi ricordando che i sindaci adesso hanno strumenti per agire in campi un tempo preclusi. "Certo serve dell'altro come l'accesso alla banca dati da parte della polizia municipale. Inoltre abbiamo già chiesto al ministero competente la possibilità, come nel sistema anglosassone, d'istituire le celle di sicurezza: un luogo dove i piccoli trasgressori vengono rinchiusi per alcune ore. Si tratterebbe di una risposta concreta alla necessità della gente", spesso lasciata sola di fronte ai casi più disparati legati alla piccola delinquenza. "Situazioni che non trovano l'aiuto delle forze dell'ordine impossibilitate ad intervenire nei singoli fatti", anche perché prive di mezzi di coercizione. Non manca lo scoramento come nel caso del blitz al Palladio e il sequestro di 21 appartamenti dove si esercitava la prostituzione. "Molte di quelle abitazione sono ritornate di proprietà alle stesse prostituite per il semplice fatto che lì hanno residenza", ha concluso Tosi che ha battuto il tasto sulla certezza della pena e sulla revisione del codice penale. In chiusura, Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona, ha ricordato come da maggio ad oggi sono stati confiscati, per guida in stato d'ebbrezza, ben 40 veicoli.
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da "Arena.it, L'"
del 18-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Verona-Pechino: l'avventura in bici diventa un libro Gianni Sirotto oggi sarà ospite speciale alla Adigemarathon di canoa a Pescantina   Una targa per ricordare l'impresa della pedalata da Verona a Pechino, 13.760 chilometri da febbraio a giugno in sella alla mountain bike, seguendo l'antica via della seta come moderni Marco Polo assetati di conoscenza e avventura. Un viaggio che ha toccato città impregnate di storia come Istanbul, Teheran, Samarcanda, 11 Stati e sette fusi orari diversi. Eppure la parola impresa non piace a Gianni Sirotto, 54 anni, assicuratore di professione e vagabondo d'inclinazione naturale, che insieme all'amico Renato Ciravegna, 64 anni e torinese doc, è arrivato in cinque mesi nella capitale cinese coronando il sogno di una vita. Riferendosi a lui, meglio evitare anche la parola eroe. "La vera impresa la fanno i disoccupati oppure gli operai che cercano di sbarcare il lunario, mentre gli eroi sono tuttI morti" afferma Sirotto, torinese di nascita ma veronese d'adozione, visto che dal 1982 vive a Negrar. Il biker ha ritirato dalle mani del sindaco di Negrar Alberto Mion una targa riconoscimento con cui l'amministrazione ha voluto rendere omaggio al suo viaggio, affrontato con spirito libero, a favore della fratellanza tra i popoli e con un tocco solidale verso i meno fortunati. Sirotto è schietto, senza peli sulla lingua. Diventa un fiume in piena man mano che affiorano ricordi, odori, panorami della sua traversata. Ringrazia per il pensiero pur ammettendo di non amare i sensazionalismi. Si definisce un cittadino del mondo, un viaggiatore incallito, un amante dello sci alpinistico, ma soprattutto un sessantottino idealista e ottimista. "Un male inguaribile", scherza. È rientrato a fine giugno, in tempo per il compleanno della figlia Federica, "perché sono gli affetti che ti fanno venir voglia di tornare a casa". Ma dopo tre mesi in Valpolicella si dice pronto a partire per un nuovo viaggio, magari in Africa. Negli occhi di Gianni brilla ancora il cielo blu cobalto che li ha accompagnati chilometro dopo chilometro. Al sindaco Mion e agli amministratori di Negrar Sirotto ha raccontato storie, aneddoti e incontri del lungo viaggio verso l'Oriente. Tutte cose che non ha mai mancato di annotare nel suo diario di bordo e che finiranno in un libro pubblicato da Jago Edizioni, che sarà disponibile in novembre. Oggi, inoltre, Sirotto sarà ospite speciale della Maratona internazionale di canoa e kayak, a Pescantina, per conto della quale ha portato a Pechino un messaggio di pace diretto al Comitato olimpico. Ha un'incrollabile fede calcistica nel Torino, Gianni, che in Cina stava per costargli qualche giorno di carcere, a causa di una maglia della squadra indossata con fierezza e fotografata nel mezzo di piazza Tienanmen, a Pechino, ambito e raggiunto traguardo del loro viaggio con soddisfazione dei protagonisti e anche dei numerosi sponsor che avevano dato loro fiducia. "Alcuni poliziotti in borghese ci hanno avvicinato, non sapevano cosa significasse quella maglia e temevano che fosse legata a qualche manifestazione di dissenso, pro Tibet", racconta Sirotto. "Non sapevamo di rischiare così grosso. Non potete immaginare l'aria che si respira in un Paese in cui manca la libertà, soffocato dalla burocrazia, super controllato e dominato dalla paura".C.M.  .
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da "Arena.it, L'"
del 18-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
NEGRAR. Il protagonista della traversata ciclistica, durata cinque mesi, è stato premiato dal sindaco Alberto Mion Verona-Pechino: l'avventura in bici diventa un libro Gianni Sirotto oggi sarà ospite speciale alla Adigemarathon di canoa a Pescantina   Una targa per ricordare l'impresa della pedalata da Verona a Pechino, 13.760 chilometri da febbraio a giugno in sella alla mountain bike, seguendo l'antica via della seta come moderni Marco Polo assetati di conoscenza e avventura. Un viaggio che ha toccato città impregnate di storia come Istanbul, Teheran, Samarcanda, 11 Stati e sette fusi orari diversi. Eppure la parola impresa non piace a Gianni Sirotto, 54 anni, assicuratore di professione e vagabondo d'inclinazione naturale, che insieme all'amico Renato Ciravegna, 64 anni e torinese doc, è arrivato in cinque mesi nella capitale cinese coronando il sogno di una vita. Riferendosi a lui, meglio evitare anche la parola eroe. "La vera impresa la fanno i disoccupati oppure gli operai che cercano di sbarcare il lunario, mentre gli eroi sono tuttI morti" afferma Sirotto, torinese di nascita ma veronese d'adozione, visto che dal 1982 vive a Negrar. Il biker ha ritirato dalle mani del sindaco di Negrar Alberto Mion una targa riconoscimento con cui l'amministrazione ha voluto rendere omaggio al suo viaggio, affrontato con spirito libero, a favore della fratellanza tra i popoli e con un tocco solidale verso i meno fortunati. Sirotto è schietto, senza peli sulla lingua. Diventa un fiume in piena man mano che affiorano ricordi, odori, panorami della sua traversata. Ringrazia per il pensiero pur ammettendo di non amare i sensazionalismi. Si definisce un cittadino del mondo, un viaggiatore incallito, un amante dello sci alpinistico, ma soprattutto un sessantottino idealista e ottimista. "Un male inguaribile", scherza. È rientrato a fine giugno, in tempo per il compleanno della figlia Federica, "perché sono gli affetti che ti fanno venir voglia di tornare a casa". Ma dopo tre mesi in Valpolicella si dice pronto a partire per un nuovo viaggio, magari in Africa. Negli occhi di Gianni brilla ancora il cielo blu cobalto che li ha accompagnati chilometro dopo chilometro. Al sindaco Mion e agli amministratori di Negrar Sirotto ha raccontato storie, aneddoti e incontri del lungo viaggio verso l'Oriente. Tutte cose che non ha mai mancato di annotare nel suo diario di bordo e che finiranno in un libro pubblicato da Jago Edizioni, che sarà disponibile in novembre. Oggi, inoltre, Sirotto sarà ospite speciale della Maratona internazionale di canoa e kayak, a Pescantina, per conto della quale ha portato a Pechino un messaggio di pace diretto al Comitato olimpico. Ha un'incrollabile fede calcistica nel Torino, Gianni, che in Cina stava per costargli qualche giorno di carcere, a causa di una maglia della squadra indossata con fierezza e fotografata nel mezzo di piazza Tienanmen, a Pechino, ambito e raggiunto traguardo del loro viaggio con soddisfazione dei protagonisti e anche dei numerosi sponsor che avevano dato loro fiducia. "Alcuni poliziotti in borghese ci hanno avvicinato, non sapevano cosa significasse quella maglia e temevano che fosse legata a qualche manifestazione di dissenso, pro Tibet", racconta Sirotto. "Non sapevamo di rischiare così grosso. Non potete immaginare l'aria che si respira in un Paese in cui manca la libertà, soffocato dalla burocrazia, super controllato e dominato dalla paura".C.M.  .
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da "Arena.it, L'"
del 18-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
  L'Antica Fiera del Rosario offre non solo piaceri della buona tavola, allegria e spensieratezza per un giorno, ma anche occasioni di scambio e confronto tra contadini, produttori e quanti sono legati all'economia agricola della montagna. Ogni anno infatti la Pro loco organizza un convegno su temi che riguardano il comparto, dalle opportunità legate ai bed & breakfast alle nuove forme di mercato promosse dai Gruppi di acquisto solidale. Oggi, dalle 9.30, nella chiesa di San Marziale, si parlerà di "La rivolta della terra e la montagna incartata". "Sono tante le leggi con cui i contadini si trovano a dover fare i conti", spiega il presidente della Pro loco, Luca Piccoli. "Una burocrazia soffocante che non ha altri effetti se non quello di contribuire a gettare nel precipizio gli agricoltori che non hanno più margini di guadagno perché risucchiati da troppe incombenze. A meno che non si associno, inventandosi forme di aiuto". Interverranno il presidente di Antica Terra Gentile, Roberto Marchesini, Ivano Gasparini e Giovanni Zivelonghi di Breonio, Massimo Angelini del Consorzio della Quarantina di Genova, Francesco Benciolini dell'Associazione Rurale italiana; Roberto Schellino, agricoltore di Demonte (Cuneo).C.M.  .
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da "Arena.it, L'"
del 18-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Più ore e più giorni di musica e multe dimezzate per i locali     Roberto Massagrande Più tempo per fare musica grazie al nuovo regolamento sugli esercizi pubblici varato dal commissario straordinario per recepire la legge regionale in materia. In questo modo le serate a disposizione dei locali per fare musica raddoppiano, da 10 a 20. Una sorta di sconfessione di quanto deciso nel 2004 dal consiglio comunalec he intendeva, così, mediare tra le esigenze degli esercenti e quelle dei residenti. Con il nuovo regolamento, inoltre, è stato spostato avanti di mezzora - dalle 24 alla 0.30 - il limite massimo di apertura. A diminuire, così, sono soltanto le sanzioni previste per gli eventuali trasgressori che addirittura vengono dimezzate: andavano da un minimo di 250 a un massimo di 1.000 euro mentre adesso variano tra i 25 ed i 500. Non è quest'ultimo, però, il solo vantaggio che il nuovo regolamento concede ai gestori di locali pubblici. Ora, infatti, la semplice diffusione sonora e di immagini attraverso tv e altri impianti non rientra più nella definizione di "attività di intrattenimento e spettacolo" e viene di fatto liberalizzata, fatto salvo il pagamento di canoni ed abbonamenti. Restano così "attività di intrattenimento" l'esibizione di cantanti, il piano bar ed il karaoke. Per i pubblici esercizi diventa più leggera anche la burocrazia: ad esempio il preavviso di uno spettacolo, che prima era di 7 giorni, si riduce a 5. Viene confermato che per questi spettacoli i clienti non dovranno pagare nessun biglietto e neppure maggiorazioni sulla consumazione: vietate anche le consumazioni obbligatorie mentre può subire una maggiorazione il servizio al tavolo.
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da "Corriere Adriatico"
del 18-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
Il convegno promosso dalla Banca Popolare di Ancona a Jesi Sinergie per il mercato russo JESI Siamo la prima regione italiana per l'export di pelli e apparecchi domestici, la quarta per il mobile e la quinta per il tessile e l'abbigliamento. Tutto verso il mercato russo. Ma le Marche hanno bisogno di andare oltre Mosca. "In un rapporto di collaborazione tra la grande e la piccola impresa", come suggerisce Federico Vitali, presidente Confindustria Marche. Questo, in sintesi, il quadro emerso nel corso del convegno "L'impresa verso i mercati internazionali. Focus Russia", che si è svolto ieri pomeriggio nel centro direzionale Esagono della Banca Popolare di Ancona che con il Gruppo Ubi Banca e il Sole 24 Ore hanno organizzato l'evento. "Per aggredire questo mercato - dice Ferdinando Palazzo, responsabile Ufficio di rappresentanza a Mosca di Ubi-Banca - non bisogna dimenticare la dimensione troppopiccola delle nostre azienda che necessariamente devono consorziarsi o seguire le imprese maggiori. Alle banche poi spetta il compito non solo creditizio, ma di supporto e di consulenza". Un mercato, quello russo, non facile come sottolineato da Michele Brusia, segretario Camera di commercio Italo-Russa, che tra le difficoltà elenca gli alti costi di insediamento, il rilascio dei permessi di lavoro e i tempi lunghi della burocrazia. "Ma il Pil della Russia continuerà a crescere, nonostante questa crisi spiega Palazzo . Per questo i nostri imprenditori devono tenere duro". A tratteggiare le prossime sfide istituzionali Raimondo Orsetti, della Regione Marche. "Dopo quello della meccanica, cercheremo dice di esportare il distretto del mobile, continuando a valorizzare il Made in Italy". E dopo i settori classici, calzaturiero-meccanica-mobli-agroalimentare, qualcosa si muove nel comparto dell'energia rinnovabile. "Internazionalizzare significa prima conquistare quote di mercato, poi consolidarle. Ma per essere pronti occorre che le grandi aziende marchigiane facciano da traino alle piccole e le piccole devono sapersi mettere insieme", conclude Vitali. Tra i relatori anche Luciano Goffi, direttore generale Banca Popolare di Ancona, Giulio Veneri, a.d. Interprofessional network che ha curato il manuale "L'impresa verso i mercati internazionali-Focus Russia" e una serie di imprenditori che hanno raccontato la loro esperienza nella terra degli zar. CARLA TROIANI ,.
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da "Mattino, Il (Circondario Sud1)"
del 18-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
ANTONIO VASTARELLI "Da domani gli imprenditori che non denunciano il pizzo verranno espulsi dall'associazione", mentre quelli che lo faranno verranno aiutati a dotarsi di sistemi di difesa passiva, a cominciare dalla videosorveglianza, in accordo con le forze dell'ordine. Il presidente dell'Unione industriali di Napoli, Gianni Lettieri, esprime "grande soddisfazione" per essere riuscito a firmare un'intesa con la prefettura di Napoli sulla legalità e lo sviluppo. Un patto sottoscritto alla presenza del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, il quale ha sottolineato come la camorra vada combattuta anche, e soprattutto, colpendo i patrimoni dei clan che, gestendo numerose aziende, fanno concorrenza sleale alle imprese sane. "Oggi - ha raccontato Maroni - ne abbiamo sequestrata una che si occupa addirittura di energie alternative". Presidente Lettieri, questo protocollo arriva a oltre un anno dalla scelta di Confindustria Sicilia di bandire le imprese che subiscono in silenzio il racket. Anche a Napoli si poteva prendere prima questa decisione? "Il codice antiracket già lo avevamo adottato tempo fa, si trattava solo di attuarlo: e con questo accordo lo facciamo. Arriviamo a questo punto, però, dopo quattro anni in cui, all'Unione industriali, ci siamo sempre occupati del tema della sicurezza con numerose iniziative. Sbaglia chi dice che lo facciamo solo ora. La verità è che forse oggi si nota di più perché il governo dimostra un'attenzione verso Napoli mai registrata in precedenza, e per questo siamo molto soddisfatti". Quindi, caccerete chi subisce in silenzio perché connivente con le organizzazioni criminali? "Confermo che chi non denuncerà un tentativo di estorsione subìto ed effettivamente accertato sarà cancellato dall'associazione". A partire da subito? "Da domani". Tra i punti del protocollo siglato c'è l'istituzione, entro tre mesi, presso la prefettura, di un comitato delle sinergie per lo sviluppo nella legalità. Quali compiti avrà? "Si tratterà di un vero e proprio sportello unico finalizzato allo sviluppo e a disposizione delle imprese che potranno rivolgersi al comitato per segnalare qualsiasi tipo di problema: dalla legalità alla sicurezza, dalle opportunità di finanziamento alla burocrazia. Un luogo di raccordo tra le reali esigenze del territorio e la programmazione degli enti locali e statali". L'intesa prevede l'introduzione, in via sperimentale e su richiesta dei comuni, di un'unica stazione appaltante presso la prefettura. Una misura di garanzia contro eventuali infiltrazioni malavitose che, facendo venir meno il rapporto diretto aziende-amministrazioni, potrebbe però allungare i tempi della burocrazia, già estenuanti. Come pensate di far fronte a questo problema? "Anche di queste cose dovrà occuparsi il comitato che sarà costituito presso la prefettura, semplificando il più possibile le procedure per venire incontro alle esigenze delle imprese che intendono operare nella piena legalità, senza però dover subire intralci che potrebbero danneggiare l'attività economica".
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da "Sicilia, La"
del 18-10-2008)
Argomenti: Burocrazia
"Posteggiatore abusivo per vivere dopo otto mesi senza stipendio" Cesare La Marca Il loro stipendio - sufficiente nemmeno a sopravvivere dopo mesi senza alcun introito - è ancora bloccato a Palermo, incastrato in quella burocrazia di mandati e autorizzazioni che loro, delusi e sfiduciati, non riescono più a comprendere. I lavoratori socioassistenziali - senza soldi in alcune cooperative convenzionate con il Comune da otto, nove e perfino dieci mesi - sono tornati per l'ennesima volta a manifestare in piazza Duomo, con i pullman e gli striscioni davanti al Comune, ma quasi senza riuscire più ad arrabbiarsi, un po' come chi vive un incubo tale da non poter essere raccontato. Come e con quali parole, d'altra parte, esprimere il disagio di chi da anni lavora giorno per giorno al servizio di bambini, anziani, disabili, conosce a fondo le loro realtà sociali e problemi, e sa per esperienza che incrociare le braccia non ha lo stesso effetto dello sciopero dei netturbini, sa che i primi e gli unici a pagare sarebbero proprio quei compagni di viaggio, deboli e indifesi come adesso si sentono loro, che nonostante tutto continuano ad assisterli. Le parole e le spiegazioni, allora, le trova proprio uno dei lavoratori. R. F. ha 50 anni, è un dipendente della cooperativa Misericordia San Leone, che si occupa dell'assistenza agli anziani nel quartiere alla periferia della città. Da otto mesi senza lo stipendio di appena 800 mila lire assegni compresi, tre figli e un contratto di apprendistato in scadenza. "La sera faccio il posteggiatore abusivo in centro storico - dice - lavoro anche fino alle tre di notte per portare a casa 25 euro". Nel suo "secondo lavoro" R. F. non mette arroganza né tariffe obbligate - ci assicura - ma in qualche modo un po' della sua esperienza nel rapporto con gli altri, del suo vissuto accanto a chi vive tra problemi e difficoltà. "I miei clienti sono i ragazzi che vanno nei pub - spiega - quelli che escono per divertirsi ma in fondo gli si legge negli occhi che sono amareggiati, perché sanno quante incertezze può riservare il futuro a chi non trova altro che un lavoro in un call center per 350 euro al mese. Così spesso non gli chiedo nulla per badare alla macchina o al motorino, ma altrettanto spesso sono loro a volermi dare qualcosa. La cosa più bella è che riusciamo a comunicare, così dopo che posteggiano io gli raccomando di non esagerare con la birra e gli alcolici, quasi come potrei fare con i miei figli, e loro mi ascoltano, almeno così io spero". Solo una storia tra centinaia di altre, uguali e diverse, per dire che anche così si sopravvive, dopo otto mesi senza stipendio, in una città che non ha saputo e non sa più ascoltare i più deboli.
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da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 18-10-2008)
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ABANO/MONTEGROTTO Il Tar annulla la delibera regionale che fissava scadenze per l'accreditamento al servizio sanitario nazionale Termalismo, bocciate le prestazioni "a tempo" Giulia Zanettin: "Non è l'impresa a dover dimostrare di essere in regola ma l'ente che ne autorizza l'attività" Abano TermeNessuna autorizzazione a tempo per le strutture alberghiere e nessun obbligo per esse di produrre a scadenza triennale la copiosa documentazione tecnica necessaria ad ottenere dalla regione l'accreditamento al servizio sanitario . E' una vittoria contro la burocrazia e contro l'aggravamento del procedimento amministrativo quella decretata dal Tar del Veneto a favore degli alberghi aderenti alla Confidustria Padovana, decisi a ricorrere, nel novembre scorso, contro il nuovo codice autorizzativo imposto da Palazzo Balbi. Era stata infatti la Regione, con una delibera approvata nel luglio del 2007 a creare non poche difficoltà, organizzative ed economiche, alle strutture del bacino termale. L'esecutivo regionale, infatti, aveva stabilito che l'autorizzazione all'esercizio degli stabilimenti termali, un tempo valida ininterrottamente, fosse limitata a soli cinque anni. L'altro colpo basso inferto dal governo veneziano agli stabilimenti termali consisteva invece nell'obbligo di produrre ogni tre anni, la copiosa documentazione necessaria a dare validità all'accreditamento alla struttura sanitaria. Una prassi burocratica non da poco, che avrebbe obbligato le amministrazioni degli alberghi a spendere ad ogni scadenza oltre 3 mila euro per inviare alla Regione un copioso fascicolo composto da oltre una novantina di documenti. Sorprendente è stata la brevità in cui il Tar del Veneto si è pronunciato per accogliere il ricorso degli albergatori. Ci è infatti voluto solo un anno per l'organo di giustizia amministrativa per annullare le parti della delibera giudicate in contrasto con la stessa normativa regionale del 2002. Un lavoro record, se si pensa che i tempi medi di pronuncia del Tar si aggirano fra i 3 e i 4 anni. La vittoria contro la delibera regionale, oggetto di serrate critiche sin dalla sua esecutività, è stata salutata con ovvia soddisfazione da parte dei vertici della sezione Terme e Turismo di Confindustria.Tiriamo un sospiro di sollievo ha commentato infatti Giulia Zanettin, Presidente dell'Associazione e prima firmataria del ricorso- davanti ad una pronuncia che avrebbe potuto porre in seria crisi le 160 aziende del comprensorio termale e migliaia di operatori ad esse collegati".Le cifre offrono solido conforto alle positive valutazione dell'organismo di rappresentanza degli imprenditori turistici. Per molte aziende termali, infatti la percentuale di fatturato derivante dalle prestazioni in regime di accreditamento sanitario, oscilla fra il 60\% ed il 90\% dei ricavi. Numeri di tutto rispetto, se considerati alla luce della flessione del mercato che ha caratterizzato in negativo la stagione in via conclusione alle Terme del bacino euganeo. Il calo delle presenze registrato per la clientela italiana è stato infatti del 5,7\%, con un rosso del 9,4\% per quella straniera. Uno scenario poco rassicurante per gli operatori del settore. Sul quale il dicktat regionale avrebbe sicuramente calato un colpo da k.o.Lucio Piva.
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da "Corriere.it"
del 18-10-2008)
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Progetto di riforma entro ottobre per privilegiare l'inserimento di giovani Gelmini sull'Università: "Nuovo metodo di assunzione per ricercatori e docenti" Valentina Aprea (Commissione Cultura): "Superare l'attuale concezione burocratica del ruolo dei docenti" Mariastella Gelmini (LaPresse) ROMA - "Entro ottobre presenterò la riforma del reclutamento dei ricercatori e dei docenti. In particolare sarà presentato un progetto di legge per privilegiare e favorire l'assunzione di giovani nelle Università". Lo ha detto Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca nel corso di un convegno della Fondazione magna carta. APREA APPLAUDE - E subito si registrano le prime reazioni come quella di Valentina Aprea, presidente della Commissione Cultura della Camera:"Apprezzo molto che il Ministro Gelmini abbia voluto ribadire il suo sostegno alla riforma dello stato giuridico dei docenti. E apprezzo ancor di più che abbia precisato di preferire la via parlamentare per affrontare questo annoso problema, ormai non più rinviabile". LA BUROCRAZIA - "Superare l'attuale concezione burocratica del ruolo dei docenti, che non ne valorizza l' autonomia e le responsabilità professionali - afferma Aprea - è un elemento fondamentale di quel riassetto generale della scuola iniziato con i recenti provvedimenti del governo. Ringrazio anche il Ministro di aver espresso l'auspicio che il Parlamento proceda in tempi rapidi all'approvazione di questa riforma. D'altra parte - conclude - la mia proposta di legge in tal senso, abbinata con le altre proposte, ha già iniziato il suo iter parlamentare: non rimane che procedere nel lavoro di Commissione e arrivare al più presto all'approvazione". stampa |.